Grant Morrison. La vita e le opere. Un libro di Luigi Siviero (Recensione)

Avviso ai lettori: procedete con molta cautela – la stranezza può causare dipendenza. Avete inarcato le sopracciglia? Siete perplessi? Tranquilli, c’è del metodo nella mia follia, così come c’è del metodo nelle surreali e brillanti storie di un certo sceneggiatore di Glasgow. Luigi Siviero nel suo nuovo saggio, Grant Morrison. La vita e le opere (Eretica Edizioni, 2020), ci porta a fare un giro nella mente, nei fumetti e nella biografia di una vera e propria rock star del fumetto.

Grant Morrison - La Vita e le opere - Siviero Luigi

Questo libro è una sorta di sequel di Dopo il Crepuscolo dei Supereroi (Eretica Edizioni 2018), un saggio dedicato alla decostruzione e ricostruzione della figura del supereroe operata dall’enfant terrible di Glasgow. Dopo aver analizzato il modo in cui Morrison è riuscito a far uscire gli eroi dal crepuscolo della Dark Age e a regalare alla Justice League una nuova alba dorata, Siviero ha deciso di rendere omaggio alla carriera di questo sceneggiatore geniale e iconoclasta:

(…) ho ripercorso la vita di Grant Morrison e ho cercato di capire se e come le esperienze personali dell’autore si siano intrecciate con i suoi fumetti. Il secondo obiettivo del libro è individuare i temi principali delle opere del fumettista di Glasgow ed esporle nelle loro linee essenziali. (…) non mi interessava ripercorrere tutti i fumetti di Morrison in modo cronologico (…). Ho preferito cercare dei temi trasversali che facessero da fili conduttori attraverso una moltitudine di opere.

Siviero si è quindi avventurato lungo l’insidioso confine che separa la vita dall’arte: ogni autore prende spunto dalle sue esperienze personali, ma, per poter dare vita a dei capolavori, deve essere capace di rielaborarle, di trasformarle in una continua fonte d’ispirazione. Morrison, forse anche grazie alla sua passione per la magia, è stato in grado di trasmutare la sua biografia e i suoi folli esperimenti artistici e psichedelici in fumetti rivoluzionari, capaci di raggiungere il cuore dei lettori:

Leggo un sacco di materiale scientifico. Scienze, antropologia, occultismo… soltanto idee strane e di nicchia. Sono cose che aiutano la gente che fa supereroi. Quindi, sì, quel materiale rientra nei miei interessi. Ma per me la cosa più importante è l’esperienza. I libri sono d’aiuto perché magari forniscono metafore, ma per me ciò che più conta è la vita vera. (…)

È ciò che succede nella vita vera, i sentimenti che hai provato e che devi tirare fuori, e penso che i fumetti di supereroi in modo particolare siano adatti a parlare di grandi emozioni e sentimenti, e a personificare e concretizzare i simboli.

 

Analizzando i temi ricorrenti nelle opere di Morrison (la meta-narrazione, il pacifismo, l’attivismo, la magia, l’idea che i supereroi siano figure da cui trarre ispirazione, la celebrità…), Siviero è riuscito a dare vita a un vivido ritratto dello sceneggiatore scozzese, a un quadro “pop” che potrebbe ricordare le iconiche stampe di Andy Wharol, o, se preferite, il manifesto di un ricercato per crimini contro la ragione:

Lo scrittore di Doom Patrol Grant Morrison è accusato dei seguenti atti contro natura:

corruzione delle menti di lettori di fumetti impressionabili;

alterazione dei personaggi della DC Comics al punto da renderli irriconoscibili;

avere trasformato un fumetto di supereroi bello e salutare in un incubo assurdo.

Reati precedenti: Animal Man, Arkham Asylum (disegnato da Dave McKean che potete vedere qui sotto all’opera)

Chi non ha familiarità con la scrittura surreale e oltraggiosa di Morrison dovrebbe andare immediatamente a cercare il sovversivo Doom Patrol.

Chi è Grant Morrison? Non è facile rispondere a questa domanda, perché siamo alle prese con uno scrittore decisamente poliedrico. Siviero è riuscito a mettere in luce tutte le sue anime: dal fumettista autore di serie come Animal Man e di capolavori come Arkham Asylum, All-Star Superman e Batman R.I.P al drammaturgo, dallo sceneggiatore di videogiochi al musicista.

 

Grant Morrison. La vita e le opere è una folle cavalcata nella mente di un autore iconoclasta, scomodo, irriverente e dannatamente geniale. Questo saggio vi permetterà di ripercorrere tutte le tappe della sua stellare carriera, dagli esordi sino all’entrata nell’Olimpo del fumetto. Di pagina in pagina, imparerete a conoscere sempre meglio questa rockstar dei comics: seguirete il suo processo creativo, analizzerete le sue tecniche narrative, scoprirete quali autori lo hanno influenzato e capire perché i supereroi sono così importanti per lui (e per voi).

Visto che vi ritroverete alle prese con un vero e proprio divo, con un’icona pop (Morrison è apparso come personaggio in diversi fumetti) dalla personalità prorompente, mettette in conto anche qualche polemica (indimenticabili quelle con Alan Moore, il collega che più lo ha influenzato… in opposizione) e qualche folle serata all’insegna del travestitismo e di stravaganti esperimenti surrealistici. Sarà un po’ come entrare nella tana del Bianconiglio, ma, tranquilli, vi divertirete e ne uscirete più saggi: scoprirete che la stranezza, quando è mescolata a una buona dose di genialità e di creatività, può creare dipendenza e dare vita a storie indimenticabili.

Grant Morrison. La vita e le opere è il degno sequel di Dopo il Crepuscolo dei Supereroi: così come il suo prequel, è un saggio scorrevole e affascinante, realizzato con cura certosina (basta dare un’occhiata al suo imponente apparato bibliografico per rendersene conto). Questo libro farà felici tutti i lettori che sono rimasti affascinati dalle opere dell’iconoclasta sceneggiatore di Glasgow. Ora non ci resta che scoprire quali sorprese ci riserveranno in futuro Morrison e il suo “biografo” italiano…

NDR: Qui potete trovare qualche informazione sul suo ciclo dedicato a Batman.

Redatto da:  Benny  seguite anche il suo blog cliccando qui Il verbo di leggere

Grant Morrison. La vita e le opere. Intervista con lo scrittore Luigi Siviero

Solo ad agosto dello scorso anno abbiamo avuto il piacere di accogliere tra le nostre pagine, una intervista e una recensione dedicata all’interessante libro di Luigi Siviero “Dopo il crepuscolo dei supereroi”. Nella giornata di ieri Benedetta “Benny” Berio (questo il suo blog) ha recensito la sua nuova creatura dal titolo: “Grant Morrison. La vita e le opere” ed oggi approfondiamo con l’autore alcuni aspetti dello scrittore di Glasgow legati alla DC Comics ed in particolare a Batman, ma non prima di ricordarvi la nostra recensione sull’ultima fatica di Luigi Siviero che potete trovare qui.

Stefano: Il tuo libro si intitola “Grant Morrison. La vita e le opere”. Quando è stato pubblicato e quale è l’editore che lo pubblica e dove è disponibile?

Il libro è fresco di stampa e al momento è in vendita nel sito dell’editore, Eretica Edizioni (qui potete trovare il libro). Un po’ alla volta arriverà nelle librerie su internet e magari sarà ordinabile nelle librerie classiche. Temo che non sarà reperibile nelle fumetterie perché l’editore non opera abitualmente nel settore dei fumetti.

Grant Morrison - La Vita e le opere - Siviero Luigi

Stefano: Non tutte le nuove generazioni di lettori conoscono Grant Morrison. Cosa potresti dire loro per far conoscere meglio l’autore?

Fate male a non conoscere Grant Morrison! Negli anni Ottanta è stato uno dei principali esponenti dell’Invasione britannica, ovvero l’approdo sui comic book americani da parte di sceneggiatori e disegnatori britannici in seguito al successo ottenuto da Alan Moore con Swamp Thing. A differenza di Alan Moore e Neil Gaiman, gli altri due esponenti di spicco di questa “ondata” creativa, per tutta la sua carriera Morrison ha lavorato con continuità per la DC Comics, a eccezione di una breve parentesi alla Marvel all’inizio degli anni Zero e di un diradamento della sua produzione di fumetti negli anni recenti, dovuto tra le altre cose al suo impiego come sceneggiatore di serie televisive (Happy!, tratta da un suo fumetto, e Brave New World). Ha scritto versioni memorabili di personaggi come Batman, Superman, gli X-Men e la Justice League, oltre a svariate opere di propria creazione, la più famosa delle quali è The Invisibles.

Stefano: Morrison è un appassionato cultore di tutte le storie appartenenti alle varie ages, e non ha mai particolarmente apprezzato l’idea che le periodiche Crisis annullino del tutto o in parte i fatti antecedenti e facciano ripartire la continuity da zero. Come valuti, da scrittore questa sua presa di posizione?

È vero che Morrison ha un occhio di riguardo per i fumetti di supereroi del passato, ma è altrettanto vero che di solito le sue storie, pur contenendo un’infinità di riferimenti, citazioni e omaggi a racconti del tempo che fu, sono leggibili e comprensibili (almeno a un livello superficiale) anche da chi non ha mai seguito una serie di supereroi in vita sua. Per esempio si riesce a leggere senza problemi Animal Man anche senza sapere che l’episodio intitolato The Myth of the Creation è in parte un rifacimento (in alcuni passaggi anche vignetta per vignetta) di due episodi dell’Animal Man degli anni Sessanta di Dave Wood e Carmine Infantino. Scoprendo quanto siano volutamente derivative alcune parti di The Myth of the Creation si riesce però a comprendere fino a che punto è radicata e pregnante la metanarrazione alla base del fumetto sceneggiato dal fumettista scozzese.

Morrison non ha gradito l’azzeramento del Multiverso avvenuto in Crisis on Infinite Earths, e nei suoi fumetti ha cercato a più riprese di restaurarlo: con l’abortita Hypercrisis, in una storia immaginaria della JLA, in JLA Earth 2, con la creazione del Superman nero di una Terra parallela, in Final Crisis e infine in Multiversity. Credo che per lui l’eliminazione del Multiverso sia stata vista come una perdita di fascino e potenzialità da parte dei fumetti di supereroi, la cui comprensibilità non dipende certo da come è impostato l’universo narrativo, ma piuttosto dalla capacità dei singoli fumettisti di coinvolgere i lettori e imbastire storie. Uno scrittore come lui, capace al contempo di rendere comprensibili le sue storie ai lettori casuali e di infarcirle di citazioni, non ha bisogno di annullare le storie del passato per essere in grado di proporre fumetti accessibili a tutti.

Anch’io, in riferimento ai supereroi della DC Comics, trovo di gran lunga più affascinante un universo narrativo impostato come multiverso rispetto a un universo narrativo semplificato e lineare, tanto più che nel corso dei decenni si sono accumulate decine di varianti dei personaggi e di mondi paralleli da cui sarebbe un peccato non attingere per partito preso. Opporsi al multiverso dell’Universo DC è un po’ come bloccare il corso di un torrente con una diga di fango. Per un po’ si può provare a fare a meno del multiverso, ma è un’idea che è stata sviluppata in modo troppo articolato per fare finta che non esista, ed è così potente che alla lunga non può non finire con l’imporsi.

Stefano: In Arkham Asylum  Grant Morrison e Dave McKean propongono l’atmosfera folle e oscura del manicomio criminale di Gotham dove le paure e i dubbi di Batman si infrangono contro le pazze sicurezze del Joker in un confronto senza speranza. In questa opera il pessimismo è imperante… cosa ne pensi?

Il pessimismo è imperante per quasi tutta l’opera, però Arkham Asylum va vista come una storia dalla quale Batman, dopo avere affrontato le sue paure, i suoi demoni e i suoi nemici, esce a testa alta, rinato. Per quanto i supercriminali che deve affrontare siano malvagi, depravati e insani, il Cavaliere Oscuro riesce ad avere la meglio. Batman vince la sua battaglia tanto sul piano degli scontri nudi e crudi con i suoi nemici quanto su quello del simbolismo. L’Arkham Asylum simboleggia infatti la testa del Cavaliere Oscuro, e il viaggio nei corridoi del manicomio va visto come un’allegoria dell’esplorazione della sua mente. Che Batman abbia avuto la meglio sui suoi tormenti è sottolineato della citazione di Alice nel Paese delle meraviglie collocata al termine dell’opera: “E non è la mano gentile della mamma quella che tira le tende, e la voce gentile della mamma quella che ti invita ad alzarti? Alzarti e dimenticare, alla luce luminosa del sole, i brutti sogni che ti hanno spaventata così tanto quando era buio”.

Stefano: Un sondaggio del 2006, lanciato da Comic Book Resource, sui migliori scrittori di fumetti assegna il primo posto ad Alan Moore, e fin qua il risultato è ovvio, ma il secondo posto viene preso da Grant Morrison (Arkham Asylum, JLA vol.1) che a sorpresa ruba la posizione al più quotato Neil Gaiman (Sandman). Come te lo spieghi?

Beh, va detto che Neil Gaiman ha diradato la sua produzione fumettistica dopo la conclusione di The Sandman, mentre nel 2006 Grant Morrison era sulla cresta dell’onda nell’industria dei comic book. Il ricordo di New X-Men era ancora vivido nei lettori, e stavano iniziando Batman e All-Star Superman. Essendo CBR un sito orientato verso i comic book – e ormai da decenni i comic book sono quasi sinonimo di supereroi – è normale che le simpatie dei lettori vadano a chi ha scritto tante ottime versioni di un ampio numero di questi personaggi. Poi (tralasciando il fatto che preferisco Morrison!) classifiche come queste vanno viste anche e soprattutto come iniziative simpatiche!

Stefano: Nel settembre 2006, Morrison viene chiamato alla direzione della testata Batman. Lo scrittore scozzese progetta un lungo story arc la cui chiave di volta è segnato dalla doppia uscita di Batman R.I.P. (che non a caso chiuderà questo progetto) e Crisi Finale. Come valuti questo suo progetto per il personaggio di Batman?

Per me è il capolavoro di Morrison! Ho amato tutta la sua saga di Batman: anche Batman & Robin, The Return of Bruce Wayne e Batman Incorporated. Devo dire però che il ciclo che va da Batman and Son a Batman R.I.P. (e a Final Crisis) è il massimo: inarrivabile.

Stefano: In Batman V Superman, il film, secondo il parere di Alessandro Di Nocera, sembra che le azioni di Luthor si rifanno a quelle della Silver Age e al contempo, si dipanano come se le avesse sceneggiate il Grant Morrison della saga Crisi Finale. Hai anche tu questa impressione?

In generale il film si rifà all’impostazione realista di opere degli anni Ottanta come Watchmen, Miracleman e soprattutto The Dark Knight Returns. Non a caso Frank Miller (assieme a Dan Jurgens, autore principale della saga della morte di Superman) ha un posto di riguardo nei ringraziamenti finali agli autori di fumetti. Sono presi dal fumetto di Miller, per esempio, Superman che viene colpito da una bomba nucleare e galleggia quasi morto ai limiti dell’atmosfera, lo scontro tra Batman e Superman, e il design del costume di Batman.

Al di là di particolari omaggi, l’influenza di The Dark Knight Returns e di quel tipo opere è rilevante per quanto riguarda la natura dei supereroi e il loro rapporto con il mondo in cui vivono. I supereroi – per quasi tutto il film, fino al cambiamento finale di prospettiva – sono tratteggiati come dei vigilanti o come delle armi viventi che potrebbero distruggere l’umanità. Ciò che fanno ha conseguenze sulla gente comune, che può venire uccisa o mutilata durante i loro combattimenti, e sulla politica, visto che le azioni dei superuomini diventano oggetto di inchieste parlamentari e vengono criticate dai mass media.

Anche Lex Luthor è collocato in questo scenario. La sua ossessione per Superman e i piani malvagi e contorti per fermarlo, che nella Silver Age non avrebbero avuto bisogno di spiegazioni semplicemente perché bastava dire che Luthor era il cattivo e il nemico di Superman, sono motivati dalla follia. Inoltre c’è una recrudescenza dei suoi piani, che nel film diventano sanguinari e mortali. Si può dire che il personaggio e le sue caratteristiche derivano dalle storie naif della Silver Age e sono stati fatti evolvere in modalità tipiche della Dark Age.

Quanto a Morrison, anche lui ha scritto fumetti riconducibili al filone del realismo supereroistico, sebbene antitetici rispetto a quelli di Moore e Miller. Morrison, infatti, in alcune sue opere ha usato il realismo per ricostruire la figura del supereroe solare tipica della Silver Age, e non per raccontare storie di vigilanti e armi viventi. Dunque non c’è niente di male a ipotizzare che Morrison (sicuramente conosciuto dagli sceneggiatori del film) possa essere stato un punto di riferimento per quanto riguarda la riproposizione di situazioni della Silver Age in chiave realista. Però un aspetto che mi porta a dare scarsa o nulla rilevanza all’influenza di Morrison sulla realizzazione del film è il fatto che i riferimenti a The Dark Knight Returns sono tanti e importanti, mentre non mi risulta che ci sia alcun omaggio o richiamo ai fumetti dello sceneggiatore scozzese (e infatti Morrison non è nominato nei ringraziamenti finali ai fumettisti).

Batman v Superman

A proposito di Batman V Superman vorrei dire anche che mi ha tutt’altro che entusiasmato per vari motivi. Uno di questi è un particolare comportamento di Lex Luthor: lo scienziato pazzo chiede senza alcun valido motivo a Superman di scontrarsi con Batman (a meno che non si voglia considerare un valido motivo la spiegazione raffazzonata data da Luthor in un secondo momento, cioè provare a fare uccidere Superman da un umano prima che ci pensi Doomsday). Questa richiesta priva di giustificazioni mi sembra una forzatura infilata nella sceneggiatura solo per fare in modo che i due supereroi si scontrino. Luthor agisce così semplicemente perché fa comodo agli scrittori, perché è un modo di portare il film in una certa direzione. In questa particolare scena non vedo una situazione della Silver Age adattata alle modalità della Dark Age, ma solo una stonatura.

Stefano: Cosa apprezzi di Morrison e cosa no?

C’è una cosa che non condivido, più che non apprezzarla. Mi riferisco all’ossessione di Grant Morrison per la celebrità e il successo. Chiunque scriva o faccia fumetti vuole avere successo, è inutile negarlo. Cosa intendano i singoli individui per “successo” è un altro discorso: un accademico probabilmente vuole che i suoi scritti siano influenti fra gli studiosi e aprano nuove strade; uno scrittore di thriller vuole vendere dieci milioni di copie di un’edizione usa e getta; un altro vuole vincere il Nobel; e così via… La speranza di avere successo è trasversale. In Morrison mi sembra un po’ esagerata. Ma come ho detto è solo una cosa che personalmente non condivido e nulla più. Se è fatto così sono affari suoi e sarebbe assurdo e stupido criticarlo.

Va però aggiunto che questa ossessione di Morrison ha anche un lato di assoluto interesse. Il desiderio di successo è stato trasformato dall’autore (prendendo un notevole spunto da Paradax! di Peter Milligan e Brendan McCarthy, va precisato) in un tema ricorrente in molti suoi fumetti, nei quali i supereroi approfittano della visibilità presso il grande pubblico ottenuta grazie ai superpoteri per diventare delle stelle del pop e del gossip. Oltre a Zenith, supereroe e cantante pop che deriva tantissimo da Paradax, si possono citare anche, tra le altre cose, i goffi tentativi di Animal Man di monetizzare la sua attività di supereroe concedendo interviste televisive, il supergruppo giapponese Super Young Team (composto da supereroi il cui superpotere è la notorietà), e l’intero mondo parallelo descritto nel capitolo di The Multiversity intitolato The Just, dove tutti i supereroi sono stelle del gossip e trascorrono le giornate come farebbe Paris Hilton.

Una cosa che mi piace di Morrison è il suo sentire lo spirito dei tempi e riuscire a proporre fumetti in grado di catturare la contemporaneità. Mi piace anche che le sue opere facciano riflettere: non tanto dal punto di vista morale quanto da quello filosofico e culturale.

Stefano: Se i lettori del libro vorranno confrontarsi con te, come ti possono trovare?

Ultimamente nella pagina Facebook La Dimora del Mistero. Ho un po’ perso la voglia di aggiornare il mio vecchio blog.

Stefano: Siviero, grazie del tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per questo tuo nuovo libro.

Crepi il lupo! Grazie a te!

The Batman’s Grave: Warren Ellis e Bryan Hitch

Lo sceneggiatore Warren Ellis (Legends of the Dark Knight e WildStorm) e il disegnatore Bryan Hitch (Justice League e JLA) realizzeranno, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Cavaliere Oscuro, una miniserie in 12 numeri intitolata The Batman’s Grave (La tomba di Batman).

La copertina che Hitch ha firmato per il primo numero, che sarà disponibile anche con una variant cover di JeeHyung Lee

La storia, che esordirà negli Stati Uniti il 9 ottobre 2019, vedrà il protagonista entrare nella mente della vittima di un omicidio il cui volto è stato divorato per metà. Batman svilupperà una vicinanza quasi morbosa con le vittime dell’assassino, nutrendo un’ossessione verso i dettagli dei decessi e provando a vivere i loro ultimi istanti di vita sulla sua pelle. Il fumetto affonderà le sue radici nelle questioni che tipicamente affliggono l’uomo da sempre «vita, morte e tutte quelle domande che la maggior parte delle persone ha troppa paura di fare» secondo le informazioni diffuse dall’editore di Burbank.

La coppia di autori, risulta già ben collaudata, infatti Ellis e Hitch , dopo aver creato insieme nel 1999 le avventure della squadra Authority, si sono ritrovati nel 2017 per una storia breve contenuta nel volume antologico WildStorm: A Celebration of 25 Years.

«Il mio primissimo lavoro in DC furono due numeri di Legends of the Dark Knight, quindi sono passati 25 anni da quando ho fatto una storia lunga di Batman» afferma Ellis. «Ho deciso di rivisitare la scena del crimine dove è iniziata la mia carriera nel fumetto americano, e sono lieto che il mio vecchio compagno Bryan Hitch stia compiendo con me questa fuga di mezzanotte. Sono passati troppi anni da quando abbiamo affrontato insieme per l’ultima volta una campagna lunga.»

Qui di seguito una delle prime tavole di The Batman’s Grave, inchiostrata da Kevin Nowlan, che di recente ha già collaborato con Bryan Hitch sulla serie di Hawkman.

 

 

Addio professor Stephen Hawking

Il professor Stephen Hawking è nato ad Oxford l’8 gennaio 1942 ed è morto a Camdbridge il 14 marzo 2018.

Lo scienziato Stephen Hawking, le cui intuizioni hanno modellato la moderna cosmologia, è morto all’età di 76 anni.

Noto per essere un fisico teorico, è apparso in molte opere di cultura popolare.

Visto che il nostro blog si occupa di Batman, a noi piace ricordarlo nel fumetto JLA Vol 1 #38 del mese di Febbraio 2000.

La storia della Justice League racconta di Batman che riesce a sconfiggere il super criminale Prometheus (figlio di due criminali di poco conto di Gotham), sostituendo le abilità di arti marziali che Prometheus aveva scaricato nella sua mente con le abilità fisiche e il coordinamento del professor Stephen Hawking. Batman in seguito ha commentato che questa è stata la “prima volta [che] ha mai colpito un uomo con malattia dei motoneuroni”.

Ovunque lei sia professore, faccia buon viaggio e grazie per quanto ci ha potuto insegnare.

DC Extended Universe: i prossimi film fino al 2020

Il DC Extended Universe (DCEU) (in italiano “Universo esteso DC”) è un media franchise composto da una serie di film di supereroi basati sui personaggi dei fumetti DC Comics. Similmente all’universo DC, i film appartenenti a questo franchise condividono l’ambientazione e alcuni personaggi, nonché alcuni elementi della trama che fanno da filo conduttore tra di essi.

Il primo film a essere distribuito è stato L’uomo d’acciaio (2013), un reboot della serie di film di Superman. La pellicola sarà seguito da Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e da altri nove film in diverse fasi di produzione, tra cui Suicide Squad (2016), Wonder Woman e Justice League Part One (2017), The Flash e Aquaman (2018), Shazam e Justice League Part Two (2019), Cyborg e Green Lantern Corps (2020).
La Warner Bros. ha annunciato tra le altre cose un film stand-alone (a sé stante, indipendente ed autococlusivo) su Batman. Infatti, a luglio 2015 è stato rivelato che Ben Affleck è in trattative per dirigere e co-sceneggiare insieme a Geoff Johns un nuovo film di Batman, che potrebbe anche diventare una trilogia con un primo film in uscita tra ottobre/novembre 2018. Un ulteriore lungometraggio sarà ancora un sequel de L’uomo d’acciaio. Entrambi i film saranno distribuiti entro il 2020.

Tutti i film targati DC Comics distribuiti dalla Warner Bros. Pictures.

Tutti i film targati DC Comics distribuiti dalla Warner Bros. Pictures.

Comunque la line-up dello studio, dal 2016 al 2020, resa nota dalla Warner annovera al momento il cast di undici pellicole targate DC Comics.

Tuttavia, il DCEU potrebbe non smettere di crescere. La DC Comics ha già in cantiere un film dedicato a Wonder Woman, ma sembra desideroso di espandere i supereroi femminili probabilmente proponendo una pellicola “rosa” secondo recenti rumors. Se questa voce è vera, Black Canary sarebbe aggiunta alla griglia di attori presenti nella Justice League. Ne parlavamo già qui.
Eccovi uno speciale resoconto:

L’UOMO D’ACCIAIO
Il film è un reboot della serie cinematografica di Superman e mostra le origini del personaggio. Il film è interpretato da Henry Cavill nei panni di Clark Kent/Superman, Amy Adams come Lois Lane, e Michael Shannon nei panni del villain del film, il Generale Zod. Il film è diretto da Zack Snyder ed è stato distribuito il 13 giugno 2013 negli Stati Uniti e il 20 giugno in Italia. Nel 2008 la Warner Bros. chiese a fumettisti, sceneggiatori e registi le loro idee su come far ripartire la serie di film su Superman. Durante una riunione su Il cavaliere oscuro – Il ritorno nel 2010, David S. Goyer parlò a Christopher Nolan della sua idea su come presentare Superman in un contesto più moderno. A Nolan piacque l’idea di Goyer e la propose allo studio, che assunse Nolan come produttore e Goyer come sceneggiatore. Nell’ottobre 2010 venne assunto Zack Snyder per dirigere il film. Henry Cavill è stato scelto come Superman nel gennaio 2011. Le riprese cominciarono nell’agosto 2011 al DuPage Airport. Il film è stato girato nell’area di Chicago, in California e ai Burnaby’s Mammoth Studios, dove è stato costruito il set di Krypton.

Henry Cavill and Amy Adams ALS Ice Bucket Challenge on the set of Batman V Superman

BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE

REGIA: Zack Snyder
USCITA: Usa 25/3/2016, Italia 24/3/2016
CAST CONFERMATO: Henry Cavill (Kal-EI/Clark Kent/Superman), Amy Adams (Lois Lane), Laurence Fishburne (Perry White), Diane Lane (Martha Kent), Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Gal Gadot (Diana di Themyscira/Wonder Woman), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), Holly Hunter, Callan Mulvey, Tao Okamoto (Mercy Graves), Ray Fisher (Victor Stone/Cyborg), Scoot McNairy, Harry J. Lennix (Generale Swanwick), Jason Momoa (Orin/Arthur Curry/Aquaman). Si vocifera la presenza di Jena Malone.
COSA SAPPIAMO: Il film dovrebbe ispirarsi al fumetto Il ritorno del cavaliere oscuro, narrando lo scontro tra Batman e Superman. Temendo le azioni incontrollate di un Supereroe semidio, il potente giustiziere di Gotham City affronta il più rispettato eroe dei nostri tempi di Metropolis, mentre il mondo si divide su quale tipo di eroe abbia veramente bisogno. E con Batman e Superman in lotta tra di loro, una nuova minaccia si staglia rapidamente all’orizzonte, ponendo la razza umana nel più grande pericolo mai affrontato prima. Il corpo del generale Zod ha giocato un ruolo importante nel film. Lex Luthor è stato il cattivo principale, Doomsday,  “la creatura dell’Armageddon”, è stato uno dei suoi tirapiedi.

Primo incontro tra Superman, Batman e Wonder Woman al cinema.

Primo incontro tra Superman, Batman e Wonder Woman al cinema.

SUICIDE SQUAD

REGIA: David Ayer
USCITA: Usa 5/8/2016 e Italia 13/8/2016 inizialmente previsto per il giorno 18/08/2016
CAST CONFERMATO: Will Smith (Floyd Lawton aka Deadshot), Joel Kinnaman (Rick Flagg), Margot Robbie (Harleen Quinzel/Harley Quinn), Cara Delevinge (June Moone/Enchantress), Jared Leto (Joker), Jai Courtney (Digger Harkness/Captain Boomerang), Scott Eastwood, Raymond Olubowale (King Shark), Adewale Akinnuoye-Agbaje (Waylon Jones/Killer Croc), Viola Davis (Amanda Waller), Karen Fukuhara (Tatsu Yamashiro/Katana), Jim Parrack, Adam Beach (Christopher Weiss/Slipknot), Jay Hernandez (Chato Santana/El Diablo), Alex Meraz, Ike Barinholtz e Common. CAMEO Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman) e Ezra Miller (Barry Allen/Flash).
COSA SAPPIAMO: La Suicide Squad è composta da un gruppo di super criminali, che operano sotto il comando di Amanda Waller, in pericolosissime missioni in cui rischiano di perdere la loro vita, ecco perché viene chiamata Squadra Suicida. In cambio ottengono una riduzione delle loro pene. Il costume di Batman indossato da Christian Bale all’asta
Le riprese del film cominciarono a Toronto il 13 aprile 2015 e proseguirono fino al 24 agosto seguente. Nel dicembre 2014 L’Hollywood Reporter aveva rivelato che la pre-produzione del film sarebbe cominciata a febbraio 2015 ai Pinewood Toronto Studios, e che le riprese si sarebbero tenute da metà aprile fino a settembre. Nel febbraio 2015, Ayer pubblicò alcune foto dal set in costruzione. Nel marzo 2015, Leto pubblicò una foto del suo nuovo look sui social network, senza barba e con i capelli corti, in preparazione al ruolo del Joker. Il 5 maggio si svolsero delle riprese nel centro di Toronto. A fine mese si svolsero le riprese di un inseguimento in macchina tra il Joker e Harley Quinn e una controfigura nei panni di Batman. A fine maggio la produzione si spostò ai Pinewood Toronto Studios. Le riprese terminarono nell’agosto 2015. Fai clic sull’immagine qui sotto.

 

Prima foto ufficiale di David Ayer del film: Suicide Squad

Prima foto ufficiale di David Ayer del film: Suicide Squad

WONDER WOMAN

REGIA: Patty Jenkins al contrario delle previsioni fatte a novembre 2014 in cui si parlava della regia di Michelle MacLaren, la talentuosa regista canadese.
Prodotto da Charles Roven, Zack Snyder, Deborah Snyder
Screenplay: Jason Fuchs
USCITA: Usa 23/6/2017 aggiornata al 07/06/2017
CAST CONFERMATO:
Gal Gadot (Diana/Wonder Woman)
Chris Pine (Steve Trevor un ufficiale dell’intelligence dell’Armata degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale il cui aeroplano si schiantò sull’isolata casa delle Amazzoni. Fu curato e riportato in salute dalla principessa amazzone Diana, che si innamorò di lui e che lo seguì quando questi ritornò a casa. Il nome di Steve Trevor comparve per la prima volta nel pilot televisivo del 1974 Wonder Woman, impersonato dall’attore Kaz Garas).
Ci saranno inoltre Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Ewen Bremner, Saïd Taghmaoui, Elena Anaya e Lucy Davis ma i ruoli sono ancora un segreto.
COSA SAPPIAMO: La storia sarà ambientata nell’America del 1920, e racconterà il primo contatto tra la regina delle Amazzoni e il mondo esterno.

Wonder Woman Gal Gadot

Wonder Woman Gal Gadot

JUSTICE LEAGUE – PARTE 1

REGIA: Zack Snyder
USCITA: Usa 17/11/2017
CAST CONFERMATO: Henry Cavill (Kal-EI/Clark Kent/Superman), Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Amy Adams (Lois Lane) Gal Gadot (Diana di Themyscira), Ray Fisher (Victor Stone/Cyborg), Jason Momoa (Orin/Arthur Curry/Aquaman) e Ezra Miller (The Flash), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Jeremy Irons (Alfred Pennyworth), JK Simmons (commissario James Gordon), Amber Heard (Mera, regina sottomarina di una dimensione aliena “Dimension Aqua”).
COSA SAPPIAMO:
Morto Superman, Batman cerca di mettere su un gruppo di eroi pronti a difendere la Terra da eventuali minacce terrestri e non. Bruce Wayne con Wonder Woman (Diane Prince) iniziano la ricerca dei metaumani che aveva precedentemente rintracciato Lex Luthor, trovano così nuovi adepti: Victor Stone, ex giocatore di football e uomo cibernetico, il velocista Barry Allen (alias Flash) e, infine, Arthur Curry, meglio conosciuto come il Re di Atlantide. Uniti sotto l’insegna della Justice League dovranno combattere contro un male alieno, Steppenwolf, scagnozzo inviato da Darkseid sul nostro pianeta per recuperare tre artefatti.

PROMOZIONE DEL FILM

Il primo teaser trailer del film è stato diffuso durante il San Diego Comic-Con International 2016. Nel settembre 2016, il regista Zack Snyder pubblica sul suo profilo twitter alcune foto del film in pochi giorni: prima una foto con Batman (Ben Affleck), con un nuovo costume (Tactical Batsuit), molto più tecnologico, e in particolare, in occasione del Batman Day, il 17 settembre 2016, regista ha twittato la prima immagine di J. K. Simmons nei panni del commissario James Gordon, raffigurato davanti al Batsegnale, mentre in un’altra foto vi è lo stesso Snyder davanti al Batsegnale. Nell’ottobre 2016, il regista rilascia la prima foto ufficiale di Amber Heard nei panni della regina di Atlantide, Mera. Nel gennaio 2017, la rivista online USA Today, mostra una inedita foto con l’intera squadra di supereroi.

Il costumista Michael Wilkinson sul film della Justice League rivela: “Ho appena iniziato la preparazione per il film, lo stiamo girando a Londra dove mi fermerò per circa un anno, sei mesi per la preparazione e sei per le riprese. Abbiamo tanti personaggi e universi fantastici e piano piano li stiamo tutti portando in vita. Non vediamo l’ora di mostrare a tutti la nuova Justice League del 21° secolo.” Fate clic sull’illustrazione qui sotto per vedere il trailer.

justice-league

THE FLASH

USCITA: Usa 23/3/2018
CAST CONFERMATO: Ezra Miller
COSA SAPPIAMO: Ezra Miller (A proposito di Kevin… e Noi siamo infinito.) interpreterà The Flash., lo stesso personaggio protagonista dello show della CW interpretato da Grant Gustin.
Miller ha spiegato come si differenzierà il suo Flash da quello della serie CW: «Beh, prima di tutto sarà un film. Mi piacerebbe che fosse un’esplorazione dell’essere umano, un’essere umano multi-dimensionale», ha innanzitutto spiegato Miller, per poi aggiungere: «Mi piacerebbe che il personaggio avesse più dimensioni (riferendosi anche alle storyline di universi paralleli in cui il personaggio gioca)». E ha continuato. «Mi piacerebbe comunque che avesse le dimensioni che conosciamo e amiamo, e qualcuna supplementare che fa parte di questo incredibile personaggio. Spero di concretizzarlo come persona, e penso che ciò che trovo più incredibile della mitologia dei supereroi è proprio quando percepiamo l’umanità di un essere eroico — oppure l’eroismo di una persona che è di per sé profonda».

Secondo quanto riportato da Den Of Geek, gli stilisti dietro il film avrebbero già chiara in mente un’idea per l’abito del supereroe. Sembra che l’obiettivo sia quello di creare un costume maggiormente tecnologico e diverso dalla versione televisiva (per evitare qualsiasi confronto). Sembra che si avvicinerà più all’estetica di un’armatura, quasi una “corazza”.

Quindi dimenticatevi un costume in pelle simile a quello creato da Colleen Atwood per lo show della CW e cercate invece di immaginare qualcosa di simile al videogioco Injustice: Gods Among Us (di cui trovate qui sotto un’immagine).

Il costumista del film Batman v Superman, Michael Wilkinson, ha dichiarato: “Beh, non posso liberamente parlare di The Flash in questo momento, ma è qualcosa che vedrete in futuro nei nostri film. Ne vedrete un assaggio, naturalmente, in Batman v Superman. Ma non vedo l’ora di prendere questo strabiliante e iconico costume di The Flash e interpretarlo in un nuovo modo per quando Ezra Miller interpreterà The Flash. E’ un attore straordinario, ha un interessante senso dell’umorismo e quella giovinezza che sarà grandiosa per Barry Allen e penso che sarà un grande Flash.
The Flash è più simile a un maratoneta olimpico o a qualcosa di simile. E’ a brandelli e non è così muscoloso e grande come questi altri ragazzi della [Justice] League”

FLASH #40 inspired by NORTH BY NORTHWEST, with cover art by Bill Sienkiewicz.

FLASH #40 inspired by NORTH BY NORTHWEST, with cover art by Bill Sienkiewicz.

AQUAMAN

REGIA: James Wan
USCITA: Usa 27/7/2018 aggiornato al 05/10/2018
CAST CONFERMATO: Jason Momoa (Orin/Arthur Curry/Aquaman) – Patrick Wilson, già presente nell’Universo DC al cinema come voce del Presidente degli Stati Uniti in Batman v Superman Dawn of Justice, potrebbe ricoprire il leader della Casa Bianca nel film di Aquaman?
COSA SAPPIAMO: Nel 2014 lo studio ha ordinato due script separati a Will Beall (Gangster Squad) e Kurt Johnstad (300: L’Alba di un Impero), ma non si sa quale sia stato scelto. Si vocifera la presenza nel film della regina di Atlantis e interesse amoroso del protagonista, Mera; l’infido fratello di Aquaman, Orm aka Ocean Master; del cattivo Black Manta e della razza carnivora conosciuta come The Trench.

Superman v Batman: Dawn of Justice - Il costume di Aquaman

Superman v Batman: Dawn of Justice – Il costume di Aquaman

SHAZAM

USCITA: Usa 5/4/2019
CAST CONFERMATO: Dwayne Johnson (Black Adam), sceneggiatore Darren Lemke
COSA SAPPIAMO: Shazam e Black Adam (il cui vero nome è Theo-Adam o Teth Adam ed è uno dei nemici più potenti della Famiglia Marvel) saranno i due co-protagonisti del film, che avrà un suo tono e non sarà collegato alla Justice League. Il fumetto racconta la storia di Billy Batson, un giovane che riceve dall’anziano mago Shazam il potere di trasformarsi nel supereroe Capitan Marvel, per combattere contro le forze del male. Il mago viene ucciso quasi subito dopo la trasformazione di Billy, ma i suo fantasma viene contattato dal giovane per ottenere dei consigli.

Dopo Superman v Batman, l’uscita del nuovo film Shazam è fissata per il 5 aprile 2019.

Dopo Superman v Batman, l’uscita del nuovo film Shazam è fissata per il 5 aprile 2019.

JUSTICE LEAGUE – PARTE 2

REGIA: Zack Snyder
USCITA: Usa 14/6/2019
CAST CONFERMATO: Henry Cavill (Kal-EI/Clark Kent/Superman), Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Gal Gadot (Diana di Themyscira), Ray Fisher (Victor Stone/Cyborg), Jason Momoa (Aquaman) e Ezra Miller (The Flash)
COSA SAPPIAMO: Seconda parte del crossover. Questa volta dovrebbe esserci anche Lanterna Verde, e il nemico del film sarà Darkseid (figlio della regina Heggra e noto come il Tiranno di Apokolips).

CYBORG

USCITA: Usa 3/4/2020
CAST CONFERMATO: Ray Fisher (Victor Stone/Cyborg) che però vedrà il suo il suo debutto cinematografico nel film Batman v Superman: Dawn of Justice.
Scritto da George Pérez, Marv Wolfman due ottimi scrittori di fumetti.
COSA SAPPIAMO: Nei fumetti è uno dei membri storici dei Giovani Titan e della versione più adulta, i Titani. Victor Stone è il figlio di 2 scienziati che a causa di un esperimento andato male che viene severamente mutilato e trasformato in un Cyborg, utilizzando della tecnologia sperimentale.
In televisione Victor Stone compare nel quindicesimo episodio della quinta stagione di Smallville (Cyborg), interpretato da Lee Thompson Young. Il personaggio, con lo stesso interprete, ritorna nell’undicesimo episodio della sesta stagione (La lega della giustizia).

DC Comics Warner Bros. CYBORG movie

DC Comics Warner Bros. CYBORG movie

LANTERNA VERDE

USCITA: Usa 19/6/2020
COSA SAPPIAMO:
Il film basato sul Corpo delle Lanterne Verdi è stato annunciato nell’ottobre 2014 ed è previsto per il 19 giugno 2020. Al San Diego Comic-Con 2015 è stato annunciato il titolo ufficiale del film, mentre pare che alla stesura del soggetto abbia partecipato anche Greg Berlanti.
Sarà uno spin-off dedicato alla Lanterna Verde apparsa nei film precedenti. Le ultime voci riguardanti il casting del film lasciano pensare che vedremo una nuova incarnazione di Hal Jordan e non John Stewart.

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Batman trasformato in Lanterna Verde

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BOOSTER GOLD

Un film dedicato a Booster Gold e Blue Beetle, facente parte del DC Extended Universe è attualmente in sviluppo. Il film sarà diretto da Greg Berlanti, mentre la sceneggiatura è stata affidata a Zak Penn.
Nel mese di maggio 2016 la Warner Bros. ha comunicato di essere a lavoro su un film dedicato a Booster Gold e che Greg Berlanti era il principale indiziato per dirigerlo. Lo stesso Berlanti a confermato la notizia, parlando del suo coinvolgimento nel progetto e del perché preferisce il media televisivo a quello cinematografico:

“Sono collegato a diversi film della Warner Bros. e uno di questi, Booster Gold, è di proprietà della DC. Zack Stentz, che ha scritto un episodio di Flash lo scorso anno, ha appena ottenuto l’incarico, quindi si sta occupando dello script proprio ora. Probabilmente lo dirigerei, o mi piacerebbe farlo. Ma non penso di avere dei limiti. In realtà ritengo che alcune delle cose che possiamo fare in TV siano più ricche, profonde e più vicine allo spirito dei fumetti, nel senso che hai la continua possibilità di esplorare nuove cose settimana dopo settimana, e le storie diventano sempre più vaste.”

Greg Berlanti è infatti la mente dietro l’universo televisivo della DC che ha la sua base sul canale CW, emittente su cui vanno in onda Arrow, Legends of Tomorrow, Supergirl e The Flash. Proprio parlando della serie sul Velocista Scarlatto, Berlanti ha spiegato perché non dirigerebbe mai il film sul personaggio, attualmente senza regista dopo l’abbandono di Seth Grahame-Smith, senza risparmiare qualche consiglio sul personaggio:

“Nessuno me l’ha chiesto, ma non potrei mai dirigere un film su Flash senza Grant Gustin. Lui è il mio Flash. Abbiamo tre parole appese fuori dalla stanza degli sceneggiatori di Flash: ‘Cuore, umorismo e spettacolo’. Se stai per fare qualcosa come The Flash devi sapere che parte di ciò che rende Barry Allen così grande è il suo essere un ragazzo nel mezzo di tutti questi supereroi, che non riesce a spiegarsi come ci sia finito e che lo ama. È stato il primo personaggio dei fumetti ad avermi fatto piangere. È morto in Crisi sulle Terre Infinite salvando tutti, e nessuno si aspettava una cosa del genere da lui, ma al suo interno c’è una tristezza e un sacrificio che ti rompono il cuore, ma al tempo stesso è anche pieno di gioia. Questa dualità è stata la base di tutto quello che ho fatto, ed è l’unico Flash che saprei mai fare.”

Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia Parte 4: Il crepuscolo degli Eroi

di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di carta.

Nel 1997 Marvel Italia pubblica Onslaught, il crossover che ha infiammato l’estate americana del 1996. Una grande saga che riunisce tutti i supereroi della Casa delle Idee contro un nemico comune, e che termina con l’apparente sacrificio di Vendicatori e Fantastici Quattro.
No, fermi! Non andate via! Non avete sbagliato link, questo è il quarto capitolo della storia della Play Press! “E allora perché parli di Onslaught? Parla della Play e non farci perdere tempo!”. Oh, un attimo, ci arrivo.
Se ho iniziato con il crossover marvelliano c’è un motivo… tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 in Italia avviene la cosiddetta rinascita del fumetto americano grazie alla Star Comics e alla Play Press. Decine di uscite Marvel e DC, seguite dai nuovi arrivi Image, Dark Horse, Malibu…ma non sarà troppa roba? Troppe serie da comprare, troppi eventi da seguire, troppi esordi da tenere d’occhio. E Onslaught è l’epilogo di tutto questo. Molti vedono la grande saga Marvel come la conclusione naturale di un percorso, ed è con essa che finisce il periodo di vacche grasse made in USA durato quasi dieci anni.
Lo sapete bene che in Italia il fumetto di supereroi è principalmente Marvel, vero? E quindi? Quindi se per la Marvel finisce un’epoca, le altre case editrici seguono a ruota. Insomma, se in casa Marvel Italia vengono chiuse tutte le ristampe, quasi tutti gli albi mensili passano a 48 pagine e si vede una nuova serie ogni morte di papa, quando bene volete che vadano le cose altrove?
Ed è qui che arriviamo alla Play Press e al suo parco testate DC. Già nella puntata precedente abbiamo visto come le cose non fossero poi perfette, e nella stagione editoriale 1997/98 le cose sarebbero andate peggio.
Prima di tutto, via le testate più deboli: chiudono FLASH (strasigh), SUPERMAN CLASSIC (strasob), BATMAN SAGA, CATWOMAN & WONDER WOMAN e le antologiche, nonostante il materiale presentato fosse valido. Chiude anche LOBO, ma per ricominciare subito dopo da 1. Resistono SUPERMAN e BATMAN, che perdono però i comprimari e diventano mensili, la rivista PLAY MAGAZINE e il nuovo arrivato JLA, più la collana di volumi da edicola PLAY PRESS PRESENTA. Proprio su PPP viene pubblicata nell’estate del ’97 la miniserie portante del crossover L’ultima notte, mentre i tie in si vedono sulle serie regolari. Basterebbe già il confronto tra le edizioni italiane dei due crossover Marvel e DC per dimostrare che la DC, persino in quei giorni, rimaneva la seconda in classifica: da una parte la saga Marvel, con tutti i tie in pubblicati su una quindicina di albi regolari più corposi del solito nell’arco di due mesi; dall’altra quella DC, apparsa solo in parte su una manciata di albi che nelle edicole finiscono sommersi dalle uscite della concorrenza.

La Play è però molto attiva nel settore delle fumetterie (molto più della concorrenza), dove se la cava meglio che in edicola: i volumi dedicati a Batman hanno un certo successo, e con loro quelli di materiale Dark Horse come SIN CITY di Frank Miller.
Nel 1999, a quindici anni dalla fine del SUPERMAN Cenisio, tutte le collane Play da edicola rimaste chiudono i battenti. La chiusura, in estate, è segnata dal crossover One million, ma in realtà non finisce qui. Già in autunno i due eroi più rappresentativi tornano nelle edicole con SUPERMAN NUOVA SERIE e BATMAN NUOVA SERIE. Albi di 48 pagine, con un buon rapporto qualità/prezzo, e che partono con le storie più recenti degli alter ego di Clark Kent e Bruce Wayne: il rilancio dell’eroe di Metropolis firmato dal gruppo guidato da Eddie Berganza e la lunga, tragica saga di Terra di nessuno in cui Gotham è in completa rovina. Storie di buona qualità, migliori di quelle pubblicate nelle due serie precedenti, ma che non riescono ad ottenere il successo che meriterebbero. A peggiorare le cose, il raddoppio delle pagine, al quale coincide quello del prezzo. A questo punto niente può salvare i due World’s finest dall’ennesima chiusura (BATMAN col 20 e SUPERMAN col 15) e dal traferimento in libreria all’inizio del 2001.
Cambiano alcune cose anche dal punto di vista della cura editoriale: nel 2000 finisce la collaborazione tra Alessandro Bottero e la Play, mentre nel 2001 sarà Andrea Materia a prendere una strada diversa. Già dal 1999 la grafica delle testate Play Press migliora notevolmente grazie all’intervento dello studio Down Comix di Walter Venturi, e arrivano nuovi redattori e traduttori come Marco Cedric Farinelli e Francesco Argento.

BATMAN ORCA (Play Press, 2002) - SUPERMAN ARKHAM(Play Pres, 2001)

BATMAN ORCA (Play Press, 2002) – SUPERMAN ARKHAM (Play Pres, 2001)

Come anticipato poco fa, se nelle edicole la Play negli ultimi anni ha annaspato, nelle librerie si è ritagliata un suo spazio, che all’occorrenza si può allargare proprio grazie a Superman e Batman. Nascono tre nuove testate, SUPERMAN TRADE PAPERBACK, BATMAN TP e DETECTIVE COMICS TP. Trimestrali, proseguono le storie viste nelle ultime serie da edicola e vanno ad affiancarsi alle iniziative da libreria già pubblicate in quel periodo, tipo i trade paperback di STARMAN.
Soprattutto Superman non se la passa male, vista l’oculata programmazione dei tp, quasi sempre autoconclusivi e graziati dal salto dei fill in più nefasti. La programmazione di Batman invece fa molto discutere gli appassionati, che si districano a fatica tra storie saltate, tp paralleli e minisaghe pubblicate in volumi supplementari. Il periodo è quello del passaggio tra Lira e Euro, in cui i prezzi si alzano, e quindi gli appassionati dell’Uomo Pipistrello gradiscono poco spese ulteriori.
Nonostante questo, e nonostante in molti (come già ai tempi dei brossurati da edicola) si lamentino per la scarsa resistenza di questi nuovi prodotti Play Press (i miei sono tutti integri, per fortuna), i nuovi periodici sopravvivivono meglio dei loro predecessori. Anzi, addirittura iniziano a spuntare nuove serie di volumi dedicate ad altri personaggi che vengono rilanciati in America: Freccia Verde e Wonder Woman. Su GREEN ARROW viene pubblicato il nuovo ciclo di Kevin Smith e su WONDER WOMAN quello, molto pereziano, di Phil Jimenez. Porte chiuse invece per Lanterna Verde e soprattutto Flash, visto che il tentativo di riportarlo in Italia (con il volume FLASH NERO) non va a buon fine.
Ammettiamolo, questi primi anni del decennio per la Play Press sono… strani. Le testate sono di buona qualità come non lo erano da anni, ma l’esilio in fumetteria le rende inaccessibili al grande pubblico. I prezzi sono più alti di quelli della concorrenza. Certi personaggi non si vedono mai.
Se la reputazione della Play è sempre stata un po’ traballante tra gli appassionati italiani, questo è il periodo in cui sono veramente odiati da tutti. Anch’io, che ho sempre cercato di vedere anche i pregi dell’editore romano, in quel momento guardo la situazione con preoccupazione e anche un po’ di fastidio e amarezza per il triste destino di icone del fumetto come Superman e Batman: relegati in fumetteria con le storie migliori degli ultimi 10 anni mentre qualsiasi fumetto mediocre con scritto Marvel e Top Cow in copertina sembra resistere in edicola (anche se a fatica). Perché in edicola posso trovarci Witchblade e Superman no? Perché Witchblade è cool. E perché in edicola posso trovarci i fumetti di Alan Moore e Warren Ellis e Batman no? Perché quegli autori hanno un pubblico ristretto ma fisso, e la loro casa editrice ha probabilmente punti di pareggio più bassi.
Penso che una colpa della Play sia stata quella di non lasciare almeno una serie in edicola. Giusto per ricordare al pubblico che “noi ci siamo”. Un po’ come fa oggi la Planeta, che in edicola manda sempre meno roba, ma che in quelle poche pubblicazioni inserisce sempre la pubblicità di volumi sempre disponibili al servizio arretrati e in fumetteria.
Anche perché, voglio ripeterlo, in fumetteria la Play non va male.
Ricordate il primo capitolo di questo speciale? Ho deciso di scriverlo dopo aver acquistato un blocco di volumi Play Press. Più precisamente, dopo aver visto che nei volumi più “recenti” c’erano le checklist del semestre… che, alla faccia di chi ha sempre detto che la Play non faceva uscire nulla, erano piene di albi in uscita. Segno che le cose non dovevano essere tragiche.
Però comprendo quei lettori che volevano rivedere in edicola i loro personaggi preferiti… o almeno in pubblicazioni a costo minore. Dopotutto, quegli anni per la DC Comics sono stati fenomenali, e tutto quel ben di Dio che usciva in America meritava di farsi leggere anche da noi.
Ci sarebbe voluto… oh, perché dirlo ora? Ne riparliamo nel prossimo e ultimo capitolo.
4 – Continua

Batman Crime Solver vi regala una versione dimostrativa di uno tra gli Elseword più accattivanti pubblicati dalla Play Press:

Lego Batman 3: Gotham e Oltre

Batman diventa ancora Lego

ll Cavaliere Oscuro torna sulle console portandosi dietro amici e nemici dell’universo DC

In Lego Batman 3: Gotham e Oltre si torneranno a vestire i panni di Batman, Robin e dei loro molti amici e nemici in un’avventura tutta nuova, che li porterà anche oltre i confini dell’orbita terrestre nel tentativo di fermare il malvagio Brainiac. Il titolo, disponibile per PS3, Xbox 360, Pc, 3ds, PSvita, Wiiu, PS4 e Xbox One , segue ancora una volta i canoni stilistici della serie Lego, introducendo poche differenze strutturali rispetto al passato. In confronto alle precedenti edizioni sparisce, seppur non completamente, la componente free-roaming caratterizzata da Gotham City che stavolta è più diretta verso una struttura ad “hub” attraverso la quale è possibile accedere alla storia o al replay dei livelli già completati. Tornano quindi la Batcaverna, ma anche altre location care agli amanti del Cavaliere Oscuro come la Torre di Guardia della JLA ed una base lunare, tutte completamente esplorabili e connesse tra loro, dalle quali si può procedere nella storia. Giocando a Lego Batman 3 la prima impressione che si ha è quella di trovarsi dinanzi a un’avventura piuttosto lineare, ma una volta che si iniziano ad esplorare i vari pianeti che fungono da basi dei diversi Corpi delle Lanterne, quella sensazione svanirà, e ci si troverà in un insieme di mini-mondi free-roaming con la possibilità di andare ovunque e talvolta anche guidare veicoli e svolgere gare. Peraltro si tratta di pianeti molto piccoli per via del raggio miniaturizzante di Brainiac, e l’effetto che si ha esplorandoli è di star passeggiando su delle piccole sfere con la possibilità di compiere un giro completo in pochi minuti. Nel corso degli eventi esistono anche alcune sezioni speciali che riescono a spezzare il ritmo di gioco, rendendo il tutto più vario: ad esempio c’è una fase sparatutto nello spazio, mini-giochi di hacking ambientati in livelli al neon, simili al mondo di Tron ed anche sezioni che si svolgono in versioni in miniatura di famose città, compresa la nostra Pisa. [Il Tempo.it 23.11.2014]

Batman 3: Gotham e Oltre

Justice League il film nel 2015

La triade della Justice League


Vedremo mai nelle sale cinematografiche il tanto desiderato film dedicato alla Justice League?
Un film intitolato Justice League: Mortal era programmato per il 2011, a dirigerlo ci sarebbe dovuto essere George Miller. L’adattamento fu annunciato nell’autunno del 2007 dalla Warner Bros. Poiché pochi personaggi della DC Comics all’epoca erano stati trasposti per il grande schermo, la Warner Bros dichiarò che il film non avrebbe avuto la cronologia classica delle serie cinematografiche di Batman e Superman.
Ma questa domanda che fin da allora è rimasta nella testa di tutti gli amanti del fumetto della DC Comics, forse sta per trovare una risposta. Infatti, come vi avevamo anticipato in questo articolo e qui dopo i film di casa Marvel e i film dedicati a Batman, Superman, Lanterna Verde, Watchmen, Red e Jonah Hex degli ultimi anni, il pubblico sembra pronto ad accogliere tutti i supereroi della JLA in una sola pellicola.
Pare infatti che la DC Comics e la Warner Bros abbiano in programma un film sulla lega della giustizia che dovrebbe essere pronto per l’estate 2015. I due colossi pare voglian metter su un crossover armonicamente innovativo ma che allo stesso tempo possa competere in modo valido con i film già usciti in casa Marvel.
Dopo che il regista Zack Snyder ha confermato che il Superman del suo Man of Steel potrebbe essere presente nella Justice League, alcuni rumors avevano indicato la scelta del nuovo Batman. A quanto pare facendo arrivare sullo schermo il nuovo cavaliere oscuro direttamente dalla trilogia di Christopher Nolan.

Joseph Gordon-Levitt in The Dark Knight Retrun

Infatti, si sarebbe trattato di Joseph Gordon-Levitt che nell’ultimo Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno interpretava il poliziotto John Blake. Ma proprio oggi 28 novembre 2012 lo staff di Gordon-Levitt, ha smentito la notizia e ha dichiarato che non sarà Batman nel nuovo film della Justice League.