Suicide Squad: riferimenti e citazioni

“Siamo fans DC Comics, con tutto quello che ne consegue”, lo scriveremo sempre prima di parlare di qualcosa che riguardi la casa editrice di Superman e Batman. Tempo fa, mettendo a tavolino quella che avrebbe dovuto essere la lunga timeline del nuovo universo DC al cinema, ovvero il DC Extended Universe (DCEU), appare a sorpresa un tassello dedicato a questo variegato gruppo di super-criminali. Alla regia il dinamico e cinematico David Ayer (Fast and Furious, S.W.A.T- Squadra speciale) il quale rende i protagonisti di un fumetto noto per lo più agli appassionati e agli addetti ai lavori, una specie di sporca dozzina come lo ha ribattezzato lo stesso Ayer. Ciò che appare molto evidente fin da subito è che nel film si respira un’aria di rivalutazione delle cultura pop, esagerata, teatrale, ostentata, pienamente esibizionista grazie alla presentazione dei personaggi con una scheda “colorata”, che richiama le schermate di scelta dei personaggi di alcuni videogiochi. Potremmo definirlo un film popcorn e a pensarci bene la parola si potrebbe anche scomporre, in quanto pop potrebbe essere inteso come pop art (la corrente artistica di metà XX secolo) e corn inteso come chicco di mais scoppiato. Guarda caso, il film è proprio scoppiettante in tutti sensi ovvero è una pellicola dalla trama molto semplice e lineare, un fumettone dai colori e profumi psichedelici (come ha già scritto qualcuno, a ragione, in altre riviste), ed è giusto che sia così. Divertente e godibile, uno spettacolo visivo, come i popcorn sono uno spettacolo soffice di sapore salato. Ed è una pellicola non esente da difetti proprio come i chicchi di mais saltati in padella, che quando becchi quelli non scoppiati ti fanno partire un dente. Tant’è.

Però non è una recensione che ci preme fare, non l’ennesima disamina di un film che per molti è stato fallimentare e inutile, nonostante gli incassi stellari. Ciò che ci ha soddisfatti di più nel film, al di là della trama scontata e di come sono stati caratterizzati superficialmente i protagonisti, non troppo tridimensionali al netto dei pesanti tagli che ha subito la pellicola, sono stati tutti i riferimenti ai fumetti della DC Comics e ai film precedenti. E prima che qualcuno alzi la mano, no: per noi non è poco, nonostante tutto. Durante la visione abbiamo colto molte citazioni e, in particolare, nei confronti di un’illustrazione di Alex Ross. Se volete sapere un po’ di più su cosa combina Deadshot durante la sua presentazione, vi consigliamo di leggere del boss Angelo “Killer” Mirti, guardia del corpo di Sofia Gigante dopo la morte del padre per mano di Due Facce. Angelo è un boss mafioso della famiglia Falcone che vive a Gotham City.

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Il grande John Ostrander, che amplificò in maniera geniale il mito di Martian Manhunter e dello Spettro in lunghe e profonde run con trame che intrecciavano il mistero con la religione, ha creato la Suicide Squad alla fine degli anni Ottanta sulle pagine dei fumetti della casa editrice di Burbank. Ebbene, al cinema abbiamo fatto un balzo sulla sedia quando, durante una ripresa a volo d’uccello, sulla fiancata di un grattacielo appare un’insegna con il suo nome.

Harley Quinn si presenta al pubblico in più riprese durante il film, prima come la psichiatra che ha in curo il Joker ad Arkham Asylum, la dottoressa Harleen Frances Quinzel; e poi come la pazza super-criminale Harley Quinn. Della sua presentazione si può mettere in risalto ogni aspetto, in quanto si fa riferimento sia alla versione fumettistica che a quella presa a piene mani da Batman: The Animated Series, i cartoni animati di inizio anni Novanta nei quali è stata creata da Paul Dini e Bruce Timm. Inoltre, sono state riscritte le origini del Joker e di Harley Quinn in modo cinematografico. I due insieme fanno un “romantico tuffo” (nel vero senso della parola) citando il film di Batman del 1989 diretto da Tim Burton, ma soprattutto ricordando il fumetto dell’ormai settantaseienne principe pagliaccio del crimine. Una gioia per gli occhi.

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Captain Boomerang in questa pellicola è rappresentato dall’incarnazione di “Digger” Harkness con la mise moderna, fatta da impermeabile di pelle nera e copricapo da portuale. Per chi ha ricordi della Silver Age, si dimentichi il completino azzurro e il cappellino da panettiere costellati da ricami a forma di boomerang che abbiamo imparato a conoscere a suo tempo (eoni fa, a dire il vero) sui fumetti di Flash. Qui è un delinquente di strada, un rude e rozzo australiano, amante del whisky e molto abile con l’arma di origine aborigena. Si sa, nei film c’è la tendenza a inventare personaggi nuovi dal punto di vista visivo o narrativo, anche se già noti, o collegarli alle ultime tendenze con le quali sono rappresentati negli altri media. Durante le presentazioni a “schede” che abbiamo citato in apertura, Boomerang fa la sua apparizione mentre viene catturato da Flash. Questo è un ottimo collante che ci porta direttamente alla prossima pellicola sulla Justice League (novembre 2017, segnatelo). Appare per la prima volta su schermo, dopo lo screenshot di qualche tempo fa, il velocista scarlatto con il suo costume-quasi-armatura che ha deluso molti. Be’, la cosa importante è che Boomerang sia stato giustamente collegato alla famigerata Rogue Gallery di Flash, perché lui è un nemico storico di Flash. Punto. Sarà da vedere come verranno sviluppate le vicende nel film a solo incentrato su Barry Allen, appunto. Captain Boomerang è molto legato ad un oggetto, non vi sveliamo cosa, che tiene stretto a se stesso tutto il tempo ma non ne viene spiegato il motivo. Ciò fa presupporre che potrebbero essere vere le voci insistenti secondo cui Warner Bros. starebbe pensando a due spin off di Suicide Squad con protagonisti Joker e Captain Boomerang.

Jai Courtney Capitan è Boomerang

Jai Courtney Capitan è Boomerang

Altro chiaro riferimento, cinematografico questa volta,  che si può già cogliere dal trailer è quando nella riunione segreta che si sta tenendo intorno ad un tavolo sentiamo dire: “Signori, signore, pensate se Superman, decidesse di planare giù, scoperchiare la Casa Bianca…”…a  qualcuno non è venuto in mente il film di Superman del 1978? E infine, la scena post-titoli di coda. È sempre stata abitudine della concorrenza Marvel, e quando anche mamma Warner lo fa potrebbe sembrare un rincorrersi bello e buono. Può anche essere, ma è anche vero che ci sta tutta. In effetti, guardando il trailer del prossimo film sulla Justice League ci si domanda come faccia Bruce Wayne a rintracciare tutti i metaumani sparsi sul pianeta, anche se lui dovrebbe essere il più grande detective del mondo e abbia l’aiuto di Wonder Gal Gadot. Be’, una fortissima spintarella gliela dà proprio la signora Amanda Waller che ha voluto fortemente questo scalcagnato gruppo di super-criminali per il lavoro sporco.

Daniele Cutali & Stefano Avvisati

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