Batman: gli esordi – Parte 1

Il 1938 era stato l’anno di Superman. Creato nel 1933 da Jerome Siegel e da Joe Shuster, che a lungo avevano cercato di affidarlo a un’agenzia che ne curasse la distribuzione sui quotidiani, il capostipite di tutti i supereroi dei fumetti apparve in giugno sul primo numero di “Action Comics” e raggiunse un successo insperato. Tanto che dall’anno successivo sarebbe diventato titolare di una serie di strisce sui quotidiani e avrebbe avuto un albo tutto suo. “Action Comics”, come forse tutti sanno, era un albo della National Periodica’ Publications, una casa editrice specializzata in comic books. All’inizio del 1939, visto il successo ottenuto da Superman (anche se certamente nessuno avrebbe potuto supporre il boom che il supereroe avrebbe raggiunto in seguito), sembra che Whitney Ellsworth, direttore di alcune testate della National, abbia chiesto a Bill Finger e a Bob Kane di creare un personaggio dello stesso genere. Probabilmente lo aveva chiesto anche ad altri autori. Fatto sta che Finger e Kane riuscirono proprio a trovare l’idea giusta.

Nato il 24 ottobre del 1916 a New York, Robert “Bob” Kane era entrato nel mondo dei fumetti a vent’anni lavorando nello studio di Samuel Maxwell Iger. Anche se può sembrare difficile crederlo, in quel periodo era specializzato in personaggi umoristici. Ed era anche piuttosto bravo, tanto che Iger disse una volta che se fosse rimasto in quel settore «avrebbe potuto diventare uno dei migliori umoristi del nostro tempo». Ma nel 1938 Kane si era messo in proprio e aveva incominciato a collaborare alle testate della National realizzando tra l’altro, su testi di Bill Finger (nato anch’egli a New York, l’8 febbraio del 1914), due serie avventurose: «Rusty and his Pais» e «Clip Carson». Finger e Kane si misero subito al lavoro dando vita a un eroe mascherato. Nessun superpotere, ma un fisico da atleta e un aspetto particolarmente sinistro. Finger contribuì non solo alle sue caratteristiche psicologiche ma suggerì anche il mantello e le orecchie da pipistrello da aggiungere alla maschera per caratterizzarlo maggiormente. Ne risultò un eroe notturno, che agiva da solo, quasi sempre nell’ombra, avvolto in una calzamaglia viola, il simbolo del pipistrello sul petto, il cappuccio-maschera con due lunghe orecchie che gli nascondeva gli occhi, ridotti a due fessure bianche, e un gran mantello che proiettava paurose ombre su Gotham City, la città dove agiva, un misto tra New York e Los Angeles.

The Bat-Man è la prima grafica del nome dell’eroe. Successivamente l’articolo sarà cancellato e ‘Bat’ e ‘Man’ verranno unite in un’unica parola: Batman, l’Uomo Pipistrello. The Bat-Man dava la caccia ai criminali giocando sulle loro insicurezze e sulle loro paure, e nonostante il disegno fosse un po’ dilettantesco (come del resto quello del primissimo Superman e di molti altri eroi dei fumetti), con gli sfondi appena accennati, un’anatomia talvolta approssimativa e i criminali stereotipati, piacque a Ellsworth e ai dirigenti della casa editrice e apparve per la prima volta nel maggio del 1939 sulle pagine del numero 27 di “Detective Comics”. La storia era firmata solo da Bob Kane e non c’era nessun accenno a Bill Finger, che pure aveva avuto un ruolo determinante nella creazione del personaggio e che avrebbe continuato a scriverne sceneggiature almeno fino al 1947.

I meriti di Finger (morto nel febbraio del 1974) sarebbero stati riconosciuti soltanto molto tempo dopo. E solo tra gli addetti ai lavori, visto che ancora oggi, sulle nuove avventure a fumetti di Batman leggiamo soltanto “created by Bob Kane”. Nonostante le avventure di Batman siano state siglate per più di vent’anni. soltanto da Bob Kane (tipico e non isolato caso di firma-marchio), il successo del personaggio e il moltiplicarsi delle sue avventure hanno evidentemente fatto in modo che vi mettessero mano un gran numero di soggettisti e di disegnatori. Come per Superman e per la maggior parte degli eroi dei comic books di questo periodo è però materialmente impossibile compilare un elenco completo dei collaboratori visto che non sono praticamente mai stati indicati sino alla seconda metà degli anni Sessanta. Ci limitiamo quindi ad alcuni nomi. Tra gli sceneggiatori possiamo ricordare, oltre a Bill Finger, Otto Binder, Bili Woolfolk, Jack Schiffe Gardner Fox. Per ciò che riguarda i disegnatori: Winslow Mortima, Dick Sprang, Curtis Swan, Mike Secowsky (per “World’s Fines Comics”), Mike Secowsky e Gardner Fox (per “Justice League of America”), Arnold Drake e Nick Cardy (per “Teen Titans”). Per “Detective Comics” e “Batman”, le testate più importanti: la lista si allunga: John Broome, Jerry Robinson, Jim Mooney, Jack Burnley, Carmine Infantino, Murphy Anderson, Joe Giella, Sid Greene, Ross Andru, Jim Aparo, Walt Simonson, Gil Kane, Neal Adams e Frank Robbins.

Nel 1943 escono anche le prime strisce quotidiane, distribuite dal McClure Syndicate. La firma è sempre quella di Bob Kane, ma quasi sicuramente sono realizzate da Charles Paris, Jack Burnley e Jerry Robinson. La serie si interrompe nel 1946 per riprendere vent’anni più tardi, il 29 maggio 1966, distribuita questa volta dal Ledger Syndicate. Scritte da Whitney Ellswort, le storie sono sempre firmate da Bob Kane e disegnate soprauutto da Sheldoin Moldoffe e Al Plastino. Da quella che inizia il 9 gennaio 1967 molte di queste avventure sono state pubblicate in Italia sul settimanale “Stop”.

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