Geoff Johns rinuncia al ruolo di Presidente della Dc Entertainment

Aria di cambiamenti per i due famosi autori di fumetti:  Geoff Johns e Jim Lee in seguito a un accordo produttivo di Johns con Warner e DC Comics, cambiano le loro mansioni.

Dopo l’addio di Diane Nelson come presidente della DC Entertainment, l’11 Giugno 2018 anche Geoff Johns abbandona il ruolo di presidente e Chief Creative Officer per compiere una transizione verso il ruolo di sceneggiatore/produttore DC Comics attraverso la sua nuova società, la Mad Ghost Productions.

 

Geoff Johns qui in posa per Batman Crime Comics a Lucca Comics

Johns scriverà e produrrà diversi film DC Comics, tra cui GREEN LANTERN CORPS, e sarà co-sceneggiatore e produttore esecutivo del lungometraggio di AQUAMAN e produttore esecutivo e sceneggiatore di WONDER WOMAN 2. Inoltre, continuerà il suo lavoro come scrittore per la DC Comics lanciando un nuovo banner chiamato “The Killing Zone”, che si concentrerà su personaggi secondari o nuovi. Scriverà anche la serie “Three Joker”, disegnata da Jason Fabok, ed un nuovo fumetto su Shazam. Johns si concentrerà anche sulle serie tv e scriverà l’episodio “Doom Patrol” di “Titans”.

Geoff Johns in posa con Stefano per Batman Crime Solver

Jim Lee, dopo l’uscita di scena del collega, espanderà il proprio ruolo, attualmente all’interno di DC Entertainment Publisher, occupandosi anche degli aspetti creativi dello studio e continuando ad agire come editor con Dan DiDio
Walter Hamada, produttore cinematografico, nominato presidente della produzione cinematografica DC Comics presso Worner Bros. Pictures a gennaio 2018, invece supervisionerà invece la realizzazione dei cinecomic.

Jim Lee e Stefano per Batman Crime Solver

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Smallville

Smallville. Dieci stagioni, andate in onda tra il 2001 e il 2011, che esplorano la vita del giovane Clark Kent, interpretato da Tom Welling (doppiato dal nostro Marco Vivio) e il suo percorso per diventare l’iconico eroe dal mantello rosso e dagli incredibili poteri. Quali sono le sue motivazioni? Cosa lo ha spinto a diventare il paladino dell’Umanità nonostante le sue origini aliene? Con quali valori è stato cresciuto dai suoi genitori adottivi, Jonathan e Martha? Quali amicizie e amori hanno segnato la sua strada? Quali difficili scelte, quali incontri e scontri?

Con queste intriganti premesse la serie si riprometteva di riportare ai giorni nostri il mito di Superman, da sempre sotteso all’eterna dicotomia tra un linguaggio che sa di universalità – pescando addirittura nella mitologia – e l’inevitabile condanna a essere eternamente fuori dal tempo. Trovare nuove strade per raccontarne la storia non era, e tuttora non è, facile (né mai lo sarà, a mio modesto parere). Ma, per certi versi, usando l’espediente dell’elseworld, Smallville ci riesce.

Almeno per le prime cinque stagioni, infatti, pur conservando una preponderante componente romantica – si tratta pur sempre di un teen drama – Smallville fa il suo dovere piuttosto bene, delineando i tratti dei personaggi principali della mitologia supermaniana anche con una certa complessità: il cammino dell’eroe viene costellato di prove e fatiche, che specularmente raccontano anche il declino dell’amico destinato a divenire il suo peggior antagonista. Tra una fanciulla da salvare e un freak of the week, la storia si mantiene su buoni livelli, vantando perfino dei cameo di rilievo, da Margot Kidder al compianto Christopher Reeve, in quello che all’epoca fu un vero e proprio passaggio di testimone estremamente toccante.

La seconda metà di serie non si mantiene su questi livelli, cercando di barcamenarsi tra una quantità di personaggi – tra gli altri e solo a livello indicativo: Flash, Aquaman, Black Canary, Cyborg, Martian Manhunter, Metallo, Zod, la Legione, Brainiac… – e storie forse un po’ sfuggite di mano, la voglia di fare dello show qualcosa di più fumettistico e la necessità di conservarne le radici teen, in un graduale declino che ha il suo apice nell’ottava stagione – discesa pur parzialmente giustificata dal cambio di sceneggiatori dovuto a un lungo sciopero della categoria negli U.S.A., ragione comunque non sufficiente a considerare quantomeno passabili alcuni story-arc: ancora non perdono l’orribile gestione della questione Lana Lang, per non parlare del main villain, un Doomsday tanto mal scritto quanto inutile.

Le cose migliorano dalla metà della nona stagione, con il subentro di Geoff Johns (qui una nostra ripresa esclusiva a Lucca Comics 2012) alla sceneggiatura di alcuni episodi – memorabile la doppia puntata sulla Justice Society of America, che vide non solo l’ingresso nella serie di Hawkman, Doctor Fate e Stargirl, ma anche riferimenti importanti a Sandman, Jay Garric (ben prima di The Flash) e a Alan Scott, la prima Lanterna Verde.

Geoff Johns a Lucca Comics 2012 - Foto di Batman Crime Solver

Foto di repertorio di Batman Crime Solver – Geoff Johns a Lucca Comics 2012

La decima stagione ricollega bene molti punti oscuri – tranne, per l’appunto, che fine abbia fatto Lana, a dimostrare che si trattava proprio di una sceneggiatura partorita male – traghettando degnamente Clark ad abbracciare, finalmente, il suo destino contro la grande minaccia di Darkseid. A dirla tutta, avremmo tutti voluto una scena finale più action, vedere finalmente Superman in azione e non semplicemente Welling sbottonarsi la camicia e mostrarci lo Scudo; ma, data la qualità non più eccelsa e il budget richiesto troppo elevato, ci si è un po’ tutti accontentati, chiudendo persino un occhio sulla sorte riservata a Lex Luthor.

Si tratta comunque di una visione leggera e non impegnativa, pur parlando di oltre duecento puntate. La visione della serie in streaming, può essere un buon rimedio per coloro che non l’hanno vista.

Se proprio non sopportate trame “alla Beautiful” che puntano più al romanticismo che all’azione, evitatelo come la peste. Consigliata a tutti gli altri, soprattutto agli appassionati del genere e dei personaggi.

Tra le nostre tante interviste abbiamo in archivio per voi i saluti di Marco Vivio il doppiatore di Clark Kent interpretato da Tom Welling.

E i saluti dal bravissimo Fabrizio Vidale che è apparso nel serial doppiando il personaggio WINSLOW SCHOTT / GIOCATTOLAIO (prima apparizione è stata su Action Comics n. 64 settembre 1943) interpretato da Chris Gauthier (stagione/episodi 8.14, 9.4, 10.20).

CURIOSITÀ

Filmato quasi interamente a Cloverdale, nella Columbia Britannica, la serie vede l’ingresso nel mondo della televisione di nuovi talenti come Kristin Kreuk nel ruolo di Lana Lang, e il ritorno di volti ben più noti come John Schneider (il Bo Duke di Hazzard) nel ruolo di Jonathan Kent, di Annette O’Toole (apparsa nel film Superman III nel ruolo di Lana Lang) nel ruolo della madre di Clark Kent e di John Glover nel ruolo di Lionel Luthor. Senza dimenticare la nostra Wonder Woman Lynda Carter che ha recitato in Smallville un cameo in nel ruolo di Moira Sullivan.

Karl Urban prossimo Batman al cinema?

L’attore di Thor: Ragnarok si è detto possibilista all’idea di interpretare l’Uomo Pipistrello nel prossimo film al cinema.

Karl Urban è un nome che non dirà molto, ma associato al suo viso diventa immediatamente riconoscibile al grande pubblico amante del fantasy e dei grandi franchise cinematografici.

È diventato famoso in tutto il mondo grazie all’Eomer de Il Signore degli Anelli, ha partecipato alla trilogia reboot di Star Trek nei panni del Dott. Leonard ‘Bones’ McCoy, adesso è entrato anche a far parte del franchise dei Marvel Studios, visto che ha interpretato Skurge in Thor: Ragnarok, ma Urban potrebbe fare un colpo davvero grosso e arrivare persino al ruolo di Batman. Almeno stando a quanto dicono alcuni rumors che non smettono di voler allontanare Ben Affleck dal personaggio dell’Uomo Pipistrello.

Parlando con JoBlo ecco cosa ha dichiarato in merito ai rumor, alle sue preferenza trai film dedicati al personaggio, e soprattutto alla sua possibilità e volontà di prendere eventualmente parte a un progetto del genere.

“Oh davvero? Wow, non saprei. Non ho mai davvero contemplato questa possibilità. Di solito il modo in cui funziona questo processo per me è che mi viene mandato un progetto, una sceneggiatura e la leggo, mi incontro con i realizzatori, e solo su queste basi scelgo se partecipare o no. Per quello che riguarda Batman, il mio film preferito è Il Cavaliere Oscuro. Chris Nolan è un regista straordinario e penso che Christian Bale è stato un magnifico Batman e ovviamente c’era il grande talento di Heath Ledger, il che ha creato un cinecomic perfetto… Quindi, non saprei, sono aperto a tutte le opportunità.”

Le ultime notizie in merito al film riportano che The Batman sarà prodotto da Ben Affleck e Geoff Johns che firmano anche la sceneggiatura. Nel cast J.K. Simmons sarà Jim Gordon e Joe Manganiello sarà Deathstroke. Alla regia Matt Reeves.

DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉

 

DC COMICS: JOSS WHEDON DIRIGERÀ IL FILM DI BATGIRL

Il regista di The Avengers passa dall’altra parte della barricata per portare sul grande schermo la versione femminile di Batman

Joss Whedon sarà il primo regista a saltare schieramento, dalla Marvel alla DC, per dirigere il film di Batgirl. L’autore di The Avengers è noto per i suoi personaggi femminili forti ed emancipati (come in Buffy – L’ammazzavampiri, serie che compie quest’anno vent’anni) ed è la scelta perfetta per scrivere e dirigere un film sulla controparte femminile di Batman.
Il film di Batgirl sarà parte del neonato DC Extended Universe, lo stesso di L’uomo d’acciaio (Man of Steel), Batman v Superman, Suicide Squad e Justice League. Il progetto è nato negli scorsi mesi (come vi abbiamo anticipato qui) dopo un incontro tra Whedon e i produttori Geoff Johns (qui sotto in una foto di repertorio con me) e Jon Berg.

Geoff Johns e Stefano durante la sessione autografi – Lucca 2012

Batgirl nasce nel 1967 in una storia scritta da Gardner Fox e disegnata dal leggendario Carmine Infantino, “The Million Dollar Debut of Batgirl!”. Nei fumetti si tratta di Barbara Gordon, figlia del commissario Gordon (che presto vedremo in Justice League interpretato da J.K. Simmons). Al cinema l’abbiamo vista una sola volta nel terribile Batman & Robin (qui potete scaricare una intervista dell’epoca), interpretata da Alicia Silverstone. Ma, in quella versione, il personaggio era stato tramutato nella nipote di Alfred, il maggiordomo di Bruce Wayne. Stavolta, visti i legami con Batman e l’universo esteso, è molto probabile che le origini del personaggio saranno rispettate.
DC/Warner sta puntando molto sulle donne nel suo universo cinematografico. Dopo il successo di Suicide Squad, Harley Quinn (Margot Robbie) tornerà nel film Gotham City Sirens, accanto a Catwoman e Poison Ivy. Sono invece ancora in fase di lavorazione un sequel di “Suicide Squad”, oltre che un nuovo capitolo di “Batman” con Ben Affleck, uno spin-off su Black Adam con Dwayne Johnson e i film dedicati a Flash e a Cyborg. E Gal Gadot presto apparirà in Wonder Woman, in arrivo il primo giugno. Ironia della sorte: anni fa, lo stesso Whedon avrebbe dovuto dirigere un film su Wonder Woman che fu però cancellato, spingendolo ad accettare l’offerta della Marvel per Avengers.

The Batman: News

I rumor degli scorsi giorni si sono rivelati veri: Matt Reeves sarà il regista per The Batman, il nuovo film solista sull’Uomo Pipistrello con protagonista Ben Affleck.

Infatti Variety riporta che è stato trovato un nuovo regista per dirigere The Batman con Ben Affleck, che inizialmente avrebbe dovuto sedersi anche dietro la macchina da presa ma ha rinunciato a gennaio, forse a causa dell’eccessivo stress di dirigere, produrre, sceneggiare insieme a Geoff Johns e interpretare un cinecomic di quella portata. A sostituirlo sarà Matt Reeves, il regista si metterà al lavoro duramente sul progetto non appena avrà terminato la post-produzione di The War – il Pianeta delle Scimmie, in uscita il 14 luglio.

Nei giorni passati si sono rincorse le voci di una totale riscrittura della sceneggiatura con un nuovo team creativo, ma il giornalista di Variety Justin Kroll ha commentato su Twitter: “Numerose fonti sostengono che il nuovo script è arrivato questo mese e tutti, tra cui [il Chief Content Officer Toby] Emmerich e Ben [Affleck], ne sono molto soddisfatti“.

L’antagonista di The Batman sarà Deathstroke, interpretato da Joe Manganiello. Inoltre, corre voce che il film si svolgerà almeno in parte nel famigerato Manicomio di Arkham, e che compariranno molti avversari dell’Uomo Pipistrello, come il Joker (Jared Leto).

Joe Manganiello intanto ha spiegato di aver letto quasi tutti i fumetti che coinvolgono il personaggio di Deathstroke, e ha parlato della sua preparazione fisica al film. “Sono una persona che ama iniziare la preparazione molto prima. Così ho letto quasi tutti i fumetti che coinvolgono Deathstroke. Solo per ottenere le informazioni necessarie. Alcuni di essi sono utili. Altri meno. Recentemente ho iniziato gli allenamenti con la katana. Ho avuto vari incontri con diversi maestri di arti marziali. Oltretutto, come ho già detto, mi sto concentrando su uno script piuttosto che su dei fumetti. Voglio dire, i fumetti mi stanno dando una buona infarinatura generale di ciò di cui stiamo parlando. Dove si trovano questi personaggi. Ma lo script è ciò che conta come sai. Perché potrebbero cambiare i canoni. Ci sono stati tre o quattro modi diversi in cui il mio personaggio ha perso il suo occhio. Stiamo lavorando su uno di quelli? O ne stiamo facendo uno completamente nuovo?”

Per il momento una data d’uscita per The Batman non è stata ancora fissata, anche se si parla del 2019.

Green Lantern Corps rivelata la trama e Justice League news

Mentre fioccano news sulla Justice League (ne parliamo in seguito), si fa notare sempre di più l’assenza di uno dei suoi membri più riconoscibili della squadra dei fumetti: Green Lantern. Mentre il DC Extended Universe ha dei piani ben definiti per il Corpo delle Lanterne Verdi, che si concretizza in un film in programma per il 2020, è stato dichiarato che nessuno dei suoi membri apparirà nel primo film Justice League.

Il problema sorge nel momento in cui ci rendiamo conto che tra l’uscita nei cinema della Justice League e la possibile uscita del film incentrato sul Green Lantern Corps ci sono tre anni di distanza, un tempo decisamente lungo per mantenere i principali eroi lontano dal grande schermo. Anche The Flash e film Aquaman sono due anni di distanza, ma i rispettivi personaggi hanno già avuto dei cameo in altri film, come Batman v Superman e Suicide Squad.

Ad avere il titolo Green Lantern non sarà un solo individuo. Nel fumetto infatti ad indossare la maschera sono Hal Jordan, Jon Stewart, Guy Gardner e Kyle Rayner. Se, come sembra, la Warner Bros sta cercando in tutti i modi di rimanere fedele ai fumetti, i migliori candidati sembrano essere Jordan e Stewart. Le loro storie sarebbero infatti una partenza ottima per introdurre il Corpo delle Lanterne Verdi nell’universo DC.

La trama si baserà sul fumetto Sinestro Corps War, scritto da Dave Gibbons dal presidente della DC Entertainment, Geoff Johns con i disegni di Ethan Van Sciver.


La storia si focalizza sulle Lanterne Verdi della Terra- Hal Jordan, Kyle Rayner, John Stewart and Guy Gardner- e il resto del gruppo della Lanterna Verde nel momento in cui, mentre è in corso una guerra stellare contro Sinestro Corps, un esercito guidato dall’ex Green Lantern Sinestro, armato di anelli gialli del potere cerca di creare un universo dominato dalla paura. Una storia di Alan Moore del 1986, “Tales of Green Lantern Corps” costituì la base tematica della trama. A seguito dell’evento molti personaggi subirono cambiamenti, morirono o vennero re-introdotti nell’universo DC.
La risposta del pubblico e della critica a “Sinestro Corps War” fu molto positiva. Molti recensionisti lo aggiunsero alla classifica dei migliori fumetti dell’anno e inoltre il filone della storia fu nominato per la prima volta nel 2008 per l’Eisner Award per la miglior squadra di matitisti e di inchiostristi. La trama costituì anche un successo economico, e molti aspetti furono stampati. “Sinestro Corps War” è la seconda parte della trilogia nella saga di Green Lantern, seguita nel 2005 dalle miniserie Green Lantern: Rebirth. Il finale di “Sinestro Corps war” pone le basi della terza e ultima parte della trilogia: Blackest Night, pubblicata nel 2009 edita dalla Planeta.
Per il cast del film sul Corpo delle Lanterne Verdi invece bisogna ancora attendere.

Come anticipavamo si parla molto di Justice Leuage e Ray Fisher interprete di Cyborg


durante un’intervista al Rhode Island Comic-Con, ha svelato quali sono state le sue fonti di ispirazione per il ruolo:
“Sono cresciuto guardando una quantità enorme di cartoni animati, compresi quelli di Batman, di Justice League e un sacco di altra roba trasmessa su Cartoon Network. La prima volta che ho visto Cyborg è stato in Teen Titans. Ero al liceo ed era come se quel cartone mi parlasse perché c’erano tutti questi personaggi che, oltre a salvare il mondo, affrontavano un sacco di problemi adolescenziali. Ma quando sono stato ingaggiato, mi hanno mandato una quantità enorme di materiale sul personaggio e ho avuto modo di innamorarmi della versione dei fumetti che è molto diversa. Ora sento di conoscerlo a memoria, anche se c’è sempre chi ne sa più di me!”.