David Goyer su: Superman, Batman, Justice League e Dc Comics

David S. Goyer a  Roma Fiction Fest 2012

David S. Goyer a Roma Fiction Fest 2012

In una lunga intervista, David Samuel Goyer (già ospite video e fotografico del nostro blog) è tornato a parlare dei film della Dc Comics che sta contribuendo a realizzare.
Il team dietro a L’Uomo D’Acciaio è sotto pressione visto tutto l’hype generato in questi mesi?
Si, c’è molta pressione a riguardo. La Warner Bros. soprattutto perché non solo riguarda il futuro di Superman al cinema, ma di tutti i supereroi Dc al cinema. E più importante io, Zack, Henry… abbiamo tutti cercato di dare alla gente il film di Superman che meritano. Il tipo di film di Superman che ho sempre sognato di fare da quando ho visto il primo diretto da Richard Donner. Spero che alla gente piaccia quanto ci sia piaciuto a noi. Toccando ferro…
Com è stato lavorare con Christopher Nolan e quanto questo influirà sul tuo futuro?
Lavorare con Chris è stata una delle esperienze migliori della mia vita. Ma anche difficilissimo. […] Ho imparato molto da lui. Credo mi abbia aiutato a crescere sia come sceneggiatore che regista. E amerei lavorare con lui ancora una volta. […]
Chi vincerebbe in un combattimento tra Batman e Blade?
Batman prenderebbe seriamente a calci Blade! Voglio dire, andiamo! Con qualche pianificazione iniziale, riuscirebbe a battere anche Superman!
Pensi che il tono nei cinefumetti sia cambiato? E se si, è un bene o un male?
Si, e credo che siano cambiati a causa dei fumetti. E credo sia un bene. […] Voglio pensare che Blade e Batman Begins abbiano aiutato molto a cambiare il tono dei film. […]
Quale personaggio della Dc vorresti realizzare?
Wonder Woman sarebbe fica.
Perché credi che non ci sia ancora un film su Wonder Woman in giro? E chi vorresti che la interpretasse?
Penso che Wonder Woman sia difficile da adattare. Più difficile di Superman, che è più difficile di Batman. E poi molti ad Hollywood credono che sia difficile fare un film d’azione di successo con protagonista una donna. Non sono d’accordo. Spero che quest’idea cambi nei prossimi anni. Su chi possa interpretarla… non lo so, veramente.
Come avete pianificato la trilogia de Il Cavaliere Oscuro sin dall’inizio?
Abbiano fatto un film alla volta. E’ cosi che lavora Chris. Quando abbiamo fatto Batman Begins non sapevamo se avrebbe avuto successo o meno. E dopo Il Cavaliere Oscuro, con la morte di Heath e tutte le altre cose, non sapevamo se ne avremmo realizzato un terzo. Abbiamo speso molto tempo a pensare ad un’idea che giustificasse un terzo film.
Chi ha ideato la frase ‘o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo’? E come siete venuti fuori con l’idea cinematografica di Joker e Bane?
Non so chi ha scritto quella frase, non lo ricordo. E’ passato troppo tempo! Per quanto riguarda Joker, lui era già perfetto. Ma Bane è stato difficile da ideare. Nei fumetti è fantastico, ma il suo costume è ridicolo! Ma adoro come Chris abbia reinventato il tutto, francamente è più spaventoso di quanto avessi mai immaginato!
Ai tempi di Batman Begins hai suggerito Jake Gyllenhaal per il ruolo. Ora, dopo la trilogia, chi pensi possa prendere il posto di Christian Bale?
E’ una domanda difficile da rispondere! E’ difficile pensare ad un Batman diverso da Bale al momento. Ha interpretato quel ruolo con cosi tanta connvizione e integrità!
Quali sono state le tue ispirazioni per L’Uomo D’Acciaio?
Krypton di Byrne mi ha influenzato molto ma non è stato l’unico. Anche la roba di Alan Moore. All Star Superman. La roba di Geoff Johns. Anche quella vecchia di Curt Swan.
Come realizzerebbe David S. Goyer ‘Lanterna Verde’?
Meglio.
Sarà possibile avere realmente un film sulla Justice League?
Per avere la Justice League, L’Uomo D’Acciaio deve avere successo al botteghino. E’ tutto nelle vostre mani, ragazzi, e di altre 80 milioni di persone!

Autografo di David S. Goyer sul libro The Secret Files

FONTE:
http://www.comicbookmovie.com/

Quattro chiacchiere con Christopher Nolan

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Mercoledì 28 novembre 2012, di sera, al Walter Reade Theater del Lincoln Center di New York, la Film Society ha tenuto l’incontro ‘A Evening with Christopher Nolan‘. Durante la serata il regista e il moderatore Scott Fundas hanno ripercorso la storia del personaggio di Batman, nella trilogia creata da Nolan, che ha permesso di togliere dal ghetto, i film tratti dai fumetti.

Non sono un grande appassionato di fumetti. Non ho mai preteso di esserlo. È molto pericoloso far finta di essere un fan dei fumetti. Ti riconoscono molto velocemente… Ma quello che ho visto è stato molto chiaro, un divario identificabile nella storia del cinema”.

Sebbene abbia conosciuto il personaggio di Batman a cinque anni, con la serie televisiva interpretata negli anni sessanta da Adam West, Nolan è sempre rimasto affascinato dalla sensazione che le storie narrate nei fumetti fossero ambientate in un mondo reale.

Se si guarda a quello che Tim Burton ha realizzato, ha creato un mondo molto specifico in cui ha inserito Batman. Quello che ho sentito di non aver visto, è quello che ho percepito dalla lettura dei fumetti, un mondo ordinario in cui tutti possiamo camminare”.

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La sua trilogia di Batman è stata inoltre fortemente influenzata da Bond, spiega il regista. La spia che mi amava ha influenzato Nolan nella sua concezione della portata e della scala di un film, mentre dai film di 007 degli anni sessanta, il regista ha ripreso una tematica che è stata inserita in tutti e tre i film della sua trilogia: ricreare le paure della gente, con il terrorismo, simboleggiato da Ra’s al Ghul in Batman Begins, il Joker in Il cavaliere oscuro e da Bane in Il cavaliere oscuro – Il Ritorno.

È interessante notare che i film di James Bond, negli anni ’60, erano principalmente sulla Guerra Fredda. Hanno introdotto molto specificatamente la minaccia del terrorismo nucleare per la prima volta nei film ed erano molto più vicini di quanto si creda, in termini di cultura pop, a quello che la gente temeva in quel momento. E credo che una delle cose interessanti in un film d’azione ambientato in una grande città americana dopo l’11 settembre, se si è onesti per quel che riguarda le nostre paure e quello che potrebbe minacciare questa grande città, allora dobbiamo pensare al terrorismo e a come possa essere presentato nell’universo di Batman. E penso che l’abbiamo affrontato con molta sincerità”.

Chi ha letto le dichiarazioni di Sam Mendes, ricorderà che il regista aveva ammesso di essersi ispirato al Cavaliere oscuro per realizzare Skyfall. Parlando del suo processo lavorativo, Nolan ha spiegato perché in Batman Begins, Batman non viene mai mostrato chiaramente:

Se fosse arrivato completamente formato in un mondo normale, non un mondo come quello di Tim Burton, con le orecchie e il mantello, sarebbe ridicolo. Quindi la soluzione era quella di riuscire a vedere il simbolismo, perché sta facendo questo, e cercare di coinvolgere il pubblico nel processo mentale che cerca di capire come riuscirà a far spaventare i criminali. È uno dei motivi per cui in Batman Begins non mostriamo mai chiaramente Batman. Lo mostriamo come uno spettro terrificante”.

Per poter convincere lo studio a far entrare Batman a quasi un’ora dall’inizio del film, Nolan assieme a un assistente, è andato a visionare tutti i più importanti blockbuster per segnarsi quando l’evento principale della storia occorre nel film. Ha cominciato così a dissezionare questo tipo di pellicole, a cui non aveva mai lavorato prima, per capire come funzionavano e per aiutare David Goyer e ideare la sceneggiatura. Sebbene Nolan ammiri la versione gotica di Gotham ideata da Tim Burton, un grande spunto per ideare i suoi film lo ha ricevuto dal Superman di Richard Donner. Come in Superman, Nolan voleva assumere degli attori iconici in piccoli ruoli.

Ho riguardato il Superman di Richard Donner, dove ha assunto Marlon Brando e Glenn Ford e Ned Beatty. Tutti questi personaggi sono stati interpretati da queste star terrificanti. Così abbiamo scelto di procedere con questo tipo di casting”.

Ha poi aggiunto di aver concepito Batman Begins come un film d’azione, non sui supereroi, una scelta che spiega perché il personaggio ha i piedi così saldamente per terra.

Quando la discussione si è spostata su Il cavaliere oscuro, Nolan ha confessato che aveva incontrato Heath Ledger quando stava facendo il casting di Batman. L’attore aveva educatamente spiegato al regista, perché non avrebbe mai partecipato a un film basato sui fumetti. Quando i due si sono incontrati di nuovo, questa volta per il ruolo del Joker, Ledger era interessato al progetto.

Gli avevo spiegato quello che volevo fare con Batman Begins, e penso che forse ha pensato che ero riuscito a farcela”, spiega il regista. E sebbene il fratello Jonathan stava ancora lavorando alla sceneggiatura, i due Nolan sapevano già come avrebbero voluto il personaggio, e questa volta sono riusciti a convincere Ledger a partecipare al film.

Non gli piaceva lavorare troppo. Gli piaceva fare un personaggio e poi smettere di lavorarci per un tempo sufficiente fino a quando non avesse nuovamente fame [per quel ruolo]. E questo è quello che è successo quando è entrato, era davvero pronto a fare una cosa del genere”.

E mentre la sceneggiatura veniva portata a termine, Ledger ha passato mesi e mesi a pensare al personaggio, prendendo spunto dal romanzo di Arancia meccanica, e dai dipinti di Francis Bacon, alcuni dei materiali di riferimento che gli aveva mandato il regista. Ma il vero lavoro è cominciato quando Ledger ha dovuto costruire il personaggio, basandosi sullo script.

Come molti artisti, coglie qualcosa all’improvviso. Così non puoi sederti e dire, ‘Va bene, adesso farai il Joker. Mi farai vedere come sarà’. Dovevi dire: ‘Leggiamo questa scena. Non recitare, basta leggere’. E lui si sedeva con Christian e c’era una frase o due in cui la sua voce era un po ‘diversa, in cui gettava un po’ una risata. E poi quando filmavamo i test dei capelli e il trucco e provavamo aspetti diversi, lì ha cominciato a muoversi. Avevamo questi coltelli di gomma e li ha scelti come arma ed ha esplorato il movimento del personaggio. Non stavamo registrando il suono, così si sentiva in grado di poter iniziare a parlare e a mostrare qualcosa di ciò che stava per fare. E in questo modo, è come se avesse preso all’improvviso il personaggio”.

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La voce del Joker ha preoccupato Nolan all’inizio, a causa del suo strano cambiamento di tonalità.

Tutto questo era basato sulla tecnica Alexander, dove, se usi una nota alta, dopo sei in grado di usare una due ottave più bassa. È un modo per abbassare la voce. Quindi hai questo personaggio che non capivi mai bene, quale direzione avrebbe preso il tono della sua voce. Proprio come nei suoi movimenti fisici – non sai come ha intenzione di muoversi, è sempre una sorpresa – anche il tono reale della sua voce era sempre una sorpresa. A volte era incredibilmente bassa e minacciosa e altre volte era in un certo senso leggera”.

La prima scena è stata girata con il Joker, era il prologo girato in IMAX, dove Ledger indossa per quasi tutto il tempo una maschera e parla pochissimo. Quando il Joker si toglie per la prima volta la maschera, la sua faccia era andata fuori focus, a causa della poca praticità con queste cineprese di Nolan. Il regista ha dovuto richiamare Ledger per un reshoot. L’attore era preoccupato che qualcosa fosse andato storto con la performance che aveva ideato, ma Nolan ha cercato di convincerlo che si trattava di un semplice problema tecnico.

Era fantastico, ma quando abbiamo guardato i giornalieri era leggermente fuori fuoco. Così ho chiesto delle nuove riprese ed ho ricevuto questa atterrita telefonata da Heath che diceva ‘Cosa ho fatto?’ Era la prima volta che ci aveva mostrato la voce e il personaggio [per davvero] e volevamo rifarla! [Ride]. Ma gli ho detto ‘No, no, è grandiosa’, ma non mi ha mai completamente creduto”.

Alla fine una volta tornato alla sala di montaggio, Nolan ha deciso di utilizzare la scena fuori fuoco.

Era magica. Era così. E penso che una parte di lui sapeva che non poteva riprodurla perché si era così immedesimato”.

Prima di finire questa chiacchierata, è stato chiesto a Nolan di parlare dell’Uomo d’Acciaio: “La produzione è molto più facile della regia. La sto facendo mentre parliamo”, scherza il regista. “Penso che sia eccezionale. È qualcosa che non ho mai visto prima, è una versione molto particolare e nuova su Superman. Penso che le persone verranno conquistate, ma non uscirà fino alla prossima estate. Ci sono molte cose da finire, ci sono diverse cose molto complesse in corso. Penso che sarà molto divertente”.

Testo di Marlen Vazzoler e Fonti HitFix, The Playlist, awardsdaily

Batman Crime Solver: Speciale Roma Fiction Fest 2012

Dal 30 Settembre al 5 Ottobre a Roma, presso l’auditorium parco della musica, si sta tenendo la manifestazione Fiction Fest 2012 organizzata dalla Regione Lazio, in collaborazione con APT, Sviluppo Lazio e Camera di Commercio di Roma.
Batman Crime Solver, anche in questa occasione non poteva mancare per far vivere a tutti i lettori del blog una Bat-esperienza, come pochi altri possono regalarvi. Nella giornata di ieri (domenica 30 settembre) si sono alternati sul palco e sul “Pink Carpet”: Capitan Kuk, Pocoyo, il Piccolo Principe, Geronimo Stilton, Pikachu, le Winx, Ben 10 e i Gormiti. Si e’ potuto assistere alle anteprime dei loro cartoni, giocare con i tanti laboratori creativi, e farsi fotografare con gli eroi preferiti. Ma oggi, lunedì 1 ottobre 2012, abbiamo avuto l’occasione di assistere, nella sala Petrassi dell’auditorium, alla conferenza stampa di David S. Goyer, per la presentazione di una sua nuova produzione. Infatti, per la BBC Worldwide Production per Starz, Gran Bretagna/Stati Uniti, (2013) David Goyer (autore di Batman Begins, Il cavaliere Oscuro e Il cavaliere oscuro – Il ritorno) ha incontrato il pubblico, presentando la sua nuova serie “Da Vinci’s Demons” mostrando in anteprima mondiale alcuni minuti di footage inedito. Inoltre, il gentilissimo mr. Goyer, si e’ concesso a tutti i fans per autografi e foto ricordo.
Pubblichiamo quanto siamo riusciti a riprendere dell’intervista con mr. Goyer. Una parte sara’ in completa versione originale, mentre un’altra avra’ il doppio audio, quindi sentirete la traduzione simultanea.

 

Riassumendo, il moderatore, Mario Sesti, ha posto almeno un paio di domande interessanti per noi fans di Batman:

Domanda:”Lei è molto bravo a fare due cose: creare storie fantastiche e completamente originali, ricche di aspetti soprannaturali o fantasy, oppure prendere storie altrui (in particolare i fumetti) e reinventarle in maniera altrettanto originale. Sappiamo che sta lavorando a un nuovo grande progetto su un supereroe DC Comics. Quali aspetti comuni ad altri suoi lavori farà emergere in questo film?”

D.Goyer: “Stiamo parlando dell’Uomo d’Acciaio, vero? Il lavoro che abbiamo fatto io e Christopher Nolan è stato cercare di portare lo stesso naturalismo della trilogia di Batman. Il nostro è sempre stato un approccio naturalista, realistico, cerchiamo sempre di immaginare queste storie come se potessero accadere nello stesso mondo in cui viviamo. Non è una cosa facile con Superman, e ciò non significa per forza che sarà un film dark, ma nel lavorare a questo reboot stiamo pensando a cosa potrebbe succedere se una storia come questa avvenisse davvero. Come reagirebbe la gente comune? Quali ripercussioni ci sarebbero? Quello che piace fare a me sono storie ambientate in “generi”, pezzi di “genere”, che tuttavia non siano dei cartoon, dei fumetti. Ho fatto la stessa cosa con Da Vinci’s Demons, e farò lo stesso con L’Uomo d’Acciaio”.

Inutile dire che siano state poste anche alcune domande sulla trilogia di Batman. Goyer ha confermato di essere sicuro che la Warner Bros. continuerà la saga di Batman nel futuro, ma che per quanto riguarda lui e Nolan il lavoro è definitivamente finito.

Come abbiamo anche ascoltato, Goyer ha anche risposto a una domanda sull’aspetto più “politico” del Cavaliere Oscuro – il Ritorno, del quale qui in italia si è particolarmente dibattuto, ovvero sul fatto che il film possa avere riferimenti al movimento Occupy e spalleggi in qualche modo la repressione di ciò che possono essere le ribellioni degli “indignati”. Questa la sua riflessione:

D. Goyer: “Diciamo che ogni volta che lavoro su un pezzo di fiction, che sia Superman, Call of Duty, Da Vinci, cerco di capire quali problematiche sono in corso nel Mondo, e cerco di ricollergarmici, in modo da rendere più attuale il mio progetto. Detto questo, quando abbiamo scritto Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno il movimento Occupy non c’era ancora stato. Diciamo che abbiamo “presagito” che ci sarebbe stato molto scontento popolare, e abbiamo pensato che sarebbe stata una bella opportunità per generare ulteriori riflessioni legate a questa storia. Lavorare su elementi rilevanti dal punto di vista sociale non può che rendere il tutto più interessante”.

In attesa di aprile (data in cui presumibilmente riusciremo a vedere la sua nuova produzione, fan di David S. Goyer commentate questo breve articolo. E poi rimanete sintonizzati su Batman Crime Solver per tutte le altre bat-news, con l’approssimarsi di Lucca Comics and Games! 🙂

Immediatamente dopo terminata la conferenza di mr. Goyer, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare uno degli attori/doppiatori italiani piu’ conosciuti soprattutto nell’ambito dei cartoni animati: Ivo De Palma, che era presente per la maratona “SAINT SEIYA HADES CHAPTER – ELYSION (I cavalieri dello Zodiaco) (Toei Animation, in onda in Italia su Italia1). Infatti, e’ la voce italiana di Pegasus, dialoghista e direttore del doppiaggio della Saga di Hades.
Per questa sua partecipazione straordinaria Ivo ci ha concesso un video-saluto, visto che, proprio nella serie Batman The Animatede Series, lui ha doppiato lo Spaventapasseri (o Spauracchio, in originale Scarecrow).

A voi il suo saluto: