La CW va avanti con la nuova serie tv dedicata a Batwoman

È ufficiale: la CW va avanti con l’episodio pilota di Batwoman interpretata da Ruby Rose. David Nutter (regista statunitense anche di Arrow, The Flash) dirigerà quello che potrebbe essere il primo show dei supereroi della TV condotto da un personaggio saffico.

È ufficiale: la CW va avanti con una serie indipendente dedicata al personaggio di Batwoman.

Giovedì 3 Gennaio 2019 la rete ha confermato e ordinato una puntata pilota per il telefilm che avrà nel ruolo principale l’attrice Ruby Rose e sarà sceneggiato dalla showrunner e scrittrice Caroline Dries (The Vampire Diaries) e che avrà come produttore esecutivo “Re Mida” Greg Berlanti. Per la realizzazione di questo nuovo show televisivo ci sarà anche David Nutter, il timoniere del Trono di Spade, vincitore di un Emmy che in precedenza aveva diretto i pilot di The Flash and Arrow di The CW.

La notizia arriva poche settimane dopo in cui Ruby Rose ha fatto il suo debutto nel crossover della serie DC Comics del titolo “Elseworlds”. Il telefilm, messo in sviluppo a luglio 2018, è stato un palcoscenico di prova per essere scelto come pilota e rimanere il precursore per realizzare la serie visti gli auspici e dato che The Arrow di CW, ora nella settima stagione, ha iniziato a mostrare la sua età.

La serie potenziale rompe l’ennesima barriera per Berlanti perché Batwoman diventa la prima serie di supereroi a essere guidata da un personaggio lesbo – e interpretata da un’attrice di orientamento dichiaratamente omosessuale.

Ecco la descrizione ufficiale della The CW: “Armata di passione per la giustizia sociale e un talento per esprimere la sua opinione, Kate Kane [Rose] vola sulle strade di Gotham come Batwoman, un ex combattente di strada lesbica e altamente addestrata pronta a spegnere il fallimento della risurrezione criminale della città, ma non chiamatela ancora un eroe: in una città alla disperata ricerca di un salvatore, Kate deve superare i propri demoni prima di abbracciare la chiamata al simbolo di speranza di Gotham”.

Oltre a scrivere e servire come showrunner, Caroline Dries produce insieme a Berlanti e alla sua Warner Bros., produttrice televisiva di Berlanti Productions, unitamente a Sarah Schechter e Geoff Johns. Nutter, che Berlanti ha reclutato personalmente per dirigere seguendo il suo riuscito sviluppo mondiale sui pilot di The Flash e Arrow, sarà anche accreditato come produttore esecutivo.

In un sondaggio di Hollywood Reporter dopo la conclusione del crossover di “Elseworlds”, l’85% (più di 2000 persone) ha votato a favore della visione di una serie di Batwoman.

Batwoman è il primo telefilm pilot ufficiale della stagione da parte della CW. È anche il primo della stagione di Berlanti in quanto il produttore prolifico aggiunge questa nuova serie alla sua retata storica di 15 serie di sceneggiature in onda e in streaming: All America, Arrow, Black Lightning, Legends of Tomorrow, The Flash (qui la nostra intervista al doppiatore italiano Alessandro Campaiola), Riverdale e Supergirl (qui la nostra intervista con la doppiatrice italiana Veronica Puccio), Blindspot, God Friended Me, The Red Line, Le terrificanti avventure di Sabrina, You, Stargirl, Titans e Doom Patrol.

Berlanti ha in serbo più script in fase di sviluppo e probabilmente aggiungerà altri script pilota oltre Batwoman. Per l’uscita di questa nuova serie tv, con ogni probabilità bisognerà attendere ancora qualche mese, comunque non oltre la fine del 2019.

Per concludere questa piacevole anteprima, mi fa piacere condividere con voi, la bellissima illustrazione di Batwoman (avevamo già anticipato la Warner 😃) realizzata per il Batman Silent Book dalla disegnatrice DC Comics e Marvel Elena Casagrande.

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XXIV Edizione di Romics Batman protagonista tramite la matita del disegnatore Chris Warner

Disegnatori, fumetterie, ospiti prestigiosi, mostre e conferenze per la XXIV edizione di “Romics” che si è sviluppata, come al solito all’interno dei padiglioni 5, 6, 7, 8 e 9 della Nuova Fiera di Roma da giovedì 4 a domenica 7 Ottobre 2018. Sotto il controllo e il coordinamento del bravissimo direttore artistico Sabrina Perucca, si sono susseguite mostre-mercato, conferenze, incontri, esibizioni di disegnatori live, corsi di fumetto, mostre di tavole originali e laboratori gratuiti, senza dimenticare youtubers, gare cosplay e l’immancabile ed importante conferimento del Romics d’Oro. Il parco disegnatori come ogni anno ha compreso professionisti e i giovani autori che hanno contaminato la manifestazione con le loro nuove visioni contemporanee e ricche di nuova energia.

Come ogni edizione è stato possibile vedere diverse statue esposte nei vari stand, di cui alcune in vendita, tra i negozi ed altre realizzate come decorazioni per i padiglioni, tra cui spiccano due stand-up raffiguranti Batman e Wonder Woman. Diverse statue in resina erano esposte nei negozi più importanti, oltre ad una notevole collezione di prodotti DC Comics che hanno infestato i tanti stand della fiera.

Particolare attenzione c’è stata anche per le aree Games, giochi di ruolo e gioco da tavolo. Importante, come sempre, è stata anche la presenza della Scuola Internazionale di Comics e la Scuola Romana dei Fumetti e con i propri disegnatori.

Tra tutte queste attività svolte, abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare anche il disegnatore di Batman: Chris Warner, sceneggiatore, disegnatore, editor, ed una delle figure più importanti del fumetto made in USA degli ultimi trent’anni. Nella sua lunga carriera ha collaborato anche con Marvel, DC Comics e WildStorm, con le testate Batman e Moon Knight, ma non solo. Suo è anche il concept i Alien Vs. Predator, nato durante un meeting con il fondatore di Dark Horse, Mike Richardson. Qui sotto vediamo l’artista all’opera sul Wall Artisti di Romics mentre disegna Predator per la fiera.

CHRIS WARNER DISEGNA BATMAN E SALUTA I LETTORI DI BATMAN CRIME SOLVER IN UN VIDEO MESSAGGIO

Baman Glenat Autografato Chris Warner

Batman v Predator copertina di Chris Warner autografata

La Nuova Fiera di Roma che ospita ormai da ventiquattro edizioni Romics, ha confermato nel tempo di essere divenuta un luogo dove incontrarsi, divertirsi, sviluppare nuove idee e progettualità, un luogo di cultura e formazione, legato alla comunicazione per immagini. Grazie all’impegno collettivo di tante diverse figure del mondo della cultura della nona arte, anche in questa edizione, è stato possibile realizzare un festival di alto profilo culturale, capace di regalare grandi momenti di divertimento per grandi e piccoli e di approfondimento per tutti gli appassionati.

Batman: qualche considerazione sugli anni 80…o giù di lì – Parte 1/2

A metà degli anni 80, il panorama del comic book americano era caratterizzato da una situazione assolutamente consolidata, per non dire stagnante. Tre “protagonisti” si muovevano sul mercato, ognuno con un proprio ruolo preciso e definito e – in apparenza – destinato a non subire modificazioni significative. A un estremo si aveva la Marvel, la casa editrice di fumetti più potente del mondo, che sfornava mensilmente tonnellate di albi di supereroi che le garantivano il primato delle vendite in entrambi i canali distributivi dei comic books: quello tradizionale dei newss-tand (che dovrebbe essere – ma non è – l’equivalente delle nostre edicole) frequentato soprattutto dai lettori più giovani, ovvero dai loro genitori disposti a portare a casa, magari occasionalmente, qualche fumetto, e quello dei “negozi specializzati”, ormai diffusissimi in tutti gli Stati Uniti (che hanno rappresentato la salvezza dell’intera industria del comic book), dove gli appassionati e i collezionisti comprano regolarmente i loro albi. All’estremo opposto si trovano i cosiddetti “indipendenti”, piccole case editrici come First, Eclipse, Comico, Blackthorne, Dark Horse, Reivegade, Kitchen Sink, Gladstone e decine di altre, che lavorando esclusivamente attraverso reti di negozi specializzati cercavano (e non sempre trovavano o riuscivano a conservare) il loro piccolo spazio per proporre personaggi spesso diversi dal tradizionale supereroe, spesso nettamente migliori sia nella sostanza che nella forma, ma comunque condannati a restare circoscritti in un ambito limitato anche a causa di prezzi di copertina doppi o più che doppi rispetto al prodotto Marvel e DC. La stragrande maggioranza della produzione indipendente è tuttora inedita in Italia e questo è un grosso peccato, perché in mezzo a tante cose tutto sommato inutili si nascondono autentiche perle finora ignorate dalla nostra editoria, e che rischiano di essere negate per sempre agli appassionati di casa nostra… Tra i due estremi appena accennati si collocava la DC (Detective Comics, dalla testata che da sempre aveva ospitato le avventure di Batman), nota anche come National. Un tempo indiscussa regina del mondo dei fumetti americani, la DC che, non va dimenticato, aveva inventato nell’immediato anteguerra il genere “supereroi” con personaggi del calibro di Superman, Batman e Flash (per non citare che i tre che anche in Italia hanno avuto un larghissimo successo di pubblico) e che per decenni aveva guardato dall’alto (delle vendite) in basso tutte le sue concorrenti, ormai da molti anni si dibatteva in una crisi che pareva senza fondo e senza sbocco. Una crisi chiaramente determinata da mancanza di idee nuove, di creatività. Una crisi originata dall’errore di pensare che la infinita reiterazione di una formula di successo potesse infinitamente garantire vendite e profitti. Una crisi esplosa verso la metà degli anni Settanta, quando qualcuno si era accorto probabilmente con stupore, che la “piccola” Marvel dei “supereroi con super problemi” aveva effettuato il sorpasso anche nelle vendite, dopo aver effettuato quello nell’apprezzamento dei critici e degli appassionati. Una crisi, infine, fatta pagare per intero al solo Carmine Infantino, a quel tempo Grande Capo della DC dopo che per anni ne era stato uno dei migliori disegnatori (suoi un Flash e un Batman fra i migliori, suo quell’Adam Strange, non molto conosciuto in Italia, ma per il quale Infantino sarà sempre ricordato nella storia del comic book americano). Ma sostituire un Grande Capo con un altro – anzi un’altra, visto che per rilanciare la DC la scelta cadde su una donna, Jeneue Khan – non è, di per sé, garanzia di successo, o, quanto meno, di inversione di trend. E infatti la crisi continuò per molti anni, con la Marvel che si staccava sempre più sia come vendite che come gradimento, e con gli indipendenti che, a loro volta, sottraevano dollari e prestigio al vecchio gigante stanco. Ma, a ulteriore conferma, ove fosse necessario, che la soluzione a crisi di questo genere può venire solo dalla creatività di veri artisti, nella seconda metà degli anni Ottanta, e sempre sotto la guida di Jenette Khan e di Dick Giordano (altro grande disegnatore della DC passato dal cavalletto alla scrivania), si è assistito a una inversione di tendenza che, in termini di qualità del prodotto offerto, ha permesso alla DC di riprendere il sopravvento sulla Marvel e che, in termini di vendite, ha riportato i due giganti a competere su un piano di quasi assoluta parità. Quello che è successo è che, molto semplicemente, alcuni grandi talenti creativi americani hanno cominciato a non sentirsi più a proprio agio nell’universo Marvel (o forse nella redazione Marvel, guidata con piglio forse troppo dittatoriale da Jim Shooter), e le porte della DC si spalancano, ma non solo offrendo la possibilità di lavorare sui character tradizionali, bensì lasciando spazio alla sperimentazione e all’innovazione. E’ in questo modo che Frank Miller, che si è fatto un nome reinventando e rilanciando Devil alla Marvel, approda alla DC, che gli consente di realizzare un progetto ambizioso e decisamente “difficile” come Ronin (che “Corto Maltese” ha presentato in Italia a puntate… semestrali). E Miller la ripaga inventando quel “Batman: The Dark Knight Returns” che, praticamente da solo, risveglia la “bella addormentata” DC risvegliando un personaggio, Batman, che a sua volta aveva dormito il sonno della mediocrità per più di dieci anni.

Anche Dark Knight è stato presentato in Italia da “Corto Maltese” (per altro nella solita maniera piuttosto censurabile), ed è quindi inutile soffermarsi sulla sua storia, certamente nota ai più che leggono queste note, e da non rivelarsi nel dettaglio a chi ancora non l’ha letta (cosa che consiglio caldamente di fare, magari attendendo la doverosa pubblicazione in volume e sperando che non occorrano anni [il volume è uscito nel 1993, n. ci. r.]). Ironicamente, il Batman di Miller è un Batman vecchio e stanco, che da anni ha riposto maschera e cappa. Così come vecchio e stanco lo vede probabilmente Miller, autore poco più che trentenne e scarsamente incline a rispettare miti e canoni. L’operazione che Miller inizia a compiere con questo suo primo lavoro sul personaggio è, fondamentalmente, molto semplice: l’autore scruta nel profondo del personaggio e, acutamente, ne rivede le origini; rivede l’uomo solitario, il personaggio della notte, la nemesi dei criminali. E rivede l’uomo senza superpoteri, quindi vulnerabile. E, soprattutto, l’uomo ossessionato. Con un colpo di spugna Miller cancella anni di frivolezza, di ironia, di codice di autodisciplina, e scaraventa Batman in una Gotham City violenta, molto più violenta e fatiscente di quanto non sia mai stata. Ripropone, sia pure nel suo personalissimo stile al limite della sgradevolezza, il Batman che generazioni di lettori non avevano mai visto. Un Batman pronto a colpire e a uccidere, a massacrare nel nome dell’unica legge che conosce e riconosce: la propria. E un Batman i cui avversari non sono più i “quasi simpatici” arcicriminali destinati a essere sconfitti e imprigionati solo per poi ritornare, immutati e immutabili, a distanza di qualche numero. No, i nuovi avversari sono, nel mondo di Miller, – psicopatici assatanati, corrotti e corruttori, sadici, feccia. In altre parole, personaggi reali, o almeno realistici, sia pure magnificati (nel senso etimologico della parola) nella finzione artistica. Il risultato di questa operazione? Un trionfo. Un trionfo di vendite, con un titolo DC che dopo anni di mediocrità torna in vetta alla hit parade dei fumetti statunitensi; ma soprattutto un trionfo di critica e di costume, con i mass media che dedicano articoli e copertine, spazi in radio e in TV al nuovo “fenomeno” Batman. Con le inevitabili diatribe fra i pro e i contro, questi ultimi impressionati dalla violenza e dal pessimismo che trasudano dalle pagine di “Dark Knight”. Ma di questo parleremo la prossima volta. Non mancate!

Corto Maltese n. 69 del giugno 1989 (Rizzoli Editore)

Buon compleanno Michelle Pfeiffer

L’energia inesauribile, il sorriso generoso, la quieta passione che l’ha sempre contraddistinta per il cinema e per la sua famiglia. Michelle Pfeiffer compie 60 anni oggi, è già pronta a sostenere la sua nuova avventura targata Marvel: il film d’azione Ant-Man and the Wasp (nelle sale italiane a agosto). Nel film l’attrice interpreta Janet Van Dyne, madre dell’eroina vespa Hope (Evangeline Lilly), un personaggio di cui si parlava nei fumetti ma che nel primo Ant Man era solo accennato. “Vedevamo solo gli occhi della madre di Hope – dice il regista Peyton Reed – E dovevano essere straordinari, come quelli di Michelle, gli occhi più magnetici del cinema americano dai tempi di Bette Davis. Me la ricordo in Scarface, quando entrò in scena scendendo le scale e squadrando Al Pacino con quello sguardo tra l’ipnotico e l’enigmatico: un’epifania!

Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman nel film Batman il ritorno

Michelle può fare tutto dai drammi alle commedie: l’ha dimostrato nel corso dei decenni, 30 anni fa era Catwoman in Batman il ritorno, ma con questo film si è veramente divertita”. A questo proposito la stessa Pfeiffer ha lasciato trapelare che già nel 1992 si pensò di fare un film solo su Catwoman, e che lei avrebbe molto gradito, ma non se ne fece niente.
A questo proposito, noi di Batman Crime Solver la celebriamo con questo estratto dal film Batman il ritorno, messo al fianco dell’omaggio che le ha reso anche la serie tv Gotham nell’episodio della terza stagione “Il re degli Enigmi”.

Quando i film dei fumetti si scambiano gli attori

Prima era Bruce Wayne/Batman, poi ha interpretato Avvoltoio nel film Spider-Man Homecoming: Michael Keaton è solo uno dei tanti attori che hanno interpretato un personaggio di entrambi gli universi dei comics. Scopriamo gli altri, da Ben Affleck a Zoe Saldana .

Da una parte ci sono Spiderman, Captain America e Deadpool. Dall’altra Superman, Batman e Wonder Woman. Quella fra Marvel e DC Comics è una rivalità di lunga data, eppure capita che i due universi dei fumetti si scambino gli attori sul grande schermo, sono numerosi infatti i casi in cui una star ha recitato in entrambi i panorami cinematografici dei comics.
Prendiamo Ryan Reynolds. L’attore americano ha esordito nel mondo dei fumetti nel 2004 con il personaggio di Hannibal King in Blade Trinity di Marvel per poi vestire i panni di Deadpool in X-Men le origini – Wolverine. Il passaggio alla concorrenza è avvenuto nel 2011 con il ruolo di protagonista in Lanterna Verde. Il titolo è stato un flop, ma lui da buon supereroe non si è scoraggiato ed è tornato alle origini, questa volta nelle vesti del mercenario chiacchierone Deadpool nel recente film che ha conquistato pubblico e critica, spin-off di Wolverine. Il ritorno è stato un successo, tanto che un sequel è già in produzione.

Vanta due titoli con Dc Comics e uno soltanto con la Marvel Ben Affleck. La sua carriera da supereroe prende il via nel 2003 con il film Daredevil ispirato all’eroe Marvel, accolto tiepidamente dal pubblico. Successivamente Affleck ha pensato di vestire mantello nero e maschera da pipistrello e riscattarsi con il sorprendente Batman di Batman v Superman: Dawn of Justice, lo stesso che abbiamo visto in Suicide Squad e che vedremo in Justice League. Intanto il prossimo film su Batman è in arrivo e nei panni dell’Uomo Pipistrello ci sarà ancora lui.

Chris Evans e Idris Elba viaggiano in coppia. Entrambi sono comparsi nel film The Losers del 2010, adattamento cinematografico del fumetto Dc Comics, ma poi hanno preferito continuare la loro carriera fra i personaggi Marvel. Il primo era la Torcia Umana de I Fantastici quattro e sequel, per poi trasformarsi nel Captain America più amato del grande schermo (lo vediamo anche nella serie sugli Avengers), mentre Idris Elba presta il volto a Heimdall nel film Thor e seguenti, comparendo anche in Ghost Rider spirito della vendetta e in Avengers: Age of Ultron.

E ancora, Halle Berry prima di vestire la tutina in latex di Catwoman nel 2004 per il DC Comic Universe era apparsa nella serie sugli X-Men targata Marvel. E anche Michael Fassbender si è sdoppiato: è il giovane Magneto nei film sugli X-Men, ma ha ottenuto anche una parte nella trasposizione cinematografica del fumetto DC Comics Jonah Hex del 2010.

Passando dalla Marvel alla DC, l’attore Willem Dafoe ha vestito i panni di Vulko in Aquaman di James Wan uscito nelle sale cinematografiche italiane il 1° Gennaio 2019. In Spider-Man, Willem Dafoe interpretava Norman Osborn, alias il Goblin, che era il villain principale nel primo film e che ha poi avuto dei cameo anche nei sequel. Ha comunque recitato in un ruolo importante in Aquaman, dato che Vulko è altro che il mentore dell’eroe protagonista.

https://youtu.be/quuxa3hIbkw

Ultimo, ma non ultimo è Michael Keaton, che all’epoca guadagnò molti consensi per la sua interpretazione di Bruce Wayne/Batman in Batman (1989) e Batman – Il ritorno di Tim Burton (1992) mentre quest’anno per la Casa delle idee interpreta nel film Spider-Man: Homecoming il personaggio di Avvoltoio.

Per tutti gli approfondimenti sui film di Batman vi rimandiamo al nostro articolo che potete trovare qui.

Intervista a Roberto Cianfarani

Roberto CianfaraniCome sapete Batman Crime Solver è sempre molto attento ai disegnatori italiani. Oggi e’ il turno di Roberto Cianfarani, un autore veramente interessante, che ha al suo attivo diverse mostre nazionali ed internazionali, immagini per la rivista Previous di casa Marvel e soprattutto la redazione di una illustrazione per il libro dedicato ai 60 anni di vita del personaggio Batman, di cui vi parlerò in modo più approfondito con gli autori. Ma andiamo con ordine. Roberto Cianfarani, disegnatore di varie testate ed espositore in Italia e all’estero di diverse tavole, è stato così gentile da rispondere alle nostre innumerevoli curiosità. Ne è risultata una lunga ed interessante intervista che spazia dalla professione generale del disegnatore di fumetti, alle scelte personali e particolari di Roberto, ma soprattutto alla sua passione per l’uomo pipistrello.

Stefano: Ciao Roberto, facciamo un po’ la tua conoscenza con qualche domanda che riguarda te e il tuo lavoro. Quando hai iniziato a disegnare e quando hai deciso che questa sarebbe stata la tua professione? Cosa ti ha spinto a voler diventare un disegnatore e illustratore?

Roberto: Ciao Stefano. La passione per il disegno ed il fumetto è stata reciproca… mi ricordo che, quando ero piccolo, la prima volta che ho messo piede in un’ edicola, ( all’epoca non c’erano le fumetterie) ho visto i bambini, piu’ o meno della mia età, comprare Topolino o Braccio di Ferro… Mentre mio padre stava per comprare anche a me Topolino… lo bloccai dicendogli che volevo “quello” indicandolo con il dito. Era L’Uomo Ragno. Subito dopo fu la volta di Batman che ancora oggi rimane il mio preferito; ecc…le loro gesta, il loro coraggio mi stregarono, e decisi così di diventare un disegnatore, ossia colui che disegnava quelle figure che davano cosi tante emozioni a noi lettori.

Stefano: Hai fatto studi di settore per migliorare le tue abilità nel disegno e se sì quali?

Roberto: Sono stato fortunato perchè in famiglia avevo un parente sceneggiatore che mi diede la possibilità di frequentare la Scuola Romana dei Fumetti, che aveva appena aperto… La scuola mi diede occasione di conoscere disegnatori italiani eccezionali e di capire cosa è un fumettista! E quindi rendersi conto di tutto quello che sta dietro al singolo numero di un fumetto; qualcosa di diverso dal mio immaginario. Cosi iniziai a muovere i primi passi come disegnatore.

Stefano: Quale autore ha contribuito di più alla tua formazione fumettistica?

Roberto: Il mio primo disegnatore, quello a cui più mi ispiro è John Buscema, che ho avuto il piacere di conoscere. Poi Jack Kirby, Marc Silvestri, Jim Lee, Adam Hughes, Alex Toth, Claudio Villa, Sergio Toppi e per finire Simon Bisley; questi sono solo alcuni di quelli che più amo.

Stefano: Puoi parlarci un po’ della tua carriera. Per quali editori hai lavorato, a quali progetti e con quali autori? Ci sveli anche il lavoro ami che ami di più?

Roberto: Sarebbe troppo lunga descriverla, così, per non annoiarvi, mi limiterò a raccontarvi i momenti piu’ importanti. Uscito dalla Scuola Romana dei Fumetti ho iniziato a girare le fiere del fumetto, in primis Roma e Lucca, ma ad Expo-cartoon, così si chiamava la fiera di Roma prima, incontrai editori e disegnatori… portai i miei disegni ad una casa editrice, la Kings Comics, che cercava disegnatori, e così pubblicai Morrison, un guerriero ambientato in un mondo fantasy. Subito dopo, grazie alla visibilità che Morrison mi aveva dato, partecipai alla pubblicazione di Batman la Leggenda, dove ho avuto l’onore di essere affiancato alle illustrazioni dei disegnatori più bravi di quel momento, non voglio far nomi per non fare un torto a nessuno; trovatelo e vedrete…

Stefano: Siamo nell’epoca della globalizzazione. Quale pensi sia il futuro del fumetto cartaceo? Esisterà ancora tra 10 anni?

Roberto: Certo… il fumetto è un’ alternativa alla fantasia. Raccontare, esprimere con una storia illustrata, vicende, morali, principi…  di sicuro non ci sarà più la carta… e il computer prenderà il posto della matita; ci saranno nuovi modi di fare fumetto…

Stefano: Raccontaci come e quale è stato il tuo approccio con la conoscenza del personaggio di Batman?

Roberto: Batman come ho detto prima è stata la mia seconda lettura, ma come già spiegato è il personaggio che, ad oggi, è posizionato, indiscusso, al primo posto. La bellezza di Batman non è solo nel personaggio, ma nell’ universo che lo circonda… questo secondo me lo rende unico.

Stefano: Grazie per la tua disponibilità. Vuoi salutare i nostri lettori?

Roberto: Grazie a te Stefano, e grazie a tutti.

Batman vs Joker by Roberto Cianfarani

Legends of Tomorrow

La serie Legends of Tomorrow, spin-off di Arrow e Flash, vanta un cast di star come Victor Garber (The Flash, Alias),Brandon Routh (Arrow, Superman Returns), Arthur Darvill (Doctor Who), Caity Lotz (Arrow),Ciarra Renee (Pippin), e Franz Drameh (Edge of Tomorrow), Dominic Purcell (The Flash, Prison Break) eWentworth Miller (The Flash, Prison Break).
Quindi presto, alla saetta rossa e freccia verde si aggiungerà un vascello sovraccarico di nuovi supereroi taragato FINALMENTE DC Comics. Infatti presto riusciremo a vedere, anche sulle reti mediaset (probabilmente Italia uno) il debutto di questa nuova serie in onda sul canale della CW.
Il telefilm ci narra la storia di Rip Hunter (Arthur Darvill), un viaggiatore nel tempo che torna ai giorni nostri per dare la caccia al malvagio Vandal Savage (Casper Crump), uomo immortale che vaga da più di seimila anni sulla terra con un solo intento: distruggere l’umanità ed ottenere così il controllo sul mondo intero. Per compiere però la sua missione Rip sarà costretto a riunire una squadra di eroi e criminali accomunati dal desiderio di fermare l’avanzata di Vandal.

Questa nuova serie proviene da Bonanza Productions Inc. in associazione con Berlanti Productions e Warner Bros. Television. Greg Berlanti (The Flash, Supergirl, Arrow) il produttore esecutivo al fianco di Marc Guggenheim (Eli Stone, Percy Jackson: Il mare dei mostri), Andrew Kreisberg (The Flash, Warehouse 13) e Sarah Schechter (The Flash, Pan), è realizzata sulla base dei personaggi della “DC Comics”di cui alcuni già apparsi, chi prima chi dopo, in alcuni degli episodi speciali cross-over di The Flash e Arrow. Tra le vecchie conoscenze ricordiamo il professor Martin Stein (Victor Garber), che per un breve periodo ha sostituito il ‘defunto’ Dr. Wells al fianco di saetta rossa, e la sua nuova inscindibile metà Jefferson ‘Jax’ Jackson (Franz Drameh), insieme come Firestorm; o ancora Leonard Snart a.k.a Capitan Cold (Wentworth Miller), scaltro criminale e collaboratore occasionale di The Flash, e il suo socio Mick Rory (Dominic Purcell), anche conosciuto come Heat Wave. Ma impareremo anche a conoscere meglio alcune interessanti new entry come, ad esempio, la coppia di pennuti giganti più affascinanti della tv formata Hawkigirl e Hawkman, rispettivamente Kendra Saunders (Ciara Renée) e Carter Hall (Falk Hentschel), apparasi per la prima volta negli episodi cross over di The Flash e Arrow: ultima reincarnazione di un principe egizio, Carter è destinato ad amare e proteggere Kendra, sua anima gemella, nei secoli dei secoli. Legends of Tomorrow, che vedrà per altro come guest star Grant Gustin (Barry Allen / Flash) e Stephen Amell (Oliver Queen/Freccia Verde), sarà composta da 16 episodi il primo dei quali andrà in onda il prossimo 21 gennaio sempre sul canale della CW. Intanto in Italia, è stato già scelto il cast di doppiaggio.  Ambrogio Colombo tra cui ricordiamo il doppiaggio sui personaggi di Kaioh, Hyo e Yasha in Ken il guerriero interpreterà: Professor Martin Stein / Firestorm. Il giovane Marco Vivio, che ha esperienza di supereroi specie in chiave Marvel per aver rappresentato in diverse salse Spiderman rappresenterà Ray Palmer / Atom. Questo è un saluto speciale per tutti voi lettori di Batman Crime Solver.

La brava ed esperta Valentina Mari interpreterà Sara Lance / White Canary, mentre l’ottimo Francesco Prando presterà la sua voce a Mick Rory / Heat Wave e Roberto Certomà a Leonard Snart / Captain Cold. Insomma nei prossimi giorni del 2016 ci sarà pane per i nostri denti…non vediamo l’ora!|

Legends of Tomorrow

Legends of Tomorrow