Batman v Superman: Dawn of Justice Recensione di Alessandro Di Nocera

Batman V Superman è un film scritto e diretto da chi di fumetti – e di fumetti targati DC Comics, nello specifico particolare – ne capisce fin troppo e li ama fino al punto da rinunciare, paradossalmente, alle necessità del pubblico generalista per andare a scandagliare, con amore e ammirazione, i capisaldi e le sottigliezze del più antico universo supereroistico. Col rischio di incappare nelle rimostranze di chi – a torto – si reputa competente (per non usare la parola nerd, che da dispregiativa è divenuta una sorta di status symbol) senza esserlo nemmeno un po’.

Batman V Superman è un film ipertrofico che racchiude un sacco di elementi, lascia intuire parecchi presupposti e inaugura innumerevoli sviluppi futuri.
C’è un Batman rabbioso e disincantato che sembra derivato da una commistione tra The Shadow (il giustiziere tenebroso della letteratura pulp) e il Dark Knight di Frank Miller.
C’è un Superman prigioniero di una duplice natura, terrestre e aliena, che non riesce a conciliare e che trova in Lois Lane – l’umana di cui innamorato e con la quale condivide corpo e anima – l’unico faro, l’unico punto di riferimento.
C’è un Lex Luthor tanto geniale quanto pazzo, ossessionato dai confini dell’umano e del divino, evidentemente influenzato dall’ineffabile presenza di un’entità oscura che non si è ancora manifestata, ma che, in qualche modo, riesce già a condizionare in negativo gli uomini. Forse anche Batman.
C’è una Wonder Woman immortale e ancora insondabile che si pone il problema, dopo cent’anni di autoesilio, di tornare nel mondo degli uomini per cercare di cambiarlo in positivo.

Gli autori di Batman V Superman sanno che il DC Universe si fonda su una forza mitopoietica che affonda le sue radici in quattro stagioni differenti: la Golden Age degli anni Trenta e Quaranta; gli esordi della Silver Age nella seconda metà degli anni Cinquanta; la visionaria saga del Quarto Mondo di Jack Kirby, nella prima metà degli anni Settanta; la Modern Age della seconda metà degli anni Ottanta (con Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller e il Watchmen di Moore e Gibbons a fungere da assi portanti).
E nel film tutto questo c’è. Al di là, ripeto, di come possano percepirlo gli spettatori comuni.

Non c’è un solo passaggio narrativo in Batman V Superman che non abbia una logica e una forza.
Le azioni di Luthor si rifanno a quello della Silver Age, ma, al contempo, si dipanano come se le avesse sceneggiate il Grant Morrison della saga Crisi Finale.


Il suo piano – portare allo scontro distruttivo Batman e Superman – è tanto minuzioso quanto indecifrabile. E infatti l’Uomo Pipistrello – il più grande detective del mondo – stenta a comprenderlo, al punto tale da emergere dalla ragnatela solo grazie a uno scatto emotivo e a un’intuizione posta nei recessi della sua mente e del suo spirito. Del resto Luthor brama solo il potere – un assurdo logico – amplificato dall’influenza nefanda del non ancora manifestatosi demoniaco e machiavellico Darkseid, signore del pianeta infernale Apokolyps.
Ma Darkseid già c’è e il mondo post-nucleare di cui Bruce Wayne ha visione è puro Quarto Mondo di Kirby – ci sono pure la Sanzione Omega e i parademoni – mediato dal già citato Grant Morrison di Crisi Finale e, come fonte parallela, dagli sviluppi della recente miniserie Injustice.

 

In questa storyline portante si intersecano l’ingresso in scena di Wonder Woman – le sue origini sono quelle della Silver Age rivisitate da George Perez, le sue attitudini guerriere sono quelle della Modern Age, soprattutto nelle visioni contemporanee di Greg Rucka e Brian Azzarello – e l’anticipazione dell’imminente arrivo di altri tre metaumani: Flash, Cyborg e Aquaman. In più, c’è l’aggiunta finale della saga della Morte di Superman d’epoca Jurgens, con un Doomsday le cui origini sono mixate con quelle di Bizarro, un clone malriuscito di Superman creato, nelle storie a fumetti, proprio da Lex Luthor.

 

Il film è lungo e si prende i suoi gravi rischi. Non è uno spettacolo per ragazzini o persone distratte: nella prima parte della pellicola il montaggio tende addirittura a tagliare o a soprassedere sulle scene d’azione, dandole quasi per scontate e puntando a comunicare la gravità mitologica dei personaggi.

Poi parte lo scontro tra Superman e Batman e la sua risoluzione testimonia quanto gli sceneggiatori ci abbiano ragionato e conoscano la materia di cui scrivono. Il nome “Martha” – la madre adottiva di Clark Kent e quella assassinata di Bruce Wayne si chiamano allo stesso modo – fa vacillare il Cavaliere Oscuro. E l’ingresso in scena di Lois Lane fuga ogni dubbio sull’ostilità creata ad arte da Lex Luthor (e dalla presenza, ne sono certissimo, dei primi effetti dell’Equazione dell’Antivita di Darkseid). Non esistono particolari e fantomatici “buchi di sceneggiatura” in Batman V Superman.
L’Uomo d’Acciaio interviene come un deus machina a salvare sempre e comunque Lois Lane perché è “sintonizzato” sul suo essere. La percepisce dovunque sia e corre in suo soccorso. Non percepisce la propria madre adottiva in pericolo perché “non la sente a pelle” e non è “sintonizzato” su di lei. I supersensi di Superman non possono funzionare in altro modo, pena l’incapacità del supereroe di fare ordine nelle sue percezioni.
Di come Luthor abbia scoperto le identità segrete di Superman e Batman… be’, lo spostatissimo Lex è un genio che adotta i mainframe e i database più avveniristici. Del resto stiamo parlando di un criminale capace di indagare anche sull’identità e sulla provenienza di un’immortale. E questo Wonder Woman lo sa. Per questo fa il suo ritorno nel mondo degli uomini, consapevole del pericolo.
corrispondono rispettivamente a New York Metropolis e Gotham City e al New Jersey. Su come facciano due metropoli americane a coesistere a distanza così ravvicinata, la risposta la fornisce la caratteristica stessa della Terra-DC Comics, dove sulla Costa Est troviamo diverse metropoli fittizie poste a distanza assai ravvicinata rispetto alle metropoli reali.
Basta pensare, altresì, che sulla Costa Ovest di Terra-DC coesistono Coast City (la città di Lanterna Verde) e Gateway City (città di Wonder Woman) in un’area occupata anche da San Francisco e Los Angeles.

Batman V Superman è, insomma, un film tosto che ha il merito di non cercare mai il consenso degli spettatori, di non strizzargli mai l’occhio in maniera piaciona. E’ un film epico e mitologico che per “pesantezza” ricorda proprio le monolitiche saghe di Jack Kirby, incapaci di cercare compromessi coi lettori.

Un gran film, vibrante, denso, graziato da recitazioni consapevoli e da un’eccellente colonna sonora, destinato a diventare, col tempo, oggetto di culto e di giusta valutazione.

Alessandro Di Nocera

Un pò di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 8

VICKI VALE

Una delle presenze femminili più longeve della saga di Batman è la bella fotografa Vicki Vale, presentata alla fine degli anni ’40 (Batman n.49), la cui origine, legata direttamente al disegnatore Bob Kane, è sicuramente singolare. Durante un viaggio ad Hollywood per lavoro infatti, l’artista conobbe la giovane attrice Norma Jean Baker e si ispirò a lei per l’introduzione del personaggio di Vicki, che apparve per la prima volta nel seria! “Batman and Robin” della Columbia Pictures (15 episodi, prodotto nel 1949 da Sam Katzman e diretto da Spencer Gordon Bennet). Con grave disappunto, Bob scoprì che i produttori avevano già assegnato la parte ad una bruna, di nome Jean Adams, e fu costretto a dimenticare la rossa dalle curve mozzafiato destinata a diventare il mito Marilyn Monroe (che in qualche modo ha avuto a che fare con Bob Kane…non ci credete? Leggete qui).

Vicki Vale muove i primi passi sul sentiero tracciato dalla giornalista Lois Lane, gioia e dolore del collega Superman, ma non riesce, fortunatamente, ad emularla nelle caratteristiche più assillanti. Presto il lavoro come fotografa diventa una missione che svolge con la stessa ossessione del Batman. Le immagini diventano la sua maniera di raggiungere ad ogni costo la verità. Il suo rapporto con Bruce è ostacolato dalla doppia vita di lui e, anche se sono fortemente attratti l’uno dall’altro, non riescono a convivere serenamente a causa dei rispettivi impegni. L’aprile del 1992 doveva indicare una vera e propria svolta sentimentale tra i due, ma il n. 476 di Batman, che riporta sulla copertina un Bruce Wayne che rivela la propria identità all’amata, rientrò nei molti giochi a sorpresa, senza esito, della DC Comics, rivelando, come d’uso, il solito sogno ad occhi aperti del protagonista. Per una chiarificazione conclusiva, dovremo aspettare il periodo immediatamente precedente alla Knightfall, quando la rossa fotografa infrange con un secco no i progetti sentimentali di Bruce Wayne. L’accumularsi degli eventi negativi, compreso questo rifiuto, porterà Batman alla dura realtà della sconfitta, come vedremo nelle prossime pagine. Vicki rimane però la donna ideale per l’Uomo Pipistrello che potrebbe benissimo, nelle prossime avventure, rivelare proprio a lei la sua vera identità.

Il personaggio appare anche nel film animato Batman contro Dracula del 2005 e la doppiatrice è la bravissima Renata Bertolas, da noi raggiunta gia’ tempo fa come doppiatrice di Dana Tan la ragazza di Terrence “Terry” McGinnis in Batman of the Future.
Sul canale Dailymotion di Batman Crime Solver, ci sono i suoi saluti 

È morta Margot Kidder, la nostra eterna Lois Lane in ‘Superman’ con Christopher Reeve

L’attrice, 69 anni, è morta domenica 13 maggio 2018 nella sua abitazione di Livingston, negli Stati Uniti. Dopo il successo con il blockbuster firmato da Richard Donner, si era allontanata dal cinema a causa di un grave disturbo bipolare.

Margot Kidder, l’attrice che vestì i panni di Lois Lane, la tenace giornalista innamorata di Superman, è morta domenica 13 maggio 2018 nella sua casa di Livingston, nello stato del Montana. Al momento le cause del decesso sono sconosciute.

Kidder, 69 anni, era diventata famosa in tutto il mondo nel 1978 grazie al blockbuster di Richard Donner, quando era stata scelta per diventare la donna per cui perde la testa il protagonista Clark Kent, interpretato da Christopher Reeve. Una curiosità: nel film è Lois a dare il nomignolo di ‘Superman’ all’eroe, un elemento narrativo inedito che viene poi aggiunto anche alla storica serie a fumetti.

Diversi attori tra cui Mark Hamill, l’attore e doppiatore statunitense, che ha raggiunto fama mondiale interpretando il personaggio di Luke Skywalker nella saga cinematografica di Guerre stellari e per aver prestato la voce al Joker nelle serie animate e nei videogiochi dedicati a Batman, si stanno unendo in queste ore al ricordo dell’attrice.

L’attrice, che era nata il 17 ottobre 1948 a Yellowknife, in Canada, fece parte della saga recitando anche nei tre sequel successivi di Superman ma progressivamente si allontanò dal cinema, ottenendo solo piccole parti in show e film per la tv. La sua carriera cominciò quando viveva a Toronto, clavorando per il piccolo schermo.

Nei primi anni Settanta partecipa a Quackser Fortune Has a Cousin in the Bronx accanto a Gene Wilder. Il grande passo arriva nel 1973, quando Brian De Palma la chiama per l’horror Le due sorelle, in cui interpreta una delle protagoniste. Si ricorda anche la versione cinematografica del Pigmalione, nel 1983, con Peter O’Toole, al quale segue l’avvicinamento al teatro. Nel 1996 le viene diagnosticato un grave disturbo bipolare che la allontana dal cinema. l creatori della serie animata I Griffin le resero omaggio nell’episodio Il cavaliere nero, con un personaggio chiamato, appunto, Margot.

Gli ultimi anni

Negli anni 2000 ha preso comunque parte come guest star a serie tv, vincendo un Emmy Award.  A Broadwa Margot Kidder ha recitato nel 2002 nella pièce “I monologhi della vagina”, ed è ricordata anche per il proprio impegno in favore dell’ambiente e contro la guerra.

Amori a strisce, il San Valentino dei fumetti DC Comics

La componente romantica e sentimentale è sempre stata una delle caratteristiche principali del fumetto supereroico americano. Negli anni, abbiamo avuto modo di conoscere moltissime coppie celebri e potenti, alle quali ci siamo affezionati, godendo dei loro successi e soffrendo delle loro tragedie.
In questa occasione abbiamo quindi raccolto alcune fotonotizie speciali selezionando alcune coppie tra le più rappresentative.

Un amore eterno. Hawkman e Hawkgirl sono sempre stati una coppia proprio come dimostra anche la serie tv DC’s Legends of Tomorrow. Gli archeologi Carter e Shiera Hall, infatti, scoprirono di aver vissuto moltissime vite, sin dai tempi dell’Antico Egitto, nelle quali erano guerrieri alieni provenienti dal pianeta Thanagar naufragati sulla Terra. Dopo essere andati incontro alla loro prima, tragica morte, il metallo alieno NTH andò ad agire sulle loro anime, incatenandole a un eterno ciclo di morte e rinascita, oltre che di amore immortale. Nel reboot editoriale de I New 52 questa caratteristica sembra essere andata perduta, con Hawkman presente su Terra Uno e Hawkgirl su Terra-2: ma l’appartenere a realtà diverse e alternative sarà davvero un limite per questo amore?

Dopo essersi unito alla Justice League, Green Arrow ha iniziato una interessante relazione sentimentale dinamica e romantica con Dinah Lance alias Black Canary è da quel momento sono stati coinvolti in una storia movimentata dalle differenti attitudini dei due. Inevitabilmente gli opposti si sono attratti come magneti.
I due hanno toccato punte di romanticismo veramente favolose (bellissimo il momento in cui i due aprirono un negozio di fiori a Seattle seguendo, così, le “orme” di sua madre, Dinah Drake Lance), ma quando Dinah ha detto “basta” ai tradimenti che Oliver perpetuava nei suoi confronti, l’unione tra i due eroi si è disciolta come neve al sole.
Oliver Quinn e Dinah Lance ne hanno passate di tutti i colori, specie a causa del comportamento instabile e impulsivo di Freccia Verde. Dopo essersi separati e riavvicinati più volte, i due coniugi, nonostante lo status quo cangiante della loro relazione, si sono sempre sostenuti l’un l’altra.
Anche questa relazione è stata accantonata con il reboot dei New 52, ma sembra che con l’avvento del rilancio Rinascita, qualcosa sia destinato a cambiare per loro… in positivo.

La reciproca quanto pericolosa attrazione tra Batman e Catwoman è sempre esistita, creando non pochi grattacapi al Cavaliere Oscuro, tormentato dal provare interesse e persino sentimenti per una donna che vive sostanzialmente al di fuori della legge. Batman ha sempre provato a portare Selina Kyle dalla parte dei buoni, tanto che già in alcune storie i due erano già sposati (per questo potete leggere questo articolo). Degli amori passati e perduti di Batman vi abbiamo già raccontato qui.
Attualmente da Batman #24, gli autori Tom King e David Finch raccontano un importante avvenimento che potrebbe cambiare (di nuovo) la vita dell’Uomo Pipistrello. Infatti nel corso dell’albo, Batman chiede a Catwoman di sposarlo, con tanto di proposta in ginocchio e anello dopo un’appassionata dichiarazione d’amore alla quale lei risponde ‘Si’.

La coppia DC Comics per eccellenza dei fumetti di supereroi è formata due esseri sostanzialmente più potenti del DC Universe, l’Uomo d’Acciaio del pianeta Krypton, e l’Amazzone di Themyshira.
La possibilità che Superman e Wonder Woman potessero formare una coppia era stata raccontata già in passato, in opere come “Kingdom Come” e “Il Cavaliere Oscuro Colpisce Ancora”, sebbene in opere ambientate in universi alternativi.
Il reboot editoriale dei New 52 ha però permesso di far nascere questa relazione anche nella continuity principale DC, dove i due personaggi condividono da tempo un forte legame, anche sotto l’aspetto fisico, che ha saputo sempre superare grandi avversità. Con l’avvento del rilancio editoriale Rinascita questa storia d’amore finisce.

Nella serie tv di Smallville l’alchimia tra Clark Kent e Lois Lane c’è sempre stata ma si intensifica nell’ottava stagione e nella nona l’ amore sboccia finalmente tra i due… La puntata e la scena del primo bacio!! Smallville 9×06 questa è la puntata. Il tutto prosegue a fumetti. Come si fa a portare avanti una storia d’amore quando sei l’Uomo d’Acciaio e la tua innamorata è una giornalista molto ambiziosa? Bryan Q. Miller, autore del fumetto e sceneggiatore di Smallville, ha raccontato nei fumetti qualcosa su come sono state le vite di Lois e Clark. Ma anche a luglio del 2016 nella testata Superman L’Uomo D’Acciaio #27  debutta la miniserie Superman: Lois And Clark, con il ritorno di due tra i più amati personaggi DC Comics. Certi amori sembrano destinanti a non finire. Sono una delle coppie più durature dei fumetti. Il loro amore ha resistito a invasori spaziali, a minacce mortali, a crisi multiversali. Nemmeno le perturbazioni dimensionali di Flashpoint e Convergence sono riuscite a separarli. Nel bene e nel (e soprattutto contro) il male, in salute e in malattia, finché morte non li separi (ma anche quest’ultima pare desistere di fronte al loro amore!), loro non smetteranno mai essere loro stessi: Lois e Clark. Ovviamente insieme, fino alla fine. E anche dopo!

Harley Quinn/Joker Speciale San Valentino di Judd Winick, Joe Chiodo

San Valentino non finisce mai per Harley Quinn (qui trovate due pagine di fumetto sulle origini del personaggio), perennemente innamorata di Joker. Ma stavolta anche Poison Ivy viene coinvolta nei folli piani di Harley, in una storia inedita del 2001 pubblicata qualche tempo fa qui in Italia dalla Rw Lion. Harley Quinn/Joker Speciale San Valentino di Judd Winick, Joe Chiodo. Contiene Harley & Ivy – Love on the Lam.

 

Metropolis: in arrivo la serie TV prequel di Superman

Batman e Superman sono certamente i due supereroi della DC Comics più amati e più popolari, proprio per questo oltre che riportarli sul grande schermo con pellicole come L’uomo d’acciaio, Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League, la DC Extended Universe ha pensato bene di dedicargli anche delle serie TV. O meglio, offrire agli spettatori una serie TV rivolta al mondo che circonda questi due personaggi. È così che da qualche anno sta avendo un buon successo Gotham, serie prequel delle avventure di Batman con protagonista un giovane detective Jim Gordon, ora la Warner Bros e la DC Entertainment sono al lavoro per un progetto simile: Metropolis, la serie in cui vengono proposti gli antefatti delle avventure di Superman.

Batman v Superman Concept Artbook – Illustrazione di Mauro Manthomex Antonini

Metropolis: la serie TV prequel di Superman

Metropolis non sarà una sorta di rifacimento di Smallville, celebre serie TV che raccontava le gesta del giovane Clark Kent, Superman non sarà infatti neanche il protagonista principale della storia (così come non lo è Bruce Wayne in Gotham), ma questo ruolo se lo divideranno altri due personaggi: Lois Lane e Lex Luthor. La serie TV sarà trasmessa direttamente dalla piattaforma streaming della DC nel 2019 e le riprese inizeranno nei prossimi mesi. La prima stagione sarà composta da tredici episodi. Non sono ancora noti i nomi degli attori che faranno parte del cast di Metropolis.

 

Krypton: la serie TV prequel di Superman e di Metropolis

Metropolis non sarà l’unica serie TV prequel di Superman che sarà visibile nei prossimi mesi: il prossimo 21 negli Stati Uniti andrà infatti in onda il primo episodio di Krypton (in Italia non è ancora noto quando arriverà), serie che avrà come protagonista Cameron Cuffe nel ruolo di un giovane Seg-El, ovvero il nonno di Superman. Il cast di Krypton è poi completato da attori come Georgina Campbell, Ian McElhinney, Aaron Pierre e Elliot Cowan. L’idea della serie TV su Krypton è stata di David S. Goyer (da noi incontrato personalmente al Roma Fiction Festival), un nome che noi fan dei film della DC conosciamo bene: scrive il soggetto per il film Batman Begins di Christopher Nolan, lavorando poi a quattro mani con quest’ultimo nella stesura della sceneggiatura definitiva. Successivamente co-scriverà il soggetto per i due sequel del film, Il cavaliere oscuro del 2008 e Il cavaliere oscuro – Il ritorno del 2012, oltre ad essere lo sceneggiatore di L’Uomo d’Acciaio e di Batman v Superman: Dawn of Justice e conosce bene la storia del pianeta di Superman. Krypton, di cui è stato anche già diffuso il primo trailer ufficiale, sarà ambientata, come suggerisce il titolo, nell’omonimo pianeta nativo di Superman duecento anni prima della sua esplosione.

Intervista a Alessandro Campaiola: la voce italiana di Flash

Le voci delle celebrità nel cinema sono inconfondibili; saremmo in grado di riconoscere un attore o un’attrice solo dalla sua voce. In effetti il doppiaggio è una parte fondamentale del cinema. E’ un mondo affascinante e spesso sottovalutato considerando che la qualità e la professionalità della recitazione italiana possono essere decisive nel successo o meno di un film.
L’Italia è sempre stata all’avanguardia nel mondo del doppiaggio; rispetto agli altri paesi europei nel nostro paese viene doppiata una percentuale molto alta di film. Generalmente oltre alle pellicole in lingua straniera vengono doppiate anche alcune voci degli attori italiani, ma non è il caso dell’attore/doppiatore ospite del nostro blog. Oggi vi proponiamo l’intervista ad Alessandro Ward, figlio della bravissima attrice, doppiatrice e direttrice di doppiaggio Monica Ward (tra le tanti voci prestate ricordiamo Lois Lane nella prima stagione di Lois & Clark – Le nuove avventure di Superman).
Alessandro Campaiola, questo lo pseudonimo scelto dall’attore, fin da giovane ha prestato la propria ugola a diversi attori tra cui ci piace ricordare Gabriel Basso nel film Super 8, Evan Peters in “X-Men – Giorni di un futuro passato” e “X-Men: Apocalisse”, nonchè il personaggio di Michelangelo in “Tartarughe Ninja” (2014) e “Tartarughe Ninja: fuori dall’ombra”. Le sue interpretazioni sono state tantissime altre e per approfondimenti vi rimando alla pagina dedicata al doppiaggio di Antonio Genna.

Intervista a Alessandro Campaiola: la voce italiana di Flash

Con la sua recitazione Alessandro ci regala battute che sono memorabili che si imprimono nella nostra mente, così come i dialoghi serrati che ci trascinano dentro lo schermo, e la recitazione dei monologhi che spesso sondano le profondità della nostra esistenza e delle nostre emozioni; i suoi respiri conferiscono vita a corpi di celluloide. Per questo possiamo dire che la sublime alchimia dell’arte del doppiaggio è perfettamente incarnata da Alessandro Campaiola e in special modo nella sua magistrale interpretazione nel telefilm “The Flash” in cui doppia l’attore Grant Gustin, ovvero Barry Allen/Flash. L’intervista è stata realizzata, in formato video, sulla base delle nostre domande e con molta pazienza e gentilezza il buon Alessandro si è prestato a risponderci. Toglietevi qualche curiosità ed ascoltiamo cosa ci racconta…Barry Allen! ^_*

1. Stefano: Benvenuto su Batman Crime Solver e grazie per aver accettato il nostro invito.

2. Stefano: Alessandro, ci racconti il tuo esordio dietro al leggio? Come hai vissuto quella esperienza e qual’era il tuo stato d’animo?

3. Stefano: Qual è stata la tua recitazione più semplice e quella più complessa, in quali pellicole e perché?

4. Stefano: Come sei arrivato a doppiare la serie di The Flash?

5. Stefano: Com’è stato il tuo primo approccio con l’attore Grant Gustin? Hai avuto subito un buon feeling con il suo modo di recitare?

6. Stefano: Dai vita a Barry Allen/Flash da diversi anni ormai. Cosa ti rimane del personaggio?

7. Stefano: A dicembre scorso abbiamo intervistato Veronica Puccio/Supergirl. Avete doppiato in colonna separata o avete avuto l’opportunità di incontrarvi per le puntate crossover?

8. Stefano: Ci puoi raccontare un aneddoto particolare accaduto in sala di doppiaggio mentre prestavi la tua voce a Flash?

9. Stefano: Quanto è stato complesso (semmai lo è stato) doppiare due personaggi alla volta (per esempio, quando il Flash del presente si incontra con il sé stesso del futuro, e con Savitar)?

10. Stefano: Come Flash, sei mai andato in confusione, con tutte quelle linee temporali?

11. Stefano: Hai qualche indiscrezione sul futuro? Magari ci puoi anticipare marginalmente, quale sarà la sfida più difficile che dovrà affrontare il personaggio?

12. Stefano: Qual è il tuo rapporto con i fumetti? Cosa leggi abitualmente? Il tuo personaggio preferito?

13. Stefano: Grazie per la tua disponibilità e per il tempo che ci hai dedicato. Ci auguriamo di vederti presto in altri tuoi lavori anche in ambito DC Comics.

 

DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉