Batman: Going Sane

Dopo aver scelto di interpretare un ruolo da protagonista nell’oscuro palcoscenico di Gotham, è possibile abbandonare la recita? Si ci può spogliare della propria armatura, stuccarsi e togliersi la maschera per concedersi il lusso di “diventare umani”?

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

In Going Sane* Batman e Joker si trovano davanti a questi interrogativi. Ne derivano due viaggi paralleli, due percorsi verso una guarigione, un risanamento mentale e spirituale. Due strade che sono destinate a prendere direzioni opposte dopo l’ennesimo fatale incontro. Questo perché, come ci ha insegnato The Killing Joke, il Cavaliere Oscuro può aggrappasi a un debole fascio di luce per sfuggire all’abisso, mentre il pagliaccio del crimine è sempre destinato a rimanere ad Arkham, tra le sue carte e i suoi trucchi di scena.

 

Il primo atto di questo dramma si apre all’insegna dell’eterna lotta tra caos e ordine. Il Joker ha colpito al cuore una delle poche oasi di tranquillità della metropoli, seminando panico e distruzione. L’arlecchino ha esposto crudelmente la fragilità di una pretesa di “normalità”, di innocenza in una città così corrotta. Poco dopo il suo attacco, alcuni residenti decidono di saccheggiare dei negozi rimasti incustoditi, ma Batman li ferma: se commettessero un crimine, regalerebbero un’ulteriore vittoria al Joker. Come ne Il cavaliere Oscuro di Nolan, i due avversari si trovano a combattere per l’anima di Gotham, sfidandosi sulla sottile linea che divide il bene dal male.

Batamn – Il Cavaliere Oscuro

Questa volta, però, l’eterna battaglia tra il bianco e il nero è destinata a subire una svolta inaspettata: Batman sembra cadere vittima di un’esplosiva trappola mortale. Dopo aver “ucciso” l’eroe cosa resta da fare alla sua nemesi? Joker, come Megamind, si trova alle prese con questo dilemma e con l’inevitabile crisi esistenziale che deriva dalla consapevolezza di aver appena perso la propria raison d’être:

Ci sono riuscito, ma cosa ho fatto esattamente? So che devi colpire il pubblico, ma dopo che sono morti… sei bloccato. Se non c’è nessuno là nell’oscurità per cui recitare… qual è lo scopo? Se non c’è un Batman da far impazzire, allora che senso ha essere pazzo?

 

 

Entriamo così nel vivo del secondo atto. Ora che non sente più il bisogno di “esibirsi”il criminale può diventare di nuovo umano e credere nel sogno americano che ha sempre negato, nella tranquilla serenità delle illustrazioni di Rockwell e delle vecchie commedie. Joker si lascia alle spalle la follia, la sua vecchia identità, l’aspetto da clown e il crimine. Assume il nuovo “ruolo” di Joseph Kerr e incontra Rebecca, una delle donne che svolgono un ruolo chiave in Going Sane. Inizia così una parentesi romantica dove nuvolette rosa, stridono con i ricordi che lottano per riaffiorare, con immagini di pipistrelli e di demoni che sorridono: l’affabile e innamorato Joseph rischia di diventare di nuovo un mostro.

Sketch di Luca Maresca dedicato alla nuova immagine del Joker.

Nel terzo atto scopriamo finalmente cos’è successo al Cavaliere Oscuro. Anche lui ha incontrato una donna, la dottoressa Lynn Eagles, che gli ha permesso di mettersi a nudo, di togliersi la maschera. Lynn non guarisce solo le sue ferite fisiche, ma anche quelle spirituali: lo aiuta a riscoprire la parte di sé che ha sepolto dopo la morte dei suoi genitori, gli concede una parentesi di pace e gli ricorda il senso della sua missione. Questa donna, come lui, è stata vittima della violenza di Gotham, ma è sopravvissuta e si è dedicata agli altri. Grazie a lei, Bruce, che sentiva di stare per trasformarsi in un demone, di stare rischiando di cedere alle tenebre, si riappropria del suo ruolo di angelo custode, di protettore degli indifesi.

Purtroppo, c’è sempre un prezzo da pagare per ritornare sul palcoscenico: si deve tornare a indossare il costume e sacrificare la propria umanità. Inoltre, per un crudele contrappasso, se uno degli attori principali torna alla ribalta anche il suo antagonista deve seguirlo. Come in Batman #52, anche in Going Sane i due storici avversarsi, anche quando sembrano avere l’opportunità di lasciare il loro ruolo, non possono sottrarsi al loro destino. Una danza macabra in cui l’uno non può vedere chiaramente l’altro, capirlo, nemmeno quando i due poli opposti si avvicinano. Le tenebre sono sempre lì in agguato e le acque torbide sono sempre destinate a reclamare Joker che non può, non vuole credere, nel tenue raggio di luce che salva Batman. Una volta attraversata la linea, non c’è più ritorno: non si può sfuggire alla propria maschera.

*Batman: Going Sane, testi di J.M. Dematteis e disegni di Joe Staton, Paperback, DC Comics, 2008. (Ho tradotto liberamente il testo della mia edizione, comprata durante un viaggio a Londra: non ho potuto resistere al richiamo di una fumetteria che aveva per insegna il Bat-segnale). Edizione italiana: Le leggende di Batman 25,Play Press (Ed. Originale: Legends of the Dark Knight #66-#68)