The death show di Michael Formica

Il disegnatore in erba Michael Formica, che a Natale 2017 ha raffigurato una storia-tributo a fumetti sul personaggio di Martian Manhunter, scritta da Dan Cutali (qui il suo reportage su DC Exhibition) e colorata da Francesco Grieco (scaricabile qui), oggi ci presenta il suo lavoro di videomaking dedicato al mondo di Batman.

Siamo lieti di lasciare a lui la parola per presentare anche il suo gruppo di lavoro.

Mi chiamo Michael Formica, 26 anni originario delle Marche. Sono da sempre un amante della cultura nerd a 360°, specie per il mondo dei fumetti. Vuoi per passione, vuoi per lavoro, mi sono avvicinato al mondo del videomaking e con un gruppo di amici ci stiamo addentrando nel mondo dei cortometraggi. Non fraintendete, non vi è nessun secondo fine a riguardo. C’è solo la voglia di stare insieme, divertirsi, far divertire e nel mio caso, sperimentare linguaggi e cose che normalmente non utilizzerei per video aziendali o privati.

Senza un euro a disposizione di budget, abbiamo deciso di appoggiarci inizialmente all’immaginario nerd per poi proporre qualcosa di originale e scritto da noi. Da fan di Batman non potevo non attingere al suo universo narrativo. E chi tra tutte le sue nemesi spicca più delle altre se non Joker?

The Death Show prende spunto dall’evento di Death of the Family dove il clown di Gotham recupera la sua faccia (letteralmente) dopo essersela fatta togliere nel tentativo di evadere da Arkham. Ho provato a raccontare la mia visione su come abbia fatto a recuperarla e ho immaginato ad un gruppo di agenti corrotti che nel tentativo di fare il colpaccio della vita cercano di vedere il suo volto ad un’asta di fanatici feticisti. E come reagirebbe un agente del caos come lui conscio di questo avido gesto? Nel modo peggiore possibile: mostrare ancora una volta al mondo il suo lato oscuro e sadico uccidendo quegli agenti in una diretta streaming secondo i suggerimenti del pubblico. Chi è il cattivo della storia?

Per il costume ho cercato guanti, scarponi e una tuta da meccanico dal colore più neutro possibile per poi colorarla secondo le sfumature violacee tipiche del Joker. Per il volto, invece, ho cercato la miglior parrucca nella mia zona e ho creato la maschera lavorando un file Papercraft. Per lavorarla al meglio ho scelto di utilizzare il cartone al posto della classico foam. Per rafforzarne la struttura ho utilizzato il metodo della cartapesta e successivamente ho dato una gittata di stucco. Aggiunta l’allaccio alla maschera sfruttando una vecchia cintura di cuoio, ho provveduto all’inserimento del filo di ferro per i dettagli e alla colorazione. Un grande aiuto è stato dato anche dal digitale, la Color Correction ha sicuramente reso gli ambienti più tetri e consoni al timbro della narrazione. Escluso il file Papercraft, nulla di quello che vedete proviene da acquisti online bensì da negozi comuni come supermercati e ferramenta.

Per il video mi sono affidato alla mia Canon e alla dedizione dei miei amici che, nonostante non siano attori, si sono cimentati nella parte come meglio potevano. Impossibile non ringraziare Marco che si è calato nei panni di Joker in un’interpretazione davvero difficile che non ha nulla da invidiare a quelle di altri cortometraggi che girano in rete. Per la fase di montaggio mi sono affidato a Final Cut Pro X e per quei pochi effetti presenti ad After Effects. Gli ambienti sono tutti luoghi a noi familiari pertanto abbiamo letteralmente giocato in casa.

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Gotham Stagione 5: arriva il Cavaliere Oscuro

L’esordio della quinta e ultima stagione di Gotham è ormai alle porte. Fox la trasmetterà a partire da giovedì 3 gennaio 2019.

Gotham Stagione #5

Per dare risalto a questo ultimo evento è stato pubblicato online ogni forma di materiale promozionale al fine di preparare al meglio l’avvio della nuova stagione di Gotham. Diversi sono i trailer e i promo virali.

Il canale tematico FOX ha sdoganato le prime foto di scena tramite il concentrato di notizie televisive, anteprime originali e recensioni  del webmagazine TVLine.

I personaggi fotografati per la promozione dell’ultima stagione di Gotham sfoggiano nuovi look, anche se i loro volti sono quelli che ormai tutti conosciamo.

Tra gli altri troviamo un nuovo personaggio nel gruppo: Eduardo Dorrance, alias Bane, interpretato da Shane West.

Questo nuovo character, in modo plausibile potrebbe raffigurare la lacerazione del tessuto societario di Gotham City, scostando l’attenzione da tutti i villain che affliggono la città. A fronteggiare Eduardo Dorrance ci sarà Batman, o meglio colui che ancora non sa di esserlo, ma che presto lo diventerà, proprio come annuncia il promo che vediamo qui sotto:

La quinta stagione getterà luce sull’identità di Jeremiah e, secondo le anticipazioni, darà senso compiuto alle sue parabole e a quelle di altri personaggi come: Pinguino (Taylor ha già anticipato su Instagram che per lui ci sono grandi progetti), Ed Nygma (confermato dalla produzione) e Bruce Wayne il quale finalmente prenderà le sembianze di Batman.

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Ovviamente, la sua entrata in scena si verifica in concomitanza con il periodo più terrificante della storia di Gotham City, visto che la città è devastata da crudeli e malvagi villain che accompagnano Jeremiah nell’evento Terra di Nessuno (No Men’s Land),il finale della quarta stagione.

Gli attori hanno iniziato a condividere qualcosa del dietro le quinte della serie. Ad esempio Francesca Root-Dodson che interpreta la compagna di Jeremiah, ed avrà un ruolo importante nella prossima stagione, ci fa assaporare in anticipo qualcosa di molto interessante. Tramite il suo profilo Instagram, la possiamo ammirare con un trucco molto ispirato ad Harley Quinn (o comunque a un clown).

La nuova stagione composta da 12 episodi, presenterà degli elementi tratti dall’arco narrativo a fumetti “Batman: Terra di nessuno”, includendo però anche elementi di “Batman: Anno Uno” e “Batman: Anno Zero”.

Le vere sconfitte di Batman

Abbandonati rapidamente i canoni strutturali più semplici delle trame avventurose e fantascientifiche, i primi anni ottanta sottolineano, nel mondo del fumetto di supereroi americano, una generale perdita di identità, frutto di una complessa ed inquietante crisi di valori che imperversa su tutto il Paese. Cosi, nella difficile ricostruzione ideologica, i comics, da sempre confinati dalla critica in un ghetto, rivalutano il loro ruolo culturale nel confronto con i duri temi della realtà di tutti i giorni, dimenticando per sempre il puro disimpegno delle origini. Batman, eroe metropolitano per definizione, combatte avversari molto diversi dalle patetiche figure caricaturali dei primi anni. I vicoli e le ombre della città di Gotham nascondono ora i veri mostri della cronaca: ladri, stupratori, assassini, alleati della notte più cupa, non più deterrente ad uso e consumo solo dell’Uomo Pipistrello. Una lenta ma continua evoluzione dei contenuti, libera sulle pagine a colori, il malessere dell’americano medio e l’eccessiva violenza della realtà. La droga, le bande giovanili, il razzismo, trasformano le strade in campi di battaglia. Lo stesso “The Dark Knight Returns” di Frank Miller, estremizzazione di una Gotham futuribile, assume gli angosciosi contorni del possibile nell’impietoso ritratto di una New York Cyberpunk poco distante, nei tempi di involuzione, dalla metropoli tipo del presente. Affrontare questa nuova dimensione sociale significa però, costruire e ripresentare la figura dell’eroe moderno, trasformando spesso il classico vincente in un comune essere umano che vive e soffre con il lettore, quasi che il suo potere, prima dono inestimabile del caso, diventasse una condanna senza redenzione. Sceneggiatori e artisti rivolgono così le loro attenzioni ad un fumetto-guida, che riesca a far partecipi í più giovani con problemi tangibili e non con la fantasia di mondi fantastici e lontani. In questa ottica le alte sfere dirigenziali che regolano il mondo delle nuvole di carta “Made in USA” inquadrano esperienze innovative come Live Aid, promossa dalla star rock irlandese Bob Geldof, che realizza con il brano “Do They Know It’s Christmas?” alla fine del 1984, la fusione ideale tra solidarietà e spettacolo, coinvolgendo grandi nomi della musica internazionale nella ricerca di fondi economici per il Terzo Mondo. La valida iniziativa, che proseguirà una corsa inarrestabile con altre similari come Band Aid, Usa for Africa, Sports Aid ecc., arriva idealmente ai personaggi del fumetto che raccolgono subito l’opportunità di interagire con i lettori a questo importante livello. Piccola nota per gli amanti della musica anni 80 e di Batman anni 60. Nik Kershaw il 5 novembre 1984 pubblica il singolo The Riddle (cantato anche durante il Live Aid). Nel video si vede chiaramente l’Enigmista e Kershaw ha affermato che il video è stato ispirato dal suo amore per l’espressionismo artistico postmoderno.

Scusate il Bat-Inciso musicale, ma ci stava tutto ricordando quel periodo. Tornando alla DC, questa fu battuta sul tempo dalla rivale Marvel Comics che con l’albo Heroes for Hope (Eroi per la speranza, Dicembre 1985) finisce addirittura sulle pagine del Time, lascia a Jim Starlin e a Berni Wrighson la completa libertà di ideare e portare a termine un’avventura di 48 pagine, frutto della collaborazione di più di 120 artisti tra sceneggiatori, matitisti, inchiostratori, letteristi e coloristi, i cui incassi saranno devoluti per aiuti umanitari ai Paesi dell’Africa. La bella prova che ne deriva, Heroes Against Hunger (Eroi contro la fame, 1986) con copertina di Neal Adams e Dick Giordano, è in fondo il tentativo di sensibilizzare divertendo i giovanissimi, una lezione che, provenendo dal fumetto, è ancora più importante. La ricerca di un metodo per rendere produttivo il deserto africano è alla base della trama di questo speciale ma, né la coppia formata da Batman e Superman, né il loro inimmaginabile alleato, Lex Luthor, riusciranno nella titanica impresa. Lee Ann Layton, volontaria dei Corpi per la Pace, elemento umano della narrazione, racconta al trio deluso la storia di una terra sfruttata fino all’ estremo, danneggiata da culture intensive e fertilizzazioni eccessive, un luogo dove non basta più solo il miracolo della fantasia per porre rimedio ad anni di disastro ecologico. Il messaggio è chiaro: la responsabilità è di tutti. Un intero continente e i suoi abitanti dipendono da noi. Nelle lacrime della giovane, che osserva allontanarsi nel tramonto gli eroi sconfitti, c’è però la speranza che essi ritorneranno, portando con loro l’aiuto delle persone comuni. Vero manifesto dei, migliori artisti americani del periodo, l’albo è, pure nella prevedibilità del suo sviluppo, un piccolo capolavoro, esperimento riuscito di trasformare il disimpegno delle storie a fumetti classiche in qualche cosa di costruttivo, rispondendo a chi, da anni, liquida gli eroi di carta con la definizione “serie B”. La speranza continuerà per poco a sostenere gli eroi del Post-Crisis, specie Batman, la cui precisa locazione di vigilante lo precipiterà, suo malgrado, in situazioni senza sbocco. Crudo esempio del nuovo andamento, le impietose trame di Jim Starlin sfuggite alle maglie, col tempo più larghe, della censura, che inquadrano, in due avventure molto vicine nella programmazione seriale, la violenza contro la donna.

La prima, Elmore’s Lady (Batman n. 421, luglio 1988, disegnato da Dick Giordano), presenta senza abbellimenti adolescenziali la caccia del Cavaliere Oscuro a due serial Killers colpevoli di una decina di omicidi, liberati dalla legge per mancanza di prove, storia dura che sottolinea come la libertà di azione del nostro supereroe sia in realtà subordinata alle ferree regole che lui stesso si impone. Rimasto solo un assassino, che si è brutalmente liberato del complice, Starlin ci porta ad una soluzione inaspettata con l’estremo gesto di ribellione dell’ultima ragazza minacciata, in realtà cacciatrice anch’essa dei bruti che hanno ucciso la sorella, che colpisce a morte l’aggressore con un rasoio. Batman, ridotto al ruolo scomodo di osservatore, commenta la vicenda sostenendo come l’agire di propria iniziativa, al di fuori della legge, conduca all’anarchia ma, la sua stessa posizione di vigilante, priva pericolosamente la sua morale di significato. Tre numeri dopo, in The Diplomat’s Son (Batman n. 424, ottobre 1988, disegno di Doc Bright), Starlin rinnova drammaticamente questo tema, narrando le vicende tragiche di una giovane donna prima rapita, poi brutalmente violentata, dal figlio dell’Ambasciatore di Bogatago (Stato fantastico della geografia DC Comics), intoccabile per immunità diplomatica sul suolo degli Stati Uniti. Batman, con le mani legate dalla giustizia, fallirà nuovamente la sua missione, impotente di fronte al suicidio della ragazza, provocato dal suo stupratore, in questa avventura realistica e crudele che non sembra offrire a chi legge nessuna scappatoia ottimista. La vendetta di Robin (Jason Todd), che uccide (ma non è sicuro…) il colpevole che cade urlando da una terrazza, sostituendosi con rabbia alla giustizia, conferma ancora quanto siano diversi questi nuovi eroi dei fumetti e quanto sia cambiato lo scenario su cui si muovono. Gli anni novanta, evolvendo le impostazioni cupe e realistiche del Rinascimento Americano, assistono all’inesorabile calare delle tenebre su tutta la produzione DC. Batman, character di punta della Major, si trova immerso suo malgrado in avventure estreme, trame opprimenti e pessimiste che, dalla produzione seriale fino agli speciali più adulti, liberi dalle limitazioni del Comics Code, tracciano presto la via per la crudele saga di Knightfall, culmine di un rilancio del personaggio, per molti non necessario, successivo al grande evento pubblicitario della “Morte di Superman”, di cui la Casa delle Leggende cerca idealmente il “bis”. In questa atmosfera pesante, esce Batman-Seduction of the Gun (febbraio 1992), formale atto di accusa contro la colpevole reperibilità delle armi, specie negli ambienti frequentati da giovanissimi. Dedicato alla memoria di John Reisenbach (29 novembre 1956 – 31 luglio 1990), figlio di Sandy, collaboratore DC Comics, ucciso senza motivo apparente per strada, l’albo, scritto da John Ostrander e disegnato da Vince Giarrano, racconta del tentativo fallito di Batman di proteggere un informatore che può garantire l’arresto di una gang giovanile di trafficanti d’ armi. La storia, violentissima, mostrerà al lettore condizioni critiche già esistenti in molte delle scuole americane, dove il possesso incriminato di armi da fuoco regola gli stessi rapporti tra studenti.

Il terzo Robin, Timothy Jackson “Tim” Drake, infiltrato d’eccezione nell’ambiente scolastico dove si muove la giovane figlia dell’informatore, in pericolo di vita, non riuscirà ad evitare l’uccisione della ragazza e, parallelamente, di un suo nuovo amico, freddato senza pietà da uno dei bulli dell’istituto. Uno speciale dove la rabbia e l’impotenza di fronte ad una situazione ormai senza rimedio invitano ad una riflessione, un nuovo problema che, purtroppo, nemmeno il Dinamico Duo può risolvere. “Seduction of the Gun” è inoltre un vero e proprio studio sul nuovo slang metropolitano usato nelle scuole dagli studenti, un altro modo per penetrare, con le possibilità fantastiche del fumetto, nella realtà che ci circonda. Gli incassi del numero saranno interamente devoluti alla Fondazione John A. Reinsenbach per il controllo delle armi nelle attività scolastiche, problema che vede, per fortuna, gli studenti italiani ancora distanti dai livelli di guardia. Ovvia conclusione di questa breve, drammatica, panoramica sul difficile mestiere di supereroe nell’attualità del nuovo fumetto USA, il costoso Hard-Cover Night Cries (La notte Piange, 1992), scritto da Archie Goodwin e disegnato dal bravissimo Scott Hampton, storia tragica sullo scottante tema dell’abuso sui minori. Inserita come sequenza temporale nei primi anni di vita del Cavaliere Oscuro, La Notte Piange mantiene le caratteristiche base di Seduction of the Gun, situazioni senza uscita con all’origine un pessimismo imperante legato alla cronaca vera dei nostri giorni. Tra le varie vicende che si incrociano durante la narrazione, il dramma di James Gordon che, a causa del pesante carico nervoso che è chiamato a sostenere come poliziotto, distrugge lentamente la pace familiare, aumentando la frattura con la moglie Barbara, aperta in Year One, fino alla separazione. Batman, ancora osservatore impotente degli eventi, dovrà cercare uno spietato assassino che uccide i colpevoli di violenza su bambini, ripagandoli con la stessa moneta. La conclusione, durissima, non fa che aumentare l’inquietudine del lettore e, nelle ultime parole dell’assassino, insospettabile, al suo antagonista incappucciato, la tremenda realtà di una situazione completamente estranea al fumetto e alle sue visioni positive: ” i lamenti stanno ritornando. Questo Paese ha oltre due milioni di casi di abuso di minore, più di duemila morti. Troppi lamenti. Io non posso più ascoltarli. Qualcun altro deve ascoltarli. Io non posso…” Così, nella figura dell’Uomo Pipistrello che vola inutilmente nel tentativo di fermare l’arma che l’Uomo si punta alla tempia, tutta la rabbia e l’impotenza di una generazione circondata da benessere e contraddizioni enormi, un reale che non ammette, nemmeno dall’immaginario a fumetti, la consolazione di un lieto fine. Nell’ultima, stupenda, tavola di questo deciso atto d’accusa, Batman grida tutta la sua rabbia alla notte ma la cupa Gotham, città dalle mille valenze, indifferente, non risponde.

Gotham 5: le riprese della nuova stagione e una dichiarazione di Anthony Carrigan

Tutte le serie TV sono purtroppo destinate ad una conclusione, chi prima chi dopo. Gotham 5 sarà l’arco narrativo che concluderà definitivamente  il prequel di Batman, il cui fumetto l’anno prossimo compirà 80 anni. La quarta stagione di Gotham si era conclusa il 17 maggio 2018 con un finale inquietante e tenebroso. Il piano di Ra’s Al Ghul era terminato con successo.

La città è completamente avvolta nell’oscurità, ma Bruce Wayne, Lucius Fox, Jim Gordon ed Harvey Bullock non si arrendono e lottano per salvarla. Sembra che nella prossima stagione ci sarà il debutto di un altro storico nemico del Cavaliere oscuro: Man-Bat. Qui di seguito vi mostriamo una foto che potrebbe confermare la presenza del pipistrello antropomorfo, anche se chi ha seguito bene la serie avrà già potuto assistere ad un paio di richiami.

Gotham 5: solo 10 episodi per l’ultima stagione

E’ stato confermato che Gotham 5 godrà di soli 10/12 episodi (forse potrebbero arrivare a quota 100), molti di meno rispetto ai consueti 22 presenti negli archi narrativi visti in passato. Danny Cannon,produttore esecutivo che ha peraltro lavorato anche sul pilot di Gotham, ha informato i fan che le riprese della quinta stagione inizieranno il prossimo 23 Luglio.

In occasione di una recente intervista ai microfoni di ComicBook, l’attore Anthony Carrigan, l’interprete del personaggio Victor Zsasz, ha così dichiarato: “Sono entusiata del fatto che il network abbia dato via libera ad una quinta stagione. Sono molto felice per il cast e la produzione poichè hanno lavorato duramente e se lo meritano davvero. Spero che il mio personaggio, Victor Zsasz, possa avere un impatto maggiore. Fatico a credere che se ne sia andato per sempre.”


Anthony ha poi aggiunto di non aver ancora ricevuto un copione, ma di essere pronto a qualsiasi evenienza: “Sto aspettando con impazienza. In qualità di attore, mi piace essere sorpreso da quello che dovrò andare a fare. Adoro interpretare Victor e sarebbe un grande onore tornare nei suoi panni un’ultima volta.”

Comunque si vocifera che Jim Gordon (Ben McKenzie) dovrà affrontare nuove facce nemiche, tra cui Scarface, Ventriloquo, Mother, Lady Shiva (queste le sue origini nei fumetti) ed un Jeremiah Valeska ancora scatenato e a piede libero.

Senza dubbio, Gotham 5 inizierà dove era terminata la quarta stagione, ossia con i buoni rimasti ad affrontare i criminali per riportare la pace in città. Al momento abbiamo solo tali informazioni e non  siamo in grado di riportare ulteriori particolari sulla trama di Gotham 5.

Gotham 5: il cast della stagione finale

Qui di seguito presentiamo il cast di attori che andrà a caratterizzare la stagione finale di Gotham:

Ben McKenzie: Jim Gordon

Morena Baccarin: Leslie Thompkins

Donal Logue: Harvey Bullock

Sean Pertwee: Alfred Pennyworth

Robin Lord Taylor: Oswald Cobblepot

Erin Richards: Barbara Kean

David Mazouz: Bruce Wayne

Cory Michael Smith: Edward Nygma

Camren Bicondova: Selina Kyle

Crystal Reed: Sofia Falcone

Jessica Lucas: Tabitha Galavan

Alexander Siddig: Ra’s Al Ghul

Drew Powell: Butch Gilzean

Chris Chalk: Lucius Fox

Morena Baccarin annuncia la 5^ stagione di Gotham

La Fox già nel mese di marzo aveva dato il via libera per una quinta stagione di Gotham, ma mancavo ancora i rinnovi dei contratti degli attori. Morena Baccarin ha rinnovato proprio oggi il suo contratto con una foto-notizia sul proprio profilo Twitter e da poche ore la notizia sta facendo il giro del web. Ora il signorino Bruce Wayne potrà proseguire il suo percorso avvicinandosi sempre di più al suo ineluttabile destino.

Durante una recente intervista, la star di Deadpool 2 è stata interrogata sull’opportunità o meno di voler interpretare un supereroe sul grande schermo. È interessante notare che la Baccarin ha detto che non è particolarmente interessata ad essere un eroe e invece ha gli occhi puntati su alcuni classici villain di Batman. L’intervista è in portoghese ma l’essenza delle sue osservazioni è che sarebbe interessata a calarsi nei panni di super cattive come Poison Ivy o Catwoman. La Baccarin sarebbe perfetta per uno di quei personaggi e i fan di queste due figure dei fumetti, senza dubbio, adoreranno vedere l’attrice recitarne le parti; dopotutto, lei certamente ha lo charme, ha la spavalderia e il talento sexy per cui queste due icone DC Comics sono famose.

Per tornare al serial tv in cui interpreta la dottoressa Leslie Tompkins, il presidente della Fox Gary Newman, a marzo aveva parlato proprio del rinnovo della serie dichiarando che molto dipendeva anche dalla programmazione (ScreenRant).

Il finale della quarta stagione di Gotham fungerà da reboot della serie ed aprirà la strada per una Gotham 5 stagione del tutto nuova e con nuove prospettive di sceneggiatura. Quindi Gotham non dirà addio al pubblico prima della trasformazione di Bruce Wayne in Batman e la produzione avrà il compito di concludere le storie fin qui raccontate, mostrando anche il fatidico momento in cui il ragazzo è diventato leggenda.

Al momento ancora non è chiaro quanti episodi saranno prodotti per la stagione 5, ma non è escluso possano essere molti meno dei canonici 22.

Il doppiatore Rodolfo Bianchi parla così della serie Batman anni 60

L’attore Rodolfo Bianchi ha doppiato Burt Ward (Dick Grayson/Robin), nella serie “Batman” degli anni 60 e John Doman (Carmine Falcone) nella serie televisiva Gotham, nell’edizione italiana.

Ironia caustica, sguardo malinconico, Rodolfo Bianchi è uno degli attori più interessanti della sua generazione. Negli anni sessanta ha recitato nel film per la televisione Vita col padre e con la madre, al fianco di Paolo Stoppa e Rina Morelli, e in altri romanzi sceneggiati, per poi recitare ancora per la televisione nei decenni successivi in numerose occasioni. Nel 1976 fu tra i protagonisti del film di guerra Una vita venduta tratto da Sciascia.


Da sempre si è messo al servizio delle storie su cui ha lavorato. Ama il suo lavoro, è ipercritico, perfezionista, “attore” nel senso completo del termine: corpo, anima e voce. Come doppiatore per il cinema ha doppiato attori come Gérard Depardieu, James Caan e Jeremy Irons. Per la televisione ha prestato la voce al personaggio di John Locke in Lost, inoltre ha doppiato Chuck Norris in Walker Texas Ranger. Nel 1992 inizia a doppiare il personaggio di Koichi Zenigata negli anime di Lupin III, alternandosi a Enzo Consoli (voce ufficiale del personaggio). Diventa definitivamente la voce ufficiale dell’ispettore a seguito della morte di Consoli, nel 2007. Ma negli anni 80, lui non lo sa ancora ma si immerge nelle atmosfere di una Gotham City diversa da quella che poi incontrerà in età più adulta. Infatti proprio in quel periodo dà la voce a Burt Ward nei panni di Dick Grayson/Robin nel serial televisivo Batman del 1966 al fianco di Bruce Wayne/Batman interpretato da Rino Bolognesi ed in seguito presta la propria interpretazione all’attore John Doman il Carmine Falcone della serie televisiva Gotham. Interpretazione magistrale la sua nei panni del boss mafioso più potente della città.

In questo breve spezzone possiamo la sua interpretazione nei panni di Robin.

Qui lo sotto invece lo sentiamo prestare la sua voce all’attore John Doman nei panni del boss mafioso Carmine Falcone.

Lavoro complesso il suo, spiega Rodolfo Bianchi al microfono di Radio Cigliano. Ma ascoltiamolo in questi 11 minuti estratti dall’intervista completa in cui ci parla della sua esperienza con Robin. Se interessati potete trovare l’intera intervista cliccando qui.

Gotham 4 stagione: presto Bruce Wayne diventerà Batman

Il termine della quarta stagione di Gotham ci svelerà come Bruce brandirà il mantello di Batman.

Ma prima di questo molte altre cose stanno cambiando nello show televisivo. Infatti, molti di noi pensavano che Jerome Veleska (Cameron Monaghan) fosse la trasposizione del Joker nello show “Gotham”. Ma ultimamente è stato scoperto che Joker sarà in realtà il fratello gemello Jeremiah, sempre interpretato dall’attore Cameron Monaghan. Il produttore esecutivo Danny Cannon ha dichiarato che nello show non si attribuirà a Jeremiah il nome di Joker: “Non credo che sarà chiamato Joker. Questo è uno show d’origine su come tutto è iniziato, perciò volevamo approfondire alcuni aspetti di questi inizi. Quando abbiamo realizzato il pilot, stavamo cercando di creare un mondo dove qualcuno come Batman fosse necessario, ed è quello che abbiamo fatto nei quattro anni appena trascorsi. Se vuoi sopravvivere come villain a Gotham, devi pensare in grande. Volevamo davvero fare una storia d’origine non solo su un personaggio alla volta e sulla loro realizzazione, sul perché le cose siano iniziate ad andare così male a Gotham e soprattutto dove fosse indirizzata la criminalità. Fino a dove può arrivare e peggiorare prima che qualcuno decida di indossare il costume nero, diventando un vigilante che aiuterà e cambierà per sempre la città.”

Il produttore esecutivo di “Gotham”  si riferisce al personaggio del Joker come un’idea più che un’individuo, in questa versione dell’universo di Batman: “Io penso che il Joker non è una persona, ma una personalità. È un modo di pensare, è molto più potente di una persona e non penso che sia solo un individuo. Credo che sia uno stile di vita, un’ideologia.”

La storia delle origini di Gotham continua ad essere svelata e, nonostante lo show è entrato nella sua quarta stagione, le aspettative sono più alte che mai. Con la Corte dei Gufi decimata, i postumi del virus Tetch che opprime la città, e ogni villain che lotta per il potere nei bassifondi di Gotham, Jim Gordon e la GCPD saranno impegnatissimi. Ed è proprio qui che potremo assistere all’ulteriore trasformazione di Bruce Wayne.

Gotham è una serie televisiva statunitense ideata da Bruno Heller per il network Fox.

L’intera serie di Gotham dalla stagione 1 alla stagione 4 si è completamente costruita sul lungo viaggio di cambiamento di Bruce Wayne in Batman. Tutto è iniziato con la tragica uccisione dei suoi genitori e adesso, già dai primi episodi di Gotham 4 è possibile vedere il ragazzo trasformarsi gradatamente nel ruolo di vigilante segreto di Gotham, mettendosi addosso persino la sua prima maschera.

Una delle scene del pilot di Gotham

In 4 stagioni (qui in italia ci sarà uno stop fino al 7 marzo 2018) di Gotham abbiamo assistito a molti riferimenti di questo suo cambiamento anche se i più impressi sono decisamente quelli derivati dalla quarta stagione. Ma ora sappiamo che è proprio con la fine di quest’ultima che ci sarà un passaggio chiave che rivelerà a Bruce la sua vera natura. Ufficialmente tutto avrà inizio con la quinta stagione che sarà una trasposizione adattata di Batman: No Man’s Land (Terra di Nessuno l’ arco narrativo di cui abbiamo parlato qui) che concluderà la quarta stagione e che modificherà per sempre il corso della serie. All’inizio della quinta stagione, tutto ciò che conoscevamo di Gotham verrà azzerato causa  una tremenda scossa di terremoto che la rade al suolo.

Ra’s al Ghul, tornato in vita con pieni poteri, si presenta a casa di Bruce dove è presente anche Selina, ed annuncia ad entrambi di aver avuto la visione di un pericolo terribile si sta per abbattere sulla città. Una catastrofe purificatrice, a detta di Ras, che distruggerà, ma creerà anche: creerà Bruce e lo trasformerà nel Cavaliere della Notte. Gotham 5 farà vedere altri situazioni rilevanti del mutamento di Bruce in Batman, purché si sottragga alla provocazione di cancellazione.

News: Il blog di Antonio Genna, riporta che la quarta stagione di “Gotham” sarà trasmessa su Italia2 a partire da venerdì 4 maggio. Il primo episodio di venerdì andrà in onda alle 9.50 del mattino, mentre dalla settinana successiva ogni giorno dal luned’ al venerdì alle 8.50.

Se siete curiosi di conoscere i riferimenti ai personaggi dei fumetti a quelli della serie tv Gotham cliccate qui.