Smallville

Smallville. Dieci stagioni, andate in onda tra il 2001 e il 2011, che esplorano la vita del giovane Clark Kent, interpretato da Tom Welling (doppiato dal nostro Marco Vivio) e il suo percorso per diventare l’iconico eroe dal mantello rosso e dagli incredibili poteri. Quali sono le sue motivazioni? Cosa lo ha spinto a diventare il paladino dell’Umanità nonostante le sue origini aliene? Con quali valori è stato cresciuto dai suoi genitori adottivi, Jonathan e Martha? Quali amicizie e amori hanno segnato la sua strada? Quali difficili scelte, quali incontri e scontri?

Con queste intriganti premesse la serie si riprometteva di riportare ai giorni nostri il mito di Superman, da sempre sotteso all’eterna dicotomia tra un linguaggio che sa di universalità – pescando addirittura nella mitologia – e l’inevitabile condanna a essere eternamente fuori dal tempo. Trovare nuove strade per raccontarne la storia non era, e tuttora non è, facile (né mai lo sarà, a mio modesto parere). Ma, per certi versi, usando l’espediente dell’elseworld, Smallville ci riesce.

Almeno per le prime cinque stagioni, infatti, pur conservando una preponderante componente romantica – si tratta pur sempre di un teen drama – Smallville fa il suo dovere piuttosto bene, delineando i tratti dei personaggi principali della mitologia supermaniana anche con una certa complessità: il cammino dell’eroe viene costellato di prove e fatiche, che specularmente raccontano anche il declino dell’amico destinato a divenire il suo peggior antagonista. Tra una fanciulla da salvare e un freak of the week, la storia si mantiene su buoni livelli, vantando perfino dei cameo di rilievo, da Margot Kidder al compianto Christopher Reeve, in quello che all’epoca fu un vero e proprio passaggio di testimone estremamente toccante.

La seconda metà di serie non si mantiene su questi livelli, cercando di barcamenarsi tra una quantità di personaggi – tra gli altri e solo a livello indicativo: Flash, Aquaman, Black Canary, Cyborg, Martian Manhunter, Metallo, Zod, la Legione, Brainiac… – e storie forse un po’ sfuggite di mano, la voglia di fare dello show qualcosa di più fumettistico e la necessità di conservarne le radici teen, in un graduale declino che ha il suo apice nell’ottava stagione – discesa pur parzialmente giustificata dal cambio di sceneggiatori dovuto a un lungo sciopero della categoria negli U.S.A., ragione comunque non sufficiente a considerare quantomeno passabili alcuni story-arc: ancora non perdono l’orribile gestione della questione Lana Lang, per non parlare del main villain, un Doomsday tanto mal scritto quanto inutile.

Le cose migliorano dalla metà della nona stagione, con il subentro di Geoff Johns (qui una nostra ripresa esclusiva a Lucca Comics 2012) alla sceneggiatura di alcuni episodi – memorabile la doppia puntata sulla Justice Society of America, che vide non solo l’ingresso nella serie di Hawkman, Doctor Fate e Stargirl, ma anche riferimenti importanti a Sandman, Jay Garric (ben prima di The Flash) e a Alan Scott, la prima Lanterna Verde.

Geoff Johns a Lucca Comics 2012 - Foto di Batman Crime Solver

Foto di repertorio di Batman Crime Solver – Geoff Johns a Lucca Comics 2012

La decima stagione ricollega bene molti punti oscuri – tranne, per l’appunto, che fine abbia fatto Lana, a dimostrare che si trattava proprio di una sceneggiatura partorita male – traghettando degnamente Clark ad abbracciare, finalmente, il suo destino contro la grande minaccia di Darkseid. A dirla tutta, avremmo tutti voluto una scena finale più action, vedere finalmente Superman in azione e non semplicemente Welling sbottonarsi la camicia e mostrarci lo Scudo; ma, data la qualità non più eccelsa e il budget richiesto troppo elevato, ci si è un po’ tutti accontentati, chiudendo persino un occhio sulla sorte riservata a Lex Luthor.

Si tratta comunque di una visione leggera e non impegnativa, pur parlando di oltre duecento puntate. La visione della serie in streaming, può essere un buon rimedio per coloro che non l’hanno vista.

Se proprio non sopportate trame “alla Beautiful” che puntano più al romanticismo che all’azione, evitatelo come la peste. Consigliata a tutti gli altri, soprattutto agli appassionati del genere e dei personaggi.

Tra le nostre tante interviste abbiamo in archivio per voi i saluti di Marco Vivio il doppiatore di Clark Kent interpretato da Tom Welling.

E i saluti dal bravissimo Fabrizio Vidale che è apparso nel serial doppiando il personaggio WINSLOW SCHOTT / GIOCATTOLAIO (prima apparizione è stata su Action Comics n. 64 settembre 1943) interpretato da Chris Gauthier (stagione/episodi 8.14, 9.4, 10.20).

CURIOSITÀ

Filmato quasi interamente a Cloverdale, nella Columbia Britannica, la serie vede l’ingresso nel mondo della televisione di nuovi talenti come Kristin Kreuk nel ruolo di Lana Lang, e il ritorno di volti ben più noti come John Schneider (il Bo Duke di Hazzard) nel ruolo di Jonathan Kent, di Annette O’Toole (apparsa nel film Superman III nel ruolo di Lana Lang) nel ruolo della madre di Clark Kent e di John Glover nel ruolo di Lionel Luthor. Senza dimenticare la nostra Wonder Woman Lynda Carter che ha recitato in Smallville un cameo in nel ruolo di Moira Sullivan.

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Flash – La serie anni 90

Flash (The Flash.) Con: John Wesley Shipp, Amanda Pays. Produzione: Usa, 1990, avventura/fantastico, colo­re (22 episodi della durata di 60’; 1 episodio della durata di 120’).

L’uomo mascherato più veloce del mondo sfreccia come un lampo in tele­visione a 50 anni dalla sua prima apparizione nei fumetti. Infatti Flash nasce ufficialmente nel gennaio del 1940 grazie alla matita di Harry Lampert; ma la versione più famosa è quella del 1956 di Carmine In­fantino, che disegna le vicissitudini di Barry Allen, un tranquillo scienziato della polizia criminale che viene contaminato durante un esperimento da una mistura chimica isotopica. È l’ini­zio del mito: dovendo rincorrere un autobus, Allen si accorge di superarlo a velocità supersonica mentre i suoi piedi fanno scintille. I tentativi di ritornare normale non hanno esiti positivi; neanche la collega e confidente Tina McGee riesce a trovare un antidoto. Ma dopo pochi giorni suo fratello viene ucciso da una banda di malviventi e così lo scienziato decide di diventare Flash, un lampo di giustizia nella notturna e piovosa Central City, assai si­mile alla “Bat-maniana” Gotham City. Ogni super-eroe che si rispetti ha un costume degno del nome che porta: Flash veste una tuta aderente rossa fuoco con lo stemma di un lampo sul petto. Nella versione televisiva del fumetto l’uomo che abbatte la barriera del suono s’incarna in John Wesley Shipp (popolare attore di soap quali Sentieri e Santa Barbara), mentre Ti­na, l’unica a conoscere la doppia identità di Allen, ha il bel volto di Amanda Pays. Se la puntata-pilota è costata 6 milioni di dollari, 25 mila dollari è valso il costume firmato da Robert Short, già creatore dei trucchi di E.T. e premio Oscar per quelli di Beetlejuice. Sulla tuta rossa sono stati applicati complicati meccanismi su 30 sezioni diverse, dotate tutte di giunture in foamglas; il vestito di Flash ha evidenziato tuttavia un difetto: si consumava in fretta e a ogni puntata se ne sono resi necessari almeno 6. La “colpa” del trapasso in carne e ossa è dei produttori esecutivi Danny Bilson e Paul De Meo, che rispetto al fumetto hanno apportato qualche modifica: la love-story tra il protagonista e la bella Tina, che nelle strips sfocia nel matrimonio, si poggia più che altro sulla complicità; il fedele aiutante Kid Flash viene lasciato negli albi a riposare. La colonna sonora è affidata a Danny Elfman, che l’anno prima aveva accompagnato di note il Batman cinematografico di Tim Burton (qui trovate un articolo sulle location del film), in seguito ripresa nel film Justice League. Mark Hamill, l’ex Luke Skywalker di Guerre Stellari, tenta di rivoluzionare la sua immagine nei panni del malvagio Trickster.

CURIOSITA’:

Nella serie statunitense The Flash del 2014 ricopre il ruolo di Henry Allen, il padre di Barry Allen/Flash per poi interpretare un’altra incarnazione di Flash, ovvero Jay Garrick. Nell’edizione italiana per l’attore John Wesley Shipp è stato richiamato il doppiatore originario Stefano Benassi.

Qui invece potete trovare la video intervista esclusiva al doppiatore di Barry Allen interpretato nel 2014 dall’attore Grun Gustin, a cui da voce il bravissimo Alesandro Campaiola!

Telefilm DC Comics e dintorni

Viviamo in un periodo meraviglioso per noi appassionati di fumetti, specie quelli supereroistici. Gli anni duemila sono stati definiti una seconda età dell’oro per il genere e l’eccezionale movimento prodotto attorno al fenomeno di massa come l’universo cinematografico nascente DC Comics che ha creato un’ondata crescente di nuovi fans, spingendo le case di produzione a premere l’acceleratore e sfruttare sempre più questo franchise relativamente nuovo, ma esploso con incredibile rapidità.

Il successo di serie come Arrow e The Flash – capostipiti dell’universo CW cui si aggiungono sempre più personaggi e produzioni, come Legends of Tomorrow, Constantine, il comico Powerless – passando per Gotham e Supergirl, che esplorano da punti di vista inediti il mondo dei due supereroi più famosi al mondo, Batman e Superman, è assolutamente innegabile.

Alla luce di questi fatti, è difficile pensare ai precedenti esperimenti più o meno riusciti. Negli scorsi anni, il mondo supereroico DC Comics era visto come qualcosa da relegare ai cartoni per bambini e ragazzi, e ne abbiamo eccellenze in Batman: The Animated Series, animata dal maestro Bruce Timm, da cui venne poi Superman: The Animated Series. Sul campo del live action, ci sono state serie che hanno comunque creato un background: a partire dal serial cinematografico Batman del 1943 interpretato da Lewis Wilson, Le avventure di Superman del 1952 interpretato dall’attore George Reeves, Batman la serie tv del 1966 interpretata da Adam West e Burt Ward (la cui serie prosegue attualmente nei fumetti), Il Calabrone Verde del 1966, Wonder Woman interpretata dalla bellissima Linda Carter, Superboy la serie del 1988, The Flash del 1990, Le avventure di Lois e Clark del 1993, Smallville andata in onda dal 2001 al 2011, Birds of Prey del 2002.

Questo breve articolo è solo per inaugurare la nuova Categoria che ho aperto per questo blog dedicata al mondo dei Telefilm DC Comics e di quei serial che la lambiscono. Fatemi sapere cosa ne pensate.

La prossima volta parleremo di…

Ezra Miller: «Sotto la maschera di Flash ci sono io»

Al cinema lo abbiamo visto impegnato a difendere la Terra al fianco di Batman e Wonder Woman. Il sito della rivista Grazia ha incontrato l’attore Ezra Miller, il nuovo supereroe di Hollywood. Vi riportiamo di seguito la breve intervista.

Da bambino aveva un grave problema di balbuzie ed è finito a cantare l’opera.

Oggi oltre a essere batterista e cantante dei Sons of an Illustrious Father, Ezra Miller25 anni, è uno degli attori della sua generazione da tenere d’occhio: si è fatto notare come figlio ribelle e problematico di Tilda Swinton in …E ora parliamo di Kevin, poi è arrivato al successo grazie a Noi siamo infinito e Animali fantastici e dove trovarli (sarà anche nel sequel).

Ora, invece, è il supereroe Flash in Justice League, in cui viene reclutato dai veterani Batman e Wonder Woman per difendere la Terra.

Mamma ballerina e padre editore: come hanno reagito alla sua scelta di vita? 
«A 8 anni ho detto in famiglia che sarei diventato un attore. Prima papà ha fatto una faccia strana, subito dopo ha capito il vantaggio di avere un figlio che sa che cosa vuole dalla vita».

Che rapporto aveva con i supereroi da bambino? 
«Ricordo di aver girato per mesi in casa col costume di Superman. Ho anche tentato di disegnare e scrivere fumetti. La mia tata conserva ancora tutti i disegni. Per affetto».

E se avesse dei superpoteri, che cosa ci farebbe? 
«Mi farei crescere un altro paio di braccia per fare cose a una velocità maggiore. E poi sono incuriosito dalle possibilità della clonazione. Non ci sarebbe niente di più utile che avere multipli di me stesso: potrei fare tutte le cose che desidero nel breve lasso di tempo che ho in questa vita».

[Fonte Grazia.it]

Batman nel prossimo film DC Comics: Flashpoint

L’uscita al cinema di Justice League rappresenta solo uno dei tanti tasselli del DC Extended Universe. Dopo l’Uomo d’Acciaio, Batman V Superman, Suicide Squad e Wonder Woman dovrebbero infatti arrivare anche i film destinati agli altri eroi della Lega della Giustizia, ivi compresa una pellicola interamente dedicata alla figura di The Flash.

Il termine “interamente” dovrebbe essere tuttavia un eufemismo, visto che stando a quanto riportato da Entertainment Weekly il film dovrebbe contare anche sul supporto di Batman. A questo punto resta da capire di quale versione di Batman potrà trattarsi. Come è noto, il film su The Flash dovrebbe attingere a piene mani dall’evento Flashpoint, che catapulterà il velocista in un universo molto diverso da quello conosciuto “abitualmente” in Terra 0.

Il film, secondo Ezra Miller, avrà un forte impatto sull’intero DCEU:
“Ciò che i fan intendono quando sentono parlare di Flashpoint è come una “crisi”. Cominciamo a capire che il nostro prezioso universo DC sarà inevitabilmente lacerato da un infinito tessuto di multiversatilità che causa una sorta di emicrania. Il DC Hyper-Extended Multiverse, come lo definisco io. Quotatemi!”

Il produttore Geoff Johns ha poi aggiunto:
“Ci sono elementi con cui giocheremo che non potevamo esplorare altrove. La portata di questo, e la storia di Batman anche”.

Geoff Johns durante la sessione autografi – Lucca 2012

Ovviamente non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma possiamo solo dirvi che il Batman di Flashpoint non sarà il “solito” Batman che tutti noi conosciamo, ma se avete letto i fumetti di questa bellissima run sapete già di cosa stiamo parlando. E considerando la volontà di Ben Affleck di dire stop nei panni del pipistrello, la cosa potrebbe anche capitare al momento opportuno…

Justice League: 5 curiosità sugli eroi che (forse) non sapete

Superman con i baffi, Megan Gale nel ruolo di Wonder Woman, coincidenze incredibili e scoperte strane. Sapete tutto sull’ultimo film della DC comics? Scommettiamo proprio di no.

Al cinema è appena uscito Justice League, nuovo film della DC che vede Aquaman, Wonder Woman, Batman, Flash, Cyborg e Superman uniti contro un nemico comune. Ecco 5 curiosità che (forse) non sapete.

Henry Cavill con i baffi

Una delle cose più divertenti di Justice League e che sono state divulgate solo negli ultimi giorni, è che il bel viso di Superman è stato ripulito dal… digitale! Henry Cavill, l’attore che presta il volto a Clark Kent nella saga, aveva infatti due bei baffoni durante le riprese: baffoni che sono stati poi rimossi artificialmente. La star, infatti, non poteva rasarli perché insieme a Justice League stava girando in contemporanea Mission, e ha deciso che li avrebbe tenuti. Chissà se riuscite a notare la mano della macchina!

Il Batman? Quello di Frank Miller

Ci sono stati vari Batman nel corso degli anni, interpretati dagli attori più diversi e disparati. C’è stato quello di Christian Bale nei film di Christopher Nolan, quello di Val Kilmer, di George Clooney, e chi più ne ha più ne metta. Ognuno di loro è stato ispirato da un Batman diverso (sono decine i disegnatori e gli scrittori che ne hanno creato la storia nel mondo del fumetto). Quello di Ben Affleck è stato ideato sulla base dell’uomo pipistrello di Frank Miller nella novel “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”.

Un segno del destino?

Henry Cavill e Amy Adams in Justice League sono rispettivamente Superman e Lois Lane. E se vi dicessimo che i due attori erano stati già scelti per interpretare gli stessi ruoli in un film del 2002? La pellicola alla fine non è stata realizzata, ma sono in tanti a ricordare ancora questa strana coincidenza. Henry Cavill è sotto contratto solo per un altro film ancora della DC Comics: la saga non ha avuto molto successo negli anni precedenti ma l’attore, che non è nuovo a ruoli di tipo fantasy, è molto fiducioso sul suo stoico personaggio. Chissà se lo rivedremo ancora.

Una scelta non casuale

La data di uscita di Justice League non è stata scelta a caso: il 17 novembre è infatti il giorno in cui venticinque anni fa è uscito l’albo a fumetti in cui Superman è stato ucciso da Doomsday. Non solo: nella stessa data ma nel 2001, ha debuttato il cartone animato di Justice League. Ovviamente non si tratta di coincidenze ma di vere e proprie chicche decise dalla produzione per omaggiare il magnifico universo creato dalla DC Comics.

Eroi con altri volti

Inizialmente il cast di Justice League era stato già scelto nel 2007 e non doveva essere quello attuale. A interpretare Wonder Woman invece di Gal Gadot era stata scelta Megan Gale, D. J. Cotrona sarebbe stato Superman al posto di Henry Cavill, Ben Affleck era stato soppiantato da Armie Hammer per il ruolo di Batman, Flash era stato affidato ad Adam Brody, mentre Santiago Cabrera avrebbe dovuto essere Aquaman (niente Jason Momoa quindi). L’idea di realizzare un film del genere è stata poi accantonata da George Miller, e la pellicola ha visto la luce solo dieci anni dopo, con un cast completamente rinnovato. Meglio così, forse?