Batman v Superman: Dawn of Justice – Pressbook pt. 7/7

Parte 7 di 7 del pressbook per la presentazione del film Batman v Superman: Dawn of Justice.

>  L’ESTREMA RIVALITA’ CON LA CITTA’ SORELLA <<

Portando Batman e Superman insieme nel film, i produttori hanno deciso che, piuttosto che girare in casa di uno o dell’altro, avrebbero utilizzato entrambe le città icona, Gotham e Metropolis.

“Abbiamo pensato alla dinamica di creare due ambienti come città rivali che rappresentasse l’antagonistica relazione tra Batman e Superman”, dichiara Charles Roven. “Metropolis e Gotham come città sorelle, una di fronte all’altra, un po’ come New York City e certi angoli del New Jersey lungo il fiume Hudson. Metropolis è più cosmopolita, mentre Gotham è una città più dura”.

Il film è stato girato in gran parte a Detroit e dintorni, Michigan, mentre altre scene sono state girate nell’area di Chicago, Illinois, e quelle della fattoria della famiglia di Clark ancora una volta nei dintorni di Yorkville. Grazie alla preferenza di Zack Snyder per i set reali, gran parte del film è stato girato in esterni o in grandi costruzioni, la più grande delle quali era la Batcaverna, un’opera di ingegneria che sarebbe l’invidia di molti tra i più audaci architetti.

“Il concetto principale della caverna è che tutto è sospeso”, spiega Tatopoulos. “Tutto è attaccato come un pipistrello—niente ha un sostegno inferiore strutturale. Perfino all’interno del laboratorio, ogni postazione di lavoro è appesa in aria; l’unica cosa che tocca terra è la sedia. Anche il palazzo non tocca terra, poggia su travi poste all’esterno”.

La caverna è composta da una serie di spazi cubici collegati da una scalinata flottante e circondata muri di vetro sospesi usando un sistema a ragno, che sono una serie di staffe che mantengono il vetro solo in alto e in basso. Le staffe sono sostenute da tubi di acciaio, pitturate in modo di confondersi con i colori scuri delle mura intatte della caverna. C’è acqua che scorre lungo i muri della caverna fino a formare un laghetto sotto un ponticello, tra due cubi di vetro. L’effetto che si crea è quello di un cubicolo di vetro stretto in una caverna esistente. Il designer ha scelto un effetto  organico, minimalista e claustrofobico, costruito da un uomo che è diventato un tutt’uno con la sua natura animale ma che ne è rimasto schiacciato.

Questo tema minimalista continua sotto terra, nella piccola casa di vetro sul lago che sorge nella valle scavata sotto la fatiscente Wayne Manor. “La casa rispecchia la stessa idea di una orma di un piede molto profonda”, dice Tatopoulos. “La casa è immersa nella natura, quasi come se non fosse lì; dovunque si guardi si è nella natura. Ho preso ispirazione dall’architettura di Mies van der Rohe e la casa è stata realizzata sull’idea che il padre di Bruce credeva che van der Rohe l’avrebbe progettata”. Al suo interno, la casa contiene mobili minimalisti e l’essenziale sui muri della cucina: una griglia per il vino, frigorifero, lavello, fornelli e una macchina per il caffè. Un ambiente austero per un uomo con una singolare visione, combattere il crimine e in generale l’atteggiamento di chi non ha nulla da chiedere al mondo.

La casa è stata ricostruita su un vecchio campo di Ragazze Scout del Michigan, luogo in cui sono girate la maggior parte delle scene del film. Detroit ha offerto alla produzione la libertà e gli spazi necessari per girare all’aperto, su vere strade. “Abbiamo fatto una vasta ricerca per scegliere le strade di Gotham nel centro di Detroit”, dichiara Deborah Snyder. “C’era qualcosa di così reale in quelle strade tormentate della città, i palazzi vecchi di decenni  che ne hanno viste di tutti i colori”.

Una sequenza che ha visto protagonista un lungo inseguimento tra auto, è stata girata in sette giorni, tra una raffineria di petrolio e  le banchine del porto. “Sono state location coraggiose ed oscure, con quel leggero tocco di pioggia che non guasta”, continua. “Abbiamo girato su set reali per quanto ci è stato possibile, perfino le esplosioni e i ribaltamenti delle auto”.

Il Broad Museum della Michigan State University a East Lansing è stato il set della dimora di Lex Luthor; la Wayne County Courthouse, costruita subito dopo la Guerra Civile, è stata usata per le riprese di Gotham e Washington, DC; e la vecchia Grand Central Station è stata teatro della scena culmine della battaglia. Il film è stato anche girato per breve tempo nel New Mexico, che ha rappresentato il Nord Africa e a Bora Bora, diventata un isola dell’Oceano Indiano.

Per raffigurare questo mondo epico, il regista Snyder si è affidato al direttore della fotografia Larry Fong, con il quale ha lavorato già diverse volte. “Mi è piaciuto lo sviluppo dell’aspetto del film”, dice Fong. “Zack ha certamente un suo stile ma non ha paura di sperimentare cose nuove”.

Se il lavoro di riprese per “Man of Steel” era fatto principalmente a mano, Fong dice che per questo film Snyder ha voluto fare dei cambiamenti. Perciò Fong ha avuto un approccio più classico, usando perlopiù dolly, Technocrane e Steadicam. “La progettazione delle riprese con questi mezzi è stata un’ottima disciplina. Volevamo un look naturalistico ma intensificando la realtà. Questo era ciò che cercavamo di realizzare”.

La varietà di riprese è stata seconda solo varietà dei formati.  “Quando abbiamo iniziato a discutere dei formati, Zack ha puntato dritto al 35mm Cinemascope a macchina singola. Ma prima della fine abbiamo girato anche in 16mm, 35mm Cinemascope, 35mm Flat, 65mm, GoPro, digitale e IMAX”, ride Fong.

L’IMAX ha comportato delle grandi difficoltà, secondo il direttore della fotografia. “Le machine da presa IMAX sono voluminose e pesanti, con una profondità di campo molto superficiale.  Zack adora molto muovere le machine da presa”, aggiunge “quindi abbiamo dovuto spingerci al limite. Abbiamo provato a fare dei movimenti di macchina molto elaborati ed anche riprese a mano e il nostro operatore, John Clothier e il primo assistente operatore, Bill Coe, sono stati grandiosi.  Il risultato è stupefacente. Si sente veramente la portata immensa del formato”.

Ad enfatizzare l’impressionante livello del film, è la colonna sonora creata da Hans Zimmer e Junkie XL, che hanno lavorato in squadra per produrre una composizione degna dei Supereroi icona del grande schermo. Per dare inizio al processo, Zimmer dice, “Tutto ha avuto inizio quando è entrato in stanza Zack dicendo, ‘Ragazzi, voglio raccontarvi una storia’. Per noi quello è stato un ingresso meraviglioso in questo mondo”.

Incorporare i temi musicali di “Man of Steel” per le scene di Superman, Clark e Lois è stato fondamentale per i compositori, che volevano dare al pubblico un senso di familiarità con il mondo in espansione dell’eroe. “Abbiamo ripreso il concetto di Hans per Superman nell’ultimo film, inclusi la steel guitar e le percussioni, che celebrano veramente il potere del personaggio, e questa è un grande tema di discussione in questo film”, dichiara Junkie XL. “Abbiamo apportato leggere modifiche e penso che entrambi siamo contenti di come questo ha funzionato per il film”.

Insieme, i compositori hanno realizzato i nuovi temi  musicali per Batman.  Zimmer dice di aver trovato più facile come approccio al personaggio la concentrazione sul suo alter ego. “Ho prestato molta attenzione a Bruce Wayne. In lui c’è molta rabbia ed è proprio irresistibile, tanto che è diventata una sorta di missione supportare quelle emozioni. Ho cercato di scoprire il modo di scrivere un tema che fosse pieno di ambiguità e allo stesso tempo fornisse una scorciatoia al suo carattere instabile, mostrare il buio può diventare luce…non si sa mai”.

Per il debutto di Wonder Woman, Zimmer e Junkie XL hanno compost un tema tribale evidenziato dal suono distinguibile di un violoncello elettrico, eseguito dalla violoncellista Tina Guo.   Zimmer nota, “Come Diana Prince, Tina è elegante, quando imbraccia il suo violoncello—la sua spada—e da inizio al più feroce dei banshee, scatenata, una guerriera proprio come Wonder Woman. La prima volta che ho fatto ascoltare il pezzo a Zack e Debbie, sono rimasti veramente scioccati, nel senso buono del termine, e questo era proprio l’effetto sperato, la giusta dose di sorpresa”.

Con tutti gli elementi finalmente al loro posto, Zack Snyder trova che, “La cosa più eccitante per me è il fatto di avere un’opportunità con ‘Batman v Superman’, di trasportare le più grandi icone della storia dei fumetti sul grande schermo, in un singolo mondo coerente dove ognuna delle proprie esperienze e avventure passate, crea adesso un arazzo all’interno dell’universo DC.  Quando si nomina Batman, quando si nomina Superman, oppure Wonder Woman, si parla di nomi che la gente conosce ed ama. Vederli interagire con le loro avventure che si intrecciano, beh…è semplicemente una cosa incredibile e credo che la gente non veda l’ora di gustarselo al cinema”.

Fonte: [Ufficio Stampa Warner Bros.Entertainment Italia]

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