La scommessa della Warner Bros per competere con la Marvel Cimematic Universe

Il casting di personaggi di fumetti è sempre un enorme potenziale bersaglio di contraccolpi da parte di fan che venerano il materiale originale a fumetti. Ancora di più per Batman, che nel corso dei suoi 80 anni di storia ha assunto molte maschere e personaggi. Per il casting rubacuori Robert Pattinson, famigerato come Edward Cullen di Twilight, non è diverso. Il nuovo Batman sta già attirando la sua giusta dose di attenzione negativa.

The Batman Robert Pattinson-Batsuit Screen Tests

La cosa interessante è che questo è esattamente il modo in cui i fan hanno reagito a un altro ex rubacuori, Heath Ledger, quando è stato scelto come Joker per la trilogia di Dark Knight di Christopher Nolan.

E come tutti sappiamo, ha finito per dare l’interpretazione di una vita, ridefinendo per sempre i cattivi dei fumetti sul grande schermo. Se ci dimentichiamo di Edward Cullen per un momento, possiamo vedere come Pattinson si è comportato bene in molti ruoli importanti come Cedric Diggory di Harry Potter (2005), Jacob Jankowski di  Come l’acqua per gli elefanti (2001) e Eric Packer di Cosmopolis (2012). Pattinson ha mostrato la sua vasta gamma di interpretazioni, quindi non sarebbe sorprendente se si adattasse bene al ruolo. Quello che resta da vedere è come il nuovo regista, Matt Reeves, gestirà il prossimo passo per il franchise di Batman.

Per molto tempo, DCEU ha faticato a imitare il successo del suo più grande rivale: il Marvel Cinematic Universe. Rispetto ai 22 film della Marvel, la WB dal 2013 ne ha pubblicati solo sette, incluso il recente Shazam! Dopo pesanti critiche ai primi film del DCEU come Suicide Squad, la WB ha deciso di fare un passo indietro e trovare una soluzione.

A differenza della Marvel che ha diretto i suoi film nello stesso universo la WB ha preso una strada diversa. Infatti, sebbene tutti i suoi film facciano ancora parte dello stesso DCEU, questo non è l’obiettivo. Pertanto WB marca ogni character del DCEU attraverso i propri registi stilisticamente unici. Ad esempio, mentre Man of Steel di Zack Snyder, Batman v Superman e Justice League erano tutti tematicamente cupi e dipinti con colori tenui, Wonder Woman di Patty Jenkins e Aquaman di James Wan hanno avuto un approccio più giocoso. Questo a sua volta ha portato a tre dei suoi film solisti (Wonder Woman, Aquaman, Shazam!) Alcuni tra i film DCEU meglio recensiti di tutti i tempi.

La WB non è la prima azienda a saltare sul carro dei fumetti. Funko, ad esempio, uno dei più importanti venditori di giocattoli con cultura pop con licenza, si affida al successo di Marvel e di altri marchi per generare entrate. Ad esempio, Funko ha recentemente rilasciato la sua collezione Endgame Pop, per proseguire il trend-hype di Avengers: Endgame, soprattutto perché si è rivelato essere uno dei film più venduti di tutti i tempi. A volte, il prodotto non deve nemmeno essere ufficiale per attirare molta attenzione. Il titolo slot online Thunderstruck su Sandlot Games è chiaramente ispirato al Marvel Avenger, Thor. Sebbene il dio del tuono non sia direttamente referenziato nel gioco, il suo uso di immagini come l’elmo norvegese alato, il possente martello ei lunghi capelli biondi fluenti ricordano senza dubbio Thor come raffigurato nei film Marvel. Questi esempi illustrano la forte influenza di MCU in molte opportunità di franchising. E forse un giorno, DCEU potrà realizzare la stessa cosa.

Anche, a quanto pare, il nuovo film della Warner Bros ispirato a Joker sarà incentrato su una storia totalmente nuova. Infatti, il regista Todd Phillips, ha dichiarato che la nuova pellicola non sarà basata sulle vicende narrate nel fumetto. Queste le parole di Phillips rilasciate nel corso di un’intervista:
“Non ci siamo ispirati per niente ai fumetti, e questo potrebbe far arrabbiare più di una persona. Abbiamo scritto la nostra versione di come potrebbe essere un tizio come il Joker. È questo che mi interessava. Non ci stiamo nemmeno occupando di Joker, ma della storia di come sia diventato Joker. Riguarda questo uomo”.
Dunque, le nuove vicende del personaggio di Joker, interpretato da Joaquin Phoenix, saranno tutte da scoprire ma secondo il regista questa decisione potrebbe non essere accettata da tutti, infatti avrebbe affermato che “il film farà arrabbiare i fan“. Sarà veramente così? È tutto da vedere. Le riprese della nuova pellicola sono terminate nel dicembre dell’anno scorso e nel cast vedremo Douglas Hodge che interpreterà Alfred Pennyworth e Dante Pereira-Olson che vestirà i panni di Bruce Wayne.
In oltre ci saranno Brett Cullen che interpreterà Thomas, il padre Batman, e Zazie Beetz che vestirà i panni di Sophie Dumond. Faranno parte del cast anche Marc Maron, Frances Conroy e Robert De Niro. La sceneggiatura del nuovo film ispirato al cattivo di Gotham City è stata scritta da Todd Phillips insieme a Scott Silver. La pellicola di Joker uscirà nelle sale cinematografiche statunitensi nel mese di ottobre 2019.

I cast e i registi recenti del DCEU potrebbero essere ciò di cui la WB ha bisogno per differenziarsi dalla MCU. Fintanto che la stessa Warner si concentrerà sui propri personaggi anziché sulla competizione, forse in futuro, le cose potrebbero migliorare per gli eroi del DCEU.

California, al via il San Diego Comic-Con…nel frattempo, agli Eisner Award

Alla convention, in programma dal 20 al 23 luglio, i volti più amati di cinema e tv sveleranno scene inedite e indiscrezioni dei titoli che li vedono protagonisti
Si alza il sipario in California sul San Diego Comic-Con, la convention più grande al mondo dedicata a cinema, fumetti e arti più grande del mondo. Dal 20 al 23 luglio il Convention Center di San Diego ospiterà stand ed espositori di fumetti, workshop e seminari con esperti del settore, proiezioni speciali, retrospettive e una serie di panels in cui saranno annunciate novità ed indiscrezioni sulle pellicole e le serie tv più attese della prossima stagione.

Il programma per il cinema: da Justice League a Aquaman

Moltissimi gli appuntamenti dedicati al cinema. Ma noi ci concentriamo su quelli che riguardano i personaggi dell’Universo DC (in inglese DC Universe o abbreviato DCU) ovvero l’universo immaginario dove ha luogo la maggior parte delle storie dei fumetti pubblicate dalla DC Comics. Il 22 luglio la Warner Bros (dalle ore 11.30 alle 13.30 nella Hall H) farà scendere in campo tutti gli attori della Justice League:

Ben Affleck (“Voglio essere chiaro con voi: sono il ragazzo più fortunato al mondo”, Affleck ha detto ad oltre 6.000 fan. “Batman è la parte più cool del mondo in qualsiasi universo [….] È incredibile. Sono così entusiasta di farlo [ancora]. So che c’è questa idea SBAGLIATA [che me ne andrò] perché non sto dirigendo e non sono entusiasta di questo. Invece è fot**tamente incredibile [il fatto che io rimanga].“), Gal Gadot,

Jason Momoa, Ezra Miller e Ray Fisher per importanti novità sulla pellicola e possibili anticipazioni su “Aquaman”  (Natale 2018)

e sul sequel di Wonder Woman. A questo proposito una nuova voce si è fatta velocemente strada via internet arrivando anche su Twitter. Il rumor riguarderebbe la data d’uscita di Wonder Woman 2, al momento ancora non ufficializzato dallo studio, che a quanto pare dovrebbe arrivare nelle sale il 5 giugno 2020.

A riportare la notizia via social ci ha addirittura pensato Pamela McClintock dell’Hollywood Reporter, aggiungendo che la data potrebbe essere rivelata/ufficializzata molto presto, probabilmente al SDCC. Certo, se fosse confermata la finestra di lancio, i fan dell’Amazzone di Themyscira interpretata da Gal Gadot dovrebbero attendere circa tre anni e mezzo prima di rivederla in un film stand-alone. Stando a un nuovo report Warner Bros. Pictures e DC Entertainment stanno sviluppando il film ‘Harley Quinn vs. Joker‘. La pellicola vedrebbe il ritorno di Margot Robbie ovviamente nei panni di Harley Quinn e Jared Leto in quelli del Joker. Harley Quinn tornerà in Suicide Squad 2 che dovrebbe essere diretto da Jaume Collet-Serra e in Gotham City Sirens, diretto da David Ayer, nel quale sarà affiancata da Catwoman e Poison Ivy. Geoff Johns ha rivelato che Joss Whedon (The Avengers, The Avengers – Age Of Ultron) inizierà a lavorare al film su Batgirl nel corso del 2018. Poi è arrivata la sorpresa Flashpointprobabilmente l’annuncio più affascinante di tutto il panel. A quanto pare il film sarà direttamente ispirato all’omonima miniserie dove Barry Allen si ritrova in una realtà alternativa decisamente più oscura di quella normale.

Le serie tv

Sul fronte delle serie, occhi puntati su:

Young Justice (WB Digital) (un adattamento dell’universo DC che si focalizza sui giovani supereroi) Qui un episodio della serie a cartoni animati creata da Greg Weisman andata in onda in italia nel 2012 su Cartoon Network.

Lucifer

Basato sul personaggio della DC Comics, la fantasy serie segue le gesta del Signore degli Inferi, che stanco e annoiato del suo reame, abbandona il trono per le soleggiate spiagge di Los Angeles. Una volta in città, Lucifer decide di aprire un piano bar super esclusivo chiamato LUX.

Krypton (Syfy)

La storia di Krypton seguirà la vita del ventenne Seg-El (futuro nonno di Superman) e i suoi tentativi di riportare gloria e onore alla casata di El per salvaguardare la sopravvivenza del suo pianeta. Oltre alla dinastia El faranno la loro comparsa anche i parenti del Generale Zod e tutta la mitologia che contraddistingue le origini aliene di Clark Kent!

Gotham (Fox)

La serie torna su Fox il prossimo 28 settembre negli USA.

CBR riporta che al panel della serie tv Gotham che si è svolto al San Diego Comic-Con 2017 è stato rivelato che la prima parte della quarta stagione sarà vagamente basata su Il Lungo Halloween, saga a fumetti di tredici numeri, scritta da Jeph Loeb, disegnata da Tim Sale e pubblicata tra il 1996 e il 1997. La seconda parte della stagione conterrà invece riferimenti a Batman: Anno Uno, miniserie di quattro numero, scritta da Frank Miller, disegnata da David Mazzucchelli e pubblicata nel 1987.

Come precedentemente riportato, nella quarta stagione verrà introdotto il Professor Pyg, villain creato da Grant Morrison e Andy Kubert, comparso nel 2007 sulle pagine di Batman and Robin.

La storia delle origini di Gotham continua con la quarta stagione e la posta in palio si fa sempre più alta. La Corte dei Gufi è stata decimata, la città si sta riprendendo dal virus Tetch, ogni villain sopravvissuto lotta per il potere, Jim Gordon e il GCPD avranno parecchie gatte da pelare. Ed è solo l’inizio. Quale minaccia rappresenta Ra’s Al Ghul? Il Pinguino riuscirà a riottenere il titolo di Re di Gotham? Quali nuovi villain ha in serbo la quarta stagione? Cosa significa per il Gotham City e per il destino di Bruce Wayne la rivelazione della season 3 finale?

Supergirl (CW)

Action drama sulla figura di Kara Zor-El cresciuta dalla famiglia Danvers sin da quando aveva 12 anni dopo aver lasciato il pianeta natio Krypton. I Danvers cercano di insegnare a Kara a controllare i suoi poteri, ma un giorno la ragazza svela la sua vera natura durante un disastro per aiutare i civili presenti e da quel momento decide di abbracciare la sua vera natura e seguire le orme del suo più famoso cugino: Superman.

The Flash (CW)

 

Arrow (CW)

Action series ispirata ai comics della DC: la serie segue le avventure di Oliver Queen, miliardario dal passato oscuro che dopo un tragico naufragio che cambierà per sempre la sua vita, decide di assumere l’identità di un eroe mascherato che di notte, insieme al supporto dei suoi fidati amici e collaboratori, combatte la criminalità di Starling City.

DC’s Legends of Tomorrow

DC’s Legends of Tomorrow, o semplicemente Legends of Tomorrow, è una serie televisiva statunitense sviluppata da Greg Berlanti, Marc Guggenheim e Andrew Kreisberg.

ai panel interverranno tutti i membri principali dei diversi cast.

Fumetti

Grant Morrison ha annunciato che sta lavorando al seguito di Batman Arkham Asylum: A Serious House on Serious Earth, una delle più note e importanti storie di Batman.

La storia sarà il seguito di un viaggio già iniziato. Verranno ancora una volta mostrate in un percorso introspettivo le paure più nascoste del Cavaliere Oscuro. Si tratterà di un thriller psicologico una visione ancora più matura dell’universo Batman.
Arkham Asylum 2 sarà disegnata da Chris Burnham (Nameless, Batman Inc.) e conterà 120 pagine. Morrison ha spiegato che sarà ambientata nel futuro e avrà come protagonista principale Damian Wayne, che vestirà i panni di Batman (una versione del supereroe introdotta dallo stesso Morrison nel 2007 su Batman #666).

Arkham Asylum

Ci sono anche grandi novità per Wonder Woman: Earth One. La storia infatti si completerà in una trilogia, con il secondo capitolo (paragonato a L’impero colpisce ancora) che vedrà una reinterpretata Paula Von Gunter nel ruolo di “Nazi Superwoman” intenta a voler invadere Isola Paradiso, senza fare i conti con l’esercito che si troverà a fronteggiare.

Geoff Johns sta attualmente lavorando alla miniserie Doomsday Clock, storia in uscita a novembre negli Stati Uniti che andrà finalmente a smascherare le azioni del Dottor Manhattan, colpevole di aver modificato la continuity dell’Universo DC ai tempi di Flashpoint, con Superman e gli altri supereroi impegnati ad affrontare il potentissimo personaggio di Watchmen. Nel corso di uno dei primi panel della DC Comics al San Diego Comic-Con 2017, lo stesso Johns ha parlato, assieme al Co-Publisher Dan DiDio, della storia che ha dato il via all’era Rinascita.

Per la serie Metal Dark Knight di Batman, il disegnatore Riccardo Federici (un altro italiano) ha dato colore e forma ai character di Greg Capullo, realizzando questo pannello che vedete qui sotto.



Frank Miller ha annunciato che, tra i vari impegni per il fumetto, sta anche scrivendo un progetto intitolato Superman: Year One. La storia sarà disegnata da John Romita Jr. e rinarrerà le origini di Superman, così come lo stesso Miller fece 30 anni fa in coppia con David Mazzucchelli per il Cavaliere Oscuro su Batman: Year One.

Cartoni animati

Comic-Con e Warner Bros. Television hanno mostrato un nuovo episodio di Teen Titans Go!

Videogiochi

L’anno 2018 sarà molto caldo per gli appassionati dei giochi Telltale Games. Durante il loro consueto aggiornamento estivo in vista del San Diego Comic-Con 2017, gli sviluppatori hanno svelato con un teaser trailer il periodo d’uscita della seconda stagione di Batman.

Il nome della seconda stagione sarà Batman: The Enemy Within e la sua uscita è prevista per il 2018. Nel breve filmato mostrato è possibile notare una voce in sottofondo (chiaramente di Joker) con degli indizi sulla storia che percorreremo. Successivamente è il team creativo a parlare, insieme ai doppiatori di tutte le potenzialità della serie.

Vi ricordo che nella prima stagione di Batman Joker si era visto all’interno del manicomio Arkham come uno dei pazienti. In seguito ha aiutato Bruce nell’uscire dalla prigione. Vi lascio al filmato.

 

Omaggio ad Adam West

Gli attori (a partire da destra) James Tucker, Lee Ann Meriwether, Ralph Garman e il regista, sceneggiatore, montatore, produttore cinematografico e fumettista Kevin Patrick Smith hanno reso un bellissimo omaggio alla memoria di Adam West.

Per chi non conosce questi attori faccio un breve riepilogo:
James Tucker è noto per il suo lavoro su Justice League (2001), Batman: The Brave and the Bold (2008) e Justice League Unlimited (2004).

Lee Ann Meriwether ex modella e attrice statunitense è stata la Catwoman del film Batman (Batman: The Movie) nel 1966.

Ralph Garman tra le altre sue interpretazioni lo troviamo anche in Streghe (telefilm anni 90) oltre a doppiare diversi cartoni animati.

Kevin Patrick Smith è un attore, regista, sceneggiatore, montatore, produttore cinematografico e fumettista.
Dal 1999 è sposato con l’attrice e giornalista Jennifer Schwalbach Smith. La loro figlia Harley Quinn Smith, chiamata come il personaggio dei fumetti di Batman, è diventata anche lei attrice ed è apparsa in diversi film diretti dal padre. Inoltre ha realizzato i seguenti fumetti di Batman: Batman: Cacofonia, one-shot in 3 parti, con l’amico Walter Flanagan alle (non eccellenti) matite e il suo seguito Batman: Spirale Crescente (incompleta, sono usciti 6 dei 12 numeri che la devono comporre).

DC Essentials: rivelata la nuova linea di action figures

La nuova linea di figure includerà personaggi come Batman, Superman, Wonder Woman, Deathstroke, e molti altri.

Giusto in tempo per il Comic-Con di San Diego, ecco un primo sguardo alla nuova linea di action figure collezionabili dedicate agli eroi e ai villain dell’universo DC:


Le figure sono basate sui design dei personaggi realizzati dall’artista Jason Fabok e sono alte circa 17 cm. Non solo, ma come potete vedere dal video che trovate poco più in basso, queste action figure dispongono del maggior range di movimento mai visto in figure collezionabili della DC, grazie a una gran moltitudine di punti di articolazione:

Nel frattempo, agli Eisner Award…

Miglior Storia Breve: “Good Boy,” by Tom King and David Finch, in Batman Annual #1 (DC)

Miglior Graphic Novel – Inedito: Wonder Woman: The True Amazon, by Jill Thompson (DC Comics)

Miglior Disegnatore: Jill Thompson, Wonder Woman: The True Amazon (DC)

Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia – Parte 5: Qui finisce l’avventura…

di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di carta.

…del connubio DC Comics/Play Press e, ovviamente, di questo lungo speciale di Fumettidicarta.
Riallacciandoci alla fine dello scorso episodio, siamo nel 2003. La Play si è ritirata in libreria da due anni, le cose vanno benino e escono diverse cose interessanti. In rete gli appassionati dicono “Non esce nulla!”, poi però basta andare a guardare le checklist del semestre in terza di copertina dei vari volumi e ci troviamo collane regolari di paperback di Superman, Wonder Woman, Freccia Verde, JLA, Batman (ben due), più volumi autoconclusivi relativi a questi e altri personaggi, crossover che coinvolgono il DCU (JOKER: L’ULTIMA RISATA e OUR WORLDS AT WAR) e miniserie di una certa importanza tipo THE DARK KNIGHT STRIKES AGAIN! di Frank Miller, DK2 per gli amici. Rimangono fuori Flash e Lanterna Verde perché il grande pubblico non se li fila.
La DC di questo periodo è, credetemi, piena di pubblicazioni interessanti. E il fatto che siano “esiliate” in fumetteria, lo abbiamo già detto l’ultima volta, è abbastanza seccante. In volumi, poi: belli da vedere e collezionare, ma non sempre alla portata di tutte le tasche.
Il 2003 è l’anno in cui inizia una lenta ma significativa inversione di tendenza. Con l’arrivo del nuovo coordinatore editoriale Andrea Alfano (più o meno parallela all’uscita dello studio Down Comix di Walter Venturi) la Play vara una nuova collana che segna il ritorno alla formula “spillato mensile con tre storie” tanto popolare in Italia dai tempi della Star Comics: DC UNIVERSE. DCU esce in fumetteria esattamente come le altre pubblicazioni della Play Press, ma ha il vantaggio di costare meno (5 €) e di pubblicare un vero blockbuster attira lettori, vale a dire Hush, la saga di Batman scritta da Jeph Loeb e Jim Lee in cima alle classifiche di vendita americane e finita proprio in quel momento. E se quei dodici episodi della collana BATMAN non vi sembrano abbastanza, accanto a loro compaiono anche la rivisitazione delle origini di Superman BIRTHRIGHT (di Mark Waid e Leinil Francis Yu) e la spassosa FORMERLY KNOWN AS THE JUSTICE LEAGUE di Jean Marc DeMatteis, Keith Giffen e Kevin Maguire, con il ritorno della JLI.

Batman Magazine #1 [Play Press] - Aprile 2005

Batman Magazine #1 [Play Press] – Aprile 2005


Le storie e i numerosi articoli di approfondimento della rivista la rendono subito la più venduta tra le testate Play, e questo dimostra che forse, con storie simili, un ritorno in edicola non porterebbe alla rovina, anzi.
Le cose invece rimangono come sono per tutto l’anno e anche nel successivo, con DCU che al termine dei serial di esordio ospita l’eccellente storyline supermaniana Per il domani di Brian Azzarello e Jim Lee, altre storie di Batman, la miniserie EMPIRE di Mark Waid e Barry Kitson e l’ultima miniserie dedicata al violento e irriverente Lobo.
Tutto questo mentre negli USA la DC occupa spessissimo le prime posizioni della classifica Diamond grazie a eventi come il ritorno di Supergirl e la resurrezione di Hal Jordan. Insomma, se in edicola non ci tornano ora… allora quando?
E arriviamo al 2005.
L’annuncio, nel primo trimestre dell’anno, è di quelli grossi: Batman torna in edicola. A 4 anni dalla fine di BATMAN NUOVA SERIE il più amato eroe DC Comics riappare nelle edicole con il mensile BATMAN MAGAZINE. Tra gli appassionati le reazioni sono contrastanti: c’è chi è contento perché finalmente la DC si rifà viva in quelle edicole che aveva abbandonato sconfitta, c’è chi ha molte perplessità sulla gestione dell’albo. E in effetti BM è “strano”, se paragonato agli altri fumetti di supereroi. Prima di tutto quel titolo, BATMAN MAGAZINE… cos’è, una specie di rivista? La stessa grafica, più che a un fumetto, sembra appartenere a una guida tv. E poi le storie: tre storie slegate tra loro, una delle quali è una miniserie (DEATH AND THE MAIDEN), e fin lì ci si può stare. Ma le altre? Hush fa storcere non poco il naso a chi l’ha comprata solo poco tempo prima su DCU e ora si troverà un doppione, e Giochi di guerra… si tratta di una saga in una trentina di parti. Pubblicate al ritmo di una al mese.
Insomma, soddisfazione per il ritorno in edicola, ma è il come che lascia perplessi.
A questo punto tutti si aspettano che anche l’Uomo d’Acciaio ottenga una nuova testata, e ciò puntualmente avviene in estate: SUPERMAN MAGAZINE va ad affiancarsi alla Bat collana, ma stavolta i fan possono stare tranquilli: nome a parte, il fumetto si presenta meglio dell’altro. La grafica è più sobria, e le storie sono pubblicate dando la precedenza alla leggibilità: le saghe di quel periodo (il rilancio del 2004 denominato Superstorm) sono sempre composte da 6 episodi e quindi bastano due numeri per concluderne una. Si parte subito bene con SUPERMAN/BATMAN di Jeph Loeb e ed McGuinness, per poi proseguire con i cicli delle testate preesistenti. In quel momento SUPERMAN TRADE PAPERBACK è più indietro (pubblica storie del 2002), ma per fortuna il Superstorm è un buon punto di partenza e sapere quel che è successo negli anni precedenti non serve più di tanto .
Una particolarità: sia BM che SM ad agosto non escono perché la Play chiude per ferie.
Nota di colore: si è già parlato in precedenza di come la Play abbia creato una vasta schiera di quelli che vengono comunemente definiti “addetti ai lavori”. C’è chi è stato di passaggio, c’è chi è rimasto nell’ambiente una vita. Da Paolo Accolti Gil a Luca Scatasta, da Max Brighel ad Alessandro Bottero, da Andrea Materia a Marco Farinelli, parecchia gente che ancora oggi lavora nel campo del fumetto ha iniziato a farsi conoscere mettendo la firma su un albo Play Press. Nel 2005, alla lunga lista di collaboratori, con il numero 3 di SUPERMAN MAGAZINE si aggiunge un nuovo nome, l’ultimo: il mio.
Ripenso raramente a quei giorni, e parlare dei fatti miei mi piace poco, dunque vi basti sapere che la possibilità di occuparmi di uno dei fumetti che amo di più rimane una delle cose migliori che mi siano capitate in questi anni. E a SUPERMAN MAGAZINE rimango particolarmente affezionato.
Fine della nota di colore.
Le due serie da edicola vanno bene, le testate da fumetteria continuano e arrivano alcune graditissime novità come DC: THE NEW FRONTIER di Darwyn Cooke e IDENTITY CRISIS di Brad Meltzer e Rags Morales. Si direbbe, insomma, che le cose siano migliorate per gli amanti della DC in Italia.
Ma…
Guardate, diciamolo senza girarci troppo intorno. C’è tanta gente che si diverte con poco. Molto poco. “Appassionati” che non vedrete mai parlare delle storie perché troppo impegnati a discutere sul nulla. Nel nostro caso: la Play sta per chiudere e la Panini si compra tutto.
E’ come una valanga: la pallina di neve cresce, cresce, cresce… e diventa enorme. Non passa giorno senza che in rete qualche gufo suggerisca che la Play è vicina al fallimento, non passa giorno senza che qualcuno se lo auguri. I forum, da sempre vivai di nerd, sono pieni di gente che scatena polemiche per ogni cosa.
C’è quello che si lamenta dei prezzi e dice che alla Play sono ladri e che con gli originali risparmia (come spiegargli che comprando SUPERMAN MAGAZINE con 3.50 € può leggersi tre storie di Superman mentre un solo albo originale dell’Azzurrone costa 3 $ -che in molte fumetterie diventano automaticamente €-?).
C’è quello che si lamenta della carta che puzza (ma come mai non puzzano le copie di tutti?).
C’è quello che si lamenta perché i redazionali non sono per un pubblico adulto (e il pubblico adulto sarebbe…? Ah, sì, quello che frigna su un forum dove può tenere la sua identità ben nascosta).
C’è quello che si lamenta perché a un certo punto gli albi escono in ritardo (e ha ragione, ma non è questa la sede per discutere delle cause).
Il solito circo composto da polemici a ogni costo, anime sensibili che soffrono se al citofono Gigi non risponde perché non gli vuole offrire la Cremeria e pecoroni che si aggiungono al gruppo per il gusto di stare in compagnia. Tutto, manco a dirlo, con il tacito consenso (o persino l’esortazione) di chi dovrebbe vigilare (ma allora non li custodite nessuno questi custodes! E’ così che ci si ritrova con un mostro alieno in pieno centro).

SUP_

Comunque, alcune mosse della Play di quel momento portano il pubblico a farsi comprensibilmente delle domande, perché a Lucca 2005 svende tonnellate di materiale recente e i mensili accumulano ritardi su ritardi.
Eppure alla scadenza del contratto con la DC (rinnovato ogni volta in tutti questi anni) mancano ancora 13 mesi, le nuove serie vanno bene, è persino in programma una nuova testata (probabili candidati alla pubblicazione: Lanterna Verde e Giovani Titani).
Insomma, che succede?
Possibile che la Play stia per chiudere? Che tutto il parco testate DC Comics stia per passare alla Panini, che pubblica Superman e soci già in Francia e Germania?
Chi passa quelle giornate autunnali davanti al pc ad elencare le proprie gestae in file word che possono sempre servire (tra un flame e l’altro) e pensa che Panini Deutschland pubblichi lo stesso numero di serie del 2001 crede di sì.
Ma la verità è che non si sa ancora nulla.
Passano i mesi, i gufi gufano, i fumetti escono in ritardo, la Panini se è interessata alla DC non va certo a dirlo in piazza, a marzo Andrea Alfano viene sostituito da Serena Marsan. E di conseguenza la voce del popolo non può esimersi dal dare una sua opinione (che nessuno ha chiesto): “Ah! E’ l’ennesima prova che sta finendo tutto! La DC alla Panini!”. Nel frattempo su SUPERMAN MAGAZINE ci vanno delle storie molto godibili e su DCU arrivano l’ultima splendida versione di Adam Strange e la rinascita di Hal Jordan, ma chi se ne importa delle storie, l’importante è chi le pubblica!
E chi è che le pubblica?
Ad aprile del 2006 mi chiamano dalla Play per dirmi che un nuovo editore ha preso i diritti della DC Comics per l’Italia, quindi modifico l’introduzione di SM 8 per salutare i lettori e la invio pensando a tutte le volte in cui ho visto chiudere delle collane come acquirente. Vabbeh.
Molte storie rimangono in sospeso nei numeri conclusivi delle testate Play: la JLA ci lascia a metà di una saga di Kurt Busiek e Ron Garney (JLA TP 19) e lo stesso vale per gli ultimi arrivati della Legione dei Super-eroi rebootata da Mark Waid (LEGION OF SUPER-HEROES TP 1), Batman è impantanato in Giochi di Guerra (BATMAN MAGAZINE 12), Adam Strange è nelle peste come al solito e Hal Jordan non è ancora tornato Lanterna Verde (DC UNIVERSE 27). Giusto SUPERMAN MAGAZINE 8 e SUPERMAN TP 29 presentano il primo la fine di una saga e il secondo una storia autoconclusiva.
L’ultimo comic book pubblicato dalla Play Press Publishing, comunque, è un volume autoconclusivo. Esce a luglio, ed è la ristampa di una storia già apparsa a puntate su DC PRESTIGE in altri tempi, tempi lontani: JSA – THE GOLDEN AGE. L’epoca d’oro, un titolo che suona un po’ sarcastico per il fumetto che chiude sedici anni di pubblicazioni DC con il marchio Play Press e venti di uscite americane in generale. Un record ancora imbattuto nel nostro Paese.

JSA GOLDEN AGE Play Press

JSA GOLDEN AGE Play Press

Il resto della storia dovreste saperlo: il nuovo editore è la Planeta DeAgostini, colosso spagnolo che già ad agosto, con LE AVVENTURE DI SUPERMAN, inizia una vera e propria invasione DC in edicola e fumetteria che continua tuttora.
I lettori sono contenti perché hanno tanto da leggere (tranne le loro copie dell’Adelchi, buttate in qualche fosso) e tanto altro avranno. Alla fine, per chi legge, quello che conta è che questi fumetti continuino a uscire. Morto un papa…
Nota di colore 2: Ricordo le sensazioni strane che ho provato quando nell’autunno del 2006 in edicola ho visto le raccolte “Collection” dei due MAGAZINE. Tre per quello di Batman e due per quello di Superman. Entrambe prive dell’ultimo numero, non chiedetemi perché.
In edicola c’erano già diverse testate Planeta, e vedere le rese delle ultime testate Play/DC accanto a loro sotto forma di raccolte era… sì, strano. Sembravano pezzi da museo, anticaglie da un’epoca che, appena finita, sembrava già lontanissima.
Fine nota di colore 2.
Ma la Play, oggi, cosa fa?
Abbandonati i fumetti americani (nonché i manga e i fumetti italiani… perché qui si è voluto parlare di comics, ma non hanno fatto solo quelli!) si dedica esclusivamente a pubblicazioni per bambini e riviste di vario genere. Ed è in buonissima salute, visto che sono prodotti ben più redditizi dei comics. Avete presenti quelle valigette con sorprese di Dragon Ball o Saint Seiya? Sono della Play Press. E lo conoscete Playboy, sì? Anche quello è della Play Press.
Siamo giunti al termine di questa lunga storia delle Edizioni Play Press. Come avete visto, ne sono successe di cose, in vent’anni…
Si possono dire tante cose sul ruolo della Play nella storia del fumetto americano in Italia. Si può amarla, odiarla, oppure limitarsi a considerarne pro e contro come ho cercato di fare io in questi mesi.
Una cosa, comunque, è sicura: se si è lettori di comics, è impossibile ignorarla.

5 – FINE
Francesco Vanagolli

Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia Parte 2: La Distinta Concorrenza

 di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di Carta.

Come promesso, eccoci al 1990, anno che per la Play Press è particolarmente importante. Non solo infatti continuano ad uscire numerose proposte Marvel, ma spuntano nelle edicole anche i primi titoli regolari DC Comics dalla fine dell’epoca DC/Cenisio.
Non si tratta, come auspicabile, di testate dedicate ai pesi massimi Superman e Batman (quest’ultimo popolarissimo grazie al primo film di Tim Burton): i due World’s finest sono saldamente in mano alla Rizzoli, che ne pubblica le storie più importanti dell’epoca sottoforma di inserti della rivista CORTO MALTESE. Rimane però libero il resto dell’Universo DC, in quel periodo ringiovanito dagli effetti di CRISIS ON INFINITE EARTHS. Ed è proprio tra le collane rilanciate nella seconda metà degli anni ’80 che la Play pesca per varare i suoi primi due mensili DC Comics nella primavera del ’90: JUSTICE LEAGUE e GREEN ARROW. Il primo, che parte con il crossover LEGENDS di Len Wein, John Ostrander e John Byrne, introduce ai lettori italiani la nuova spassosa Lega della giustizia post-Crisis di Keith Giffen, Jean Marc DeMatteis e Kevin Maguire, affiancata dalla Wonder Woman rebootata di George Pérez, dal Lanterna Verde proveniente da ACTION COMICS WEEKLY di Jim Owsley e Mark Bright e, poco più tardi, dal Flash di Mike Baron e Jackson Guice. Una buona fetta di classico DCU, con materiale moderno e personaggi che in Italia fino a quel momento non avevano mai sfondato ma che erano rimasti nel cuore degli appassionati hardcore.
Il secondo mensile si rivolge ai lettori rimasti più colpiti dalle allora nuove opere revisioniste figlie di Frank Miller e dell’invasione inglese, e offre ogni mese storie meno supereroistiche e più adulte a cominciare ovviamente da quelle del titolare di testata, Freccia Verde, incupito da Mike Grell e Ed Hannigan. A seguire, Blackhawk di Howard Chaykin, Question di Dennis O’Neil e Denys Cowan e Doc Savage di Dennis O’Neil e Adam e Andy Kubert.
Due testate con sommari ben studiati (e questo lo dice uno che non prova un grande amore per la seconda), che offrono ai lettori la possibilità di conoscere due volti della casa editrice americana. I due brossurati (formato che ormai è quello di ogni titolo Play Press) ottengono un buon successo, e presto inizia una neanche troppo lenta rinascita del DCU in Italia: all’inizio del 1991 la collana PLAY SAGA ospita cicli e miniserie di una certa rilevanza, prima fra tutte CRISIS (saggia la scelta di pubblicare un simile malloppo di continuity DOPO aver riportato i personaggi principali del Cosmo DC); PLAY BOOK alterna volumi Marvel ad altri DC, compresi alcuni classici come l’Hawkman di Gardner Fox e Joe Kubert e il breve ma noto ciclo di Lanterna Verde e Freccia Verde di Dennis O’Neil e Neal Adams. La novità più gradita dagli appassionati DC, però, è probabilmente il mensile AMERICAN HEROES, che dal 1992 pubblica run come la Doom Patrol e l’Animal Man di Morrison (toh, è stata la Play a pubblicare per prima massicce dosi regolari di fumetti scritti da Morrison. E questo prima che diventasse popolare), la Legione dei Supereroi di Giffen, il primo Lobo di Giffen e Simon Bisley e soprattutto i Nuovi Giovani Titani di Marv Wolfman e George Pérez, il più popolare titolo DC degli anni ’80. La chiusura di JUSTICE LEAGUE con il numero 33 farà confluire nelle pagine di AH anche le due Leghe, Internazionale ed Europea.
Non sarebbe poi sbagliato ricordare che molto del merito per cura editoriale e la scelta del materiale è di Luca Scatasta, che all’epoca iniziava a farsi notare nel fumetto italiano. Ricordate cos’avevo detto la scorsa volta? In Play all’inizio non c’erano veri esperti o appassionati. Era tutto lavoro di redazione, di anonimi articolisti e traduttori con scarsa conoscenza in materia di comics americani. E allora non devono stupire scivoloni tipo il nome “Silver Surfers” sulla cover del primo IRON MAN o la città di Madripoor che, nel serial di WOLVERINE tratto da MARVEL COMICS PRESENTS ospitato su THE ‘NAM diventa una città del futuro (errore che verrà poi corretto nella riedizione in volume). Con l’arrivo di collaboratori attenti come Scatasta errori simili diventeranno sempre più rari.

Play Saga #1-8: "Crisis on Infinite Earths" Edizione Play Press da Novembre 1990 a Giugno 1991

Play Saga #1-8: “Crisis on Infinite Earths” Edizione Play Press da Novembre 1990 a Giugno 1991

Ma anche in campo Marvel c’è movimento.
Nonostante la chiusura di diverse serie (tutte quelle slegate dal Marvel Universe, I NUOVI MUTANTI, D.P.7, THE ‘NAM), l’editore romano non rinuncia a nuovi lanci o al recupero in veste di comprimari di personaggi rimasti senza fissa dimora. Il nuovo mensile X-MARVEL, sede di X-Factor e di varie storie brevi dell’universo mutante, accoglie quindi dopo pochi mesi i New Mutants, e NAMOR, lanciato per via dall’enorme popolarità di John Byrne nel nostro Paese, concede spazio ai Displaced Paranormal Seven e alla retrospettiva di Iron Man.
Come anticipato qualche riga più su, la Play è anche la prima casa editrice di comics in Italia a proporre volumi che ristampano cicli di storie pubblicate poco prima; a parte Wolverine, anche altre saghe di MCP tornano sottoforma di trade paperback: Colosso (da WOLVERINE), L’Uomo cosa (da I NUOVI MUTANTI) e Shang Chi (da G.I.JOE).
A proposito di questo, è facile notare un difetto che colpirà buona parte della produzione Marvel/Play fino alla fine: gli abbinamenti infelici. Un po’ a causa dell’inesperienza/noncuranza dei primi redattori, un po’ perché alcuni personaggi sono già pubblicati dalla Star Comics, quasi sempre gli albi Play presentano coppie di titolari e comprimari che in certi casi si possono definire improbabili. Il già citato Shang Chi (detto “il Cinese”) non ha niente a che fare con i soldatini snodabili della Hasbro, e forse sarebbe meglio tenere separati il Nuovo Universo di D.P.7 da quello classico di Iron Man. Intendiamoci, niente da dire sulla qualità delle proposte (a meno che non si citino i terrificanti comprimari di IRON MAN: chi ricorda il Nick Fury scritto da Chichester o l’anonimo Coldblood? Grazie a Dio per quelle pagine c’è passato anche lo Squadrone Supremo di Mark Gruenwald), ma in quanto a coerenza certe testate Play lasciano un po’ a desiderare).
Nel 1991, comunque, ne arriva una che sarà fino alla fine dell’era Marvel/Play la punta di diamante dell’editore romano: dopo oltre un anno nel ruolo di comprimario di Silver Surfer, il dio del tuono ottiene un suo albo regolare, intitolato THE MIGHTY THOR come in originale. Il tonante ha sempre goduto di un’ampia popolarità tra i fan italiani, e questa tradizione continua anche con l’albo Play. Per forza: prima Walt Simonson e poi Tom DeFalco e Ron Frenz danno il meglio di sé, regalando ai lettori la rinascita di un personaggio che fino a pochi anni prima in America era stato abbastanza bistrattato. Per non parlare dei comprimari, che a parte gli anonimi Eterni di Peter B. Gillis e Sal Buscema, non sono da buttare: non pensate anche voi che l’Ercole di Bob Layton, il Dottor Strange di Roger Stern e Marshall Rogers e il Rocket Raccoon di Bill Mantlo e Mike Mignola fossero dei degnissimi comprimari per il Tonante? Oh, se prima abbiamo citato Scatasta, non possiamo far torto a un’altra colonna della Play che proprio con il mensile di Thor inizia a lavorare nel mondo del fumetto italiano: Alessandro Bottero. Che non solo di fumetti ne sa, ma ama in particolar modo proprio questo eroe… e vi assicuro che quando qualcuno lavora su un personaggio che ama, la cosa si nota eccome.
Certo, il titolo della serie porta a riflettere su un altro difetto delle pubblicazioni Play Press: la grafica. Precisiamo: le copertine sono migliori di quelle della Star, e anche la grafica interna e le pubblicità sono semplici ma efficaci. Però, fateci caso: la Play usa sempre titoli che o rimangono in inglese o possono essere coperti con facilità. Immagino fosse per risparmiare, o per mancanza di voglia dei grafici. Sta di fatto che quel “the mighty” pare piuttosto strano, così come certi strilloni nelle copertine che ogni tanto rimangono in inglese. Niente da ridire invece sul mantenimento dei titoli delle storie in inglese con traduzione a fianco: se l’alternativa sono le orrende “toppe” stile Star che coprono un pezzo di disegno, allora viva i titoli in inglese!
Ci avviciniamo alla fine anche di questa puntata… con la Marvel che regna suprema e la DC che resiste.
Ma stanno per arrivare momenti un po’ particolari per le testate Marvel targate Play Press. Momenti nei quali, forse, ci vorrebbe un Uomo d’Acciaio per dare una mano.
Ne parleremo nel terzo episodio…