Intervista a Mariano De Biase

In occasione della fiera del fumetto di Milano Cartoomics 2017 ho avuto l’opportunita’ di fare conoscenza di un altro ottimo disegnatore: Mariano De Biase classe 1982 nasce ad Oristano, ma diventa piacentino di adozione. Proprio a Piacenza si diplomerà presso il liceo artistico.
Nel 2006 esce dalla scuola del fumetto di Milano, per la quale pubblica “Cuccioloidi!”, manifesto della sua passione/ossessione per i cani di razza carlino.
In seguito collabora con Giuseppe di Bernardo a L’Insonne, con Coniglio editore scrivendo e disegnando alcune miniserie per X Comics e Blue, per poi approdare, nell’estate del 2007, alla Sergio Bonelli Editore, dove comincia a collaborare con Antonio Serra nello staff neveriano, lavorando su Agenzia Alfa e Universo Alfa.
Nel frattempo collabora anche per la ReNoir Comics, in cui disegna Don Camillo a fumetti, collaborando, tra gli altri, anche con Giacomo Pueroni, il fumettista (mio carissimo amico) recentemente scomparso per sclerosi laterale amiotrofica.
A Mariano ho avuto l’occasione di chiedere due sketch dedicati a Batman e li condivido volentieri con tutti voi.

Stefano: Ciao Mariano e benvenuto su Batman Crime Solver

Ciao, grazie a te (voi)!

Stefano: Cosa leggevi quando eri bambino?

Ho iniziato a disegnare intorno ai 3 anni, ero pazzo per i dinosauri e ne disegnavo pure sui muri di casa. Imparai a disegnare prima di imparare a scrivere o leggere, in quegli anni non conoscevo i fumetti, i miei disegni erano influenzati dai cartoni animati che guardavo. Erano gli anni della Filmation, ricordo He-Man, Bravestarr e i Ghostbusters, ma quelli con lo scimmione, non la versione più conosciuta di Reitman. Ah e poi c’erano i Dinoriders, probabilmente la cosa più bella nell’intera storia dell’umanità.
Comprai il mio primo fumetto a 9 anni, era un numero di Ken il guerriero della Granata Press. Pensai: “guarda, fanno il giornalino dei cartoni animati!”
Un giorno un compagno delle elementari tirò fuori dallo zaino un altro fumetto: era il numero 79 di Dylan Dog (la fata del male) coi disegni dell’ottimo Rinaldi: c’era la bambola di un bambino che prendeva vita e lo strangolava, quindi risucchiava la vita dalla madre con un bacio riducendola a una specie di mummia, per poi allontanarsi esclamando: “e ora via, verso nuove avventure!”
Ero finito.

Stefano: C’e’ qualche disegnatore che ha particolarmente colpito e al quale ti ispiri?

“Qualche”? Cerco di non citarti i 1520 che dovrei e vedo di limitarmi: il Tetsuo Hara in stato di grazia dei Ken che leggevo da piccolo, tanti autori Bonelli tra cui Castellini che da bambino amavo alla follia e costituì il mio ponte con i fumetti Marvel che cominciai a leggere tra elementari e medie; l’uomo ragno di John Buscema inchiostrato da Ross Andru, Alan Davis con le chine di Mark Farmer su Captain Britain e chissà quante altre matite della Casa delle idee. Al liceo fui immancabilmente fulminato da Pazienza e, negli anni della scuola del fumetto -nella quale entrai presentando storie mutuate da quel tipo di segno e da quel tipo di atmosfere- conobbi Alessandro Baggi e amai alla follia tutto il suo mondo di pesci preistorici e uomini oca, di solitudini in microscopici monolocali, le sue pagine di diario, le lune ad acrilico bianco sui cieli di retino. Compresi il fumetto in maniera completamente nuova e tanto di quell’esperienza si trasferì sulle pagine della mia prima pubblicazione, “Cuccioloidi”.
Poi Mignola, Risso, Zonjic e tutta quella scuola di autori dai bianchi e neri netti, la personale riappacificazione coi manga dopo un certo snobismo accademico, il grottesco di Junji Ito e Suehiro Maruo, Hideo Yamamoto e opere immense come Homunculus…basta o non mi fermo più.

Stefano: Come sei approdato al progetto Universo Alfa e Agenzia Alfa?

Conobbi Antonio Serra ancora prima di finire la scuola del fumetto di Milano. Leggevo Bonelli sin da piccolo e, dal momento in cui la decisione di fare del fumetto un lavoro si era fatta concreta -al liceo, più o meno- questa casa editrice divenne il mio obbiettivo: andavo spesso da lui a mostrargli le mie tavole e, nonostante fossero ancora molto acerbe, c’era un aspetto sci-fi bizzarro (carlini alieni che invadevano la terra su astronavi a forma di ciambella, armate di pinguini parlanti che sparavano raggi laser dal becco) che gli piacque subito.
Di lì a poco entrai in Bonelli e, sempre nello staff di Antonio, cominciai a prestare le chine alle tavole di alcuni autori, dapprima su Agenzia Alfa, poi spostandomi su Universo Alfa. Lavorai su centinaia di tavole prima di farmi le ossa e cominciare a muovere i primi passi come disegnatore completo, sempre su Agenzia Alfa. Una bella gavetta.
Stefano: Al tuo stand ho visto che hai realizzato delle commission di Alien e Predator. Raccontami del tuo rapporto con la fantascienza?

In realtà non sono legato in maniera così stretta alla fantascienza, quanto agli horror e ai Monster movies. I miei film preferiti di questo genere, in effetti, sono horror ambientati nel futuro o comunque legati a elementi sci-fi. Per intenderci: la saga di Alien ha per me un valore affettivo immenso, quella di Star Wars per nulla.

Stefano: Ci illustri brevemente le tue tecniche e il tuo metodo di lavoro?

Comincio realizzando sequenze estratte dalla sceneggiatura di piccoli layout, poi li ingrandisco e li stampo in formato A4, ed è su questi che definisco le matite vere e proprie, correggendo tutto quello che serve e conservando qualche buona intuizione.
Quindi procedo all’inchiostrazione. Ho pochi strumenti: il fidato pennello Winsor & Newton serie 3 nr.7 che fa la maggior parte del lavoro e pigment liner di varie misure per gli elementi tecnologici che nei fumetti di fantascienza abbondano, e che difficilmente si possono ripassare a pennello con sufficiente precisione.
Recentemente ho comprato una Cintiq Wacom, ma la uso più che altro per colorare. Non credo che comincerò a disegnare in digitale in tempi brevi, sono ancora troppo legato all’aspetto artigianale di questo lavoro.

Stefano: Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai in programma qualcosa di nuovo?

Una marea di cose…che mi terrà impegnato almeno fino al 2019 e della quale non posso ancora parlare! Come se già non fosse abbastanza difficile convincere la gente che fare il fumettista è un lavoro vero.
Tra i progetti non top secret, di sicuro c’è un intero volume di Agenzia Alfa, la storia più lunga che abbia mai disegnato -290 pagine- e che dovrebbe vedere la luce, appunto, nel 2019.

Stefano: Una domanda obbligatoria. Ti piace il personaggio di Batman e perche’?

Moltissimo, anche perché è legato alla mia infanzia. Sono cresciuto con la serie di Adam West in tv e i cazzottoni con le scritte animate, e il primo film visto al cinema di cui ho memoria è proprio il Batman di Tim Burton: era l’89, avevo 7 anni.
Poi nel ’92 ci fu la meravigliosa serie animata. Solo anni più tardi ne avrei compreso pienamente la qualità e all’epoca nemmeno sapevo chi fosse Bruce Timm, ma comunque non mi perdevo un episodio e avevo tutti i giocattoli; ancora adesso la Batmobile è sopra al mio tavolo da disegno, nel mio studio.
I film più recenti li ho visti con meno interesse, mi sembra abbiano spogliato il personaggio della sua dimensione fumettistica. E non è colpa di Nolan, sono proprio tempi in cui si pretende di dare una patina di verosimiglianza seriosa pure ai Power rangers, come se robottoni e tutine fossero una colpa.
Forse sto solo invecchiando io.
Stefano: Grazie per averci dedicato il tuo tempo Mariano e in bocca al lupo per la tua carriera!

Grazie a voi per la chiacchierata, a presto!

Cartoomics 2017: ogni anno sempre qualcosa in più

Siamo stati per voi solo poche ore in quel di Milano per mostravi cosa accadeva sabato 4 Marzo a Cartoomics 2017, la celebre tre giorni di conferenze dedicata al mondo dei videogiochi e dei fumetti.
Come da tradizione, sono state presentate tutte le novità più succose per nerd e geek incalliti come noi. Il programma è stato ricchissimo e tanti sono stati gli ospiti di prestigio assoluto in un programma come sempre fitto di eventi.
Tra gli altri era presente l’attore Robert Picardo (il Dottore olografico di «Star Trek: Voyager») che ha doppiato alcuni episodi di Batman: The Animated Series.
L’area fumetti ha ospitato non solo decine di editori che hanno presentato le novità della prossima stagione, ma anche numerosi disegnatori. Sessioni di autografi si sono alternate a presentazioni di nuovi albi a fumetti.
Per quanto riguarda la DC Comics (nella giornata di sabato) era presente Alessandro Vitti che ha presentato la miniserie Suiciders: Kings of HELL.A., secondo volume dell’apocalittica serie Vertigo creata Lee Bermejo.

La fiera è stata anche un’occasione ideale per conoscere nuovi autori e ritrovare quelli già noti come l’ottimo Giuseppe Camuncoli, Francesco Mattina e Francesco Barbieri.

Per l’etichetta indipendente Donuts Comics abbiamo avuto il piacere di immortalare due lavori di Shadi Givehchian che ha illustrato Poison Ivy e Harley Quinn.

Abbiamo potuto incontrare anche la disegnatrice Cristiana Cru Leone (che ha realizzato una fantastica illustrazione all’interno del nostro libro Dead xx Squad) la quale ci ha realizzato uno sketch di Aquaman che vi proponiamo qui sotto.

In oltre 30.000 mq di spazio, la manifestazione e’ stata organizzata in diversi settori che sono andati dai comics al cinema passando per il fantasy, l’azione e la fantascienza fino alle passioni come il collezionismo, i videogiochi ed il cosplay. Abbiamo fotografato alcuni ragazzi con il costume a tema DC Comics.

La kermesse ha offerto inoltre un’intero stand dedicato a Batman in cui i figuranti del fans club Gotham Shadows che si mettevano in gioco per interagire con i passanti ed i curiosi. Il gruppo, specializzato nell’arte del Customing e del Prop Making, ovvero nella realizzazione di costumi di alta qualità e nella replica di oggetti di scena, ha proposto gadget e scenografie tutte ispirate al Cavaliere Oscuro. Erano presenti inoltre la Batmobile Animated Series della Bellotti Racing e il Batpod.