Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia – Parte 5: Qui finisce l’avventura…

di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di carta.

…del connubio DC Comics/Play Press e, ovviamente, di questo lungo speciale di Fumettidicarta.
Riallacciandoci alla fine dello scorso episodio, siamo nel 2003. La Play si è ritirata in libreria da due anni, le cose vanno benino e escono diverse cose interessanti. In rete gli appassionati dicono “Non esce nulla!”, poi però basta andare a guardare le checklist del semestre in terza di copertina dei vari volumi e ci troviamo collane regolari di paperback di Superman, Wonder Woman, Freccia Verde, JLA, Batman (ben due), più volumi autoconclusivi relativi a questi e altri personaggi, crossover che coinvolgono il DCU (JOKER: L’ULTIMA RISATA e OUR WORLDS AT WAR) e miniserie di una certa importanza tipo THE DARK KNIGHT STRIKES AGAIN! di Frank Miller, DK2 per gli amici. Rimangono fuori Flash e Lanterna Verde perché il grande pubblico non se li fila.
La DC di questo periodo è, credetemi, piena di pubblicazioni interessanti. E il fatto che siano “esiliate” in fumetteria, lo abbiamo già detto l’ultima volta, è abbastanza seccante. In volumi, poi: belli da vedere e collezionare, ma non sempre alla portata di tutte le tasche.
Il 2003 è l’anno in cui inizia una lenta ma significativa inversione di tendenza. Con l’arrivo del nuovo coordinatore editoriale Andrea Alfano (più o meno parallela all’uscita dello studio Down Comix di Walter Venturi) la Play vara una nuova collana che segna il ritorno alla formula “spillato mensile con tre storie” tanto popolare in Italia dai tempi della Star Comics: DC UNIVERSE. DCU esce in fumetteria esattamente come le altre pubblicazioni della Play Press, ma ha il vantaggio di costare meno (5 €) e di pubblicare un vero blockbuster attira lettori, vale a dire Hush, la saga di Batman scritta da Jeph Loeb e Jim Lee in cima alle classifiche di vendita americane e finita proprio in quel momento. E se quei dodici episodi della collana BATMAN non vi sembrano abbastanza, accanto a loro compaiono anche la rivisitazione delle origini di Superman BIRTHRIGHT (di Mark Waid e Leinil Francis Yu) e la spassosa FORMERLY KNOWN AS THE JUSTICE LEAGUE di Jean Marc DeMatteis, Keith Giffen e Kevin Maguire, con il ritorno della JLI.

Batman Magazine #1 [Play Press] - Aprile 2005

Batman Magazine #1 [Play Press] – Aprile 2005


Le storie e i numerosi articoli di approfondimento della rivista la rendono subito la più venduta tra le testate Play, e questo dimostra che forse, con storie simili, un ritorno in edicola non porterebbe alla rovina, anzi.
Le cose invece rimangono come sono per tutto l’anno e anche nel successivo, con DCU che al termine dei serial di esordio ospita l’eccellente storyline supermaniana Per il domani di Brian Azzarello e Jim Lee, altre storie di Batman, la miniserie EMPIRE di Mark Waid e Barry Kitson e l’ultima miniserie dedicata al violento e irriverente Lobo.
Tutto questo mentre negli USA la DC occupa spessissimo le prime posizioni della classifica Diamond grazie a eventi come il ritorno di Supergirl e la resurrezione di Hal Jordan. Insomma, se in edicola non ci tornano ora… allora quando?
E arriviamo al 2005.
L’annuncio, nel primo trimestre dell’anno, è di quelli grossi: Batman torna in edicola. A 4 anni dalla fine di BATMAN NUOVA SERIE il più amato eroe DC Comics riappare nelle edicole con il mensile BATMAN MAGAZINE. Tra gli appassionati le reazioni sono contrastanti: c’è chi è contento perché finalmente la DC si rifà viva in quelle edicole che aveva abbandonato sconfitta, c’è chi ha molte perplessità sulla gestione dell’albo. E in effetti BM è “strano”, se paragonato agli altri fumetti di supereroi. Prima di tutto quel titolo, BATMAN MAGAZINE… cos’è, una specie di rivista? La stessa grafica, più che a un fumetto, sembra appartenere a una guida tv. E poi le storie: tre storie slegate tra loro, una delle quali è una miniserie (DEATH AND THE MAIDEN), e fin lì ci si può stare. Ma le altre? Hush fa storcere non poco il naso a chi l’ha comprata solo poco tempo prima su DCU e ora si troverà un doppione, e Giochi di guerra… si tratta di una saga in una trentina di parti. Pubblicate al ritmo di una al mese.
Insomma, soddisfazione per il ritorno in edicola, ma è il come che lascia perplessi.
A questo punto tutti si aspettano che anche l’Uomo d’Acciaio ottenga una nuova testata, e ciò puntualmente avviene in estate: SUPERMAN MAGAZINE va ad affiancarsi alla Bat collana, ma stavolta i fan possono stare tranquilli: nome a parte, il fumetto si presenta meglio dell’altro. La grafica è più sobria, e le storie sono pubblicate dando la precedenza alla leggibilità: le saghe di quel periodo (il rilancio del 2004 denominato Superstorm) sono sempre composte da 6 episodi e quindi bastano due numeri per concluderne una. Si parte subito bene con SUPERMAN/BATMAN di Jeph Loeb e ed McGuinness, per poi proseguire con i cicli delle testate preesistenti. In quel momento SUPERMAN TRADE PAPERBACK è più indietro (pubblica storie del 2002), ma per fortuna il Superstorm è un buon punto di partenza e sapere quel che è successo negli anni precedenti non serve più di tanto .
Una particolarità: sia BM che SM ad agosto non escono perché la Play chiude per ferie.
Nota di colore: si è già parlato in precedenza di come la Play abbia creato una vasta schiera di quelli che vengono comunemente definiti “addetti ai lavori”. C’è chi è stato di passaggio, c’è chi è rimasto nell’ambiente una vita. Da Paolo Accolti Gil a Luca Scatasta, da Max Brighel ad Alessandro Bottero, da Andrea Materia a Marco Farinelli, parecchia gente che ancora oggi lavora nel campo del fumetto ha iniziato a farsi conoscere mettendo la firma su un albo Play Press. Nel 2005, alla lunga lista di collaboratori, con il numero 3 di SUPERMAN MAGAZINE si aggiunge un nuovo nome, l’ultimo: il mio.
Ripenso raramente a quei giorni, e parlare dei fatti miei mi piace poco, dunque vi basti sapere che la possibilità di occuparmi di uno dei fumetti che amo di più rimane una delle cose migliori che mi siano capitate in questi anni. E a SUPERMAN MAGAZINE rimango particolarmente affezionato.
Fine della nota di colore.
Le due serie da edicola vanno bene, le testate da fumetteria continuano e arrivano alcune graditissime novità come DC: THE NEW FRONTIER di Darwyn Cooke e IDENTITY CRISIS di Brad Meltzer e Rags Morales. Si direbbe, insomma, che le cose siano migliorate per gli amanti della DC in Italia.
Ma…
Guardate, diciamolo senza girarci troppo intorno. C’è tanta gente che si diverte con poco. Molto poco. “Appassionati” che non vedrete mai parlare delle storie perché troppo impegnati a discutere sul nulla. Nel nostro caso: la Play sta per chiudere e la Panini si compra tutto.
E’ come una valanga: la pallina di neve cresce, cresce, cresce… e diventa enorme. Non passa giorno senza che in rete qualche gufo suggerisca che la Play è vicina al fallimento, non passa giorno senza che qualcuno se lo auguri. I forum, da sempre vivai di nerd, sono pieni di gente che scatena polemiche per ogni cosa.
C’è quello che si lamenta dei prezzi e dice che alla Play sono ladri e che con gli originali risparmia (come spiegargli che comprando SUPERMAN MAGAZINE con 3.50 € può leggersi tre storie di Superman mentre un solo albo originale dell’Azzurrone costa 3 $ -che in molte fumetterie diventano automaticamente €-?).
C’è quello che si lamenta della carta che puzza (ma come mai non puzzano le copie di tutti?).
C’è quello che si lamenta perché i redazionali non sono per un pubblico adulto (e il pubblico adulto sarebbe…? Ah, sì, quello che frigna su un forum dove può tenere la sua identità ben nascosta).
C’è quello che si lamenta perché a un certo punto gli albi escono in ritardo (e ha ragione, ma non è questa la sede per discutere delle cause).
Il solito circo composto da polemici a ogni costo, anime sensibili che soffrono se al citofono Gigi non risponde perché non gli vuole offrire la Cremeria e pecoroni che si aggiungono al gruppo per il gusto di stare in compagnia. Tutto, manco a dirlo, con il tacito consenso (o persino l’esortazione) di chi dovrebbe vigilare (ma allora non li custodite nessuno questi custodes! E’ così che ci si ritrova con un mostro alieno in pieno centro).

SUP_

Comunque, alcune mosse della Play di quel momento portano il pubblico a farsi comprensibilmente delle domande, perché a Lucca 2005 svende tonnellate di materiale recente e i mensili accumulano ritardi su ritardi.
Eppure alla scadenza del contratto con la DC (rinnovato ogni volta in tutti questi anni) mancano ancora 13 mesi, le nuove serie vanno bene, è persino in programma una nuova testata (probabili candidati alla pubblicazione: Lanterna Verde e Giovani Titani).
Insomma, che succede?
Possibile che la Play stia per chiudere? Che tutto il parco testate DC Comics stia per passare alla Panini, che pubblica Superman e soci già in Francia e Germania?
Chi passa quelle giornate autunnali davanti al pc ad elencare le proprie gestae in file word che possono sempre servire (tra un flame e l’altro) e pensa che Panini Deutschland pubblichi lo stesso numero di serie del 2001 crede di sì.
Ma la verità è che non si sa ancora nulla.
Passano i mesi, i gufi gufano, i fumetti escono in ritardo, la Panini se è interessata alla DC non va certo a dirlo in piazza, a marzo Andrea Alfano viene sostituito da Serena Marsan. E di conseguenza la voce del popolo non può esimersi dal dare una sua opinione (che nessuno ha chiesto): “Ah! E’ l’ennesima prova che sta finendo tutto! La DC alla Panini!”. Nel frattempo su SUPERMAN MAGAZINE ci vanno delle storie molto godibili e su DCU arrivano l’ultima splendida versione di Adam Strange e la rinascita di Hal Jordan, ma chi se ne importa delle storie, l’importante è chi le pubblica!
E chi è che le pubblica?
Ad aprile del 2006 mi chiamano dalla Play per dirmi che un nuovo editore ha preso i diritti della DC Comics per l’Italia, quindi modifico l’introduzione di SM 8 per salutare i lettori e la invio pensando a tutte le volte in cui ho visto chiudere delle collane come acquirente. Vabbeh.
Molte storie rimangono in sospeso nei numeri conclusivi delle testate Play: la JLA ci lascia a metà di una saga di Kurt Busiek e Ron Garney (JLA TP 19) e lo stesso vale per gli ultimi arrivati della Legione dei Super-eroi rebootata da Mark Waid (LEGION OF SUPER-HEROES TP 1), Batman è impantanato in Giochi di Guerra (BATMAN MAGAZINE 12), Adam Strange è nelle peste come al solito e Hal Jordan non è ancora tornato Lanterna Verde (DC UNIVERSE 27). Giusto SUPERMAN MAGAZINE 8 e SUPERMAN TP 29 presentano il primo la fine di una saga e il secondo una storia autoconclusiva.
L’ultimo comic book pubblicato dalla Play Press Publishing, comunque, è un volume autoconclusivo. Esce a luglio, ed è la ristampa di una storia già apparsa a puntate su DC PRESTIGE in altri tempi, tempi lontani: JSA – THE GOLDEN AGE. L’epoca d’oro, un titolo che suona un po’ sarcastico per il fumetto che chiude sedici anni di pubblicazioni DC con il marchio Play Press e venti di uscite americane in generale. Un record ancora imbattuto nel nostro Paese.

JSA GOLDEN AGE Play Press

JSA GOLDEN AGE Play Press

Il resto della storia dovreste saperlo: il nuovo editore è la Planeta DeAgostini, colosso spagnolo che già ad agosto, con LE AVVENTURE DI SUPERMAN, inizia una vera e propria invasione DC in edicola e fumetteria che continua tuttora.
I lettori sono contenti perché hanno tanto da leggere (tranne le loro copie dell’Adelchi, buttate in qualche fosso) e tanto altro avranno. Alla fine, per chi legge, quello che conta è che questi fumetti continuino a uscire. Morto un papa…
Nota di colore 2: Ricordo le sensazioni strane che ho provato quando nell’autunno del 2006 in edicola ho visto le raccolte “Collection” dei due MAGAZINE. Tre per quello di Batman e due per quello di Superman. Entrambe prive dell’ultimo numero, non chiedetemi perché.
In edicola c’erano già diverse testate Planeta, e vedere le rese delle ultime testate Play/DC accanto a loro sotto forma di raccolte era… sì, strano. Sembravano pezzi da museo, anticaglie da un’epoca che, appena finita, sembrava già lontanissima.
Fine nota di colore 2.
Ma la Play, oggi, cosa fa?
Abbandonati i fumetti americani (nonché i manga e i fumetti italiani… perché qui si è voluto parlare di comics, ma non hanno fatto solo quelli!) si dedica esclusivamente a pubblicazioni per bambini e riviste di vario genere. Ed è in buonissima salute, visto che sono prodotti ben più redditizi dei comics. Avete presenti quelle valigette con sorprese di Dragon Ball o Saint Seiya? Sono della Play Press. E lo conoscete Playboy, sì? Anche quello è della Play Press.
Siamo giunti al termine di questa lunga storia delle Edizioni Play Press. Come avete visto, ne sono successe di cose, in vent’anni…
Si possono dire tante cose sul ruolo della Play nella storia del fumetto americano in Italia. Si può amarla, odiarla, oppure limitarsi a considerarne pro e contro come ho cercato di fare io in questi mesi.
Una cosa, comunque, è sicura: se si è lettori di comics, è impossibile ignorarla.

5 – FINE
Francesco Vanagolli

Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia Parte 4: Il crepuscolo degli Eroi

di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di carta.

Nel 1997 Marvel Italia pubblica Onslaught, il crossover che ha infiammato l’estate americana del 1996. Una grande saga che riunisce tutti i supereroi della Casa delle Idee contro un nemico comune, e che termina con l’apparente sacrificio di Vendicatori e Fantastici Quattro.
No, fermi! Non andate via! Non avete sbagliato link, questo è il quarto capitolo della storia della Play Press! “E allora perché parli di Onslaught? Parla della Play e non farci perdere tempo!”. Oh, un attimo, ci arrivo.
Se ho iniziato con il crossover marvelliano c’è un motivo… tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 in Italia avviene la cosiddetta rinascita del fumetto americano grazie alla Star Comics e alla Play Press. Decine di uscite Marvel e DC, seguite dai nuovi arrivi Image, Dark Horse, Malibu…ma non sarà troppa roba? Troppe serie da comprare, troppi eventi da seguire, troppi esordi da tenere d’occhio. E Onslaught è l’epilogo di tutto questo. Molti vedono la grande saga Marvel come la conclusione naturale di un percorso, ed è con essa che finisce il periodo di vacche grasse made in USA durato quasi dieci anni.
Lo sapete bene che in Italia il fumetto di supereroi è principalmente Marvel, vero? E quindi? Quindi se per la Marvel finisce un’epoca, le altre case editrici seguono a ruota. Insomma, se in casa Marvel Italia vengono chiuse tutte le ristampe, quasi tutti gli albi mensili passano a 48 pagine e si vede una nuova serie ogni morte di papa, quando bene volete che vadano le cose altrove?
Ed è qui che arriviamo alla Play Press e al suo parco testate DC. Già nella puntata precedente abbiamo visto come le cose non fossero poi perfette, e nella stagione editoriale 1997/98 le cose sarebbero andate peggio.
Prima di tutto, via le testate più deboli: chiudono FLASH (strasigh), SUPERMAN CLASSIC (strasob), BATMAN SAGA, CATWOMAN & WONDER WOMAN e le antologiche, nonostante il materiale presentato fosse valido. Chiude anche LOBO, ma per ricominciare subito dopo da 1. Resistono SUPERMAN e BATMAN, che perdono però i comprimari e diventano mensili, la rivista PLAY MAGAZINE e il nuovo arrivato JLA, più la collana di volumi da edicola PLAY PRESS PRESENTA. Proprio su PPP viene pubblicata nell’estate del ’97 la miniserie portante del crossover L’ultima notte, mentre i tie in si vedono sulle serie regolari. Basterebbe già il confronto tra le edizioni italiane dei due crossover Marvel e DC per dimostrare che la DC, persino in quei giorni, rimaneva la seconda in classifica: da una parte la saga Marvel, con tutti i tie in pubblicati su una quindicina di albi regolari più corposi del solito nell’arco di due mesi; dall’altra quella DC, apparsa solo in parte su una manciata di albi che nelle edicole finiscono sommersi dalle uscite della concorrenza.

La Play è però molto attiva nel settore delle fumetterie (molto più della concorrenza), dove se la cava meglio che in edicola: i volumi dedicati a Batman hanno un certo successo, e con loro quelli di materiale Dark Horse come SIN CITY di Frank Miller.
Nel 1999, a quindici anni dalla fine del SUPERMAN Cenisio, tutte le collane Play da edicola rimaste chiudono i battenti. La chiusura, in estate, è segnata dal crossover One million, ma in realtà non finisce qui. Già in autunno i due eroi più rappresentativi tornano nelle edicole con SUPERMAN NUOVA SERIE e BATMAN NUOVA SERIE. Albi di 48 pagine, con un buon rapporto qualità/prezzo, e che partono con le storie più recenti degli alter ego di Clark Kent e Bruce Wayne: il rilancio dell’eroe di Metropolis firmato dal gruppo guidato da Eddie Berganza e la lunga, tragica saga di Terra di nessuno in cui Gotham è in completa rovina. Storie di buona qualità, migliori di quelle pubblicate nelle due serie precedenti, ma che non riescono ad ottenere il successo che meriterebbero. A peggiorare le cose, il raddoppio delle pagine, al quale coincide quello del prezzo. A questo punto niente può salvare i due World’s finest dall’ennesima chiusura (BATMAN col 20 e SUPERMAN col 15) e dal traferimento in libreria all’inizio del 2001.
Cambiano alcune cose anche dal punto di vista della cura editoriale: nel 2000 finisce la collaborazione tra Alessandro Bottero e la Play, mentre nel 2001 sarà Andrea Materia a prendere una strada diversa. Già dal 1999 la grafica delle testate Play Press migliora notevolmente grazie all’intervento dello studio Down Comix di Walter Venturi, e arrivano nuovi redattori e traduttori come Marco Cedric Farinelli e Francesco Argento.

BATMAN ORCA (Play Press, 2002) - SUPERMAN ARKHAM(Play Pres, 2001)

BATMAN ORCA (Play Press, 2002) – SUPERMAN ARKHAM (Play Pres, 2001)

Come anticipato poco fa, se nelle edicole la Play negli ultimi anni ha annaspato, nelle librerie si è ritagliata un suo spazio, che all’occorrenza si può allargare proprio grazie a Superman e Batman. Nascono tre nuove testate, SUPERMAN TRADE PAPERBACK, BATMAN TP e DETECTIVE COMICS TP. Trimestrali, proseguono le storie viste nelle ultime serie da edicola e vanno ad affiancarsi alle iniziative da libreria già pubblicate in quel periodo, tipo i trade paperback di STARMAN.
Soprattutto Superman non se la passa male, vista l’oculata programmazione dei tp, quasi sempre autoconclusivi e graziati dal salto dei fill in più nefasti. La programmazione di Batman invece fa molto discutere gli appassionati, che si districano a fatica tra storie saltate, tp paralleli e minisaghe pubblicate in volumi supplementari. Il periodo è quello del passaggio tra Lira e Euro, in cui i prezzi si alzano, e quindi gli appassionati dell’Uomo Pipistrello gradiscono poco spese ulteriori.
Nonostante questo, e nonostante in molti (come già ai tempi dei brossurati da edicola) si lamentino per la scarsa resistenza di questi nuovi prodotti Play Press (i miei sono tutti integri, per fortuna), i nuovi periodici sopravvivivono meglio dei loro predecessori. Anzi, addirittura iniziano a spuntare nuove serie di volumi dedicate ad altri personaggi che vengono rilanciati in America: Freccia Verde e Wonder Woman. Su GREEN ARROW viene pubblicato il nuovo ciclo di Kevin Smith e su WONDER WOMAN quello, molto pereziano, di Phil Jimenez. Porte chiuse invece per Lanterna Verde e soprattutto Flash, visto che il tentativo di riportarlo in Italia (con il volume FLASH NERO) non va a buon fine.
Ammettiamolo, questi primi anni del decennio per la Play Press sono… strani. Le testate sono di buona qualità come non lo erano da anni, ma l’esilio in fumetteria le rende inaccessibili al grande pubblico. I prezzi sono più alti di quelli della concorrenza. Certi personaggi non si vedono mai.
Se la reputazione della Play è sempre stata un po’ traballante tra gli appassionati italiani, questo è il periodo in cui sono veramente odiati da tutti. Anch’io, che ho sempre cercato di vedere anche i pregi dell’editore romano, in quel momento guardo la situazione con preoccupazione e anche un po’ di fastidio e amarezza per il triste destino di icone del fumetto come Superman e Batman: relegati in fumetteria con le storie migliori degli ultimi 10 anni mentre qualsiasi fumetto mediocre con scritto Marvel e Top Cow in copertina sembra resistere in edicola (anche se a fatica). Perché in edicola posso trovarci Witchblade e Superman no? Perché Witchblade è cool. E perché in edicola posso trovarci i fumetti di Alan Moore e Warren Ellis e Batman no? Perché quegli autori hanno un pubblico ristretto ma fisso, e la loro casa editrice ha probabilmente punti di pareggio più bassi.
Penso che una colpa della Play sia stata quella di non lasciare almeno una serie in edicola. Giusto per ricordare al pubblico che “noi ci siamo”. Un po’ come fa oggi la Planeta, che in edicola manda sempre meno roba, ma che in quelle poche pubblicazioni inserisce sempre la pubblicità di volumi sempre disponibili al servizio arretrati e in fumetteria.
Anche perché, voglio ripeterlo, in fumetteria la Play non va male.
Ricordate il primo capitolo di questo speciale? Ho deciso di scriverlo dopo aver acquistato un blocco di volumi Play Press. Più precisamente, dopo aver visto che nei volumi più “recenti” c’erano le checklist del semestre… che, alla faccia di chi ha sempre detto che la Play non faceva uscire nulla, erano piene di albi in uscita. Segno che le cose non dovevano essere tragiche.
Però comprendo quei lettori che volevano rivedere in edicola i loro personaggi preferiti… o almeno in pubblicazioni a costo minore. Dopotutto, quegli anni per la DC Comics sono stati fenomenali, e tutto quel ben di Dio che usciva in America meritava di farsi leggere anche da noi.
Ci sarebbe voluto… oh, perché dirlo ora? Ne riparliamo nel prossimo e ultimo capitolo.
4 – Continua

Batman Crime Solver vi regala una versione dimostrativa di uno tra gli Elseword più accattivanti pubblicati dalla Play Press:

I prossimi film sui supereroi DC Comics

Molti degli eroi DC Comics hanno fatto parte della Justice League of America (in italiano nota come “La lega della giustizia”): l’eroe più potente del mondo Superman, il vigilante Batman, la regina delle amazzoni Wonder Woman, la sentinella intergalattica Lanterna Verde e Flash, l’uomo più veloce del mondo.

Negli anni il gruppo si è riformato più volte, con membri come il re di Atlandide Aquaman, il giustiziere Freccia Verde, o l’allungabile Plastic Man, ed ha sempre dovuto affrontare terribili minacce, molte delle quali provenienti dagli acerrimi criminali Joker o Lex Luthor.

Il grande successo targato Marvel-Walt Disney, “The Avengers”, ha avuto inevitabilmente delle ripercussioni sulle scelte della Warner Bros, che ha prodotto molti film di supereroi basati su personaggi dell’altra grande casa editrice di fumetti, la DC Comics. Con l’uscita quest’estate di “The Dark Knight Rises” e l’anno prossimo di “Man of Steel”, la casa di produzione sta guardando in una nuova direzione, avendo in cantiere la realizzazione di una serie di film tra cui “The Flash”, “Aquaman”, “Green Arrow”, “Lobo” e “Shazam”.

I progetti più importanti riguardano però “Justice League”, sceneggiato da Will Beall, e “Wonder Woman”, che sarà scritto da Michael Goldenberg. Molto probabile è anche la realizzazione di una nuova pellicola basata sul personaggio di Green Lantern. Secondo Variety però, la Warner Bros. e la DC non sanno ancora se confermare Ryan Reynolds per il ruolo di Hal Jordan, producendo un sequel dello scorso film, o se cercare un altro attore per la parte del supereroe per rilanciare il personaggio in un modo completamente nuovo. Se la Marvel riunisce molti dei suoi “buoni” , la Warner e la DC sono in trattative per la produzione di un film sulla “Suicide Squad”, la squadra di supercattivi che, per ridurre i loro anni di procione, sono disposti a collaborare con il governo degli Usa per portare a termini missioni molto pericolose.

Dietro tutti questi progetti ci sarà Christopher Nolan, già produttore di “Man of Steel” e regista della saga di Batman iniziata con “Batman Begins”. La Warner Bros., sempre secondo Variety, avrebbe molta fiducia nell’operato di Nolan e vorrebbe concentrare nelle sue mani lo sviluppo di tutti i film legati all’universo della DC Comics.

Nel frattempo, in occasione degli Mtv movie Awards 2012, il cast del nuovo “Batman-The Dark Knight Rises” di Nolan è salito sul palco per presentare una clip esclusiva del film. Il regista stesso insieme a Christian Bale, Gary Oldman e Joseph Gordon-Levitt ci parlano del capitolo finale della trilogia e dopo una clip dedicata ai precedenti due film della saga, contenenti anche scene del Joker di Heath Ledger, Bale si fa prendere dalla commozione e dopo qualche secondo di silenzio afferma: “Wow! È fantastico ricordare Heath Ledger in questo momento. È bellissimo vederlo qui con noi!”.