Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 1/3

Dennis O’Neil è stato l’editor delle testate di Batman. Sua è la creazione, con il contributo di Neal Adams, della figura oscura e tormentata del Dark Knight, in un epoca (1970/1971) nella quale Frank Miller andava ancora a scuola. A lui va il merito di aver fatto ‘morire” il Batman “camp” e kitch degli anni ’60, per proporci un personaggio completamente diverso, sul quale autori come Miller, Morrison, e Grant, hanno potuto lavorare egregiamente, con i risultati noti a tutti. O’Neil introduce un nuovo elemento di disturbo nelle sue storie: la droga.

Non una droga “comune”, come aveva lui stesso già fatto nelle superlative storie di Green Lantern/Green Arrow (ancora con Adams), o dei New Teen Titans di Wolfman/Pérez, ma una droga sperimentale, patrocinata dall’esercito degli Stati Uniti: il ‘Venom”. In questo ciclo di albi (pubblicati in Legends of Dark Knight (nn. 16-20), Batman diviene succube di questo nuovo stupefacente, riducendosi all’ultimo stadio dall’uso continuato della droga che, in dosi massicce, provoca un aumento incredibile della produzione degli steroidi, con effetti corporei alla Rob Liefeld (disegnatore che conferisce aspetti fisico estremi ai propri personaggi). Naturalmente, dopo sofferenze inaudite, e una cura disintossicante più letale della droga stessa (circa un mese di assoluto digiuno ed astinenza – anche dall’acqua – passato nella Bat-caverna, insieme agli escrementi suoi e di migliaia di pipistrelli), Batman si “salva” dal Venom, dimostrando, come al solito, la propria durezza.

Successivamente sono usciti due albi, legati al “Batman Universe”, e considerati, al loro primo apparire, di mediocre interesse da molti osservatori un po’ distratti: i one-shot Vengeance of Bane, del duo Dixon/Nolan, e la mini­serie di quattro Sword of Azrael, proprio di O’Neil, coadiuvato dal duo Quesada/Nowlan ai disegni.

Esaminiamo per un attimo ognuno di questi prodotti.

In Vengeance of Bane (La Vendetta di Bane), Charles Dixon introduce un nuovo super­criminale chiamato appunto Bane. Nel corso del racconto, assi­stiamo alle atroci torture e violenze inflitte a quest’uomo, sin da bambino, e che lo hanno fatto crescere, sin da piccolo, in uno dei tanti carceri fascisti Sudamericani, e al suo crescente lucido e to­tale odio per l’umanità indifferente. Una versione potenziata del “Venom”, viene iniettata anche al ragazzo, che diverrà cosi Bane, di nome e di fatto, divorato da una forza crescente, che ha bisogno di essere violentemente rivolta verso gli altri, per far trovare un momentaneo appagamento alla rabbia cieca e alla brutalità. Bane sopravvive anche grazie ad un pensiero fisso che lo sostiene, un vero e proprio “Mantra” dell’anima: scovare Batman e annientarlo, annientarlo e prendere il possesso della città di Gotham, favoleggiata nei lunghi periodi di meditazione forzata, in cella d’isolamento, subendo ogni sorta d’iniquità. Bane è infine libero, e la caccia può cominciare… Un albo cupo e disperato, infarcito d’ogni sorta di brutalità, sorretto da un disegno sconnesso e inorganico, e forse, proprio per questo, ancor più inquietante.

In Sword of Azrael (La spada di Azrael), O’Neil introduce, invece, un nuovo super-eroe di nome Azrael, ultimo discendente dell’Ordine dei Cavalieri di San Dumas. Azrael è una sorta di novello Punitore (o Deathstroke, Terminator, per restare nell’ambito del DC Universe), iperaddestrato, sin dall’infanzia, a combattere, alieno da facili sentimentalismi, e dotato di una sofisticatissima arma­tura, che solo apparentemente denuncia la sua origine medioevale. Dopo il solito, prevedibile, incontro/scontro, con i prevedibili equivoci, il giovane Azrael diventa un nuovo protetto del Cavaliere Oscuro, che se lo porta a Gotham City, per un “corso di perfezionamento” gratuito in indagini criminali e vita nella giungla della metropoli. In definitiva, dagli albi un po’ confusi e prevedibili, sorretti soltanto dalla splendida arte di Joe Quesada (coadiuvato dalle chine di un ottimo Kevin Nowlan), uno tra i migliori e più famosi disegnatori americani. Pensiamo, comunque, solo a questo fatto, non trascurabile: Bane e Azrael sono due simulacri o monumenti di Batman stesso. Pensiamo, ad esempio, in campo Marvel, al ruolo rivestito da Venom nei confronti dell’Uomo Ragno, e il paragone sarà più chiaro. Non a caso, il veleno che si iniettano prima Batman, poi Bane, è il Venom, un processo di simulacrazione, e che rende possibile compiutamente il processo di semiosi logoiconica tra i due personaggi. E’ un po’ il concetto alterco di “doppio”, già codificato dal capolavoro di Robert Louis Stevenson: Il Dr. Jekyll (Batman, che si prende la droga proibita) e si trasforma nel malvagio Mr. Hyde (Bane). Il concetto di doppio, ovviamente, con l’intervento del “terzo polo” Azrael, si amplifica nel concetto di simulacro; e, in quanto tale, nel gioco pirandelliano e scambievole delle parti, ogni personaggio sarà destinato a ripetere un continuo valzer, già detto e già scritto, dalle cupe valenze Junghiane. Possiamo, dunque, finalmente, introdurre il teorema di O’Neil: Azrael sta a Batman come Batman sta a Bane. Bane deve eliminare Batman per divenire l’Azrael (l’Angelo Vendicatore della Bibbia), e Azrael diverrà Batman, per eliminare Bane. E il vero Batman? Alla fine, eliminerà sia Bane che Azrael, e, quindi, in definitiva, se stesso. Complicato? Continuate a seguirci…

 

Annunci

Terra di Nessuno – Parte Uno

Batman & Gotham City. Dov’è che finisce l’uno ed inizia l’altra? E’ stata la città con le sue strade brulicanti di crimine e disperazione, ad uccidere il fanciullo Bruce Wayne, la sera in cui vennero assassinati i suoi genitori, e creare Batman. Il pipistrello è la sua città e ne rispecchia le ansie e le paure. Il suo olfatto è ormai avvezzo all’odore asettico della follia che si respira nel manicomio criminale Arkham. Ed anche la sua mente ne porta i segni evidenti. Ma cosa succederebbe se la città improvvisamente cambiasse? Cosa ne sarebbe di Batman se il suo territorio fosse completamente stravolto e se il suo “modus operandi” divenisse d’un tratto obsoleto o, addirittura, inutile? Riuscirebbe l’uomo pipistrello ad adattarsi alla nuova situazione? Sono queste le domande a cui risponde Terra di Nessuno (“No Man’s Land”), una delle più interessanti storyline della lunga storia di Batman. Pensate a Gotham City bersagliata da epidemie e folli criminali. Immaginatela totalmente distrutta da un devastante terremoto e lasciata dal governo USA in balia di sè stessa, come una “zona di guerra” senza legge nè diritto, da cui è impossibile uscire ed in cui non è permesso entrare, come nel cult movie “1997: Fuga da New York”. Ed ora riflettete un attimo sulla situazione degli abitanti che hanno deciso di non abbandonarla per affetto, debolezza, avidità o disperazione, pur sapendo di dover lottare ogni giorno per la sopravvivenza, in un luogo dove una mela vale quanto un diamante. Questa è la nuova Gotham, la Terra di Nessuno, e con essa è arrivato un nuovo Batman. Qui trovate un raffronto tra Batman Begins e i fumetti con uno specifico riferimento anche a Terra di Nessuno.

Il percorso verso la “Terra di Nessuno” (TdN da ora in poi) ha coinvolto nell’autunno 1998 tutte le testate di Batman e anche qualche titolo a esse collegate, tra cui Azrael: Agent of the Bat. La Play Press ha pubblicato un volume dal titolo 1999: Fuga da Gotham City in cui ha raccolto gli albi più significativi della lunga storia preparatoria alla TdN raccontando cosa è accaduto negli albi originali di Detective Comics nn. 727, 728, 729, Batman Chronicles n. 15 e Azrael: Agent of Bat nn. 47, 48, 49.

Nel n. 47 di Azrael: Agent of Bat, uscito negli States come flip-book abbinato a Shadow of the Bat n. 80, Batman assegna ad Azrael un incarico molto delicato: andare a Washington per proteggere il senatore Esterbrook Halivan, l’unico uomo politico che si è schierato a favore di Gotham City e che cerca di evitarne il confinamento. L’albo è anche un’occasione per narrare le origini di Nicholas Scratch, la popstar criminale che, mescolando politica, concerti rock e satanismo, è diventanto il principale protagonista della caduta di Gotham. Scratch agisce con il supporto di una banda di tirapiedi mascherati da demoni, molto coreografici ma non certo all’altezza del loro boss. La missione di Azrael, c’era da aspettarselo, non va a buon fine e il coraggioso senatore finisce per essere strangolato proprio dalle mani di Seratch. Ai testi Dennis O’Neil per le matite di Roger Robinson.

Nel frattempo in Detective Comics 727 prende il via la storyline in tre parti “Lotta o Fuggi” (Fight or Flight) scritta da Chuck Dixon, disegnata da William Rosado per le chine del veterano Sal Buscema. Protagonisti sono Nightwing (alias Dick Grayson, il primo dei tre Robin che hanno affiancato Batman, oggi eroe autonomo) e Robin (alias Tim Drake, il terzo Robin che ha debuttato ufficialmente in Detective Comics 457 nel dicembre 1990). I due agiscono in una Gotham, al momento, priva di Batman e il Commissario Gordon che medita di andarsene. Il cattivo di questo primo episodio, intitolato “Nido di Vipere” (Nest Vipers), è il fiammeggiante mercenario Firefly, che, com si dice in gergo, aiuta Gotham City per la discesa appiccando incendi dappertutto in una città già semidistrutta. Il team Nightwing/Robin si da un gran da fare per limitare i danni e anche per tentare di salvare lo stesso Firefly dalle fiamme. Firefly muore comunque, il suo mandante (Nick Scarath) non se ne preoccupa più di tanto e già pensa a creare ulteriore caos con la sua gang. Infatti la cospirazione contro Gotham prosegue inarrestabile. Azrael (siamo al n. 48 della serie) viene incastrato da Scratch e accusato quindi dell’omicidio del senatore Halivan. In Detective Comics 728, “Caos al quadrato” (Chaos Squared), sempre Nightwing e Robin sugli altari e altri due scagnozzi di Scratch entrano in scena: il Dinamitardo e Tumulto. Il primo tenta di distruggere il ponte più lungo di Gotham a colpi di candelotti di tritolo ma dopo sei-pagine-sei il suo tentativo è già finito mentre il secondo, armato di un enorme martello pneutmatico, si impegna a demolire quel poco di sano che è rimasto nelle strutture urbane della città cominciando dal Palazzo Federale. Tumulto qualche danno lo fa e regge un pò più la scena del Dinamitardo ma, dopo un combattimento nei sotterranei con Nightwing e Robin, finisce schiacciato dalle macerie da lui stesso provocate. Aldilà delle sequenze d’azione è importante come piano piano si è delineato il ruolo che Commissario Gordon avrà in TdN. Il trimestrale Batman Chronicle è una bella collana antologica di racconti autoconclusivi che rappresenta per il Batman Universe sia l’occasione di presentare nuovi talenti sia l’opportunità per autori noti di cimentarsi occasionalmente con l’Uomo Pipistrello. Il n. 15 di questa serie, uscito in USA nell’inverno 1998, ha avuto come filo conduttore proprio la saga di “1999: Fuga da Gotham City” (Road to No Man’s Land), con tre storie team-up, ovvero quelle che presentano la collaborazione tra due eroi. La prima avventura, “Volontà e Potere” (Will to Power), scritta da Kelley Puckett per i disegni di Joe Staton e Bill Sienkiewicz, abbina Batman a Lanterna Verde. Batman si infiltra sotto mentite spoglie in una organizzazione criminale che cerca di trarre profitto da tutto il caos che regna a Gotham e Lanterna Verde, inconsapevolemnte, si trova a recitare il ruolo del guastafeste. Il Cavaliere Oscuro, con maniere più o meno buone, cerca di tenerlo fuori dalla vicenda.

La seconda storia, “Tra le stelle” (Between Stars above and below) presenta Man-Bat e Oracolo genio del computer, alias Barbara Gordon ex Batgirl ora relegata su una sedia a rotelle a causa del Joker (The Killing Joke, 1988 di Alan Moore e Brian Bolland). La trama assume toni poetici ed ha il suo culmine nel volo sulla città che il Pipistrello-Uomo compie con Oracolo in spalla, dopo averla salvata da un’aggressione. Marco Palmieri scrive e James A. Hodgkins disegna.

L’albo si chiude con “Una risposta tra le macerie” (An Answer in the Rubble), una six-page story dello scrittore Greg Rucka, da li prossimo sceneggiatore di alcuni episodi di TdN, che schiera La Cacciatrice e Question, uno dei più misteriosi e intriganti eroi del DC Universe, in una vicenda che ruota intorno al mercato nero dei medicinali. Rucka come tutti sappiamo ha classe. In queste sei pagine ne ha dato un piccolo saggio ai lettori anche in questo mini albo.

Lo speciale Terra di Nessuno entra nel vivo la prossima settimana regalandovi i dettagli di questi albi di cui vi abbiamo appena parlato.

 

Harley Quinn… già apparsa in tv…

Birds of Prey - Illustrazione

Birds of Prey – Illustrazione

La Warner Bros ha annunciato la sequenza di live action movies che porteranno sul grande schermo supereroi e supervillains della DC Comics in un universo condiviso e, nel frattempo che arrivano conferme e novità sui casting di alcuni tra i protagonisti e interessanti rumors su possibili ruoli e sulle trame di almeno una dozzina di film, noi di Batman Crime Solver facciamo un breve tuffo nel passato più recente della DC Comics in tv, in cui alcuni personaggi hanno già visto la luce.

Nel 1996 la DC Comics fa uscire un albo speciale che riscuote immediatamente il favore dei lettori di fumetti. Si intitola Black Canary/Oracle: Birds of Prey, l’autore è Chuck Dixon e racconta le avventure dei due comprimari favoriti dell’universo DC, uniti in una nuova alleanza per lottare contro il crimine. Dinah Laurel Lance (Black Canary) era reduce dalla chiusura della sua testata nel 1993 ed era “fuggita” a combattere il crimine con Green Arrow. Il destino di Barbara Gordon (Batgril/The Oracle), cambiato per sempre dopo l’albo di Batman intitolato The Killing Joke, in cui veniva ferita alla spina dorsale dal Joker e costretta su di una sedia a rotelle, era quello di fungere da “apripista”, con le sue apparizioni in altri albi DC, per una visione più matura delle supeeroine, viste come donne forti e autosufficienti. Il successo è immediato. Nel 1998 Bird of Prey diventa mensile (dal 2005 è stato scritto da Gail Simone) e dopo alcuni episodi il duo si trasforma in un trico con l’arrivo di The Huntress (La Cacciatrice), “sbattuta fuori” dalla Justice League of America dallo stesso Batman per i suoi metodi non troppo ortodossi…

Dal  fumetto al telefilm

Harley Quinn in Birds of Prey

Harley Quinn in Birds of Prey

E’ il 2002 e Warner Bros e DC Comics lanciano, sull’onda del successo di Smallville, il progetto Birds of Prey. I creatori della serie David Carson e Shawn Levy hanno messo insieme tutti gli elementi che sembrerebbero garantire il successo di un telefilm d’oggi: tre ragazze carine con diverso carattere e background, una buona componente di avventura e di azione, un po’ di misteri e di supercattivi il tutto mescolato (e non schekerato) in una veste piuttosto fashion. Birds of Prey prende spunto dalle vicende del fumetto modificando e aggiungendo particolari presi dai classici DC, di cui il più rilevante è sicuramente l’origine di The Huntress che nel telefilm è la figlia di Batman e Selina Kyle (Catwoman) come accade nell’universo pre-Crisis, mentre la Cacciatrice della continuity ufficiale dei fumetti è Helena Bertinelli, figlia di un boss della malavita di Gotham City. Per le origini di The Oracle viene mantenuta la storia di The Killing Joke, mentre scopriamo che il terzo componente del trio, Dinah Lance, in realtà è la figlia teenager della Black Canary del fumetto.

L’attrice Dina Meyer veste i panni dell’Oracolo. Supereroina sulla sedia a rotelle, hacker informatico, attraverso le sue infinite conoscenze tecnologiche nel campo della cibernetica e della progettazione di armi combatte il crimine dal suo rifugio nella torre dell’orologio di Gotham, città rimasta orfana del suo protettore storico Batman (autoesiliatosi dopo la scoperta della morte di Catwoman). Ad aiutarla nell’ardua impresa Ashley Scott che interpreta la Cacciatrice, giovane e potente supereroina, donna spietata in cerca di vendetta dopo la morte della madre, e Rachel Skarsten (che interpreta Dinah Lance) personaggio misterioso arrivato alla torre guidato da misteriose visione. Le tre sono coadiuvate nel loro lavoro dall’appoggio del detective Jesse Reese (l’attore Shemar Moore) che cerca di lavare l’onta di essere figlio di uno dei piu’ grandi criminali e spacciatori di droga di tutta Gotham, ma si dovranno scontrare con Harley Quinn (di giorno è la psicolaga Harleen Quinzell) e con il suo desiderio di tornare a dominare la città che ha eliminato il suo vecchio ed amato capo, il Joker. Un particolare da rivelare, che non tutti sanno è che dell’episodio pilota esiste una versione diversa da quella trasmessa in televisione (e inedita in Italia) dove Harleen Quinzell è interpretata da Sherilyn Fenn e non dall’attrice Mia Sara che poi ha realizzato tutti e 13 gli episodi. Il tutto si svolge per la precisione tra i vicoli di New Gotham la cui mappa stradale è identica a quella della città presente nella saga a fumetti Terra di Nessuno, che è anche il nome del locale per metaumani presente nella serie.

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 1

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 2

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 3

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 4

Arrow Season 2 – Harley Quinn Deleted Scene Full

Harley Quinn Cameo in Arrow

Bat-Cosplay: Nightwing interpretato da Uomo Fumetto

Richard John “Dick” Grayson è un personaggio dei fumetti DC Comics, creato da Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson. È stato il primo pupillo di Bruce Wayne e l’originale Robin, il ragazzo meraviglia, prima di diventare il supereroe Nightwing. Creato da Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, è apparso per la prima volta come Robin su Detective Comics n. 38 (maggio 1940).
Ma tutto questo ci viene ampiamente spiegato da nuovo cosplayer di oggi, Uomo Fumetti, che ci racconta la sua passione per l’ex ragazzo meraviglia, che abbandona il nido e vola verso Blüdhaven, la città immaginaria dell’universo fumettistico DC, creata nel 1996 da Chuck Dixon e Scott McDaniel.
Ecco il suo racconto e suo costume.

Il personaggio di Dick Grayson è sempre stato uno tra quelli che ho sempre rispettato di più nel mondo dei fumetti, sin da quando vestiva i panni del primo Robin. Lui non era ricco, ne aveva qualche superpotere particolare…era semplicemente un acrobata. Un saltimbanco a cui un giorno gli è stata brutalmente tolta la famiglia davanti ai suoi occhi. Come molti potrebbero immaginare, questo può spesso portare a voler soddisfare il proprio desiderio di vendetta…ma fortunatamente per quanto riguarda Dick non è così. Il giovane pettirosso è mosso solo dalla sete di giustizia e sotto la giuda del suo carismatico e riservato mentore, il cavaliere oscuro di Gotham, inizia a far piazza pulita di tutti i criminali che infestano la città…al fine di renderla un luogo più sicuro dove nessuno avrebbe più dovuto subire un trauma simile al suo. Il personaggio di Nightwing nasce quando Dick decide di distaccarsi da Batman che continua ostinatamente a volerlo trattare ancora come un bambino da proteggere…proteggere da se stesso.

In realtà Batman desiderava che il giovane non continuasse sulla strada del mentore e decidesse di rifarsi una vita, di dedicarsi allo studio…e per un po’ di tempo è stato così. Ma col tempo Dick si è reso conto che non riuscirebbe a vivere più senza la sua maschera, era diventato tutto ciò che gli serviva per stare in pace con se stesso. Diventare il paladino di Gotham. Da qui iniziano le vicende di Nightwing, le cui origini del nome sono da adibire ad un eroe Kryptoniano (merito di un suggerimento da parte dello stesso Superman). Per me Nightwing rappresenta più che il paladino di Gotham, anche un simbolo…l’emblema del ragazzo che smette di essere un bambino e inizia a ragionare e a comportarsi come un adulto.

L’idea del costume parte dal fatto che non ero mai riuscito a concludere mai un cosplay decente (molti cosplay li avevo lasciati a metà o nemmeno li avevo iniziati),questo mi succede quando parto con una bella idea ma poi non ho i mezzi per realizzarla. Con Nightwing però è stato diverso…il costume inizialmente ho provato a farmelo da solo ma lo ammetto, non sono molto portato per certe cose…successivamente quindi lo ordinai da Internet. Per i manganelli invece non ho dovuto fare altro che reperire due tubi di ferro cavi e rivestirli con del nastro biadesivo. La parte più complicata è arrivata quando ho dovuto prepararmi la maschera, infatti quella che si vede in foto è solo il primo prototipo in DAS. E’ stato un lavoro molto accurato e fortunatamente molto divertente quello legato alla maschera dal momento che l’abbiamo dovuta far asciugare allo stampo della mia faccia per poi riverniciarla con tre tonalità diverse di blu. Attualmente sto lavorando ad una maschera in silicone…molto più leggera e aderente sul viso, da mostrare poi col costume e tutto il resto al prossimo cosplay. Spero in futuro di potermi sbizzarrire con qualche altro personaggio legato al Batman Universe, ma per il momento spero solo che questo mio costume vi sia piaciuto o che per lo meno vi abbia fatto sorridere.