Batman e Zorro: il binomio lega i due supereroi. Ecco svelato il perchè.

Zorro nasce il 9 agosto del 1919 nel romanzo The Curse of Capistrano di Johnston McCulley, pubblicato a puntate sul settimanale di storie pulp All Story Weekly. L’eroe nerovestito, il cui vero nome è Don Diego de la Vega, è un celebre personaggio immaginario, eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino, le cui gesta si svolgono nella California del periodo del dominio spagnolo. Anche lui fa parte dei supereroi il genere per eccellenza del mondo dei fumetti, nato negli Stati Uniti negli anni ’30 e da lì diffusosi in tutto il mondo. Un genere che si caratterizza principalmente per avere personaggi disegnati come persone comuni ma dotati invece di poteri straordinari e per trattare tematiche legate alla guerra o allo scontro tra il bene e il male, al desiderio di vendetta del cattivo e quello di giustizia dell’eroe.

Zorro è il primo eroe mascherato ad apparire sia in un racconto d’avventura americano sia nel mondo del cinema, nonché fonte d’ispirazione per vari supereroi, tra i quali Batman di Bob Kane e Bill Finger.

La possibilità di guadagnare di più spinse Bob Kane a mescolare in un unico personaggio molte delle icone e delle fonti che allora avevano maggior successo al cinema e sui pulp magazine. Bob Kane, affascinato dall’Italia e dai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci, ha unito l’ingegno leonardesco nell’ideazione di macchine complesse e fantastiche con le visioni suggerite da due film: Il segno di Zorro del 1920, con l’eroe solitario che combatte contro le ingiustizie, e l’horror The Bat del 1926 (del quale venne realizzato un remake sonoro nel 1930, The Bat Whispers).Quindi, se esistono alcune somiglianze tra i due eroi è ancora più vero che Zorro è stato fonte di ispirazione anche per altri eroi dalle identità segrete quali Superman, l’Uomo Ragno, l’Uomo Mascherato, Lone Ranger, senza contare eroi neri come Kriminal e Satanik.

Per il personaggio di Batman, non solo nell’idea, ma anche nel racconto troviamo il marchio di Zorro, infatti Bob Kane e Bill Finger, ci fanno vivere il dramma di Bruce Wayne,

raccontandoci che una sera del 26 giugno, insieme al padre Thomas e alla madre Martha, vanno al cinema per vedere Il segno di Zorro;

all’uscita i genitori vengono rapinati da Joe Chill, che nell’aggressione li uccide e il bambino, rimasto traumatizzato, promette un giorno di iniziare a combattere i criminali con lo scopo di rendere la città di Gotham un luogo più sicuro. Bruce, ereditato il patrimonio di famiglia, viene cresciuto dal maggiordomo Alfred Pennyworth e, raggiunta la maturità, gira il mondo apprendendo arti marziali e tecniche investigative dai migliori maestri. Ritornato a casa, un pipistrello irrompe da una finestra della villa dandogli l’idea di realizzare un travestimento ispirato all’animale per spaventare i criminali.

Nei romanzi di McCulley, così come successivamente nei fumetti di Bob Kane, sono tracciate le essenziali caratteristiche dei due cavalieri oscuri: l’audacia e l’astuzia, l’ironia e il romanticismo. Altro elemento comune per entrambi i supereroi è quella di avere al proprio servizio un fedele servo muto: Bernardo che conosce il vero volto di Zorro ed il gobbo Harold Allnut che conosce il vero volto di Batman. Il personaggio di Harold Allnut è apparso nell’universo DC Comics per la prima volta in The Question # 33 ed è stato creato da Dennis O’Neil e Alan Grant, mentre appare per la prima volta in una storia di Batman nell’arco narrativo Penguin Affair. Dopo aver salvato Harold, Batman gli dà una casa e una posizione nella Batcaverna, lavorando come aiutante tecnologico nella sua guerra al crimine.

Nella “DC Rebirth” appare una nuova versione di Harold Allnut. Dopo l’incontro ravvicinato di Batman e Harvey Dent con KGBeast, Duke Thomas li porta in una fattoria dove Harold esegue un intervento chirurgico su Two-Face. Batman spiega a Duke che Harold crea alcuni equipaggiamenti tecnologici per lui e li spedisce a Gotham. La didascalia di Harold lo descrive come “Genius Inventor, Mute, Family”.

Proprio parlando di fumetti, nell’ultima Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere di conoscere il disegnatore Alessandro Miracolo presso lo stand dei Capitani Italiani. Alessandro è attualmente al lavoro sulla bella serie “Capitan Napoli” (ottimo lo script di Antonio Sepe) e sulla serie “Zorro” per la casa editrice “American Mythology”.  Questo lo sketch di cui ci ha voluti omaggiare.

Zorro e Batman, sono quindi due eroi che racchiudono in loro gli ideali di giustizia e di libertà, che incarnano lo spirito della ribellione contro la tirannia, che riscattano i propri concittadini. A questo si aggiunge il fascino del mistero dei giustizieri mascherati, del costume nero, che vivono la loro doppia identità segreta come “damerini” intellettuali, un pò paurosi, ma imbattibili nelle loro avventure. Il successo di Zorro, così come quello di Batman, ancora è di così vaste proporzioni da annoverare, oltre ai romanzi, i film e le serie televisive, anche pubblicità, produzioni teatrali, radiodrammi, mostre, un film biografico, cartoni animati, fumetti, giocattoli, maschere e costumi di carnevale.

 

Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

Dove sono andata in vacanza quest’anno? A Gotham. Ho messo in valigia una giacca dei tempi del liceo, un completo elegante e un abito nero. La prima mi è servita per il viaggio nei ricordi con i personaggi di The Batman, il secondo per intrufolarmi ai comizi elettorali della prima stagione di Batman: The Telltale series, il terzo per partecipare al funerale di Batman. Invece di mostrarvi le solite diapositive e filmini, vi parlerò solo dell’ultima parte del mio soggiorno nella città oscura e vi racconterò Cos’è successo al Cavaliere Oscuro*.

Ecco com’è andata. Il panorama dall’Aparo Bridge era mozzafiato: la gotica città e le acque del suo porto erano avvolte da un alone aranciato, da una luce mistica e inquietante al tempo stesso. Mi sarei fermata a godere la vista, avrei sostato a lungo in ogni via per scrutare palazzi e insegne che sembravano sussurrarmi nomi familiari, come Finger, ma dovevo affrettarmi. La mia destinazione era Crime Alley, dove tutto è iniziato e dove il mito del Cavaliere Oscuro sembrava destinato a finire. Un certo Neil Gaiman mi ha indicato un sordido bar, il New Drop Inn. Mi è parso di riconoscere il barista, gli ho chiesto come si chiamava e lui ha risposto “Joe Chill”. Nella stanza sul retro, c’erano un maggiordomo, alleati e nemici, tutti quelli che contano, ma, soprattutto, c’era lui, Batman… dentro a una bara.

Di solito, in queste occasioni si celebra la vita di chi ci ha lasciato, si ripercorre la sua storia, ma mi hanno detto che gli Ultimi Offici** erano già stati celebrati dal sacerdote Morrison, una cavalcata tra ere d’oro e d’argento,con come sottofondo l’incessante ticchettare di una macchina da scrivere. Restava solo la morte: l’enigma che il pipistrello si stava portando nella tomba. Una morte che sembrava inspiegabile e di cui tutti hanno dato la loro versione: dal racconto della donna gatto, storia di un amore tinto di rosso sangue, alle rivelazioni sconvolgenti del maggiordomo, sino ad arrivare a Superman.

 

Tante voci discordanti, che restituivano frammenti, echi dissonanti. Diavolo, nulla sembrava certo in quella stanza: gli ospiti cambiavano aspetto di tavola in tavola, come se venissero ridisegnati da mani diverse. Senza che potessi impedirlo, una serie di nomi mi danzavano davanti agli occhi: Dick Sprang, Carmine Infantino, Brian Bolland e altri. L’unico che avrebbe potuto svelare l’arcano e spigarmi cosa stesse succedendo, il più grande detective non era più tra noi. O era davvero così?

Una porta è apparsa dal nulla e non ho potuto fare a meno di aprirla e sgattaiolare via. Lui, il mito, l’eroe, era lì insieme a una donna. Non vi svelerò cosa si sono detti, dovete scoprirlo da soli raggiungendo il New Drop Inn, dove quello strano funerale viene messo in scena, di nuovo e di nuovo, per ogni amante del Cavaliere Oscuro. Vi dirò solo che alla fine avevo gli occhi lucidi (mi sa che c’era qualche cipolla in giro) e che mi sentivo rassicurata, come se avessi finito di sfogliare un familiare libro di fiabe per l’infanzia. Quando me ne sono andata, non ho detto “Addio, Batman”, ma “Buonanotte. A presto, Bats.”. Questa non è la fine, il tuo è un destino immortale***, tu sei l’eroe che ci serve, il nostro mito eterno.

 

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

 

*  Batman, Cos’è successo al cavaliere Oscuro, Neil Gaiman e Andy Kubert, Lion, 2016 – Batman 686. P.S. A darmi l’indirizzo del New Drop Inn è stato il buon Stefano. Ci sarebbero anche altre storie da esplorare, una volta usciti da lì (Un mondo in bianco e nero, Pavana, Peccati originali, Quando è una porta), ma ho deciso di parlarvi solo della prima.

 

** Batman in Ultimi Offici, Grant Morrison e Lee Garbett (in Il cavaliere Oscuro Batman, Il cuore di Hush, vol.23, Mondadori – Batman 682-683). Qui Morrison ripercorre l’intera carriera di Batman, regalandoci più di uno spunto di riflessione.

 

*** L’idea dell’eterno ritorno, di Bats come l’eroe il cui destino immortale è combattere per Gotham e per noi compare anche nella storia Vecchia scuola di Gregg Hurwitz e Neal Adams, apparsa sul volume 30 di Batman, edito dalla Lion, in occasione dei 75 anni (portati egregiamente) del nostro Cavaliere Oscuro.

Conoscete il villain Wrath, il Flagello?

Batman, il più grande eroe di tutti i tempi, l’eroe di punta della DC Comics assieme all’uomo del domani Superman, è sicuramente il personaggio fumettistico con il maggior numero di antagonisti affrontati nonostante alcuni di essi rimangano nell’anonimato e vengano col tempo dimenticati lasciando spazio a nemici storici come Joker, Bane, Poison Ivy o Due Facce, anche grazie all’aiuto di film e videogames. Così come l’ultima volta in cui abbiamo parlato di Killer Moth (o Falena Assassina, che dir si voglia) questa volta parliamo di un altro nemico di Batman ben meno importante di Moth, ma che comunque ha messo in difficoltà il Cavaliere Oscuro in diverse occasioni comparendo, se ben poco, in vari anni.

Sto parlando dell’anti-Batman per eccellenza, Wrath, il Flagello. Questa volta non si parla però di un solo nemico, bensì di due criminali che hanno ricoperto il ruolo di questo affascinante nemico di Batman con motivazioni semplici quanto efficaci: il primo, dal nome sconosciuto, compare nel 1983 sulle pagine del primo numero di Batman Special a cura del grande Mike W. Barr (il geniale autore di grandi storie per il Crociato Incappucciato come “Anno Due”, “Il cerchio si chiude”, “Il figlio del demone” e “La moglie del demone”) e del disegnatore Michael Golden. Questo primo “Flagello” indossa un costume viola che ricorda veramente tanto quello di Batman (Killer Moth anche vuole esserlo, ma il suo costume non ricorda quasi per nulla quello di Bruce Wayne) perché è lo stesso villain che decide di “omaggiare” l’eroe di Gotham City e ,quasi ironicamente, le sue origini sono l’opposto di quelle di Batman, seppure molto simili: i suoi genitori erano due rapinatori esattamente come Joe Chill (l’assassino dei coniugi Wayne) uccisi da un James Gordon ancora giovane ed inesperto all’inizio della sua carriera poliziesca. Così come Batman anche lui ha atteso per lungo tempo la vendetta preparandosi in modo da poter uccidere l’assassino dei suoi genitori. Ovviamente Batman non può lasciarglielo fare e si mette contro il vendicatore mascherato. Così come Moth prima di lui, anche questo anti-Batman scopre l’identità di Bruce Wayne e decide di colpirlo nel profondo andando a distruggere le tombe dei coniugi Wayne, ferendo Alfred Pennyworth e rapendo Leslie Thompkins. Batman è così costretto ad affrontare il suo riflesso malvagio, il suo Doppelgänger.. Una parodia dell’uomo che lui è. Così diverso eppure così simile, due facce della stessa medaglia. La fine del primo Wrath è tanto tragica quanto ironica: durante lo scontro con Batman cade dal tetto del palazzo in cui stava avvenendo lo scontro finendo in un incendio che lui stesso aveva appiccato prima, bruciando tra le fiamme che lui stesso aveva generato. Un nemico interessante arrivato ad un’inesorabile fine, ma ciò che ha fatto resterà ben impresso perché, seppur l’originale è morto, il nome di Wrath continuerà a vivere a Gotham rivelando un lato ancora più oscuro del personaggio.

Anni dopo, sulle pagine di Batman Confidential 13, 14, 15 e 16 (in Italia su Batman Confidential Vol. 3: Il figlio dell’Ossessione della Planeta), Batman e Nightwing si ritrovano ad affrontare quello che sembra a tutti gli effetti essere Wrath o comunque un suo copycat: stesso costume e stesso odio nei confronti dei poliziotti. Anche stavolta il criminale vuole uccidere Gordon, eppure Batman sa che non può trattarsi del suo vecchio nemico, morto anni prima. Il detective di Gotham ha la conferma che non si tratta del primo Wrath quando scopre che non conosce la sua vera identità, nonostante anch’egli voglia vendicare l’omicidio dei genitori del primo Wrath compiuti da James Gordon il 26 dicembre (dettaglio che avvicina ancora di più Bruce e Wrath: l’omicidio dei genitori di entrambi è avvenuto nella stessa notte). Ma allora chi è questo “copycat” di un criminale morto molto tempo prima? Ed ecco che viene aggiunto un macabro tassello alla storia di Wrath: il folle aveva preso sotto la sua ala 5 orfani, ma solo uno di loro è sopravvissuto al addestramento per renderli il suo personale Robin (Scorn), quello che è poi divenuto il Wrath più famoso: Elliot Caldwell.

Questa seconda versione del personaggio compare anche nei Nuovi 52 (in Detective Comics 22, 23 e 24 pubblicati in Italia dalla RW Lion negli albi della serie principale di Batman numeri 24, 25 e 26 assieme all’inizio dello story arc di Anno Zero) con una storia rinnovata e un costume più tecnologico che costringe Batman a cambiare drasticamente costume per non soccombere contro l’assassino di poliziotti che ricompare nuovamente in Batman Annual 2 (Batman 23 della RW Lion), una storia posta cronologicamente prima a quella delle pagine di Detective Comics, e in un cameo sulle pagine di Batman Etenrnal 4 pubblicato in Italia sulle pagine del trisettimanale Il Cavaliere Oscuro dalla RW Lion.

Anche lui fa la sua apparizione nella serie “The Batman” nonostante il personaggio si discosti in sostanzialmente tutto dalla versione cartacea: Wrath qui si chiama William Mallory e la sua storia è meno tragica, infatti i suoi genitori non sono morti, bensì semplicemente in prigione. Lui e suo frattello minore Andy divengono successivamente una versione malvagia del Dinamico Duo con i nomi di Wrath e Scorn. Il personaggio compare però solamente nell’episodio 04×10 “La fine di Batman”. Wrath, un vero e proprio flagello per il Cavaliere Oscuro, un nemico misterioso quanto inquietante che è riuscito a superare la morte in un modo o nell’altro portando la sua leggenda sulle strade di Gotham. Un villain che è riuscito a ferire non tanto Batman, bensì Bruce Wayne, il lato più umano del personaggio e che ha dimostrato un genio e una crudeltà senza precedenti. Chissà, magari nella notte a Gotham City comparirà nuovamente un criminale che indosserà il suo mantello viola con un simbolo del pipistrello al contrario sul petto in modo da continuare ciò che iniziò a Gotham City anni prima. In modo da continuare l’eredità del Flagello.

Roberto Pasquale Lestinci

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