DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes di Dan Cutali

O2 Arena di Londra, nella periferia est. Anzi, molto oltre il famigerato East End ormai da anni rivalutato in maniera grandiosa. Sulla Greenwich Peninsula, dove il Tamigi fa un gomito stretto e crea una profonda insenatura verso nord, sorge questa enorme cupola chiamata anche Millennium Dome, perché finita di costruire nel 1999 in occasione dell’arrivo del Terzo Millennio. Facile da raggiungere con la famosa underground londinese: Jubilee Line e si scende alla fermata di North Greenwich, il dome è proprio lì di fronte. L’O2 è un luogo che ospita eventi sportivi di grande rilievo e i concerti delle band rock più famose del mondo. Uno tra tutti? La famosissima reunion dei Led Zeppelin del 2007 i cui biglietti andarono sold out in brevissimo tempo.

La galleria di locali che circonda l’area all’interno del dome viene utilizzata anche per l’allestimento di varie mostre. È la volta della DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes, inaugurata il 22 febbraio e che dura fino al 9 settembre, nata dalla collaborazione tra Warner Bros e DC Entertainment con le associazioni che gestiscono gli eventi all’O2 Arena, CID Exhibition e Art Ludique Le Musée. Allestita in occasione della celebrazione dell’ottantesimo anniversario della nascita dell’icona Superman, la mostra ripercorre la storia editoriale della DC Comics partendo da quella fatidica data in copertina, giugno 1938, in cui apparve la grande “S” sul numero 1 di Action Comics (proprio in questo periodo è stato pubblicato il numero 1000) ponendo soprattutto l’accento sulle rappresentazioni cinematografiche dei World’s Finest.

L’ingresso alla mostra non poteva essere spettacolo migliore. Subito fuori, nell’atrio in cima a una rampa di scale mobili, l’accoglienza è assegnata alle gigantografie della Trinità DC, quella cinematografica attuale: Superman/Henry Cavill, Batman/Ben Affleck e Wonder Woman/Gal Gadot. Per forza di cose, vista la recente presenza al botteghino di Justice League che funge da richiamo per la mostra. Poco più a sinistra LA gigantografia per eccellenza, ovvero il pantheon DC Comics disegnato da Alex Ross in caduta libera verso la Terra e di fianco, poco prima  della vera e propria porta d’ingresso, lo stemma tondo del logo DC in bella vista, anch’esso gigante. Tuffo al cuore. Se tanto mi dà tanto, cosa mi aspetta all’interno?

Lo shop del merchandising DC, mi aspetta all’interno. C’è subito lo shop, sì, il quale però a rigor di logica andrebbe spulciato nei dettagli dopo aver visitato la mostra. Probabilmente è stato posizionato così per motivi di allocazione degli spazi espositivi. Senza dare ascolto alle vibrazioni che mi arrivano dal portafoglio e buttando solo uno sguardo veloce, scaccio il demone dell’acquisto compulsivo da fan e proseguo dentro i locali dell’Exhibition. Andando subito a cozzare contro la Storia. Le copertine e le prime pagine di alcuni numeri degli Anni Quaranta di Detective Comics e Action Comics. Le matite di Bob Kane, Wayne Boring, Joe Shuster. Immortali. Epiche nella loro semplicità del periodo. Cariche di epos e sospensione dell’incredulità.

Con il cuore ridotto a un lumicino per l’emozione, proseguo: i costumi di scena originali della cinematografia targata Warner/DC a cominciare da quelli di Big Blue. Si passa dall’uniforme di Brandon Routh in Superman Returns (2006) a quella di Henry Cavill in Man of Steel (2013), ovviamente con un un focus sul costume utilizzato per l’interpretazione dell’indimenticabile Christopher Reeve di Superman: The Movie (1978). E l’occhio si sofferma per parecchi minuti sulle stampe in bianco e nero di svariati numeri delle testate storiche Action Comics, Superboy (pubblicato in Italia, insieme a Superman, Batman e Flash, a inizio Anni Settanta dalla Williams Inteuropa di Ferruccio Alessandri), Supergirl, Superman. È un incredibile viaggio nel tempo.

Il settore dedicato al Cavaliere Oscuro non è da meno, ovviamente. Il personaggio è di maggior richiamo e in mezzo al florilegio di copertine, stampe e sketch d’epoca di Detective Comics, Batman, ci sono anche le testate più recenti come Shadow of the Bat e Legends of the Dark Knight di inizio Anni Novanta, che la DC Comics iniziò a pubblicare quando sul silver screen imperversava il Batman di Tim Burton e Michael Keaton. A proposito di quest’ultimo, ecco i costumi di scena originali di Keaton, appunto, e della sensuale Catwoman di Michelle Pfeiffer, sdraiata in posizione sexy-felina in una teca orizzontale. Il Pinguino di Danny De Vito, il Joker di Jack Nicholson, e anche i costumi dei sequel di Joel Schumacher, quelli dimenticabili, sì, interpretati da Val Kilmer, George Clooney, Arnold Schwarzenegger, Jim Carrey, Tommy Lee-Jones e contornati da Alicia Silverstone e Chris O’Donnell.

Copertine di annate commoventi come quelle degli Anni Settanta, ovvero i cicli di Dennis O’Neil e Neal Adams che qui in Italia furono pubblicati all’epoca sempre dalla Williams. Ce n’è per tutti i gusti e tutti i fan. Fino ad arrivare al periodo delle pellicole di Zack Snyder, completate da alcune immagini di quello che è il capolavoro assoluto riguardante Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Un colpo allo stomaco per la loro bellezza.

La Trinità è completata da tutto ciò che riguarda Wonder Woman. Quella del passato fumettistico e televisivo, infatti fanno bella mostra di sé i costumi originali indossati nel 1976 da Lynda Carter, la Miss Universo di quel periodo che fece innamorare stuoli di ragazzini che fissavano le sue movenze sul piccolo schermo. E poi, sbam! La bellezza statuaria dell’Amazzone interpretata da Gal Gadot. I costumi di scena che abbiamo visto in Batman v Superman: Dawn of Justice (a cui è ispirato il nome della mostra), il suo film a solo Wonder Woman, e l’ultimo Justice League.

Ma la mostra non è dedicata soltanto alle tre icone principali della DC Comics. Come detto all’inizio, è presente tutto il suo pantheon super-eroico. Soprattutto quello prezioso che ha costituito la storia fumettistica della casa editrice americana. Star Comics, sulla quale venne presentato lo Spettro, Hawkman, varie stampe a colori dedicate alla famosissima run di Green Lantern-Green Arrow gestita dal dinamico duo O’Neil-Adams, che fece la storia del fumetto americano approcciando per primo temi sociali e ambientalistici. I New Teen Titans di Marv Wolfman e George Peréz, che rivoluzionano il gruppo di “spalle” capitanato da Robin/Dick Grayson (il quale di lì a poco diventa Nightwing). Ci sono tutti, più o meno, o quasi.

Vari schermi televisivi completano la mostra, sui quali girano in loop interviste ai grandi boss della DC: Dan DiDio, Geoff Johns e Jim Lee. E… i cartoni animati di Superman diretti da David Fleischer, direttamente dagli Anni Quaranta! E ancora, stampe che richiamano la Golden e la Silver Age e più moderne, disegnate proprio dal riconoscibilissimo e cinematico Jim Lee. Insomma, sarei rimasto lì dentro per ore ma in un’ora e qualcosa si visita e si ammira tutto. Mi aspetta lo… shop!

T-shirt di tutti i personaggi, vari libri, fumetti e guide, una statua a grandezza naturale della Wonder Woman di Gal Gadot. Selfabile, ovvio. Gadgettistica infinita, questo è il negozio della DC Exhibition, che può fare la felciità di qualsiasi fan. Per quanto riguarda il sottoscritto, il portafoglio e le mani hanno vibrato ma mi sono limitato ai due volumi The DC Comics Encyclopedia e DC Comics Year by Year: A Visual Chronicle aggiornato al 2018. Di quest’ultima, nel 2011 ne uscì in Italia anche una versione Panini Comics, ma è rimasta aggiornata a quell’anno lì e non venne mai più  pubblicata in seguito con i dovuti upgrade.

Insomma, se vi capita di passare dalla capitale britannica e siete appassionati di fumetti DC Comics (qui potete trovare altri consigli), fino al 9 settembre non fatevi sfuggire questa bellissima mostra, il cui biglietto non è nemmeno esoso per gli standard inglesi: 22 sterline. Lo si può fare sia in loco, che prenotare on-line sull’apposito sito internet. Basta digitare DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes.

Per coloro che desiderano vedere di più abbiamo creato un breve filmato con le fotografie scattate da Dan Cuali.

LEGENDS OF TOMORROW: L’ULTIMO MARZIANO – Fan Tribute – LEGENDS OF TOMORROW: THE LAST MARTIAN – A Fan Tribute

Questo è un regalo di Natale 2017 per voi: in lingua italiana e in lingua inglese.

This is a Christmas gift for you in 2017: in Italian and in English.

Martian Manhunter è uno dei personaggi storici della DC Comics, nonché tra i fondatori e colonna portante della Justice League of America, avendo militato in molte della sue incarnazioni ( tra cui la prima ).

Il suo vero nome è J’onn J’onzz ed è l’ultimo sopravvissuto della sua specie: i marziani verdi. Le sue capacità sono incredibili ( tra le tante cose può mutare forma, leggere nel pensiero, volare ed è praticamente indistruttibile ), ma non mettetelo davanti a un caminetto perché è terrorizzato dal fuoco…!

Le sue grandi potenzialità, però, sono state sfruttate poco dai vari autori che hanno avuto a che fare con lui, se escludiamo rari casi come i cicli di J.M. DeMatteis, Keith Giffen, John Ostrander, Tom Mandrake  e Grant Morrison, motivo per cui J’onn J’onzz non ha mai goduto di grande popolarità, almeno rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi della Justice League.

Anche la recente trasposizione cinematografica del supergruppo DC, infatti, non ha preso in considerazione il marziano, che comunque può vantare una presenza fissa nel serial CW Supergirl, dove lo vediamo assumere le sembianze umane del corrucciato Hank Henshaw e molto più raramente quelle aliene della sua forma originale.

Nonostante qualche divergenza con la controparte fumettistica, il personaggio del serial riesce comunque a ritagliarsi un cospicuo spazio all’interno dello show e a raccontare la sua storia, caratterizzata dal dramma di aver dovuto abbandonare il proprio pianeta, afflitto da una guerra fratricida nella quale ha visto morire anche la sua famiglia.

Il profondo dolore e il senso di solitudine che lo attanagliano rendono J’onn J’onzz molto più “umano” che marziano, un po’ come lo stesso Superman, alieno ma i cui sentimenti lo fanno apparire quasi più terrestre di noi. Questo crea un’empatia con il lettore/spettatore, che non vede più questi personaggi come degli dei alteri e intoccabili, ma come degli esseri che provano le nostre stesse frustrazioni, nonostante gli incredibili poteri di cui sono dotati e le grosse responsabilità che ne conseguono.

Queste premesse ci portano all’opera che abbiamo l’onore di presentare qui sul nostro blog, intitolata L’ultimo marziano. Si tratta di un fan tribute scritto da Dan Cutali e illustrato da Michael Formica, con colori di Francesco Grieco e copertina esclusiva di Max Moda (sua la copertina del nostro libro Dead xx Squad e una illustrazione contenuta nel Batman v Superman Concept Artbook), incentrato proprio sul marziano verde della DC.

Benché sia lui il personaggio centrale del racconto, i veri protagonisti sono i componenti del supergruppo della serie tv CW Legends of Tomorrow, ovvero Rip Hunter, White Canary, Captain Cold, Heathwave, Atom e Firestorm. Un team tanto variegato quanto improbabile e interessante, che basa la sua forza proprio sull’eterogeneità dei vari membri e sui tratti distintivi delle loro personalità.

 

Il mix di azione, avventura, fantascienza, ironia e dramma che caratterizzano le loro storie potrete ritrovarlo concentrato anche nella breve sceneggiatura di Cutali (questo uno dei suoi pezzi per il nostro blog nel Batman Day), dove le nostre “leggende” dovranno tornare indietro nel tempo per scongiurare l’invasione della Terra da parte dei malvagi marziani bianchi, nemici giurati di J’onn J’onzz, ma il prezzo che dovrà pagare quest’ultimo per sconfiggerli sarà altissimo, considerando che ci andrà di mezzo anche la sua famiglia….!

Godetevi dunque questo sentito omaggio alle gesta del gruppo televisivo più sui generis di casa DC e ad uno dei più sottovalutati membri della Justice League, che proprio grazie alle serie CW sta riacquistando gloria e popolarità.

Buona lettura !

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti buon Natale.

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LEGENDS OF TOMORROW: THE LAST MARTIAN – A Fan Tribute

Martian Manhunter is one of the oldest DC Comics characters, and a founder and regular feature in the Justice League of America, having been a part of many of its incarnations (including the very first).

His real name is J’onn J’onzz, and he’s the last survivor of his species, the Green Martians. His abilities are unbelievable: amongst other things he is a shapeshifter, a mind-reader, he is capable of flight and is virtually indestructible – but don’t sit him in front of your fireplace if you invite him over, as fire terrifies him!

His immense potentiality, however, hasn’t been exploited by the many authors who dealt with him, excluding a few exceptions such as the cycles of stories written by J.M. DeMatteis, Keith Giffen, John Ostrander, Tom Mandrake and Grant Morrison – which explains why J’onn J’onzz never enjoyed a huge deal of popularity, at least when compared to his fellow Justice League members.

Even the recent film featuring the DC Comics supergroup ignored the Martian, who however is a regular in the CW series Supergirl, where we see him as the glowering Hank Henshaw and very seldom as his original, alien form.

Despite a few differences with his comic counterpart, the character managed to carve a pretty good space for himself in the series, getting a chance to tell his story, characterised by the personal tragedy of having been forced to leave his home planet, which was suffering from a bloody civil war in which he lost his whole family.

The deep suffering and the feeling of loneliness that grip him make J’onn J’onzz much more “human” than Martian, somehow just like Superman, an alien whose feelings make him appear nearly more of an “Earthling” than any of us. This creates a certain empathy with the reader or viewer, who ceases seeing those characters as lofty, untouchable deities and starts visualising them as beings who experience our same frustration, despite the incredible powers they are gifted with – and the resulting great responsibilities.

This premise brings us to the work that we are honoured to present here, on our blog: The Last Martian. It’s a fan tribute written by Dan Cutali (English translation by Marco Piva) with art by Michael Formica, coloured by Francesco Grieco and with an exclusive cover by Max Moda (artist of the cover of our book Dead xx Squad and of an illustration included in the Batman v Superman Concept Artbook), focussed on DC Comics’ own Green Martian.

Despite the fact that he is the central character in the story, the true protagonists are the supergroup on which the CW series Legends of Tomorrow is focussed: Rip Hunter, White Canary, Captain Cold, Heat Wave, Atom and Firestorm. A diverse, unlikely, interesting team, whose strength lies in its heterogeneousness and on the distinct personalities of the people forming it.

 

The mixture of action, adventure, science fiction, irony and tragedy that characterise the series can be found in Cutali’s short script (here’s one of the author’s articles written for our blog on Batman Day), in which our “legends” will travel back in time to prevent an invasion of the Earth by the cruel White Martians, J’onn J’onzz’s sworn enemies; but the price that Martian Manhunter will have to pay will be immense, as his family will end up being involved.

Enjoy, then, this heartfelt tribute to the adventures of the most peculiar of the DC Comics supergroups and to one of the most underappreciated Justice League members who, thanks to the CW series, is finally gaining some glory and popularity.

Enjoy the ride!

We take this opportunity to wish everyone a Merry Christmas.

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Caro Batman…di Dan Cutali

Batman Crime Solver, si onora di avere tra le partecipazioni più importanti, oltre che tantissimi disegnatori professionisti e non, anche diversi giornalisti e scrittori. Oggi è la volta di Daniele Cutali in arte Dan Cutali, il quale per noi ha già realizzato una recensione sul film Batman v Superman: Dawn of JusticeSuicide Squad (riferimenti e citazioni) , delle bellissime riflessioni sul film Wonder Woman e un bel pezzo sulla distruzione e al rimodellamento dei miti DC Comics Cio’ che forse ancora non sapete è che Daniele, non è un semplice fan della DC Comics, ma è uno scrittore che a tutt’oggi ha al suo attivo già 3 libri e un quarto in lavorazione.

Dan ha pensato di scrivere una lettera a Batman anticipando di un giorno la celebrazione del BDay. Così, travolto dall’entusiasmo, ma anche sopraffatto dalla rabbia che ancora provava dentro di se per l’attentato di Nizza ha redatto questa lettera che state per leggere. Si tratta del punto di vista di un bambino che passeggia con i genitori sulla Promenade des Anglais e che ben presto morirà.

Nizza, 14 Luglio 2016.

Caro Batman,

ti scrivo mentre sto passeggiando sulla Promenade des Anglais, come centinaia di altre persone su questa lingua di asfalto che si affaccia sul Mar Mediterraneo. Sono le 22:20 e siamo tutti in attesa dei fuochi d’artificio serali che concluderanno questa calda giornata. I festeggiamenti sono per la celebrazione della Presa della Bastiglia, festa nazionale in Francia. Nonostante l’atmosfera celebrativa, c’è però qualcosa di pesante che aleggia nell’aria e ho un brutto presentimento in questi giorni. Sono accadute tante cose brutte nel recente passato, in occasione di vari affollamenti. Come vorrei che fossi qui, a sorvegliare la situazione dai tetti degli edifici, degli alberghi, dell’Ospedale Pediatrico Lenval. Come vorrei che tu non vivessi soltanto nella mia fantasia di ragazzino: mi sentirei più sicuro. Ho lasciato i tuoi fumetti in albergo dove i miei genitori hanno preso una camera per passare una settimana di vacanza e il mio pensiero corre a quegli albetti. Se fossi qui ed esistessi davvero, il mondo sarebbe diverso. Di sicuro. Forse non meno pericoloso ma un pelino più sicuro, grazie alla tua vigilanza continua.

La gente continua a passeggiare pasteggiando con un gelato o mangiando con gusto patatine, waffle e altre leccornie. Chissà quali segreti si nascondono nelle strade più in là. Delinquenti che spacciano droga o armi non denunciate. Soltanto tu potresti indagare con coraggio, intervenire e smantellare i loro loschi traffici. Il porto di Nizza è un crogiolo di personaggi cattivi, si sa. Se soltanto fossi qui per davvero e non nelle pagine dei miei fumetti a combattere con super-criminali folli dal sorriso facile e pericoloso. Come, ad esempio, sono sicuro che indagheresti su quegli strani individui che parlottano tra loro attorno a quel grosso camion bianco, parcheggiato all’angolo di Avenue de Fabron, un vicolo piuttosto buio. Ma forse, appunto, ho letto troppi fumetti e vedo criminali dappertutto. La musica di una band arriva molto forte, in fondo alla Promenade. È meglio non pensarci e godersi i fuochi artificiali che cominceranno fra poco. Sono le 22.30, mi proteggerai un’altra volta dall’alto dei tetti. Domani invece mi godrò in TV le repliche della tua bellissima serie animata.

Un abbraccio da un tuo caro lettore e fan.

Se vi è piaciuta la sua lettera, vi anticipo che Daniele ha scritto un intero fumetto per omaggiare uno dei personaggi DC Comics più particolari, ma non desidero svelarvi al momento altro, perché si tratta ancora di un working progress. Ciò che mi fa piacere anticiparvi, sono anche i nomi del disegnatore Michael Formica e del colorista Francesco Grieco. Il fumetto, realizzato non a scopo di lucro, verrà distribuito in formato pdf, tramite il nostro blog.

La Caduta degli Dei

a cura di Dan Cutali

Sembra proprio che la DC Comics, negli ultimi trent’anni, abbia voluto abituare gli aficionados alla distruzione e al rimodellamento dei propri miti, icone inossidabili nell’immaginario americano e mondiale. Che sia una manovra di marketing o di semplice rinnovo dell’iconografia, l’operazione comincia nel 1985 con il terremoto Crisis on Infinite Earths. La miniserie in dodici numeri scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Pérez funziona da spartiacque nel confuso universo e nel lore creato dalla casa editrice statunitense. Viene cancellato il multiverso costituito da un’infinità di Terre parallele, talvolta inventate anche soltanto per trovare un semplice escamotage alle trame pensate dagli sceneggiatori. Vengono anche letteralmente disintegrati e uccisi due personaggi fondamentali del DC Universe. Il primo è il Flash della Silver Age, quel Barry Allen amato da tutti e che dà inizio a una nuova era super-eroistica nel 1956, chiudendo simbolicamente con la sua morte un cerchio importante. Il secondo personaggio a venire spazzato via è Supergirl, la Kara Zor-El cugina kryptoniana di Superman sopravvissuta alla distruzione del pianeta sulla città volante Argo City. Morti necessarie per uno scopo superiore, viene ordito da Wolfman e dagli editor della DC. Ma fu soltanto l’inizio degli stravolgimenti di ambienti e trame.

Nel 1992 la DC Comics ha il coraggio di essere ancora più iconoclasta. È l’anno in cui anche i telegiornali parlano di The Death of Superman. Dan Jurgens, Roger Stern, Louise Simonson, Jerry Ordway e Karl Kesel, sotto l’egida dell’editor Mike Carlin, scrivono una sceneggiatura che abbraccia tutte e quattro le testate dedicate al simbolo supereroistico americano per eccellenza, soltanto per distruggerlo e portarlo alla sconfitta definitiva. Doomsday è la nemesi prescelta, un inarrestabile mostro frutto di un esperimento genetico sulla sopravvivenza in ambienti ostili da parte di un folle scienziato alieno senza scrupoli. Semplice e lineare: Doomsday, arriva sulla Terra e inizia radere al suolo tutto ciò che gli si para davanti. Arriva fino a Metropolis e all’inevitabile scontro finale a suon di botte da orbi con l’Uomo d’Acciaio, nell’ormai famosissimo numero 75 della testata omonima in cui il supereroe muore per le gravissime ferite ricevute, alla pari del mostro stesso. L’ultimo e significativo sacrificio, l’immolazione di un uomo (qui non importa se alieno o meno) per permettere all’Umanità di continuare a esistere. Qui si potrebbe tirare in ballo il fatto che a continuare a esistere siano i valori di Verità, Giustizia e del Modo di Vivere Americano, ma è meglio allargare il discorso a tutto il pianeta e alla razza umana in genere. Il lungo percorso sui quattro albi mensili di Superman è un successo epocale di vendite per la casa editrice.

Se la morte di Superman significa la fine di un simbolo un po’ bacchettone di rettitudine, giustizia e onestà, tutto quello che segue dopo, ovvero le run chiamate Funeral for a Friend e Reign of the Supermen, servono per arrivare alla caduta di un altro mito: Lanterna Verde. Non contenta, la DC Comics annichilisce un altro esempio di valore eroico per eccellenza. Anche se Hal Jordan è un pilota collaudatore di caccia militari molto irresponsabile, la sua controparte in costume e anello del potere è un poliziotto cosmico con una reputazione di grande rettitudine, coraggio, giustizia e altruismo che lo precede in tutta la Galassia conosciuta. E allora cosa succede se la psicologia di questo personaggio buono, buonissimo che più non si può, viene buttata in centrifuga, stropicciata, stravolta e infine stracciata? Ecco che da eventi collegati alla saga Reign of the Supermen nasce quell’Emerald Twilight che restituisce ai lettori un Hal Jordan completamente votato al Male. E chi l’avrebbe mai detto?

La drammatica caduta di Lanterna Verde parte dal numero 48 della testata dedicata al Cavaliere di Smeraldo. Ron Marz e Darryll Banks ci presentano il Superman Cyborg, tra i quattro protagonisti di Reign of the Supermen rivelatosi poi essere il supervillain Hank Henshaw, che si allea con il potente alieno Mongul per creare un’armata di Mondoguerra, pianeti-arma semoventi utili alla conquista dell’Universo. Nell’intenzione dei due, la Terra dovrà far parte di questo esercito di super-armi e uno dei punti dove verrà installato il gigantesco motore cosmico che la farà muovere nello spazio sarà proprio Coast City, città natale di Hal Jordan in cui vivono ancora tutti i suoi cari. La città viene rasa al suolo da una serie di bombe causando milioni di morti e, ça va sans dire, questa è la molla che fa scattare la follia di Lanterna Verde. Indimenticabili le scene della discesa del supereroe verso l’oblio, nelle quali parla con i fantasmi degli abitanti di Coast City in mezzo a quello che rimane della città, soltanto crateri. Questa diventa la sua fissazione, questa la sua pazzia: il non aver potuto far nulla per salvare la sua città. È la metafora del pesantissimo macigno della responsabilità, del dover essere eroe a ogni costo e in ogni momento, senza tener conto che tra gli enormi poteri in dotazione alle Lanterne Verdi non vi è quello dell’ubiquità. E allora tenta di percorrere la strada che crede più semplice per far assopire il proprio dolore: ricreare Coast City e far vivere di nuovo tutti i suoi abitanti. Ovvero, ma lui non se ne rende più conto, diventare un dio sollevando nel lettore tutti i risvolti etici della questione.

Hal Jordan sa bene che il potere del suo anello è insufficiente a ricreare in modo stabile una città di sette milioni di persone. Ha bisogno di altro potere che può essergli dato soltanto dalla Batteria Centrale situata su Oa, il pianeta dei suoi “superiori”, i Guardiani dell’Universo che hanno creato il Corpo delle Lanterne Verdi. Ecco che l’Uomo, ormai totalmente folle, rientra per l’ennesima volta nel tòpos del viaggio dell’Eroe, al contrario però perché si trasforma in un dio del Male. Durante il percorso verso Oa, l’escalation di violenza arriva ai massimi livelli: uccide tutti i suoi ex-compagni del Corpo, rubandogli gli anelli. I Guardiani, per contrastare Jordan e l’immenso potere acquisito, liberano il suo più grande nemico dalla prigione in cui lambiva da anni, la stessa Batteria Centrale citata sopra. È quindi Sinestro a doverlo affrontare, in passato suo insegnante e poi sua unica nemesi. Hal Jordan uccide anche lui. Superato ormai il punto di non ritorno, arriva su Oa e si ritrova davanti i Guardiani. I nanerottoli blu, come li chiama Kilowog, sergente istruttore del Corpo caduto anche lui per mano di Jordan, soccombono e inviano sulla Terra il loro unico emissario sopravvissuto, Ganthet. Intanto, Jordan si tuffa in quello che rimane della Batteria Centrale e ne assorbe tutto il potere possibile. Ne esce trasformato in un nuovo personaggio, finalmente paragonabile davvero a un dio: Parallax. Il suo potere è tale che può cambiare davvero ciò che è avvenuto a Coast City, cambiando il flusso temporale e resettando la realtà. Quello che accade dopo porta all’evento crossover chiamato Zero Hour, viene fatta luce sulla vera origine di Parallax e la trama architettata alle spalle del povero Hal Jordan. Ma questa è un’altra storia.

 

Il punto interessante è evidenziare che cosa possa far diventare totalmente folle una persona con una volontà di ferro, onesta e buona. Qualcosa che nella realtà potrebbe accadere a chiunque. Al di là del fumetto super eroistico, un altro esempio lampante è il film Un Giorno di Ordinaria Follia di Joel Schumacher e la DC Comics fa cadere un altro dei suoi pilastri utilizzando proprio questo schema narrativo.

Prima di Crisis, in casa DC Comics era tutto nero o bianco. Era l’epoca dell’ingenuità, dell’eroe senza macchia e senza paura di cui l’America (badate bene, non il mondo) poteva e doveva andare fiera. Le ultime incarnazioni della casa editrice di Burbank  si sono invece adattate ai tempi e ai gusti dei lettori. Più smaliziati, più desiderosi di leggere di veri problemi e non della solita invasione dallo spazio. La concorrenza con la Marvel è tosta: la Casa delle Idee e dei super-eroi con super-problemi è sempre al primo posto delle vendite a causa della maggior vicinanza alle moderne tematiche adolescenziali. Quale migliore occasione per la DC Comics di distruggere i propri miti un po’ stucchevoli e fin troppo “normali” nella loro super-potenza, per poi farli risorgere dalle ceneri lasciate da situazioni invece fin troppo estreme? Talmente drastiche da lasciare sconvolto anche il lettore più smaliziato.

Wonder Woman, il film – Riflessione

di Dan Cutali

Il film dedicato a Wonder Woman ha già raccolto incassi stellari come quelle disegnate sui suoi short. Eppure questa Principessa Diana di Themyscira cinematogafica non ha pantaloncini stellati o altro nella sua uniforme che ci ricordino le stars and stripes della bandiera degli USA. Non è neanche un pallido ricordo della Wonder Woman televisiva interpretata da Lynda Carter nel 1976 e di cui tutti gli adolescenti dell’epoca s’innamorarono. In effetti, era anche lei un simbolo che rappresentava gli Stati Uniti d’America e i suoi ideali di libertà e democrazia (e potenza bellica), alla pari di Superman. In epoca pre-Crisis, quando tutto era più innocente e gli eroi erano senza macchia e senza paura, non avrebbe potuto essere altrimenti in casa DC Comics. Soltanto dopo quello spartiacque, l’arrivo delle sceneggiature di Alan Moore in suolo americano e la discesa di tutta la new wave di autori britannici, avremmo cominciato a considerare sia Superman che Wonder Woman di quel periodo un po’ stucchevoli e infantili. Nel caso della Principessa Amazzone, con il passare degli anni e con i gusti dei lettori diventati più smaliziati, l’ideale dell’icona americana è andato sbiadendosi sempre più fin quasi a scomparire.

Questo film è la celebrazione della non-americanità di Diana, di Themyscira appunto. Viene chiamata Wonder Woman dai media americani, come al solito sono loro che danno il nickname – come diremmo oggi – ai super-eroi, per darle ugualmente un senso di appartenenza statunitense. È anche la celebrazione dell’origine divina di Diana e della perdita dell’innocenza nel più classico percorso di formazione che la porta a incontrare un’Umanità sessista e retrograda rispetto alla società matriarcale in cui è cresciuta. Ovvero a crescere e cambiare, anche se a molti critici questo non è piaciuto, trovandola invece una forte incongruenza nella trama, nel carattere del personaggio. Nella pellicola di Patty Jenkins c’è finalmente il recupero metaforico della Dea Madre che trasmette amore e affetto per l’Umanità venuta alla luce dal suo grembo, come viene descritta e sottolineata con precisione nel breve trattato postato su facebook da Alessandro Di Nocera. L’insegnante partenopeo sostiene che l’intento di William Moulton Marston, creatore del personaggio di Wonder Woman ed eminente psicologo, fu quello di fornire agli adolescenti di inizio anni ’40 una figura femminile eroica ma dotata di amore materno ed emancipazione, senza alcun ammiccamento all’erotismo che una figura di questo tipo, con gonnellino svolazzante e body dal quale strabordavano le curve giunoniche, avrebbe potuto far nascere in mezzo a una miriade  di omaccioni super-muscolosi con poteri inimmaginabili ma con le mutande sopra i pantaloni della tuta. Insomma, come scritto da Di Nocera, Wonder Woman è una figura femminista ante-litteram priva di spigolature pruriginose e anzi tesa al far avvicinare ai comics il pubblico femminile, genericamente refrattario ai fumetti di supereroi. Tutto questo traspare proprio nel film che si va a incastonare nel grande mosaico del DC Comics Extended Universe, il DCEU che si sta delineando pellicola dopo pellicola prodotta dalla Warner Bros.

Diana viene cresciuta a Themyscira con gli insegnamenti della madre, la Regina Hyppolita, e delle compagne Amazzoni. Sono insegnamenti di guerra ma anche di amore e giustizia. Diana è greca, tutte le Amazzoni lo sono, e durante il film si evince che in passato hanno dovuto auto-esiliarsi sull’Isola Paradiso, Themyscira appunto, a causa di una dura guerra contro gli uomini il cui unico scopo era sottometterle e conquistarle, guidati dallo spirito del Dio della Guerra, il mitologico Ares (o Marte per i latini). Da qui in poi l’avventura di Diana si sviluppa linearmente seguendo il tipico clichè del viaggio dell’Eroe, dopo l’incontro fortuito con il Capitano Steve Trevor e il suo salvataggio in mare. Quello che però salta all’occhio è finalmente un totale richiamo al fumetto che permea tutto il film, molto più marcato delle precedenti pellicole del DCEU. Ovvero, il riferimento è quello del post-Crisis: tutto ma proprio tutto è un omaggio a George Pérez, come c’è scritto in modo palese anche nei titoli di coda. Ed è questo lo spirito con cui godersi al cinema il film dedicato a Wonder Woman, gli appassionati vi riconosceranno parecchie citazioni alla leggendaria run creata dagli immortali disegni e dalla munifica penna di Pérez. Per il resto, Diana di Themyscira va vista per quello che è: la Dea salvifica e materna che comincia il suo percorso in mezzo all’Umanità (che sia americana non ha importanza – è un dettaglio che abbia fatto il suo ingresso durante la Prima Guerra Mondiale dalla parte dei giusti, infatti all’inizio ha molti dubbi) con un’ingenuità e una bontà disarmanti ma pronta a sfoderare tutta la violenza di cui è capace per difendere quei valori divini sbiaditi ma che, come ha spiegato in maniera esaustiva Di Nocera, hanno ripreso colore con Alan Moore prima, con George Pérez poi e con questo film ora.

Dan Cutali

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Batman Crime Solver compie 5 anni

Ed oggi 4 febbraio 2017 sono esattamente cinque anni. Il nostro blog celebra il suo quinto anno di nascita ed io desideravo ringraziare ancora una volta tutti voi lettori per questa gioia che condividiamo insieme ad ogni notizia o ad ogni scatto o filmato che posso proporvi tramite queste pagine o sui social di Facebook, Twitter Google Plus. Come ho già fatto a fine anno la mia gratitudine in particolare va anche a chi in maniera molto concreta e fattiva ci mette a disposizione il proprio tempo e la propria voglia di Cavaliere Oscuro. Quindi grazie ancora Marco “Spider-Ci” Novelli, che si occupa regolarmente di recensire le saghe fumettistiche (e non solo) più interessanti, allo scrittore Daniele Cutali, che ha realizzato due articoli molto interessanti: uno per quanto riguarda Batman v Superman: Dawn of Justice e un altro che riguarda le citazioni sul film Suicide Squad, a Roberto Pasquale Lestinci, che ci regala degli approfondimenti sui personaggi minori della DC Comics, come ad esempio Killer Moth e Flagello e grazie di cuore anche a Benedetta Benny del blog unreliableher un’appassionata di libri, fumetti e film che adora gli “eroi imperfetti” che ha redatto un paio di articoli molto interessanti come Batman Confidential: Hai capito i tuoi diritti? (Recensione) e Batman: un eroe imperfetto. Grazie anche al mio caro amico Mirko Giovannoni, grande esperto di Batman che si occupa della parte videoludica e dei fumetti. Ma nell’arco di questi lunghi cinque anni è stato nostro ospite anche il giornalista e saggista Andrea Guglielmino (Antropocinema la sua ultima fatica), con il suo pezzo BATMAN E IL CULTO DEI MORTI che ha riscosso molta curiosità da parte di tutti. A coronare il tutto in questi cinque anni, ci sono stati libri e cataloghi illustrati da fantastici disegnatori italiani e scatti, video e interviste “rubati” a tanti protagonisti del mondo di Batman e dintorni. Spero che i nostri sforzi per condividere insieme tutte le notizie e le recensioni continuino ad essere di vostro gradimento. Ancora grazie a tutti, vi abbraccio.

Il 2016 di Batman Crime Solver, tra news, recensioni e approfondimenti !

Il 2016 sta per chiudersi e come ogni fine anno è tempo di bilanci e ricordi.

E’ stato un anno pieno di sorprese fantastiche da parte di mamma DC Comics. Abbiamo iniziato nel mese di gennaio con il prequel del fumetto Batman v Superman e la locandina italiana del film. Nel frattempo il regista in erba Piero Castiglia ci ha rilasciato una intervista  per il suo interessante corto Batman Shadow of Darkness, realizzato interamente da cosplayer ed un eccellente cast di doppiatori. Il breve filmato ha poi visto l’uscita su youtube in data 24 Novembre 2016.

BvS_Locandina

Abbiamo volato su Metropolis e Gotham City  grazie ai filmati che la Turkish Airlines ci ha messo a disposizione, ricordando che non si tratta del primo “volo” di Batman.

DC Comics Art Academy in una successione di video tutorial durante le principali convention fumettistiche statunitensi, ha spiegato come raffigurare alcuni personaggi.

Il 23 Gennaio 2016 poi i due co-publisher della DC Comics, Jim Lee e Dan DiDio, hanno annunciato sui rispettivi account Twitter e Facebook  il nuovo progetto di riproposta per le principali testate della DC Comics. Rilancio che qui in Italia è programmato per il nuovo anno.

Dal suo account Twitter, il regista David Ayer ha postato un’immagine della statuetta di Harley Quinn interpretata da Margot Robbie nel film Suicide Squad. Mentre la Warner dal canto suo diffondeva il poster ufficiale e i character poster dei personaggi di Suicide Squad.

Suicide Squad - Il movie poster

Suicide Squad – Il movie poster

Ma le novità cinematografiche targate DC Comics sono tante anche per il prossimo anno, quindi appassionati di cinema preparate i popcorn, perché l’anno a venire si prefigura a dir poco caldo per quel che riguarda le pellicole in sala ! Se il 2016 è stato da tempo preannunciato come anno da record per i cinecomics, il 2017 promette ancora di più, in linea con lo spropositato quantitativo di sequel e storie inedite in uscita nelle sale. Proviamo a fare un rapido elenco….

The LEGO Movie (Phil Lord e Chris Miller, 2014) ha introdotto la versione a mattoncini assemblati di Batman, a cui Will Arnett ha prestato voce e personalità. Il giocattolo animato con le fattezze dell’affascinante eroe mascherato ha letteralmente rubato lo show a tutti gli altri personaggi, tanto che il prossimo film promette di fare un esplicito omaggio a tutti i ritratti di Batman, inscenati fino ad oggi. Il testimone della regia viene consegnato a Chris McKay per il nuovo film LEGO. Pertanto, il 2017 si preannuncia permeato anche da una vena di ilarità e animazione che non fan mai male.

Wonder Woman. Dopo tanti supereroi, ecco che finalmente farà capolino un’eroina alla quale armatura, forza ed epicità non mancheranno. La Warner Bros. sta pianificando l’uscita di Wonder Woman per l’estate 2017. L’attrice Gal Gadot sta lavorando sodo per poter dar forma alla celebre eroina amazzone, e ce la introdurrà già in Batman v. Superman: Dawn Of Justice, rubando la scena a due capisaldi del fumetto, entrati ormai a pieno titolo nel mondo del cinema e nell’immaginario collettivo. Lo standalone che le verrà dedicato farà, inoltre, da catalizzatore per un altro importantissimo film firmato dalla DC Comics, che uscirà due mesi più tardi …

Last but not least, probabilmente uno dei film più attesi dell’anno, e finalmente un debutto: sto parlando del cinecomic della Justice League Parte 1. Il fiore all’occhiello di questo 2017, la versione più oscura, grintosa ed eccitante dello squadrone di supereroi DC. Dopo la bruciante delusione dataci dalla cancellazione del film di George Miller, a poche settimane dall’inizio delle riprese nel 2008, è arrivato finalmente il tanto sospirato momento di vedere i nostri beniamini combattere fianco a fianco. Preparatevi ad affollare le sale e a lasciarvi condurre in un nuovo (super)universo, di cui finalmente Zack Snyder ci fornirà le chiavi d’ingresso.

La Warner Bros. intanto è al lavoro su altre idee ed in particolare anche su un film dedicato al personaggio di Booster Gold. Greg Belanti sceneggiatore, regista e produttore televisivo statunitense, collegato a diversi film della Warner Bros., tra cui anche Booster Gold, già nel mese di maggio ha confermato la notizia aggiungendo che lo scrittore e produttore Zack Stentz si sta occupando dello script.  Per qualsiasi altra informazione vi rimando al mio articolo che cercherò di mantenere sempre aggiornato. Fate clic qui.

Per quanto riguarda invece le serie tv apriamo una doverosa parentesi parlando dei serial CW dedicati ai personaggi DC Comics: Arrow, The Flash, Supergirl e DC’s Legends of Tomorrow. Nella nuova stagione televisiva americana mai come quest’anno i supereroi (e i comics in generale) hanno occupato ed occupano così tanto spazio in TV. Finalmente assistiamo al trasferimento dalle pagine dei comics al piccolo schermo, con ottimi risultati. Il concetto di continuity è caro ai lettori di comics da decenni ed è il modo con cui svariate serie nello stesso universo fumettistico vivono eventi che influenzano le altre, a volte facendo proseguire una storia da una serie all’altra.

DVD ed il Blu-ray Arrow – La Quarta Stagione Completa e di The Flash – La Seconda Stagione Completa

DVD ed il Blu-ray Arrow – La Quarta Stagione Completa e di The Flash – La Seconda Stagione Completa

Nelle ultime due stagioni Arrow e The Flash si sono incontrati in alcuni “crossover”, con una storia che iniziava in una puntata di una serie e continuava il giorno dopo nella puntata dell’altra. Quest’anno, con le stagioni iniziate nei primi di ottobre (in Italia iniziano il 3 gennaio), il grande salto: le quattro serie (Arrow, The Flash, DC’s Legends of Tomorrow e Supergirl) avranno un crossover che interesserà ognuna di esse!

E non è tutto, perché la stagione 2016/2017 avrà una trama che servirà da sottotraccia a tutte e quattro, con continue apparizioni di personaggi da una serie all’altra. Questa trama, che nascerà su The Flash, sarà ispirata dalla saga fumettistica Flashpoint e avrà senz’altro un effetto “lampante”…! Senza contare un possibile pilot di Krypton, (il cui progetto è in corso già dall’anno 2014) con David S. Goyer che insieme a Ian Goldberg sta sviluppando un concept per questa nuova intrigante serie.

Si preannuncia un 2017 davvero interessante. Numerosissime sono le novità: nuovi personaggi su tutti i fronti, da Kid Flash a Stargirl, dalla Justice Society of America a Miss Martian, fino a Superman e molto probabilmente anche Batman. Tanti sono stati gli articoli per mantenervi aggiornati su tutte queste novità.

Legends of Tomorrow

Legends of Tomorrow

E parlando di novità proposte dal nostro blog, dal mese di febbraio ha iniziato la sua collaborazione con noi l’ottimo Marco “Spider-Ci” Novelli, che si occupa in particolare di recensire le saghe fumettistiche (e non solo) più interessanti. Vi consiglio di andare nel campo di ricerca del Blog ed inserire la parola “recensione”, così potrete leggere con più facilità tutte le sue analisi sui fumetti e troverete anche altri pezzi di alcuni lettori, oltre agli altrettanto ottimi lavori di Daniele Cutali, che ha realizzato due articoli molto interessanti: uno per quanto riguarda Batman v Superman: Dawn of Justice e un altro che riguarda le citazioni sul film Suicide Squad. Al nome di Marco Novelli si unisce quello di Roberto Pasquale Lestinci, che ci regala degli approfondimenti sui personaggi minori della DC Comics, come ad esempio Killer Moth e Flagello. Ultima, ma non ultima, Benedetta Benny del blog unreliableher un’appassionata di libri, fumetti e film che adora gli “eroi imperfetti” che ha redatto una interessante recensione sul nostro blog.

Puntuali, come ogni volta che partecipiamo ad una mostra mercato del fumetto, raccogliamo per voi i saluti dei protagonisti (disegnatori, cosplayer, doppiatori, professionisti del Costuming e tanti altri). Tutti disponibili sul nostro canale dailymotion.

BvS

In contemporanea con l’uscita del film BvS e Suicide Squad, molti di voi hanno ritenuto meritevole partecipare con il proprio piccolo contributo al  Concept Artbook e al  Dead xx Squad  disegnato interamente da autori italiani di ottimo spessore, tra cui tanti professionisti che hanno illustrato con tavole esclusive per il blog, omaggiando i personaggi della DC Comics.

Il nostro blog ha avuto il piacere di omaggiare anche i cinquant’anni trascorsi dal primo film di Batman e soprattutto celebrare con un disegno esclusivo di Elena Ominetti l’anniversario di nascita del personaggio di Poison Ivy che quest’anno ha compiuto 50 anni.

Abbiamo visto poi il video del viaggio eseguito dalla Batmobile sul “Yavuz Sultan Selim” di Istanbul, il terzo ponte sul Bosforo ed il più largo al mondo tra quelli sospesi.

Il fan club dei Gotham Shadows, unici e veri professionisti italiani del Costuming dedicato al Cavaliere Oscuro, sono riusciti nell’impresa di affiancare anche quest’anno la Lion Comics durante Lucca Comics & Games, proponendo i loro fantastici costumi e delle bellissime coreografie e installazioni.

Come avete visto, tanti sono stati gli articoli che abbiamo dedicato a Batman e il suo mondo, ma tutto ciò che mi piace ricordare è che ogni pezzo è stato scritto per la diffusione e per confrontare i nostri pensieri su ogni opera che ci propone il mondo della DC Comics con i lettori. Senza l’apporto di voi che seguite il blog e di coloro che ci affiancano nelle varie iniziative, tutto questo non avrebbe avuto modo di esistere.

“Grazie” è una piccola parola, che racchiude tutto il mio pensiero di affetto e gratitudine per voi lettori di Batman Crime Solver. Passate una buona fine e un buon inizio d’anno, ovviamente sotto il segno del Cavaliere Oscuro ! 😉

Suicide Squad: riferimenti e citazioni

“Siamo fans DC Comics, con tutto quello che ne consegue”, lo scriveremo sempre prima di parlare di qualcosa che riguardi la casa editrice di Superman e Batman. Tempo fa, mettendo a tavolino quella che avrebbe dovuto essere la lunga timeline del nuovo universo DC al cinema, ovvero il DC Extended Universe (DCEU), appare a sorpresa un tassello dedicato a questo variegato gruppo di super-criminali. Alla regia il dinamico e cinematico David Ayer (Fast and Furious, S.W.A.T- Squadra speciale) il quale rende i protagonisti di un fumetto noto per lo più agli appassionati e agli addetti ai lavori, una specie di sporca dozzina come lo ha ribattezzato lo stesso Ayer. Ciò che appare molto evidente fin da subito è che nel film si respira un’aria di rivalutazione delle cultura pop, esagerata, teatrale, ostentata, pienamente esibizionista grazie alla presentazione dei personaggi con una scheda “colorata”, che richiama le schermate di scelta dei personaggi di alcuni videogiochi. Potremmo definirlo un film popcorn e a pensarci bene la parola si potrebbe anche scomporre, in quanto pop potrebbe essere inteso come pop art (la corrente artistica di metà XX secolo) e corn inteso come chicco di mais scoppiato. Guarda caso, il film è proprio scoppiettante in tutti sensi ovvero è una pellicola dalla trama molto semplice e lineare, un fumettone dai colori e profumi psichedelici (come ha già scritto qualcuno, a ragione, in altre riviste), ed è giusto che sia così. Divertente e godibile, uno spettacolo visivo, come i popcorn sono uno spettacolo soffice di sapore salato. Ed è una pellicola non esente da difetti proprio come i chicchi di mais saltati in padella, che quando becchi quelli non scoppiati ti fanno partire un dente. Tant’è.

Però non è una recensione che ci preme fare, non l’ennesima disamina di un film che per molti è stato fallimentare e inutile, nonostante gli incassi stellari. Ciò che ci ha soddisfatti di più nel film, al di là della trama scontata e di come sono stati caratterizzati superficialmente i protagonisti, non troppo tridimensionali al netto dei pesanti tagli che ha subito la pellicola, sono stati tutti i riferimenti ai fumetti della DC Comics e ai film precedenti. E prima che qualcuno alzi la mano, no: per noi non è poco, nonostante tutto. Durante la visione abbiamo colto molte citazioni e, in particolare, nei confronti di un’illustrazione di Alex Ross. Se volete sapere un po’ di più su cosa combina Deadshot durante la sua presentazione, vi consigliamo di leggere del boss Angelo “Killer” Mirti, guardia del corpo di Sofia Gigante dopo la morte del padre per mano di Due Facce. Angelo è un boss mafioso della famiglia Falcone che vive a Gotham City.

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Il grande John Ostrander, che amplificò in maniera geniale il mito di Martian Manhunter e dello Spettro in lunghe e profonde run con trame che intrecciavano il mistero con la religione, ha creato la Suicide Squad alla fine degli anni Ottanta sulle pagine dei fumetti della casa editrice di Burbank. Ebbene, al cinema abbiamo fatto un balzo sulla sedia quando, durante una ripresa a volo d’uccello, sulla fiancata di un grattacielo appare un’insegna con il suo nome.

Harley Quinn si presenta al pubblico in più riprese durante il film, prima come la psichiatra che ha in curo il Joker ad Arkham Asylum, la dottoressa Harleen Frances Quinzel; e poi come la pazza super-criminale Harley Quinn. Della sua presentazione si può mettere in risalto ogni aspetto, in quanto si fa riferimento sia alla versione fumettistica che a quella presa a piene mani da Batman: The Animated Series, i cartoni animati di inizio anni Novanta nei quali è stata creata da Paul Dini e Bruce Timm. Inoltre, sono state riscritte le origini del Joker e di Harley Quinn in modo cinematografico. I due insieme fanno un “romantico tuffo” (nel vero senso della parola) citando il film di Batman del 1989 diretto da Tim Burton, ma soprattutto ricordando il fumetto dell’ormai settantaseienne principe pagliaccio del crimine. Una gioia per gli occhi.

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Batman 1989 Jack Nicholson è Joker

Captain Boomerang in questa pellicola è rappresentato dall’incarnazione di “Digger” Harkness con la mise moderna, fatta da impermeabile di pelle nera e copricapo da portuale. Per chi ha ricordi della Silver Age, si dimentichi il completino azzurro e il cappellino da panettiere costellati da ricami a forma di boomerang che abbiamo imparato a conoscere a suo tempo (eoni fa, a dire il vero) sui fumetti di Flash. Qui è un delinquente di strada, un rude e rozzo australiano, amante del whisky e molto abile con l’arma di origine aborigena. Si sa, nei film c’è la tendenza a inventare personaggi nuovi dal punto di vista visivo o narrativo, anche se già noti, o collegarli alle ultime tendenze con le quali sono rappresentati negli altri media. Durante le presentazioni a “schede” che abbiamo citato in apertura, Boomerang fa la sua apparizione mentre viene catturato da Flash. Questo è un ottimo collante che ci porta direttamente alla prossima pellicola sulla Justice League (novembre 2017, segnatelo). Appare per la prima volta su schermo, dopo lo screenshot di qualche tempo fa, il velocista scarlatto con il suo costume-quasi-armatura che ha deluso molti. Be’, la cosa importante è che Boomerang sia stato giustamente collegato alla famigerata Rogue Gallery di Flash, perché lui è un nemico storico di Flash. Punto. Sarà da vedere come verranno sviluppate le vicende nel film a solo incentrato su Barry Allen, appunto. Captain Boomerang è molto legato ad un oggetto, non vi sveliamo cosa, che tiene stretto a se stesso tutto il tempo ma non ne viene spiegato il motivo. Ciò fa presupporre che potrebbero essere vere le voci insistenti secondo cui Warner Bros. starebbe pensando a due spin off di Suicide Squad con protagonisti Joker e Captain Boomerang.

Jai Courtney Capitan è Boomerang

Jai Courtney Capitan è Boomerang

Altro chiaro riferimento, cinematografico questa volta,  che si può già cogliere dal trailer è quando nella riunione segreta che si sta tenendo intorno ad un tavolo sentiamo dire: “Signori, signore, pensate se Superman, decidesse di planare giù, scoperchiare la Casa Bianca…”…a  qualcuno non è venuto in mente il film di Superman del 1978? E infine, la scena post-titoli di coda. È sempre stata abitudine della concorrenza Marvel, e quando anche mamma Warner lo fa potrebbe sembrare un rincorrersi bello e buono. Può anche essere, ma è anche vero che ci sta tutta. In effetti, guardando il trailer del prossimo film sulla Justice League ci si domanda come faccia Bruce Wayne a rintracciare tutti i metaumani sparsi sul pianeta, anche se lui dovrebbe essere il più grande detective del mondo e abbia l’aiuto di Wonder Gal Gadot. Be’, una fortissima spintarella gliela dà proprio la signora Amanda Waller che ha voluto fortemente questo scalcagnato gruppo di super-criminali per il lavoro sporco.

Daniele Cutali & Stefano Avvisati

Batman v Superman: Dawn of Justice – Recensione di Daniele Cutali

Tra i tanti e diversi incontri fatti sia sul web, che di persona, mi è capitato di conoscere Daniele Cutali. Un fan DC, come noi, che ha scritto una recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice. Mi faceva piacere condividerla con voi anche per poter discutere sul film, che ormai avremmo visto tutti, o quasi. Annovero questa recensione nella sezione “Le vostre esperienze”.

Batman v Superman - La prima locandina per i cinema italiani

Batman v Superman – La prima locandina per i cinema italiani

Sono un fan, con tutto quello che ne consegue. Lo sanno tutti, chi mi conosce e ormai anche chi no. L’ho dichiarato da più parti, seguo con amore sconsiderato la DC Comics dal lontanissimo periodo 1976-1978, quando da bambino sfogliavo gli albi di Superman, Batman e Flash dell’Editrice Cenisio. Sognavo mantelli rossi, super-velocità scarlatte e investigazioni cupe dalle orecchie a punta. Poi venne tutto il resto, nei secoli dopo, anche gli albi originali americani d’importazione. Quindi sarà dura essere obiettivo con questo film, per motivi affettivi di lunga lunghissima data. Come premessa ci tengo a dire che, a parte le avventure in singolo di Supes e Bats che si sono susseguite negli anni, finora un team-up del genere noi appassionati ce lo saremmo soltanto sognato. Allora, finalmente è stato prodotto un capolavoro targato DC Comics? No, ma è un gran bel film con qualche perplessità, che lascia alcune domande esistenziali per chi conosce i personaggi come le proprie tasche.

Tanti, forse troppi, puntano il dito su Zack Snyder come sugli sceneggiatori Chris Terrio e David S. Goyer, quest’ultimo autore dei soggetti per la trilogia del Batman di Nolan, completamente fuori continuity ma mica pizza e fichi, e di quel gioiello che è Da Vinci’s Demons. Di Snyder ne criticano la regia , il montaggio, un po’ tutto, e non ne comprendo la ragione. Sarò un fan cieco? No, non credo. Personalmente, il discorso dal punto di vista supereroistico con Snyder, poteva già essere chiuso in positivo con Watchmen (Sucker Punch e 300 esulano da tutine attillate e mantelli, anche se il secondo è tratto da un graphic novel dell’immenso Frank Miller). Ma invece ha proseguito sulla strada della profondità di significato, lasciando le allegre sdrammatizzazioni alla concorrenza, dove si è in vena di scherzare anche quando il mondo sta implodendo su se stesso. Legittime differenze di vedute. Snyder invece sa interpretare la quintessenza dell’azione sul grande schermo come pure le implicazioni filosofiche che i protagonisti trasudano da ogni poro del costume. Certo, non lo fa alla perfezione e la causa va ricercata nel troppo materiale a disposizione, al doverlo comprimere in già due ore e mezza di film. Il messaggio però, arriva dritto come un missile. Lo fa soprattutto con Watchmen e con questo Dawn of Justice, ponte per i film corali sulla Justice League.

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La domanda che sta alla base di questo film cupo, oscuro, arrabbiato e crudele, è: ma se Superman per qualsiasi ragione impazzisse o qualcuno potesse controllarne la mente, chi potrebbe fermare un alieno con i poteri di un dio? E lasciate da parte Thor, per favore. C’è da dire che effettivamente, è una domanda davvero lecita. La risposta va cercata in Batman, il cui dubbio diventa tarlo e poi ossessione. Da come comincia, infatti, potrebbe sembrare un film di Batman. Invece, è un film “con” Batman, è diverso. Perché il Cavaliere Oscuro interpretato da Ben Affleck, purtroppo sempre plastico nelle sue espressioni inesistenti, è incazzato nero per la distruzione e i morti che a suo tempo la lotta tra il Generale Zod e Superman hanno causato a Metropolis e dintorni. Ovvio che in queste scene si sprecano le reminiscenze nei confronti dell’11 Settembre, ormai incubo di tutti gli sceneggiatori americani, tra macerie, calcinacci e nuvoloni di polvere di cemento. Quello di Affleck è un Batman sulla quarantina, appesantito da vent’anni di lavoro da vigilante nella confinante Gotham City. Primo appunto: nelle scene dedicate a Batman e Gotham manca il Commissario Jim Gordon, da sempre pedina fondamentale del pipistrello. Come già detto, però non è un film di Batman. E nonostante l’inespressività e lo sguardo vuoto, Affleck è un buon interprete del Cavaliere Oscuro. Per delinearlo psicologicamente e fisicamente, Snyder, Terrio e Goyer hanno preso a piene mani dal capolavoro The Dark Knight Returns di Frank Miller, anche il costume.

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Superman balza al centro delle cronache perché non viene più visto come l’eroe salvatore del mondo ma appunto come una macchina di distruzione. E qui entra in scena Lex Luthor, la classica nemesi di Superman, ma trasformato in un personaggio molto strano per il canone fumettistico. A metà tra una checca isterica e il Joker di Heath Ledger, un folle oltre ogni limite, almeno a me è parso così – sarà stato un omaggio da parte di Snyder? –Jesse Eisenberg interpreta il deux ex-machina malvagio che allerta il governo sul pericolo di avere un super-alieno davvero in grado di distruggere il pianeta, se solo volesse. Da qui in poi lo svolgersi della trama, o dei vari plot, perché ce ne sono parecchi, avviene tutto in super-velocità. Le citazioni fumettistiche sono innumerevoli, a cominciare dai flashback e i flashforward di Bruce Wayne. Per non rovinare la sorpresa, parlo soltanto di una premonizione di Batman nella quale avviene proprio ciò di cui ha più timore: un Superman diventato cattivo forse per mano di… un’enorme Omega disegnata sul terreno in mezzo alle rovine di Metropolis dovrebbe far riflettere ed essere foriera di un oscuro presagio su chi sarà il super-villain del prossimo film sulla Justice League. Probabile che moltissime altre citazioni vadano perdute per chi non ha seguito la serialità e i graphic novel della DC Comics.

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Snyder è stato accusato di aver montato il film in modo troppo frenetico, senza linearità e continuità tra le varie sequenze infilate una dietro l’altra ad alta compressione, per narrare e far vedere troppe cose. Sì, in effetti c’è tanto, troppo materiale sullo schermo, come già dicevo. Ma io trovo che sia proprio questa la forza del film. Chi si è lamentato quando fu pubblicata Crisis on infinite Earths, il maxi-crossover che nel 1985 cambiò per sempre la storia della DC Comics? Penso pochi. Ecco io credo che lo spirito e il senso sia quello, premonizioni-cambi inquadratura-personaggi in quantità-cambi scena. Viene fuori tutto ciò che ci si aspetta dalla storia di icone pop quali sono Superman e Batman. E vogliamo parlare della terza icona che da sempre forma la Trinità DC Comics? Non sapevo cosa attendermi dalla modella israeliana Gal Gadot, interprete di Diana Prince/Wonder Woman. Nell’immaginario popolare è ancora ben viva la figura di Lynda Carter in short stellati e coroncina dorata, la Wonder Woman dai tratti tipicamente caucasici statunitensi e gli occhioni azzurri della serie televisiva della seconda metà degli anni ’70, che fece innamorare più di un adolescente appassionato e non di fumetti. Ma in quel periodo non era ancora stata riscritta la storia dell’Amazzone. Appunto, amazzone. Greca fino al midollo, dell’Isola Themyscira e che ha combattutto contro il dio Ares. Questa è la storia riscritta subito dopo Crisis on infinite Earths dal mitico George Peréz. E allora Gal Gadot è lei. A parte la bellezza mediterranea mozzafiato e i lineamenti vagamente somiglianti a quelli di Natalie Portman, la Wonder Woman di Gal Gadot è una guerriera coi controcazzi! E tante scene con lei protagonista sono riprese dal suo fumetto seriale, proprio quello di Peréz.

Wonder Woman Gal Gadot

Wonder Woman Gal Gadot

Dawn of Justice è un film dai colori scuri, quasi senza speranza, non per bambini ma per quei bambini ancora vivi dentro gli adulti che hanno centinaia di albi DC Comics in casa (o in cantina, come me). La solarità dei film che l’hanno preceduto è stata spazzata via per rendere umano un personaggio come Superman, assurto a falso Dio ma pieno di punti deboli nonostante l’invulnerabilità, che quando anche il Governo della nazione che protegge non si fida di lui, non sa più che fare. Soltanto l’amore per Lois e per sua madre gli fanno trovare la via. Questo è il senso di un fumettone con sotto sotto radici filosofiche che affondano nel cammino messianico dell’eroe, anzi del supereroe, fino all’estremo sacrificio per l’Umanità tutta. Non solo per l’America, questo Snyder e soci lo fanno ripetere più volte e meno male aggiungo io. Fine del supereroismo americanocentrico.

Ed ecco il secondo appunto, che mi ha fatto notare un caro amico, lui marveliano. Zack, Zack, come è possibile che a causa soltanto di un nome in comune tra i due rivali, che si sfracellano di botte a colpi di vista a raggi infrarossi, armatura e lancia di kryptonite, nel giro di mezzo secondo diventino alleati, amici, uniti per la vita contro il nemico in comune, umano e mostro? Misteri dei cinecomics con tanto di battuta. Adesso cominciamo il conto alla rovescia per Suicide Squad e poi per il film a solo di Wonder Woman e la prima parte di quello sulla Justice League nel 2017. Il DC Universe è finalmente arrivato al cinema!

Daniele Cutali