Batman Annual #3: La festa del papà

Dal 12 dicembre 2018 nelle fumetterie statunitensi

Ci sono storie indimenticabili, che toccano il cuore dei lettori. Father’s Day di Tom Taylor e Otto Schmidt (DC Comics, 2018) è una di quelle. Basta un solo fermo immagine per riassumere l’atmosfera di questo one-shot: notte fonda, un uomo è sdraiato sul letto, insonne, in attesa della telefonata di suo figlio. È una scena evocativa, emotiva: credo che chiunque di noi conosca quell’ansia, l’angoscia che ti soffoca quando non sai se, dopo lo squillo tanto atteso, tirerai un sospiro di sollievo o se verrai precipitato nell’abisso della disperazione.

 

Quante volte la nostra felicità è stata determinata da una singola chiamata? Se avete dei figli, vi sarà capitato di aspettare con trepidazione la telefonata che vi confermava che il vostro pargolo era tornato a casa sano e salvo o che il suo aereo era atterrato. Nascite, lutti, incidenti o liete novelle: dietro la parola pronto, si nascondo tutte le incognite della nostra esistenza.

 

There was a call. One phone call. That’s all it took. One phone call and our lives were changed.

L’uomo disegnato da Otto Schmidt, quello che non può permettersi di addormentarsi, perché sta aspettando un responso, una sentenza, lo sa bene: lui è Alfred, l’instancabile, impareggiabile e ironico, maggiordomo di villa Wayne. Tom Taylor ci invita a sederci accanto a Pennyworth e a trascorrere due notti al suo fianco: la prima appartiene al suo passato, mentre la seconda è ancora tutta da scrivere. Il filo rosso che unisce questi due momenti è quello del telefono: l’araldo che ha portato e che riporterà l’oscurità di Gotham nelle stanze della magione.

Quando il padroncino Bruce era un bambino, Pennyworth aveva delle ambizioni che, probabilmente, lo avrebbero portato a lasciare la villa e a mettere su famiglia. Quei progetti sono andati in fumo nel corso di una sola notte. Una serata che i fan di Batman hanno rivissuto sino alla nausea. Abbiamo ancora nelle narici l’odore della cordite. Leco delle perle che cadono a terra, tingendosi di cremisi, risuonerà per sempre nelle nostre orecchie.

 Da allora la vita del maggiordomo non è stata più la stessa. Alfred ha messo da parte le sue aspirazioni per restare al fianco di un bambino sperduto in una casa che era diventata, all’improvviso, troppo grande e silenziosa. Pennyworth sperava di poter tenere il suo protetto al riparo dalle tenebre e dai mostri in agguato sia sotto il letto sia nelle vie della città. Invece, quel ragazzino è diventato tutt’uno con l’oscurità: l’ha abbracciata per poter riportare la luce nella tormentata metropoli. Bruce si è consacrato, come un cavaliere d’altri tempi, alla crudele dama Gotham. 

Notte dopo notte, Batman lascia il santuario di villa Wayne per intraprendere la sua queste, per sanguinare, lottare, cadere e rialzarsi. Intanto Alfred, lo scudiero che è molto di più di un semplice servitore, attende il suo ritorno e la chiamata che gli confermerà se l’ennesima battaglia contro il drago è stata vinta. Un’attesa straziante che richiede sacrificio e dedizione. Un compito ingrato.

Quella di Alfred è davvero una thankless task? Pennyworth paga un prezzo ogni notte, lo sappiamo bene: sia il fumettista Scott Snyder, negli ultimi numeri del New 52, sia gli autori del videogioco Batman: The Telltale Series hanno sottolineato quanto sia difficile restare al fianco del Cavaliere Oscuro. Di quanti fardelli puoi farti carico prima di andare in pezzi, prima di gridare per favore basta e di chiedere a un uomo inflessibile, inarrestabile, di rinunciare alla sua missione, di gettare via la maschera per te?

L’Alfred di Father Day nasconde la sua preoccupazione dietro sagaci frecciatine, perché sa che il suo protetto non ascolterà né rimproveri né consigli sensati. Di giorno si muove incessantemente: si occupa di tutte le faccende che Bruce tralascia per concentrarsi sulla sua missione. Quando calano le tenebre si ferma e trattiene il respiro in attesa dello squillo del telefono. La pressione a cui è sottoposto è intollerabile, ma lui si aggrappa a un singolo pensiero, a un faro nella notte: quante delle persone che ho incontrato oggi devono la loro vita a Batman? 

A fine lettura scoprirete se quella del maggiordomo è davvero unathankless task e saprete cosa è successo quando ha risposto al telefono. Avrete letto una storia diversa dal solito, incentrata sul rapporto tra un padre e un figlio (tranquilli, c’è anche un’epica scena d’azione). Uno one shot in cui sceneggiatura e disegno lavorano in sinergia per dare il massimo risalto alle emozioni. Taylor si è focalizzato sulla psicologia, sulla caratterizzazione dei personaggi: il suo copione è convincente e ben strutturato. Invece Schmidt ha reso in maniera magistrale espressioni e gesti.

 

Se siete alla ricerca delle lettura perfetta per celebrare la Festa del papà, l’avete trovata: Batman Annual #3 è il fumetto che fa per voi. Questa storia ci ricorda che l’essere padre non ha nulla a che fare con i legami di sangue: è una scelta, un impegno, una promessa che ti lega al filo di un telefono e, soprattutto, al cuore di un’altra persona. Auguri a tutti i papà, a tutti coloro che sanno cosa vuol dire mettersi nei panni di Alfred.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

Il ritorno del Cavaliere Oscuro… che ride: Batman Who Laughs

Miss me? Vi è mancato? Il letale Batman “che ride” è tornato. Il 12 dicembre 2018 è uscito negli Stati Uniti il primo numero della miniserie di Scott Snyder e Jock (Batman Who Laughs #1) dedicata a una sinistra incarnazione del Cavaliere Oscuro. Questa terrificante versione alternativa di Bruce Wayne, originaria di un universo alternativo in cui qualcosa è andato irrimediabilmente storto, era stata sconfitta durante il crossover Metal. O almeno, così credevamo… In realtà si sta aggirando nella Gotham del “nostro” uomo pipistrello, insieme a un sinistro alleato.

Chi è il Batman “che ride” e perché dovremmo avere paura di lui?

To win you need to adapt, and to adapt, you need to be able to laugh away all the restraints. Everything holding you back. You see… a Batman who laughs… is a Batman who always wins.

Questo Bruce Wayne proviene dal multi-verso oscuro descritto in Metal: una serie di realtà parallele abitate da versioni deviate, maligne, del Crociato Incappucciato. Qual è la sua origine? Il pipistrello che ride è “nato” quando un Batman, identico a quello che conosciamo, ha oltrepassato la linea che si era imposto di non superare mai, uccidendo uno dei suoi avversai. Il villain in questione era Joker (Jason Todd applaude dal loggione). Purtroppo il pagliaccio del crimine aveva un ultimo asso nella manica: quando è morto, ha esalato una tossina che ha infettato il Cavaliere Oscuro “jokerizzandolo”.

Il Batman Who Laughs è quindi una sorta di ibrido tra il pipistrello e il clown: metodico, intelligente e determinato come Bruce, ma anche folle e imprevedibile come Jay. A renderlo così pericoloso è proprio la micidiale combinazione tra le abilità del detective e la spregiudicatezza del clown: questo villain può fare affidamento su una quantità apparentemente illimitata di risorse per seminare panico e terrore. Se ti adatti, se evolvi e ti sbarazzi di ogni limite, vincerai ogni battaglia: questo è il suo motto.

Il “nostro” Batman, sulle pagine di Metal, è stato costretto ad allearsi con Joker per cercare di fermare il pipistrello che ride, ma ha ottenuto una vittoria di Pirro. Stavolta, per fermare definitivamente questa versione oscura di sé stesso, dovrà spingersi oltre ogni limite. L’eroe riuscirà a sconfiggere il suo doppio maligno o finirà con l’attraversare lo specchio, col corrompersi a sua volta?

Chi è il nuovo, malefico, alleato del pipistrello sorridente?

Non voglio anticiparvi troppi dettagli. Mi limiterò a dirvi che si chiama Grim Knight e che si tratta di un’altra sinistra incarnazione del Cavaliere Oscuro. Così come il suo compare anche Grim è venuto meno a una delle regole del classico codice di condotta di Bruce Wayne. Chi ha visto Batman vs Superman potrebbe riuscire a intuire qual è la particolarità che contraddistingue questo vigilante…

Credo che la nuova miniserie di Snyder ci darà modo di conoscere molteplici versioni, oscure e non di Batman e di speculare su tanti what if? In fin dei conti la DC non è nuova alle sperimentazioni con gli elseworlds. Vedremo quali realtà alternative avremo modo di esplorare durante questo arco narrativo.

Cosa possiamo aspettarci da The Batman Who Laughs?

Direi che possiamo aspettarci una serie dalle tinte horror, incentrata su uno scontro senza esclusione di colpi tra avversari formidabili. Stando al primo numero, non mancheranno battute metaletterarie e riferimenti ai capolavori immortali del fumetto e ad altre opere dello stesso Snyder. Come in Morte della famiglia (Batman vol. 3, RW Edizioni – Lion Comics, 2016)  e in Metal ci troveremo davanti a un Joker che sa sin troppo e a un Batman che, almeno all’inizio, sarà una vittima degli eventi.

Snyder conosce bene le sue pedine e ha una certa visione dell’“universo batmaniano”: credo che la sua particolare visione, la sua “mitologia” e la sua passione per i cliffhanger faranno da fil rouge anche a questa sua nuova fatica. Chi, durante il New 52, si è appassionato alla sua scrittura, alla sua “versione” di Batman, aspetterà con impazienza le prossime uscite di questa miniserie.

Siamo solo all’inizio di una nuova avventura che promette di regalarci qualche brivido di terrore. Come andrà a finire? Snyder riuscirà a mantenere alta la tensione e a regalarci un duello fisico e mentale indimenticabile? Lo scopriremo solo al termine di questo arco narrativo. Solo allora sapremo come questa storia andrà a inserirsi nella continuity, quali rapporti avrà con la run di Tom King e se si ricollegherà anche alla teoria dei tre Joker.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero