HeroCon 2019 una maratona per ogni tipo di fan

HeroCon – Super Heroes Convention: sabato 8 e domenica 9 giugno 2019 presso il centro SGM Conference Center di Roma sito in Via Portuense n. 741
Una maratona di due giorni dedicata a tutti supereroi, al mondo dell’immaginario dei fumetti, della narrativa, dei cartoni animati e dei film. Una convention che si caratterizza come una novità nel panorama italiano perché viene interamente dedicata alle doti di coraggio e nobiltà alle abilità straordinarie, ai superpoteri ed ai pittoreschi e variopinti costumi dei supereroi. Una convention in cui sarà possibile trascorrere la maggior parte del tempo a “combattere” i mostri, alieni, disastri naturali e supercriminali. Si tratta di una mega riunione di appassionati che ha per protagonisti i supereroi in cui verrano celebrate tutte le storie del mondo del fumetto, a partire dalle riviste a fumetti statunitensi, al cinema, alla televisione, alla narrativa e ai videogiochi. Il tutto sarà celebrato con i protagonisti di questo mondo. Tanti infatti saranno gli ospiti di questa due giorni assolutamente da non perdere.
Iniziamo dal mondo dei fumetti con la presenza della disegnatrice DC Comics Elena Casagrande che realizzerà anche un proprio workshop per insegnare lo storytelling.
Una completa sezione sarà dedicata a Batman con pannelli, sculture, memorabilia e la presenza del cosplayer Piero Castiglia che per festeggiare gli 80 anni del personaggio oltre ad indossare il costume del Cavaliere Oscuro, proietterà la propria versione della Snyder Cut della Justice League.
Batman Shadow of Darkness – Piero Castiglia è Batman

Ospite internazionale sarà Daniel Pesina l’attore esperto di arti marziali che ha interpretato Johnny Cage e i personaggi ninja Sub-Zero, Scorpion, Reptile, Smoke e Noob Saibot, oltre a contribuire alla creazione dei videogiochi Mortal Kombat e Mortal Kombat II. Per il magico mondo del doppiaggio saranno presenti: Angelo Maggi (Iron Man e il Commissario Gordon), Marco Vivio (Spiderman, Capitan America, Clark Kent in Smallville), Gianfranco Miranda (Superman, Gordon in Gotham), Alex Polidori (Spiderman), Alessandro Campaiola (Flash, Quicksilver), Manuel Meli (Kid Flash, Ciclope), Davide Perino (Lex Luthor), Ilaria Latini (Lois Lane). Sabato 8 Giugno alle ore 21 si terrà il Festival Nazionale del doppiaggio le voci del cinema. Una intera stanza, curata anche da Groth Horror Custom, sarà messa a disposizione per una mostra dedicata all’horror celebrerà il cinema dell’orrore con la replica di Predator e tanti altri personaggi immaginari e mostruosi, situazioni macabre, irrazionali e di origine soprannaturale e con atmosfere da incubo. Tra gli artisti presenti ci sarà Diego Nicoletti, che presenterà le sue repliche dei personaggi più acclamati in scala 1:1 e Brunz, artista underground-naif, con le sue opere dedicate agli Dei, agli eroi e i miti a ben rappresentare le storie e le leggende fondamentali della mitologia. Non possono certo mancare i cosplayer, ai quali sarà dedicato un contest per la miglior manifattura del costume e miglior interpretazione, unitamente a workshop e contest fotografico.

Matteo Fascianelli ideatore della Herocon

L’Orchestra Sinfonica Papillon, eseguirà le colonne sonore di film tratte da Avengers, Il Cavaliere Oscuro e tante altre, oltre alla realizzazione di un workshop per insegnare a comporre un soundtrack. Le Tartarughe Ninja compiono 35 anni e festeggiano proprio alla Hero-con. Infatti, mentre in tutto il mondo si moltiplicano feste ed eventi per festeggiare il loro compleanno, proprio durante la convention sarà celebrato il fenomeno planetario delle quattro tartarughe mutanti – con i loro nomi che si ispirano a grandi artisti del rinascimento italiano: Donatello, Michelangelo, Leonardo e Raffaello, e la propria passione per la pizza. Il tributo al mondo delle “Teenage Mutant Ninja Turtles” spazierà con la presenza di giocattoli, sculture, diorami, workshop, artisti, doppiatori e mostra a tema.
Ma non finisce qui, infatti, all’interno di questo mega contenitore ci sarà posto anche per celebrare la Cybertrome, la prima fan convention in Italia dedicata ai Trasformers con la presenza dei doppiatori, artisti e diverse conferenze.
Ascoltiamo la presentazione di questa convention direttamente dalla voce dell’ideatore e organizzatore Matteo Fascianelli.

The Batman: la scelta del villain

Il film dedicato all’Uomo Pipistrello diretto da Ben Affleck si farà. Ma qual è il cattivo che più potrebbe affascinare il pubblico nell’eterna lotta ai criminali di Gotham City? The Joker e Harley Quinn sono i più attesi dagli appassionati del genere. E pure Jared Leto concorda.

Joker di Leto/Killing Joke

Joker di Leto/Killing Joke

Sul set c’è l’Uomo Pipistrello. Dietro alla macchina da presa spunta Ben Affleck, che questa volta oltre ad essere protagonista del film lo dirige pure. Mancano solo i “villain”. La data dell’uscita della pellicola dedicata a Batman non è ancora stata diffusa perché la sceneggiatura, confessa l’attore, non è ultimata. Intanto i fan del genere fantasticano su chi sarà questa volta il cattivo a dare del filo da torcere al paladino di Gotham City.

Secondo alcune indiscrezioni il solo-movie dedicato al personaggio di casa DC Comics potrebbe essere incentrato sull’Arkham Asylum, il manicomio criminale della città. È qui che sono detenuti i delinquenti più pericolosi e folli dei fumetti, da Joker al Pinguino, passando per l’Enigmista. Batman contro tutti? Non è dato saperlo. Così l’Hollywood Reporter ha testato il sentiment del pubblico proponendo un sondaggio ai suoi lettori, che si sono ritrovati a scegliere quale villain vorrebbero vedere in The Batman.

Con oltre 18 mila voti espressi, gli appassionati dei comic-movie hanno sentenziato che l’intramontabile Joker e la biondina Harley Quinn non dovrebbero assolutamente mancare all’interno della storia, seguiti da Cappuccio Rosso e Deathstroke. D’altronde dopo che Suicide Squad e Batman v Superman: Dawn of Justice hanno svelato che il Joker (sul set con il volto di Jared Leto) e la sua innamorata Margot Robbie alias Harley Quinn sono responsabili della morte di Robin, chi meglio di loro potrebbe rendere The Batman avvincente ed appassionante? Non è finita qui: i lettori sono stati chiamati a spiegare il motivo della loro scelta sulla pagina Facebook di Heat Vision, la sezione per appassionati di videogiochi, cinema e sci-fi dell’Hollywood Reporter.

Un lettore si appella alla tradizione, spiegando che “ogni altra grande produzione intorno a Batman ha avuto un Joker (…) È ciò che abbiamo imparato ad aspettarci!”. Mentre qualcuno vede nel film di Ben Affleck la possibilità per il Joker interpretato da Jared Leto di farsi conoscere: “Dopo il fiasco di Suicide Squad Jared Leto merita la possibilità di mostrare le sue incredibili qualità. Il fulcro della storia può essere il rapporto fra Batman, Joker e Harley Quinn. Non sono un fan dei flashback, ma l’idea di raccontare le origini di Joker e del conflitto con l’Uomo Pipistrello potrebbe essere vincente”. Se si parla di flashback allora perché non tirare in ballo Maschera Nera? “Penso che Maschera Nera sarebbe perfetto per introdurre una squadra di cattivi nel film”, dice un lettore. D’altronde, fa notare un altro appassionato, “Maschera Nera è stato più o meno assente per lungo tempo dalle avventure di Batman, dunque dovrebbe esserci un sacco di materiale a disposizione per creare nuove avventure”.

Insomma, il Joker è il più atteso. Ma l’attore che lo interpreta cosa ne dice? “Penso che sarebbe incredibile – ha detto Jared Leto al Toronto Sun – vedere Batman e Joker in un testa a testa! Questo Batman e questo Joker. Voglio dire, non so, potrebbe essere troppo! Ma sarebbe divertente”.

[Fonte Sky]

Batman interpretato da Ben Affleck

Batman interpretato da Ben Affleck

Batman: La leggenda

Tra i tanti libri che ho in casa dedicati al Cavaliere Oscuro, ce ne è uno del tutto italiano che risalta per qualità ed impegno profuso: Batman: la leggenda. Ricordo ancora quando in un freddo e piovoso ottobre dell’ormai lontano 1999, durante Lucca Comics, mi sono imbattuto casualmente in questo volume che mi ha permesso di ampliare la mia conoscenza. Per i ragazzi che mi leggono devo dire che all’epoca internet era solo agli albori. 😉
Così, preso da nostalgia, ma soprattutto per farvi conoscere questo bellissimo gioiello, grazie all’uso di Facebook, ho potuto contattare Valentina Semprini e Egisto Quinti Seriacopi, che all’epoca si sono presi la briga di realizzare un saggio che ritengo valido a tutt’oggi perché è un approfondimento al personaggio di Batman a 360°: fumetti, film, serie animate, gadgets e quanto altro ruotava fino al momento della pubblicazione intorno al vigilante di Gotham City. Inoltre come omaggio extra c’era una cartolina con un Batman spietato, dipinta dal bravissimo e ancor più giovane Gabriele Dell’Otto.

Stefano:  Ciao Valentina ed Egisto, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuti tra le pagine di Batman Crime Solver.

Valentina:  Grazie a te! È bello tornare a parlare di fumetti dopo un po’ che non mi capitava.

Egisto:  Fortunata Valentina, ultimamente ne parlo e me ne occupo forse troppo spesso, anche se rimane una delle cose che preferisco fare oltre al mio lavoro.

 

Stefano:  Presentatevi al nostro pubblico. Chi è Valentina Semprini?

Valentina:  Una nerd. Non troppo grave (quello irrecuperabile è Egisto), ma sempre nerd. Che, per una serie di circostanze, ha trovato il modo di convogliare questa essenza nerd in qualcosa di più scientifico e costruttivo. Sono stata folgorata sulla via dell’Università dal mio impatto con la semiotica, che ha condizionato tutte le mie scelte successive: esami, tesine, piano di studi, tesi di laurea con Umberto Eco (poi divenuta un libro, “Bam! Sock!” pubblicato nel 2006 da Tunuè). Non c’è attività professionale degli ultimi diciotto anni (incluso l’adattamento di dialoghi per serie animate giapponesi, a lungo la mia principale fonte di sostentamento) che non sia partita da lì. A distanza di tanto tempo, è ancora ciò che mi da un’identità, perfino ora che mi sono ritirata “a vita privata” e mi sto divertendo a esplorare il mio lato creativo, sotto pseudonimo (vedi www.velmastarling.com). Il lato critico e saggistico voleva prendersi una pausa.

 

Stefano:  Parlami anche di quando facevi parte dello staff di Cartoon Club.

Valentina:  Ho iniziato nel 1997, fresca di laurea, e sono rimasta nello staff della manifestazione fino al 2014. Di anno in anno mi sono occupata di allestire mostre (spesso condividendo sfiancanti maratone notturne con Egisto e altri colleghi), curare i concorsi per i cortometraggi animati, tenere i contatti con gli ospiti internazionali, redigere cataloghi (quasi sempre in co-editing con Paolo Guiducci o Sabrina Zanetti), gestire il sito internet del festival… insomma mi sono adattata a ricoprire i ruoli di cui c’era bisogno. La cosa di cui vado più fiera è la creazione del Premio “Franco Fossati” per la saggistica sul fumetto. Parallelamente all’attività con Cartoon Club c’è stato il ruolo di caporedattrice per la rivista “Fumo di China”, che ho ricoperto per una decina d’anni.

 

Stefano: E chi è Egisto Quinti Seriacopi, fuori e dentro Cartoon Club?

Egisto: Quante pagine abbiamo a disposizione? La mia passione per il Fumetto è un imprinting infantile. Mia madre per farmi addormentare mi leggeva gli albi della casa editrice Nerbini, che appartenevano a mio padre. Vista la mia età, a volte censurava e reinterpretava alcune situazioni (per l’epoca decisamente osé, oggi letture per l’infanzia) del Flash Gordon di Alex Raymond, e ogni tanto mi mostrava le figure. La fortuna di avere una famiglia di lettori onnivori. La passione per il disegno e gli studi mi hanno portato all’Accademia di Belle Arti, per poi vendermi – ma non del tutto – alla grafica pubblicitaria e infine per approfondire questa qualifica nel settore del marketing e discipline annesse. Il fumetto ha sempre scandito la mia vita. Linus è stata la mia scuola, il mio mentore. Lucca il luogo dove ho dato risposte a tutte le mie domande su questo straordinario linguaggio, complesso e articolato. Insieme a colleghi appartenenti alla “setta” di chi aveva intuito da tempo che il Fumetto oltre ad uno strumento di intrattenimento era un linguaggio Artistico, ci ha portato a realizzare diverse iniziative. Fra queste certamente la più interessante da un punto di vista della lettura di questo linguaggio è stata “FRATELLIRIBELLI”. Era il titolo di una performance audiovisiva dove intere storie a fumetti sono state sonorizzate da un gruppo di doppiatori, con suoni, musiche ed effetti speciali. Abbiamo lavorato su “Dylan Dog: Memorie dall’invisibile”, “Nathan Never: Vampyrus” dello straordinario Nicola Mari, “Batman: Arkham Asylum”, “Martin Mystère: Di tutti i colori”, “Daredevil: La morte di Electra” (il ciclo di Miller), “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti e tante altre. FRATELLIRIBELLI ha girato il belpaese, dal Museo Revoltella di Trieste al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e presso altre manifestazioni a fumetti o di cinema di animazione italiane fino ad approdare a Cartoon Club. Era il 1995 quando ho presentato la prima serie di queste proiezioni presso la sala del Baraccano a Bologna. Per quegli anni era una formula di pura avanguardia esplorativa di questo linguaggio e delle sue possibilità espressive. A seguire, mostre e iniziative presso altre città italiane: Casacomix a Casalecchio di Reno, Moncalieri Comics a Torino. E Riminicomix, la mostra mercato di Cartoon Club, l’unica che apre al pubblico alle 17:00 e chiude alle 01:00. Siamo a Rimini e ci siamo adeguati alla vita notturna della città. Quest’anno compie venti anni d’ininterrotto successo e costante crescita. Fra le altre cose interessanti che mi fanno sentire come uno che nel suo piccolo ha fatto qualche cosa per questo linguaggio è l’essere oggi dentro il comitato scientifico della Biennale del Disegno di Rimini alla voce “Fumetto”, per la quale ho avuto il piacere di portare a rimini mostre di Lorenzo Mattotti, Hugo Pratt, e per questa edizione 2016 Andrea Pazienza. Ho scritto interventi per “Fumo di China” e ideato la collana editoriale ABACO. Gestisco una piccola casa editrice che pubblica ovviamente fumetti, la DADA Editore. Ho recentemente scritto un libro, per la casa editrice Hermatena, dal titolo “Slurp! A tavola con il fumetto”, con la Dott.ssa Paola Parenti, grande appassionata ed esperta di cucina. Dimenticavo! ho anche un lavoro, sono art director dell’agenzia di comunicazione e marketing Dienneà.

Stefano: Avete inaugurato la collana ABACO nel 1999, curando un volume dal titolo “Batman: la Leggenda” per Cartoon Club Editore di Rimini. Potete raccontarci come è nata la vostra collaborazione e perché un libro su Batman?

Valentina & Egisto:  Lavoravano entrambi per Cartoon Club già da qualche tempo e per i 60 anni di Batman avevamo pensato di mettere in piedi una mostra, come sempre dotata di catalogo. Poi ci siamo resi conto che, vista la qualità dei pezzi che avremmo esposto, serviva un volume dall’aspetto imponente, autorevole. E non solo: se l’esperimento Batman fosse riuscito, magari avremmo potuto produrre altri volumi diversi dai ‘soliti’ cataloghi: cosa poi avvenuta con “L’oro di Zio Paperone”, scritto da un quartetto di superesperti disneyani. Purtroppo l’avventura si fermò lì, perché la produzione di ogni singolo volume comportava una mole di lavoro superiore a quelle che erano allora le nostre forze. Qualche anno fa però abbiamo lavorato insieme a un volume dal titolo “The Art of the Rat”, dedicato al Rat-Man di Leo Ortolani colorato da suo fratello Larry, che per taglio e formato può essere considerato anche lui un ABACO.

 

Stefano: Il volume edito da Cartoon Club raccoglie una serie di saggi, affidati a competenti autori, e una serie d’immagini-omaggio create per l’occasione. Parlatecene nel dettaglio.

Valentina & Egisto:  Prima parlavamo di qualità dei pezzi perché avevamo chiesto dei disegni inediti, realizzati appositamente per la mostra, a diversi disegnatori che ci erano sembrati adatti a rapportarsi col personaggio, non importa che fossero esordienti o affermati, sconosciuti o famosi. Tra loro, nomi come Lorenzo Mattotti, Sergio Toppi, Davide Fabbri, César, Massimilano Frezzato, Vanna Vinci, Nicola Mari. Ciascuno di loro ha risposto con entusiasmo, abbiamo raccolto decine di piccole opere d’arte. Come minimo, il livello dei contributi saggistici doveva essere altrettanto alto. Abbiamo contattato collaboratori di vecchia data ma anche persone nuove, scelte in ambiti estranei al fumetto, proprio per ottenere sguardi originali e inediti sul personaggio. “Batman: la Leggenda” doveva essere da una parte un compendio chiaro ed esaustivo sulla vita editoriale e narrativa del Cavaliere Oscuro, dall’altro una raccolta di spunti destinati a suggerire analisi e approcci mai tentati prima.

 

Stefano:  Personalmente ricordo di aver comprato quel libro all’interno del Palasport di Lucca, quando Lucca Comics aveva ancora due edizioni (quella primaverile e quella autunnale). In regalo c’era una bella cartolina disegnata da Gabriele Dell’Otto…

Valentina:  …con cui ci mise in contatto Marco Pellitteri, un caro amico oltre che eccellente saggista e ricercatore. Un giorno mi chiama e mi dice di conoscere un disegnatore emergente, tale Dell’Otto, uno destinato a fare strada, che ha pronto un disegno bellissimo di Batman a colori, e ci chiede se siamo interessati a inserirlo nel volume. Ci fa avere l’immagine e restiamo a bocca aperta. Solo che eravamo ormai avanti con l’impaginazione, altri due disegni a colori erano già stati destinati a cover e quarta di copertina. Così, a quel punto a Egisto viene un’illuminazione…

Egisto:  Quell’illustrazione era una meraviglia, non potevamo scartarla. Pubblicarla in bianco e nero all’interno del volume avrebbe significato sacrificare gran parte del suo fascino. Così ho pensato: perché non farne una cartolina? Un gadget aggiuntivo.

Stefano:  Guarda caso il titolo di questo bellissimo saggio su Batman ha lo stesso titolo che RW Lion ha scelto per propagandare la propria collana dedicata alla raccolta dei grandi classici. Che effetto vi ha fatto quando avete ascoltato lo spot in tv?

Valentina:  Ho sorriso. Batman È una leggenda, non potevamo certo mantenere il monopolio di quel titolo. Senza contare che una delle serie USA del personaggio, “Legends of the Dark Knight”, punta proprio sullo stesso concetto.

Egisto: Quando lo scegliemmo, questo titolo, era un termine che usciva spontaneo, direttamente dal cuore e dalla mente, nei confronti di quella che era ed è come dice Valentina un’icona nel panorama del Fumetto internazionale. Il suo fascino e la sua personalità di “personaggio” rimangono intatte e straordinariamente contemporanee, nonostante alcuni cali di qualità narrativa e grafica, impossibili da evitare vista la grande produzione di storie. Divertente pensare che forse i ragazzi della RW abbiano letto il nostro saggio, o che lo abbiano almeno visto in giro.

 

Stefano: All’epoca si festeggiava il sessantesimo della comparsa di Batman. Tante cose sono cambiate nel frattempo…

Valentina:  Il Bat-cosmo si è espanso, anche e soprattutto grazie alle trasposizioni cinematografiche. La trilogia di Christopher Nolan ha reso il personaggio ancora più noto, universale. Film di prossima uscita come il cross-over con Superman e quello sulla Justice League ne consacreranno ulteriormente la caratura. La serie televisiva “Gotham” ne esplora il background. A volte mi chiedo se ci sia ancora spazio per i fumetti, in questo proliferare di schermi grandi e piccoli. E mi rispondo: forse meno di prima, ma tutto dipende dagli autori. Il “Dark Knight” di Miller e il “Killing Joke” di Moore hanno una trentina d’anni e sono ancora attualissimi. Con un personaggio simile ci sono sempre nuovi margini di manovra.

 

Egisto:  La trilogia di Nolan, grazie all’interpretazione straordinaria di Christian Bale (Bruce Wayne / Batman) e Michael Caine (Alfred Pennyworth), ha dato nuova linfa ed energia al personaggio sia cinematografico che cartaceo. Nel contemporaneo la sinergia dei vari mezzi e/o strumenti di comunicazione è talmente vasta che trovo difficile definire un futuro per il Fumetto e il suo supporto editoriale, la carta stampata. Non credo che la produzione di storie scritte e disegnate terminerà mai. Tutto quello che di artistico nasce dalla mente e dalla creatività umana è un’esigenza primordiale che mi porta a considerarla un mezzo per lasciare il segno della propria presenza, della propria cultura, del tempo in cui abbiamo vissuto o viviamo. Muteranno i supporti ma non cesseremo di produrre Arte, tantomeno quella a Fumetti.

 

Stefano:  Cosa ti piace del personaggio di Batman e spiegacene le ragioni.

Valentina:  Mi piace il fatto che non abbia superpoteri in senso stretto. Che dal punto di vista della sua attività di supereroe sia una sorta di self-made-man. Che tante storie ne esplorino il lato borderline, senza il quale un soggetto del genere non sarebbe credibile. Che, nonostante il carattere cupo e solitario, spesso si circondi di una bat-family forse un po’ disfunzionale (i vari Robin, Nightwing, Huntress, Catwoman eccetera non sono proprio dei modelli di equilibrio e razionalità) ma ricca di motivazioni e capace di fare gioco di squadra. E soprattutto mi piace l’idea alla base del personaggio: usare l’arma principale dei criminali, la paura, contro di loro.

Egisto:  Concordo con valentina e le sue preferenze, ci troviamo perfettamente allineati su questo. Aggiungo solo che personalmente amo soprattutto il lato borderline di Batman e quel suo essere saltuariamente schizofrenico.

 

Stefano:  Quale è la storia di Batman che preferisci in assoluto e perché?

Valentina:  Questa domanda ti qualifica come un sadico torturatore. Conosciamo tutti le pietre miliari come il “Dark Knight”, il “Killing Joke“, “Year One” eccetera, e fra quelle è quasi impossibile decidere (Egisto, tu ci riesci?). Io però ho un debole per lo story-arc “Hush” di Jeph Loeb e Jim Lee, perché tira in ballo i comprimari più importanti della Bat-family, oltre a un certo numero di storici avversari: quindi è una storia molto corale, cosa che incontra i miei gusti. E poi il tratto di Jim Lee mi fa impazzire.

Egisto:   In cima alla classifica delle preferenze campeggia luminosa come una stella cometa “Arkham Asylum”: una folle dimora in un folle mondo… Scritto e sceneggiato da Grant Morrison, illustrato e co-sceneggiato da Dave McKean, di cui apprezzo tutto il lavoro grafico, narrativo, artistico e cinematografico. Avevo accennato del mio apprezzamento alla schizofrenia di Batman & co, vero? Poco dopo la sua prima pubblicazione in Italia (febbraio 1997 Play Press), questo graphic novel è stato tradotto in una straordinaria performance audiovisiva di FRATELLIRIBELLI (come ti dicevo poco fa) che riscosse un successo di pubblico straordinario. Fu talmente eccezionale l’affluenza che dovemmo replicare la sera successiva, non avendo la sala del Baraccano di Bologna una capienza adeguata a contenere tutto il pubblico pervenuto. Delle tante produzioni realizzate è certamente una delle più suggestive. A seguire, tutta l’opera di Miller.

Stefano:  Fai una tua personale classifica dei fumetti e dei cartoni animati da più amati.

Valentina:   L’avevo detto, che eri un sadico. Va bè, ci provo, in rigoroso ordine sparso. Fumetti: quasi tutte le opere di Alan Moore e Frank Miller. “Preacher” di Garth Ennis. La “Saga di Paperon de’ Paperoni” firmata da Don Rosa. La “Storia del West” di Gino D’Antonio. Le parodie disneyane di Silvia Ziche. Gli “X-Men” di Chris Claremont, gli “Avengers” di Brian Bendis. A scatola chiusa, qualunque cosa firmata da Giancarlo Berardi, Terry Moore, Neil Gaiman. E poi non sto citando pietre miliari come “Asterix”, “Maus”, “L’Eternauta”… niente da fare, sono troppi! Cartoni animati: conservo un amore viscerale per i vecchi robottoni giapponesi, “Goldrake” in primis. Poi “Ghost in the Shell”. Parecchi lungometraggi disneyani, alcuni outsider come “The Book Of Life” di Jorge Gutierrez o “Balto” di Simon Wells. Classici immortali come la “Linea” di Osvaldo Cavandoli. E un posticino speciale per una serie giapponese non conosciutissima, “Claymore” (tratta dal manga di Norihiro Yagi). Primo perché l’adattamento italiano in gran parte l’ho curato io, secondo perché è stata fra gli spunti che mi hanno indotta a riprendere il mio antico amore per il fantasy e ad esplorare il lato creativo di cui ti parlavo prima.

Egisto:  Sono d’accordo con Valentina, il tuo mi sembra accanimento terapeutico! Dunque: anch’io metto fra i primi cartoni animati preferiti tutti i robottoni di Go Nagai, da Mazinga a Ufo Robot Goldrake. Della mitica Disney di un tempo ciò che considero il suo capolavoro cinematografico, “La carica dei 101”. Di quella di oggi, “I Robinson”. Leggo troppo e di tutto, fra il “tanto” direi che faccio prima a dichiarare che tutto ciò che è stato pubblicato in Italia di Miller, Moore ed Ennis l’ho letto, ma di Alan Moore “Fashion Beast” è fra i miei preferiti. Il fumetto franco belga, con il Blueberry di Jean “Mœbius” Giraud, in vetta alla classifica di questa scuola. “Blake e Mortimer” di Edgar P.Jacobs, “Asterix”, “Tin Tin” di Hergé. Poi sempre di Mœbius “Il Garage ermetico di Jerry Cornelius” del periodo Métal Hurlant. La saga di Paperon de’ Paperoni di Carl Barks, decisamente migliore di quella di Don Rosa (dai… scateniamo la polemica).

Valentina:  Adesso non cominciare, che non ne usciamo più.

Egisto: Poi tutti i graphic novel di Will Eisner, e tutta la sua produzione (compreso Spirit) di cui rileggo spesso “Contratto con Dio”. Però rileggo spesso anche “Akira” di Katsuhiro Otomo, e ne riguardo il bellissimo lungometraggio di animazione. Entrando nel panorama dei manga c’è “Crying Freeman” di Kazuo Koike e Ryòichi Ikegami, “Planets” di Makoto Yukimura, “Berserk” di Kentaro Miura. “Una Ballata del mare salato” di HP e tutta la sua produzione, anche senza l’affascinante Corto Maltese. Sono un fan fondamentalista del “Rat-Man” di Leo Ortolani, del “Ken Parker” di Berardi e Milazzo, di “Orfani” e relative stagioni connesse di Recchioni e Mammucari. Passando ai suopereroi…

Valentina:  Egisto, non abbiamo tutto il giorno…

Egisto: Lo “Spider-Man” di Romita Senior e Junior, “I Fantastici Quattro” del periodo Jak Kirby e sempre di The King, “Capitan America”, “Gli Eterni”, “Kamandi”. Poi “Silver Surfer” di Sal Buscema, “Nick Fury” del costruttivista pop Steranko. Infine Batman: dei suoi tanti cicli narrativi apprezzo quelli di Jim Aparo, Neal Adams, Jim Lee che lo ipertrofizza consegnandolo virtualmente nelle mani di Frank Miller che lo ri-consegna alla storia dei comics statunitensi invecchiandolo anagraficamente ma rendendolo più giovane artisticamente. Basta… mi fermo qui, ma avviso che potrei proseguire.

Valentina:  Ma va’? Non si capiva!

 

Stefano: Volete salutare i lettori del nostro blog?

Valentina:  Li saluto cordialmente, ma soprattutto li ringrazio per aver avuto la pazienza di leggere queste elucubrazioni. E se qualcuno di loro vuole leggere “Batman: la Leggenda”, sappia che presso la sede di Cartoon Club / Fumo di China, ce n’è ancora qualche copia disponibile.  🙂

Egisto:  Ottima operazione di marketing promotion, io non avrei saputo fare di meglio, pur non mancando di esperienza. Io aggiungerei anche le mie personali scuse: non si dovrebbero sottoporre gli amici di Fumetto a tanta crudele tortura.

ALONA TAL E ABBEY LEE IN LIZZA PER IL RUOLO DI BLACK CANARY?

Stando a Latino Review, un altro personaggio già apparso nell’universo televisivo della DC Comics otterrà anche una sua ‘versione’ cinematografica nel prossimo futuro.
Secondo il sito, la Warner Bros. Pictures e la DC Comics avrebbero intenzione di introdurre Black Canary, la supereroina apparsa per la prima volta su Flash Comics n. 86 (agosto 1947), nell’Universo Cinematografico DC in uno delle prossime pellicole dedicate alla Justice League. I piani per il personaggio sarebbero ‘enormi’, con la possibilità di vederla, successivamente, protagonista di un film su Birds of Prey. In questo caso vedremo quale incarnazione verrà data al personaggio. Infatti, nei fumetti ricordiamo che la maxi-serie Crisi sulle Terre infinite del 1986, che ha riscritto la storia dell’Universo DC, ha separato il personaggio in due differenti incarnazioni: Dinah Drake Lance, basata sulle apparizioni Golden Age, e sua figlia (praticamente identica) Dinah Laurel Lance, basata sulle storie più recenti. I fumetti post-Crisis hanno stabilito che Dinah Drake Lance fa la fiorista di giorno e la vigilante di notte, facente parte della prima generazione di supereroi e della Justice Society of America. Comunque per il film, anche se c’è tempo, a quanto pare lo studio starebbe già facendo i provini con alcune attrici per la parte, con Alona Tal (Supernatural)  e Abbey Lee (Mad Max: Fury Road) tra le favorite.

Chi scegliete per il ruolo di Black Canary?

Chi scegliete per il ruolo di Black Canary?

Batman The Dark Knight: Special MTV

« We’re attempting to tell a very large, city story or the story of a city. […] If you want to take on Gotham, you want to give Gotham a kind of weight and breadth and depth in there. So you wind up dealing with the political figures, the media figures. That’s part of the whole fabric of how a city is bound together. » (IT)
« Vogliamo raccontare una storia molto ampia, una storia in una città o la storia di una città. […] Se vuoi prendere Gotham, devi darle peso, un respiro, una profondità. Così devi trattare personalità politiche e figure mediatiche. È tutto parte del tessuto che avvolge una città. »
(Christopher Nolan)

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Michael Keaton e…il terzo film di Batman

Batman-HPMichael Keaton è lo storico interprete dei due Batman diretti da Tim Burton usciti nel 1989 e nel 1992. Dopo Batman Returns, la Warner e Burton stavano pianificando un terzo capitolo, anche se poi la major ha optato per un rilancio del franchise più pop e meno dark con i due lungometraggi di Joel Schumacher.

Di recente l’attore che ha impersonato Bruce Wayne e il suo alter ego ha partecipato al podcast WTF con Marc Canton, dove ha espresso le sue idee a riguardo di questo film mai nato e altri aneddoti.

Keaton racconta che dopo aver girato Beetlejuice con Burton, aveva appreso che il regista stava pianificando un lungometraggio su Batman e che il filmmaker desiderava che lui leggesse il copione, dato che era intenzionato a averlo come protagonista.

Al tempo non conoscevo bene il fumetto, i suoi aspetti pulp, avevo dimestichezza più che altro con lo show televisivo. Dopo aver letto Il Ritorno del Cavaliere Oscuro mi sono interessato di più.

Lui e Tim Burton condividevano l’idea che doveva trattarsi di un personaggio estremamente depresso, un vigilante problematico.

Tempo fa, Keaton aveva dichiarato di non aver visto la Trilogia di Christopher Nolan nella sua interezza e, a quanto pare, non è stato fatto nulla per sopperire alla cosa anche se quelle riservate al regista inglese sono parole di elogio:

Quello che ci ha lavorato adesso, Chris Nolan, è un tizio pieno di talento. Ma lo dico come se li avessi visti, cosa che in realtà non ho fatto. A dire il vero non ho visto molto neanche del secondo che ho fatto io.

Tornando al terzo film che lui e Burton non hanno mai girato, scopriamo che si sarebbe trattato di una pellicola sulle origini del personaggio, sulla falsariga di Anno Uno di Frank Miller (seminale graphic novel cui Batman Begins di Nolan è fortemente debitore):

La direzione intrapresa da Nolan è esattamente quella che volevamo percorrere noi. Volevamo vedere come e perché questo tizio aveva deciso di mettersi in gioco in questo modo. Potevamo sistemare tutti quegli aspetti che, magari, avevamo smarrito per strada. Poteva trattarsi di un progetto davvero brillante.

(Fonte: Collider)

Justice League il film nel 2015

La triade della Justice League


Vedremo mai nelle sale cinematografiche il tanto desiderato film dedicato alla Justice League?
Un film intitolato Justice League: Mortal era programmato per il 2011, a dirigerlo ci sarebbe dovuto essere George Miller. L’adattamento fu annunciato nell’autunno del 2007 dalla Warner Bros. Poiché pochi personaggi della DC Comics all’epoca erano stati trasposti per il grande schermo, la Warner Bros dichiarò che il film non avrebbe avuto la cronologia classica delle serie cinematografiche di Batman e Superman.
Ma questa domanda che fin da allora è rimasta nella testa di tutti gli amanti del fumetto della DC Comics, forse sta per trovare una risposta. Infatti, come vi avevamo anticipato in questo articolo e qui dopo i film di casa Marvel e i film dedicati a Batman, Superman, Lanterna Verde, Watchmen, Red e Jonah Hex degli ultimi anni, il pubblico sembra pronto ad accogliere tutti i supereroi della JLA in una sola pellicola.
Pare infatti che la DC Comics e la Warner Bros abbiano in programma un film sulla lega della giustizia che dovrebbe essere pronto per l’estate 2015. I due colossi pare voglian metter su un crossover armonicamente innovativo ma che allo stesso tempo possa competere in modo valido con i film già usciti in casa Marvel.
Dopo che il regista Zack Snyder ha confermato che il Superman del suo Man of Steel potrebbe essere presente nella Justice League, alcuni rumors avevano indicato la scelta del nuovo Batman. A quanto pare facendo arrivare sullo schermo il nuovo cavaliere oscuro direttamente dalla trilogia di Christopher Nolan.

Joseph Gordon-Levitt in The Dark Knight Retrun

Infatti, si sarebbe trattato di Joseph Gordon-Levitt che nell’ultimo Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno interpretava il poliziotto John Blake. Ma proprio oggi 28 novembre 2012 lo staff di Gordon-Levitt, ha smentito la notizia e ha dichiarato che non sarà Batman nel nuovo film della Justice League.