Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 3/3

Accenno al periodo successivo a Knightfall, considerazioni e copertine italiane edizioni Play Press

Successivamente agli eventi narrati in Batman: Knightfall, Bane, una volta riuscito a ricostruire il suo possente fisico muscolo per muscolo e a disintossicarsi dal Venom, si reca a Santa Prisca dove interroga il prete gesuita, che lo aveva cresciuto ed educato in Peña Dura, sulla vera identità di suo padre. Il prete gli spiega che suo padre potrebbe essere uno fra quattro uomini: un rivoluzionario, un dottore americano, un mercenario inglese e un banchiere svizzero. Bane, dopo aver ucciso il gesuita, parte per Roma alla ricerca di quest’ultimo e qui fa la conoscenza di Ra’s al Ghul, il quale, ritenendolo un nuovo potenziale compagno per sua figlia Talia, lo nomina suo erede, ruolo che in passato aveva scelto per Batman prima che quest’ultimo lo tradisse.

Ritornato a Gotham, Bane affronta Nightwing (Dick Grayson) in un combattimento corpo a corpo venendo sconfitto ma riuscendo a scappare, successivamente affronta nuovamente Bruce Wayne, tornato nel frattempo a indossare i panni del Cavaliere Oscuro. Batman ottiene la sua rivincita con Bane e, finalmente, riesce a sconfiggerlo in un unico combattimento.

In seguito, Bane combatte Azrael nella storia Angel and the Bane. Ha poi un ruolo comprimario nella storia “Terra di nessuno” nel quale si mette alle dipendenze di Lex Luthor intenzionato a conquistare Gotham, ma viene convinto da Batman a lasciare il piano del filantropo di Metropolis. Dopo la sconfitta di Ra’s al Ghul, Bane intraprende una campagna per distruggere Lazarus Pit e, contemporaneamente, fa la conoscenza di Black Canary.

Bane arriverà persino a credere che suo padre sia Thomas Wayne, cosa che in seguito si rivelerà infondata dopo un test del DNA.

Bane, in seguito, scoprirà che il suo vero padre è il mercenario inglese Sir Edmund Dorrance, soprannominato Re Serpente. Bane e Batman si alleeranno per combattere Dorrance e, nel combattimento, Bane sarà ferito e salvato da Batman.

Oltre alle storie regolari, la serie offrì numerosi crossover tra i vari personaggi legati a Batman, come il numero 47 incentrato su Azrael, o tra le testate della DC, come ad esempio l’albo numerato “1 000 000”, legato alla saga di One Million.

L’albo numero 74 fece parte dell’arco narrativo di Cataclisma, così come dall’83 al 94 furono raccontate vicende legate a Terra di nessuno. Proprio con questo evento, nel numero 96 la serie si concluse, e il suo posto venne preso da Batman: Gotham Knights, 76 albi dal 2000 al 2006.

Molto resterebbe da dire riguardo i presupposti di questo cambiamento. Vero è che fino ad allora, in cinquantaquattro anni di attività, Batman non era cambiato quasi per nulla, e un nuovo look si imponeva, specialmente rispetto al massiccio re-styling subito in quegli anni da Superman, e a fronte degli ultimi accadimenti post-Doomsday. Naturalmente – è il caso di dirlo? – in tutto questo hanno giocato maggiormente le solite questioni finanziarie. Infatti, la supposta “morte” di Batman dopo i trionfi economici del caso Superman, ha fatto affluire nuove valanghe di dollari freschi nelle capaci e rifiorenti casse della DC Comics. Infatti in quel periodo per mesi e mesi tutti gli albi regolari dei due eroi hanno conteso le zone alte della classifiche di vendita e delle ordinazioni agli albi Image e Valiant, lasciandosi alle spalle, e per diverse lunghezze, praticamente quasi tutta la produzione Marvel, e questo non può che averci fatto piacere.

Sarà il caso di spendere qualche commento sull’apporto dei sin­goli artisti nel ciclo di Knightfall. Ai testi ritroviamo, sotto la regia di O’Neil, autori ben noti, come Doug Moench, Chuck Dixon, e Alan Grant. Dei tre, Moench è sicuramente il più “clas­sico”, mentre Dixon è il più cinico e violento, rispetto ad un Grant capace di conservare sempre un tocco d'(auto)ironia. Fra i disegnatori, si alternano l’oramai orrendo Jim Aparo (suo il n. 497, e che comunque, se inchiostrato da gente tipo Dick Giordano o Joe Rubinstein, non è poi così male), I’adamsiano Mike Netzer, il transfuga Norm Breyfogle (ormai indirizzato verso l’Ultraverse della Malibu), gli onesti mestieranti Brett Blevins, Graham Nolan, Scott Hanna, e, parzialmente, anche il grande ed oscuro Klaus Janson. Alle copertine, tutte di altissima qualità (tranne quella del 497 di Batman, censurata in fase di stampa, mediante lo sbiancamento dei litri e litri di sangue rosso versato dal nostro eroe nel momento supremo, in puro dispregio delle regole censorie dell’ormai patetico “Comics Code”), si sono alternati artisti del calibro di Sam Kieth, Kelley Jones, e Bill Sienkiewicz. Senza dimenticare il sublime Joe Quesada, autore del progetto grafico del nuovo Batman, e della spettacolare copertina a rilievo del n. 500 di Batman, e il bravo Mike Manley, fresco reduce dal Darkhawk marvelliano, e approdato alla DC come disegnatore semi-regolare di una delle collane di Batman (e, ironicamente, il nuovo Batman, nella versione di Manley, somiglia moltissimo, per certi versi al character della Marvel!). Probabilmente, questo nuovo Batman verrà anche disegnato dal “divo” Todd McFarlane. E’ infatti vicinissimo il momento di un cross-over (si parla di tre o quattro albi) fra il Cavaliere Oscuro e lo Spawn della Image, a dimostrazione dell’effettivo continuum spazio-temporale esistente fra tutti questi prodotti dell’industria culturale. Come ha, infatti, dimostrato l’irriverente Dave Sim nel n. 10 di Spawn, tutti i super-eroi andrebbero messi in galera, e i loro autori impiccati, perché sacrificati masochisticamente al dio denaro. Cosi che un Superman in cella, non può far altro che ripetere sconsolatamente “Doomsday”, visto che il giorno del giudizio viene per tutti, prima o poi, autori e personaggi. Batman compreso…

BATMAN SAGA: ALCUNE COPERTINE STORICHE

“Batman Saga” (1 – 24):
serie Composta da 24 Numeri usciti fra il novembre del 1995 e l’ottobre del 1997.
CONTIENE le saghe “Knightfall” (Numeri 1-7), Parzialmente Edita Dalla Glenat Italia, “Knightquest” (Numeri 8-19) e “KnightsEnd” (Numeri 20-24).
Periodicità: Mensile. Dimensioni: cm. 17×26 Numero di Pagine: 96 (nn. 1 – 8), 72 (9 – 24);
i Numeri 9/10 e 21/22 Sono doppi.

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Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 2/3

Veniamo, quindi, al ciclo distruttivo così sagacemente orchestrato da O’Neil. E’ una sinfonia macabra in ben 22 tempi, ovviamente chiamata Knightfall, la caduta del Cavaliere!

Gli albi in cui si svolge tutto il ciclo, sono i seguenti, alternantisi fra tutte le collane dedicate a Batman:

Detective Comics n. 659-666;

Batman n. 492-500;

Shadow of the Bat n.1618;

Showcase n.7-8.

I primi quattro albi di Shadow of the Bat, pubblicati da giugno a settembre 1992, presentarono l’arco narrativo The Last Arkham, scritta Alan Grant e disegnata da Norm Breyfogle, che introdusse i personaggi del direttore dell’Arkham Asylum, Jeremiah Arkham, e del serial killer Victor Zsasz. La storia è, in sintesi, molto semplice: Bane e i suoi complici, provvedono a far evadere tutti i pazzi criminali rinchiusi nell’Arkham Asylum, con il proposito di indebolire Batman, sotto il duplice aspetto, psicologico e fisico, per poi dargli il colpo di gra­zia, nel momento più appropriato di crisi. Una spaventosa ondata di crimini efferati si abbatte, quindi, su Gotham. Albo dopo albo, senza un solo attimo di riposo, un Cavaliere Oscuro, sempre più stanco e psicologicamente a pezzi, cerca, disperatamente, di porre un argine alla follia dilagante in città, solo contro tutti. Molti criminali di levatura mediobassa vengono ricatturati, o messi in condizione di non nuocere; altri vengono uccisi di proposito dallo stesso Balle, in un’orgia di violenza cieca ed insensata. La lotta di Batman contro “grossi calibri” come il Joker, o lo Spaventapasseri, conosce momenti di altissima tensione. Messo di fronte alle proprie più profonde e nascoste paure, dilaniato dai sensi di colpa, mai sopiti, per la morte di Jason Todd (il secondo Robin), Batman trova la forza per reagire proprio nell’odio e nel di­sprezzo, specie per se stesso.

In una sequenza allucinante per violenza narrativa, egli massacra letteralmente a pugni il Joker, esaurendo, quindi, ogni forza resi­dua. Tutto è pronto, dunque, per la scena madre di tutto il ciclo, prevista nell’albo soprannumerato come 11 (Batman 497), dove un sinistro Bane attende il ritorno di Brace Wayne nella sua casa. Dopo il rituale confronto verbale, lo scontro, inevitabilmente, ini­zia, e di conseguenza, il pestaggio di Batman in stile hamburger. Sono pagine e pagine di una violenza triste e bestiale, in cui Batman perde tutto quello che ha (o che ancora gli resta), tranne l’orgoglio. Al confronto, il combattimento e il pestaggio subito da Superman per mano del mostruoso Doomsday, assume le caratteristiche di uno scontro cavalleresco!…

Alla fine, lo choc incredibile: Bane solleva uno sfatto Batman, come fosse un fuscello secco, e lo spezza in due contro il suo ginocchio, in disprezzo totale. Batman è così “spezzato”, psicologi­camente e fisicamente. Non vale neanche la pena finirlo, ucciderlo. Ci penserà la vergogna della sconfitta subita a seppellirlo. Bane è quindi il nuovo “Re” di Gotham City.

Batman è in coma all’ospedale, e rivive, mentalmente, in una atmosfera alla “M” di Fritz Lang, gli incontri con Harvey Dent/Two Face, e il processo intentatogli dalla criminalità. Il ferito Alfred, il turbato Robin (il terzo, Tim Drake!), perfino la terribile Huntress, e la maliarda Catwoman, sono in crisi, di fronte a questa nuova situazione.

Ed ecco farsi avanti il giovane Jean-Paul Vaìley, alias Azrael, che costruisce un nuovo costume-armatura, divenendo di fatto il nuovo Batman.

Del vecchio Cavaliere, il nuovo costume conserva tutto l’aspetto esteriore generale, gotico e pauroso, evolvendo le già notevoli armi a disposizione di Azrael in una armatura iper-tecnologica, degna di Iron Man. L’inquietante e possente figura del nuovo Detective della notte, ricorda molto da vicino il Bruce Wayne in armatura dell’ormai immortale quarto ed ultimo episodio dell’al­trettanto immortale The Dark Knight Returns di Frank Miller, lo straordinario, cupo, ed anarchico Batman, che pestava quasi a morte (e dagli!) un imbolsito Superman, divenuto servo del si­stema. I paralleli si fermano qui, visto che il nuovo Batman sfoggia una nuova armatura, provvista, fra l’altro, dei seguenti gadgets:

  • Apparecchi di puntamento al laser;
  • Stelle ninja in stile Batarang;
  • Artigli affilati stile Sabretooth;
  • Pistola lancia-arpione incorporata, tipo Darkhawk;
  • Mantello protettivo antibombe;
  • Lanciafiamme;
  • Unità di lancio per gas asfissianti e schermi fumogeni;
  • Elmetto multifunzione, direttamente collegato al computer della Bat-caverna;
  • Visore multispettro, compresi infrarossi ed ultravioletti;
  • Nuova Bat-cintura multipotenziata degli attrezzi: e molti altri marchingegni che, forse, non verranno mai usati.

Con il debutto, nel n.500 di Batman, del nuovo Cavaliere Oscuro ipertecnologico, impersonato da Azrael. il ciclo di Knightfall fini­sce, per sdoppiarsi subito dopo in altri due cicli paralleli, sopratti- tolati Knightquest: The Crusade, e The Search. Il primo sarà, ovviamente, imperniato sulla “Crociata” anticrimine del nuovo Batman (e della sua nuova ed incredibile ”Batmobile”!), sui suoi metodi, violenti e misteriosi, e sulle reazioni che la sua comparsa scatenerà a Gotham. tra gli abitanti e i criminali. Teatro d’azione di questo ciclo saranno, ovviamente, le testate Batman e Detective

Comics, con qualche incursione anche in Shadow of thè Bat. Il secondo ciclo sarà imperniato sulle vicende e le vicissitudini del “vecchio” Batman. Bruce Wayne, immobilizzato su di una sedia a rotelle stile Xavier, andrà alla ricerca del padre rapito di Robin co­adiuvato dall’amico Oliver Queen. alias Green Arrow (che è an­che l’unico a conoscere il segreto dei due Batman, proprio come nella storyline “distopica” del già citato Dark Knight Returns di Miller), e dai nuovi membri reclutati dalla Justice League, nelle pagine del nuovo mensile Justice League Task Force, in storie scritte dallo stesso O’Neil. Le novità non si fermeranno qui, poi­ché Bruce vivrà una nuova ed importante relazione sentimentale con la sua psicoioga afroamericana, la petulante Sondra Kinsholving.

Le due storyline si mescoleranno, infine, in una storia in quattro parti, destinata ad apparire sulla testata Legends of the Dark Knight, finora rimasta esclusa dalle “gioie” e “dolori” della continuity dell’epoca. Riflessi importanti di questi avvenimenti si avranno anche nelle nuove testate regolari di Catwoman (la donnagatto entrerà a far parte dell’entourage di Bane, un po’ per cal­colo, un po’ per vendetta), e di Robin, nonché in altri albi speciali.

  • Knightfall nella versione Play Press è Batman Saga dal n. 1 al n. 24
  • Knightfall nella versione Planeta De Agostini nei volumi “BATMAN LA LEGGENDA” dal n. 52 al n. 60

 

Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 1/3

Dennis O’Neil è stato l’editor delle testate di Batman. Sua è la creazione, con il contributo di Neal Adams, della figura oscura e tormentata del Dark Knight, in un epoca (1970/1971) nella quale Frank Miller andava ancora a scuola. A lui va il merito di aver fatto ‘morire” il Batman “camp” e kitch degli anni ’60, per proporci un personaggio completamente diverso, sul quale autori come Miller, Morrison, e Grant, hanno potuto lavorare egregiamente, con i risultati noti a tutti. O’Neil introduce un nuovo elemento di disturbo nelle sue storie: la droga.

Non una droga “comune”, come aveva lui stesso già fatto nelle superlative storie di Green Lantern/Green Arrow (ancora con Adams), o dei New Teen Titans di Wolfman/Pérez, ma una droga sperimentale, patrocinata dall’esercito degli Stati Uniti: il ‘Venom”. In questo ciclo di albi (pubblicati in Legends of Dark Knight (nn. 16-20), Batman diviene succube di questo nuovo stupefacente, riducendosi all’ultimo stadio dall’uso continuato della droga che, in dosi massicce, provoca un aumento incredibile della produzione degli steroidi, con effetti corporei alla Rob Liefeld (disegnatore che conferisce aspetti fisico estremi ai propri personaggi). Naturalmente, dopo sofferenze inaudite, e una cura disintossicante più letale della droga stessa (circa un mese di assoluto digiuno ed astinenza – anche dall’acqua – passato nella Bat-caverna, insieme agli escrementi suoi e di migliaia di pipistrelli), Batman si “salva” dal Venom, dimostrando, come al solito, la propria durezza.

Successivamente sono usciti due albi, legati al “Batman Universe”, e considerati, al loro primo apparire, di mediocre interesse da molti osservatori un po’ distratti: i one-shot Vengeance of Bane, del duo Dixon/Nolan, e la mini­serie di quattro Sword of Azrael, proprio di O’Neil, coadiuvato dal duo Quesada/Nowlan ai disegni.

Esaminiamo per un attimo ognuno di questi prodotti.

In Vengeance of Bane (La Vendetta di Bane), Charles Dixon introduce un nuovo super­criminale chiamato appunto Bane. Nel corso del racconto, assi­stiamo alle atroci torture e violenze inflitte a quest’uomo, sin da bambino, e che lo hanno fatto crescere, sin da piccolo, in uno dei tanti carceri fascisti Sudamericani, e al suo crescente lucido e to­tale odio per l’umanità indifferente. Una versione potenziata del “Venom”, viene iniettata anche al ragazzo, che diverrà cosi Bane, di nome e di fatto, divorato da una forza crescente, che ha bisogno di essere violentemente rivolta verso gli altri, per far trovare un momentaneo appagamento alla rabbia cieca e alla brutalità. Bane sopravvive anche grazie ad un pensiero fisso che lo sostiene, un vero e proprio “Mantra” dell’anima: scovare Batman e annientarlo, annientarlo e prendere il possesso della città di Gotham, favoleggiata nei lunghi periodi di meditazione forzata, in cella d’isolamento, subendo ogni sorta d’iniquità. Bane è infine libero, e la caccia può cominciare… Un albo cupo e disperato, infarcito d’ogni sorta di brutalità, sorretto da un disegno sconnesso e inorganico, e forse, proprio per questo, ancor più inquietante.

In Sword of Azrael (La spada di Azrael), O’Neil introduce, invece, un nuovo super-eroe di nome Azrael, ultimo discendente dell’Ordine dei Cavalieri di San Dumas. Azrael è una sorta di novello Punitore (o Deathstroke, Terminator, per restare nell’ambito del DC Universe), iperaddestrato, sin dall’infanzia, a combattere, alieno da facili sentimentalismi, e dotato di una sofisticatissima arma­tura, che solo apparentemente denuncia la sua origine medioevale. Dopo il solito, prevedibile, incontro/scontro, con i prevedibili equivoci, il giovane Azrael diventa un nuovo protetto del Cavaliere Oscuro, che se lo porta a Gotham City, per un “corso di perfezionamento” gratuito in indagini criminali e vita nella giungla della metropoli. In definitiva, dagli albi un po’ confusi e prevedibili, sorretti soltanto dalla splendida arte di Joe Quesada (coadiuvato dalle chine di un ottimo Kevin Nowlan), uno tra i migliori e più famosi disegnatori americani. Pensiamo, comunque, solo a questo fatto, non trascurabile: Bane e Azrael sono due simulacri o monumenti di Batman stesso. Pensiamo, ad esempio, in campo Marvel, al ruolo rivestito da Venom nei confronti dell’Uomo Ragno, e il paragone sarà più chiaro. Non a caso, il veleno che si iniettano prima Batman, poi Bane, è il Venom, un processo di simulacrazione, e che rende possibile compiutamente il processo di semiosi logoiconica tra i due personaggi. E’ un po’ il concetto alterco di “doppio”, già codificato dal capolavoro di Robert Louis Stevenson: Il Dr. Jekyll (Batman, che si prende la droga proibita) e si trasforma nel malvagio Mr. Hyde (Bane). Il concetto di doppio, ovviamente, con l’intervento del “terzo polo” Azrael, si amplifica nel concetto di simulacro; e, in quanto tale, nel gioco pirandelliano e scambievole delle parti, ogni personaggio sarà destinato a ripetere un continuo valzer, già detto e già scritto, dalle cupe valenze Junghiane. Possiamo, dunque, finalmente, introdurre il teorema di O’Neil: Azrael sta a Batman come Batman sta a Bane. Bane deve eliminare Batman per divenire l’Azrael (l’Angelo Vendicatore della Bibbia), e Azrael diverrà Batman, per eliminare Bane. E il vero Batman? Alla fine, eliminerà sia Bane che Azrael, e, quindi, in definitiva, se stesso. Complicato? Continuate a seguirci…