Batman in Italia. Com’era rosso il mio Pipistrello

Difficile affrontare la presenza di Batman in Italia senza cadere nel facile gioco della polemica e della critica distruttiva. Di fatto, è bene riconoscere a mente fredda come, tra i nemici più pericolosi e letali, accanto al Joker o al Pinguino, possano schierarsi a buon diritto molte delle figure più note, passate e presenti del panorama editoriale italiano. Il Cavaliere Oscuro è infatti uno dei tanti personaggi “made in USA” dei quali è bene non chiedersi mai quanti albi sono stati saltati e perché, o quante copertine e avventure sono state completamente reinventate seguendo l’ispirazione del momento, visto che le risposte potrebbero probabilmente far inorridire l’appassionato filologo così come il più tollerante lettore occasionale. Le ragioni di questo scempio ininterrotto, che inizia fin dagli anni ’40, sono diverse. Inizialmente per esempio, le ingenuità di traduzione e di adattamento colpiscono un fumetto relegato nell’ambito della letteratura per adolescenti e un pubblico ignaro, che affronta il Detective di Gotham con la stessa attenzione con cui legge il primo Topolino (che in qualche modo ha a che vedere con Superman), lettori spesso più occupati a nascondere l’allora e diseducativo giornalino ai genitori, che a controllare errori e orrori di traduzione. Il passare del tempo, pur apportando fortunatamente modifiche di un certo rilievo, non ha però reso grandi favori al nostro eroe tanto che, proprio in questi ultimi anni, l’alta qualità delle storie e i contenuti destinati ad un pubblico adulto, non sono serviti a migliorare lo stato di ideale embargo da parte dei lettori verso l’ultima edizione quindicinale di Casa Rizzoli. Evitando così questioni spinose pane e lavoro di critici e fanzinari, veri habitué del “massacro in diretta”, passiamo ad una rapida ricostruzione del fenomeno Batman in Italia. Il settimanale per ragazzi “Urrà” è il primo contenitore delle strisce sindacate del personaggio.

“Urrà!” – n. 1 (27/04/1947) – 28 (02/11/1947)

L’anno è il 1946 ed il fumetto americano è quasi al termine delle vicissitudini legate alla censura fascista che vedono attribuire ad esempio, la paternità di Superman ai fratelli Vincenzo e Zenobio Baggioli. Proprio accanto all’ultimo figlio di Krypton, nella Collezione Uomo d’Acciaio di qualche anno dopo (Edizioni Mondiali di Milano. 1940, ritroveremo il Dinamico Duo battezzato fantasiosamente, il Falco e l’Aquilotto. Il n. 33 degli Albi del Falco Mondadori, datato Luglio 1955, diventa sede stabile del nostro Pipistrello che, per dieci anni, indosserà uno sgargiante costume rosso, sorte già toccata al Phantom di Lee Falk nato nel 1936, contro ogni logica di mimetizzazione nel buio della notte. Sul settimanale di Nembo Kid, l’auto del Cavaliere Oscuro diventerà finalmente la Bat-mobile dopo aver contato tra i nomi di battesimo più insoliti, anche quello, ridicolo, di Pipis-mobile. Tra le stranezze tutte italiane, un simpatico Jolly normale colorato di rosa nelle vignette, o un Batman accomodante che ordina al suo carceriere, come ultimo pranzo prima dell’ennesima condanna a morte della malavita, una bella pasta asciutta al pomodoro, contravvenendo a tutti i principi dietetici dei supereroi. Altre trascurabili ingenuità, come quella di mostrare un Batman di copertina in uniforme grigia che si colora di rosso all’interno dell’albo, diventano l’allegra caratteristica del disimpegno del fumetto d’epoca. li Pipistrello Umano arriva alla sua serie regolare mensile nel Dicembre 1967, presentando storie disegnate interamente da autori italiani nella marea di storie americane. Nel n.4. “Lo Spettro”, curato dai sedicenti Paul e Peter Montague, in realtà i nostrani Paolo e Pietro Montecchi, presenta al lettore un Batman dal fisico esilino, graficamente diviso tra le suggestioni dei telefilm e i disegni di Carmine Infantino, che si muove sulla scena senza l’appoggio di Bat-accessori (anche se, nelle prime pagine, la Bat-mobile e il giovane partner Robin fanno una breve apparizione), risultando, tutto sommato, convincente. La presenza di altri autori come Sergio Tarquinio, visto in alcune storie di Superman, e quella occulta dì sceneggiatori del calibro di Pier Carpi, ci regalano una rilettura del “Detective di Gotham” piacevole spesso in grado di fronteggiare con successo i maestri d’oltreoceano. Col tempo i nostri, baldanzosi, si misureranno con tutta la vasta scenografia del Pipistrello, affrontando come in “Il grande colpo della notte di Natale” (Batman Mondadori n.23. Dicembre 1967, sempre del duo Montecchi). dove compaiono Jolly, Pinguino, Enigmista, Gatta e Batgirl, la vasta parata di avversari e comprimari di Batman, ma senza riuscire a superare una certa staticità d’azione, punto fermo della produzione italiana di quegli anni. Di lì a poco, Neal Adams (qui il nostro speciale in due parti) avrebbe portato il Batman nelle tenebre più oscure, rinnovando la sua leggenda grafica. La Mondadori invece, pensò bene di riadattare da noi alcuni disegni del maestro americano con risultati molto discutibili. Si veda ad esempio in Batman n.54 del Marzo 1969, “Il suo nome è incubo” (in realtà traduzione libera di “And Hellgrammite is his name!”, “Brave and The Bold n. 80” del Novembre 1968), il disegno del cattivo Hellgrammite, avversario dell’ultimo Superman, i cui occhi da insetto sono completamente coperti da un retino omicida. Nell’Agosto del 1971, la staffetta passa alla “Williams” Inteuropa di Milano che riparte proprio con Neal Adams proponendo il ritorno alle trame dark del trio Adams, O’Neil e Giordano. Caratteristica negativa degli albi Williams, il colore, sparato sulle pagine con tonalità assurde e impossibili, ancora oggi ostacolo grossolano ad una piacevole lettura. Solo nel 1976, con il mensile della Censio, potremo finalmente leggere un Batman decente. La crisi del fumetto in Italia e la parallela caduta di qualità delle avventure del personaggio in patria, non ne permetteranno una vita lunghissima (ultimo numero uscito, il 71 del Novembre 1985), e i nostri appassionati saranno interrotti sulla soglia della Crisis riparatrice. Con Il “Cavaliere Oscuro Ritorna” di Frank Miller. Batman approda, nel Gennaio 1988 su Corto Maltese, affrontando una pubblicazione serializzata all’estremo che intacca immediatamente la fiducia dei Jans italiani nella gestione Rizzoli. Traduzioni carenti e formati che vanno dai primi interessanti albi Prestige che propongono l’adattamento dei due film di Tim Burton. “Killing Joke“, e diviso in due parti, “Year One”, all’inserto spillato al centro della rivista di Fulvia Serra (di carta quasi inferiore all’originale), contenente'”Year Two” e “Batman contro Predator”, provocano una rapida disaffezione dei lettori anche se le avventure pubblicate sono tutte quelle celebrate del nuovo “Rinascimento Americano” e dei suoi maggiori interpreti.

Batman contro Predator – Autografato da Chris Warner

Il quindicinale di Batman, edito dalla Rizzoli-Glénat nel Settembre 1992, promuove nuovamente il Pipistrello all’attenzione del grande pubblico inquadrando, con le storie del “Dopo-Crisis”, l’apparizione del ladruncolo Jason Todd destinato a diventare il secondo Robin (in realtà, come vedremo più avanti, il personaggio era stato proposto in America nel 1985 come trapezista in storie che forse non vedremo mai, cosa che provoca, ancora oggi, in molti saggisti italiani un po’ di confusione).

Baman Glenat Autografato Chris Warner

La testata di Batman subisce dagli appassionati un primo, netto, rifiuto, ereditato dall’umore critico sviluppato intorno a Corto Maltese, una conseguenza letale per il lavoro certamente più accurato di un nuovo team di redattori preparati e volenterosi. Solo adesso una stampa migliorata della collana, la maggiore cura delle traduzioni e il lancio della nuova serie di cartoni animati, hanno riportato a galla un Batman che ha sempre meritato negli anni molta più attenzione dal pubblico di quella realmente avuta. Il cammino omerico del nostro eroe in Italia, fino a quel momento è stato sfortunato. Dopo la crisi dei primi anni ottanta la Play Press è stata una delle prime case editrici a riportare i fumetti statunitensi in edicola. Ma per questo, vi rimandiamo al nostro speciale Play Press, suddiviso in cinque parti che potete trovare qui.

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Batman 80 anni: tutte le variant covers, le storie e gli auguri speciali di Barbara Ciardo

“La duratura popolarità di Batman negli ultimi 80 anni si deve al fascino multi-generazionale del personaggio” hanno affermato tempo fa i due Publisher della DC Comics Jim Lee e Dan DiDio. “Siamo fieri di celebrare l’impatto culturale di Batman con queste due uscite speciali e attendiamo con ansia un anno di celebrazioni con i fan di tutto il globo per questo fondamentale anniversario.”

Detective Comics #1000

Ci avviciniamo a grandi passi verso gli ottanta anni di vita editoriale del personaggio di Batman. Stiamo preparando alcune sorprese, ma giustamente anche la DC Comics sembra già pronta per tale evento. Infatti, proprio per il mese che ha visto nascere l’uomo pipistrello in edicola, la casa di Burbank, sta realizzando Detective Comics #1000, un albo di 96 paginie con la copertina celebrativa illustrata da Jim Lee e l’inchiostratore Scott Williams, nonchè una storia congegnata e sceneggiata dal team creativo Peter J. Tomasi e disegnata da Doug Mahnke. In appendice, saranno presenti anche storie secondarie firmate da nomi importanti come Geoff Johns, Brian Michael Bendis, Paul Dini, Christopher Priest, Denny O’Neil, Neal Adams, Kelley Jones, Dustin Nguyen, Alex Maleev e altri ancora.

Jim Lee

Geoff Johns

Neal Adams

La firma della regular cover di Detective Comics 1000 sarà di Jim Lee, mentre le variant saranno ad opera di Rude, Michael Cho, Jim Steranko, il compianto Bernie Wrightson, Frank Miller, Tim Sale, Jock, Greg Capullo e Bruce Timm. Ve le anticipiamo qui di seguito.

Regular cover

Variant cover

 

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Nell’albo verrà introdotto il personaggio di Arkham Knight, questa è la sua illustrazione teaser.

Detective Comics: 80 Years of Batman

Detective Comics: 80 Years of Batman raccoglierà invece vari storici episodi della testata, compreso ovviamente quello con l’esordio del Cavaliere Oscuro (Detective Comics #27), ma anche quelli con le prime apparizioni di personaggi celebri come Robin, Slam Bradley, Martian Manhunter (qui trovate un nostro omaggio al marziano verde) , Batwoman, il Bat-Mito e Due Facce. Nel volume sarà presentata anche una storia inedita di Paul Levitz (qui un suo fantastico pezzo su Batman) e Denys Cowan, brevi saggi firmati da scrittori come Neil Gaiman e i layout inediti di Detective Comics #200 realizzati da Lew Sayre Schwartz, il ghost-penciler di Bob Kane.

Gli auguri a Batman di Barbara Ciardo

Batman: Natale di Lee Bermejo e colori di Barbara Ciardo

Così come ci avviciniamo al compleanno di Batman, ci approssimiamo anche al Natale ed ecco che ci verrà spontaneo rileggere Batman Noel, la storia ispirata al “Canto di Natale” di Charles Dickens, corredata dai fantastici disegni di Lee Bermejo e gli eccezionali colori di Barbara Ciardo  che esaltano le matite del fumettista. La docente colorista e illustratrice di Wednesday Comics (Superman), Batman: Noel, Superman: Earth One, Before Watchmen: Rorschach, Brightest Day Aftermath: The Search For Swamp Thing e tanti altri lavori, ha volute fare gli auguri a Batman e mandare un saluto speciale a tutti voi. Ascoltatela in questa breve clip.

Ecco le storie contenute in Batman 1000

Medieval, di Peter J. Tomasi e Doug Mahnke: appare nell’Universo DC per la prima volta una nuova e misteriosa versione del Cavaliere di Arkham, che debutta in una storia che ci mostra gli incontri di Batman con i suoi nemici attraverso la sua carriera, sempre secondo il punto di vista del Cavaliere di Arkham. Ma il suo piano resta ancora da scoprire.

Batman’s Longest Case, di Scott Snyder e Greg Capullo: uno dei team creativi più talentuosi e popolari della storia del Cavaliere Oscuro ci consegna una storia in cui Batman segue indizi in giro per il mondo, i quali lo conducono a Gotham City e a un’organizzazione segreta che da anni lo tiene d’occhio.

Manufacture for Use, di Kevin Smith e Jim Lee: l’amatissimo regista di Clerks e uno degli artisti più visionari della storia di Batman presentano un’avventura che si divide tra una battaglia del Pipistrello con i suoi più grandi nemici e il suo tentativo di recuperare la pistola che uccise i suoi genitori.

The Legend of Knite Brody, di Paul Dini, Dustin Nguyen, Derek Fridolfs e John Kalisz: i criminali di Gotham parlano, un po’ come in un documentario, dello scagnozzo che tutti hanno assoldato e che, per tutti, è assolutamente il peggiore nel suo lavoro, tanto che manda a monte ogni singola volta i loro piani.

The Batman’s Design, di Warren Ellis e Becky Cloonan: Warren Ellis scrive The Batman Design per le matite di Becky Cloonan, la prima donna che abbia mai disegnato il personaggio nella serie principale, creando una storia in cui Batman insegue un gruppo di mercenari tecnologicamente potenziati in un magazzino, dove pensano di averlo intrappolato.

Return to Crime Alley, di Denny O’Neil e Steve Epting: sequel diretto della classica storia di O’Neil, There is no Hope in Crime Alley, apparsa su Detective Comics #457, in cui Leslie Thompkins mette Batman alle strette per la sua dipendenza dalla violenza, che, secondo lei, è una ripetizione costante dell’orrore che lo ha creato.

Heretic, di Christopher Priest e Neal Adams: due delle più grandi leggende della penna e della matita del mondo del Fumetto americano lavorano assieme a una storia che vede Batman salvare un giovane uomo in fuga dalla Lega degli Assassini di Ra’s al Ghul. Batman si recherà in Tibet con un messaggio per la Lega.

I Know, di Brian Michael Bendis e Alex Maleev: il team creativo di Scarlet dà uno sguardo particolarissimo al futuro di Batman e del Pinguino. Quest’ultimo fa visita a un Batman ormai anziano e su sedia a rotelle per raccontargli del giorno in cui scoprì l’identità segreta di Bruce Wayne e spiegargli come mai non abbia mai utilizzato questa informazione in alcun modo. La storia può già essere letta per intero su DCComics.com.

Detective Comics #1000, anteprima 01

The Last Crime in Gotham, di Geoff Johns e Kelley Jones: la super starGeoff Johns e la matita apprezzatissima di Kelley Jones raccontano una storia ambientata nel futuro, in cui la famiglia di Batman e Catwoman si scontra con quella di Joker e Harley Quinn.

The Precedent, di James Tynion IV e Alvaro Martinez: il team formato da James Tynion IV e Alvaro Martinez torna su Detective Comics, dopo la run di successo targata Rinascita, con una storia che riguarda la notte in cui Bruce Wayne decise di trascinare Dick Grayson nel proprio mondo oscuro, fino a portarlo al famoso giuramento a lume di candela.

Batman’s Greatest Case, di Tom King, Tony Daniel e Joelle Jones: il rivoluzionario scrittore di Batman, Tom King, unisce le forze con Tony Daniel e Joelle Jones, che si dividono le matite su questa storia. Tramite un racconto parallelo, ci viene mostrata la visita di Bruce Wayne alla tomba dei genitori, mentre Batman riunisce attorno a sé la sua intera coalizione di alleati. Faranno la loro comparsa Hawkman, Hawkgirl, Martian Manhunter, Elongated Man, Detective Chimp e Slam Bradley, il protagonista originale di Detective Comics. Anche il Question incarnato da Vic Sage e Traci Thirteen faranno la loro comparsa in questo gruppo di eroi. A quanto pare, si narreranno le origini delle capacità insuperabili di Batman come detective, dato che tutti i personaggi citati sono abilissimi investigatori.

 

Le vere sconfitte di Batman

Abbandonati rapidamente i canoni strutturali più semplici delle trame avventurose e fantascientifiche, i primi anni ottanta sottolineano, nel mondo del fumetto di supereroi americano, una generale perdita di identità, frutto di una complessa ed inquietante crisi di valori che imperversa su tutto il Paese. Cosi, nella difficile ricostruzione ideologica, i comics, da sempre confinati dalla critica in un ghetto, rivalutano il loro ruolo culturale nel confronto con i duri temi della realtà di tutti i giorni, dimenticando per sempre il puro disimpegno delle origini. Batman, eroe metropolitano per definizione, combatte avversari molto diversi dalle patetiche figure caricaturali dei primi anni. I vicoli e le ombre della città di Gotham nascondono ora i veri mostri della cronaca: ladri, stupratori, assassini, alleati della notte più cupa, non più deterrente ad uso e consumo solo dell’Uomo Pipistrello. Una lenta ma continua evoluzione dei contenuti, libera sulle pagine a colori, il malessere dell’americano medio e l’eccessiva violenza della realtà. La droga, le bande giovanili, il razzismo, trasformano le strade in campi di battaglia. Lo stesso “The Dark Knight Returns” di Frank Miller, estremizzazione di una Gotham futuribile, assume gli angosciosi contorni del possibile nell’impietoso ritratto di una New York Cyberpunk poco distante, nei tempi di involuzione, dalla metropoli tipo del presente. Affrontare questa nuova dimensione sociale significa però, costruire e ripresentare la figura dell’eroe moderno, trasformando spesso il classico vincente in un comune essere umano che vive e soffre con il lettore, quasi che il suo potere, prima dono inestimabile del caso, diventasse una condanna senza redenzione. Sceneggiatori e artisti rivolgono così le loro attenzioni ad un fumetto-guida, che riesca a far partecipi í più giovani con problemi tangibili e non con la fantasia di mondi fantastici e lontani. In questa ottica le alte sfere dirigenziali che regolano il mondo delle nuvole di carta “Made in USA” inquadrano esperienze innovative come Live Aid, promossa dalla star rock irlandese Bob Geldof, che realizza con il brano “Do They Know It’s Christmas?” alla fine del 1984, la fusione ideale tra solidarietà e spettacolo, coinvolgendo grandi nomi della musica internazionale nella ricerca di fondi economici per il Terzo Mondo. La valida iniziativa, che proseguirà una corsa inarrestabile con altre similari come Band Aid, Usa for Africa, Sports Aid ecc., arriva idealmente ai personaggi del fumetto che raccolgono subito l’opportunità di interagire con i lettori a questo importante livello. Piccola nota per gli amanti della musica anni 80 e di Batman anni 60. Nik Kershaw il 5 novembre 1984 pubblica il singolo The Riddle (cantato anche durante il Live Aid). Nel video si vede chiaramente l’Enigmista e Kershaw ha affermato che il video è stato ispirato dal suo amore per l’espressionismo artistico postmoderno. Scusate il Bat-Inciso musicale, ma ci stava tutto ricordando quel periodo. Tornando alla DC, questa fu battuta sul tempo dalla rivale Marvel Comics che con l’albo Heroes for Hope (Eroi per la speranza, Dicembre 1985) finisce addirittura sulle pagine del Time, lascia a Jim Starlin e a Berni Wrighson la completa libertà di ideare e portare a termine un’avventura di 48 pagine, frutto della collaborazione di più di 120 artisti tra sceneggiatori, matitisti, inchiostratori, letteristi e coloristi, i cui incassi saranno devoluti per aiuti umanitari ai Paesi dell’Africa. La bella prova che ne deriva, Heroes Against Hunger (Eroi contro la fame, 1986) con copertina di Neal Adams e Dick Giordano, è in fondo il tentativo di sensibilizzare divertendo i giovanissimi, una lezione che, provenendo dal fumetto, è ancora più importante. La ricerca di un metodo per rendere produttivo il deserto africano è alla base della trama di questo speciale ma, né la coppia formata da Batman e Superman, né il loro inimmaginabile alleato, Lex Luthor, riusciranno nella titanica impresa. Lee Ann Layton, volontaria dei Corpi per la Pace, elemento umano della narrazione, racconta al trio deluso la storia di una terra sfruttata fino all’ estremo, danneggiata da culture intensive e fertilizzazioni eccessive, un luogo dove non basta più solo il miracolo della fantasia per porre rimedio ad anni di disastro ecologico. Il messaggio è chiaro: la responsabilità è di tutti. Un intero continente e i suoi abitanti dipendono da noi. Nelle lacrime della giovane, che osserva allontanarsi nel tramonto gli eroi sconfitti, c’è però la speranza che essi ritorneranno, portando con loro l’aiuto delle persone comuni. Vero manifesto dei, migliori artisti americani del periodo, l’albo è, pure nella prevedibilità del suo sviluppo, un piccolo capolavoro, esperimento riuscito di trasformare il disimpegno delle storie a fumetti classiche in qualche cosa di costruttivo, rispondendo a chi, da anni, liquida gli eroi di carta con la definizione “serie B”. La speranza continuerà per poco a sostenere gli eroi del Post-Crisis, specie Batman, la cui precisa locazione di vigilante lo precipiterà, suo malgrado, in situazioni senza sbocco. Crudo esempio del nuovo andamento, le impietose trame di Jim Starlin sfuggite alle maglie, col tempo più larghe, della censura, che inquadrano, in due avventure molto vicine nella programmazione seriale, la violenza contro la donna.

La prima, Elmore’s Lady (Batman n. 421, luglio 1988, disegnato da Dick Giordano), presenta senza abbellimenti adolescenziali la caccia del Cavaliere Oscuro a due serial Killers colpevoli di una decina di omicidi, liberati dalla legge per mancanza di prove, storia dura che sottolinea come la libertà di azione del nostro supereroe sia in realtà subordinata alle ferree regole che lui stesso si impone. Rimasto solo un assassino, che si è brutalmente liberato del complice, Starlin ci porta ad una soluzione inaspettata con l’estremo gesto di ribellione dell’ultima ragazza minacciata, in realtà cacciatrice anch’essa dei bruti che hanno ucciso la sorella, che colpisce a morte l’aggressore con un rasoio. Batman, ridotto al ruolo scomodo di osservatore, commenta la vicenda sostenendo come l’agire di propria iniziativa, al di fuori della legge, conduca all’anarchia ma, la sua stessa posizione di vigilante, priva pericolosamente la sua morale di significato. Tre numeri dopo, in The Diplomat’s Son (Batman n. 424, ottobre 1988, disegno di Doc Bright), Starlin rinnova drammaticamente questo tema, narrando le vicende tragiche di una giovane donna prima rapita, poi brutalmente violentata, dal figlio dell’Ambasciatore di Bogatago (Stato fantastico della geografia DC Comics), intoccabile per immunità diplomatica sul suolo degli Stati Uniti. Batman, con le mani legate dalla giustizia, fallirà nuovamente la sua missione, impotente di fronte al suicidio della ragazza, provocato dal suo stupratore, in questa avventura realistica e crudele che non sembra offrire a chi legge nessuna scappatoia ottimista. La vendetta di Robin (Jason Todd), che uccide (ma non è sicuro…) il colpevole che cade urlando da una terrazza, sostituendosi con rabbia alla giustizia, conferma ancora quanto siano diversi questi nuovi eroi dei fumetti e quanto sia cambiato lo scenario su cui si muovono. Gli anni novanta, evolvendo le impostazioni cupe e realistiche del Rinascimento Americano, assistono all’inesorabile calare delle tenebre su tutta la produzione DC. Batman, character di punta della Major, si trova immerso suo malgrado in avventure estreme, trame opprimenti e pessimiste che, dalla produzione seriale fino agli speciali più adulti, liberi dalle limitazioni del Comics Code, tracciano presto la via per la crudele saga di Knightfall, culmine di un rilancio del personaggio, per molti non necessario, successivo al grande evento pubblicitario della “Morte di Superman”, di cui la Casa delle Leggende cerca idealmente il “bis”. In questa atmosfera pesante, esce Batman-Seduction of the Gun (febbraio 1992), formale atto di accusa contro la colpevole reperibilità delle armi, specie negli ambienti frequentati da giovanissimi. Dedicato alla memoria di John Reisenbach (29 novembre 1956 – 31 luglio 1990), figlio di Sandy, collaboratore DC Comics, ucciso senza motivo apparente per strada, l’albo, scritto da John Ostrander e disegnato da Vince Giarrano, racconta del tentativo fallito di Batman di proteggere un informatore che può garantire l’arresto di una gang giovanile di trafficanti d’ armi. La storia, violentissima, mostrerà al lettore condizioni critiche già esistenti in molte delle scuole americane, dove il possesso incriminato di armi da fuoco regola gli stessi rapporti tra studenti.

Il terzo Robin, Timothy Jackson “Tim” Drake, infiltrato d’eccezione nell’ambiente scolastico dove si muove la giovane figlia dell’informatore, in pericolo di vita, non riuscirà ad evitare l’uccisione della ragazza e, parallelamente, di un suo nuovo amico, freddato senza pietà da uno dei bulli dell’istituto. Uno speciale dove la rabbia e l’impotenza di fronte ad una situazione ormai senza rimedio invitano ad una riflessione, un nuovo problema che, purtroppo, nemmeno il Dinamico Duo può risolvere. “Seduction of the Gun” è inoltre un vero e proprio studio sul nuovo slang metropolitano usato nelle scuole dagli studenti, un altro modo per penetrare, con le possibilità fantastiche del fumetto, nella realtà che ci circonda. Gli incassi del numero saranno interamente devoluti alla Fondazione John A. Reinsenbach per il controllo delle armi nelle attività scolastiche, problema che vede, per fortuna, gli studenti italiani ancora distanti dai livelli di guardia. Ovvia conclusione di questa breve, drammatica, panoramica sul difficile mestiere di supereroe nell’attualità del nuovo fumetto USA, il costoso Hard-Cover Night Cries (La notte Piange, 1992), scritto da Archie Goodwin e disegnato dal bravissimo Scott Hampton, storia tragica sullo scottante tema dell’abuso sui minori. Inserita come sequenza temporale nei primi anni di vita del Cavaliere Oscuro, La Notte Piange mantiene le caratteristiche base di Seduction of the Gun, situazioni senza uscita con all’origine un pessimismo imperante legato alla cronaca vera dei nostri giorni. Tra le varie vicende che si incrociano durante la narrazione, il dramma di James Gordon che, a causa del pesante carico nervoso che è chiamato a sostenere come poliziotto, distrugge lentamente la pace familiare, aumentando la frattura con la moglie Barbara, aperta in Year One, fino alla separazione. Batman, ancora osservatore impotente degli eventi, dovrà cercare uno spietato assassino che uccide i colpevoli di violenza su bambini, ripagandoli con la stessa moneta. La conclusione, durissima, non fa che aumentare l’inquietudine del lettore e, nelle ultime parole dell’assassino, insospettabile, al suo antagonista incappucciato, la tremenda realtà di una situazione completamente estranea al fumetto e alle sue visioni positive: ” i lamenti stanno ritornando. Questo Paese ha oltre due milioni di casi di abuso di minore, più di duemila morti. Troppi lamenti. Io non posso più ascoltarli. Qualcun altro deve ascoltarli. Io non posso…” Così, nella figura dell’Uomo Pipistrello che vola inutilmente nel tentativo di fermare l’arma che l’Uomo si punta alla tempia, tutta la rabbia e l’impotenza di una generazione circondata da benessere e contraddizioni enormi, un reale che non ammette, nemmeno dall’immaginario a fumetti, la consolazione di un lieto fine. Nell’ultima, stupenda, tavola di questo deciso atto d’accusa, Batman grida tutta la sua rabbia alla notte ma la cupa Gotham, città dalle mille valenze, indifferente, non risponde.

Frank Miller: “I supereroi? Li amo, ora ho messo gli occhi su Superman”

 “I supereroi? Li amo, come i fumetti sono legati alla nostalgia, a quello che ognuno si porta dentro della propria giovinezza. Non li lascio, anzi, adesso ho messo gli occhi su Superman“.

Frank Miller sceglie Napoli per lanciare la sua idea nella costruzione di una nuova dottrina, moderna, dark, del mondo degli eroi pop del XX secolo. L’artista americano è stato ospite al Comicon, dove ha incontrato tantissimi fan in religiosa attesa. Il creatore di Sin City e 300, l’uomo che ha rilanciato e modernizzato il mito di Batman, è il regalo che Comicon si è fatto per il suo ventesimo anniversario, portandolo a Napoli (come vi avevamo anticipato qui).

Artista poliedrico, che passa dal fumetto al cinema, Miller, spiega i punti di contatto tra le due forme d’arte: “Fumetti e cinema hanno sentieri simili, si basano entrambi sull’importanza di combinare parole e immagini. Ma con le differenze. Nel cinema ci sono reali attori e reali emozioni, e poi sono grande schermo. I fumetti li puoi leggere sul divano o in bagno. Ma entrambi danno una visione potente e grandi storie”. Storie legate ai momenti di chi legge e guarda, ma anche di chi li crea, come lo stesso Miller confessa: “Il mio Batman me lo chiedevano da tempo – racconta l’artista 61enne – poi decisi come farlo quando avevo 29 anni. Era la vigilia del mio trentesimo compleanno, avevo paura di invecchiare, di quello che mi aspettava. Così decisi di fare un Batman 50enne, immaginare le sue ansie personali ma anche i suoi dolori muscolari”.


Non solo supereroi, però, Miller guarda anche all’America contemporanea: “Sto studiando, vorrei fare una buona parodia sul corrente regime in America. Ma non è facile, perché sarebbe come fare una parodia di una parodia. E poi la situazione negli Usa è troppo inquietante per sembrare divertente“. Ma Miller collega la nostalgia all’attualità politica: “Come dicevo per i supereroi ognuno di loro fa scattare la nostalgia, perché è legato a una generazione. E questo influenza anche la politica, il mondo è sempre governato da uomini di mezza età che pensano alla loro gioventù. Ne abbiamo avuti alcuni che sono cresciuti durante la guerra, negli anni Sessanta, negli anni Settanta. Oggi ci sono quelli che hanno nostalgia degli anni ’80 il che è un po’ strano perché in effetti non sono stati il miglior periodo della storia”. Miller, però, continua a raccontare il passato e il presente dell’immaginazione collettiva e ha voglia di farlo: “Ho un nuovo progetto su Sin City – dice – ma anche con la Dc Comics. Ma mi piacerebbe fare tante cose, ad esempio vorrei collaborare con Milo Manara, ma lo farò appena ha tempo, è sempre super impegnato”.

Qui di seguito, potete assistere al suo incontro con Milo Manara, svoltosi a Lucca Comics edizione 2016.

Comicon di Napoli 20^ edizione – Alcune illustrazioni

La Mostra d’Oltremare del capoluogo campano ha ospitato dal 28 aprile al primo maggio 2018 la ventesima edizione di una delle manifestazioni più importanti legate alla cultura pop.

La Mostra d’Oltremare di Napoli ha ospitato dal 28 aprile al primo maggio la ventesima edizione del Napoli Comicon, una delle manifestazioni principali d’Italia legate al mondo dei fumetti e della cultura popolare. Tanti gli eventi e gli ospiti internazionali che hanno partecipato alla kermesse, nel corso della quale si tenuto anche il primo torneo di e-sport.

Programma e ospiti internazionali
Napoli Comicon 2018 ha ripercorso vent’anni di storia del fumetto in Italia: un viaggio realizzato con tavole originali, oggetti e ricordi, dalla rilettura dei grandi classici fino all’ascesa della graphic novel. Tra gli ospiti più attesi c’è stato sicuramente Frank Miller, l’autore di prodotti diventati cult come “Sin City”, “300” e “Il ritorno del Cavaliere Oscuro“. Il pubblico l’ha incontrato sia domenica 29 aprile che lunedì 30.

L’autografo di Frank Miller sul libro DC Comics 75th Anniversary Poster Book

Frank Miller durante l’incontro con Milo Manara

Legato a Miller, c’è uno degli sceneggiatori più importanti del fumetto mondiale, Brian Azzarello, che ha partecipato alla kermesse di Napoli e che ha collaborato con l’autore statunitense al terzo capitolo della saga del Cavaliere Oscuro, “Dark Knight III: The Master Race”.

Brian Azzarello sorpreso a girovagare tra gli stand di Napoli Comicon 2018

Anche quest’anno tra i protagonisti della manifestazione c’è stata la presenza del disegnatore Carmine Di Giandomenico il quale ha sketchato per noi, presso lo stand RW Lion, la Withe Cover di Flash.

Flash White Cover con sketch di Carmine di Giandomenico

Da segnalare anche la presenza di Lucy Lawless, attrice neozelandese nota per aver vestito i panni della principessa guerriera Xena nella famosa serie nata a metà degli anni ’90 e aver doppiato il personaggio di Wonder Woman nel film Justice League: The New Frontier del 2008.
Molti dei personaggi DC Comics ve li abbiamo già elencati in questo articolo.

Qui vi presentiamo una serie di illustrazioni a tema Batman (e dintorni) realizzate da alcuni artisti durante questo Comicon.

Batman realizzato dal disegnatore Vincenzo Carratù

Il disegnatore Vincenzo Carratù in posa con la sua illustrazione per Batman Crime Solver

Batman interpretato dall’autore Giovanni Marcora

Il disegnatore Giovanni Marcora in posa con la sua illustrazione per Batman Crime Solver

Batman interpretato dall’autrice Maria Novella Sincropi

La disegnatrice Maria Novella Sincropi in posa con la sua illustrazione per Batman Crime Solver

Wonder Woman interpretata dall’autore Manuel Giuffrè

Il disegnatore Manuel Giuffrè in posa con la sua illustrazione per Batman Crime Solver

Silk Spectre e Dr. Manhattan interpretati dall’autore Pasquale Qualano

Il disegnatore Pasquale Qualano in posa con la sua illustrazione per Batman Crime Solver

Napoli Comicon 2018 – Gli appuntamenti DC Comics da non perdere

Dopo la favolosa notizia di poter vedere ospite al Comicon di Napoli Frank Miller, vi proponiamo un rapido riepilogo per sketch,  firmacopie e performance da parte degli autori DC Comics presenti in fiera.

Le proiezioni di Dc Comics

Stand saldaPress – padiglione 01, stand AE03
Nelle date e negli orari indicati in tabella, e secondo modalità di accesso indicati di seguito.

Giuseppe Camuncoli con il Romics d’oro

Frank Miller

Domenica 29 aprile alle 17:00 Frank Miller parteciperà ad una sessione di autografi della durata di due ore e riservata alle prime 150 persone che si prenoteranno (la mattina stessa all’apertura della manifestazione) presso il Punto Autografi situato all’interno del Pad. 4.

La sessione d’autografi di Frank Miller sarà aperta esclusivamente al pubblico, bisogna quindi mostrare biglietto e documento d’identità al momento della prenotazione.

Sono vietati i fogli bianchi ed è necessario portare opere dell’autore per la dedica (ricordiamo che saranno disponibili Xerxes #1 in anteprima presso lo stand Magic Press e DKIII presso lo stand RW Lion).

Lunedì 30 aprile si terrà invece il sequel dell’incontro Milo Manara + Frank Miller tenutosi durante Lucca Comics&Games 2016 (da noi interamente ripreso qui). Alle 12:30 i due miti del fumetto mondiale incontreranno il pubblico all’interno del Teatro Mediterraneo per parlare dei loro progetti e anche di una possibile collaborazione futura.
Per partecipare a questo imperdibile evento sarà necessario ritirare l’invito gratuito recandosi presso il foyer del teatro la mattina stessa dell’incontro.

Carmine Di Giandomenico

Sabato 28 – Aprile – Padiglione 2- Sala Dino De Matteo – 17:00 – 18:00

ManFont: fumetti di un futuro passato

Domenica 29 – Aprile 11:00 – Ring [pad. 1] – 12:00

Pasquale Qualano vs Carmine Di Giandomenico

Domenica 29 – Aprile Punto Autografi [pad. 4] -12:00 – 13:00

Pasquale Qualano

Ecco dove lo trovate in giro per il COMICON

Lunedi 31 Aprile

10:30-12:30 Alt!/Artist Alley padiglione 4

15:30-17:00 RW Lion

17:00-19:00 Artist Alley padiglione 4

Martedi 1 Maggio

11:30-13:30 RW

Capitan Napoli 14:00-15:00 padiglione 4

16:00-19:00 Artist Alley padiglione 4

Area fumetto padiglione 2 – Stand RW Lion

Il Comicon 2018 targato RW Edizioni si preannuncia ricco di sorprese ed eventi! Tantissimi gli ospiti che si succederanno allo stand RW Lion e che potrete incontrare in fiera: Mike & Laura Allred, Brian Azzarello, Matteo Casali, Carmine Di Giandomenico e Pasquale Qualano.

Qui potete trovare le modalità per accedere alla Signing Session proposta dalla RW Lion.

Nel cuore della manifestazione sarà allestito, grazie alla collaborazione tra Comicon e Scuola Internazionale di Comics, un padiglione interamente dedicato all’incontro con gli autori e i professionisti del settore: Area Pro, Punto Autografi, Sala incontri Andrea Pazienza, Area Performance, ZTA, Artist Alley e tanto altro ancora.

Tra gli altri potete trovare altri autori DC Comics come:

Fabrizio Fiorentino

Lorenzo Ruggiero

Anche presso la Scuola Internazionale di Comics.

Francesco Barbieri (disegnatore Warner Bros)

Elena Casagrande

Mirka Andolfo

Padiglione 2 – Panini Comics

Ecco la lista completa delle signing session e degli incontri di questa Napoli COMICON.

Sabato 28 aprile

15.00 – 16.00: MIRKA ANDOLFO – Signing Session.

Domenica 29 aprile

12.00 – 13.00: MIRKA ANDOLFO – Signing Session.

Dentiblu Padiglione 2 Stand E 22

28 Aprile 10.00-12.30
29 Aprile 14.00-17.00

30 – Aprile – Auditorium CartooNa – 16:00 – 17:30

L’attrice Lucy Lawless, voce di Wonder Woman in Justice League: The New Frontier, regia di Dave Bullock (2008)

Cosplayer DC Comics

Frank Miller ospite al Comicon di Napoli 2018

E’ Frank Miller l’ospite internazionale di maggior rilievo che sarà a Comicon, in programma a Napoli dal 28 aprile all’1 maggio. Il creatore di 300, Sin City, Batman Il ritorno del Cavaliere Oscuro, uno degli autori più amati dal grande pubblico della cultura contemporanea, sarà a Napoli il 29 e 30 aprile alla Mostra d’Oltremare, dove sono attesi 150.000 visitatori da ogni parte d’Italia per la ventesima edizione della rassegna dedicata al fumetto, all’animazione, alle serie tv, ai videogame. Già ospite del Lucca Comics and Games 2016 (qui trovate un nostro ampio reportage), quest’anno è pronto per una nuova avventura italiana in cui ci sarà l’opportunità di potergli chiedere qualcosa sul suo nuovo lavoro che verrà pubblicato sotto la nuova etichetta DC Label. Infatti il primo titolo a vedere la luce, nel mese di agosto 2018, sarà Superman: Year One, una mini-serie in 3 capitoli, firmata dallo stesso Frank Miller e John Romita Jr. che rinarreranno le origini dell’Uomo d’Acciaio.

“Per festeggiare questi vent’anni di Comicon – spiega Claudio Curcio, direttore di Comicon – abbiamo aggiunto altri spazi alla Mostra d’Oltremare, dal Padiglione 10 completamente dedicato ai videogiochi e all’Arena Flegrea. Abbiamo tantissimo spazio in più e potremo ospitare più pubblico. E poi ci siamo regalati un ospite speciale oltre a Lorenzo Mattotti, che sarà il magister di quest’anno: Frank Miller, uno dei grandissimi personaggi del fumetto contemporaneo, l’autore del Cavaliere Oscuro e di Sin City, sarà a Napoli”.

Diverse saranno le occasioni di incontrare il fumettista, sceneggiatore e regista statunitense nei giorni in cui si svolgerà la XX edizione di COMICON:

Domenica 29 aprile alle 17:00 Frank Miller parteciperà ad una sessione di autografi della durata di due ore e riservata alle prime 150 persone che si prenoteranno (la mattina stessa all’apertura della manifestazione) presso il Punto Autografi situato all’interno del Pad. 4.

La sessione d’autografi di Frank Miller sarà aperta esclusivamente al pubblico, bisogna quindi mostrare biglietto e documento d’identità al momento della prenotazione.

Sono vietati i fogli bianchi ed è necessario portare opere dell’autore per la dedica (ricordiamo che saranno disponibili Xerxes #1 in anteprima presso lo stand Magic Press e DKIII presso lo stand RW Lion).

Lunedì 30 aprile si terrà invece il sequel dell’incontro Milo Manara + Frank Miller tenutosi durante Lucca Comics&Games 2016 (da noi interamente ripreso qui). Alle 12:30 i due miti del fumetto mondiale incontreranno il pubblico all’interno del Teatro Mediterraneo per parlare dei loro progetti e anche di una possibile collaborazione futura.
Per partecipare a questo imperdibile evento sarà necessario ritirare l’invito gratuito recandosi presso il foyer del teatro la mattina stessa dell’incontro.