Intervista al disegnatore Giacomo Porcelli

La nostra Italia è piena di talenti e più  mi guardo intorno e più ne escono. Ho avuto la fortuna di imbattermi in un altro artista a tutto tondo, il suo nome e’ Giacomo Porcelli. Nato nel 1968 a Caltagirone in provincia di Catania, Giacomo si diploma all’Istituto d’arte per la ceramica. Dopo il diploma si iscrive al corso di laurea in scienze geologiche che abbandona alcuni anni dopo per lavorare nel campo a lui più congegnale, quello artistico. Da molti anni si dedica alla realizzazione di ornamenti di vario genere con pittura su ceramica e pietra lavica. Da sempre è stato anche attratto e coinvolto dal mondo dei fumetti, tanto è vero che l’esordio anche in questo settore non tarda arrivare. Nel 2008 si classifica primo al concorso nazionale FUMETTI IN TV a Treviso con una breve storia inserita nel contesto della Prima Guerra Mondiale edita da Nicola Pesce Editore. Quasi subito dopo Coniglio Editore pubblica, sulla storica rivista erotica “Blue”, un paio di episodi della serie realizzata da lui dal titolo “In The Jungle”. Nell’anno 2012 con la Wombat, subito dopo la pubblicazione a fumetti dal tratto tagliente, Brian il matto, inizia una vera e propria collaborazione arrivando alla diffusione su Wombat Magazine, della sua breve storia Der Vampyr (Fake). Di Giacomo ho avuto la fortuna di poter visionare diversi lavori ed ognuno è diverso dall’altro, lasciandomi respirare pienamente l’aria dell’arte. I più attenti di voi lo avranno già riconosciuto, infatti Giacomo, come tanti altri era già passato da queste parti con questa fantastica illustrazione realizzata appositamente per il Batman Day 2017. Ma quello che mi piace sottolineare di questo artista è la sua umanità e semplicità, due caratteristiche che molto spesso (almeno per mia personale esperienza) combaciano con i disegnatori e maestri in campo artistico.

#BatmanDay 2018

Questo è un piccolo frammento della bellezza dell’arte che passa attraverso le mani di Giacomo Porcelli…il resto lo vedremo durante l’intervista.

Stefano: Ciao Giacomo, grazie per aver accettato l’intervista e benvenuto su Batman Crime Solver.

Giacomo: Ciao Stefano, grazie a voi

Stefano: Ho fatto un brevissimo accenno alla tua storia artistica. Vuoi ragguagliarci meglio?

Giacomo: Si, dopo Der Vampyr ho avuto l’onore di collaborare con il grande Pino Rinaldi nella realizzazione di un breve episodio di Agenzia X e che Pino pubblicò nel volume Agenzia X e Omega Compendium con la Cagliostro E-press. Ho disegnato la quarta di copertina del secondo volume di Robotics per Shockdom e adesso oltre a un paio di richieste di collaborazione sto lavorando a un progetto mio che spero possa vedere la luce tra qualche anno.

Stefano: Le tecniche artistiche di cui sei dotato sono molte. Ce le potresti illustrare brevemente?

Giacomo: Quando disegno le mie tavole a fumetti utilizzo  una miscela di colori acrilici per creare delle ombre su cui poi lavoro con gli inchiostri. Le illustrazioni a colori invece le realizzo alternando colori acrilici e colori ad olio. Il computer lo utilizzo per le correzioni, per creare effetti luminosi e per ravvivare i bianchi, visto che il bianco ad olio è molto bello dal vivo ma riprodotto dagli scanner risulta sempre smorto. Del resto avendo a che fare con un settore  artistico come quello della ceramica che è legato all’aspetto materico dei colori, mi capita di avere poca propensione a esagerare con l’uso dei colori al computer.

Stefano: A proposito di ceramica…Puoi dire ai nostri lettori cosa comporta il realizzare un’illustrazione su una lastra di pietra lavica ceramizzata come quella che hai realizzato per il Batman Day e come ti è venuto in mente di avvicinare due forme d’arte così distanti fra loro?

Giacomo: Ho già realizzato fusioni fra ceramica e disegno di fantascienza. Ho pensato che il Batman Day era un ottima occasione per proporre un esperimento del genere. I rischi in questo genere di lavori sono però alti. Il disegno su carta ti dà molta sicurezza, la tavoletta grafica ancora di più visto che hai un controllo totale di ogni aspetto della tua opera, dal colore al tratto grafico. La ceramica è invece  una continua sfida contro gli elementi. Ciò che vedi quando crei un opera non è ciò che diventerà.  Devi cercare di prevedere il comportamento degli smalti e dei colori che una volta cotti a 950 gradi subiscono un cambiamento irreversibile. Immagina che ancora oggi con  i miei trent’anni di esperienza in questo settore, quando affido al fuoco un ‘opera frutto di decine di ore di lavoro, qualche attimo di angoscia lo provo ancora.

Stefano: Ci sono artisti a cui sei particolarmente legato e ai quali “rubi” qualcosa per inserirle nelle tue opere?

Giacomo: Gli artisti che ammiro del mondo del fumetto e dell’illustrazione sono molti, ma quello che mi ha colpito in maniera veramente pesante è stato H.R. Giger. Quando negli anni 90 vidi per la prima volta le opere di Giger trovai la fusione tra organico e meccanico fatta in quel modo, era qualcosa che andava oltre tutto ciò che avevo visto fino ad allora.

Stefano: Tra i fumetti che hai realizzato, quale e’ quello al quale sei piu’ affezionato e perche’?

Giacomo: Sicuramente a quello che sembra apparentemente il più “leggero”, In The Jungle. A parte che Blue ne pubblicò solo un paio di episodi e poi la rivista chiuse quindi, lo considero come qualcosa che non ebbe il tempo di esprimere appieno le sue potenzialità e che Laura Scarpa, allora alla direzione artistica della Coniglio Editore aveva intuito,  visto che avevano deciso di pubblicare tutta la serie sulla loro rivista di punta fianco a fianco a grossi nomi del fumetto erotico.

Stefano: Che fumetti leggevi da bambino e cosa leggi oggi?

Giacomo: Da bambino, parlo degli anni 70, leggevo i fumetti che circolavano a casa mia, Tex e Zagor in primis. I personaggi Marvel li ho conosciuti grazie alle raccolte della Corno che mi prestavano gli amici, mentre,  era molto difficile che mi capitasse fra le mani un albo DC Comics. Non ti so dire se all’epoca  la Cenisio, avesse problemi di distribuzione dalle mie parti , ma ho conosciuto gli eroi DC  soprattutto grazie alle serie televisive e al cinema. Mi  piacevano molto anche i fumetti che uscivano per le edizioni dei Fratelli Spada, Turok, Magnus anno 4000, Star Trek, etc. Negli anni successivi ho letto di tutto, da Skorpio e Lanciostory all’Eternauta, da Dylan Dog e Nathan Never ai manga giapponesi e naturalmete supereroi Marvel e Dc a manetta. Oggi purtroppo non ho il tempo che avevo prima quindi sono costretto a selezionare molto il materiale che leggo sia libri che fumetti.

Stefano: Quando realizzi un’opera d’arte (qualsiasi essa sia) cosa ti fa da musa ispiratrice?

Giacomo: L’ispirazione può arrivare dalle fonti più disparate. Qualunque cosa può aprire la strada a una storia o a un disegno. L’importante è mantenersi recettivi verso il mondo che ci circonda.

Stefano: Tu realizzi spesso storie tue. C’e’ qualcosa che hai realizzato e ti piacerebbe vedere pubblicato. Raccontaci di cosa si tratta?

Giacomo: Finora ho scritto e pubblicato storie brevi. Da un po’ di tempo sto lavorando a una storia di più ampio respiro. Si tratta di un western, o meglio inizia come un normale spaghetti western per poi trasformarsi in qualcosa di molto diverso e molto inquietante. Ma non posso anticipare altro

Stefano: Per il Batman Day del 2017, ci hai realizzato una tavola che molti hanno veramente amato. Ci spieghi come e’ nata l’idea di quella tavola e come l’hai realizzata?

Giacomo: Quando mi proponesti di realizzare un disegno per il Batman Day  2017 non ebbi il minimo dubbio sulla scena e sul personaggio che avrebbe dovuto affiancare Batman. Joker è in assoluto uno dei cattivi più belli da disegnare, soprattutto a colori. Ecco perché scelsi di usare i colori ad olio.

Stefano: Anche questa volta ti sei impegnato nel realizzare due opere per i lettori del nostro blog. Raccontaci come ti sono venute le ispirazioni e come le hai realizzate.

Giacomo: Come abbiamo anticipato prima il disegno dedicato al Batman Day è stato realizzato su pietra lavica dell’Etna. Ho ritenuto che il colore scuro del basalto si abbinasse molto bene con il Cavaliere Oscuro e con Catwoman.

Opera di Giacomo Porcelli

Il secondo disegno l’ho voluto dedicare a Superman e al Generale Zod. Nel disegno c’è una combinazione un po’ strana. Il personaggio di Superman è ispirato a quello degli ultimi film che io ritengo, senza nulla togliere al grande Christopher Reeve, essere quello che più si avvicina alla mia personale idea di Superman e di Krypton. Il Generale Zod che amo di più invece è quello interpretato da Terence Stamp degli anni ottanta. Il carisma che ha conferito questo attore al Kryptoniano ribelle è veramente incredibile. L’accoppiata è un po’ strana ma la fantasia non deve avere confini e nel multiverso DC tutto è possibile!

Tributo a Superman di Giacomo Porcelli

Stefano: Dove ti possono trovare i nostri lettori?

Giacomo: In questo momento qualcosa si può vedere sul mio profilo Facebook.

Stefano: Grazie per averci dedicato il tuo tempo Giacomo e in bocca al lupo per il proseguo della tua carriera!

Giacomo: Grazie Stefano. Un saluto a voi e a tutti i lettori di Batman Crime Solver.

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