Fan-Art di: Gabriele Schiavoni

Leggo fumetti praticamente da sempre e ho passato l’infanzia e l’adolescenza a disegnare. Tuttavia il disegno per me è sempre stato solo un passatempo, almeno fino a quando non mi sono iscritto ad un corso di fumetto, più per gioco che per altro.
In realtà, prima di frequentare quel corso, quando leggevo fumetti pensavo che non avrei mai potuto/voluto fare il fumettista per lavoro. In primo luogo perché non mi ritenevo capace (non che ora mi ritenga capace ma se penso a come disegnavo quando ho iniziato, ho fatto passi da gigante che mi danno una buona dose di fiducia), e secondo poi perché mi spaventava terribilmente l’idea di passare ore e ore a disegnare cose noiose come può essere città vista dall’alto… insomma, fino a quando si trattava di disegnare supertizi che si riempivano di botte non mi dispiaceva passarci le ore, anzi, non penso di aver fatto altro in tutte le ore dei miei 5 anni di scuola superiore. Ma quando un disegnatore deve fare, ad esempio, una mega vignetta con la skyline di New York perché Spiderman la sta attraversando attaccato alla ragnatela, bé lì il supertizio rappresenta solo la minima parte del disegno, ci vogliono ore e ore per disegnare lo sfondo. Uno scorcio di New York vuol dire decine di palazzi, centinaia di finestre, migliaia di linee tirate col righello, e quando finalmente hai finito è arrivato il momento di fare tutto da capo, ripassare ogni singola linea di matita con l’inchiostro a china e di nuovo decine di palazzi, centinaia di finestre, migliaia di linee tirate col righello… La cosa mi spaventava, e non poco.
Ma iniziare a conoscere nello specifico il mondo del fumetto mi ha fatto capire molte cose che prima non sapevo, cose che hanno fatto cambiare il mio punto di vista. In questo caso specifico ho iniziato a vedere l’inchiostrazione non come un noioso e inutile ripasso delle stesse linee a matita ma come una parte integrante del disegno, un passaggio neceserrio per raffinare il risultato finale, non che ora sarei felice di inchiostrare la skyline di New York, ma in gran parte lo spauracchio dell’inchiostrazione non solo mi è passato, ma spesso rimango notevolmente sopreso del fatto che inchiostrare addirittura mi diverte.
Contemporaneamente al corso di fumetto frequentavo l’università, come ho detto il disegno per me era solo un passatempo e gli studi universitari li consideravo prioritari, ma più passava il tempo e più mi rendevo conto che disegnare fumetti era quello che volevo fare veramente e che per farlo, in maniera quanto più possibile professionale, non bastava un semplice corso, avrei dovuto dedicargli tutto il tempo possibile. In pratica studiare portava via del tempo prezioso al disegno.
In un’epoca di laureati che affollano i call center, mi piace pensare che studiare era diventata una perdita di tempo mentre passare il tempo a disegnare voleva dire costruirsi un futuro.
Ho lasciato l’università e attualmente frequento l’Accademia del Fumetto di Pescara, penso di avere ancora molta strada da fare, ma nel limite delle mie possibilità mi sto già muovendo grazie a internet che è una grande risorsa, ho già collaborato con un progetto di fumetto on line chiamato Holy Bastardz e con la casa editrice di GDR in formato .pdf, realizzando delle illustrazioni per uno dei loro manuali.

Un saluto ai lettori di Batman Crime Solver e un piccolo “regalo” da parte mia per voi.

BATMAN 3

BATMAN 1

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