Batman: Arkham VR

L’esperienza VR più attesa dai fan di Batman.

PlayStation VR e la VR in generale è una tecnologia completamente nuova (per quanto, a furia di parlarne, sia diventata quasi un pezzo da museo!) e molti brand (come ad esempio Tomb Rider e Project Cars) sono stati tradotti nel mondo virtuale, ma forse il nome più grande che si prepara a debuttare in questo nuovo territorio è Batman, o più precisamente, la serie Arkham di Rocksteady. Batman: Arkham VR è stato svelato all’E3 e da allora è diventato uno dei titoli VR più attesi, in quanto per la prima volta potremo vivere la fantastica sensazione di “essere Batman.” Quando abbiamo finalmente messo le mani sul prodotto finito, non vedevamo ovviamente l’ora di diventare il Cavaliere Oscuro e combattere qualche crimine.

Tuttavia non combatterete il crimine nel senso tradizionale in Arkham VR. Rocksteady ha chiarito che l’attenzione non è tanto rivolta al combattimento e al far fare testa e testa a due o più scagnozzi tra loro, come invece accadeva nei giochi del passato. Invece ricoprirete il ruolo di Batman nei panni del “più grande detective del mondo”, e il gioco sicuramente rende molto bene questa idea. Qui avete il compito di analizzare le scene del crimine, mettere insieme le informazioni e trovare soluzioni intelligenti ai problemi, portando alla luce un mistero che coinvolge non solo Batman, ma anche i suoi aiutanti Robin e Nightwing.

Spostare l’accento di una serie non è sempre facile, e talvolta si corre il rischio che si crei un po’ di imbarazzo, ma Rocksteady ce l’ha fatta alla grande con Arkham VR. Si trova a suo agio in questa identità di gioco detective e la soddisfazione data dalla risoluzione di un puzzle o di svelare un mistero riesce a sopperire perfettamente quella derivante dall’annientare un intero gruppo di teppisti in una scazzottata. L’aspetto ulteriore è che i giocatori riescono “realmente” a vestire i panni di Batman grazie alla VR, e questo aggiunge anche qualcosa di molto eccitante alla serie, senza far sentire la mancanza del combattimento.

Il gameplay, per la maggior parte del tempo, richiede di andare sulle scene del crimine e muoversi tra le diverse sezioni in modo statico, utilizzando la meccanica di risoluzione degli enigmi per riuscire ad avanzare. In questo modo il problema del movimento e della cinetosi riesce ad essere in qualche modo attenuato e in questo modo si dissezionano aree più piccole. Naturalmente, ogni postazione gode di una visuale a 360 gradi, così da avere una visuale completa della stanza e della situazione.

L’altro aspetto del gioco è il lavoro investigativo e il problem solving. Questi coinvolgono l’utilizzo di strumenti a vostra disposizione, che comprendono un rivelatore forense, una pistola rampino e i batarangs (una quantità illimitata), di interagire con l’ambiente e raccogliere indizi per aiutare la narrazione a procedere. Questi sono tutti facili e accessibili da usare, ma danno comunque una certa soddisfazione ai giocatori, senza far percepire loro l’idea che la risoluzione di un mistero sia eccessivamente facile. C’è anche abbastanza varietà per quanto riguarda le varie sfide che terranno occupati i giocatori, come ricostruire una sequenza di eventi o analizzare dei materiali presenti sulla scena.

Il mondo creato da Rocksteady e le immagini che usano per esprimerlo sono davvero eccellenti, e questo significa che non solo vi sentirete Batman, ma avrete anche la sensazione di essere a Gotham. I fan senza dubbio l’ameranno in quanto finalmente possono vedere luoghi iconici da vicino, e i loro dettagli sono davvero impressionanti. Hanno tutti un aspetto gradevole da un punto di visto visivo, anche quando ci si avvicina con il viso. A volte le cose sono un po’ sfocate se andate troppo vicini, come quando ad esempio bisogna scrivere appunti, ma questo è un difetto davvero minore e non influisce sull’esperienza in modo sostanziale.

La storia e la narrazione si sono rivelate un po’ ambigue. La storia parte molto bene, con un omicidio-mistero sin dalle prime battute e con la sua risoluzione, ma gli ultimi atti, e la conclusione in particolare, si sono rivelati molto strani e siamo rimasti sorpresi e un po’ confusi non appena hanno iniziato a scorrere i titoli di coda. Non voglio spoilerarvi cosa accade, ma dopo un’ora di gioco (che non è un problema, perché sapevamo della sua durata da tempo) siamo rimasti a guardare i credits dopo una sequenza che ci suggeriva ci sarebbe stato altro da fare. Non pensavamo sarebbe finito in quel modo e ci ha lasciato con un po’ di delusione.

Dopo aver completato il primo playthrough, però, vi attendono 30 sfide dell’Enigmista allocate nella campagna, offrendo un incentivo a giocare ancora. Sono particolarmente difficili e ci hanno richiesto più delle due ore e mezza previste per la lunghezza di Arkham VR. Alcuni di loro sono particolarmente impegnative, soprattutto quando dovete trovarle o coinvolgono enigmi oscuri (shock). Non appena riuscite a risolverli, però, otterrete nuovi veicoli, modelli di personaggi e molto altro, così oltre alla possibilità di esplorare il mondo in maggiore profondità, c’è sicuramente un incentivo a ripetere la campagna per risolvere queste sfide.

Tecnicamente, il gioco funziona bene e tutto fila liscio, ha solo qualche problema minore occasionale. A volte i controller Move non venivano rilevati nella posizione dove avrebbero dovuto essere, come estendere il braccio per sparare la pistola rampino, ma non è tanto la colpa del software. Una cosa che è un po’ strana è che le mani che si utilizzano nel gioco sono disincarnate. Forse hanno fatto questa scelta per contrastare i problemi di clipping, ma talvolta toglieva quel senso di immersione. Nel complesso, tuttavia, funziona bene come gioco VR, il monitoraggio dei movimenti è sufficiente tanto quanto il senso di immersione.

Il gioco può essere giocato con un controller DualShock 4 e un controller PlayStation Move, ma l’esperienza sarà fortemente limitata con il primo. Un DS4 consente solo di controllare un lato alla volta e bisogna guardare nella direzione in cui si vuole mirare, anziché mirare e guardare in direzioni diverse. Questo rende non solo la progressione più lenta, ma anche il gioco frustrante e più limitato. I controller PlayStation Move offrono un’esperienza di gran lunga migliore, danno la sensazione di avere mani reali nel gioco e rendono tutto più facile da usare, e più soddisfacente. Chiunque abbia lanciato un Batarang nella demo può confermarlo.

Quindi, nel complesso ci sono un sacco di elementi che renderanno felici i fan di Batman, e il gioco restituisce davvero la sensazione di vestire i panni del Cavaliere Oscuro. Questo, unita alla presenza dei vari nemici e alleati di Batman, lo rende un sogno che si avvera per un fan di Batman, ma la sua storia bizzarra lo ostacola, in qualche modo. E’ un buon gioco e uno dei titoli PSVR più gratificanti che si possono acquistare al momento del lancio, e sicuramente divertirà e affascinerà. Insomma, davvero imperdibile.

[Fonte: gamereactor]

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