Intervista al disegnatore Stefano Gaudiano: fan Marvel “trafitto” dal lavoro di Frank Miller” su Batman

Inchiostri e disegni su Batman, la sua Bat famiglia, Catwoman, Gotham Central, Dceased (la grande saga della DC Comics in cui svariati personaggi di quest’Universo fumettistico verranno infettati e trasformati in zombie grazie al rilascio di un potente e misterioso tecno-virus), Reed Hood. Queste sono solo alcune delle testate, su cui ha lavorato uno tra i migliori artisti italiani della nona arte: Stefano Gaudiano. Classe 1966, lavora per gli Stati Uniti e si è trasferito a vivere lì fin dal 1981, ma senza mai dimenticare le sue origini e la sua terra. Il suo tratto è caratterizzato da uno stile graffiante e sporco al punto giusto, che lo porta a collaborare con team grafici e sceneggiatori eccellenti. Abbiamo il piacere di poterlo ospitare sul nostro blog per una speciale intervista arricchita dalle sue tavole.

BCS: Ciao Stefano e benvenuto su Batman Crime Solver.
Stefano
: Grazie!

Walking Dead chine di Stefano Gaudiano


BCS: Come è nata la tua passione per l’arte?

Stefano: In Italia l’arte ci circonda e mi ha sempre affascinato, inoltre mia madre e’ una brava disegnatrice e pittrice amatoriale. Avendo peraltro tre fratelli maggiori, sono nato in una casa piena di fumetti di vario genere che mi hanno subito affascinato. Mio fratello Andrea aveva anche una grande capacita’ fumettistica – gia’ da piccolo scriveva e disegnava storie di supereroi, fantascienza, horror e umoristiche. Siccome io gli stavo sempre appresso ho dovuto darmi da fare. Non avendo il suo talento creativo mi sono concentrato molto sul ricopiare o ricalcare cose che mi piacevano – piu’ che altro supereroi Marvel, ma anche le caricature di uomini politici che trovavo sulle riviste.

 Tavole del suo periodo alla Marvel (matite di Lee Weeks) chine di Stefano Gaudiano

BCS: Ci racconti i tuoi esordi?

Stefano: Grazie al dialogo diretto stabilito da Stan Lee fra gli autori e i lettori dei fumetti Marvel-Corno di cui ero appassionato, sapevo bene che quelle opere erano create da esseri umani fatti di carne e ossa come me. Quei disegnatori avevano una personalita’ distinta e seguendo la pista del fratello Andrea ho pensato da giovanissimo di poter diventare anche io un artista marveliano. E’ il tipo di illusione – diciamo pure fede – che puo’ attualizzarsi in qualche forma per pura forza di testardaggine, anche facendo errori per strada. Ho esordito in primo luogo su riviste amatoriali quando ero al liceo negli USA. Al giorno d’oggi la vocazione artistica offre opportunita’ globali, ma a quei tempi l’arte era vista come una professione troppo precaria. Mi sono iscritto quindi all’universita’ con idee vaghe di studiare prima matematica, poi storia e scienze politiche – intanto pero’ continuavo a pubblicare fumetti autoprodotti (guadagnando meno di zero) e ho fatto un paio di escursioni a New York cercando di farmi assumere alla Marvel, senza successo. Sono stato notato invece da una conoscenza – il giovane sceneggiatore Steve Seagle – che aveva venduto una storia a una piccola casa editrice e cercava un disegnatore. Da li’ e partita la serie autoconclusiva KAFKA (niente a che fare con l’autore Franz Kafka, a parte una certa atmosfera di tensione e complessita’ burocratica.) La serie e’ stata ben accolta e ne e’ seguito un passaggio, seppur lento, da case editrici piccole a case editrici piu’ grandi. Per molti anni ho lavorato non solo nel campo del fumetto ma per chiunque avesse cose da disegnare – giornali, cartoni animati, magliette, poster, videogiochi – finche’ dopo circa vent’anni di vagabondaggio professionale ho trovato il mio punto forte concentrandomi sulle chine.

BCS: Come si è evoluto il tuo stile di disegno nel tempo?


Stefano: Come disegnatore sono ancora in fase di evoluzione. Da piccolo mi piaceva sia la chiarezza e apparente semplicita’ dei disegni che trovavo su Topolino, che la densita’ dell’arte di Alberto Breccia e vari illustratori e pittori anonimi (per non parlare di Michelangelo e Leonardo). I disegnatori della Marvel negli anni ’60 e ’70 – chi in un modo chi nell’altro – rappresentavano una sintesi delle due tendenze, creando un’atmosfera densa con una linea relativamente semplice, e da ragazzo pensavo di poter sviluppare il mio stile su quelle basi. In realta’ la mia tendenza, sia per istinto che per mancanza di formazione adeguata, e’ piu’ illustrativa che fumettistica. Il successo iniziale di KAFKA e’ dovuto in parte al fatto che in quel periodo ho intravisto qualche possibilita’ di sbocco nell’approccio veloce e spontaneo di Hugo Pratt; ma non ho mai sviluppato quello stile sufficientemente bene, e negli anni seguenti ho barcollato come un ubriaco fra vari modi di disegnare. Specializzarmi come inchiostratore e’ stata una mossa ideale. In quel ruolo, sono in grado di percepire abbastanza accuratamente le intenzioni degli autori (sceneggiatore e disegnatore) e sviluppare i tratti adeguati alla finitura di diversi progetti. Come inchiostratore posso applicare la gamma delle mie radici stilistiche senza il rischio di perdermi fra la partenza e il traguardo di ogni opera, perche’ la mia parte e’ sufficientemente limitata.

Queste sono le due tavole a colori del suo primo lavoro su Batman (Batman:Our Worlds at War #1, 2001).

BCS: Che tipo di responsabilità avverti nei confronti dei lettori, semmai la avverti, ogni volta che inizi un nuovo lavoro?

Stefano: Nelle chine chiarezza e atmosfera sono le mie parole d’ordine – sento quella responsabilita’ nei confronti dei lettori, dei colleghi, dell’opera stessa – perfino nei confronti dei personaggi se si tratta di figure che hanno una propria storia e ruolo indipendente dall’opera. Come disegnatore invece mi trovo andicappato da un senso di responsabilita’ sproporzionato, paralizzante – non conosco o non ricordo bene la parola d’ordine per soddisfare i lettori. Oggettivamente basta fare il proprio meglio in maniera sostenibile; conoscere e accettare i propri limiti e disegnare senza pretendere costantemente di eccederli. E’ buffo, ma emotivamente il pensiero che qualcuno osservera’ i miei disegni mi lascia ancora interdetto. A ricalcare non c’e problema!

BCS: Sono un fan (sfegatato) anche dei mitici Ed Brubaker e Greg Rucka. Ci puoi raccontare qualcosa su di loro?

Stefano: Anch’io li rispetto e ammiro molto. Di Greg ricordo che anche quando era giovane veniva chiamato ‘vecchio burbero’ in redazione per come prende le cose seriamente. Con Ed ho vissuto nello stesso quartiere di Seattle quando eravamo esordienti negli anni ’90 – e’ sempre stato dedicato alla sua opera e anche personalmente carismatico, quindi non da un lato non mi sorprende che abbia raggiunto il suo livello di successo; ma a suo tempo la cosa non pareva assolutamente garantita.

Da vari anni vive a Los Angeles dove lavora come sceneggiatore nel campo della TV mentre continua a creare ottimi fumetti con l’artista Sean Phillips. Anche Greg pur vivendo a Portland, fuori dall’epicentro dell’industria cinematica, sta riscontrando un notevole successo in quel campo. Oltre al loro talento e la profonda prospettiva individuale che apportano al proprio lavoro, sono entrambi tenaci e ben focalizzati. Sia nelle loro opere che nella gestione del proprio percorso professionale sanno seguire un filo costante che gli permette di concludere molto e bene.

Siccome GOTHAM CENTRAL ha lanciato la mia carriera di inchiostratore (*ndr), devo aggiungere che Michael Lark e’ stato pienissimo collega di Ed e Greg, e spesso viene trascurato nel discorso. Gli sceneggiatori di fumetti producono quattro o cinque volte il volume di storie che puo’ produrre un disegnatore – possono quindi diventare meglio conosciuti e giustamente anche ammirati. Michael, non e’ un disegnatore vistoso e non si fa notare tanto, ma la sua grandissima forza narrativa ha contribuito in maniera assolutamente fondamentale al valore di GOTHAM CENTRAL e oltre.

BCS: Hai lavorato su tutte le testate più importanti, con team di ottima caratura internazionale. C’è un universo che ti affascina di più disegnare?

Stefano: Dal punto di vista puramente del disegno – non ho in mente un progetto ideale ma mi trovo particolarmente a mio agio con soggetti che accomodano uno stile un po’ cupo e ruvido. Come fan sono appassionanti praticamente tutti i miei progetti.

BCS: Come sei arrivato a disegnare per la Dc Comics?

Stefano: Ho cercato lavoro in primo luogo con l’editoriale Vertigo, un ramo della DC che si specializzava su storie che pensavo fossero ben adatte al mio stile. I responsabili della Vertigo pero’ non erano d’accordo al riguardo, e dopo avermi concesso di disegnare un brevissimo capitolo di SANDMAN MYSTERY THEATRE Annual #1 hanno smesso di rispondere alle mie telefonate. Un paio di anni dopo lo sceneggiatore James Robinson ha convinto il mitico redattore Archie Goodwin ad assumermi per una storia breve sullo STARMAN Annual #3, e questo e’ stato il mio esordio alla DC vera e propria.

La pagina dallo Starman Annual rappresenta il primo lavoro per la DC Comics di Stefano Gaudiano.

Il lavoro mi e’ riuscito bene e l’anno seguente sono stato invitato a contribuire all’Annual #4, ma purtroppo ero troppo impegnato su un altro lavoro (il videogioco King of Dragon Pass). Son passati altri tre anni prima che venissi nuovamente invitato alla DC a disegnare un numero speciale di Batman.

Gotham Central e’ stato il primo di Stefano Gaudiano esclusivamente come inchiostratore, sulle matite di Michael Lark.

Li’ ho scoperto di avere una mano abbastanza buona per il cavaliere di Gotham City, e per un paio di anni ho bazzicato nell’ambiente di Batman come disegnatore; pero’ non son riuscito a mantenere il bilancio necessario di qualita’ e affidabilita’ per le scadenze. Stavo per mettere da parte il fumetto per concentrarmi professionalmente sui video giochi, ma ho sentito che Michael Lark aveva bisogno di un chinatore per mantenere il passo di produzione mensile su GOTHAM CENTRAL. Un mio provino di china sulle sue matite e’ stato approvato da tutti i responsabili, e in quel ruolo ho finalmente consolidato la mia posizione in campo, proprio alla DC Comics.

BCS: Ci puoi illustrare qualche tavola del tuo lavoro su Dceased?

Stefano: DCEASED e’ stato un rientro clamoroso alle disavventure degli eroi DC, dopo anni di assenza durante cui ho lavorato per la Marvel, la Valiant, e sulla testata THE WALKING DEAD.

Stefano Gaudiano DCeased: gli eroi principali in varie fasi di azione e decomposizione.

Il redattore Ben Abernathy mi ha chiesto se ero interessato e libero per un progetto breve. Non sapevo di cosa si trattasse, ma sentendo che il disegnatore era Trevor Hairsine ho detto subito di si. Ammiro molto l’arte di Trevor e avevo gia’ constatato quanto sia divertente chinare le sue matite su un paio di collaborazioni per l’editoriale Valiant.

Stefano Gaudiano DCeased: gli eroi principali in varie fasi di azione e decomposizione.

Appena ho visto la prima pagina doppia con Darkseid e tutta la Justice League ho capito di essere cascato bene. Le sue matite sono eccezionali, e l’intera squadra creativa e’ notevole – Abernathy peraltro ha gestito bene la programmazione delle scadenze permettendoci di dare il nostro meglio, nonostante un’espansione della storia.

Stefano Gaudiano DCeased: gli eroi principali in varie fasi di azione e decomposizione.

Il successo della serie ha scaturito varie ramificazioni a cui purtroppo non ho potuto partecipare per conflitti di tempo, ma son stato felicissimo di vedere che un’altra firma italiana – Gigi Baldassini – ha preso le chine in mano e sta portando a termine la “sequel” in grande stile.

Stefano Gaudiano DCeased: gli eroi principali in varie fasi di azione e decomposizione.

BCS: Domanda obbligata per tutti coloro che passano da queste parti. Ti piace il personaggio di Batman è perché?

Stefano: Mi piace si! Da giovane ero un fanatico marveliano e leggevo i pochi fumetti di Batman che mi capitavano fra le mani con piacere ma senza passione. Negli anni ’80 pero’ sono stato trafitto dall’opera di Frank Miller, Klaus Janson, Lynn Varley, David Mazzucchelli, Richmond Lewis e altri sul personaggio. Apprezzo molto l’aspetto “dark” in quelle storie, ma penso che la grandezza di Batman sia legata al fatto che il personaggio funziona in una moltitudine di chiavi tonali. C’e il Batman degli anni ’30 e ’40; il Batman allucinante di Dick Sprang e quello della televisione negli anni ’60; il Batman elegante e serio di Neal Adams, la versione tormentata di Frank Miller e cento altre varianti fra quei muri portanti – notevole il cartone animato degli anni ’90 prodotto sotto la guida di Bruce Timm in uno stile che poi e’ stato ripreso da Darwin Cooke per la serie CATWOMAN e altre opere legate al mito. Insomma, nonostante la sua personalita’ appaia a volte rigida, Batman si dimostra una maschera eccezionalmente versatile.

Stefano, ci mostra inoltre due tavole del suo lavoro più recente su Red Hood . Lui stesso riporta: “E’ interessante qui vedere lo scarto stilistico fra le tavole tratte dal n.51, alquanto curate sia nelle matite di Tony Akins che nelle mie chine, e la tavola dal numero 52 (in uscita in USA il 22.12.2020) dove a causa di scadenze strettissime ho gettato chine affrettate sugli abbozzi di Tony“.

Reed Hood #51
Reed Hood #52

BCS: Come si vive questo particolare momento di pandemia negli USA e come si riflette nella tua vita artistica? Cosa è cambiato?

Stefano: Negli USA, come in Italia, i casi di infezione sono nuovamente in crescita e siamo tenuti a limitare gli spostamenti e le attivita’ sociali – questo influisce meno su fumettisti e altri abituati a lavorare a casa per contro proprio, ma ovviamente i piccoli intoppi ci sono anche per noi. Oggi per esempio intendevo incontrare dei colleghi per progettare collaborazioni future, ma sono appena scattate misure di sanita’ pubblica che ci costringono a organizzarci per e-mail o per telefono: meno piacevole ma niente di grave. Negli ultimi mesi ho dovuto rinunciare ad una serie di viaggi e incontri che normalmente sarebbero serviti alla manutenzione e sviluppo delle mie attivita’ professionali, ma trovandoci assolutamente tutti in questa circostanza di pandemia gli svantaggi sono condivisi. La situazione richiede una forma di inventiva diversa dall’approccio piu’ strettamente competitivo e individualista che prevaleggia nella cultura statunitense. Il presidente degli USA ha rivelato qualcosa di se stesso nella crisi che ha cambiato la sua immagine pubblica almeno quanto e’ bastato per fargli perdere il recente contesto elettorale; mentre altri uomini politici sono usciti rinforzati in quanto hanno mostrato certe capacita’ inaspettate nella crisi. In particolare trovo che l’auto-interesse esplicitamente promosso e rappresentato dal presidente Trump (presto ex) era considerato alquanto accettabile in un contesto normale. La pandemia ha rivelato certi limiti oltre ai quali un certo anche sano atteggiamento di auto-interesse puo’ diventare distruttivo se non riesce ad adeguarsi al bene collettivo. Per la vita artistica, piu’ specificamente, nel flusso abituale delle cose quasi evitiamo certi livelli di auto-analisi perche’ interferirebbero con le opportunita’ offerte dai corsi generalmente prestabiliti. La anormalita’ attuale, col maggiore isolamento e l’incertezza sul futuro, stimola una specie di esame di coscienza che potrebbe risultare utile creativamente proprio in proporzione a quanto rovina le forme stabili. Se riusciamo a maturare un po’ creativamente sia come individui che come societa’ sarebbe un risvolto positivo in una crisi che ovviamente avremmo tutti preferito evitare.

BCS: Dove possono trovare gli aggiornamenti sul tuo lavoro i nostri lettori?

Stefano: Aggiorno poco, ma il mio sito web e’ gaudianoart.com, e su instagram sono @gaudianoart

BCS: Grazie di cuore per aver accettato il mio invito e per il tempo che ci hai dedicato.

Stefano: Grazie a te, e’ stato un piacere.

*ndr (Nota del redattore): Su Gotham Central, oltre che come inchiostratore, troviamo accreditato Stefano Gaudiano come:

Colorista: Gotham Central vol.2: Jokers e Madmen
Layout: Gotham Central #30, Gotham Central Book: On the freak beat, Gotham Central vol. 4: The quick and the dead
Penciller: Gotham Central #28-#29-#31, Gotham Central Book 3: On the freak beat, Gotham Central vol. 4: The quick and the dead

DC: 8 Film Collection Box Set

Dal 13 ottobre 2020 in arrivo anche l’atteso super cofanetto “DC 8 Film Collection Box Set”, in edizione limitata e numerata (per un totale di 550 copie).

Faranno parte del cofanetto 8 film in edizione Blu-Ray: “Batman v Superman”, “Wonder Woman”, “Aquaman”, “Shazam!”, “Suicide Squad”, “Justice League”, “L’Uomo d’Acciaio”, “Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn)”. Ad impreziosire questa edizione limitata, anche 9 Art Card che celebrano i personaggi DC nelle più belle città italiane, realizzate in collaborazione con Panini Comics dai più grandi comic authors
italiani (tra cui spiccano Wonder Woman a Verona, firmata da Milo Manara e Harley Quinn a Venezia di Giorgio Cavazzano).

Le 9 Art Card, che possono essere assemblate per creare un poster di misure 40×50,
ritraggono:
* Wonder Woman – Artista: Milo Manara (Verona)
* Aquaman – Artista: Emanuela Lupacchino (Polignano a Mare)
* Batman/Superman – Artista: Simone Bianchi (Firenze)
* Harley Quinn – Artista: Giorgio Cavazzano (Venezia)
* Justice League – Artista: Lelio Bonaccorso (Agrigento)
* Superman – Artista: Gabriele dell’Otto (Roma)
* Batman – Artista: Lee Bermejo (Modena)
* Shazam – Artista: Giovanni Timpano (Bologna)
* Card con Logo DC

Il cofanetto è disponibile solo su Amazon e cpn almeno € 50 di prodotti all’interno dello Store (in un’unica soluzione) si potrà accedere agli eventi esclusivi Lucca Changes riservati ai clienti Amazon. 

DC Fandom: le principali novità targate DC Comics

Durante l’evento DC FanDome (che verrà riproposto in una versione estesa il 12 Settembre 2020), sono stati svelati i nuovi piani editoriali e prodotti targati DC Comics. Tra teaser e trailer ecco le principali novità in uscita e in lavorazione.

Nel panel dedicato a Wonder Woman 1984 sono intervenuti la regista e il cast , insieme a ospiti speciali, come Venus Williams e Linda Carter, la prima ad aver indossato la tiara di Wonder Woman, a cui Patty Jenkins resterà eternamente grata: «Abbiamo lavorato così tanto per questo film, per portarlo sul grande schermo, per questo spero arrivi al cinema presto. Ma voglio precisare che il nostro lavoro non è un nuovo capitolo, noi abbiamo preso la torcia accesa da Linda e l’abbiamo portata avanti, continuando la sua storia».

Gotham Knights

Batman (aka Bruce Wayne) è morto.
L’annuncio shock spinge i “vigilanti” a diventare veri eroi. Lo scopo del gioco è proprio quello di mostrare una Gotham City senza il suo Cavaliere Oscuro. I personaggi all’interno del gioco sono:
Knighwing
Robin
Batgirl
Red Hood
I nemici presenti nel gioco saranno i membri della Corte dei Gufi; non mancheranno anche altri nemici ben noti ai fan, come Mr Freeze. La data di uscita è un generico 2021. Le piattaforme di riferimento, invece, sono PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X.
Questo è il nuovo videogioco di Batman, che uscirà nel 2021 e di cui è stato diffuso un trailer cinematografico di circa 4 minuti.

Sono stati anche mostrati 8 minuti di gioco:

Abbiamo preso visione del primo trailer di The Suicide Squad – rilancio/sequel della pellicola del 2016 – in cui ritorneranno dalla prima pellicola Jai Courtney (Captain Boomerang), Joel Kinnaman (Rick Flag Jr.), Viola Davis (Amanda Waller) ed ovviamente Margot Robbie nei panni di Harley Quinn. Nel cast figurano anche i nuovi ingressi di David Dastmalchian, John Cena, Nathan Fillion, Sean Gunn, Taika Waititi, Peter Capaldi, Idris Elba e Michael Rooker.

Torna Justice League in versione Snyder Cut che potremo vedere su HBO Max. Questo è il trailer della nuova versione del film che verrà suddiviso in 4 parti.

Black Adam sarà diretto da Jaume Collet-Serra (Jungle Cruise) su una sceneggiatura di Adam Sztykiel. Le riprese sarebbero dovute iniziare la scorsa primavera ma come facilmente intuibile l’epidemia di Coronavirus ha bloccato tutti i lavori che sono quindi slittati ad inizio 2021.
Si sa pochissimo anche del cast. Oltre a Dwayne Johnson nei panni dell’anti-eroe Black Adam, il giovane Noah Centineo sarà Atom Smasher, eroe capace di controllare la sua struttura molecolare aumentando dimensioni, forza e resistenza. Questa versione del personaggio dovrebbe rifarsi a quella creata da David S. Goyer e James Dale Robinson apparsa per la prima volta in JSA Secret Files 1 del 1999.

Abbiamo ricevuto notizie entusiasmanti da Curran Walters (Jason Todd / Robin) in Titans! A questo proposito Batman Crime Solver si unisce all’evento DC Fandom proponendovi anche una intervista al doppiatore italiano Emanuele Ruzza, che per noi ha recitato in esclusiva una frase tratta dal fumetto Rete di sicurezza [Safety net] da Nightwing n. 29, maggio 2014 (ed. italiana su Batman n. 32, dicembre 2014, Lion). Se volete ascoltarla cliccate qui.

Il tutto inframezzato da siparietti come quello che vi proponiamo qui sotto, dove il Batman dei travolgenti anni ’60 si scontra con quello di un remoto futuro, nel momento in cui Batman Beyond e il suo mentore, il vecchio Bruce Wayne, riescono a intercettare la trasmissione del programma TV Batman del 1966!

Il conduttore Matt Bomer (attore, doppiatore e regista), durante il panel del film d’animazione Superman: Man of Tomorrow,  ha dato conferma che la miniserie a fumetti The Long Halloween avrà il suo adattamento a film d’animazione e verrà diviso in 2 parti, le quali verranno svelate in estate e autunno 2021.

batman_il_lungo_halloween

La cover del fumetto italiano di Batman: Il lungo Halloween (Planeta DeAgostini)

Harley Quinn è la serie animata perfetta per i fan DC in cerca di qualcosa di nuovo e divertente. Pur mantenendo un’atmosfera leggera, si rivolge decisamente agli adulti e fa leva su un umorismo molto fisico, in alcuni momenti persino spinto, mostrando supereroi e supercattivi come non si erano mai visti prima.
Nel cast vocale della serie troviamo Kaley Cuoco, Alan Tudyk, Giancarlo Esposito, Lake Bell, Wanda Sykes, Christopher Meloni, Tony Hale e tanti altri ancora.

Dulcis in fundo Matt Reeves ha rivelato il primo trailer dedicato a The Batman durante il panel a cui era presente anche Robert Pattinson.

Concludiamo informandovi che le interviste previste con le autrici italiane che collaborano per il colosso editoriale di Burbank, verranno trasmesse nella seconda parte dell’evento il 12 Settembre 2020.

Nel frattempo vi mostriamo i saluti di qualcuno che ritroveremo nei prossimi panel tragati DC Fandom:

Mirka Andolfo

Emanuela Lupacchino

Elena Casagrande

Flash e Jesse Quick erano già presenti in Batman Return

Sembra molto chiaro che si tratta di una semplice coincidenza, ma i fan del Batman interpretato da Michael Keaton hanno scovato un easter egg di Flash e Jesse Quick (velocista scarlatta e vigilante di Terra 2) in Batman – Il Ritorno.

Batman Il Ritorno

Questo dettaglio, alla luce del possibile coinvolgimento di Keaton nel DCEU, aumenta le speranza di rivedere l’attore interpretare nuovamente il Cavaliere Oscuro. Sulla nostra pagina Facebook, vi avevamo già segnalato la notizia secondo cui Michael Keaton, dopo aver interpretato Batman nei due film diretti da Tim Burton, sarebbe in trattative per tornare nei panni del Cavaliere della Notte in The Flash, la pellicola indipendente che vedrà Ezra Miller interpretare ancora una volta il super velocista di Central City dopo il cameo in Batman v Superman, Suicide Squad eJustice League

E’ chiaro che per ora i dettagli sul modo in cui il Batman di Tim Burton possa essere inserito all’interno della timeline del DCEU non sono ancora stati svelati. Una cosa è certa, da quando è iniziata a circolare la notizia, i fans più fedeli hanno deciso di rivedere i primi due film interpretati da Michael Keaton, scovando un riferimento all’uomo più veloce del mondo in Batman – Il ritorno.

Infatti, pare che durante il ballo in maschera a cui partecipano Bruce Waye (M. Keaton) e Selina Kyle  (Michelle Pfeiffer), sullo sfondo è possibile vedere una comparsa che è palesemente mascherata da Jay Garrick. la prima incarnazione nei fumetti di Flash che, dopo avere inalato i vapori dell’acqua pesante, diventa l’uomo più veloce del mondo, indossando un costume rosso, blu e giallo, con stivaletti ed elmetto ornato ai lati da due ali come il dio Mercurio. La comparsa in questione ha anche una partner, che indossa un cappuccio e una maschera rossa, un costume che sembra ricordare quello del personaggio di Jesse Quick, ovvero Liberty Belle, figlia dell’eroe della Golden Age Johnny Quick e di Liberty Belle dai quali ha ereditato il potere della velocità.

Flash in Batman – Il Ritorno

La possibilità che il regista Tim Burton abbia inserito il Flash della Golden Age perché fan del personaggio oppure più semplicemente perché i costumisti Bob Ringwood e Mary E. Vogt abbiano pensato che sarebbe stato un divertente easter egg da inserire. Comunque sia andata, il riferimento merita menzione, soprattutto in vista del debutto del Batman di Keaton nel DCEU. Ecco l’estratto del film che mostra l’easter egg nel dettaglio, grazie al sito ComicBookMovie:

FONTE [Comicbookmovie.com]

Grant Morrison. La vita e le opere. Un libro di Luigi Siviero (Recensione)

Avviso ai lettori: procedete con molta cautela – la stranezza può causare dipendenza. Avete inarcato le sopracciglia? Siete perplessi? Tranquilli, c’è del metodo nella mia follia, così come c’è del metodo nelle surreali e brillanti storie di un certo sceneggiatore di Glasgow. Luigi Siviero nel suo nuovo saggio, Grant Morrison. La vita e le opere (Eretica Edizioni, 2020), ci porta a fare un giro nella mente, nei fumetti e nella biografia di una vera e propria rock star del fumetto.

Grant Morrison - La Vita e le opere - Siviero Luigi

Questo libro è una sorta di sequel di Dopo il Crepuscolo dei Supereroi (Eretica Edizioni 2018), un saggio dedicato alla decostruzione e ricostruzione della figura del supereroe operata dall’enfant terrible di Glasgow. Dopo aver analizzato il modo in cui Morrison è riuscito a far uscire gli eroi dal crepuscolo della Dark Age e a regalare alla Justice League una nuova alba dorata, Siviero ha deciso di rendere omaggio alla carriera di questo sceneggiatore geniale e iconoclasta:

(…) ho ripercorso la vita di Grant Morrison e ho cercato di capire se e come le esperienze personali dell’autore si siano intrecciate con i suoi fumetti. Il secondo obiettivo del libro è individuare i temi principali delle opere del fumettista di Glasgow ed esporle nelle loro linee essenziali. (…) non mi interessava ripercorrere tutti i fumetti di Morrison in modo cronologico (…). Ho preferito cercare dei temi trasversali che facessero da fili conduttori attraverso una moltitudine di opere.

Siviero si è quindi avventurato lungo l’insidioso confine che separa la vita dall’arte: ogni autore prende spunto dalle sue esperienze personali, ma, per poter dare vita a dei capolavori, deve essere capace di rielaborarle, di trasformarle in una continua fonte d’ispirazione. Morrison, forse anche grazie alla sua passione per la magia, è stato in grado di trasmutare la sua biografia e i suoi folli esperimenti artistici e psichedelici in fumetti rivoluzionari, capaci di raggiungere il cuore dei lettori:

Leggo un sacco di materiale scientifico. Scienze, antropologia, occultismo… soltanto idee strane e di nicchia. Sono cose che aiutano la gente che fa supereroi. Quindi, sì, quel materiale rientra nei miei interessi. Ma per me la cosa più importante è l’esperienza. I libri sono d’aiuto perché magari forniscono metafore, ma per me ciò che più conta è la vita vera. (…)

È ciò che succede nella vita vera, i sentimenti che hai provato e che devi tirare fuori, e penso che i fumetti di supereroi in modo particolare siano adatti a parlare di grandi emozioni e sentimenti, e a personificare e concretizzare i simboli.

 

Analizzando i temi ricorrenti nelle opere di Morrison (la meta-narrazione, il pacifismo, l’attivismo, la magia, l’idea che i supereroi siano figure da cui trarre ispirazione, la celebrità…), Siviero è riuscito a dare vita a un vivido ritratto dello sceneggiatore scozzese, a un quadro “pop” che potrebbe ricordare le iconiche stampe di Andy Wharol, o, se preferite, il manifesto di un ricercato per crimini contro la ragione:

Lo scrittore di Doom Patrol Grant Morrison è accusato dei seguenti atti contro natura:

corruzione delle menti di lettori di fumetti impressionabili;

alterazione dei personaggi della DC Comics al punto da renderli irriconoscibili;

avere trasformato un fumetto di supereroi bello e salutare in un incubo assurdo.

Reati precedenti: Animal Man, Arkham Asylum (disegnato da Dave McKean che potete vedere qui sotto all’opera)

Chi non ha familiarità con la scrittura surreale e oltraggiosa di Morrison dovrebbe andare immediatamente a cercare il sovversivo Doom Patrol.

Chi è Grant Morrison? Non è facile rispondere a questa domanda, perché siamo alle prese con uno scrittore decisamente poliedrico. Siviero è riuscito a mettere in luce tutte le sue anime: dal fumettista autore di serie come Animal Man e di capolavori come Arkham Asylum, All-Star Superman e Batman R.I.P al drammaturgo, dallo sceneggiatore di videogiochi al musicista.

 

Grant Morrison. La vita e le opere è una folle cavalcata nella mente di un autore iconoclasta, scomodo, irriverente e dannatamente geniale. Questo saggio vi permetterà di ripercorrere tutte le tappe della sua stellare carriera, dagli esordi sino all’entrata nell’Olimpo del fumetto. Di pagina in pagina, imparerete a conoscere sempre meglio questa rockstar dei comics: seguirete il suo processo creativo, analizzerete le sue tecniche narrative, scoprirete quali autori lo hanno influenzato e capire perché i supereroi sono così importanti per lui (e per voi).

Visto che vi ritroverete alle prese con un vero e proprio divo, con un’icona pop (Morrison è apparso come personaggio in diversi fumetti) dalla personalità prorompente, mettette in conto anche qualche polemica (indimenticabili quelle con Alan Moore, il collega che più lo ha influenzato… in opposizione) e qualche folle serata all’insegna del travestitismo e di stravaganti esperimenti surrealistici. Sarà un po’ come entrare nella tana del Bianconiglio, ma, tranquilli, vi divertirete e ne uscirete più saggi: scoprirete che la stranezza, quando è mescolata a una buona dose di genialità e di creatività, può creare dipendenza e dare vita a storie indimenticabili.

Grant Morrison. La vita e le opere è il degno sequel di Dopo il Crepuscolo dei Supereroi: così come il suo prequel, è un saggio scorrevole e affascinante, realizzato con cura certosina (basta dare un’occhiata al suo imponente apparato bibliografico per rendersene conto). Questo libro farà felici tutti i lettori che sono rimasti affascinati dalle opere dell’iconoclasta sceneggiatore di Glasgow. Ora non ci resta che scoprire quali sorprese ci riserveranno in futuro Morrison e il suo “biografo” italiano…

NDR: Qui potete trovare qualche informazione sul suo ciclo dedicato a Batman.

Redatto da:  Benny  seguite anche il suo blog cliccando qui Il verbo di leggere

Batman v Joker: le 10 migliori storie

Esiste una rivalità nei fumetti più iconica di quella tra Batman e il Joker? Molti eroi hanno nemici, ma pochi hanno personalità diametralmente opposte raccontate in modo così perfetto. Il Joker è la precisa nemesi di Batman: una forza violenta e colorata del caos che impatta direttamente di fronte all’impeto ordinato e stoico di Batman.

Ora, il Clown Prince of Crime avrà una nuova svolta a fumetti. L’attesissimo Batman: Three Jokers di Geoff Johns e Jason Fabok – che esplorerà le origini segrete di Joker ed avrà una svolta scioccante – è finalmente programmato per giugno 2020.

Con DC che definisce la serie come “la storia di Batman / Joker definitiva”, stiamo guardando indietro alla lunga storia della loro rivalità con le più grandi storie di Batman / Joker mai raccontate.

Batman TAS Episodio 51: L’uomo che uccise Batman

Racconta la storia di un insignificante membro di una piccola banda criminale uccide Batman apparentemente per caso, egli viene coinvolto in una rissa in un bar fra criminali e arrestato. Scarcerato dal Joker e Harley Queen, che tentano poi di ucciderlo, il delinquente si rivolge a Rupert Thorne, che però si rifiuta di credere alla sua storia, secondo cui la morte di Batman sia stata solo frutto di una assurda casualità. Era un piano escogitato da Batman, il quale fingendosi morto, riesce a catturare alcuni dei criminali dei più pericolosi.

The Laughing Fish – Detective Comics Vol. 1 #475-476

Non c’è una storia migliore del senso dell’umorismo deformato del Joker di Steve Englehart e di Terry Austin. In “The Laughing Fish“, Batman scopre che Joker ha rilasciato una neurotossina nel porto di Gotham che crea pesci abbelliti con il suo ghigno contorto. Joker, vedendo un’opportunità, decide di brevettare il suo pesce che ride. Dopo che gli è stato negato un brevetto, Joker giura vendetta per l’insulto, uccidendo un impiegato di brevetti proprio sotto il naso di Batman e promettendo di farsi strada nella catena di comando.

Batman TAS Episodio 22: Un piccolo favore

Dopo una brutta giornata, Charlie Collins insulta un automobilista sconosciuto: in realtà quello è il Joker, che lo lascia stare in cambio di un favore. Due anni dopo infatti il Joker chiama Collins per fargli mantenere la promessa: dovrà aiutarlo per far saltare in aria Gordon, in una serata in suo onore.

Joker: l’uomo che ride

Joker: l’uomo che ride rientra nella serie di fumetti DC che hanno voluto narrare, o rinarrare, in chiave moderna le origini del cavaliere oscuro, iniziata con il celebratissimo “Batman: Anno Uno” e proseguita con “Batman e il monaco pazzo”. Ed Brubaker si propone di raccontare la prima apparizione di Joker a Gotham City, ben prima che diventasse il nemico più famoso di Batman. Sceglie di farlo con un albo one-shot che cita direttamente il romanzo di Victor Hugo servito da ispirazione per la creazione di Joker stesso. Così come successivamente verrà fatto con Il Batman che ride.

Batman: Endgame – Batman # 35-406

“Pensa solo ai grandi momenti che abbiamo avuto … e sorridi!” Scott Snyder e Greg Capullo hanno legato i fili di due delle loro storie più popolari in Batman “Endgame”, in quanto il Cavaliere Oscuro ha avuto la sua ultima battaglia con il Clown Prince of Crime. Se “La Corte dei Gufi” ha fatto da apripista e “Una morte in famiglia” è stato lo spaventoso sforzo del secondo anno, “Endgame” è un’escalation di eventi. Le immagini del giorno del giudizio pervadono Endgame . Batman si trova di fronte a un’apocalisse di zombi che è appena stata proiettata nell’immagine del Joker. Le opere di Capullo evocano classici dell’orrore come La notte dei morti viventi nel suo ritratto di una città trasformata dall’apocalisse virale, Jim Gordon si nasconde in una casa con le finestre sbarrate mentre Batman corre nei corridoi di un ospedale che si dice infestato. I cittadini trasformati vagano per la strada, quasi selvaggi. La Justice League è fuori combattimento e Gotham brucia.

Mad Love

Ambientato nella continuity di Batman: The Animated Series , e raccontato dai creatori della TAS Paul Dini e Bruce Timm, “Mad Love” è il fumetto che racconta la storia di Harley Quinn, che ha debuttato come scagnozzo su Batman TAS prima della perfetta interpretazione dell’attrice/doppiatrice Arlene Sorkin l’ha volata nel cuore dei fan per sue interpretazioni nella serie animata, Batman: La maschera del Fantasma e Batman of the Future: Il ritorno del Joker. Mad Love stabilisce il legame sconcertante, irragionevole e innegabile tra la dottoressa Harleen Quinzel e il suo paziente, il Joker; una relazione che porta alla follia e al caos per tutti i soggetti coinvolti. “Mad Love” ha vinto un Will Eisner Comic Industry Award per essere stata la miglior single story nel 1994, un onore meritato per una storia che dura come una delle migliori e più strazianti nella canonicità di Batman.

Il Cavaliere Oscuro

I puristi possono denigrare The Dark Knight di Christopher Nolan per il suo Joker non tradizionale, ma nessuna storia ha definito in modo così succinto la dicotomia tra Joker e Batman. Batman, il triste vendicatore, si occupava solo di ordine e regole, e Joker, l’anarchico colorato e folle per il quale il caos è un modo di vivere. Il cavaliere oscuro diventa più tradizionale di quanto molti possano dargli credito, attingendo a storie risalenti alla prima apparizione di Joker. E, naturalmente, la componente principale del successo del film è la rappresentazione amara di Heath Ledger del Joker come un uomo senza nome, senza volto e senza passato.

The Joker’s Five-Way Revenge – Batman Vol.1 #251

Realizzata da Denny O’Neil e Neal AdamsThe Joker’s Five Way Revenge, ha preparato il terreno per le innumerevoli esplorazioni della follia del Joker. In quest’avventura Batman dovrà salvare la vita ad un gruppo di scagnozzi che ha osato opporsi al Joker. La storia è importante perché stabilisce alcune aspetti del personaggio, come il disprezzo per la vita dei suoi stessi scagnozzi e la visione contorta del suo rapporto con Batman.

Una morte in famiglia – Batman Vol. 1 # 426-429

È difficile pensare a una storia che cattura così perfettamente la brutalità del Joker, la sua carneficina dilagante come “A Death In The Family”. In essa, Joker tenta di vendere un’arma nucleare ai terroristi del Medio Oriente, una ricerca che incrocia il suo cammino con quella di Jason Todd, il secondo Robin, che è a caccia della sua madre natale. E ovviamente, sappiamo tutti come finisce questa storia, con la morte di Jason per mano di Joker, non necessariamente il primo, ma sicuramente il momento più scioccante in cui Joker ha fatto soffrire Batman con il corpo di Robin tra le sue mani. La cosa forse ancora più scioccante è che il destino di Jason è stato deciso da un sondaggio tra i lettori, con il quale i lettori hanno votato per la fine di Jason (tramite un numero 1-900), dimostrando che, forse, c’è un po ‘di Joker in tutti noi.

The Killing Joke

Non sorprende che The Killing Joke sia considerato da molti come la storia definitiva di Joker. Il brutale attacco di Joker a Barbara Gordon e il suo successivo tormento sia di suo padre che di Batman sono probabilmente il peggior incubo per i lettori dei molti orribili misfatti di Joker. L’attacco è stato così brutale che ha portato Batman al limite del suo codice d’onore. Salvata solo dall’arrivo della polizia e dalla sua gioia per la sua distorta comprensione della vita e della morte, la follia di Joker, il suo rapporto contorto con Batman e la sua volontà di fare cose che qualsiasi persona sana di mente troverebbe mostruose.

Fonte: [Comicus.it e newsarama.com]

 

 

Emanuele Ruzza, così parla Dick Grayson. Ecco chi c’è dietro il Robin dei Titans

L’attore ha doppiato tra gli altri, Ray Fisher (Cyborg) in Batman v Supeman: Dawn of Justice e Justice League, il protagonista Brenton Thwaites nei panni di Dick Grayson della serie tv Titans. In occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Robin una intervista esclusiva con Emanuele Ruzza ed una sua speciale interpretazione tratta dal fumetto: Rete di sicurezza [Safety net] da Nightwing n. 29, maggio 2014; ed. italiana su Batman n. 32, dicembre 2014, Lion.

Gentilezza, sguardo gioioso, Emanuele Ruzza (questa la sua pagina FB) a 33 anni è uno tra gli attori più affascinanti della sua generazione. Dai film Solo: A Star Wars Story a Warkraft: L’inizio, dall’animazione Lego Batman: Il film (Harvey Dent/Due Facce) a Teen Titans Go! (Zan e Kid Flash), dalle serie Kripton a MacGyver ha sempre messo la propria ugola e la propria bravura di attore al servizio delle tante storie a cui a lavorato, molte delle quali sono targate proprio DC Comics/Warner Bros. Ama la sua attività, è giovane ma ha già una bella carriera alle spalle. E’ un attore nel senso più completo del termine: corpo, anima e voce visibili in ben tre film per il cinema ed uno per la televisione. E’ la voce ufficiale di Rai Gulp da ben 9 anni, nonché un clamoroso speaker radiofonico e interprete di radiodrammi. Sulla sua carriera ci sarebbe da scrivere pagine e pagine, ma vogliamo sia lui a raccontarci del suo lavoro.

Stefano: Ciao Emanuele e benvenuto su Batman Crime Solver e grazie per aver accettato il mio invito.

Emanuele: Ciao Stefano, grazie a te, sono felicissimo di conoscerti e di fare questa chiacchierata.

Stefano: Come è nata la tua passione per il doppiaggio? Raccontaci una sintesi dei tuoi esordi.

Emanuele: Era l’estate del 2004, Pupi Avati cercava dei ragazzi per delle integrazioni di doppiaggio in un suo film. Ricordo bene quanto mi sentissi un pesce fuor d’acqua, tutto quello che stavo studiando mi sembrava lontanissimo da ciò che vedevo fare dagli attori doppiatori in sala. Fortunatamente lo convinsi e iniziai a collaborare con lui, presi parte anche come attore a un paio di suoi film. Poi conobbi Cesare Barbetti, Sonia Scotti, Maria Pia Di Meo, Rita Savagnone, Renato Cortesi, Dante Biagioni, Sergio Di Stefano e tanti altri maestri di questo mestiere che divennero i miei compagni di gioco. Fino al grande incontro con la Pumais (ndr. società di doppiaggio Gruppo Trenta), la società fondata da Renato Izzo che cambiò la mia carriera per sempre con “Le regole del delitto perfetto”.

Stefano: Quale è l’interpretazione (di doppiaggio, cinema o teatro) a cui sei più legato e perché.

Emanuele: Doppiaggio, cinema e teatro sono discipline legate da un denominatore comune che è la recitazione, ma sono molto diverse tra loro.  Al doppiaggio sicuramente “Stonewall” di Roland Emmerich, uno dei miei primi lavori da protagonista al cinema, con la direzione di Rita Savagnone, del cinema ricordo l’atmosfera scanzonata e anni ‘50 che si respirava nei teatri di posa di Cinecittà con Pupi Avati, a teatro non dimenticherò mai l’esperienza fatta con Claretta Carotenuto e il suo “ToBeBeckett” del quale fui anche assistente ti alla regia, un lavoro frutto di un anno di scrittura e mesi di prove con 14 attori in scena e cambi di costumi e scenografia continui.

Stefano: Il mondo del doppiaggio si svolge nel buio della sala. Cosa vuol dire oggi, per te come attore di teatro, cinema e tv, usare solo la voce?

Emanuele: Il cambiamento è netto, sono esperienze completamente differenti. Sul set sei il primo a dar vita a un personaggio, hai studiato la parte, hai immaginato i movimenti, sei truccato, hai i costumi di scena addosso e la scenografia a fare da contorno. In sala doppiaggio vedi il copione per la prima volta, hai qualche minuto per comprenderne il senso e recitare in sincronia con la bocca di un altro attore che ha già interpretato quel ruolo, sei limitato nei movimenti, addosso hai i tuoi vestiti di sempre e sei al buio. È un lavoro di immedesimazione pazzesco, unito alla mimesi vocale e interpretativa.

Stefano: Come doppiatore hai interpretato in Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League il personaggio di Cyborg interpretato dall’attore Ray Fisher. Raccontaci qualcosa di questa esperienza.

Emanuele: Per quel ruolo dovetti sostenere un provino, fui chiamato in gran segreto come spesso accade quando si tratta di cinecomic, quando mi comunicarono il direttore (Marco Mete ndr. Direttore del doppiaggio Batman Begins, Batman v Superman: Dawn of Justice, Lego Batman – Il film e adattatore dei dialoghi italiani di queste due ultime pellicole) cominciai ad intuire qualcosa. Mi ricordo che la clip del provino era tutta sfocata, ma il talento dell’attore era ben visibile. Ebbi la fortuna di continuare a doppiare quell’attore anche nella terza stagione di True Detective grazie a Rodolfo Bianchi (ndr Robin – Dick Grayson – anche lui nella serie anni 60 di Batman).

Stefano: Tra i tanti personaggi hai doppiato anche i Teen Titans Go! (Zan e Kid Flash). Cosa pensi di questa serie animata?

Emanuele: I prodotti dell’animazione DC pensati per un target di età inferiore ai lettori dei fumetti, sono un ottimo veicolo per appassionare i più piccoli. La cura per i dettagli è maniacale, anche nei dialoghi e nell’interpretazione i personaggi sono tutti ben caratterizzati. Ho trovato giusta la scelta di stravolgere il character design puntando al “deformed” di derivazione giapponese, pur mantenendo lo stile inconfondibile DC.

Stefano:  Siamo qui per festeggiare gli 80 anni del personaggio di Robin. Prima di parlare della serie Titans, raccontaci come è il tuo rapporto con i fumetti.

Emanuele: Il mio amore per Batman e l’universo DC è nato prima che sapessi leggere con la serie animata di Bruce Timm ed Eric Radomski, crescendo mi sono avvicinato a Diabolik, ma da qualche anno mi sono innamorato delle tavole di Azzarello, Miller e Finch.

Stefano: In Titans l’attore Brenton Thwaites interpreta il detective Dick Grayson. Come sei entrato in simbiosi con il suo modo di recitare?

Emanuele: È stato impegnativo, l’attore ha un modo molto naturale di recitare, quello che in gergo viene chiamato “buttato”, ovvero una recitazione che lascia spazio alla spontaneità, dando l’impressione di assistere a movimenti e dialoghi dettati dall’improvvisazione e pertanto “buttati” di getto sul momento. Grazie all’aiuto del direttore Fabrizio Temperini, abbiamo trovato ben presto la misura giusta per avvicinarci a questo modo di recitare.

Stefano: Sei molto aderente alla recitazione originale, oppure c’e’ qualcosa di tuo nel doppiaggio di Dick Grayson?

Emanuele: Come raccontavo poche righe fa, abbiamo fatto il possibile per avvicinarci alla recitazione degli attori originali. Warner Bros. (distributrice cinematografica dei prodotti DC Comics) tiene moltissimo all’aderenza vocale e interpretativa dei suoi personaggi in tutto il mondo. Anche in questo caso furono chiamati diversi attori a sostenere un provino per ogni ruolo e venimmo selezionati dai clienti presenti in America. Aspettai tre settimane per conoscere l’esito del provino.

Stefano: Quali sono le cose che ti è più facile nel doppiare il personaggio di Robin e cosa invece ti ha messo o ti mette un pò dura prova?

Emanuele: Di facile c’è ben poco, il personaggio è molto ben delineato, è un ragazzo tormentato, con un passato oscuro e vive un enorme conflitto nei confronti del suo unico mentore. La prova più grande è stata rispettare ogni suo cambiamento, e non parlo soltanto di recitazione, ma anche di cambiamenti vocali dettati dal personaggio, dai travestimenti, ma anche e soprattutto da diverse scansioni temporali.

Stefano: Hai qualcosa in comune con il personaggio di Dick Grayson?

Emanuele: Fortunatamente poco, ho una bella famiglia e non devo vederli volare in un circo. Non ho nessun mentore miliardario con cui entrare in conflitto per gran parte della mia vita. Forse l’unico rimpianto è quello di non aver avuto un maggiordomo come Alfred, ma per il momento sto bene così.

Stefano: Detto fra me, te…e qualche migliaio di persone che ci leggono. Ti è piaciuta più la prima o seconda stagione di Titans?

Emanuele: Di sicuro la prima è stata una bella esperienza, ma tutto il tormento e l’evoluzione che ha avuto nella seconda è qualcosa che vale la pena di essere vista.

Stefano: Emanuele grazie per la tua pazienza e la tua gentilezza a nome di tutti i lettori del blog.

Emanuele: Grazie a te Stefano per il tuo modo così bello di trasmettermi la tua passione e per avermi concesso di raccontare e di raccontarmi.

A margine di questa speciale intervista, la redazione di Batman Crime Solver ci tiene a ringraziare per la propria gentilezza e disponibilità anche il regista, direttore delle riprese e del montaggio Mauro Stroppa e la sua pagina facebook Movie Raiders Show (a cui, se vi è piaciuto il video vi invito ad aggiungere un like) per aver realizzato i due (a dir poco) fantastici video che trovate qui.

Stefano Avvisati

Il futuro dei DC Films

DC Films sembra aver fatto il suo passo, rimbalzando dal fallimento commerciale di “Justice League” e dalla critica di “Batman v. Superman: Dawn of Justice” con alcuni successi al botteghino tempestivi. “Aquaman” e “Joker” hanno entrambi generato oltre $ 1 miliardo al botteghino globale, diventando le prime produzioni DC a raggiungere quelle figure alte da quando Christopher Nolan ha concluso la sua trilogia di Batman con “The Dark Knight Rises” del 2012. “Shazam!” della scorsa primavera è un film sfacciato sul genere spandex, e ha grandi speranze per le prossime uscite come “Wonder Woman 1984” e “Birds of Prey“.

“Sono in ripresa”, ha affermato Shawn Robbins, capo analista di BoxOffice.com. “Hanno avuto un periodo duro, ma stanno iniziando a trovare il loro passo”.

DC Films potrebbe aver raggiunto una maggiore coerenza in termini di recensioni e prestazioni al botteghino, ma ci sono ancora ostacoli da superare. Vale a dire, la compagnia e il suo studio genitore, Warner Bros., devono ancora capire cosa fare con i personaggi iconici: Superman e Batman. Lo studio è più lontano quando si tratta dell’alter ego di Bruce Wayne, dopo aver rielaborato il ruolo più recentemente interpretato da Ben Affleck con il giovane e spigoloso Robert Pattinson. L’ex rubacuori di “Twilight” indosserà il mantello e il cappuccio in “The Batman“, che sarà diretto da Matt Reeves (“L’alba del pianeta delle scimmie”) e presenterà villain come l’Enigmista (Paul Dano), il Pinguino (Colin Farrell), e Catwoman (Zoe Kravitz).

Si diceva che l’intero film si sarebbe svolto nell’Arkham Asylum, il manicomio di massima sicurezza noto ai fan dei fumetti per l’alloggiamento di super criminali, ma non è questo il caso, secondo gli addetti ai lavori. Solo una manciata di scene sarà ambientata ad Arkham. Se il film funziona, la Warner Bros. e la DC credono che qualcuno di questi cattivi potrebbe avere il proprio film spin-off. I membri chiave del cast di “The Batman” e ” Birds of Prey ” hanno opzioni di contratto per apparire in sequel e film indipendenti.

Lo studio ha meno chiarezza su cosa fare con Superman, un personaggio che è stato ora riavviato due volte diverse negli ultimi 13 anni, una volta con Brandon Routh (“Superman Returns”) e successivamente con Henry Cavill (“Man of Steel”) senza atterrare su una strategia vincente. Superman è anche apparso spesso in televisione, in spettacoli come “Lois and Clark” e “Smallville“, il che ha portato alcuni timori a Warners che il mercato potrebbe essere saturo di introiti su tutte le versioni di Clark Kent.

Per aiutare a trovare un modo per rendere Superman rilevante per il pubblico moderno, sono stati sondati molti talenti di alto profilo. Ci sono state discussioni con JJ Abrams, la cui compagnia Bad Robot ha recentemente firmato un enorme accordo di prima visione con lo studio, e c’è stato un incontro con Michael B. Jordan all’inizio di quest’anno con la star di “Creed” che lancia Warners su una visione per il personaggio. Tuttavia, Jordan non è pronto a impegnarsi per intraprendere il progetto poiché le riprese non sembrano avere luogo per diversi anni e ha una carta da ballo piena di progetti. Addetti ai lavori pensano che è improbabile che un nuovo film di Superman arrivi sugli schermi prima del 2023, dato che non c’è sceneggiatura e nessun regista.

Internamente, gli addetti ai lavori sono pronti ad accreditare Walter Hamada, il dirigente di lunga data della New Line che è stato assunto nel 2018 come presidente della DC Films, contribuendo a tracciare un nuovo corso più sostenibile per l’universo cinematografico della DC. Ha il merito di avere un forte senso della storia e di tenere d’occhio i profitti, riducendo i budget in modo che le produzioni non vadano fuori dai binari. Aiuta anche a essere strettamente alleato con il capo film della Warner Bros. Toby Emmerich, con entrambi gli uomini che hanno lavorato insieme su successi della New Line del passato come “It” e “The Conjuring”. Gli addetti ai lavori ritengono che sotto l’ex regime dei massimi dirigenti del cinema DC Jon Berg e Geoff Johns e Diane Nelson della DC Entertainment, ci fossero anche molti decisori coinvolti, portando alla mancanza di una visione chiara. Sostengono anche che la Warner Bros. ha commesso un errore inizialmente affrettando i film nella speranza di realizzare date di uscita che erano state scattate prima ancora che le sceneggiature fossero completamente a posto. Emmerich ha fatto del raddrizzare la nave DC una priorità fondamentale da quando ha preso il controllo dello studio nel 2017.

“Il loro errore iniziale è stato quello di aver cercato di fare troppo, troppo in fretta”, ha detto Robbins. “Stavano cercando di copiare il modello Marvel, ma ci sono voluti tempo e anni per costruire personaggi. Non puoi iniziare con un film di grande ensemble. Devi guadagnartelo. ”

Con l’aiuto di Hamada ed Emmerich, lo studio è diventato più a suo agio con il supporto di film a fumetti per adulti. “Joker” è diventato la prima versione DC a ottenere un punteggio R, ma non sarà l’ultimo. 

Anche “Birds of Prey” otterrà una valutazione simile e gli addetti ai lavori prevedono che anche il prossimo sequel di “Suicide Squad” di James Gunn sarà classificato come R. Nel caso di “Birds of Prey“, il film non sarà nella vena nera e cupa di “Joker“. Gli addetti ai lavori descrivono che il film ha un’avventura di gang girl più umoristica, vivace, anche se non per i bambini più piccoli . Una serie di recenti riprese ha migliorato notevolmente i risultati della selezione dei test e lo studio è fiducioso che “Birds of Prey” sarà un successo quando aprirà a febbraio.

Gli analisti ritengono che lo studio abbia adottato una strategia intelligente: 20th Century Fox aveva sostenuto film di fumetti classificati come “Deadpool” e “Logan”, ma dopo essere stato acquistato da Disney, che preferisce i suoi eroi ad essere più puliti e meno inclini a f-bombe, non è chiaro se continuerà a sostenere quel tipo di progetti.

“C’è un grande appetito per i film di supereroi con rating R e se la Marvel non aumenterà, ciò rappresenterà un’apertura per DC per attirare quel pubblico”, ha dichiarato Jeff Bock, analista di Relazioni con gli espositori.

Oltre ad abbracciare le correnti più oscure del canone DC, la compagnia sta anche rivisitando i personaggi che credono siano stati mal serviti dalle precedenti avventure sul grande schermo. “Green Lantern Corps” rimane una priorità nonostante il fatto che “Green Lantern” del 2011 sia stato un disastro commerciale di alto profilo. Geoff Johns sta consegnando una sceneggiatura alla fine dell’anno. Il progetto può essere presentato ad Abrams e Bad Robot per vedere se la società sarebbe interessata a produrne il film. Tuttavia, Greg Berlanti, un altro grande talento del lotto Warner, sta collaborando con Johns in uno spettacolo televisivo “Lanterna Verde”. Si ipotizza che la relazione possa portare al suo coinvolgimento in un film.

Warners e DC hanno ancora fiducia nell’interpretazione intelligente di Flash di Ezra Miller e stanno procedendo allo sviluppo di un film autonomo basato sul personaggio. DC ha toccato il regista di “It” Andy Muschietti per supervisionare il film e ha arruolato Christina Hodson (“Bumblebee”) per scrivere la sceneggiatura – Hodson finirà quell’incarico che prima di passare a scrivere una sceneggiatura per “Batgirl”. Produzione su “The Flash “non sarà in grado di avviarsi fino a quando Miller non finirà di lavorare al prossimo film” Animali fantastici “, il che significa che è improbabile che le telecamere possano girare fino al 2021.

DC sta anche cercando di capitalizzare il successo al botteghino di “Aquaman”. Attualmente è alla ricerca di un regista per “The Trench”, uno spin-off su un gruppo di malvagie creature sottomarine che hanno recitato in “Aquaman”. il prossimo film incentrato sul re di Atlantide di Jason Momoa, DC ha ancora una volta toccato James Wan e spera di iniziare le riprese all’inizio del 2021.

Il futuro di DC non si svolgerà interamente sul grande schermo. HBO Max, l’imminente servizio di streaming di WarnerMedia, è attualmente alla ricerca di proprietà DC che possano ispirare i film alla premiere sulla sua piattaforma. Spera di realizzare avventure DC con budget leggermente inferiori, richiedendo loro di fare affidamento su attori emergenti e star non affermate, con l’obiettivo di mantenere i costi di produzione sotto i 65 milioni di dollari.

Il lancio di HBO Max aveva ispirato alcune speranze che Warner Bros. potesse consentire a Zack Snyder di rilasciare un taglio da regista di “Justice League”, portando a una campagna sui social media chiamata #ReleaseTheSnyderCut. Snyder ha diretto una versione precedente del film sfortunato della super-squadra e aveva programmato di fare alcune riprese. Tuttavia, dopo la morte di sua figlia, non è stato in grado di completare la produzione ed è stato sostituito da Joss Whedon, che ha iniettato un tono più leggero nel film finale. Logisticamente, tuttavia, in studio c’è poco appetito per spendere i milioni di dollari necessari per completare gli effetti visivi e il lavoro di montaggio sulla versione di Snyder, in particolare perché “Justice League” è stato un disastro commerciale. Al momento non è previsto il rilascio di una versione di Snyder nei cinema o su HBO Max.

“Questo è un sogno irrealizzabile”, ha detto un insider esperto. “Non è mai possibile che accada.”

The Batman’s Grave: Warren Ellis e Bryan Hitch

Lo sceneggiatore Warren Ellis (Legends of the Dark Knight e WildStorm) e il disegnatore Bryan Hitch (Justice League e JLA) realizzeranno, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Cavaliere Oscuro, una miniserie in 12 numeri intitolata The Batman’s Grave (La tomba di Batman).

La copertina che Hitch ha firmato per il primo numero, che sarà disponibile anche con una variant cover di JeeHyung Lee

La storia, che esordirà negli Stati Uniti il 9 ottobre 2019, vedrà il protagonista entrare nella mente della vittima di un omicidio il cui volto è stato divorato per metà. Batman svilupperà una vicinanza quasi morbosa con le vittime dell’assassino, nutrendo un’ossessione verso i dettagli dei decessi e provando a vivere i loro ultimi istanti di vita sulla sua pelle. Il fumetto affonderà le sue radici nelle questioni che tipicamente affliggono l’uomo da sempre «vita, morte e tutte quelle domande che la maggior parte delle persone ha troppa paura di fare» secondo le informazioni diffuse dall’editore di Burbank.

La coppia di autori, risulta già ben collaudata, infatti Ellis e Hitch , dopo aver creato insieme nel 1999 le avventure della squadra Authority, si sono ritrovati nel 2017 per una storia breve contenuta nel volume antologico WildStorm: A Celebration of 25 Years.

«Il mio primissimo lavoro in DC furono due numeri di Legends of the Dark Knight, quindi sono passati 25 anni da quando ho fatto una storia lunga di Batman» afferma Ellis. «Ho deciso di rivisitare la scena del crimine dove è iniziata la mia carriera nel fumetto americano, e sono lieto che il mio vecchio compagno Bryan Hitch stia compiendo con me questa fuga di mezzanotte. Sono passati troppi anni da quando abbiamo affrontato insieme per l’ultima volta una campagna lunga.»

Qui di seguito una delle prime tavole di The Batman’s Grave, inchiostrata da Kevin Nowlan, che di recente ha già collaborato con Bryan Hitch sulla serie di Hawkman.

 

 

La scommessa della Warner Bros per competere con la Marvel Cimematic Universe

Il casting di personaggi di fumetti è sempre un enorme potenziale bersaglio di contraccolpi da parte di fan che venerano il materiale originale a fumetti. Ancora di più per Batman, che nel corso dei suoi 80 anni di storia ha assunto molte maschere e personaggi. Per il casting rubacuori Robert Pattinson, famigerato come Edward Cullen di Twilight, non è diverso. Il nuovo Batman sta già attirando la sua giusta dose di attenzione negativa.

The Batman Robert Pattinson-Batsuit Screen Tests

La cosa interessante è che questo è esattamente il modo in cui i fan hanno reagito a un altro ex rubacuori, Heath Ledger, quando è stato scelto come Joker per la trilogia di Dark Knight di Christopher Nolan.

E come tutti sappiamo, ha finito per dare l’interpretazione di una vita, ridefinendo per sempre i cattivi dei fumetti sul grande schermo. Se ci dimentichiamo di Edward Cullen per un momento, possiamo vedere come Pattinson si è comportato bene in molti ruoli importanti come Cedric Diggory di Harry Potter (2005), Jacob Jankowski di  Come l’acqua per gli elefanti (2001) e Eric Packer di Cosmopolis (2012). Pattinson ha mostrato la sua vasta gamma di interpretazioni, quindi non sarebbe sorprendente se si adattasse bene al ruolo. Quello che resta da vedere è come il nuovo regista, Matt Reeves, gestirà il prossimo passo per il franchise di Batman.

Per molto tempo, DCEU ha faticato a imitare il successo del suo più grande rivale: il Marvel Cinematic Universe. Rispetto ai 22 film della Marvel, la WB dal 2013 ne ha pubblicati solo sette, incluso il recente Shazam! Dopo pesanti critiche ai primi film del DCEU come Suicide Squad, la WB ha deciso di fare un passo indietro e trovare una soluzione.

A differenza della Marvel che ha diretto i suoi film nello stesso universo la WB ha preso una strada diversa. Infatti, sebbene tutti i suoi film facciano ancora parte dello stesso DCEU, questo non è l’obiettivo. Pertanto WB marca ogni character del DCEU attraverso i propri registi stilisticamente unici. Ad esempio, mentre Man of Steel di Zack Snyder, Batman v Superman e Justice League erano tutti tematicamente cupi e dipinti con colori tenui, Wonder Woman di Patty Jenkins e Aquaman di James Wan hanno avuto un approccio più giocoso. Questo a sua volta ha portato a tre dei suoi film solisti (Wonder Woman, Aquaman, Shazam!) Alcuni tra i film DCEU meglio recensiti di tutti i tempi.

La WB non è la prima azienda a saltare sul carro dei fumetti. Funko, ad esempio, uno dei più importanti venditori di giocattoli con cultura pop con licenza, si affida al successo di Marvel e di altri marchi per generare entrate. Ad esempio, Funko ha recentemente rilasciato la sua collezione Endgame Pop, per proseguire il trend-hype di Avengers: Endgame, soprattutto perché si è rivelato essere uno dei film più venduti di tutti i tempi. A volte, il prodotto non deve nemmeno essere ufficiale per attirare molta attenzione. Il titolo slot online Thunderstruck su Sandlot Games è chiaramente ispirato al Marvel Avenger, Thor. Sebbene il dio del tuono non sia direttamente referenziato nel gioco, il suo uso di immagini come l’elmo norvegese alato, il possente martello ei lunghi capelli biondi fluenti ricordano senza dubbio Thor come raffigurato nei film Marvel. Questi esempi illustrano la forte influenza di MCU in molte opportunità di franchising. E forse un giorno, DCEU potrà realizzare la stessa cosa.

Anche, a quanto pare, il nuovo film della Warner Bros ispirato a Joker sarà incentrato su una storia totalmente nuova. Infatti, il regista Todd Phillips, ha dichiarato che la nuova pellicola non sarà basata sulle vicende narrate nel fumetto. Queste le parole di Phillips rilasciate nel corso di un’intervista:
“Non ci siamo ispirati per niente ai fumetti, e questo potrebbe far arrabbiare più di una persona. Abbiamo scritto la nostra versione di come potrebbe essere un tizio come il Joker. È questo che mi interessava. Non ci stiamo nemmeno occupando di Joker, ma della storia di come sia diventato Joker. Riguarda questo uomo”.
Dunque, le nuove vicende del personaggio di Joker, interpretato da Joaquin Phoenix, saranno tutte da scoprire ma secondo il regista questa decisione potrebbe non essere accettata da tutti, infatti avrebbe affermato che “il film farà arrabbiare i fan“. Sarà veramente così? È tutto da vedere. Le riprese della nuova pellicola sono terminate nel dicembre dell’anno scorso e nel cast vedremo Douglas Hodge che interpreterà Alfred Pennyworth e Dante Pereira-Olson che vestirà i panni di Bruce Wayne.
In oltre ci saranno Brett Cullen che interpreterà Thomas, il padre Batman, e Zazie Beetz che vestirà i panni di Sophie Dumond. Faranno parte del cast anche Marc Maron, Frances Conroy e Robert De Niro. La sceneggiatura del nuovo film ispirato al cattivo di Gotham City è stata scritta da Todd Phillips insieme a Scott Silver. La pellicola di Joker uscirà nelle sale cinematografiche statunitensi nel mese di ottobre 2019.

I cast e i registi recenti del DCEU potrebbero essere ciò di cui la WB ha bisogno per differenziarsi dalla MCU. Fintanto che la stessa Warner si concentrerà sui propri personaggi anziché sulla competizione, forse in futuro, le cose potrebbero migliorare per gli eroi del DCEU.