Art of DC Universe: intervista a Marco Mastrazzo

Inizia spesso così: con una persona cara che ti permette di accedere al fantastico mondo formato da nuvole e inchiostro ed un sogno che poi non vuole più saperne di rimanere rinchiuso nel cassetto delle fantasie più semplici.

Un miraggio che spinge per trasformarsi in realtà: è il caso di Marco Mastrazzo, classe 1989, che si è formato come disegnatore di fumetti donando movimento e respiro sui fogli professionali a quei personaggi che fino a quel momento aveva disegnato da autodidatta, mentre stava per acquisire il suo diploma di geometra. Nel 2016, grazie a Roberto Recchioni, debutta su Dylan Dog con una cover per il Color Fest. Mentre nel 2017 collabora con Editoriale Cosmo per cui firma le copertine della miniserie “Caput Mundi” e con Scuderia Ferrari realizzando dei manifesti per il Mondiale di F1 2017 e 2018, firmando anche le copertine della testata Blood Brothers, l’horror morboso e disturbante pubblicato dalla Edizioni Inkiostro. Marco diventa così uno dei talenti più apprezzati del panorama fumettistico italiano. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo durante Lucca Comics & Games 2018 e per la nostra testata ci ha gentilmente offerto il suo saluto per tutti i nostri lettori.

A Marco in quella occasione ho fatto realizzare un Joker, ipotizzando che prima o poi avrebbe preso la direzione che tanto mi auspicavo, e cioè disegnare per la Dc Comics…così è stato!

Neanche due anni dopo, e per la precisione martedì 24 novembre 2020, la DC Comics ha annunciato che sulla miniserie in cinque numeri The Other History of the DC Universe avrebbe debuttato Marco Mastrazzo, proprio nello stesso albo insieme al pluripremiato sceneggiatore John Ridley’s , Giuseppe “Cammo” Camuncoli, Andrea Cucchi e il colorista José Villarrubia, e Jamal Campbell.

Ora, il nome di Marco Mastrazzo è sugli annuari della Dc Comics, nome che vedrete apparire sul lancio internazionale della miniserie evento a fumetti Batman: Death Metal, che l’editore americano ha annunciato in sette albi dedicati alle più celebri band metal per la realizzazione di Batman: Death Metal – Band Edition.

Albo numero 7. Banda: Ozzy Osbourne, disegnatore della copertina: Marco Mastrazzo

Qui sopra potete notare la cover realizzata da Marco Mastrazzo. Abbiamo il piacere fare una chiacchierata con lui e sul suo lavoro per la casa di Burbank.

Stefano: Ciao Marco e benvenuto su Batman Crime Solver.

Marco: Ciao Stefano eccomi, oggi sono a tua completa disposizione, finalmente. Ci eravamo sentiti un po’ di tempo fa, ma le dead line hanno continuato ad avere la massima priorità.

Stefano: Partiamo con i tuoi esordi. Raccontaci come sei arrivato a disegnare i fumetti.

Marco: Sono nato in una cascina sulle colline di Nizza Monferrato (Asti, Piemonte). Mio nonno era un commerciante e collezionista di fumetti molto conosciuto in Italia con la passione per il disegno e la pittura, passione tramandata prima a mio padre e poi quasi in modo automatico a me. Casa mia era sorretta da pareti di fumetti, davvero, era impressionante, garage e stanze intere piene zeppe di fumetti di ogni genere, partendo dagli anteguerra in formato gigante con copertine coloratissime ai più moderni Bonelli. Mi innamorai subito degli albi dell’Editoriale Corno, che pubblicò per la prima volta i comics Marvel in Italia.  La DC la trovavo meno appetitosa ai tempi perché, mai stampata in modo ordinato ed in formato accattivante, non mi stimolava. A volte nelle giornate d’estate mi addormentavo in uno scatolone pieno di fumetti rotti che venivano utilizzati per le riparazioni quindi mi immergevo letteralmente in un mare di copertine di Flash Gordon, Devil l’uomo senza Paura, Kriminal, Satanik, e chi più ne ha più ne metta. Ecco, credo che il mondo del fumetto, dell’illustrazione, e della pittura è entrato in me per osmosi accendendo la passione per quell’universo fantastico. Potrei dirti di aver iniziato a sognare disegnando sin da tenera età, non mi ricordo un “prima”.

Con gli anni la passione è cambiata diventando, a volte, una vera e propria condanna. Ho sempre sentito di voler creare per immagini, ma crescendo si matura e certi miti possono crollare ed il sapere cosa si vuole investendo ogni risorsa su qualcosa che si sente di avere ma senza aver la certezza concreta di poterla raggiungere non so se possa essere più da folli o audaci. La mia passione per i fumetti in realtà non è più accesa come un tempo, ne ho visti così tanti che ora faccio fatica ad entusiasmarmi. In ambito figurativo sono più attratto dalla pittura. In ambito figurativo sono più attratto dalla pittura. Credo di non aver ancora risposto alla tua domanda hahaha!!

Sono arrivato a disegnare fumetti o meglio illustrazioni, (fino ad ora ho sempre e solo lavorato su copertine) un po’ perché ho sempre sentito fosse la mia strada nonostante gli alti e bassi, un po’ perché ho sempre creduto che con la giusta dose di sacrifici, pratica, studio ed allenamento sarei stato in grado di togliermi delle soddisfazioni e un po’ per fortuna. La fortuna però è un po’ il risultato dei sacrifici e dell’impegno, quindi in qualche modo ci si crea o ci si prepara un terreno fertile anche per quella. Il mio colpo di fortuna è stato quello di esser stato notato da Roberto Recchioni, che mi ha fatto entrare nel mondo dei professionisti dal portone principale facendomi esordire con una Copertina per un Color Fest di Dylan Dog. Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Mi notò perché postai dei miei lavoro sui social, quindi per ricollegarmi al  ragionamento di prima, sì, sono stato fortunato ma se non avessi utilizzato i social a tal scopo ora probabilmente non sarei qui a rispondere a queste tue domande.

Stefano: Il disegnatore traduce in immagini messaggi verbali e concetti. Quale è il tuo processo per arrivare alla definizione di una vignetta o una copertina.

Marco: Non ho un procedimento standard, in realtà nemmeno uno stile, e a dire il vero non lo sto neanche ricercando, mi annoia. Ho bisogno di cambiare in continuazione e di sperimentare dove possibile tecniche e strumenti. A seconda del soggetto mi immagino come renderlo, passando dal calore del tradizionale alle pennellate più fredde del digitale. Per far un esempio, soggetti come Dylan Dog o Vampirella mi danno più libertà di sperimentazione, li immagino personaggi adatti ad un approccio alla Franz Von Stuck, Uno Spiderman invece richiede un approccio quasi puramente illustrativo. Non ho un processo brevettato, sicuramente si parte sempre da una bozza molto molto grezza per poi modellarla con luci e colori fino a quando non esce qualcosa di accettabile.

Stefano: Quale tecnica preferisci nel disegno?

Marco: Preferisco la tecnica tradizionale, Olio o un mix tra acrilico ed Olio. Ma sfortunatamente ora la maggior parte dei miei lavori sono in digitale per via dei tempi stretti delle deadline di cui ti parlavo all’inizio.

Stefano: Finora come puoi considerare la tua esperienza nel fumetto italiano?

Marco: Io ho avuto la fortuna di incontrare persone fantastiche e colleghi che son diventati grandi amici. Non potrei mai sopravvivere però da illustratore lavorando solo per l’Italia, è un settore davvero difficile e molti sono costretti a fare più lavori per mantenersi a galla, è una cosa frustrante. Fortunatamente ho trovato nel mercato USA un sostegno che nel nostro paese sarebbe inimmaginabile

Stefano: Nel fumetto italiano la funzione prioritaria è quella dello sceneggiatore, cioè di colui che inventa e scrive le storie, a differenza di quanto accade nei fumetti americani, dove è fondamentale la funzione del disegnatore. Come è stato per te il passaggio?

Marco: Occupandomi esclusivamente di copertine non ho trovato differenze. Ho molta libertà sia qui in Italia che negli USA.

Stefano: Il 24 Ottobre 2020 la DC ha svelato la copertina ufficiale del secondo numero di “The Other History of the DC Universe”. L’illustrazione è tua e di Giuseppe Camuncoli. Ci illustri un po’ il lavoro svolto.

Marco: Io e Cammo ci siamo conosciuti ad una Lucca Comics in un bar a bere negroni, nacque tutto da quell’incontro, qualche mese dopo mi chiamò per propormi di collaborare a questo progetto. In parole povere per queste copertine lui si occupa delle bozze ed io le rendo illustrazioni adeguandole al mio stile e dipingendoci sopra.

Stefano: Il 7 novembre 2020 hai esclamato dal tuo profilo FB “wip! e alla fine è arrivato pure lui” con il disegno di Batman che vediamo qui sopra. Raccontaci come e’ andata….

Marco: E’ andata un po’ come per tutte le altre cover che sto facendo e che ho fatto per Marvel e DC. Arriva una mail a sorpresa, non sai mai quale soggetto ti verrà proposto fino a quando non clicchi e apri la mail! Beh, quando ho letto Batman mi sono emozionato.

Stefano: Quale è il tuo personaggio preferito DC Comics e perche’?

Marco: Che domande, hahaha!!! Batman ed il suo antagonista Joker, due modi di dare sfogo alla pazzia. Ci vivrei a Gotham City.

Stefano: Dove ti possono trovare i nostri lettori?

Marco: Su Instagram, Facebook  e Artstation, basta digitare il mio  nome.

Stefano: Grazie per averci dedicato il tuo tempo. Vuoi salutare i nostri lettori?

Marco: Grazie a te Stefano per la pazienza e la gentilezza ed un saluto a tutti i lettori di Batman Crime Solver!

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