Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 3/7

Parte 3 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

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Nello sviluppo della storia di “Batman v Superman: Dawn of Justice”, ci si è posti la domanda se un Superman come questo possa esistere nel 2016, o se sia puramente una creazione di tempi più innocenti.  Come può sopportare di sopravvivere in un mondo complicato come il nostro, con così tante alleanze e programmi in competizione e in conflitto?  Con l’attuale ciclo di informazioni il cui accesso è possibile 24 ore su 24, come si può combattere per la verità globale e la giustizia senza temere di essere accusato?

La produzione ha stabilito che dopo che i dettagli di un apparente salvataggio riuscito si sono rivoltati contro di lui, anche il mondo inizia a voltare le spalle a Superman—il governo e i mezzi di informazione del suo paese e perfino il suo alleato nella lotta alla criminalità.

“Quando abbiamo iniziato a discutere di quale sarebbe stata la difficoltà maggiore per Superman in questo film, eravamo consapevoli che non poteva esserci niente di peggio che la distruzione fisica della Terra”, dice Zack Snyder, “perciò abbiamo dovuto alzare l’asticella della sofferenza emotiva. E per una guerra filosofica chi c’era di più degno se non Batman?  Una volta detto ad alta voce, non potevamo tornare indietro”.

Per inserire organicamente Batman nella storia, abbiamo appreso della esperienza personale di Bruce Wayne durante il Black Zero Event di Metropolis, e come abbia iniziato a pensare ad un approccio attivo verso la distruzione di colui che ora percepisce come un nemico. Questo inaspettato colpo di scena e la visione dei personaggi di  Bruce Wayne-Batman, sono risultati determinanti per far si che Ben Affleck accettasse il ruolo.

“Da bambino ero un fan del personaggio, in particolare del Cavaliere Oscuro di Frank Miller”, dichiara Affleck. “Anche se la nostra storia non è la stessa, quello che mi ha interessato nell’interpretare la nostra versione di lui era che, da un lato era lo stesso Batman che tutti conosciamo, ma che era un po’ invecchiato, più stanco del mondo e vicino alla fine della sua carriera, e questo mi ha intrigato parecchio. Le azioni di Superman provocano una rabbia in Bruce Wayne che è quasi irrazionale e quella collera disperata e l’odio erano un punto di partenza molto affascinante”.

“Non è un segreto che il The Dark Knight Returns di Miller sia il mio fumetto preferito, che contiene quello che considero il più bel confronto filosofico Batman/Superman”, dice Snyder.  “Io e Ben abbiamo parlato a lungo sul fatto di usare il personaggio di Miller come modello nel senso che si tratta di un veterano, che fa quello che fa da 20 anni, ed ha perso molti amici lungo la strada ed è diventato un solitario. Perciò nel nostro film, tutto ciò che è rimasto a Bruce e conta per lui sono  Alfred ed essere Batman. Sta pensando, come facciamo un po’ tutti, alla sua eredità. Discute perfino con Alfred se invece di catturare pesci piccoli—arresti un criminale che viene subito sostituito da un altro—non sarebbe meglio fare qualcosa riguardo il problema sorto con Superman?”

Affleck aggiunge, “Quando ho sentito per la prima volta l’idea di Zack di infondere alla storia temi di vita reale nei quali il pubblico si potesse riconoscere, ho deciso di voler fare parte del progetto, il primo film della DC a mostrare insieme questi eroi”.

Interpretando un personaggio devastato dalla rabbia, Affleck ha gradito molto l’atteggiamento ottimista del regista.  “Zack è ottimista per natura ed è bello averlo accanto”, dice.  “Conosce ogni più piccolo particolare delle storie del fumetto, ma ha accettato di buon grado le mie idee e i miei suggerimenti, e per me è stato veramente speciale vedere come tutto prendesse forma”.

“Ben ha una grande abilità nel trasformarsi tra i due mondi di Bruce Wayne e Batman, rimanendo fedele ad entrambi i personaggi ma anche, come richiesto dalla storia, aggiungere delle sfumature”, dice Snyder.

Ma cosa può fare un essere mortale come Batman contro un Superman al massimo della forma?  Può Batman, anche con la sua gamma di armamenti e la conoscenza delle strategie di combattimento, sperare di battere un essere invincibile?  Quanto sarà grande il prezzo da pagare per la sua arroganza?

Purtroppo per Superman, non è invulnerabile come crede di essere. Superman non si accorge mai della minaccia incombente fin quando non ci sbatte il naso, e quando questo succede ritiene che Batman sia un pericolo di minime dimensioni. “In una lotta all’ultimo sangue, chi vincerebbe? Chiaramente Superman”, asserisce Henry Cavill. “Ma Superman non è così. Non è d’accordo con l’idea di giustizia ad ogni costo di Batman; lui vuole risolvere i problemi in modo più pulito possibile senza abbassarsi al livello di Batman. Quindi Batman trae immediatamente vantaggio da questo”.

“Mettere insieme Batman e Superman nello stesso film non è stata un’impresa facile; sembrava semplice nella sceneggiatura, ma non lo era affatto”, cita Affleck. Anche non facendo paragoni sulle loro abilità fisiche, “queste sono due personalità molto forti con filosofie in contrasto su come fare del bene al mondo, pur affrontando lo stesso dilemma: quanto devi diventare malvagio per combattere effettivamente la malvagità? Queste persone sono essenzialmente l’Alfa e l’Omega dei Supereroi e le loro reciproche incomprensioni e diffidenze li portano verso il conflitto. Penso…anzi spero…di avergli reso giustizia”.

Come Affleck, Cavill è consapevole dell’affetto che il mondo nutre verso il suo personaggio e le responsabilità ad esso legate. “Superman è un personaggio che conta veramente per molte persone”, dichiara. “Più persone conosco da quando interpreto il personaggio, più mi rendo conto che le decisioni prese per raccontare la storia di oggi e quelle che verranno, dovranno tenere in considerazione l’amore che la gente ha nei suoi confronti”.

“Sono convinto che i personaggi e le loro storie non siano solo una grande forma di intrattenimento, ma che siano anche di grande esempio su cosa fare e non fare, come comportarsi o meno e che ci permettono di confrontare noi stessi e le nostre azioni con loro”, continua Cavill.  “Nel precedente film, il mondo era stato attaccato da alieni e quasi distrutto. Questo ha avuto grande risalto agli occhi del pubblico e da quel momento, ha continuato a provare a fare la cosa giusta ed avvicinarsi all’umanità, anche se continua a domandarsi se gli umani abbiano veramente bisogno del suo aiuto oppure no”.

Mentre molte persone in difficoltà ancora richiedono il suo intervento, persone come Bruce Wayne, Lex Luthor e perfino il Senato degli U.S.A. hanno iniziato a dibattere sui motivi che stanno dietro le azioni di Superman, ad iniziare dalla sua distruzione delle armate di Krypton guidate dal Generale Zod. Ha difeso il pianeta ed il suo popolo per altruismo o per la sua auto preservazione, per assicurarsi che rimanga l’unico della sua specie sulla Terra e il suo potere non venga eguagliato da altri?

“Il concetto di essere colui in grado di poter distruggere l’intera razza umana se solo lo volesse, ha costretto una fetta di pubblico ad una pausa di riflessione, quelli che pensano che sia una brava persona e anche quelli che non lo pensano”, dice Snyder. “Gli umani sono convinti che la sua benevolenza continuerà, ma alcuni come ad esempio Lex e Bruce, ragionano nel lungo periodo”.

Superman ha salvato il mondo, ma alla terra e alle persone sono rimaste le cicatrici. Dalla sua esperienza di giustiziere, Batman trova alter giustificazioni per i suoi sentimenti verso gli alieni.  Roven suggerisce, “Batman ha conosciuto molta gente corrotta dal potere, e qui c’è uno con un potere assoluto, quindi è solo una questione di tempo prima che anche Superman venga corrotto”.

Per Clark è difficile comprendere o accettare il contraccolpo sociale. “Sa di essere un alieno, ma ha sacrificato tutto della sua cultura e della sua razza pur di salvare il pianeta, perché si sente parte di esso”, dichiara Cavill. “Ha scelto di sacrificare il suo anonimato per fare del bene, ciononostante ci sono persone che ancora lo screditano agli occhi dei mezzi di informazione, per creare problemi o per paura. Quello che sembra non vogliano capire è che si tratta di un essere incredibilmente potente, ma che non ha mai usato la sua forza per il proprio tornaconto, il che al giorno d’oggi è un fatto degno di nota”.

“Credo che questo la dica lunga su come siano profondi e interessanti questi personaggi, che nonostante siano eroi dotati di superpoteri, si trovano ad affrontare alcuni dei problemi che la gente normale vive ogni giorno”, rimarca Deborah Snyder. “Stanno soltanto cercando di trovare il loro posto nel mondo. Qualunque sia la loro forza, hanno anche loro difetti e debolezze e stanno cercando di risolvere alcune situazioni e hanno bisogno di amare e sentirsi amati”.

Mentre alcuni gli voltano le spalle, una persona rimane il punto fermo nella vita di Clark ed è la sua fidanzata, Lois Lane; la loro relazione lo conforta e lo fa sentire accettato.  Cavill dichiara, “Lui vuole farla felice e con lei vuole essere il più normale possibile.  Ma la loro non è una relazione normale—e come potrebbe esserlo?  Uno di loro è un alieno invulnerabile”.

L’altra è una giornalista determinata a cercare la verità sull’ultimo incidente che pende come un cappio al collo di Superman.  Amy Adams è felice di tornare ad interpretare Lois Lane.

“Quello che mi è piaciuto del percorso di Lois in questo film, è il fatto che è ancora alla ricerca della verità—ha bisogno di trovarla per essere in pace con sé stessa, che fa sempre parte del suo essere”, ci relaziona la Adams. “Ma adesso ne ha bisogno per aiutare a riscattare la reputazione dell’uomo che ama. Quindi non lo fa come farebbe la giornalista, ma come una donna che desidera aiutare il suo amato attraverso l’unico modo che conosce”.

“Sotto certi aspetti, Lois è il fulcro e il cuore del film perché smuove mari e monti costantemente per ottenere quello che sta cercando”, dice la Roven. “Grazie a Lois scopriamo molto della trama e del mistero su chi muove i fili. E poi c’è la sua complicata relazione con Clark/Superman. Amy ha fatto un lavoro incredibile nel rivelare le complessità del suo personaggio e le situazioni in cui Lois si ritrova invischiata”.

Uno dei motivi per cui la Adams ha fatto ritorno con gioia al suo ruolo, era per il fatto di poter lavorare di nuovo con il regista Snyder. “Zack ha un grande rispetto per questi personaggi, ma allo stesso tempo non ha paura di vederli crescere, di mostrare alla gente un modo diverso con cui guardarli”, dice.  “Semplicemente non ha timore”.

Specialmente, osserva la Adams, quando si tratta di donne. “Zack prende le donne come Lois e le consente di essere forti senza sembrare mascoline”, continua. “Non ha paura del loro lato femminile ed è bello lavorare con lui perché non le spinge ad usare la forza, lui crede che sia già in loro. Ti consente anche di esplorare i vari livelli di amore e vulnerabilità, e credo che questo le faccia apparire se possibile ancora più forti. Perché lavorare con la paura e la vulnerabilità, è proprio lì che si trova la vera forza”.

Le influenze maggiori su Clark le hanno sempre avute i suoi genitori, Jonathan e Martha Kent. Dalla morte del marito, Martha è sempre stata la figura che ricorda i tempi semplici nella vita altrimenti straordinaria di suo figlio.

Diane Lane, tornata al ruolo già avuto in “Man of Steel”, dice, “Jonathan era di grande ispirazione per suo figlio, per quello che potesse significare per il mondo, mentre Martha voleva proteggerlo. Credeva che gli umani non prendessero bene l’esistenza del figlio, ed ora sembra che i fatti le stiano dando ragione”.

Impiegata come cameriera in una tavola calda, “Martha va avanti e mantiene il suo segreto pur tenendo un occhio a Clark per mezzo dei notiziari, controllando come il mondo si relaziona a lui e a tutti i problemi che gli vengono imputati”, dice la Lane. “Rende la gente invidiosa dei suoi poteri ed è preoccupata di come lui reagisca di fronte a questo. Lei vorrebbe ancora proteggerlo.  Lei è la sua mamma”.

Sempre di ritorno dal film precedente, Laurence Fishburne è di nuovo nei panni dell’editore del Daily Planet, Perry White. “Il mio primo giorno sul set, ho avuto l’impressione che il tempo non fosse passato”, sorride Fishburne. “C’erano così tanti volti familiari e le vibrazioni erano sempre le stesse, è stato facile ricominciare da dove avevo lasciato”.

L’attore era felice di fare parte del nuovo film con l’aggiunta di Batman e Wonder Woman. “Come Superman, questi sono eroi che sono disposti al proprio sacrificio, a fare qualunque cosa per proteggere la società. Sapendo che facevano tutti parte della storia, ero super emozionato di far parte anche io del film…e come fan del fumetto, di guardare quel film”.

Ovviamente, con la presenza di Batman nel film, non poteva mancare Alfred, il prezioso confidente di Bruce Wayne e suo partner nella lotta al crimine. Per rendere Bruce, e di conseguenza Batman, un po’ più maturo e il prodotto di troppe notti  a caccia di furfanti, c’è stato bisogno di un adeguamento anche per Alfred. Per fare ciò i produttori hanno pensato di guardare la sua storia da un punto di vista diverso.

Jeremy Irons si è incaricato del rinnovamento del ruolo, dichiarando che “Zack mi ha immediatamente  messo al corrente che voleva un personaggio pratico manualmente, qualcuno che avesse un passato da militare e fosse esperto nell’elettronica ed altro”.

Ad ogni modo, queste nuove responsabilità non prendono il posto del suo istinto di genitore quando c’è di mezzo Bruce. “Conosce Bruce da tutta la vita e dopo la morte dei suoi genitori ha provato a guidarlo, gli ha insegnato a guardare a lungo termine quando era il momento di fare giustizia.  Alfred vede la giustizia come una vendetta senza la passione; per Bruce, per Batman, adesso la vendetta è una questione di passione.

“Non credo che Alfred sia contento di quello che sta succedendo a Bruce, quindi prova a dissuaderlo”, continua Irons. “Pensa che stia seguendo il nemico sbagliato e, con un senso dell’umorismo che deriva dall’esperienza e dall’età, cerca di spiegarglielo.  Ma Bruce è un uomo e Alfred lo ama come un figlio, quindi prova a fare qualunque cosa per aiutarlo, che nel caso di Alfred si tratta di molto”.

“Quando Bruce Wayne diventa Batman, riesce a confrontare tutto il dolore della sua vita in modo realmente terapeutico”, dice Snyder.  “Quando è Batman si sente emotivamente in controllo di sé stesso.  Alfred ne discute sempre per parte di Bruce, per cercare di dare sicurezza a quella parte di lui.  Jeremy ha fatto un lavoro straordinario nel modificare le espressioni facciali come deve fare Alfred. In questo ruolo è molto onesto e gioioso e la sua relazione con Bruce è molto profonda e divertente da guardare”.

Come per gli altri personaggi, la produzione ha cercato di aggiornare anche il tradizionale Lex Luthor, immaginando che tipo di uomo potrebbe essere diventato nel 2016. Hanno finito per renderlo più giovane, una persona che ha ereditato la LexCorp da suo padre, e hanno trovato l’attore giusto in Jesse Eisenberg, che infonde al personaggio uno humor sinistro, che deriva dall’illogica ossessione per Superman.

“Se guardiamo Lex nei fumetti, c’è una brillante assurdità nelle sue scene”, ci racconta Eisenberg. “Cerca costantemente di architettare schemi complicati per uccidere Superman; è divertente perché è concentrato unicamente su quest’argomento. E sebbene possa apparire serioso, per me è una persona intelligente che usa giochi di parole per parlare alle folle ed adularle.  Lex usa la sua intelligenza a suo vantaggio in maniera oscura”.

I fumetti prequel del film Batman v Superman

La produzione ha molto apprezzato questa nuova interpretazione. “Volevo un personaggio che rappresentasse esattamente come potesse essere un uomo d’affari giovane, entusiasta, in continuo rinnovamento e con il genio dell’imprenditore”, dice il produttore Charles Roven. “A volte mutevole, sempre magnetico; qualcuno che non si può smettere di guardare. La sua performance è veramente strabiliante. Ha superato anche le nostre aspettative”.

Eisenberg si è divertito ad interpretare la natura fanatica di Luthor. “Lex ha un’idea di Superman che è quasi un paradosso esistenziale—non può essere sempre buono perché dotato di poteri o potente perché è sempre buono”, ipotizza. “Dall’altro lato, Lex desidera essere la persona più potente del mondo, ma va bene anche così perché lui è una persona, quello che ha se lo è guadagnato, mentre Superman è un alieno orribile ed intruso che non merita neanche di esistere.  Lex è così miope che considera la sua moralità come l’unico sistema corretto nel mondo, e chiunque si opponga a lui è un immorale che deve essere distrutto”.

Gran parte del suo brutto carattere, Lex lo ha ereditato dal padre, al quale fa riferimento nel film. “Lex ha un grado di autocoscienza riguardo le sue relazioni con il padre, un tipo potente ma tendente all’abuso, che in qualche modo lo porta a parallelismi con Superman e che automaticamente glielo rende inaffidabile. La psicologia moderna probabilmente diagnosticherebbe Lex come un tipo narcisista sociopatico, divertente ed affascinante ma incapace di empatia. Da attore, è veramente divertente perché si ha la possibilità di comportarsi in tutta una serie di modi che probabilmente ti porterebbo ad essere arrestato, anche se noi lo facciamo in un ambiente controllato”.

Uno degli aspetti divertenti ma del personaggio di Lex, è anche una delle grandi passioni di Eisenberg: la pallacanestro. “Ci gioco sin da quando ero molto giovane”, dice, “e quando ho letto nel copione che Lex ha un campo da basket nei suoi uffici, ho detto, ‘Non ho bisogno di una controfigura o effetti al computer, questa è una delle cose che riesco a fare bene anche da solo ’  Poi mi sono presentato sul set, ho giocato alla grande tutto il giorno fino a quando abbiamo girato la scena in cui faccio un tiro da tre punti, mi giro verso la camera e dico la battuta …ma la palla non entra a canestro. Era un momento classico alla Charlie Brown”.

Se Luthor non ha difficoltà a trovare impiegati disposti a giocare a pallacanestro con lui, non è chiaro se abbia o meno dei veri amici. “Allo stesso modo in cui Satana viene spesso dipinto come affascinante ed amichevole, è come se Lex stesse facendo un affare alla Faust”, ride Eisenberg.

Ad ogni modo, Luthor cerca un accordo amichevole con la Senatrice degli U.S.A. June Finch,  democratica del Kentucky e vera lady di ferro, interpretata dalla venerabile Holly Hunter, che si è divertita ad andare a braccetto con Eisenberg.

La Hunter ricorda, “Per lei è importante la fiducia quando si tratta di Lex Luthor e lavorare con Jesse è stato meraviglioso. Ha un intelletto verboso e fulminante e la velocità con cui fa le sue transizioni è sbalorditiva e questo rende Lex veramente emozionante.

“La loro relazione è affascinante e sfaccettata e la sceneggiatura esplora il terreno tra loro in modo fantastico”, continua.  “C’è una corrente sotterranea volatile in tutti i loro accordi e Finch lo sente. Sa che se non ti fidi di una persona, devi prestare maggiore attenzione a tutto quello che ti dicono”

“Io e Zack siamo sempre stati grandi fan di Holly Hunter”, dice Deborah Snyder, “perciò quando abbiamo avuto bisogno di qualcuno per il ruolo della Senatrice del sud, abbiamo pensato subito a lei. Una volta avuto il suo consenso, il ruolo si è ingrandito. La Senatrice Finch è a capo del comitato che conduce le indagini sulle azioni di Superman, perché lei lo ritiene responsabile ma vuole anche che sia giudicato equamente”.

Ciò che ha attratto la Hunter nell’interpretare il suo personaggio, dice l’attrice, “è il fatto che è guidata dalla ragione e non dal sentimento. Spesso nel mondo della politica, il sentimento viene usato perché attira l’attenzione. Ma questo non fa parte di Finch.  Lei considera il problema, per tutto il tempo necessario, fino ad arrivare organicamente alla decisione basata sul pensiero e su quello che conta per il futuro, piuttosto che per altre componenti”.

A chiudere il cast, Harry Lennix che ritorna al ruolo di Swanwick, ex  generale ora Segretario della Difesa; Tao Okamoto interpreta Mercy Graves, statuaria donna braccio destro di Lex Luthor e Callan Mulvey, misteriosa figura le cui azioni hanno un impatto su entrambi i Supereroi. Inoltre, ci sono numerosi altri cameo di giornalisti, opinionisti e commentatori della vita reale, che contribuiscono a dare al film quel tocco di mondo reale.

Tu non mi conosci, ma io ho conosciuto alcune donne come te .

—Bruce Wayne

 Oh, non credo tu abbia mai conosciuto una donna come me.

—Diana Prince

Forse è stato per il ruolo di Wonder Woman che la produzione ha avuto la più grande responsabilità nel momento del casting. “Wonder Woman ha appena compiuto 75 anni e abbiamo pensato fosse arrivato il momento di presentarla sul grande schermo”, dichiara Deborah Snyder.  “Lei è una delle eroine più potenti, simbolo di forza e passione ed è un modello da prendere ad esempio per le donne di ogni età”.

Quindi, niente stress, giusto?

“Abbiamo cercato in tutto il mondo, abbiamo valutato centinaia di attrici per il ruolo”, continua. “Quando abbiamo conosciuto Gal Gadot, fra noi c’è stato un coro unanime di come fosse speciale, la nostra Wonder Woman in persona. E dopo averla conosciuta meglio abbiamo visto come interagiva con tutti , ci siamo convinti che era perfetta per la parte. Wonder Woman rappresenta l’amore, la verità e l’uguaglianza sessuale. Gal ha in sé tutte queste caratteristiche”.

Il primo giorno di Gadot sul set nei panni dell’eroina ha avuto un effetto su tutti, in special modo su di un giovane visitatore—la nipote di un membro della troupe che aveva fatto un disegno di Wonder Woman. “Questa bambina dolcissima mi ha regalato un bel disegno che aveva fatto lei”, ricorda la Gadot, “e la gente ha iniziato a piangere. È stato un momento molto commovente che prova quanto sia importante il personaggio. Per le ragazzine che possono trarre ispirazione ad essere donne del domani forti, indipendenti e sofisticate e per i ragazzini che devono imparare a rispettare le donne, Wonder Woman rappresenta molti valori sani ed anche forza morale”.

Sebbene non appaia a lungo nel film, la Gadot si è divertita nel dare vita alla guerriera Amazzone accanto a icone come i Supereroi. “È da un bel po’ che la si vede in giro ed è molto saggia”, osserva la Gadot. “Sa come scegliere le strategie in battaglia ed è sempre un passo avanti.  E poi c’è molta differenza tra uomini e donne riguardo la gestione dei conflitti”.

E adesso, volerai da lui e lo combatterai fino alla morte.

Nero e blu.  Notte di battaglia.

—Lex Luthor

Sperando di farvi cosa gradita vi riproponiamo i cinque fumetti dal titolo Batman v Superman: Dawn of Justice – Cross Fire, pubblicati solo in America dalla bevanda Dr Pepper (tradotti per noi dall’attore Marco Piva e lettering realizzato da Michael Formica) che fanno da prequel al film di Snyder. – CAPITOLO 3

Batman v Superman Dawn of Justice -Cap. 3

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

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