The Art and Making of the Dark Knight Trilogy un libro da collezione

Si chiama Christopher Nolan’s Batman: The Art and Making of the Dark Knight Trilogy ed è un volume di 304 pagine che raccoglie concept art, artwork, foto di scena, immagini del backstage ma anche interviste e le sceneggiature originali della trilogia del Cavaliere Oscuro diretta da Christopher Nolan e conclusasi con l’uscita del Cavaliere Oscuro – il Ritorno, prevista per il 29 agosto in italia.
Scritto da Jody Duncan Jesser e Janine Pourroy, con una prefazione di Christopher Nolan stesso e una introduzione di Michael Caine, il libro è disponibile per ora in edizione inglese (a lato vi proponiamo il link amazon nel caso voleste procurarvelo), e su YouTube è stato pubblicato un video che ne mostra i contenuti nel dettaglio, incluse le parti dedicate al terzo episodio.
Costo del libro € 27.65 (comprese le spese di spedizione su Amazon.com)

Trovate il video relativo al libro qui sotto:

A voi il toccante addio a Batman da parte dell’uomo che ne ha risollevato le sorti cinematografiche in maniera straordinaria, riportando l’uomo pipistrello alla dovuta iconicità.

Ecco la traduzione della prefazione:

Alfred. Gordon. Lucius. Bruce… Wayne. Nomi che significano davvero tanto per me. Oggi, mancano esattamente tre settimane al mio addio a questi personaggi e al loro mondo. E’ il nono compleanno di mio figlio. E’ venuto al mondo al mondo mentre la Tumbler veniva messa insieme nel mio garage, utilizzando parti a caso presi da diversi set di pezzi. E’ passato così tanto tempo, ci sono stati così tanti cambiamenti. Passaggi, diventati familiari, da set dove l’avere a che fare con degli scontri a fuoco o degli elicotteri rappresentavano un grande evento, ad altri in cui gli stessi erano affollati di comparse, c’erano palazzi da far saltare in aria o caos a centinaia di metri di altezza.

La gente mi chiede spesso se fin dall’inizio era mia intenzione il realizzare una trilogia. E’ un po’ come se ti domandassero se avevi pianificato di crescere, di sposarti o di avere dei figli. La risposta è complicata. Quando io e David abbiamo iniziato a grattare la superficie della storia di Bruce, abbiamo flirtato con l’idea di quello che sarebbe potuto venire poi. Ma ci siamo tirati indietro, perché non volevamo addentrarci troppo nel futuro. Non volevo sapere più fatti di Bruce. Volevo vivere con lui. Ho detto a David e Jonah di mettere tutto quello che sapevano in nel film, come se si trattasse dell’unica occasione che avevamo. Il cast e la crew hanno messo tutti loro stessi nel primo lungometraggio. Non è stato lasciato niente indietro. Non è stato conservato nulla per la volta dopo. Hanno costruito un’intera città. Poi Christian, Michael, Gary, Morgan, Liam e Cillian si sono insediati in questo mondo. Chris ha preso una grande fetta della vita di Bruce e l’ha resa assolutamente trascinante. Ci ha portato nella mente di un’icona pop, senza farci notare neanche per un istante la natura ”fantasiosa” dei metodi di Bruce.

Non ho mai pensato che avremmo davvero fatto un secondo film – Quanti buoni sequel ci sono? Perché rischiare tirando i dadi? Ma una volta che si è palesata nella mia mente la strada che avrebbe intrapreso Bruce e dopo aver visto di sfuggita l’antagonista, tutto si è reso essenziale. Abbiamo rimesso insieme la squadra e siamo tornati a Gotham. Era cambiata molto in tre anni. Più grande. Più realistica. Più moderna. E una nuova forza del caos era salita alla ribalta. Il clown malvagio definitivo, interpretato in maniera superba da Heath. Non avevamo messo nulla da parte da Batman Begins, ma c’erano comunque cose che non eravamo riusciti a implementare: una tuta di Batman col collo mobile, l’impiego dell’IMAX. E altre che ci avevano spaventato – come la distruzione della Batmobile o il bruciare i soldi del villain per mostrare in maniera chiara un modus operandi del tutto scisso da motivazioni convenzionali. Abbiamo preso quelle sicurezze generalmente collegate ai sequel e le abbiamo usate come strumento di rischio, addentrandoci nei recessi più oscuri di Gotham.

E non avrei mai pensato di arrivare al terzo – quanti grandiosi ”secondi sequel” esistono? Ma continuavo a interrogarmi sulla fine del viaggio di Bruce e quando io e David abbiamo scoperto dove portava, dovevo essere io stesso a percorrerla. Dovevamo tornare a quello che avevamo a malapena sussurrato nei primi giorni di lavoro all’interno del mio garage. Stavamo facendo una trilogia. Così abbiamo richiamato tutti per un altro viaggio a Gotham. Quattro anni dopo era ancora tutto li. Sembrava anche più ordinato, pulito. La magione degli Wayne era stata ricostruita, facce familiari erano tornate – più vecchie e sagge. Ma forse si tratta solo di una facciata.

Gotham sta marcendo nelle fondamenta. Un nuovo male sta nascendo dalle sue viscere. Bruce pensava che la città non avesse più bisogno di Batman. Ma aveva torto, come me d’altronde. Batman deve tornare. E dovrà farlo sempre.

Michael, Morgan, Gary, Cillian, Liam, Heath, Christian . . . Bale. Nomi che ormai contano davvero tanto per me. Il tempo trascorso a Gotham in compagnia di una delle figure più importanti e durature della cultura pop, è stata l’esperienza più gratificante e stimolante che possa mai capitare a un filmmaker.

Batman mi mancherà.

Mi piace pensare che anche io gli mancherò, ma sapete, non è che sia mai stato un tipo molto sentimentale.

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