Annunciato Batman: Earth One – Volume 3

L’etichetta “Terra Uno” inaugurata dalla DC Comics nel 2010 è una miniserie che riprende le origini con gli stessi presupposti appena stigmatizzati.

UN PO’ DI STORIA

Terra-Uno (o anche Terra-1) è il nome dato a due diversi universi immaginari (versione pre- e post-Crisi dello stesso universo) che comparvero nelle storie a fumetti statunitensi pubblicati dalla DC Comics. La prima Terra-Uno venne nominata in Justice League of America n. 21 (1963), dopo che The Flash n. 123 (1961) spiegò come la versione Golden Age (Terra-Due) dei personaggi come Flash I (Jay Garrick) potessero comparire in storie con protagonisti le loro controparti della Silver Age (Barry Allen). Questa continuità di Terra-Uno comprese gli eroi della Silver Age, inclusa la Justice League of America. Terra-Uno, insieme alle altre quattro Terre sopravvissute del Multiverso DC, furono fuse in un’unica Terra nella miniserie Crisi sulle Terre infinite del 1986. In Crisi infinita, Terra-Uno fu resuscitata e fusa con la prima Terra dell’epoca della pubblicazione, creando così Nuova Terra. Successivamente, in 52, fu creata una nuova versione di Nuova Terra. Parliamo di questo argomento con l’autore Dan Cutali in questa breve intervista.

Le vicende di Terra Uno, ambientate letteralmente su Terra-1, sono state utilizzate anche per rivisitare la figura di Batman tramite una serie di graphic novel che ne attualizzassero le origini. Questo genere di stesura del fumetto ha ispirato altri media, tra cui la versione di Alfred della serie televisiva Gotham: un ex soldato che ha addestrato Bruce Wayne oppure la stessa serie televisiva Pennyworth. Anche nei fumetti di Doomsday Clock ci sono influenze derivanti dalle storie di Terra Uno: il costume futuribile di Batman, ad esempio, è più vicino alla variante di Earth One che a quello utilizzato negli albi in continuity.

BATMAN TERRA 1 – VOL. 1

Nomi come Bruce Wayne, Alfred, il Commissario Gordon e il Pinguino suonano familiari, ma siamo sicuri di conoscere tutto sul Cavaliere Oscuro? Lo scrittore Geoff Johns e il disegnatore Gary Frank si sono uniti per narrare una versione alternativa degli esordi di Batman e della sua guerra al crimine, in una Gotham City oscura e violenta come non mai. Qui potete trovare la nostra recensione.

BATMAN TERRA 1 – VOL. 2

 

Gotham City è allo sbando: non solo la corruzione dilaga in ogni ambiente e a ogni livello, ma un pazzo uccide diverse persone in luoghi pubblici, apparentemente scollegate tra loro, dopo aver posto degli indovinelli. Le notizie, ammantate di leggenda, relative a un mostro che si aggirerebbe nelle fogne e a un giustiziere vestito da pipistrello destabilizzano ancora di più il delicato equilibrio della città. Qui potete trovare la nostra recensione.

BATMAN TERRA 1 – VOL. 3

Nel 2018 Gary Frank, disegnatore di Batman: Earth One, ha confermato tramite il suo profilo Twitter che il terzo volume della collana – pubblicato in Italia da RW-Lion con il titolo di Batman: Terra Uno – sarebbe stato completato poco dopo il termine della maxi-serie bimestrale Doomsday Clock.

Gary Frank per Batman Crime Solver

Lo scrittore Geoff Johns (qui sotto in una foto di archivio con il sottoscritto) ha annunciato che il terzo volume di Batman: Terra Uno è stato completato a giugno, e sta aspettando la decisione di DC per la data di pubblicazione.

Geoff Johns per Batman Crime Solver

“Il terzo volume è finito”, ha detto Johns a David Macho nel suo show su YouTube Dialogos de Comic. “Gary l’ha finito una settimana o due fa, quindi è fatta”.

“Questo è di gran lunga il mio volume preferito”, ha detto Johns, “Gary e io ne siamo davvero contenti. Sono davvero entusiasta che la gente lo potrà leggere”.

Questo terzo volume di Batman: Terra Uno potrebbe essere parte dell’etichetta “Black Label” rivolta ai lettori più adulti a partire dall’età di 17 anni.

Batman Last Knight On Earth

Mettete in sottofondo Heroes fall (gli eroi cadono) degli Hidden Citizens: Batman: Last Knight on Earth (Dc, 2019) di Scott Snyder e Greg Capullo è la storia di una caduta e di una rinascita. Quest’opera è l’ultimo, ideale, atto del New 52, della run che ha decretato il successo di questo duo creativo. Il canto del cigno del pipistrello dovrebbe essere indimenticabile, ma, almeno secondo me, solo l’inizio di questo racconto è davvero memorabile: l’atto finale di questo fumetto non è all’altezza delle aspettative.

Scott Snyder è famoso per i suoi folgoranti primi atti: premesse accattivanti, emozionanti, ricche di suspense. Le prime tavole di Batman: Last Knight on Earth catturano subito l’attenzione dei lettori. La sagoma del Cavaliere Oscuro disegnata col gesso, a terra, come se lui fosse la vittima di un omicidio. Un vicolo buio, quel vicolo di Gotham. Un ultimo caso da risolvere? Un ultimo sogno? Batman è in piedi, sotto una pioggia battente: di fronte a lui c’è un ragazzino, uno spettro dal passato. Bang.

Un giovane Bruce si risveglia in un manicomio, legato a un letto. Uno psichiatra sorridente, troppo sorridente, incombe sull’eroe, ma per fortuna appare un volto familiare, rassicurante: il buon Alfred metterà le cose a posto. O forse no… Snyder sta per stendere il suo pubblico con uno sconvolgente plot twist: Bruce si trova ad Arkham perché, durante la fatidica notte a Crime Alley, ha ucciso i suoi genitori. Batman è solo un parto della sua fantasia malata. Vi lascio un minuto per riprendervi.

No, le cose non sono andate davvero così: questa potrebbe essere la premessa perfetta per elseworld affascinante e disturbante, ma non per l’“ultima storia” di Batman, per la sua ultima missione. Qualcosa non torna. Pennyworth sta mentendo spudoratamente perché, come sempre, vuole tenere Bruce al sicuro, anche a costo di spezzargli il cuore: al di là delle mura dell’ospedale psichiatrico c’è un mondo morto.

Cosa è successo? L’ultimo scontro tra il bene e il male, un conflitto sanguinoso innescato dalle parole incendiarie di Lex Luthor, è finito in tragedia: gli uomini hanno ceduto ai loro istinti peggiori e hanno decretato la caduta degli eroi. Al di fuori del manicomio c’è un paesaggio devastato alla Mad Max, un deserto in cui si aggirano i superstiti dell’Apocalisse.

L’ultima battaglia è finita ancora prima di iniziare? No, c’è ancora una speranza. Se Batman riuscirà a sconfiggere Omega, il misterioso villain che è entrato in possesso dell’Anti-Life Equation e che ha preso il controllo di Gotham, il bat-segnale potrà tornare a essere un faro nell’oscurità. L’umanità può ancora risollevarsi, può ancora far risorgere il mondo dalle sue ceneri, ma ha bisogno dell’aiuto di un eroe.

Bruce, l’ultimo cavaliere, dall’armatura-camicia di forza, accetta la queste, e si inoltra nel deserto in cerca di risposte: deve capire chi è davvero e deve scoprire che cosa è successo durante gli anni di cui non ha memoria. Tra le dune lo aspetta una lanterna che contiene la testa di un vecchio amico, sempre ammesso che lo si possa definire così, ma non lui non è la persona migliore a cui chiedere delle spiegazioni: è notoriamente inaffidabile.

Inizia così un viaggio epico che porterà Bruce a scoprire cosa ne è stato della Justice League e quali sono state le conseguenze della caduta degli eroi. Al termine di questo percorso iniziatico, troverà ad aspettarlo Omega, il suo destino, ma se esiste un Omega, una fine, esiste anche un Alfa, la promessa di un nuovo inizio.

Le premesse per una storia avvincente, indimenticabile, ci sono tutte, ma di atto in atto, almeno secondo me, si perde un po’ di magia: il primo colpisce al cuore i lettori e li lascia alle prese con una serie di interrogativi; il secondo introduce nuovi personaggi e rivelazioni, complicando sin troppo la trama; il terzo non soddisfa le aspettative.

L’identità di Omega è prevedibile per chi conosce bene le storie di Snyder: a ben guardare Last Knight on Earth è solo una variazione sul tema delle sceneggiature precedenti dell’autore. Tutto torna, tutto ritorna:  la Corte dei gufi, la macchina “sforna cloni” destinata a perpetrare l’eredità del pipistrello, la sedia di Mobius, l’esplorazione del lato più oscuro della psiche di Batman, il ciclo infinito di cadute e rinascite.

Snyder indulge nei suoi cliché preferiti e dà ampio spazio ai suoi personaggi prediletti seguendo, in linea di massima, la falsa riga del New 52: Joker è l’amico/nemico desideroso di servire e mettere alla prova il suo bat-sovrano; Jim Gordon deve sempre essere presente, seppure in un ruolo minore; Alfred è il padre che non vorrebbe vedere suo figlio andare incontro alla notte oscura.

Questa serie di simmetrie serve a rimarcare il collegamento con il New 52, a stabilire una connessione tra quel ciclo e la storia che vuole esserne l’ideale conclusione. I riferimenti sono voluti, studiati, ma, almeno secondo me, vanno a scapito della novità, del desiderio di superare sé stessi e i propri limiti.

Quando leggo una storia di Snyder mi capita sempre di “smontarmi” una volta arrivata all’ultimo atto (penso specialmente a Morte della famiglia): troppi paroloni, troppi intrecci da risolvere con soluzioni non sempre all’altezza delle premesse. Eppure il senso di delusione che ho provato durante la lettura del finale, non può offuscare il mio giudizio. Quindi ho deciso di stilare una lista di pro e di contro, di motivi per cui vale o meno la pena di leggere questo fumetto:

Pro:

  • Il character design di Capullo. Wonder Woman “in versione Mad Max” con i capelli rasati e il volto segnato dalle cicatrici è più “cazzuta” che mai, mentre lo Spaventapasseri non è mai stato così terrificante.
  • L’ambientazione
  • Il primo atto, in particolare la scena ambientata a Crime Alley e quella del manicomio.
  • La caratterizzazione di questo giovane, confuso, ma super determinato Batman.
  • Il legame padre-figlio che unisce Bruce e Alfred (giusto in caso Tom King non vi abbia fatto abbastanza male).
  • I particolari a cui bisogna prestare attenzione (un certo penny, per esempio) perché giocheranno un ruolo cruciale in seguito.
  • Il concept della lanterna-testa, folle, demenziale, eppure geniale.
  • La Bat-famiglia.

Contro:

  • L’identità di Omega.
  • Thomas Wayne… questo pover’uomo non trova pace ultimamente.
  • Il nuovo “Robin”: preferivo il cavallo.
  • La spiegazione del motivo per cui gli eroi sono caduti e il mondo è andato in rovina: è un filino tirata per i capelli.
  • La pappa già pronta: ci sono troppi elementi già visti e rivisti nel New 52.
  • Un terzo atto debole: troppi fili da tirare e troppe aspettative deluse.

Se siete dei fan sfegatati di Scott Snyder e di Capullo, se amate la loro sinergia e il loro stile, adorerete  Batman: Last Knight on Earth: è il coronamento della loro visione. Se, invece, avete uno sguardo più critico, potreste intravvedere delle crepe in questo bat-segnale d’inchiostro. Però devo ammettere che questa è forse la più coerente conclusione per il New 52: è la promessa di una rinascita, di una nuova epoca d’oro.

When all the heroes fall
Essence floating from the fire
Arise
Silent prayers and whispered ends
I hear ‘em calling from within (…)
I come alive at the end of time…

Redatto dalla bookblogger Benny seguite anche il suo nuovo blog cliccando qui

The Batman: al via le riprese del film diretto da Matt Reeves

Burbank, CA – 28 gennaio 2020 – Sono iniziate le riprese di “The Batman” della Warner Bros. Pictures. Diretto da Matt Reeves (i film “Il pianeta delle scimmie”), Robert Pattinson (l’imminente “Tenet, “The Lighthouse”, “Good Time”) interpreta il vigilante e detective di Gotham City, Batman, e il miliardario Bruce Wayne.

The Batman al via le riprese

Al fianco di Pattinson, recitano nei panni di personaggi famosi e famigerati di Gotham, Zoë Kravitz (“Animali fantastici: i crimini di Grindelwald”, “Mad Max: Fury Road”) nel ruolo di Selina Kyle;

Paul Dano (“Love & Mercy”, “12 anni schiavo”) nel ruolo di Edward Nashton; Jeffrey Wright (i film di “Hunger Games”) nel ruolo di James Gordon del GCPD;

John Turturro (i film di “Transformers”) nel ruolo di Carmine Falcone; Peter Sarsgaard (“I magnifici 7”, “Black Mass – L’ultimo gangster”) nel ruolo del Procuratore Distrettuale di Gotham, Gil Colson; Jayme Lawson (“Farewell Amor”) è la candidata sindaco Bella Reál, con Andy Serkis (i film “Il pianeta delle scimmie”, “Black Panther”) nel ruolo di Alfred; e Colin Farrell (“Animali fantastici e dove trovarli”, “Dumbo”) in quello di Oswald Cobblepot.

Il film è prodotto da Reeves e Dylan Clark (i film “Il pianeta delle scimmie”), mentre Simon Emanuel, Michael E. Uslan, Walter Hamada e Chantal Nong Vo sono i produttori esecutivi. Il team creativo di Reeves che lavora dietro le quinte, include il direttore della fotografia nominato all’Oscar Greig Fraser (“Lion – la strada verso casa”, l’imminente “Dune”); il suo scenografo de “Il pianeta delle scimmie”, James Chinlund; i montatori William Hoy (i film “Il pianeta delle scimmie”) e Tyler Nelson (“Rememory”); il supervisore ai VFX premio Oscar, Dan Lemmon (“Il libro della giungla”); il supervisore SFX nominato all’Oscar, Dominic Tuohy, (“1917”, “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”); il sound mixer nominato all’Oscar, Stuart Wilson (“1917”, il franchise di “Star Wars”); la costumista premio Oscar, Jacqueline Durran (“1917”, “Piccole donne”, “Anna Karenina”) ed i costumisti Glyn Dillon (la saga di “Star Wars”) e David Crossman (“1917”, la serie “Star Wars”); la hair designer Zoe Tahir (l’imminente “No Time to Die”, “Spectre”); e la truccatrice nominata all’Oscar, Naomi Donne (“1917”).

Batman è una creazione di Bob Kane con Bill Finger. Basato su personaggi della DC, “The Batman” uscirà nelle sale nel 2021, e sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

Fonte: [Comunicato Warner Bros]

Il Batman che ride

Snyder riuscirà a mantenere alta la tensione e a regalarci un duello fisico e mentale indimenticabile? La mia presentazione de Il Batman che ride (Scott Snyder, Jock, RW Lion, 2019), il fumetto dedicato allo scontro tra Batman e il suo malefico doppio “jokerizzato”, proveniente dal Multiverso Oscuro, si chiudeva con questa domanda. Ora è arrivato il momento di analizzare più nel dettaglio quest’opera e di capire se Snyder ha tenuto o meno fede alle alte aspettative che aveva suscitato nei lettori.

Di che cosa parla The Batman Who Laughs?

La miniserie si apre con il ricordo più felice del Cavaliere Oscuro: il piccolo Bruce sta giocando insieme ai suoi genitori e al fedele Alfred. La ricerca della felicità è il cuore pulsante di questo fumetto: Batman sarà costretto a fare i conti con altre versioni di sé stesso e a chiedersi se lui è davvero il Bruce più infelice del Multiverso. Dove si trova la felicità? È possibile riuscire ad essere felici, quando si è alle prese con una crociata che sembra eterna?

Un giornata come tante a Gotham City: il commissario Gordon deve indagare sull’omicidio di Bruce Wayne. No, non di “quel” Wayne: si tratta di un Bruce originario di un altro universo. Nelle prossime pagine, avremo modo di imbatterci nei cadaveri di diversi Batman “alternativi” (padre di famiglia, direttore di Arkham, etc.), che sembrano avere condotto vite decisamente più serene e soddisfacenti rispetto a quella del “nostro” pipistrello. Chi li sta uccidendo e perché?

Il Crociato Incappucciato non ha dubbi sull’identità dell’assassino: il Batman che ride, il Cavaliere Oscuro che è stato infettato dalla tossina racchiusa nel cuore del Joker, è tornato. Il pipistrello sorridente è un avversario temibile: è determinato, crudele e conosce tutti i segreti del nostro eroe preferito. Il villain è una perfetta macchina per uccidere: lui vince sempre perché non ha nessuno scrupolo, nessuna morale. Ah, giusto per complicare ulteriormente le cose, non è da solo: ha portato con sé Grim Knight, un’altra oscura incarnazione di Bruce con una passione per le armi da fuoco.

Il nostro eroe è già riuscito a mettere all’angolo il suo folle doppio, ma ha avuto bisogno del più improbabile degli alleati: il clown principe del crimine. Joker si presenta nella bat-caverna per “aiutare” Bats, ma sappiamo che la sua idea del concetto “dare una mano” è alquanto bislacca: ha deciso di infettare il pipistrello, così da trasformarlo nel Batman Who Laughs. Se non puoi batterlo, diventa lui!

Un Batman sempre più instabile, alle prese col virus della pazzia, si rivolge a un altro alleato inaspettato: il figlio del commissario Gordon, un ex genio del crimine che potrebbe essere in grado di anticipare le mosse del Batman Who Laughs. Jim Junior giura di essere cambiato e di stare lavorando per diventare una persona migliore, ma ci si può davvero fidare di lui e, soprattutto, Bruce può ancora fidarsi di sé stesso?

Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te. (Nietzsche)

Da questo momento in poi, ha inizio una folle corsa contro il tempo: il Crociato Incappucciato dovrà riuscire a sconfiggere il suo letale avversario prima di trasformarsi completamente in lui. Di pagina in pagina, lo vedremo diventare sempre più incoerente, mentre percorrerà la strada che lo porterà a vedere il mondo attraverso il visore del pipistrello che ride e a scoprire i segreti del Multiverso.

Alla fine di questo viaggio nel cuore di tenebra, l’eroe si troverà davanti a due alternative: trasformarsi nel nemico, in chi crede che la felicità consista nel rinunciare alla propria coscienza, o tenere fede agli ideali di un ragazzino che ha visto andare in frantumi la sua felicità.

Vale la pena di leggere Il Batman che ride?

La premessa dell’opera è decisamente accattivante, ma nel suo sviluppo sono presenti degli indubbi punti deboli. Questa graphic novel non è un capolavoro perché è una storia dal potenziale non completamente sfruttato, ma è comunque interessante. Bene, direi che è giunto il momento di “fare le pulci” a Snyder e Jock.

Cosa ho apprezzato:

  • I Bruce Wayne provenienti da universi alternativi: sarebbe interessante esplorare più nel dettaglio questi elseworlds. La realtà più interessante? Quella in cui Batman (forse dovrei chiamarlo Owlman o Artiglio) è il capo della Corte dei gufi. Non vi anticipo altro.
  • Alfred: in questa serie è più badass che mai. Ah, ovviamente, Snyder non poteva resistere alla tentazione di fargli tirare un cazzotto a Bruce.
  • Lo scontro tra Batman e Grim Knight.
  • La perseveranza di Bats.
  • Le poche scene veramente degne di un film horror. Se solo Snyder avesse osato un po’ di più… avrei voluto provare un vero brivido di terrore.
  • La lenta discesa nella follia di Bruce.
  • L’uso di colori cupi, saturi, che rendono perfettamente l’atmosfera della storia.

Cosa non mi ha convinta:

  • Alcune tavole decisamente ridicole: Batman con la congiuntivite non è un bello spettacolo.
  • Speravo in un epico e disfunzionale team up con il Joker, invece le mie aspettative sono state deluse.
  • Amo i riferimenti meta-fumettistici, ma il problema è che quelli di Snyder sono quasi sempre autoreferenziali: sembra che non riesca a “lasciare andare” le sue vecchie storie e i suoi personaggi prediletti. Avrei preferito che quest’opera non fosse anche una sorta di continuazione di Black Mirror: lo ammetto, non mi importa un fico secco di James Gordon Jr.
  • L’annoso problema dell’ultimo atto: Snyder costruisce premesse grandiose, accattivanti, ma non riesce sempre a portarle a casa.
  • Il font color rosso sangue usato per i dialoghi del Batman che ride è praticamente illeggibile: spero che l’edizione italiana abbia posto rimedio a questo disastro.
  • Jock non mi ha impressionata: ho apprezzato altri suoi lavori (Ossa buffe, Uomini di devozione), ma stavolta non ha brillato. La qualità dei disegni è altalenante: si passa da tavole studiate, ben riuscite, a sequenze (penso alle scene d’azione) decisamente sciatte. Sulla carta, Jock doveva essere il disegnatore ideale per una storia dalle tinte horror, invece, almeno secondo me, non ha colpito nel segno.
  • Non riesco ancora a credere che i vertici della DC, nel tentativo di tirare su ancora più soldi, abbiano dato i via a una serie di “sequel” dedicati ai personaggi che sono stati infettati dalla tossina del Batman che ride. Non hanno proprio capito che era il caso di fermarsi qui…

In conclusione, vi consiglio l’acquisto solo se amate le sceneggiature di Scott Snyder e se siete pronti a non prendere questa storia troppo sul serio. Se, invece, siete alla ricerca di qualche brivido e di una graphic novel profonda, introspettiva, siete nel posto sbagliato. Il vero doppio da cui dobbiamo guardarci non ha il volto di un mostro: è il viso che potremmo vedere allo specchio al termine di una brutta giornata.

Il volume GRANDI OPERE DC BATMAN: IL BATMAN CHE RIDE (contiene The Batman Who Laughs 1-7, The Batman Who Laughs – The Grim Knight 1) di Scott Snyder, James Tynion IV, Jock, Eduardo Risso 16,8×25,6, C, 232 pp, col. € 25,95

Recensione di Benedetta Berio. Seguite il suo blog : Il Verbo di Leggere

Pennyworth: i trailer

Nel marzo del 2016, via avevamo anticipato che sarebbe stata dedicata una serie tv ad Alfred.

Ad ottobre 2018 Epix e Warner Bros. TV hanno trovato il loro Alfred Pennyworth. Jack Bannon è stato l’attore scelto per il ruolo principale della prossima serie drammatica Epix Pennyworth, un prequel di Batman dello showman di Gotham Bruno Heller, del produttore esecutivo/regista Danny Cannon e della Warner Horizon Scripted TV.


La nuova serie tv Pennyworth formata per ora da 10 episodi ha iniziato la produzione il 22 ottobre 2018 presso la Warner Bros. Studios Leavesden nel Regno Unito, diventando la prima serie essere girata nel complesso degli studi della Warner Bros. a nord di Londra che ha ospitato la produzione di film come Harry Potter di WB/Il franchise di Animali fantastici, The Dark Knight, Inception e Wonder Woman, oltre a produzioni esterne come Jason Bourne, Kingsman, Paddington e le più recenti puntate di Mission Impossible.
Al centro della trama c’è il leggendario maggiordomo Alfred Pennyworth, ruolo affidato a Jack Bannon, un ex soldato britannico che fonda una società esperta in sicurezza e accetta di lavorare per il giovane miliardario Thomas Wayne (Ben Aldridge), il padre di Bruce, nella Londra degli anni ’60.

Nel cast anche Paloma Faith, Jason Flemyng, Ryan Fletcher, Hainsley Lloyd Bennett, Emma Paetz e Polly Walker.

Questi i trailer ufficiali.

Luca Biagini doppia Batman nel film del 1989 e Alfred nella serie tv Gotham

L’attore Luca Biagini ha doppiato Michael Keaton nel primo film di Tim Burton interpretando Bruce Wayne/Batman, e Sean Pertwee che interpreta Alfred nella serie Gotham.

Ha avuto diversi volti per le sue significative interpretazioni di Michael Keaton nel ruolo di Bruce Wayne/Batman nell’omonimo film di Tim Burton, Hugo Weaving nel ruolo di Elrond nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e Bruce Willis ne L’esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam. Luca Biagini è uno dei più grandi doppiatori italiani. Il volto di Luca Biagini per molti è quello del personaggio di Edoardo Della Rocca nella soap opera Centovetrine di Canale 5, che ha quasi tre anni dalla sua fine è diventata un cult, così come R.I.S. 5 – Delitti imperfetti, in cui ha interpretato Giacomo Adler, il capo della setta degli Eletti. Ma nella sua carriera Biagini ha avuto diversi volti come: John Malkovich, Ed Harris, Bruce Willis, Denzel Washington, Willem Dafoe, Billy Crystal, Alec Baldwin, Liam Neeson solo per sceglierne alcuni. Ma ce ce sono tanti altri tra film, serie tv e addirittura videogiochi. Biagini è stato anche un cartone animato, interpretando Dart Fener in Star Wars Rebels, Green Goblin in Ultimate Spider-Man, Bardack in Dragon Ball Z: Le origini del mito (primo doppiaggio) e altri. Biagini inizia la sua carriera come attore di teatro e si avvicina al doppiaggio solo dieci anni dopo, ed ora è uno dei più importanti doppiatori italiani.

Nel 1989, lui non lo sa ancora ma si immerge nelle atmosfere della cupa e gotica Gotham City di Tim Burton per poi tornarci nel 2014, un po quello che e’ capitato al suo collega Rodolfo Bianchi. Biagini realizzò il doppiaggio di quello che fu il primo della serie di film su Batman prodotti dalla Warner Bros. e fu un successo critico e finanziario, ottenendo ai tempi il più alto incasso per una pellicola basata su un fumetto della DC Comics. Il lungometraggio ricevette moltissime nomination ai Golden Globe, ai BAFTA e ai Saturn Award. Inoltre, nel 1990, Peter Young e Anton Furst furono premiati con l’Oscar alla migliore scenografia.

L’interpretazione di Biagini è piaciuta tantissimo a noi fans italiani ed è stato solo l’inizio per lui, perché lo stesso doppiatore, nel 2014 nei 100 episodi della serie televisiva Gotham di Bruno Heller, ha dato voce al personaggio di Alfred Pennyworth, doppiando l’attore Sean Pertwee. Questo il suo promo per il canale tematico Premium Action.

L’attore è stato ospite di Radio Cigliano nella trasmissione “Dopo cena con…” giovedì 16 maggio 2019 e abbiamo avuto modo di porre a lui una domanda proprio sulla serie di Gotham. Ecco la nostra domanda ed in video la sua risposta.

 

Pennyworth: Rilasciato il primo teaser trailer del prequel di Batman

Pubblicato il primo trailer di Pennyworth, la nuova serie tv, che racconterà la storia del maggiordomo della famiglia Wayne.

Alfred Pennyworth ha passato gran parte della sua vita offrendo servizio come fidato maggiordomo e cameriere della ricca famiglia Wayne prima ed in seguito mentore e figura paterna di Bruce Wayne. Grazie a questa nuova serie, scopriremo cosa è successo nella sua vita prima di far parte della famiglia Wayne. Già tre anni fa, vi avevamo anticipato che sarebbe stata realizzato un serial tv dedicato a questa figura imprescindibile nella vita di Bruce Wayne e Batman.

Dall’estate 2019, una nuova serie di prequel di Batman arriverà su Epix, e racconterà la storia di Alfred come ex soldato nella Londra degli anni ’60, e quindi molto prima che nascesse “padron Bruce”. Quello che vi mostriamo qui sotto è il primo trailer della serie.

L’attore Jack Bannon interpreterà un giovane Alfred Pennyworth che stabilirà di dar vita alla sua società di sicurezza privata dopo aver prestato servizio come soldato della Special Air Service (in acronimo SAS, in italiano “Servizio Aereo Speciale”) britannica. Alfred conoscerà un giovane miliardario di nome Thomas Wayne, interpretato da Ben Aldridge. Il resto del cast princiaple include Paloma Faith, Jason Flemyng, Ryan Fletcher, Lloyd Bennett Hainsley, Emma Paetz (che interpreterà una giovane Martha Kane) e Polly Walke.

Nel tentativo di allontanarsi dai guai, Alfred si mescolerà all’interno di un gruppo criminale organizzato chiamato Raven Society. Alfred per far perdere le sue tracce si recherà in un locale notturno, dove incontrerà un ricco espatriato americano con il nome di Thomas Wayne.
I gruppi criminali della zona collegheranno Alfred a Wayne, e inizieranno a minacciare le persone da lui più amate per arrivare a Thomas Wayne.

Alfred e Batman

Tanta brutalità e fatti imprevedibili nella nuova serie prequel di Batman elogiata da Austin Chave. La serie sarà un thriller di spionaggio della vecchia scuola, che è esattamente quello che i produttori stavano cercando, come riportato da ComicBook.

Batman Annual #3: La festa del papà

Dal 12 dicembre 2018 nelle fumetterie statunitensi

Ci sono storie indimenticabili, che toccano il cuore dei lettori. Father’s Day di Tom Taylor e Otto Schmidt (DC Comics, 2018) è una di quelle. Basta un solo fermo immagine per riassumere l’atmosfera di questo one-shot: notte fonda, un uomo è sdraiato sul letto, insonne, in attesa della telefonata di suo figlio. È una scena evocativa, emotiva: credo che chiunque di noi conosca quell’ansia, l’angoscia che ti soffoca quando non sai se, dopo lo squillo tanto atteso, tirerai un sospiro di sollievo o se verrai precipitato nell’abisso della disperazione.

 

Quante volte la nostra felicità è stata determinata da una singola chiamata? Se avete dei figli, vi sarà capitato di aspettare con trepidazione la telefonata che vi confermava che il vostro pargolo era tornato a casa sano e salvo o che il suo aereo era atterrato. Nascite, lutti, incidenti o liete novelle: dietro la parola pronto, si nascondo tutte le incognite della nostra esistenza.

 

There was a call. One phone call. That’s all it took. One phone call and our lives were changed.

L’uomo disegnato da Otto Schmidt, quello che non può permettersi di addormentarsi, perché sta aspettando un responso, una sentenza, lo sa bene: lui è Alfred, l’instancabile, impareggiabile e ironico, maggiordomo di villa Wayne. Tom Taylor ci invita a sederci accanto a Pennyworth e a trascorrere due notti al suo fianco: la prima appartiene al suo passato, mentre la seconda è ancora tutta da scrivere. Il filo rosso che unisce questi due momenti è quello del telefono: l’araldo che ha portato e che riporterà l’oscurità di Gotham nelle stanze della magione.

Quando il padroncino Bruce era un bambino, Pennyworth aveva delle ambizioni che, probabilmente, lo avrebbero portato a lasciare la villa e a mettere su famiglia. Quei progetti sono andati in fumo nel corso di una sola notte. Una serata che i fan di Batman hanno rivissuto sino alla nausea. Abbiamo ancora nelle narici l’odore della cordite. Leco delle perle che cadono a terra, tingendosi di cremisi, risuonerà per sempre nelle nostre orecchie.

 Da allora la vita del maggiordomo non è stata più la stessa. Alfred ha messo da parte le sue aspirazioni per restare al fianco di un bambino sperduto in una casa che era diventata, all’improvviso, troppo grande e silenziosa. Pennyworth sperava di poter tenere il suo protetto al riparo dalle tenebre e dai mostri in agguato sia sotto il letto sia nelle vie della città. Invece, quel ragazzino è diventato tutt’uno con l’oscurità: l’ha abbracciata per poter riportare la luce nella tormentata metropoli. Bruce si è consacrato, come un cavaliere d’altri tempi, alla crudele dama Gotham. 

Notte dopo notte, Batman lascia il santuario di villa Wayne per intraprendere la sua queste, per sanguinare, lottare, cadere e rialzarsi. Intanto Alfred, lo scudiero che è molto di più di un semplice servitore, attende il suo ritorno e la chiamata che gli confermerà se l’ennesima battaglia contro il drago è stata vinta. Un’attesa straziante che richiede sacrificio e dedizione. Un compito ingrato.

Quella di Alfred è davvero una thankless task? Pennyworth paga un prezzo ogni notte, lo sappiamo bene: sia il fumettista Scott Snyder, negli ultimi numeri del New 52, sia gli autori del videogioco Batman: The Telltale Series hanno sottolineato quanto sia difficile restare al fianco del Cavaliere Oscuro. Di quanti fardelli puoi farti carico prima di andare in pezzi, prima di gridare per favore basta e di chiedere a un uomo inflessibile, inarrestabile, di rinunciare alla sua missione, di gettare via la maschera per te?

L’Alfred di Father Day nasconde la sua preoccupazione dietro sagaci frecciatine, perché sa che il suo protetto non ascolterà né rimproveri né consigli sensati. Di giorno si muove incessantemente: si occupa di tutte le faccende che Bruce tralascia per concentrarsi sulla sua missione. Quando calano le tenebre si ferma e trattiene il respiro in attesa dello squillo del telefono. La pressione a cui è sottoposto è intollerabile, ma lui si aggrappa a un singolo pensiero, a un faro nella notte: quante delle persone che ho incontrato oggi devono la loro vita a Batman? 

A fine lettura scoprirete se quella del maggiordomo è davvero unathankless task e saprete cosa è successo quando ha risposto al telefono. Avrete letto una storia diversa dal solito, incentrata sul rapporto tra un padre e un figlio (tranquilli, c’è anche un’epica scena d’azione). Uno one shot in cui sceneggiatura e disegno lavorano in sinergia per dare il massimo risalto alle emozioni. Taylor si è focalizzato sulla psicologia, sulla caratterizzazione dei personaggi: il suo copione è convincente e ben strutturato. Invece Schmidt ha reso in maniera magistrale espressioni e gesti.

 

Se siete alla ricerca delle lettura perfetta per celebrare la Festa del papà, l’avete trovata: Batman Annual #3 è il fumetto che fa per voi. Questa storia ci ricorda che l’essere padre non ha nulla a che fare con i legami di sangue: è una scelta, un impegno, una promessa che ti lega al filo di un telefono e, soprattutto, al cuore di un’altra persona. Auguri a tutti i papà, a tutti coloro che sanno cosa vuol dire mettersi nei panni di Alfred.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

Batman: Joker di Heath Ledger nominato miglior cattivo di Netflix

Netflix ha twittato un video insolito su Twitter. L’account ufficiale della piattaforma streaming ha pubblicato un breve video che racchiude le migliori sequenze del Joker di Heath Ledger in Il cavaliere oscuro di Nolan definendolo il miglior villain di sempre. Allo stesso tempo i followers hanno risposto citando i loro preferiti.

Il video riprende scene come quella del trucco della matita, passando per la conversazione tra Bruce Wayne e Alfred sulle motivazioni del folle nemico di Batman e per la scena dell’esplosione all’ospedale.

Molte persone su Twitter hanno risposto nominando i loro villain preferiti: da Loki a Thanos, passando per Darth Vader, Killgrave di Jessica Jones e Kingpin di Daredevil.
Per Netflix nessun villain può competere con la versione del Joker di Heath Ledger, che vinse un Oscar postumo al miglior attore protagonista, qualche settimana dopo la sua tragica scomparsa.
Il Joker è stato portato sullo schermo da altri attori nel corso dei decenni: Cesar Romero l’ha interpretato nel film Batman (1966) e nella serie tv con Adam West, Jack Nicholson nel film di Tim Burton, Batman, uscito nel 1989, Jared Leto in Suicide Squad e quest’anno vedremo la nuova versione, quella di Joaquin Phoenix nel film Joker: Origins, diretto da Todd Phillips.
Netflix ha già incoronato il proprio villain preferito ma i followers hanno nominato tantissimi altri celebri cattivi che sono entrati nel cuore dei fan.

Alfred compie 75 anni

ALFRED NEI FUMETTI

Alfred è al fianco di Batman fin dall’inizio. Maggiordomo e cameriere della ricca famiglia Wayne, Alfred Pennyworth diede un saldo sostegno al giovane Bruce Wayne quando i suoi genitori furono assassinati. Fu Alfred a spalleggiare Bruce per convincere i servizi sociali di Gotham a non mettere il ragazzo sotto tutela. Fu Alfred a sostenere il giovane insicuro perchè si immergesse nel tirocinio necessario ad affrontare la sua crociata personale. E, ancora oggi, Alfred rimane un amico fedele e un padre putativo per il Cavaliere Oscuro e i suoi scudieri: è lui a medicare le loro ferite, riparare i costumi e offrire saggi consigli quando ne hanno più bisogno.

La lealtà di Alfred è molto profonda. Tuttavia, resta un mistero perchè abbia aiutato Bruce ad imboccare la lunga e solitaria strada della vendetta. Lo stesso Alfred rimpiange spesso la sua complicità nella creazione di Batman.

Alfred non ha mai fatto il giuramento di Ippocrate, nè mai studiato medicina, ma merita sicuramente una laurea ad honorem per le innumerevoli ossa rotte, ferite da pallottola e squarci da lma che ha curato. Tuttavia, i suoi peggiori timori si avvertono quando Bane procurò al Cavaliere Oscuro danni fisici ben più gravi dio quanto fosse in grado di curare. Mentre Bruce giaceva senza sensi e in fin di vita, Alfred temette veramente il peggio.

I doveri di Aldred come maggiordomo di Bruce Wayne e assistente di Batman hanno rivelato molte doti nascoste di questo erudito amante dei viaggi. Che confezioni sufflé esotici o ricostruisca carburatori ad iniezione, Alfred passa senza sforzo da un ruolo all’altro; un’abilità perfezionata negli anni d’attore sulle scene londinesi.

La dottoressa Leslie Thompkins è la persona più vicina ad Alfred fuori dal castello Wayne. Entrambi a conoscenza del segreto di Bruce, Leslie e Alfred si sono avvicinati sempre di più negli anni passati a curare le ferite di Batman. Oltre al tè e alla conversazione, riescono a scambiare qualche bacio, prima che un Batman malinconico arrivi a guastare la festa.

A differenza di Batman Alfred non si fa scrupoli a far uso di armi da fuoco per proteggere ciò che gli è stato affidato; come quando brandì la sua doppietta Greener, nel vano tentativo di rompere l’assedio di Bane a castello Wayne.

Alfred sarebbe il primo ad ammettere che la vita all’ombra del pipistrello è stata, allo stesso tempo, una benedizione e una maledizione. Sin dall’inizio, ha tenuto un diario con il resoconto della crociata di cui è testimone. Vi sono riportate tutte le vittorie su pazzi criminali e le sconfitte di nemici mostruosi, con un’attenzione per i dettagli che deriva da una fiducia profonda nella rettitudine di Batman. Alfred spera solo di vivere abbastanza da vedere la fine della guerra del suo padrone.

ALFRED IN TV E AL CINEMA

L’universo dei film e delle serie televisive tratte dai fumetti Dc Comics continua a prendere forma in modo sempre più completo e anche gli attori che interpretano Batman si sono succeduti con un ritmo incalzante. Ma in tutto ciò c’è un unico comune denominatore, il fido maggiordomo di casa Wayne: Alfred Pennyworth. L’aiutante inglese, gentile, impeccabile e sempre di grande supporto sotto ogni aspetto. Lui è l’unica costante di ogni avventura dell’Uomo pipistrello. E anche se anche i suoi interpreti cambiano – da Eric Wilton negli episodi Batman and Robin (serial cinematografico del 1943), William Austin nella serie tv (e un film) degli anni 60, Michael Gough nella saga di Tim Burton e Joel Schumacher, Ian Abercrombie nella serie Tv Birds pf Prey, a Michael Cain nella trilogia di Nolan, fino al più recente Sean Pertwee in Gotham e Jeremy Irons in Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League – i suoi tratti distintivi rimangono sempre gli stessi.

Una figura che funge da fulcro e da collante all’interno della Bat-Family che meriterebbe un arco narrativo molto più approfondito di quello che gli è stato riservato nelle diverse produzioni fino ad oggi.

Con questo post vogliamo celebrare i suoi 75 anni. Infatti non molti sanno che Alfred Thaddeus Crane Pennyworth, noto semplicemente come Alfred, è un personaggio dei fumetti creato da Bill Finger e Jerry Robinson nel 1943, pubblicato dalla Dc Comics. La sua prima apparizione risale al numero 16 della testata Batman (maggio 1943), proprio come ci viene documentato in questo podcast