DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉

 

Napoli Comicon: breve reportage DC Comics

Nella conferenza di venerdì 22 Aprile, tenutasi nella sala Cartoni Magici, nel corso di Napoli Comicon, la redazione della linea editoriale che pubblica i fumetti DC Comics e Vertigo in Italia, ha svelato il futuro di Batman, Superman, Wonder Woman, Harley Quinn, altri supereroi e antieroi del DC Universe. Lorenzo Corti (Responsabile editoriale) e Salvatore Cervasio (Coordinatore Editoriale) per la RW Lion hanno annunciato le principali novità dei fumetti che verranno pubblicati in Italia nei prossimi mesi.

Robin War, il crossover di Batman incentrato sulle incarnazioni presenti e passate del Ragazzo Meraviglia, sarà presentato tra luglio e settembre sulle testate Batman, Batman il Cavaliere Oscuro e Giovani Titani/Cappuccio Rosso.

Tra agosto e novembre, le testate Superman e Superman L’Uomo d’Acciaio presenteranno la lunga saga che porterà alla risoluzione di tutte le trame attuali relative a Superman, in attesa di Rebirth.

In occasione dell’uscita del film Suicide Squad, a luglio esordirà in edicola una miniserie in quattro albi in formato bonelliano e in bianco e nero, ognuno contenente una selezione di storie per conoscere meglio i personaggi principali della pellicola: il primo numero sarà dedicato alla stessa Suicide Squad, il secondo a Joker, il terzo a Harley Quinn e l’ultimo nuovamente al gruppo che dà il titolo al film.

Per i prossimi mesi è attesa anche l’edizione italiana di Wonder Woman Terra Uno di Grant Morrison e Yanick Paquette.

Bisognerà invece aspettare l’inverno per leggere Dark Knight: A True Batman Story di Paul Dini e Eduardo Risso, primo graphic novel dell’Uomo Pipistrello pubblicato sotto l’etichetta Vertigo.

Sul fronte ristampe, nei prossimi mesi ritorneranno in fumetteria Superman: Red Son, Batman Anno Due e la recente Superman Unchained di Scott Snyder e Jim Lee.

Sempre durante Napoli Comicon si è svolto nella sala Supergulp domenica 24 aprile l’incontro dal titolo  “La grandiosa DC Comics” per la presentazione del volume edito da COMICON EDIZIONI in occasione della mostra dedicata alla casa editrice di Burbank che e’ ancora in corso a a Napoli presso Villa Pignatelli e di cui vi abbiamo mostrato un reportage fotografico sulla nostra pagina Facebook. Hanno presentato il volume alcuni autori italiani importanti del fumetto come Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Fabrizio Fiorentino e Lorenzo Ruggiero  la conferenza è stata moderata da Alessio Danesi. Molto interessante è stato l’appuntamento dal titolo Batman: un pipistrello nel vecchio continente, in cui è stato svelato il dietro le quinte della miniserie formata da quattro albi dal titolo Batman Europa. Qui trovate potete vedere le tavole del n. 2 e  il saluto speciale per i lettori di Batman Crime Solver da parte di Giuseppe Camuncoli.

Approfitto per ringraziare tutti coloro che ci sono passati a trovare presso l’angolo pomeridiano a noi riservato dallo Stand Star Shop Napoli per scambiare quattro chiacchiere sul nostro personaggio preferito, vedere dal vivo e acquistare l’albo Batman v Superman Concept Artbook. Una riconoscenza in particolare a tutti i disegnatori presenti: Bendetta Fazzino, Federica Manfredi, Giulia La Mura, Mauro Antonini “Manthomex” (Mauro Antonini – The artist formerly known as Manthomex ), Valeria FavocciaVittorio Astone, Pasquale Qualano (Pasquale Qualano Fanpage) e la blogger Maria Francesca Focarelli Barone (Legends of Batmary questa la sua pagina FB).

Chi ha seguito i nostri aggiornamenti live tramite il canale Twitter e Facebook, ha potuto apprezzare una breve intervista realizzata per conto del quotidiano Repubblica.it dall’autore e giornalista Alessandro Di Nocera su Batman Europa la miniserie del tutto italiana ideata da Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore già noti per aver realizzato alcuni dei più bei fumetti di casa Dc Comics. Al fianco di queste due icone del fumetto e Lorenzo Corti, è stato presente anche il nostro blog che ha potuto svelare ai propri lettori in anteprima qualche notizia dai diretti interessati. Per coloro che non l’hanno potuta vedere, la pubblichiamo qui di seguito.

Vi raccontiamo il nostro Batman Day

Nella giornata di sabato 26 settembre si è celebrato il Detective di Gotam City. La Dc Comics ha lanciato in  tutto il mondo la serata dedicata al Cavaliere Oscuro, che lo scorso anno ha festeggiato il 75esimo compleanno. In realtà il Batman Day è un ritorno che la DC Entertainment ha riproposto, dopo quello di Luglio 2015, a grande richiesta. I fan sono stati invitati a partecipare ai festeggiamenti in migliaia locali commerciali specializzati che hanno partecipato al bat-evento. Nelle librerie e biblioteche degli States, hanno aderito all’iniziativa, i più grandi talenti di DC Entertainment, tra cui il co-editore e leggendario Jim Lee, Grant Morrison, Scott Snyder, David Finch, Brian Azzarello, Cameron Stewart, Pat Gleason, Dustin Nguyen, Tim Seeley, Tom King, Dan Jurgens, Jeff Parker, Matthew Manning, Daniel Wallace e molti altri. Anche in Italia sono state molte le fumetterie che hanno partecipato all’evento. Noi di Batman Crime Solver per la nostra incalcolabile passione per il Cavaliere Oscuro, abbiamo intrapreso un viaggio per confrontarci e parlare con altri fans della nostra passione comune.  Pur abitando a 100 Km. di distanza, siamo andati in tre fumetterie di Roma e provincia per festeggiare degnamente il Batman Day e tastare il polso della situazione dei punti vendita. Atmosfera di festa e personale “a misura d’uomo” l’abbiamo trovata presso La Pulce in Via Alatri 18 Roma. Un buffet con bibite, salatini e patatine venivano offerti gratuitamente a tutti coloro che entravano. C’erano fumetti e gadget per tutti i gusti e tutte le tasche, ed in particolare, il locale metteva in mostra anche collezioni per amatori. Per il Batman Day erano disponibili poster, segnalibri, cartolina, shopper e il fumetto Batman Day Speciale Convergence. Già tra le ore 16.15 e le 17.40 i regali stavano per finire. Da segnalare la presenza di una parte del gruppo di cosplayer Batman Nightmares con costumi di buona qualità che si sono prestati per fare qualche scatto fotografico e quattro piacevoli chiacchiere.

Batman Nightmares - Fumetteria LA PULCE di Roma

Batman Nightmares – Fumetteria LA PULCE di Roma

Batman Nightmares - Fumetteria LA PULCE di Roma

Batman Nightmares – Fumetteria LA PULCE di Roma

La seconda fumetteria visitata per il Batman Day è stata Forbidden Planet in via Pinerolo n.11/15 di Roma. Si respirava un’atmosfera completamente diversa, quasi come si potrebbe respirare in una libreria specializzata americana. Era presente il fan club dei Gotham Shadows capitanati da Riccardo Lo Forte che cura la sua squadra di Gothamiti in maniera meticolosa e degna di un vero e proprio attore figurante. Il personale, per quanto specializzato, in quella fumetteria si è presentato ai tanti ragazzi accorsi, leggermente distaccato. Comunque riteniamo che ciò sia giustamente dovuto alla grandezza immensa del locale e anche alla tanta gente partecipante. Gli unici gadget godibili dopo le ore 18 erano la maschera di Batman, segnalibri, cartolina, shopper e il fumetto Batman Day Speciale Convergence.

Batman Riccardo Lo Forte e gothamiti alle spalle a Forbidden Planet di Roma

Batman Riccardo Lo Forte e gothamiti alle spalle a Forbidden Planet di Roma

La cella del manicomio di Arkham Asylum realizzata dai Gotham Shadows nella fumetteria Forbbiden Planet di Roma

La cella del manicomio di Arkham Asylum realizzata dai Gotham Shadows nella fumetteria Forbbiden Planet di Roma

Alle ore 20.15 passiamo al turno dell’ultima: La bottega della Lettura sita in Via Giuseppe Mazzini n 16 ad Anzio (Roma), dove troviamo un’accoglienza particolarmente familiare da parte del titolare sig. Carlo Bolero e sua moglie. I due, hanno tirato su un bel programmino per l’occasione che comprendeva la proiezione della trilogia dei film di Christopher Nolan, la vendita dei pochissimi omaggi che la Lion gli ha fatto pervenire (materiale pervenuto pari al 22% di quello richiesto), sfilata cosplay e la presenza di Mirko Turriziani, nuova e giovane promessa del fumetto, che ha realizzato uno sketch di Harley Quinn versione classica.

Mirko Turriziani durante la lavorazione di Harley Quinn presso La Bottega della Lettura di Anzio

Mirko Turriziani durante la lavorazione di Harley Quinn presso La Bottega della Lettura di Anzio

Miko Turriziani (disegnatore) Speranza Ferrara e Mirko Giovannoni alla Bottega della Lettura di Anzio

Miko Turriziani (disegnatore) Speranza Ferrara e Mirko Giovannoni alla Bottega della Lettura di Anzio

Visti i dati personalmente raccolti, mi sembra quanto meno deducibile che tutti i locali aderenti all’iniziativa, hanno incentivato e alimentato il progetto con sforzi personali di ottimo spessore, ma c’e’ qualcosa che non ha funzionato da parte della distribuzione e mi sembra evidente sottolineare che non è riuscita a realizzare il materiale gadgettistico dovuto per un evento di questa portata, senza contare che anche per la pubblicazione di Convergence, da quanto mi risulta da fonti ufficiali, c’e’ stato un problema tipografico della Lion che ne ha fatte stampare in minor quantità. La Lion, per quanto ci riguarda sta perdendo punti. Diciamo che per la programmazione di un simile evento, ci sono due punti fermi da tener presente su tutto: la pubblicità e la tempistica di arrivo del materiale ai negozi aderenti, che potranno convenientemente stipare nelle apposite scaffalature i giornalini ed i gadget da mettere in mostra. Non sono state forniti espositori di alcun genere, infatti, in tutti i locali che abbiamo visitato il materiale del Batman Day veniva mostrato sul banco accanto alla cassa. Chiedere alla RW Lion che potessero mandare alcuni autori, almeno nelle fumetterie che ne facevano richiesta, immagino sia troppo dispendioso. Ma d’altra parte se l’organizzazione (leggasi “disorganizzazione”) è questa, troviamo giusto che non avrebbero potuto farlo. A volte, ci viene da pensare se per caso siamo noi che siamo troppo appassionati, oppure sono loro che preparano le cose guardando il solo aspetto commerciale della cosa, senza pensare che c’e’ un mondo del fandom e nerd che può rimanere deluso quando le iniziative sono realizzate in modo superficiale e senza pensare troppo alle conseguenze. Su tutto, la cosa meno nobile è che da oggi, sono disponibili diversi kit completi del Baman Day su e-bay a prezzi che variano dai € 9.00 fino a € 12.00.

batmanday

Rimane comunque il fatto, che nonostante queste note negative per la Lion, il Batman Day, da parte nostra lo abbiamo trascorso bene, in totale allegria, viaggiando con le note in sottofondo della colonna sonora di The Dark Knight che si diffondevano nella batmobile e i tanti confronti fatti sul personaggio da Mirko, Roberto e Speranza che erano in macchina con me (Stefano). Durante la giornata, alcuni scatti fotografici in tempo reale sono stati postati sulla nostra pagina ufficiale Facebook e il nostro account Twitter, mentre alcuni autori e followers, ci hanno omaggiato della loro presenza nel giorno dedicato al Cavaliere Oscuro condividendo opere d’arte e fotografie delle proprie collezioni di comics o gadget. Ci auguriamo che per tutti voi sabato 26 settembre sia stata una giornata speciale per celebrare Batman.

Batman Crime Solver incontra Alessandro Di Nocera

Tra coloro che hanno realizzato alcuni tra i migliori articoli redazionali destinati alle pubblicazioni italiane che vedono il Cavaliere Oscuro come protagonista, va annoverato Alessandro Di Nocera. Nato a Vico Equense, vicino Napoli, nel 1969, laureato in Sociologia dell’Arte e della Letteratura e appassionato di fumetti, ha pubblicato numerosi pezzi su riviste specializzate e collane edite dai principali editori nostrani, nonché il saggio ‘Supereroi e superpoteri’ che offre un illuminante punto di vista sul rapporto esistente tra fumetti e mutamenti sociali e culturali (libro ancora disponibile su Amazon). Insegna Italiano, Storia e Storia dell’Arte nelle scuole superiori statali e collabora attivamente con le pagine napoletane del quotidiano “la Repubblica”. Alessandro ha una passione innata per i fumetti, tant’è vero che figura anche come docente di Storia del fumetto (ma anche di Storia del Cinema e Storia dell’Arte) presso la Scuola Internazionale di Comics. Cura inoltre un blog, “Codename: Alexdinox” (alessandrodinocera.blogspot.com). La maggior parte dei suoi editoriali, favorisce da sempre lo scambio di idee con i lettori e assume la forma di un breve saggio oltre che un approfondimento delle argomentazioni trattate nel fumetto. Oggi, per iniziare bene il 2014, è ospite delle nostre pagine, onorandoci della sua presenza con una bella intervista sprint.

Stefano: “Ciao, Alessandro e benvenuto su Batman Crime Solver”

Alessandro Di Nocera: “Ciao, Stefano. Grazie a te per il tuo gentile invito!”

Stefano: “Sappiamo che sei sempre impegnato ad analizzare il rapporto tra generi narrativi e immaginario collettivo nonché il modo in cui Fumetto, Cinema, Televisione formano un’unica, inestricabile rete. Come si svolge la tua giornata tipo di lavoro?”

ADN: “La mia professione ufficiale è quella dell’insegnamento, quindi la mattinata è dedicata alla scuola e agli alunni. I pomeriggi, invece, li alterno tra le documentazioni e le questioni burocratiche inerenti al mio lavoro di professore; gli articoli culturali destinati alle pagine de “la Repubblica” (cartacee e on-line) e i pezzi redazionali che mi richiedono le case editrici per cui in genere collaboro: la 001 Edizioni, la RW Lion e – indirettamente – la Mondadori Comics.

C’è da notare, però, che il mio rapporto con gli alunni è di fondamentale importanza non solo per ciò che attiene l’insegnamento. I gusti dei ragazzi sono fondamentali per capire in quale direzione si sposta l’impatto dell’universo mediatico sul mondo reale. Presto un orecchio costante ai serial TV che guardano, ai film che apprezzano, ai videogame coi quali giocano, ai fumetti e ai libri (sempre meno, in verità) che leggono. Comprendere l’immaginario contemporaneo è un esercizio essenziale poiché il tempo è una macina e certi punti di riferimento pop-culturali crollano nel volgere di qualche lustro.

Alcune settimane fa, per esempio, il Presidente del Consiglio Letta ha fatto, nel corso di una dichiarazione alla stampa, un riferimento a Jo Condor, personaggio di uno spot televisivo risalente a più di quarant’anni fa. E i giornali, riportandola, sono stati costretti a spiegare per bene chi fosse Jo Condor.

Vedi, a me non piace fare riferimenti “a Jo Condor”: quando parlo e quando scrivo, i miei riferimenti culturali devono essere ancorati al presente. L’altro giorno, mentre scrivevo per “la Repubblica” un articolo su “Orfani”, il nuovo serial a colori della Sergio Bonelli Editore, mi sono premurato di telefonare a mia nipote Marcella, un’adolescente amante dei manga, anime e del cosplay, per farmi spiegare un paio di cose su alcuni videogame di cui è appassionata (io, sapendo che se tornassi a giocarci non me ne staccherei più, ho rinunciato da tempo alle consolle).

Ecco, la mia analisi sull’immaginario collettivo parte da tutto questo. E poi c’è il costante monitoraggio di ciò che accade in Rete, a partire dallo scroll continuo della home di Facebook o di Twitter. Certe volte mi sento come Ozymandias in “Watchmen”, quando cerca di percepire “l’umore” del mondo mettendosi a osservare decine di trasmissioni TV contemporaneamente.”

Stefano: “Prima di scrivere un redazionale per un fumetto riesci sempre a leggere totalmente il suo contenuto, o ti e’ capitato anche di dover scrivere, per ovvie ragioni di tempistica, alcuni pezzi a “scatola chiusa” o quasi?”

ADN: “Talvolta mi è capitato di dover leggere assai in fretta alcune storie, ma mai di scriverne, come dici tu, a scatola chiusa. Più che altro, si acquisisce l’abitudine a valutarle sempre per il meglio, a coglierne i punti di forza e non quelli di debolezza, a evidenziare per il pubblico il lavoro creativo che c’è dietro.

Diciamo che il lavoro redazionale mi ha portato a essere meno feroce nelle mie critiche e molto più accondiscendente verso opere che in passato avrei stroncato senza pietà. E questo per quanto concerne tutti i fumetti, non solo quelli della DC Comics.”

Stefano: “Ti ispiri a qualcuno quando scrivi?”

ADN: “No, non direi. Ho avuto degli ideali mentori, questo sì. Il primo è stato Daniele Brolli, un magnifico talebano che mi fece comprendere come si scriveva un articolo costringendomi a mettere mano per ben quattro volte a un pezzo destinato a una rivista a fumetti – “Starmagazine” della Star Comics – per poi cassarlo senza pietà. Era estate e ricordo che mi sentii addirittura male per lo sforzo di capire cosa Daniele pretendesse da me e come impostare quel dannato mini-saggio.

Daniele Brolli mi ha insegnato che qualsiasi cosa tu scriva deve prevedere un italiano più che corretto, una documentazione ineccepibile e la capacità di arrivare a qualsiasi lettore, anche il meno esperto, non dando nulla per scontato. E’ questa la filosofia che mi muove ancora oggi: quando, per esempio, scrivo un pezzo per “Superman”, “Superman/Batman” e “Batman: Il Cavaliere Oscuro” penso sempre che ogni specifico albo può essere il primo per un lettore neofita e il mio redazionale deve essere calibrato di conseguenza.

La soddisfazione più bella è quando incontri (o quando ti arriva l’e-mail di) qualche lettore che ti ringrazia per averlo introdotto a un nuovo universo narrativo facendoglielo comprendere perfettamente. Col DC Comics Universe è capitato diverse volte.

Un altro punto di riferimento per me imprescindibile è Luigi Bernardi, un amico purtroppo venuto a mancare poco tempo fa. Luigi era un polemista eccezionale, uno che considerava il fumetto e la letteratura come espressione rivelatrice della società e della politica, uno che non aveva paura di esprimere opinioni anche impopolari. Luigi mi ha insegnato a prendermi le responsabilità di quanto affermavo, a far valere il mio nome e cognome. Oggi quando sento qualcuno affermare che davanti a ogni opinione bisogna sempre premettere: “A mio personale giudizio” o – per usare un termine da forum – “Imho”, mi incazzo. Se c’è il tuo nome e cognome, allora è già sottinteso che è il tuo personale giudizio. Luigi non temeva di scrivere cose del tipo “Un albo de La Bionda di Franco Saudelli è meglio di una camionata di volumi di Dago” perché riteneva che certe boutade fossero fondamentali per scatenare un dibattito culturale, una riflessione critica. Luigi non avrebbe mai utilizzato un’espressione democristiana come: “A mio personale giudizio”. E mi guardo bene dal farlo anch’io.”

Stefano: “Quanto richiede la stesura di un pezzo? In quanto tempo riesci a scriverlo? Dopo quanto tempo viene pubblicato?”

ADN: “Non farmici pensare!… Dunque, quando scrivo per “la Repubblica” ho dei tempi stretti e contingentati: quindi un pezzo di 3600 battute (sessanta righe) posso buttarlo giù anche in un’oretta di lavoro. Gli articoli redazionali per la Mondadori/RW Lion sono invece, in media, di 15.000 battute e prevedono spesso e volentieri degli impegnativi lavori di ricerca. Per questo talvolta mi capita di perderci un paio di pomeriggi: otto o dieci ore d lavoro in totale (escludendo il tempo di ricerca, che però considero quasi come un divertimento, viste le scoperte che riesco a fare).

Sul tempo di pubblicazione… ecco, sento già gli alti ululati di Alessio Danesi e di Lorenzo Corti nella redazione della RW Lion! L’ottimale sarebbe quello di consegnare i pezzi due mesi prima della pubblicazione della testata alla quale sono destinati. Ma io spesso e volentieri sgarro e li consegno anche solo trenta giorni prima. Questo genera le reazioni allarmate e inviperite di Alessio e Lorenzo che incominciano a tempestarmi di mail e di telefonate (e un paio di volte sono stato costretto a lavorare di notte come un forsennato).

Io, però, ho una giustificazione e un punto di forza: i miei pezzi non sono mai banali, si vede il lavoro di ricerca che c’è dietro. E poi, modestia a parte, sono sempre, dal punto di vista sintattico-morfologico-grammaticale, pulitissimi: richiedono pochissimi interventi di editing. E questo velocizza i tempi di lavoro.

Da questo punto di vista il complimento più bello me l’ha fatto un redattore de “la Repubblica”: “Alessandro, non hai idea di quale importanza abbia il fatto che tu ci consegni lavori puliti, che non hanno bisogno di interventi esterni per essere pubblicati!” Ma tra i complimenti c’è stata anche una bellissima mail che mi ha inviato Alessio una settimana fa, dopo che gli avevo spedito l’articolo redazionale per il numero 5 dell’edizione da edicola di “Y: L’ultimo uomo”. Il contenuto specifico, ovviamente, lo tengo per me, ma considerando che con la supervisione di Alessio ho realizzato, a partire dal 2008, più di centosessanta pezzi redazionali, la cosa assume un valore particolare.”

L'immagine promozionale della Collana Batman: La leggenda

L’immagine promozionale della Collana Batman: La leggenda

Stefano: “Ci racconti qualcosa del periodo in cui hai realizzato le prefazioni della collana “Batman: La Leggenda?”

ADN: “Per quanto mi riguarda, il 2008 è stato uno dei più difficili della mia vita: la malattia di mio padre (al quale ho dedicato un redazionale di “Preacher”) e vari, gravi problemi familiari mi erano piombati addosso all’improvviso, come una mazzata tra capo e collo. E fu proprio in uno dei momenti più critici che mi arrivò la telefonata di Pasquale Ruggiero – editor della Magic Press, che all’epoca effettuava attività di service per la Planeta DeAgostini – che mi voleva come “prefatore” dei volumi di “Batman: La leggenda” che sarebbero usciti in allegato a “Panorama” e a “TV Sorrisi & Canzoni”. Pasquale sapeva che l’impegno settimanale avrebbe richiesto una certa tempra e una certa capacità di scrittura e aveva valutato che, in quanto collaboratore de “la Repubblica”, abituato a lavorare in velocità, e in quanto esperto del genere supereroistico, facevo esattamente al caso suo.

All’epoca si parlava della “Maledizione di Batman”, delle varie sfighe che colpivano gli attori e gli autori che avevano lavorato ai film sul Cavaliere Oscuro diretti da Christopher Nolan. E così mi misi a scherzare anch’io sul fatto che un lavoro prestigioso come quello per le testate di Batman era giunto in uno dei momenti più controversi e bui della mia vita.

Alcuni dei volumi pubblicati dalla Planeta De Agostini di Batman: La leggenda.

Alcuni dei volumi pubblicati dalla Planeta De Agostini di Batman: La leggenda.

“Batman: La leggenda” mi ha mantenuto impegnato per due anni. E mentre la collana si prolungava di volta in volta, alla Magic Press – che, sempre per conto della Planeta, si avvaleva dei miei testi anche per “Sandman”, “Preacher”, “Hellblazer”, il “Kamandi” di Jack Kirby, ecc. – si scommetteva, di settimana in settimana, su quale argomento mi sarebbe venuto in mente per il redazionale in scadenza di consegna, anche in considerazione del fatto che talvolta i timoni dei volumi variavano all’improvviso perché la Planeta, a causa di imperscrutabili problematiche tecniche, non si ritrovava a disposizione i materiali stabiliti e richiesti dall’Italia. Pertanto Alessio si ritrovava a operare in emergenza e a inserire in sommario, con operazioni last minute, quanto di meglio inerente al mondo di Batman avesse sotto mano. Ci sono stati momenti in cui ho effettivamente temuto di essere giunto al capolinea, di non avere più nulla da dire, ma la vastità del genere supereroistico e la complessità del DC Comics Universe  mi fornivano ogni volta, anche all’ultimo momento, nuovi, intriganti spunti di riflessione. Luca Ippoliti, in particolare – attuale figura di riferimento della Magic Press – ne restava sbalordito. Qualche editore mi ha anche proposto di ordinarli e rimaneggiarli per ricavarne un libro a parte, ma ho sempre nicchiato.

Alla fine, ci sono stati diversi lettori che mi hanno ringraziato per l’essenziale guida fornita loro da quei redazionali. “Batman: La leggenda” resta ancora oggi un viatico fondamentale per addentrarsi nel mondo a fumetti del Cavaliere Oscuro.

Poi, con l’avvento della RW Lion, Lorenzo Corti – allora unico direttore responsabile della nuova casa editrice – mi ha chiamato a scrivere i redazionali del “Superman” confezionato per la Mondadori. E lo staff redazionale di Segrate – che già mi aveva apprezzato su “Batman: La leggenda” – è stato a sua volta felice di potermi annoverare ancora tra i suoi contributors.

Quello su “Superman” è un lavoro di cui vado particolarmente orgoglioso. L’Uomo d’Acciaio è un personaggio magnifico, il mio preferito in assoluto tra i supereroi, e i trenta volumi in cui è strutturata la collana mi hanno fornito la possibilità di effettuare un excursus storico di alto livello sul genere supereroistico nelle sue varie epoche di sviluppo.

Alla fine mi sono preso pure i miei rischi – la DC Comics è molto attenta a quanto si scrive sugli albi pubblicati negli altri Paesi – ma ne è venuta fuori un’opera di riferimento.

"Il Grande Ritorno di Superman e Batman” di A. Di Nocera

“Il Grande Ritorno di Superman e Batman” di A. Di Nocera

Per quanto riguarda “Batman: Il Cavaliere Oscuro” e “Superman/Batman”, invece, ciò che mi ha più divertito è che dopo “Batman: La leggenda” non pensavo che ci potessero essere così tanto cose da dire sui personaggi della DC Comics. Ma, al contrario, di argomenti da trattare riesco ancora a trovarne in abbondanza, riuscendo a redigere articoli sempre più interessanti e complessi. E spero che la sfida possa continuare in futuro.”

Stefano: “Quale pensi sia la naturale evoluzione del fumetto nell’era del digitale?”

ADN: “Il fumetto attraversa un evidente momento di crisi commerciale. Negli Stati Uniti è ormai chiaro che per le major del settore i personaggi dei fumetti non sono altro che proprietà che possono portare a sviluppi esterni al mondo dei comics: film, serie TV, videogiochi, merchandising, eccetera.

L’editoria digitale è indubbiamente il futuro. Io stesso, ormai, per vari motivi, leggo sempre più sul PC e tablet e sempre meno sul supporto cartaceo. Resta però il fattore pirateria che è poco arginabile.

Ritengo che in futuro un personaggio a fumetti vivrà fin dall’inizio più vite contemporaneamente in vari medium. E che gli autori di fumetti saranno nello stesso momento più cose: penso, per ciò che riguarda il nostro Paese, a Makkox, a Zerocalcare, a Mirka Andolfo, a Don Alemanno, a Giacomo Bevilacqua, tutte figure artistiche il cui successo viaggia lungo strade inedite, prevedendo diversi livelli di professionalità.”

Stefano: “Ti piace il personaggio di Batman e perché?”

ADN: “Eheheheh, sembra quasi una domanda a trabocchetto… Premetto che tra i supereroi, i miei due personaggi preferiti sono Superman e Capitan America: due idealisti, gli unici due che sono diverse volte riusciti a commuovermi fino alle lacrime.

Batman mi piace – e tanto – in base agli autori che ne scrivono le storie: Quello originario, feroce e pulp, di Bob Kane e Bill Finger; “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” e “Il Cavaliere Oscuro colpisce ancora” di Frank Miller”, “The killing joke” di Alan Moore e Brian Bolland; “Maschere” di Bryan Talbot; cicli seriali come “Contagio” e “Terra di Nessuno”, eccetera.

Quello che, però, me ne ha fatto re-innamorare, fornendo una chiave di lettura eccezionale del personaggio, di ciò che realmente nasconde, è stato Grant Morrison. Per me la sua run sulla serie “Batman” sfociata in “R.I.P.”, e ancora “Il ritorno di Bruce Wayne”, “Batman e Robin” e “Batman Inc.” sono quanto di meglio sia stato prodotto in decenni di vita editoriale del personaggio.

Morrison ne ha carpito tutto il potenziale, l’ha evidenziato, l’ha esaltato, ne ha svelato tutte le sfaccettature ancor più di quanto abbiano fatto Miller, o Moore, od O’Neil, o Grant, o Brubaker, o Rucka, e così via.

Per me il vero Cavaliere Oscuro è quello di Morrison: quello che si crea le personalità di back-up per affrontare gli attacchi psicologici dei suoi nemici; quello che non esita ad affrontare Darkseid – una delle creature più potenti e feroci dell’universo – faccia a faccia; quello che si ritrova a viaggiare suo malgrado nel tempo lasciando indizi ai suoi compagni della Justice League per farsi ritrovare; quello che progetta un’azione supereroistica su scala mondiale trasformando “Batman” in un brand.

Penso che l’esaltazione che è riuscita a infondermi Morrison sia trapelata parecchio dai miei redazionali.”

Stefano: “Grazie per il prezioso tempo che ci hai dedicato Alessandro. Vuoi salutare gli amici di Batman Crime Solver?”

ADN: “Ciao a tutti. Se siete giunti a leggere fin qui, allora vi ringrazio per aver sopportato e magari apprezzato i miei sproloqui. In ogni caso, vi auguro di riuscire ad avere sempre la forza fisica e morale per risolvere gli infiniti problemi attraverso i quali gli Enigmisti di turno tenteranno di intralciare il cammino della vostra vita.”

Alessandro Di Nocera

Alessandro Di Nocera

Focus e saluto di Giuseppe Camuncoli

Italian Job – Cover autografata

Sempre da Lucca Comics and Games edizione 2012, non potevamo farvi mancare il saluto di uno degli autori italiani piu’ prolifici in casa DC Comics e Marvel: Giuseppe Camuncoli.
Il quale anche quest’anno ha lavorato alacremente allo stand Italian Job.
Giuseppe ha lavorato (e continua a farlo) sul mercato americano.
Nel 2002 lavora anche per la Marvel Comics a una storia di Spiderman’s Tangled Web, scritta da Brian Azzarello.
Ma grazie anche alla Vertigo/DC comics, realizza nove numeri di Swamp Thing con brian K. Vaughan. Le sue matite sono apparse in seguito su Hellblazer, Vertigo pop: bangkok, House of mystery Halloween annual (Vertigo), Batgirl secret files, Robin, Batman e due nuemeri della bellissima serie 52, in cui realizza la settimana 41 dal titolo “Miracoli e meraviglie” e la settimana 47 dal titolo “Rivelazioni” che si apre proprio a Gotham City con storia di Geoff Johns, Grant Morrison, Greg Rucka e Mark Waid.
Ricordo, per coloro che non hanno potuto leggere la serie 52 è una serie settimanale a fumetti pubblicata dalla DC Comics dal 10 maggio 2006 e vede lo svolgersi degli eventi dopo la conclusione del crossover Crisi infinita: un anno senza i classici supereroi che per contratto si prendono un meritato anno sabbatico. Ma vi assicuro che e’ una serie da leggere tutta d’un fiato per quanto e’ bella.
Qui di seguito vi proponiamo una carrellata di alcuni disegni realizzati da Giuseppe Camuncoli sul nostro eroe preferito…sicuramente una di queste pagine l’avrete gia’ vista e stara’ sui vostri scaffali.

Tavola n. 1 di Batman n. 644 (2005)
Crimini di guerra, quarta parte
matite di Giuseppe Camuncoli, chine di Sandra Hope

Tavola n. 1 di Batman n. 643 (2005)
Crimini di guerra, seconda parte
matite di Giuseppe Camuncoli, chine di Sandra Hope

Tavola n. 2 di Batman n. 643 (2005)
Crimini di guerra, seconda parte
matite di Giuseppe Camuncoli, chine di Sandra Hope

Giuseppe saluta i lettori di Batman Crime Solver.