Batman: La leggenda

Tra i tanti libri che ho in casa dedicati al Cavaliere Oscuro, ce ne è uno del tutto italiano che risalta per qualità ed impegno profuso: Batman: la leggenda. Ricordo ancora quando in un freddo e piovoso ottobre dell’ormai lontano 1999, durante Lucca Comics, mi sono imbattuto casualmente in questo volume che mi ha permesso di ampliare la mia conoscenza. Per i ragazzi che mi leggono devo dire che all’epoca internet era solo agli albori. 😉
Così, preso da nostalgia, ma soprattutto per farvi conoscere questo bellissimo gioiello, grazie all’uso di Facebook, ho potuto contattare Valentina Semprini e Egisto Quinti Seriacopi, che all’epoca si sono presi la briga di realizzare un saggio che ritengo valido a tutt’oggi perché è un approfondimento al personaggio di Batman a 360°: fumetti, film, serie animate, gadgets e quanto altro ruotava fino al momento della pubblicazione intorno al vigilante di Gotham City. Inoltre come omaggio extra c’era una cartolina con un Batman spietato, dipinta dal bravissimo e ancor più giovane Gabriele Dell’Otto.

Stefano:  Ciao Valentina ed Egisto, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuti tra le pagine di Batman Crime Solver.

Valentina:  Grazie a te! È bello tornare a parlare di fumetti dopo un po’ che non mi capitava.

Egisto:  Fortunata Valentina, ultimamente ne parlo e me ne occupo forse troppo spesso, anche se rimane una delle cose che preferisco fare oltre al mio lavoro.

 

Stefano:  Presentatevi al nostro pubblico. Chi è Valentina Semprini?

Valentina:  Una nerd. Non troppo grave (quello irrecuperabile è Egisto), ma sempre nerd. Che, per una serie di circostanze, ha trovato il modo di convogliare questa essenza nerd in qualcosa di più scientifico e costruttivo. Sono stata folgorata sulla via dell’Università dal mio impatto con la semiotica, che ha condizionato tutte le mie scelte successive: esami, tesine, piano di studi, tesi di laurea con Umberto Eco (poi divenuta un libro, “Bam! Sock!” pubblicato nel 2006 da Tunuè). Non c’è attività professionale degli ultimi diciotto anni (incluso l’adattamento di dialoghi per serie animate giapponesi, a lungo la mia principale fonte di sostentamento) che non sia partita da lì. A distanza di tanto tempo, è ancora ciò che mi da un’identità, perfino ora che mi sono ritirata “a vita privata” e mi sto divertendo a esplorare il mio lato creativo, sotto pseudonimo (vedi www.velmastarling.com). Il lato critico e saggistico voleva prendersi una pausa.

 

Stefano:  Parlami anche di quando facevi parte dello staff di Cartoon Club.

Valentina:  Ho iniziato nel 1997, fresca di laurea, e sono rimasta nello staff della manifestazione fino al 2014. Di anno in anno mi sono occupata di allestire mostre (spesso condividendo sfiancanti maratone notturne con Egisto e altri colleghi), curare i concorsi per i cortometraggi animati, tenere i contatti con gli ospiti internazionali, redigere cataloghi (quasi sempre in co-editing con Paolo Guiducci o Sabrina Zanetti), gestire il sito internet del festival… insomma mi sono adattata a ricoprire i ruoli di cui c’era bisogno. La cosa di cui vado più fiera è la creazione del Premio “Franco Fossati” per la saggistica sul fumetto. Parallelamente all’attività con Cartoon Club c’è stato il ruolo di caporedattrice per la rivista “Fumo di China”, che ho ricoperto per una decina d’anni.

 

Stefano: E chi è Egisto Quinti Seriacopi, fuori e dentro Cartoon Club?

Egisto: Quante pagine abbiamo a disposizione? La mia passione per il Fumetto è un imprinting infantile. Mia madre per farmi addormentare mi leggeva gli albi della casa editrice Nerbini, che appartenevano a mio padre. Vista la mia età, a volte censurava e reinterpretava alcune situazioni (per l’epoca decisamente osé, oggi letture per l’infanzia) del Flash Gordon di Alex Raymond, e ogni tanto mi mostrava le figure. La fortuna di avere una famiglia di lettori onnivori. La passione per il disegno e gli studi mi hanno portato all’Accademia di Belle Arti, per poi vendermi – ma non del tutto – alla grafica pubblicitaria e infine per approfondire questa qualifica nel settore del marketing e discipline annesse. Il fumetto ha sempre scandito la mia vita. Linus è stata la mia scuola, il mio mentore. Lucca il luogo dove ho dato risposte a tutte le mie domande su questo straordinario linguaggio, complesso e articolato. Insieme a colleghi appartenenti alla “setta” di chi aveva intuito da tempo che il Fumetto oltre ad uno strumento di intrattenimento era un linguaggio Artistico, ci ha portato a realizzare diverse iniziative. Fra queste certamente la più interessante da un punto di vista della lettura di questo linguaggio è stata “FRATELLIRIBELLI”. Era il titolo di una performance audiovisiva dove intere storie a fumetti sono state sonorizzate da un gruppo di doppiatori, con suoni, musiche ed effetti speciali. Abbiamo lavorato su “Dylan Dog: Memorie dall’invisibile”, “Nathan Never: Vampyrus” dello straordinario Nicola Mari, “Batman: Arkham Asylum”, “Martin Mystère: Di tutti i colori”, “Daredevil: La morte di Electra” (il ciclo di Miller), “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti e tante altre. FRATELLIRIBELLI ha girato il belpaese, dal Museo Revoltella di Trieste al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e presso altre manifestazioni a fumetti o di cinema di animazione italiane fino ad approdare a Cartoon Club. Era il 1995 quando ho presentato la prima serie di queste proiezioni presso la sala del Baraccano a Bologna. Per quegli anni era una formula di pura avanguardia esplorativa di questo linguaggio e delle sue possibilità espressive. A seguire, mostre e iniziative presso altre città italiane: Casacomix a Casalecchio di Reno, Moncalieri Comics a Torino. E Riminicomix, la mostra mercato di Cartoon Club, l’unica che apre al pubblico alle 17:00 e chiude alle 01:00. Siamo a Rimini e ci siamo adeguati alla vita notturna della città. Quest’anno compie venti anni d’ininterrotto successo e costante crescita. Fra le altre cose interessanti che mi fanno sentire come uno che nel suo piccolo ha fatto qualche cosa per questo linguaggio è l’essere oggi dentro il comitato scientifico della Biennale del Disegno di Rimini alla voce “Fumetto”, per la quale ho avuto il piacere di portare a rimini mostre di Lorenzo Mattotti, Hugo Pratt, e per questa edizione 2016 Andrea Pazienza. Ho scritto interventi per “Fumo di China” e ideato la collana editoriale ABACO. Gestisco una piccola casa editrice che pubblica ovviamente fumetti, la DADA Editore. Ho recentemente scritto un libro, per la casa editrice Hermatena, dal titolo “Slurp! A tavola con il fumetto”, con la Dott.ssa Paola Parenti, grande appassionata ed esperta di cucina. Dimenticavo! ho anche un lavoro, sono art director dell’agenzia di comunicazione e marketing Dienneà.

Stefano: Avete inaugurato la collana ABACO nel 1999, curando un volume dal titolo “Batman: la Leggenda” per Cartoon Club Editore di Rimini. Potete raccontarci come è nata la vostra collaborazione e perché un libro su Batman?

Valentina & Egisto:  Lavoravano entrambi per Cartoon Club già da qualche tempo e per i 60 anni di Batman avevamo pensato di mettere in piedi una mostra, come sempre dotata di catalogo. Poi ci siamo resi conto che, vista la qualità dei pezzi che avremmo esposto, serviva un volume dall’aspetto imponente, autorevole. E non solo: se l’esperimento Batman fosse riuscito, magari avremmo potuto produrre altri volumi diversi dai ‘soliti’ cataloghi: cosa poi avvenuta con “L’oro di Zio Paperone”, scritto da un quartetto di superesperti disneyani. Purtroppo l’avventura si fermò lì, perché la produzione di ogni singolo volume comportava una mole di lavoro superiore a quelle che erano allora le nostre forze. Qualche anno fa però abbiamo lavorato insieme a un volume dal titolo “The Art of the Rat”, dedicato al Rat-Man di Leo Ortolani colorato da suo fratello Larry, che per taglio e formato può essere considerato anche lui un ABACO.

 

Stefano: Il volume edito da Cartoon Club raccoglie una serie di saggi, affidati a competenti autori, e una serie d’immagini-omaggio create per l’occasione. Parlatecene nel dettaglio.

Valentina & Egisto:  Prima parlavamo di qualità dei pezzi perché avevamo chiesto dei disegni inediti, realizzati appositamente per la mostra, a diversi disegnatori che ci erano sembrati adatti a rapportarsi col personaggio, non importa che fossero esordienti o affermati, sconosciuti o famosi. Tra loro, nomi come Lorenzo Mattotti, Sergio Toppi, Davide Fabbri, César, Massimilano Frezzato, Vanna Vinci, Nicola Mari. Ciascuno di loro ha risposto con entusiasmo, abbiamo raccolto decine di piccole opere d’arte. Come minimo, il livello dei contributi saggistici doveva essere altrettanto alto. Abbiamo contattato collaboratori di vecchia data ma anche persone nuove, scelte in ambiti estranei al fumetto, proprio per ottenere sguardi originali e inediti sul personaggio. “Batman: la Leggenda” doveva essere da una parte un compendio chiaro ed esaustivo sulla vita editoriale e narrativa del Cavaliere Oscuro, dall’altro una raccolta di spunti destinati a suggerire analisi e approcci mai tentati prima.

 

Stefano:  Personalmente ricordo di aver comprato quel libro all’interno del Palasport di Lucca, quando Lucca Comics aveva ancora due edizioni (quella primaverile e quella autunnale). In regalo c’era una bella cartolina disegnata da Gabriele Dell’Otto…

Valentina:  …con cui ci mise in contatto Marco Pellitteri, un caro amico oltre che eccellente saggista e ricercatore. Un giorno mi chiama e mi dice di conoscere un disegnatore emergente, tale Dell’Otto, uno destinato a fare strada, che ha pronto un disegno bellissimo di Batman a colori, e ci chiede se siamo interessati a inserirlo nel volume. Ci fa avere l’immagine e restiamo a bocca aperta. Solo che eravamo ormai avanti con l’impaginazione, altri due disegni a colori erano già stati destinati a cover e quarta di copertina. Così, a quel punto a Egisto viene un’illuminazione…

Egisto:  Quell’illustrazione era una meraviglia, non potevamo scartarla. Pubblicarla in bianco e nero all’interno del volume avrebbe significato sacrificare gran parte del suo fascino. Così ho pensato: perché non farne una cartolina? Un gadget aggiuntivo.

Stefano:  Guarda caso il titolo di questo bellissimo saggio su Batman ha lo stesso titolo che RW Lion ha scelto per propagandare la propria collana dedicata alla raccolta dei grandi classici. Che effetto vi ha fatto quando avete ascoltato lo spot in tv?

Valentina:  Ho sorriso. Batman È una leggenda, non potevamo certo mantenere il monopolio di quel titolo. Senza contare che una delle serie USA del personaggio, “Legends of the Dark Knight”, punta proprio sullo stesso concetto.

Egisto: Quando lo scegliemmo, questo titolo, era un termine che usciva spontaneo, direttamente dal cuore e dalla mente, nei confronti di quella che era ed è come dice Valentina un’icona nel panorama del Fumetto internazionale. Il suo fascino e la sua personalità di “personaggio” rimangono intatte e straordinariamente contemporanee, nonostante alcuni cali di qualità narrativa e grafica, impossibili da evitare vista la grande produzione di storie. Divertente pensare che forse i ragazzi della RW abbiano letto il nostro saggio, o che lo abbiano almeno visto in giro.

 

Stefano: All’epoca si festeggiava il sessantesimo della comparsa di Batman. Tante cose sono cambiate nel frattempo…

Valentina:  Il Bat-cosmo si è espanso, anche e soprattutto grazie alle trasposizioni cinematografiche. La trilogia di Christopher Nolan ha reso il personaggio ancora più noto, universale. Film di prossima uscita come il cross-over con Superman e quello sulla Justice League ne consacreranno ulteriormente la caratura. La serie televisiva “Gotham” ne esplora il background. A volte mi chiedo se ci sia ancora spazio per i fumetti, in questo proliferare di schermi grandi e piccoli. E mi rispondo: forse meno di prima, ma tutto dipende dagli autori. Il “Dark Knight” di Miller e il “Killing Joke” di Moore hanno una trentina d’anni e sono ancora attualissimi. Con un personaggio simile ci sono sempre nuovi margini di manovra.

 

Egisto:  La trilogia di Nolan, grazie all’interpretazione straordinaria di Christian Bale (Bruce Wayne / Batman) e Michael Caine (Alfred Pennyworth), ha dato nuova linfa ed energia al personaggio sia cinematografico che cartaceo. Nel contemporaneo la sinergia dei vari mezzi e/o strumenti di comunicazione è talmente vasta che trovo difficile definire un futuro per il Fumetto e il suo supporto editoriale, la carta stampata. Non credo che la produzione di storie scritte e disegnate terminerà mai. Tutto quello che di artistico nasce dalla mente e dalla creatività umana è un’esigenza primordiale che mi porta a considerarla un mezzo per lasciare il segno della propria presenza, della propria cultura, del tempo in cui abbiamo vissuto o viviamo. Muteranno i supporti ma non cesseremo di produrre Arte, tantomeno quella a Fumetti.

 

Stefano:  Cosa ti piace del personaggio di Batman e spiegacene le ragioni.

Valentina:  Mi piace il fatto che non abbia superpoteri in senso stretto. Che dal punto di vista della sua attività di supereroe sia una sorta di self-made-man. Che tante storie ne esplorino il lato borderline, senza il quale un soggetto del genere non sarebbe credibile. Che, nonostante il carattere cupo e solitario, spesso si circondi di una bat-family forse un po’ disfunzionale (i vari Robin, Nightwing, Huntress, Catwoman eccetera non sono proprio dei modelli di equilibrio e razionalità) ma ricca di motivazioni e capace di fare gioco di squadra. E soprattutto mi piace l’idea alla base del personaggio: usare l’arma principale dei criminali, la paura, contro di loro.

Egisto:  Concordo con valentina e le sue preferenze, ci troviamo perfettamente allineati su questo. Aggiungo solo che personalmente amo soprattutto il lato borderline di Batman e quel suo essere saltuariamente schizofrenico.

 

Stefano:  Quale è la storia di Batman che preferisci in assoluto e perché?

Valentina:  Questa domanda ti qualifica come un sadico torturatore. Conosciamo tutti le pietre miliari come il “Dark Knight”, il “Killing Joke“, “Year One” eccetera, e fra quelle è quasi impossibile decidere (Egisto, tu ci riesci?). Io però ho un debole per lo story-arc “Hush” di Jeph Loeb e Jim Lee, perché tira in ballo i comprimari più importanti della Bat-family, oltre a un certo numero di storici avversari: quindi è una storia molto corale, cosa che incontra i miei gusti. E poi il tratto di Jim Lee mi fa impazzire.

Egisto:   In cima alla classifica delle preferenze campeggia luminosa come una stella cometa “Arkham Asylum”: una folle dimora in un folle mondo… Scritto e sceneggiato da Grant Morrison, illustrato e co-sceneggiato da Dave McKean, di cui apprezzo tutto il lavoro grafico, narrativo, artistico e cinematografico. Avevo accennato del mio apprezzamento alla schizofrenia di Batman & co, vero? Poco dopo la sua prima pubblicazione in Italia (febbraio 1997 Play Press), questo graphic novel è stato tradotto in una straordinaria performance audiovisiva di FRATELLIRIBELLI (come ti dicevo poco fa) che riscosse un successo di pubblico straordinario. Fu talmente eccezionale l’affluenza che dovemmo replicare la sera successiva, non avendo la sala del Baraccano di Bologna una capienza adeguata a contenere tutto il pubblico pervenuto. Delle tante produzioni realizzate è certamente una delle più suggestive. A seguire, tutta l’opera di Miller.

Stefano:  Fai una tua personale classifica dei fumetti e dei cartoni animati da più amati.

Valentina:   L’avevo detto, che eri un sadico. Va bè, ci provo, in rigoroso ordine sparso. Fumetti: quasi tutte le opere di Alan Moore e Frank Miller. “Preacher” di Garth Ennis. La “Saga di Paperon de’ Paperoni” firmata da Don Rosa. La “Storia del West” di Gino D’Antonio. Le parodie disneyane di Silvia Ziche. Gli “X-Men” di Chris Claremont, gli “Avengers” di Brian Bendis. A scatola chiusa, qualunque cosa firmata da Giancarlo Berardi, Terry Moore, Neil Gaiman. E poi non sto citando pietre miliari come “Asterix”, “Maus”, “L’Eternauta”… niente da fare, sono troppi! Cartoni animati: conservo un amore viscerale per i vecchi robottoni giapponesi, “Goldrake” in primis. Poi “Ghost in the Shell”. Parecchi lungometraggi disneyani, alcuni outsider come “The Book Of Life” di Jorge Gutierrez o “Balto” di Simon Wells. Classici immortali come la “Linea” di Osvaldo Cavandoli. E un posticino speciale per una serie giapponese non conosciutissima, “Claymore” (tratta dal manga di Norihiro Yagi). Primo perché l’adattamento italiano in gran parte l’ho curato io, secondo perché è stata fra gli spunti che mi hanno indotta a riprendere il mio antico amore per il fantasy e ad esplorare il lato creativo di cui ti parlavo prima.

Egisto:  Sono d’accordo con Valentina, il tuo mi sembra accanimento terapeutico! Dunque: anch’io metto fra i primi cartoni animati preferiti tutti i robottoni di Go Nagai, da Mazinga a Ufo Robot Goldrake. Della mitica Disney di un tempo ciò che considero il suo capolavoro cinematografico, “La carica dei 101”. Di quella di oggi, “I Robinson”. Leggo troppo e di tutto, fra il “tanto” direi che faccio prima a dichiarare che tutto ciò che è stato pubblicato in Italia di Miller, Moore ed Ennis l’ho letto, ma di Alan Moore “Fashion Beast” è fra i miei preferiti. Il fumetto franco belga, con il Blueberry di Jean “Mœbius” Giraud, in vetta alla classifica di questa scuola. “Blake e Mortimer” di Edgar P.Jacobs, “Asterix”, “Tin Tin” di Hergé. Poi sempre di Mœbius “Il Garage ermetico di Jerry Cornelius” del periodo Métal Hurlant. La saga di Paperon de’ Paperoni di Carl Barks, decisamente migliore di quella di Don Rosa (dai… scateniamo la polemica).

Valentina:  Adesso non cominciare, che non ne usciamo più.

Egisto: Poi tutti i graphic novel di Will Eisner, e tutta la sua produzione (compreso Spirit) di cui rileggo spesso “Contratto con Dio”. Però rileggo spesso anche “Akira” di Katsuhiro Otomo, e ne riguardo il bellissimo lungometraggio di animazione. Entrando nel panorama dei manga c’è “Crying Freeman” di Kazuo Koike e Ryòichi Ikegami, “Planets” di Makoto Yukimura, “Berserk” di Kentaro Miura. “Una Ballata del mare salato” di HP e tutta la sua produzione, anche senza l’affascinante Corto Maltese. Sono un fan fondamentalista del “Rat-Man” di Leo Ortolani, del “Ken Parker” di Berardi e Milazzo, di “Orfani” e relative stagioni connesse di Recchioni e Mammucari. Passando ai suopereroi…

Valentina:  Egisto, non abbiamo tutto il giorno…

Egisto: Lo “Spider-Man” di Romita Senior e Junior, “I Fantastici Quattro” del periodo Jak Kirby e sempre di The King, “Capitan America”, “Gli Eterni”, “Kamandi”. Poi “Silver Surfer” di Sal Buscema, “Nick Fury” del costruttivista pop Steranko. Infine Batman: dei suoi tanti cicli narrativi apprezzo quelli di Jim Aparo, Neal Adams, Jim Lee che lo ipertrofizza consegnandolo virtualmente nelle mani di Frank Miller che lo ri-consegna alla storia dei comics statunitensi invecchiandolo anagraficamente ma rendendolo più giovane artisticamente. Basta… mi fermo qui, ma avviso che potrei proseguire.

Valentina:  Ma va’? Non si capiva!

 

Stefano: Volete salutare i lettori del nostro blog?

Valentina:  Li saluto cordialmente, ma soprattutto li ringrazio per aver avuto la pazienza di leggere queste elucubrazioni. E se qualcuno di loro vuole leggere “Batman: la Leggenda”, sappia che presso la sede di Cartoon Club / Fumo di China, ce n’è ancora qualche copia disponibile.  🙂

Egisto:  Ottima operazione di marketing promotion, io non avrei saputo fare di meglio, pur non mancando di esperienza. Io aggiungerei anche le mie personali scuse: non si dovrebbero sottoporre gli amici di Fumetto a tanta crudele tortura.

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Batman: i volti e i costumi che si sono succeduti nel tempo

L’uscita al cinema (anche se prevista per il prossimo anno) di Batman v Superman: Dawn of Justice si sta avvicinando e l’attesa, nel mentre, continua a crescere parecchio. In attesa dell’ambito trailer ufficiale, che sarà in grado di darci qualche informazione in più sulla sinossi del film, è giusto notare come il tempo trascorso abbia influito, oltre che sulla scelta di attori e l’utilizzo sempre più massiccio degli effetti speciali, anche sull’evoluzione dei costumi di entrambi i supereroi; oggi verrà analizzato Batman.

La prima trasposizione da fumetto a cinema avvenne nel 1943 con l’interpretazione di Lewis Wilson; nel secondo film, intitolato Batman e Robin (1949), fu Robert Lowery ad impersonare il supereroe. Entrambi hanno indossato costumi semplici, una calzamaglia con dei mutandoni sopra, un pipistrello ricamato sul petto, un mantello che dal ’43 al ’49 si è allungato di mezzo metro e la classica mascherina sul volto, oltre a stivaletti e cinturone. Un vestiario che ci fa probabilmente sorridere, ma il cui intento, forse, all’inizio, era quello di dar luogo ad un Bruce Wayne forte nell’animo, più che fisicamente.

Lewis Wilson interpreta Batman

Lewis Wilson interpreta Batman

I successivi Batman furono Adam West, che diede il proprio marchio al Batman della fortunata serie tv della fine degli anni ’60, e dopo un salto temporale di circa vent’anni, si è arrivati a Michael Keaton, segnando le generazioni che erano alla soglia degli anni’90. In questo crossover, dal Batman spigliato che con il suo costume semplice (e riciclato dai suoi interpreti precedenti) salvava il mondo, con l’avvicinarsi degli anni ’90, grazie a Tim Burton, Batman diventa ombroso, solitario, degno del tratto dark tipico del regista; ciò è visibile anche nel costume, che si tinge totalmente di nero dando risalto alla sua ombrosità (e anche al marchio distintivo di richiamo notturno), e dal fisico scolpito e accentuato. Da un semplice costume ad un’armatura.

Adam West interpreta Batman

Adam West interpreta Batman

Michael Keaton interpreta Batman

Michael Keaton interpreta Batman

Nel 1995 arrivò Val Kilmer ad interpretare un Batman meno tragico e più belloccio, ma che non riuscì a tenere testa a quello interpretato da Keaton. Tuttavia sarà il 1997 a segnare la tappa del peggior Batman di casa Warner, con l’interpretazione di George Clooney; Batman e Robin risultò un flop così enorme che per circa dieci anni non si parlò più di uomo-pipistrello, salvo poi essere resuscitato dal signor Nolan. È doveroso notare come il costume-armatura di Batman tenda ad essere sempre più inspessito, sempre più ricco di particolari e più aggressivo, come se l’anima di Wayne avesse creato il suo bozzolo dove rintanarsi; cosa che si noterà più esplicitamente con la trilogia di Nolan.

Val Kilmer interpreta Batman

Val Kilmer interpreta Batman

George Clooney interpreta Batman

George Clooney interpreta Batman

Grazie a Christopher Nolan, Batman ritorna sul grande schermo con la trilogia dedicata al Cavaliere Oscuro (Batman Begins del 2005, Il Cavaliere Oscuro del 2008, Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno del 2012), che riprende le origini del supereroe, che si avvicina ai toni cupi di Keaton ma assumendo connotazioni tragiche più approfondite a livello psicologico. Come detto sopra, Batman si è creato il suo contenitore-bozzolo, capace di racchiudere la sua anima fragile (orfana di famiglia e amore) e di respingere tutte quelle ferite che già ha nell’animo, diventando un’armatura a tutti gli effetti. Il simbolo-richiamo scompare dal petto, come se fosse lo stesso Wayne a racchiuderlo dentro al costume insieme a se stesso. Nel 2016 arriverà Ben Affleck nel ruolo di Batman, assumendosi il pesante fardello lasciato dal Bale e Nolan stessi. Ebbene, sarà in grado Affleck di tenere alta la classe recitativa e di portare sul grande schermo un Batman degno dei suoi precedenti? Nulla si sa ancora sulla trama di Batman v Superman, ma dalle prime immagini che circolano, Batman sembra ricco di vendetta e sempre più muscoloso, sull’orlo dell’esplosione.

Christian Bale interpreta Batman

Christian Bale interpreta Batman

Ben Affleck interpreta Batman

Ben Affleck interpreta Batman

Potete godere della visione delle evoluzioni del nostro Cavaliere Oscuro, con il vostro accesso Facebook o Google Plus. Nel frattempo diamo uno sguardo anche ai bat-loghi che si sono sccueduti nel tempo. Partiamo da uno dei primissimi, quello di Batman e Robin (1941), al pipistrello appuntito del cavaliere oscuro targato Christopher Nolan. Antupainamku, un creativo utente di Youtube, li ha messi a confronto in questo video animato. Il risultato ritengo sia notevole.

2 BIGLIETTI GRATUITI PER CARTOOMICS 2013

GOTHAM SHADOWS, IN COLLABORAZIONE CON BATMAN CRIME SOLVER E’ LIETA DI PRESENTARE:

T H E B A T – C O N T E S T

Cartoomics e’ la manifestazione dedicata al mondo dei fumetti, dei cartoons, dei cosplay, del fantasy, del collezionismo che si tiente do 20 anni a questa parte presso la fiera di Milano Rho.
Quest’anno si terra’ dal 15 al 17 Marzo 2013.
Chiunque dei nostri lettori e’ interessato a partecipare, il fans club Gotham Shadows, presso il nostro blog, mette a disposizione due biglietti, tramite la soluzione di due piccoli bat-test che trovate qui sotto.
Mandateci le soluzioni in privato sulla nostra pagina Facebook Batman Crime Solver.

N.B: Si avvisano i partecipanti che il concorso è rivolto solamente a coloro che avranno realmente la possibilità di partecipare alla fiera, onde evitare che vadano perduti.

Qual'e' il vero Bat-Pod?
Indicacelo in privato sulla nostra pagina Facebook

Qual’e’ il vero Bat-Pod?
Indicacelo in privato sulla nostra pagina Facebook

Guida Batman fino al nascondiglio di Bane. Rispedisci il file, in pvt sulla nostra pagina Facebook, indicando il giusto tracciato.

Guida Batman fino al nascondiglio di Bane. Rispedisci il file, in pvt sulla nostra pagina Facebook, indicando il giusto tracciato.


QUALCHE ORA DOPO AVER PUBBLICATO QUESTO POST E’ ARRIVATA LA RISPOSTA, QUINDI BATMAN CRIME SOLVER E’ LIETA DI ASSEGNARE I DUE BIGLIETTI DI INGRESSO GRATUITI PER CARTOMICS A:
LORENZO BORGHETTO, IL QUALE ALLE ORE 23.45 DEL 22.01.2013 CI HA SCRITTO:

“x il concorso: allegato file labirinto + risp. C x la seconda domanda ecco come Batman raggiunge Bane”

RINGRAZIAMO ANCHE CLAUDIO VALENTI CHE HA RISPOSTO AD UN’ORA DI DISTANZA DA LORENZO RISOLVENDO SOLTANTO IL PRIMO QUESITO.

IL NOME DI LORENZO SARA’ TRASFERITO AL FAN CLUB GOTHAM SHADOWS CHE GLI COMUNICHERA’ LE MODALITA’ DEL RITIRO.

GRAZIE A TUTTI!!!

La soluzione del tunnel per arrivare al rifugio di Bane.

La soluzione del tunnel per arrivare al rifugio di Bane.

Video intervista a Jim Lee e Geoff Johns

Ogni anno nel periodo di Halloween si apre il mondo della fantasia e arriva l’evento piu’ atteso dell’anno che apre le porte ai piu’ accaniti lettori, fans, editori, produttori di fumetti, cartoni animati, videogiochi, cinema, anime, manga, giochi di ruolo e da tavolo, lasciandoci entrare nella sfera dell’immaginario.
La kermesse e’ iniziata giovedi’ 1 Novembre e si e’ conclusa domenica 4.
Il Festival ha avuto come tema “La profezia dei Maya”. Il 2012 infatti e’ l’anno dell’ormai famigerata profezia anticipata da quell’antico popolo ma – sfidando pubblicamente Nostradamus e gli altri profeti di sventura – Lucca si e’ preparata a mettere in scena una manifestazione letteralmente da fine del mondo.
Quattro giorni dove tutto e’ possibile grazie ad una manifestazione che esalta tutti i generi appena accennati e permette ai ragazzi di mescolarsi e perdersi in una citta’ che per tanti di noi e’ come se fosse la propria seconda casa.
E’ proprio durante questa manifestazione che vengono valorizzati i lavori degli artisti come massima espressione culturale. D’altra parte il fumetto e’ considerata la nona arte e lo e’ a tutti gli effetti. Lo evidenziano le tante esposizioni che racchiudono il senso piu’ profondo del festival, il cui obiettivo finale, oltre a divertire, e’ quello di valorizzare questo viaggio nell’illustrazione attraverso diversi generi provenienti da diverse parti del mondo.
Se qualcuno dei nostri lettori, ancora non ha avuto la possibilita’ di poter partecipare a questa fantastica manifestazione, noi di Batman Crime Solver, vi invitiamo a farlo perche’ merita veramente di essere visitata.
Le principali piazze di Lucca sono state illuminate dalle proiezioni di John Connor e tanti altri eventi legati ai giochi e al fantasy, si sono fuse con l’incomparabile scenario di una città che è lo scenario perfetto per ospitare le novità fumettistico-letterarie-artistiche assieme agli appuntamenti culturali. Nell’anno della “fine del mondo” gli operatori del settore sono riusciti nell’intento di dare appuntamento a Lucca a quasi 180 mila visitatori per chiudere il 2012 con un’incredibile quantità di nuovi giochi, il meglio della produzione ludica italiana e internazionale vi aspetta al salone di Lucca Games 2012.
Sulla nostra pagina facebook, abbiamo pubblicato una serie di cosplay dedicati al mondo del Crociato Incappucciato, se le avete perse, vi invito a vederle perche’ alcune di queste maschere e i loro “sarti” sono stati pieni di inventiva e di colore e innovazione.
Noi di Batman Crime Solver, abbiamo realizzato dei piccoli servizi video e fotografici dedicati agli autori del mondo di Batman e dintorni. Infatti, quest’anno tra i grandi maestri del fumetto, erano presenti: Geff Johons, Jim Lee.

Geoff Johns e Jim Lee

Geoff Johns è uno degli sceneggiatori di maggior successo del fumetto supereroico degli ultimi anni. La sua creativita’ e’ stata rafforzata anche dall’esperienza cinematografica accumulata sotto l’ala prottettiva di Richard Donner il quale ne ha influenzato il suo modo di scrivere. Le sue opere tendono ad avere un fulcro nella storia, e attorno al quale far ruotare una serie di sottotrame in cui rinnova i vari personaggi pur rimanendo al tempo stesso fedele alle loro caratteristiche fondamentali. Grazie a questo suo modo di scrivere con le sue opere, è riuscito a rivitalizzare la pubblicazione di alcuni
personaggi che avevano perso lo smalto di un tempo, come ad esempio Lanterna Verde, Acquaman, Flash e la stessa Justice League.

Geoff Johns e Jim Lee durante la conferenza

Jim Lee, oggi diventato co-editore della DC Comics, ha alle sue spalle una carriera ventennale. Nell’arco di questi quattro lustri, ci ha deliziato diesegnando personaggi di rilievo della DC Comics e della Marvel Comics, ed ha fondato, insieme ad altri disegnatori, nel 1992 anche la Image Comics. Sotto questo marchio Jim lancia la nuova serie di sua creazione Wildcats, seguita da StormWatch e Deathblow nel 1993 e da Gen 13 nel 1994 (fumetti e film animato che caldamente raccomando a tutti i lettori). Questi titoli vengono poi assorbiti dalla Wildstorm, etichetta di cui Lee è l’unico proprietario. Con il semplice utilizzo della matita e dell’inchiostrazione riusce a regalare al lettore una tridimensionalità fisica e corporea a tutti i suoi personaggi, donandogli una maestosità che in pochi riescono a raggiungere.

Geoff Johns e Jim Lee durante il loro intervento di Sabato 3 Novembre 2012 ore 15.30 avvenuto presso l’Auditorium Fondazione Banca del Monte Incontro.

Geoff Johns e Jim Lee durante il loro intervento di Sabato 3 Novembre 2012 ore 15.30 avvenuto presso l’Auditorium Fondazione Banca del Monte Incontro.

Geoff Johns e Jim Lee Sabato 3 Novembre 2012 ore 15.30 Auditorium Fondazione Banca del Monte Incontro di Lucca durante la premiazione.

Qui di seguito trovate ben oltre 40 minuti del loro intervento di Sabato 3 Novembre 2012 ore 15.30 avvenuto a Lucca presso l’Auditorium Fondazione Banca del Monte Incontro.

Presentazione del gruppo Facebook: Bat-joke

Come tutti sappiamo Facebook è un social network che permette di rimanere in contatto con un gruppo di persone (”amici”); è possibile scambiarsi messaggi, vedere cosa gli altri stiano facendo in un determinato momento, o consultare link o contenuti che gli amici di volta in volta ci propongono.
Così, si creano i gruppi di persone che amano un’artista piuttosto che un altro. Noi, di Batman Crime Solver, abbiamo il piacere di ospitare spesso i gruppi presenti su Facebook dedicati al cavaliere oscuro. Oggi, e’ il giorno della presentazione del gruppo: Bat-joke. Ai nostri nuovi bat-amici la parola.

Salve a tutti, abitanti di Ghotam, pazzi di Arkam, salve anche a voi che siete solo di passaggio: siamo i due admin (Harvey e Dent) della nuova pagina facebook Bat-joke, dedicata al cavaliere oscuro.
Siamo qui per presentarci, presentare il nostro gruppo ed invitarvi a visitarlo, invitarvi a frequentarlo ed aiutarci a farlo crescere!
Troverete le immagini più belle e spiritose del web, le notizie più interessanti sul nostro eroe e tanti altri appassionati con cui scambiarsi idee e opinioni.
Vi aspettiamo in tanti!
Harvey & Dent

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Fan-Art di: Samantha Polini

Samantha nasce a Roma nel 1970.
Grafica Pubblicitaria, si fa le ossa per nove anni lavorando in laboratori di cartellonistica stradale. Nel 1998, lasciata la scuola del fumetto, realizza lo storyboard del film “Odi et Amo” del regista Maurizio Anania e si dà da fare sul set come aiuto-costumista.
Nel 1999 è tra i realizzatori delle Tavole Illustrate sul tema l’Avanspettacolo, in occasione dell’apertura della Sala Petrolini al Teatro Testaccio in Roma, nel frattempo lavora presso le librerie delle Gallerie Barberini e Corsini.
Seguono autoproduzioni nell’ambito fumettistico come: Dark Knight Gallery (1999), Imajika (2000), Le avventure del Mimo (raccolta delle storie apparse sulla rivista Linea d’Ombra 2003).
Collabora con fanzines amatoriali sul fumetto emergente: Zelig, Linea d’Ombra, Studio Dream, Schegge d’Ombra, Karakiri.
Oggi, dopo aver scritto un racconto on-line (presso il sito Marvel.it), è tornata alla sua antica passione: la pittura.
Sta comunque ultimando delle tavole che le consentano il grande salto verso l’oltreoceano.
Nel tempo libero, oltre ad occuparsi dei suoi amici uccelli, alla sua nuova casa e al lavoro di insegnante di disegno, si diverte nel manipolare immagini e lavorare filmati.

I suoi disegni sono visibili su:
http://www.uncannyxmen.net
http://www.labottegadellachina.com
Il racconto su:
http://www.comicus.it/marvelit/index.php

Vi propongo uno dei lavori iniziali dal titolo: Dark Knight Gallery, compresa la dedica che mi ha fatto all’interno della copertina.^_^
La scansione e’ solo per rendervi un’idea del lavoro, ma vi assicuro che non e’ mai come avere l’originale di questo fantastico libricino.
L’autrice e’ contattabile anche via Facebook.

TDK pt. 1

TDK pt. 2

TDK pt. 3

Le locandine della trilogia di Nolan

Arriva Bat-memorabilia, nuova e interessante. Direttamente dalla pagina ufficiale Facebook ChristopherNolanItalia, ecco il racconto di Slask che ci tiene sempre aggiornati sulle novità del nuovo Bat-film di Nolan e ci invia un suo commento sulle tre locandine-teaser che hanno caratterizzato l’uscita dei tre bat-film.
Impreziosiamo, il lavoro di Slask con una breve descrizione dei tre film.
Batman Begins è un film del 2005 diretto da Christopher Nolan e basato su Batman, il film è un Reboot della saga, cioè ignora le pellicole precedenti, non considerandole per la stesura della trama.
A Luglio del 2008, arriva in Italia un film direct-to-video: Il cavaliere di Gotham, una raccolta di cortometraggi animati realizzati in stile anime, che coprono l’arco temporale tra Batman Begins e il cavaliere oscuro (The Dark Knight) che viene distribuito nelle sale statunitensi a partire dal 18 luglio 2008. La raccolta dei sei OAV ispirati al personaggio di Batman, sono stati prodotti da DC Comics e Warner Premiere, realizzati dagli studi giapponesi Madhouse, Studio 4°C, Production I.G e Bee Train, e distribuiti in un unico volume da Warner Home Video. A voi la cover del dvd.

Come anticipato nelle nostre news, arriverà nelle sale il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises) film sempre diretto da Christopher Nolan la cui visione è prevista per il 20 luglio 2012 negli Stati Uniti, mentre in Italia l’uscita è prevista per il 29 agosto 2012.

E ora a voi le Bat-Locandine della trilogia di Nolan, interamente commentate in esclusiva dalla pagina Facebook ChristopherNolanItalia!

 

Questo è il primo poster della saga batmaniana di Chris Nolan che ho acquistato; precisamente è la primissima locandina promozionale, il teaser poster che deve “annunciare” l’uscita di un film.
Nolan e la Warner Bros. hanno sempre sfruttato bene questi poster di lancio, che non essendo delle locandine definitive hanno il compito di attirare l’attenzione e suscitare curiosità con immagini di grande effetto quando ancora le immagini della futura pellicola scarseggiano.
Come per gli altri poster che ho comprato, mi sono dovuto rivolgere a ebay, perchè non penso che in Italia ci siano negozi abbastanza forniti o con una scelta ampia per questo tipo di prodotti. Non ricordo esattamente il prezzo, ma ricordo che ho comprato senza esitazioni, perchè ho ammirato fin da subito questa figura nera, iconica e visibilmente tormentata che si staglia sul tramonto. Per me, appassionato di cinema e fumetti, rappresenta la perfetta fusione tra questi due mondi, e non potevo non volerla vedere in camera mia ogni giorno.

Questa qui è in assoluto la locandina che preferisco di tutta la trilogia del Cavaliere Oscuro (anche questo il primo teaser poster). Eppure parliamo di tantissime locandine, alcuni veramente accattivanti e di grande impatto, specialmente per questo secondo film; ma quello che rappresenta questa immagine, a livello iconografico e metaforico, è l’apice dell’estro visivo impiegato nella mastodontica campagna promozionale del film.

Quando è stata rilasciata (non vorrei sbagliarmi ma potrebbe addirittura risalire a Dicembre 2006… pensate, un anno e mezzo prima dell’uscita nelle sale) si sapeva poco e niente sul film, ma ricordo che appena l’ho vista sono rimasto folgorato; ogni cosa in questo poster è al suo posto, perfetta: il logo, il titolo del film, i colori, l’immagine di Batman.
Sono rimasto ammaliato da quanto fosse semplice ed essenziale, e quanto affascinante fosse l’idea di questa visualizzazione, con la silhouette di Batman in una stanza buia, di spalle mentre osserva questa grande vetrata con la sterminata Gotham City, immersa in tinte nere e azzurre (che avrebbero poi contraddistinto la magnifica fotografia del film). Il solitario uomo pipistrello che vigila nella notte su una metropoli sconfinata e oscura. Il logo reinventato per il franchise, e ormai diffusissimo e utilizzato anche nei fumetti, tutto nero con fasci di luce che emergono dall’interno, e sopratutto la scritta che rivela il titolo: THE DARK KNIGHT. Quanto dannatamente suona bene questo titolo, per la prima volta “Batman” viene omesso, e la pellicola ci viene presentata con il soprannome che ha consacrato il personaggio nell’era moderna. Semplicemente perfetto.
Questo teaser poster racchiude in sè l’essenza di Batman, lo spirito del lavoro fatto da Chris Nolan per portare sul grande schermo la sua visione dell’Uomo Pipistrello, la carica e il carisma di una figura rinata sotto una nuova luce. Fin da questa prima immagine promozionale, Nolan aveva già azzeccato tutto, e non appena ho trovato l’occasione su ebay me ne sono accaparrato una copia. La più grande soddisfazione però è stata quando l’ho appeso accanto al primo poster, quello di Batman Begins, perchè per la prima volta mi sono reso conto che questo regista stava seriamente ponendo le basi per un grande e meraviglioso affresco cinematografico, che di lì a poco avrebbe regalato a tutti i fan come me emozioni indescrivibili.

 

Questo poster è l’ultimo arrivato. A differenza degli altri è costato un po’ di più, vuoi perchè l’ho acquistato non appena sono state stampate le prime copie, vuoi perchè ormai la trilogia di Chris Nolan è conosciuta e rinomata dappertutto (e inoltre è double-side, con la stampa su entrambi i lati). Il teaser poster di The Dark Knight Rises è forse il più incisivo di tutti, talmente rappresentativo che per la prima volta non compare neanche il titolo del film: la sagoma del celebre logo del Batman nolaniano è immediatamente riconoscibile e occupa quasi tutto l’area del poster; per la terza volta lo stile è stato reinventato, e stavolta il logo è formato dai bordi di palazzi distrutti e macerie in rovina. Il messaggio alla base di questo nuovo e ultimo capitolo della saga è chiaro.
Dopo i toni arancio del primo film, e azzurri del secondo, stavolta Nolan ha scelto il bianco come colore da opporre all’oscurità. Ciò che emerge da questo schema apparentemente casuale è invece una struttura visiva e tematica molto precisa, ricorrente nei messaggi trasmessi dai film: Batman Begins rappresentava il tramonto, con gran parte delle scene ambientate al crepuscolo, The Dark Knight è simboleggiato dalla notte, l’oscurità che inghiottisce il cavaliere oscuro al termine della storia; The Dark Knight Rises è il film che celebra l’alba, la rinascita di Batman. Tutto quanto, la campagna promozionale, le scelte fotografiche e scenografiche (l’uomo pipistrello comparirà, per la prima volta in un film, in pieno giorno), il significato del film, conduce a questo concetto.
Gli altri due poster erano stati acquistati dopo aver visto i film, di solito non acquisto locandine di un film che non conosco o che non mi sono piaciuti. Ma questa volta era diverso, stavolta ho dato la mia fiducia incondizionata a questo autore, il regista che mi ha regalato i film su Batman che non mi sarei mai sognato di vedere. E mentre appendevo il poster accanto agli altri, e prendevo visione di questa trilogia simbolica sulla mia perete, non ho potuto non pensare con nostalgia ed emozione a tutto il percorso che mi ha portato fin qui, dopo quasi 8 anni. La leggenda finisce, e ne è valsa la pena seguire il viaggio fin qui, ora che ci avviamo alla conclusione di tutto.