Batman: il team di sviluppo svela nuovi indizi sul prossimo gioco

A cinque anni dallʼultimo episodio unʼimmagine pubblicata in rete alimenta le speculazioni sul prossimo capitolo della saga Batman: Arkham

Sono passati cinque lunghi anni quando Batman: Arkham Knight ha appassionato migliaia di giocatori in giro per il mondo. Già lo scorso dicembre erano trapelati alcuni indizi che volevano il ritorno del Cavaliere Oscuro in un nuovo episodio videludico. A un mese dalla prima comparsa di alcuni dettagli sul videogioco in lavorazione presso gli studi di Warner Bros. Games Montréal, una misteriosa immagine pubblicata recentemente sui social lascia presagire che questo ritorno sia sempre più vicino.

L’immagine in questione è frutto di una sorta di collage, i cui pezzi provengono da tre immagini pubblicate sui canali Facebook, Twitter e Instagram del team di sviluppo.

Una volta ricomposte, come in una sorta di puzzle, ciò che viene fuori da vita a una sorta di logo che sembra confermare le precedenti indiscrezioni sulla presenza della Corte dei Gufi, una setta segreta composta dall’élite di Gotham City che controlla l’intera città. Lo stesso logo è stato successivamente condiviso nella sua interezza da WB Games Montréal, che ha rimandato a una pagina segreta del suo sito.

Qui i fan hanno scoperto la presenza di una seconda immagine, simile a una sorta di “mandala”, che include anche il simbolo precedentemente diffuso dagli sviluppatori, che suggeriva inoltre la presenza di Ra’s al Ghul e della Lega degli Assassini come parte della storia. La nuova immagine, tuttavia, ha al suo interno spazi vuoti che dovrebbero riempirsi nei prossimi giochi con nuovi loghi simili a quelli già pubblicati.

Il messaggio riportato insieme all’immagine riporta la frase “Capture the Knight/Cape sur la Nuit”, dove la prima parte in inglese sembra riferirsi a Batman (Knight significa appunto Cavaliere, riferendosi all’appellativo di Cavaliere Oscuro, mentre la seconda in francese gioca con la parola Nuit (Notte) e Cape (Mantello), sempre alludendo all’Uomo Pipistrello.

Si spera che l’azienda possa accelerare un po’ e svelare al più presto nuovi dettagli sul suo nuovo gioco, considerando che il suo ultimo progetto rilevante è stato Batman: Arkham Origins del 2013, e da allora la software house si sta dedicando in gran segreto a un nuovo titolo basato sull’universo DC Comics.

Fonte: [TGCom]

 

Burt Ward ottiene la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame

Robin è il supereroe più recente dell’universo DC a festeggiare gli 80 anni di pubblicazione, seguendo le orme dei pilastri della casa editrice statunitense come Superman, Batman e Wonder Woman. Quasi ad 80 anni precisi dalla sua prima apparizione in Detective Comics 38, testata nella quale lo stesso Cavaliere Oscuro ha visto le sue origini, risalente al 6 marzo 1940. Se Superman è stato, a tutti gli effetti, il primo eroe diverso dal solito, con poteri mai visti prima, Batman ha ricoperto il ruolo di detective tenebroso, abile nelle arti marziali, con un’infinità di dispositivi per combattere il crimine, e Wonder Woman è stata la prima grande eroina, nonché una delle prime creazioni della DC.

Di fronte a questi mostri sacri dell’ambiente fumettistico Robin è apparso come aiutante, un compagno con il quale il supereroe avrebbe intrapreso numerose avventure. Nel corso degli anni queste figure di “sidekick” hanno acquisito sempre maggiore importanza e, come nel caso di Robin, si sono successivamente distaccati per poi divenire i veri protagonisti nelle testate loro dedicate.

Giovedì 9 Gennaio 2020 è diventato ufficiale: Burt Ward ha la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, unendosi al suo compianto collega Adam West.

Questo il video dei festeggiamenti:

Alla cerimonia hanno partecipato fan, cosplayer e celebrità – come gli ex-allievi di Batman ’66 Lee “Catwoman” Meriwether, Sivi “Undine” Aberg, Terry “Venus” Moore e Sharyn “Eenie” Wynters.

Date un’occhiata a questi frame:

Burt parla con il “cast” di Batman ’66

Il cosplayer di Robin Alex Zsolt e Ward

Zsolt e Ward

Tracy e Burt Ward

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 2/6

Per Batman il cinquantesimo numero di Detective Comics che celebra il più vecchio Comic Book pubblicato senza interruzioni sulla scena del fumetto. Il concetto di distribuzione e di vendita comincia a cambiare nel 1981, quando una rete di diverse centinaia di negozi specializzati nella vendita di fumetti e di materiale collegato, si allarga attraverso gli Stati Uniti. Rifornendosi tramite le distribuzioni di comics invece che dai tradizionali distributori di giornali, i negozi permisero lo sviluppo di un nuovo mercato del fumetto uscendo dai limitati ricavi delle edicole o dei drugstores. Il numero uno di Dazzler (marzo 1981) edito dalla Marvel Comics, fu venduto solo attraverso i negozi specializzati per testare la forza di questo nuovo canale. Il risultato dell’esperimento fu più di quattrocentomila copie vendute, quasi il doppio della media dei titoli a fumetti più richiesti. L’albo di Dazzler provò anche che, in un momento critico in cui i canali tradizionali stavano riducendosi, la nuova rete di negozi poteva fornire una forte base finanziaria. Importante fattore di rilancio fu poi la scoperta di un substrato tra i lettori occasionali di collezionisti che acquistarono più copie dell’albo speculando su un probabile valore futuro (cosa che non avvenne), un nuovo bersaglio da colpire per le strategie di marketing delle Majors. Importante evento per quest’anno fu la nascita della prima Casa indipendente, una società californiana chiamata Pacific Comics che decise di vendere direttamente ai negozi specializzati. Primo titolo fu Captain Victory and the Galactic Rangers (novembre 1981) di Jack Kirby, che trasformò la Pacific nella prima proprietaria di personaggi a fumetti autoprodotti, incoraggiando quello che in seguito sarebbe diventato un vero e proprio diluvio di albi indipendenti stampati esclusivamente per i collezionisti. Con lo sviluppo del nuovo mercato specializzato, molti piccoli editori si rivolgono al fumetto, così fa l’Eclipse Comics, già produttrice sporadica in questo campo, che inaugura nell’agosto 1982 la sua prima testata regolare Sabre mentre, per saggiare le possibilità economiche collegate al collezionismo, la Comico pubblica il dilettantesco Primer. Inferiori alle vendite di qualsiasi albo Marvel, Archie Comics o DC, questi comics sono però subito sostenuti dai collezionisti che, avidi, comprano di tutto. Il prossimo passo della DC è una maxi-serie, passaggio obbligato dopo il successo delle mini tra i lettori.

Camelot 3000 (dicembre 1982), maxi di dodici numeri, scritta da Mike W.Barr e disegnata da Brian Bolland, segna il primo esperimento, sostenuto da Tales of New Teen Titans (giugno 1982) che sfrutta il forte seguito dei New Teeri Titans e della loro serie regolare. Puntata sui collezionisti anche la miniserie Wolverine pubblicata nel settembre 1982 in quattro parti dove ricompare, manco a dirlo, un Miller in forma smagliante alle prese con il membro più controverso e amato di tutti gli X-Men. A cinque anni dal taglio drastico delle testate durante la DC Implosion, il mercato diretto si è così ben consolidato che, un folto numero di fans e collezionisti decide addirittura di tentare in campo editoriale varando nuove Compagnie di produzione finanziate direttamente di tasca propria. Siamo nel 1983 e la First Comics esordisce con Warp (marzo 1983), seguito da American Flagg (ottobre 1983) fumetto di fantascienza adulta disegnato da Howard Victor Chaykin. Americomics e Capitol si uniscono a Eclipse, Pacific, Comico e First Comics nella nuova ondata di pubblicazioni per collezionisti. In questo campo entra anche la Kitchen Sink Press conosciuta per la produzione Underground, offrendo ad una nuova generazione di lettori il classico Spirit di Will Eisner. Nella distribuzione destinata solo alla vendita diretta anche la Eagle Comics che ristampa il Judge Dredd britannico (novembre 1983) per i fans USA. Ancora Frank Miller presenta per la DC, Ronin (luglio 1983) serie limitata di sei albi che raccoglie le sue influenze “a fumetti” giapponesi ed europee, riflettendole nel nuovo comic americano. Riproponendo i suoi supereroi degli anni ’40 e ’60 sotto il simbolo del Red Circle, ritorna anche la Archie Comics e pubblica ben otto nuove testate come The Black Hood (gennaio 1983), The Fly (marzo 1983) e The Shield (giugno 1983). Batman vive in quest’anno un periodo estremamente piatto in cui i vari colpi di scena (la presentazione del secondo Robin-Jason Todd tra questi), non riescono a decollare. A nulla serve anche sulla collana Detective Comics l’apporto di Gene Colan, ben distante dai fasti di Daredevil e Dracula che pur facevano prevedere per il suo Batman miglior fortuna. Comunque per il mercato in generale, grazie soprattutto alle neonate case indipendenti (anche se le tirature del loro prodotto sono limitate), l’intera industria del fumetto è rivitalizzata, rafforzando il mercato diretto ai collezionisti, una rete che porta circa la metà del guadagno ottenuto dai comics.

 

DC: The Trench, annunciato lo spin-off horror di Aquaman

Il cinecomic del DC Extended Universe con protagonista Jason Momoa avrà presto uno spin-off dedicato ai villain della pellicola. I protagonisti? Le inquietanti creature acquatiche che nel film di James Wan attaccano i protagonisti. Sarà uno spin-off in salsa horror

Da Superman a Batman v Superman, da Justice League a Wonder Woman, il DC Extended Universe ci ha insegnato che quando una pellicola fa incetta di consensi al botteghino, merita di tornare sul grande schermo. Così, dopo l’inatteso incasso record messo a segno da Aquaman con un miliardo e 120 milioni di dollari, che gli valgono il titolo di film DC più visto di tutti i tempi, la Warner Bros. mette in cantiere uno spin-off horror del film interpretato da Jason Momoa.

 

Lo spin-off di Aquaman

Di un sequel diretto di Aquaman non si è ancora parlato, ma stando alle indiscrezioni pubblicate dall’Hollywood Report, prende largo l’idea di uno spin-off: la Warner Bros. avrebbe ingaggiato gli show-runner Noah Gardner e Aidan Fitzgerald per scrivere una sceneggiatura in salsa horror incentrata sulla Fossa e i suoi abitanti, le micidiali creatura marine che in Aquaman abbiamo visto mettere i bastoni fra le ruote al Re di Atlantide e alla sua compagna, Mera. Il film, intitolato The Trench, sarebbe prodotto da James Wan e Peter Safran e, secondo le prime indiscrezioni, avrebbe un budget molto più modesto rispetto alla media dei film DC sui supereroi. Nel cast non ci saranno, invece, Jason Momoa e gli altri attori di Aquaman.

La Fossa di Aquaman

Protagonisti dello spin-off di Aquaman, stand-alone su Arthur Curry , saranno i mostri marini visti nel film di successo: le mostruose creature subacquee vivono in una fessura sul fondo dell’Oceano e sono relativamente recenti, avendo visto la luce per la prima volta sulle pagine dei fumetti nel 2011 ad opera di Geoff Johns. La Fossa e le sue creature in origine facevano parte del regno di Atlantide, ma quando questo è affondato, esse sono finite nel fondo degli abissi trasformandosi in mostri famelici: i Trench sono fra i popoli sopravvissuti, insieme agli Xebeliani di Nereus e agli Atlantidei di Re Ori, di cui fa parte lo stesso Aquaman. La loro particolarità? Sono dotati di famelici denti aguzzi, che con il morso provocano la paralisi degli umani.

Uno spin-off per Aquaman: parola a James Wan

Non c’è alcuna conferma ufficiale dello spin-off, tuttavia il regista James Wan lascia spazio a qualche speranza su Twitter, dove rispondendo al commento di alcuni utenti scrive: “Durante le prime fasi della pre-produzione, mi sono innamorato della Fossa e del suo design. Segretamente, speravo di poter esplorare maggiormente questo mondo”. Che The Trench sia l’occasione giusta per Wan? Se così fosse, c’è da scommettere su una vera pellicola al cardiopalma: il regista è infatti uno dei più grandi e rispettati nomi del cinema horror, avendo diretto i film L’evocazione – The Conjuring e il sequel The Conjuring – Il caso Enfield, oltre a Saw Insidious. Portarlo a bordo di uno spin-off simile vorrebbe dire terrore assicurato.

Vi lasciamo con il doppiatore di Jason Momoa, Francesco De Francesco, il quale durante l’anteprima del film Aquaman ci ha lasciato il suo saluto.

Fonte [SkyTg24]

Trailer ufficiale di Birds Of Prey e un tributo grafico speciale

Avete mai sentito la storia della poliziotta, dell’uccello canterino, della psicopatica e della principessa mafiosa?Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)”  è una storia contorta raccontata dalla stessa Harley, come solo lei sa fare. Quando il malvagio narcisista di Gotham, Roman Sionis, e il suo zelante braccio destro, Zsasz, prendono di mira la piccola Cass, la città viene messa sotto sopra per trovarla. Le strade di Harley, Huntress, Black Canary e Renee Montoya si incrociano, e l’improbabile quartetto non ha altra scelta che allearsi per sconfiggere Roman.

In “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)” della Warner Bros. Pictures, Margot Robbie (“Tonya”) torna a vestire i panni di Harley Quinn, al fianco di Mary Elizabeth Winstead (“10 Cloverfield Lane”, “Fargo” in TV) nel ruolo di Huntress; Jurnee Smollett-Bell (“True Blood” della HBO) nei panni di Black Canary; Rosie Perez (“Fearless- Senza paura”, “Pitch Perfect 2”) in quelli di Renee Montoya; Chris Messina (“Argo”, “Sharp Objects” in TV) è Victor Zsasz; ed Ewan McGregor (“Doctor Sleep”, i film “Trainspotting”) è Roman Sionis. Fa il suo esordio sul grande schermo Ella Jay Basco, nel ruolo di Cassandra “Cass” Cain.

Diretto da Cathy Yan (“Dead Pig”) da una sceneggiatura di Christina Hodson (“Bumblebee”), il film è basato sui personaggi della DC Comics. Margot Robbie ha anche prodotto la pellicola assieme a Bryan Unkeless e Sue Kroll. I produttori esecutivi del film sono Walter Hamada, Galen Vaisman, Geoff Johns, Hans Ritter e David Ayer.

La squadra creativa che ha affiancato Cathy Yan dietro le quinte è composta dal direttore della fotografia Matthew Libatique (“A Star Is Born”, “Venom”); lo scenografo K.K. Barrett (“Lei”); i montatori Jay Cassidy (“American Hustle – L’apparenza inganna”, “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”) ed Evan Schiff (“John Wick – Capitolo 2” e  “John Wick 3 – Parabellum”); e la costumista Erin Benach (“A Star Is Born”). Musiche di Daniel Pemberton (“Spider-Man: Un nuovo universo”).

La disegnatrice Simona Barone, della Scuola Romana dei Fumetti, ha realizzato un tributo grafico al personaggio di Harley Quinn che volentieri condividiamo con voi.

 

Warner Bros. Pictures presenta una produzione Lucky Chap Entertainment / Clubhouse Pictures / Kroll & Co. Entertainment, “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il 6 febbraio 2020. Il film sarà distribuito da Warner Bros. Pictures.

The Batman – Come potrebbe essere la sua armatura

Il The Batman di Matt Reeves, seppur ancora avvolto nel mistero, si concentrerà sull’evoluzione del protagonista, elevandolo ad una versione dark inedita per l’iconico supereroe, che si muoverà risolvendo crimini e cacciando criminali: “Si tratta di una storia noir focalizzata sul punto di vista di Batman – dice Reeves – Vedremo Batman nella sua versione da detective, più di quanto lo abbiamo visto in qualsiasi altro film. I fumetti sono colmi di storie del genere, in quanto lui dovrebbe essere il più grande detective del mondo, ma questa componente non ha sempre fatto parte dei film precedenti. Sarà al contempo elettrizzante ed emozionante”.

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Diverso tempo fa erano circolate in rete alcune voci che sostenevano che il costume che Robert Pattinson avrebbe sfoggiato nell’attesissimo The Batman sarebbe stato molto simile all’iconico costume blue e grigio ideato da Jim Lee. Adesso Kris Tapley, ex giornalista di Variety, ha rivelato attraverso un tweet – poi cancellato – che l’abito che l’ex star della saga di Twilight sfoggerà nel film di Matt Reeves in arrivo nel 2021 sarà molto diverso da ciò che i fan si aspettano.

Stando a quanto dichiarato da Tapley, il costume che Robert Pattinson indosserà in The Batman sarà ispirato ai disegni del fumettista statunitense Lee Bermejo, che durante la sua carriera ha lavorato diverse volte ai fumetti con protagonista il Crociato di Gotham. Si tratta di un tipo di look che, seppur non così ampiamente conosciuto come quello di Frank Miller o di Jim Lee, è da anni il preferito di molti fan: si tratta di un costume da mercenario, molto più resistente e robusto, probabilmente immaginato per una tipologia di Cavaliere Oscuro più tattica.

Fonte: [cinefilos.it]

The Joker e il tragico finale alternativo

A pieno titolo, Kevin Smith,  è un cineasta molto prolifico coinvolto in tutti gli aspetti dalla produzione alla scrittura, dalla recitazione alla regia dei film. Smith è da sempre un appassionato fan dei fumetti e ha lavorato su una varietà di progetti per adattare i fumetti al cinema. Nel 1996, Smith ha lavorato a una sceneggiatura per Superman Lives il film di DC che non è mai uscito. Nel corso degli anni, Smith è diventato un appuntamento fisso nel mondo dei fumetti DC e uno dei maggiori esperti di Batman. Kevin Smith ha anche scritto Batman: Cacofonia in cui tutto sembra essere una specie di gioco e il Joker di Smith mostra perfino tratti di omosessualità nemmeno troppo velati. Si tratta di una storia con dialoghi pungenti e ironici, un po’ al limite del paradossale e piena di situazioni spassose, per cui, quanto si appresta a rivelare sul film Joker, potrebbe essere abbastanza attendibile.

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Secondo quanto riportato dal sito screenrant.com, Kevin per il film Joker aveva previsto un finale alternativo ancora più sconvolgente di quello originale. Ha infatti spiegato che: “All’inizio il finale di Joker era diverso. Arthur si trovava sempre in ospedale mentre rideva e rispondeva alla domanda ‘Stavo pensando ad una cosa divertente’”. In seguito arriva il colpo di scena: “Da lì, un flashback avrebbe portato a mostrarci il brutale omicidio di Thomas e Martha Wayne uccisi proprio per mano di Arthur, mentre il piccolo Bruce piangeva. Quindi Arthur si sarebbe girato e avrebbe ucciso anche Bruce!” Sull’assenza di Batman il commento è molto colorito: “Ma che caz*o, in questo modo Batman non sarebbe mai esistito”. Ha poi aggiunto: “Quando un film incassa un miliardo di dollari e ne è costati solo una sessantina, ovviamente si ragiona su un sequel. Ma Joaquin e io non abbiamo ancora veramente deciso a riguardo. Siamo aperti a parlarne”. Continuando il discorso sembra davvero molto concreta la possibilità: “Voglio dire: mi piacerebbe moltissimo lavorare con lui a qualsiasi cosa, francamente. Quindi chi lo sa? Ma dovrebbe essere un film tematicamente rilevante proprio come il primo, che è incentrato su un trauma infantile e sull’assenza di amore ed empatia”. Logicamente si dovrebbe puntare su aspetti che diano seguito al primo capitolo: “Tutte queste cose, per noi, hanno fatto funzionare il film, quindi dovremmo avere di tematicamente comparabile”.

Poster film Joker 2019

Poster film Joker 2019

Approfittiamo per comunicarvi che il film sarà disponibile nei prossimi giorni e sarà così distribuito:
* 16 gennaio 2020 disponibile per l’acquisto in digitale su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV;
* 30 gennaio 2020 disponibile anche per il noleggio;
* 6 febbraio 2020 in formato DVD, Blu-Ray e 4K