80 anni di Batman: gli auguri della serie web Like me, like a Joker

Like me, Like a Joker è la web serie firmata dall’associazione culturale “Burattini
senza Fili”.
L’idea di creare una web serie dedicata al mondo di Batman nasce nel 2010, ma
il progetto viene scritto nel 2012 stendendo una prima bozza della sceneggiatura.
Le riprese hanno inizio nel 2013.
Nel 2014 la serie debutta con la prima versione di un pilot che viene presentato ad Etnacomics, la fiera del fumetto più’ importante del meridione.
I consensi raccolti spingono l’associazione ad andare avanti, e a produrre il secondo e il terzo episodio e una versione del primo migliorata.

Like a me, like a Joker - Locandina
Alla fine del 2014 viene presentato il secondo episodio in un evento auto organizzato in cui vengono coinvolti disegnatori e collezionisti di Batman. Nel 2015, la troupe cresce e cambia forma, e arrivano alcuni premi e nomination. Migliore attore, regia, poster e sceneggiatura per un fan film vengono assegnati dal Rome Web Awards, miglior make up dal Sicily Web Fest. Il Miami Web Fest premia la serie come miglior montaggio ed effetti visivi, un riconoscimento molto gratificante. Per Etnacomics l’assocazione realizza l’evento “Catania come Gotham City” in cui vengono presentati gli oggetti di scena, proiettiato un batsegnale sul duomo della città e l’anteprima del quarto episodio.
Nel 2016 vengono realizzati l’episodio speciale e l’episodio finale della prima stagione, ricevendo altri due premi internazionali, l’Epic Amets dal Bilbao Web Fest e Miglior SciFi Fantasy dal World Wide Web Fest, parecchie nomination come quella per Rio Web Fest, e la nostra serie rientra tra le 50 migliori serie web al mondo per due anni consecutivi, secondo il World Web Series Cup.
Tali riconoscimenti conducono ad una seconda stagione di otto episodi pubblicata in blocco, dopo due anni di preproduzione e produzione. Successivamente arriva la promozione presso l’università, radio e altri festival.
L’autofinanziamento per la serie avviene attraverso eventi a tema Batman, come l’escape room, per far fronte ad un grave furto subito dalla produzione. La troupe comunque cresce, coinvolge artisti di diverse discipline, collaborazioni anche internazionali con disegnatori, cantanti , aziende private che sostengono il progetto, cambia volto e aumenta.
L’intento che accompagna “Burattini senza Fili” fin dall’inizio, è quello di dare un’impronta originale all’universo di Batman, prendendo anche spunto dai fumetti e film fino adesso realizzati ma soprattutto aggiungendo una nostra personalissima visione.
Lo dimostrano scegliendo come protagonista un Joker anziano e morente che racconta la storia di Gotham, culla di criminali e paladini, ma soprattutto di personaggi che in un modo o nell’altro rispecchiano le varie forme della follia scatenata dagli eventi della loro vita o dalla natura diversa e disadattata causata dai contesti in cui, istituzioni e società, li costringono a vivere.
Like Me, Like a Joker è il racconto di questi uomini e di queste donne, etichettati sotto il nome di “villains”. Racconto che, come un treno verso la follia, percorrerà il presente, il passato e il futuro di Gotham City.
Bruno Mirabella Regista, e attore interprete di Joker nella serie, per questi 80 anni di Batman ci ha regalato e reso disponibili, i primi 3 episodi della seconda stagione della web series, che consigliamo ovviamente a tutti i fan del personaggio di vedere e seguire.

Questi è il piccolo omaggio al personaggio di Batman per i suoi 80 anni.

 

Potete restare aggiornati sulla web series, iscrivendovi al loro canale YouTube a questo link: LIKE A ME, LIKE A JOKER

80 anni di Batman: gli auguri dell’attore Marco Piva

Marco Piva è nato a Padova e a tutt’oggi vive in un piccolo villaggio sulla costa ovest della Scozia.
Il suo lavoro principale è fare il traduttore ed in questa veste ha già collaborato in passato con Batman Crime Solver per la traduzione del fumetto DC Legends of tomorrow: The Last Martian (che potete leggere cliccando su questo link) nonchè traduttore di tante altre cose tra cui anche il prequel a fumetti Batman v Superman: Dawn of Justice (che potete leggere cliccando su questo link).
Ha lavorato molto alla radio come speaker e dal 2015 è la voce italiana della Insane Championship Wrestling, una delle realtà europee più importanti nella disciplina del pro wrestling. La sua voce si distingue anche tra i telecronisti della Italian Wrestling Association.
Ma il suo lavoro l’ha portato anche ad essere un attore. Ha interpretato tra gli altri Rafael Batista in alcuni episodi della webseries fantascientifica “Starship Intrepid” diretta da Nicholas J. Cook e Steve Hammond, l’agente Buggin nel lynchiano “The Man Who Forgot He Was Awake” di Angelo Perdikou, il picchiatore Dax nel pilot di “Mr. Goodnight” di David Ramsay, Dr. Chuff Chaddypaps in un episodio (per ora) della serie comica “Martin McGrath, Politician” diretta da Sean Friel e Arthur Morelli in “Up in Smoke” di Conor Molloy.

Fin da bambino ha sempre amato il personaggio di Batman, tanto è vero che coinvolgeva i suoi genitori nei suoi giochi di fantasia. Lui interpretava spesso Robin ed il suo papà Batman, ma la mamma non sempre rimaneva tagliata fuori, anzi quando poteva interpretava il commissario Gordon.

Marco tanto altro ve lo racconterà in questo bellissimo video di poco più di tre minuti. Guardatelo. Vi sorprendera’ piacevolmente.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

Batman 80 anni: felice compleanno Bruce Wayne

I want you to be happier, I want you to be happier…

Musica, lustrini, fiumi di champagne, palloncini: tutto quello che occorre per celebrare alla grande un compleanno, e che compleanno: Batman compie 80 anni. Eppure qualcosa non funziona, questo salone addobbato mi sembra quasi grottesco. Questo party rende omaggio solo alla “maschera mondana” di Bruce Wayne: l’affascinante scapolo, il multimilionario filantropo, più o meno svampito a seconda delle esigenze di copione. Dietro questo travestimento si cela il vero Bruce, quello che combatte per l’anima nera di Gotham City: è lui che bisogna festeggiare, ma come?

Annullo gli inviti, sgonfio i palloncini e disdico l’ordinazione della torta (tanto correvo il rischio di riceverne una avvelenata, in stile Anno Uno, o di veder sbucare fuori dal dolce un ospite indesiderato). Riduco in brandelli i cartoncini con la traccia del mio discorso d’auguri: mi sembrano scritti da un pessimo comico. Ho sbagliato tutto. Forse dovrei limitarmi a un misero bigliettino d’auguri, della serie cento di questi giorni, oppure sei come il buon vino, più invecchi più migliori. Bah.

Il salone vuoto mi sembra ancora più tetro di prima, ci manca solo che un pipistrello ferito entri da una finestra. Spengo le luci e vado a dormire. Chiudo gli occhi, ma il cinema della memoria inizia a proiettare dei fotogrammi:

“(…) tu sarai quel vogliamo che tu sia. Diventerai ciò che ci serve… Dovrai sopportare il peso delle nostre paure e dei nostri peccati. È il tuo destino immortale.”

I villains di Gotham ripetono in coro questo ritornello, mentre circondano un Batman frastornato, che ha appena  rivissuto tutte le sue “rigenerazioni” (Vecchia scuola, Gregg Hurwtiz e Neal Adams, Batman #30, Lion Dc Comics, 2014). Questa folle corsa tra le diverse epoche, o fasi, del Crociato Incappucciato (viene subito da pensare a una certa scena di Lego Batman – Il film) si conclude in una fumetteria piena di fan esultanti e ignari delle sue fatiche di Ercole. Bel modo di festeggiare settantacinque anni di attività…

He can’t be happy. And also be Batman.” (Batman #49, Tom King e Mikel Janin, Dc Comics, 2018)

 

Ecco il problema di fondo. Quando fai gli auguri di buon compleanno a un tuo amico, ti stai anche augurando che lui sia felice, giusto? Però le migliori storie del Cavaliere Oscuro non sono esattamente tutte rose e fiori: siamo abituati a vederlo con le spalle al muro, a trattenere il respiro mentre affronta insidie apparentemente insuperabili. Non lo immaginiamo quasi mai senza la sua armatura, senza un’aria imbronciata o preoccupata. Emicrania da stress, punti di sutura e ossa rotte? Sì, certo.

 

Associamo il nostro eroe alle tenebre, a una magione immersa nelle ombre dove il lutto è quasi eterno e ovunque vi sono proverbiali specchi coperti di lenzuola nerissime (Batman Cappuccio Rosso #1, Andersen Gabrych, Pete Woods, Planeta DeAgostini, 2005). L’infelicità è di casa a Villa Wayne, la tristezza è il secondo mantello del nostro eroe.

Forse non è un caso che la felicità sia diventata una sorta di parola chiave nelle ultime opere dedicate a Bruce. Tom King, nella sua corsa verso il “Batrimonio”, si è chiesto se sia possibile conciliare le gioie dell’amore coniugale con i sacrifici che vengono richiesti a un eroe. Qualche mese dopo, Scott Snyder ha messo al centro della sua miniserie The Batman Who Laughs la ricerca della felicità: dove si trova e, soprattutto, il Cavaliere Oscuro può raggiungerla senza rinunciare ai suoi principi, senza attraversare la linea che si è imposto di non valicare?

Il multi-verso è abitato da innumerevoli versioni del Cavaliere Oscuro, ma, a quanto pare, le uniche ad essere felici sono quelle che sono venute meno al loro codice morale o che hanno appeso il mantello al chiodo. Bruce potrebbe essere felice: dovrebbe solo smettere di essere Batman. Possibile che non ci siano alternative?

 

‘Cause this just don’t feel right to me

I wanna raise your spirits

I want to see you smile but

Know that means I’ll have to leave (Happier, Marshmello ft. Bastille)

 

Le mie storie preferite sono quelle in cui Bruce Wayne si spinge oltre i suoi limiti. Voglio vedere Batman rinascere dalle sue ceneri per diventare il Deus Ex Machina di una città al di là dello specchio, che non è altro che il riflesso delle nostre inquiete metropoli (il pensiero va di nuovo a Scott Snyder). Non voglio vederlo gettare via la maschera, come in uno dei finali del videogioco ideato da Telltale.

Continuiamo a leggere e a tramandare le gesta di questo eroe perché siamo affascinati dalle sue battaglie, interiori e non, e dalla determinazione granitica che lo spinge a non arrendersi mai, anche quando l’oscurità minaccia di inghiottire lui e la sua città. Questa è una tragedia, iconica quanto quella di Amleto, che, con l’esclusione di qualche intermezzo comico, va in scena da ottant’anni.

The LEGO Movie 2 Una nuova avventura

Eppure vorrei che Batman fosse felice, almeno per un po’. Vorrei che riuscisse a trovare la felicità alla fine del suo scontro con il letale Batman Who Laughs o al capolinea della sua rinascita. Vorrei che, anche al di fuori del giocoso mondo dei Lego, potesse trascorrere una serata tranquilla, senza sirene o colpi di pistola, insieme alla sua Bat-famiglia. Questo è il mio augurio di buon compleanno.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero