Batman: Arkham City, il gioco da tavolo

Batman: Arkham City - La scatola del gioco

Batman: Arkham City – La scatola del gioco

Cryptozoic Games (editore americano di giochi, fumetti, riviste, e giochi da tavolo) ha annunciato il gioco da tavolo Batman: Arkham City Escape, basato sul secondo episodio della serie videoludica di Rocksteady (azienda sviluppatrice di videogiochi Britannica).

Il gioco sarà disponibile nel Regno Unito a giugno 2013.

Arkham City Escape permetterà a due persone di giocare e controllare l’uno i villain che tenteranno la fuga dalla prigione di Arkham con ostaggi al seguito, l’altro Batman che dovrà fermarli con i suoi costosi gadget e abilità stealth.

I gargoyle piazzati casualmente consentiranno all’Uomo Pipistrello di viaggiare sulla mappa.

Batman: Arkham City - Il contenuto della scatola di gioco.

Batman: Arkham City – Il contenuto della scatola di gioco.

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Batman riceve una visita regale

William e Kate visitano gli studios di Harry Potter e Batman

Gita cinematografica per il principe William e sua moglie Kate che hanno visitato gli ‘studios’ della Warner Brothers in cui sono stati girati i film di Harry Potter e Batman. La giovane coppia della Famiglia reale ha partecipato con altri 500 ospiti all’inaugurazione ufficiale della struttura di Leavesden, a nord di Londra, ed è apparsa divertita mentre provava costumi e partecipava al tour su Harry Potter che permette di scoprire set e trucchi dei film della saga sul maghetto.
“Christian Bale sta invecchiando ed è stanco, sono pronto a subentrargli”, ha scherzato William alludendo al protagonista di “Batman begins” e “Il cavaliere oscuro”. Il principe ha fatto rombare il motore di una “Bat-moto” mentre il fratello minore Harry si tappava le orecchie per il rumore.

William sul Bat-Pod

William sul Bat-Pod

Poi, alludendo al figlio che aspetta da Kate e che dovrebbe nascere a luglio, ha chiesto scherzosamente se si producessero seggiolini per bambini per questo tipo di moto Kate, la cui pancia è ormai evidente, è rimasta più in disparte ma ha seguito divertita marito e cognato mentre curiosavano in giro. All’evento vicino Watford erano presenti i rappresentanti di 35 associazioni di beneficenza vicine ai tre membri della Famiglia reale. La Warner Bros ha investito 100 milioni di sterline (110 milioni di euro) negli ‘studios’ da quando li ha acquisiti, nel 2010.

William e sua moglie Kate durante la visita negli studi.

William e sua moglie Kate durante la visita negli studi.

 

Harry e William ispezionano l'interno del tumbler

Harry e William ispezionano l’interno del tumbler

Harry e William guardano il Bat-costume

Harry e William guardano il Bat-costume

 

L’Universo di Batman visto dai disegnatori italiani

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Non sono tanti gli eroi fantastici creati dalla matita di qualche disegnatore a poter vantare un universo così vasto di super cattivi da poter affrontare. Bè sicuramente avete capito a chi mi sto riferendo, a Batman naturalmente!

È da quando sono un ragazzino che seguo le gesta di questo magnifico eroe e voglio sottolineare proprio la parola eroe, non supereroe, come la maggior parte degli altri personaggi che sono stati disegnati nel corso degli anni. Forse è stato proprio questo aspetto che mi ha spinto ha seguire Batman, l’umanità che ha saputo trasmettermi, la voglia di non mollare mai che l’ha contraddistinto fin da quando ha incominciato la sua prima avventura nell’ormai lontano 1939, ma caratteristica che ha continuato ad avere nel corso degli anni.

È stato tutto questo che mi ha portato a seguire Batman e ad apprezzarne tutto ciò che lo circonda; dagli ambienti terrificanti e tenebrosi di Gotham City, rappresentazione esatta di una New York anni ’30, ai super cattivi che infestano questa metropoli, dal Joker, acerrimo nemico del Cavaliere Oscuro, alla bella e seducente Catwoman, passando per l’ex Procuratore Distrettuale Harvey Due Facce, per finire con il Pinguino, Ras’ Al Ghul e tanti tanti ancora.

Sono stati proprio tutti questi sinistri personaggi ad infondere in me la voglia e la passione di domandarmi: “Come fanno gli abitanti di Gotham City a sopravvivere indenni a tutte le malefatte di questi criminali!?” “Semplice”, mi rispondevo, “C’è Batman!”.

Ogni città ha bisogno del suo eroe e, come Metropolis ha il suo Superman, New York il suo Spiderman, Gotham City ha bisogno del suo angelo custode, un guardiano che agisce nelle tenebre, all’oscuro di tutti e di tutto, braccato perfino alcune volte dalla polizia stessa, fino a quando questa non si renderà conto che senza il Cavaliere Oscuro, Gotham City sia senza speranze.

Il mondo di Batman è bianco e nero, ricco di colpi di scena a destra e a sinistra, ricco di emozioni che solo i veri fans dell’uomo pipistrello riescono a cogliere.

Ma adesso abbiamo tutti un appuntamento per immergerci nelle bellissime illustrazioni di questo fantastico libro, un appuntamento al quale nessuno di noi può assolutamente mancare!

 

Alessandro Liguori

Action Figure da Batman Arkham City

Vi segnaliamo la disponibilità sul network di e-commerce PlayAsia di alcune nuove, interessanti action figure dedicate all’ottimo action/adventure game Batman Arkham City, vendutissimo ed estremamente apprezzato sui mercati console HD e PC Windows.
I modelli raffigurano Batman, Robin e Poison Ivy. Sono stati realizzati dalla società Play Arts Kai. Dal sito ove sono disponibili queste action figures viene segnalata una disponibilità limitata dei prodotti in questione, tanto e’ vero che Robin gia’ e’ sold out.

Poison Ivy - Size: approx. 75[W]mm x 40[D]mm x 215[H]mm - US$ 65.90 (EUR~50.58)

Poison Ivy – Size: approx. 75[W]mm x 40[D]mm x 215[H]mm – US$ 65.90 (EUR~50.58)

Batman - US$ 64.19 (EUR~49.27) - Size: approx. 233mm[W] × 131mm[D] × 249mm[H]

Batman – US$ 64.19 (EUR~49.27) – Size: approx. 233mm[W] × 131mm[D] × 249mm[H]

Package chiuso

Package chiuso

Package aperto

Package aperto

Robin e' sold out - Size: approx. 134mm[W] × 54mm[D] × 244mm[H]

Robin e’ sold out – Size: approx. 134mm[W] × 54mm[D] × 244mm[H]

Package chiuso

Package chiuso

 

Package aperto

Package aperto

 

 

“Operazione IuTù “al Napoli Comicon 2013

Iutù 2013

Iutù 2013

Iutù non è una casa editrice;

Iutù non è un’associazione di fumettisti;

Iutù non è un circolo di artisti che sproloquiano di fumetto con termini altisonanti“.

Queste parole introducono il la pagina Facebook ufficiale del gruppo Iutù, una sorta di Manifesto, ma cosa è Iutù?

E’ un termine, semplice, che spiega la semplicità con cui nacque questa iniziativa, tra una birra, un incontro tra amici e qualche risata.

Con quello spirito che si è organizzato e portato avanti questo gruppo di più persone, unite dalla voglia di esprimere e di far emergere il proprio lavoro, in una vetrina di artisti e personalità molto diverse tra loro eppure accomunate dal fumetto, e dalla ferrea volontà di divertirsi. Con 9 persone c’è davvero da perdere la testa!

Un’occasione unica e rara per il prossimo Comicon 2013 e, se tutto ciò non dovesse bastare, ci siamo noi tutti e la nostra compagnia, sempre pronti a far baldoria e divertirci, per quattro giorni in cui la sobrietà sarà bandita!

Gli artisti coinvolti in questa  “Operazione IuTù “al Napoli Comicon (dal 25 al 28 Aprile 2013), stand nell ‘Area Editori (E04), sono tutti campani ed è composto da:

Tina Valentino,  Salvo Muscarà, Pasquale Qualano, Lorenzo Ragno Celli, Luca Marrandino, Maurizio Nardiello, Giuseppe Di Pasca, Daniela Di Matteo, Massimo Raimondo.

Per seguire tutti gli eventi e le novità su IuTù basta collegarvi

alla pagina ufficiale facebook:

http://www.facebook.com/pages/IuT%C3%B9/421645867850202

Uno sguardo a qualcosa sulla loro Bat-Art:

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Ma anche Quiqui e qui.

Carmine Infantino: ci lascia un grande esponente della nona arte

E’ nato un giorno di primavera e ci ha lasciato sempre nella stagione in cui gli alberi scrivono poesie, proprio come il suo tratto pennellava ogni sua opera. Giovedì 4 Aprile 2013, se n’è andato il massimo esponente del fumetto statunitense, Carmine Infantino, disegnatore di fumetti tra i più importanti in forza alla DC Comics e alla Marvel, la cui carriera di lungo corso durò dalla prima metà degli anni Quaranta fino alla prima metà degli anni Novanta.

Carmine Infantino è nato il 24 maggio 1925 a Brooklyn, New York, da genitori di origine italiana, e dopo avere studiato alla School of Industrial Art di Manhattan, ha esordito nel mondo dei comics nel 1942, all’età di sedici anni, inchiostrando la serie supereroistica Jack Frost, pubblicata dalla Timely, la casa editrice dalle cui ceneri nacque la Marvel. Dopo aver collaborato con diverse case editrici, nel 1947, ormai promosso a disegnatore, fu assunto dalla National, la futura DC Comics, per ideare graficamente la nuova eroina sexy Black Canary, creata dallo sceneggiatore Robert Kanigher. A quello stesso anno, risale il primo incontro fra Infantino e il personaggio del supereroe velocista Flash, al quale resterà per sempre legato. Nel corso della Golden Age, il nostro amato artista divenne il disegnatore regolare di diverse testate di supereroi, dal primo Green Lantern alla Justice Society of America.

In dieci anni ha prodotto serie minori di svariate ambientazioni.  Nel 1956 fu scelto dalla DC Comics per riproporre in chiave aggiornata il personaggio di Flash, su soggetto di Julius Schwartz e testi di Kanigher. Nella nuova versione, con il costume rosso e giallo e l’identità segreta dello scienziato frustrato Barry Allen, il velocista divenne uno dei personaggi di punta dell’attuale casa di Burbank, inaugurando tradizionalmente quella che gli storici del fumetto americano definiscono la Silver Age of Comic Books. Fu, infatti, in questa serie che vennero inseriti il concetto di multiverso (Earth-Two) e quella classificazione di “supereroe con super problemi” che contraddistinse da quel momento i fumetti del genere, facendo da apripista alla competizione con la Marvel.

Il successo di Flash lanciò Infantino come uno degli artisti più prestigiosi della DC Comics, tanto che gli furono assegnate, tra il 1964 e il 1975, le matite di numerosi albi di Batman, che acquistò uno stile più moderno, mettendo in disparte gli aspetti più stravaganti in favore di quelli polizieschi e introspettivi. Nel 1967 Infantino diede vita, su testi di Arnold Drake, all’antieroe dark Deadman, che fece scalpore perché rappresentava, per la prima volta in un fumetto, la droga, sfidando in qualche modo la Comics Code Authority. Nel frattempo Infantino era stato promosso direttore editoriale della DC Comics, e affiancò l’attività di disegnatore a quella di manager: a lui si deve, tra le altre cose, l’introduzione di giovani talenti come Neal Adams, al quale fu assegnata la serie di Deadman, e Dennis O’Neil.

 

Verso la seconda metà degli anni Settanta, dopo un ventennio di gloria alla DC Comics, Infantino preferì tornare un artista freelance, disegnando storie horror per la Warren (Creepy, Eerie, Vampirella) e iniziando a collaborare con la concorrente Marvel. Per la Casa delle Idee, l’artista diede vita, su testi di Jim Shooter, al mercenario amorale Paladin, introdotto sulle pagine di Daredevil nel 1978, e disegnò saltuariamente storie degli Avengers, di Ghost Rider e di Howard The Duck, tra gli altri, senza però lasciare il segno.

Fu con la nuova serie di Spider Woman, di cui divenne il disegnatore regolare per 20 numeri, dal 1978 al 1979, che Infantino raggiunse livelli pari a quelli risalenti al periodo in cui era sotto contratto con la DC. Molti anni prima di diventare membro degli Avengers, la sexy eroina aracnoide (nessuna parentela con il più famoso Spider Man) svolazzava nel suo costume attillato in questa serie dai toni dark, molto violenta e dal forte sottinteso sessuale, in cui il tratto nervoso e dinamico dell’artista di origine italiana illustra perfettamente le sceneggiature da incubo del fantasioso Marv Wolfman.

Negli anni Ottanta, conclusa l’avventura alla Marvel, Infantino tornò alla DC Comics e al suo personaggio preferito, Flash, occupandosi delle matite della serie regolare fra il 1981 e il 1985, fino alla sua cancellazione. Da allora sfoltì le sue partecipazioni, l’ultima delle quali risale al 1993, con la pregevole miniserie spionistica Danger Trail, scritta da Len Wein. Negli anni Novanta, prima della pensione, fu insegnante alla School of Visual Arts di Manhattan, dove ebbe l’opportunità di mettere a disposizione degli artisti più giovani il suo talento e la sua esperienza.

Dopo una terza età trascorsa fra convention fumettistiche e pubblicazioni di libri monografici sulla sua arte, Carmine Infantino è morto nel silenzio della sua casa di Manhattan, lo scorso 4 aprile, all’età di 87 anni. La sua multiforme figura di disegnatore, di editore e talent scout ha varcato cinquant’anni di storia dei fumetti, lasciando una dimostrazione di assoluto valore che ha rivoluzionato e dato nuova linfa al compromesso tra l’arte visiva e il prodotto seriale della grande industria del fumetto.