Batman: The Killing Joke

Titolo: Batman: The Killing Joke
Autori: Alan Moore, Brian Bolland
Edizione originale: Batman: The Killing Joke (1988)
Edizione italiana: Batman: The Killing Joke (Play Press, 1997), I classici del fumetto vol.24: Batman (L’espresso/Panini Comics, 2003), Batman: The Killing Joke absolute (Planeta DeAgostini, 2009), DC Universe di Alan Moore (RW Lion, 2012), Batman: The Killing Joke absolute (RW Lion, 2013), Batman: The Killing Joke Basic (RW Lion, 2019), Batman: The Killing Joke absolute (RW Lion, 2019) stampato con la colorazione originale e quella più recente di Brian Bolland.

Batman The Killing Joke, si puo’ certamente affermare che e’ l’eccellenza del fumetto autoconclusivo raccolto in pochissime pagine. Mi permetto di consigliarne la lettura a tutti, anche a coloro che non necessariamente conoscono la cronologia di tutti i fumetti di Batman.

Credo che un buon conoscitore di comics, dovrebbe annoverarla nella sua libreria, perche’ e’ scritta da Alan Moore (V per Vendetta e Watcheman) e disegnata di Brian Bolland, che nell’edizione Assoluta edita nel 2009 della Planeta De Agostini ha “ricolorato” le tavole cosi’ come lui le aveva immaginate nel 1998, nonche’ ha aggiunto particolari visivi ai disegni originari, rivelandone una sua personalissima visione rispetto all’originale edito per la prima volta in Italia nella Collana Corto Maltese allegato al n. 1 del gennaio 1990.

Batman e’ l’unico vero difensore di Gotham City e in quanto tale, in questa storia, si sente solo e avverte, come non mai un senso molto forte di isolamento.


L’unico che puo’ capire cio’ che prova il Crociato Incappucciato e’ la sua nemesi: Joker. E proprio grazie a questa comprensione il nostro eroe ritrova la sua “normalita’” nel rapporto con il Clown, fino quasi a diventarne suo “amico”, per quanto paradossale possa sembrare, in questo giornalino si avverte proprio questa impressione. Infatti, proprio il racconto della storia svela le origini del Joker, introduce elementi che riguardano il background della sua tragica vita, in cui evidenzia il dramma della morte dei genitori del villain, fornendo ampio spazio e profondita’ a un certo “gioco” psicologico fino ad affrontarne la coscienza, gli istinti, le sensazioni. Finalmente, dopo anni in cui il Joker era considerato solo un acerrimo nemico, anzi l’irriducibile nemico per eccellenza, in questo fumetto Moore si domanda come sia divenato il “castigo” di Batman, come i due personaggi, che qui non si conoscono, possono arrivare ad odiarsi e allo stesso modo trovarsi come davanti ad uno specchio in cui da una parte c’e’ il riflesso di una persona che vive la vita con sani principi morali e l’altra che vive la vita come se fosse un gioco da forsennato e squilibrato. Cosa ha reso Joker così schizzoide, folle, malvagio, perverso? La risposta e’ semplice, ma alquanto veritiera: e’ bastata una giornata andata male che ha distrutto e deviato mentalmente il sadico ed eccentrico burlone.
« Tutto ciò che serve è una brutta giornata per ridurre l’ uomo più sano di mente alla follia. Ecco fino a che punto è il mondo da dove vengo io. Solo una brutta giornata. Hai avuto una brutta giornata, una volta. Ho ragione? So che è così. Posso dire. Hai avuto una brutta giornata e tutto è cambiato. Perché altrimenti ti vesti come un topo volante? »

Insomma il Joker ci appare come attraversato da lampi di umorismo sull’assurdità della vita…
Ma non vi raccontiamo altro, lasciamo siate voi a scoprire questa opera che entra negli annali di Batman.

Questa è l’analisi del fumetto del giornalista Alessandro Di Nocera, che ci fa piacere condividere.

A PROPOSITO DI “THE KILLING JOKE”

1) “The Killing Joke” è un ALBO ONE-SHOT pubblicato dalla DC Comics nel 1988. Autori, i britannici Alan Moore (sceneggiatore) e Brian Bolland (disegnatore), col fondamentale contributo, ai colori, di John Higgins (già autore della parte cromatica di “Watchmen”). In seguito, Bolland ha rinnegato i colori di Higgins provvedendo a rifare completamente la parte cromatica secondo una propria visione.

2) “The Killing Joke” NON E’ UN “ELSEWORLD”, non è cioè ambientato in un “universo parallelo” così come, per esempio, “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” o “Venga il Tuo Regno”. E’ invece INSERITO IN PIENA CONTINUITY e ciò che vi accade ha delle ripercussioni sull’universo narrativo principale di Batman e del DC UNIVERSE in generale.

3) La principale ripercussione è la trasformazione di Barbara Gordon – che in “The Killing Joke” viene gravemente ferita e violentata dal Joker – nella superhacker paraplegica ORACOLO, che diventa così il suo nuovo nome di battaglia dopo che la ragazza aveva indossato per anni il costume di BATGIRL.

4) In “The Killing Joke”, il Joker vuole dimostrare che basta una giornata storta per trasformare – così come accaduto a lui – un uomo in un pazzo scatenato. Per farlo cattura il commissario Gordon e lo pone di fronte alle terrificanti e oscene foto di sua figlia Barbara denudata e sopraffatta dal dolore. In questo modo vorrebbe scatenare (come accadrà in un film come “Seven”) l’ira e la follia di Gordon. Ma non ci riesce. Anzi, quando Batman interviene a liberarlo, il commissario intima al Cavaliere Oscuro che deve catturare il Joker rispettando le regole della legge. Il criminale, quindi, FALLISCE nel suo intento primario.

5) Nel corso della storia, il Joker afferma che la storia del suo passato e delle sue origini, così come li sta ricordando, potrebbe non corrispondere a quanto davvero avvenuto e che li trasforma di continuo nella sua mente.

6) Nel finale di “The Killing Joke”, Batman NON UCCIDE il Joker. La pagina conclusiva costituisce però un presagio di morte e di dissoluzione per entrambi.

7) Perché, vi state chiedendo? Perché il titolo “The Killing Joke” deriva da uno STORICO SKETCH dei MONTY PYTHON in cui si narra di una barzelletta talmente esilarante da uccidere chiunque la legga, la racconti e la ascolti, al punto da essere impiegata nella Seconda Guerra Mondiale come arma di distruzione di massa. Nel finale di “The Killing Joke”, il Joker racconta quindi a Batman LA BARZELLETTA CHE UCCIDE (che poi simboleggia l’assurdità della vita). Una barzelletta che arriva a suscitare l’imprevista ilarità di Batman (che ha una reazione simile a quella del nazista presente nello sketch dei Monty Python). Ma quella di Batman non è una risata libera. Ha impattato nella Barzelletta che Uccide: porta alla morte sia chi la dice che chi la ascolta. E così abbiamo una chiusura perfetta con ciò che afferma il Crociato Incappucciato all’inizio della storia (in sintesi: “Saremo destinati a ucciderci a vicenda”).

8) Lo sketch dei Monty Python ispirò anche il nome di una band britannica fondamentale per la scena post-punk e new wave: I KILLING JOKE. E’ probabile che sia stato JAZ COLEMAN – cantante e tastierista del gruppo – a fornire ispirazione per l’atteggiamento del Joker in “The Killing Joke”. Basta dare un’occhiata al videoclip della canzone “A New Day”. Da ricordare che Alan Moore, ai tempi, aveva frequentato quella scena musicale, collaborando coi Love and Rockets, nati dallo scioglimento dei Bauhaus.

9) Che in “The Killing Joke”, il Joker avesse deformato diversi aspetti del suo passato e delle sue origini – ricordate: lo one-shot è in continuity – viene svelato in una storyline del 2004 intitolata “PUSHBACK – RAPPRESAGLIA”, scritta dal misterioso sceneggiatore A.J. Lieberman, disegnata da Al Barrionuevo e inserita nella serie di effimera durata “BATMAN: GOTHAM KNIGHTS”, con cover di Lee Bermejo.

Qui il Joker spiega al PINGUINO che sua moglie era a conoscenza del fatto che avrebbe dovuto partecipare alla rapina allo stabilimento chimico dove – cadendo in un serbatoio di sostanze velenose – la sua pelle e i suoi capelli si sarebbero trasformati. Era stato lei a scongiurarlo di desistere, ma quando lui, convinto, aveva deciso di ritirarsi, i complici l’avevano rapita, costringendo il futuro Joker a partecipare al colpo. Dopo il fallimento della rapina e il tragico incidente del serbatoio, l’uomo era impazzito scoprendo che la moglie era morta nell’esplosione del palazzo in cui era tenuta prigioniera. La verità, tuttavia, era che la donna era stata uccisa con un colpo d’arma da fuoco da Oliver Hammet, un poliziotto corrotto. E involontario testimone dell’efferato omicidio era stato Edward Nigma, l’ Enigmista.

Noi qui sotto ve lo lasciamo scaricare per una versione dimostrativa, ma anche con la calda raccomandazione di comprare, se ancora non lo avete fatto, il fumetto in tutto il suo splendore.

(FUMETTI – ita) – Batman – The Killing Joke – DC

Qui invece, potete godere del fumetto recitato in lingua inglese.

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4 thoughts on “Batman: The Killing Joke

    • Alessia e’ vero! The Killing Joke e’ bellissimo. La storia definitiva del Joker. L’attacco brutale a Barbara Gordon, le torture al di lei padre, il Commissario Gordon, Batman spinto fino al limite del suo codice d’onore, e fermato solo dall’arrivo della polizia. La gioia per la sua comprensione distorta della vita e della morte, la follia del Joker, il suo rapporto contorto con Batman, e la consapevolezza di essere pronto a fare qualsiasi cosa che una persona sana di mente troverebbe mostruosa, e quella tavole conclusiva, chiave di lettura dell’intera storia. Un capolavoro.

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