La Caduta degli Dei

a cura di Dan Cutali

Sembra proprio che la DC Comics, negli ultimi trent’anni, abbia voluto abituare gli aficionados alla distruzione e al rimodellamento dei propri miti, icone inossidabili nell’immaginario americano e mondiale. Che sia una manovra di marketing o di semplice rinnovo dell’iconografia, l’operazione comincia nel 1985 con il terremoto Crisis on Infinite Earths. La miniserie in dodici numeri scritta da Marv Wolfman e disegnata da George Pérez funziona da spartiacque nel confuso universo e nel lore creato dalla casa editrice statunitense. Viene cancellato il multiverso costituito da un’infinità di Terre parallele, talvolta inventate anche soltanto per trovare un semplice escamotage alle trame pensate dagli sceneggiatori. Vengono anche letteralmente disintegrati e uccisi due personaggi fondamentali del DC Universe. Il primo è il Flash della Silver Age, quel Barry Allen amato da tutti e che dà inizio a una nuova era super-eroistica nel 1956, chiudendo simbolicamente con la sua morte un cerchio importante. Il secondo personaggio a venire spazzato via è Supergirl, la Kara Zor-El cugina kryptoniana di Superman sopravvissuta alla distruzione del pianeta sulla città volante Argo City. Morti necessarie per uno scopo superiore, viene ordito da Wolfman e dagli editor della DC. Ma fu soltanto l’inizio degli stravolgimenti di ambienti e trame.

Nel 1992 la DC Comics ha il coraggio di essere ancora più iconoclasta. È l’anno in cui anche i telegiornali parlano di The Death of Superman. Dan Jurgens, Roger Stern, Louise Simonson, Jerry Ordway e Karl Kesel, sotto l’egida dell’editor Mike Carlin, scrivono una sceneggiatura che abbraccia tutte e quattro le testate dedicate al simbolo supereroistico americano per eccellenza, soltanto per distruggerlo e portarlo alla sconfitta definitiva. Doomsday è la nemesi prescelta, un inarrestabile mostro frutto di un esperimento genetico sulla sopravvivenza in ambienti ostili da parte di un folle scienziato alieno senza scrupoli. Semplice e lineare: Doomsday, arriva sulla Terra e inizia radere al suolo tutto ciò che gli si para davanti. Arriva fino a Metropolis e all’inevitabile scontro finale a suon di botte da orbi con l’Uomo d’Acciaio, nell’ormai famosissimo numero 75 della testata omonima in cui il supereroe muore per le gravissime ferite ricevute, alla pari del mostro stesso. L’ultimo e significativo sacrificio, l’immolazione di un uomo (qui non importa se alieno o meno) per permettere all’Umanità di continuare a esistere. Qui si potrebbe tirare in ballo il fatto che a continuare a esistere siano i valori di Verità, Giustizia e del Modo di Vivere Americano, ma è meglio allargare il discorso a tutto il pianeta e alla razza umana in genere. Il lungo percorso sui quattro albi mensili di Superman è un successo epocale di vendite per la casa editrice.

Se la morte di Superman significa la fine di un simbolo un po’ bacchettone di rettitudine, giustizia e onestà, tutto quello che segue dopo, ovvero le run chiamate Funeral for a Friend e Reign of the Supermen, servono per arrivare alla caduta di un altro mito: Lanterna Verde. Non contenta, la DC Comics annichilisce un altro esempio di valore eroico per eccellenza. Anche se Hal Jordan è un pilota collaudatore di caccia militari molto irresponsabile, la sua controparte in costume e anello del potere è un poliziotto cosmico con una reputazione di grande rettitudine, coraggio, giustizia e altruismo che lo precede in tutta la Galassia conosciuta. E allora cosa succede se la psicologia di questo personaggio buono, buonissimo che più non si può, viene buttata in centrifuga, stropicciata, stravolta e infine stracciata? Ecco che da eventi collegati alla saga Reign of the Supermen nasce quell’Emerald Twilight che restituisce ai lettori un Hal Jordan completamente votato al Male. E chi l’avrebbe mai detto?

La drammatica caduta di Lanterna Verde parte dal numero 48 della testata dedicata al Cavaliere di Smeraldo. Ron Marz e Darryll Banks ci presentano il Superman Cyborg, tra i quattro protagonisti di Reign of the Supermen rivelatosi poi essere il supervillain Hank Henshaw, che si allea con il potente alieno Mongul per creare un’armata di Mondoguerra, pianeti-arma semoventi utili alla conquista dell’Universo. Nell’intenzione dei due, la Terra dovrà far parte di questo esercito di super-armi e uno dei punti dove verrà installato il gigantesco motore cosmico che la farà muovere nello spazio sarà proprio Coast City, città natale di Hal Jordan in cui vivono ancora tutti i suoi cari. La città viene rasa al suolo da una serie di bombe causando milioni di morti e, ça va sans dire, questa è la molla che fa scattare la follia di Lanterna Verde. Indimenticabili le scene della discesa del supereroe verso l’oblio, nelle quali parla con i fantasmi degli abitanti di Coast City in mezzo a quello che rimane della città, soltanto crateri. Questa diventa la sua fissazione, questa la sua pazzia: il non aver potuto far nulla per salvare la sua città. È la metafora del pesantissimo macigno della responsabilità, del dover essere eroe a ogni costo e in ogni momento, senza tener conto che tra gli enormi poteri in dotazione alle Lanterne Verdi non vi è quello dell’ubiquità. E allora tenta di percorrere la strada che crede più semplice per far assopire il proprio dolore: ricreare Coast City e far vivere di nuovo tutti i suoi abitanti. Ovvero, ma lui non se ne rende più conto, diventare un dio sollevando nel lettore tutti i risvolti etici della questione.

Hal Jordan sa bene che il potere del suo anello è insufficiente a ricreare in modo stabile una città di sette milioni di persone. Ha bisogno di altro potere che può essergli dato soltanto dalla Batteria Centrale situata su Oa, il pianeta dei suoi “superiori”, i Guardiani dell’Universo che hanno creato il Corpo delle Lanterne Verdi. Ecco che l’Uomo, ormai totalmente folle, rientra per l’ennesima volta nel tòpos del viaggio dell’Eroe, al contrario però perché si trasforma in un dio del Male. Durante il percorso verso Oa, l’escalation di violenza arriva ai massimi livelli: uccide tutti i suoi ex-compagni del Corpo, rubandogli gli anelli. I Guardiani, per contrastare Jordan e l’immenso potere acquisito, liberano il suo più grande nemico dalla prigione in cui lambiva da anni, la stessa Batteria Centrale citata sopra. È quindi Sinestro a doverlo affrontare, in passato suo insegnante e poi sua unica nemesi. Hal Jordan uccide anche lui. Superato ormai il punto di non ritorno, arriva su Oa e si ritrova davanti i Guardiani. I nanerottoli blu, come li chiama Kilowog, sergente istruttore del Corpo caduto anche lui per mano di Jordan, soccombono e inviano sulla Terra il loro unico emissario sopravvissuto, Ganthet. Intanto, Jordan si tuffa in quello che rimane della Batteria Centrale e ne assorbe tutto il potere possibile. Ne esce trasformato in un nuovo personaggio, finalmente paragonabile davvero a un dio: Parallax. Il suo potere è tale che può cambiare davvero ciò che è avvenuto a Coast City, cambiando il flusso temporale e resettando la realtà. Quello che accade dopo porta all’evento crossover chiamato Zero Hour, viene fatta luce sulla vera origine di Parallax e la trama architettata alle spalle del povero Hal Jordan. Ma questa è un’altra storia.

 

Il punto interessante è evidenziare che cosa possa far diventare totalmente folle una persona con una volontà di ferro, onesta e buona. Qualcosa che nella realtà potrebbe accadere a chiunque. Al di là del fumetto super eroistico, un altro esempio lampante è il film Un Giorno di Ordinaria Follia di Joel Schumacher e la DC Comics fa cadere un altro dei suoi pilastri utilizzando proprio questo schema narrativo.

Prima di Crisis, in casa DC Comics era tutto nero o bianco. Era l’epoca dell’ingenuità, dell’eroe senza macchia e senza paura di cui l’America (badate bene, non il mondo) poteva e doveva andare fiera. Le ultime incarnazioni della casa editrice di Burbank  si sono invece adattate ai tempi e ai gusti dei lettori. Più smaliziati, più desiderosi di leggere di veri problemi e non della solita invasione dallo spazio. La concorrenza con la Marvel è tosta: la Casa delle Idee e dei super-eroi con super-problemi è sempre al primo posto delle vendite a causa della maggior vicinanza alle moderne tematiche adolescenziali. Quale migliore occasione per la DC Comics di distruggere i propri miti un po’ stucchevoli e fin troppo “normali” nella loro super-potenza, per poi farli risorgere dalle ceneri lasciate da situazioni invece fin troppo estreme? Talmente drastiche da lasciare sconvolto anche il lettore più smaliziato.

Possibile il crossover tra Gotham e l’Arrowverse, parola di David Mazouz

Fin da quando abbiamo visto le prime immagini della serie Gotham, ci siamo chiesti se Bruce Wayne potrebbe mai interagire con le attuali serie CW in un possibile crossover e in qualche modo avere a che fare con gli eroi dell’Arrowverse. Tali crossover sono stati resi realtà già in tutte le serie attualmente in corse: Arrow, The Flash, Supergirl e DC Legends of Tomorrow.
Questo significa che si potrebbe potenzialmente vedere un giovane Bruce Wayne da Gotham interagire con personaggi del calibro di Green Arrow in un crossover?
David Mazouz, il giovanissimo attore californiano, star indiscussa della serie Gotham nei panni di un giovanissimo Bruce Wayne, intervistato da Movie Pilot, ha dichiarato: “Penso che potremmo facilmente fare un crossover grazie a Flash, perché lui viaggia nel tempo. L’ostacolo più grande prima che arrivasse Flash, quando c’era solo Arrow, era che Gotham è ambientato nel passato, mentre Arrow nel presente. Non siamo nello stesso tempo, quindi come è possibile un crossover? Tuttavia, ora che sappiamo che il viaggio nel tempo non è solo stato introdotto, ma ampiamente usato con Legends of Tomorrow e The Flash, è molto plausibile che un crossover possa accadere, perché potremmo tornare indietro nel tempo e visitare Gotham. Lo sostengo in pieno. Sono un grande fan. Penso che sarebbe fantastico.”

Stephen Amell, David Mazouz and Grant-Gustin

Quando poi gli è stato chiesto se ci fosse un personaggio particolare, con cui Bruce Wayne vorrebbe interagire con, Mazouz ha suggerito:
“Mi piacerebbe per Bruce interagire con un giovane Clark Kent. Batman V Superman fa apparire Gotham e Metropolis come città gemellate distaccate da tutta una baia. Se questo è il caso, allora Clark Kent potrebbe prendere una barca attraverso la baia e visitare Gotham. Penso che potrebbe essere davvero cool.”
Abbiamo trovato questa sua dichirazione, spiritosa quanto intraprendente.
I personaggi “cattivi” di Gotham si stanno moltiplicando e Bruce Wayne, presto sara’ Batman ed avrà certo bisogno di essere aiutato da qualche altro supereroe. Chi verra’ in suo soccorso?

DC: Rebirth – Tutto cambia, niente cambia

Rinascita, (in inglese Rebirth, conosciuto anche come DC Universe Rebirth) costituisce il rilancio dell’universo supereroistico della DC Comics dopo la chiusura delle serie nate con il reboot dei New 52 del 2011.

A distanza di 5 anni e in seguito ad una crisi di vendite Geoff Johns (direttore creativo della DC) ammette che la nuova continuity ha appiattito le storie dei personaggi DC, impoverendo la mitologia anche di eroi iconici quali Superman, Batman, Wonder Woman e molti altri.

L’inizio della saga di un nuovo multiverso DC inizia il 25 maggio 2016 con la distribuzione dell’albo DC Universe: Rebirth n.1, scritto da Geoff Johns e disegnato da Gary Frank, Ivan Reis, Ethan Van Sciver e Phil Jimenez. Dal mese di Gennaio, come negli Stati Uniti, anche in Italia la rinascita ha coinvolto gradualmente e progressivamente tutti gli spillati del parco testate RW Lion e riguarda non soltanto la numerazione, il sommario e la continuity, ma anche la periodicità: Batman, Superman, Flash, Wonder Woman, Lanterna Verde, Justice League e Suicide Squad/Harley Quinn sono diventi infatti quindicinali.

Dopo la pubblicazione ad inizio gennaio di Universo DC: Rinascita, vero e proprio prologo che fa da apripista al nuovo status quo, i primi titoli a rinascere sono stati quelli di Batman e Superman, i personaggi-bandiera dell’editore di Burbank. Sul quindicinale del pipistrello di Gotham City, oltre alla rinascita di Batman, in appendice si trovano anche Detective Comics e Nightwing, mentre sul quindicinale del figlio di Krypton possiamo leggere la rinascita di Superman, Action Comics e la controversa New Super-Man. La Principessa Amazzone e il Velocista Scarlatto sono titolari principali di una testata a loro dedicata: su Flash sono pubblicate anche le avventure di Aquaman e Green Arrow, mentre su Wonder Woman c’è la miniserie di Poison Ivy, e da marzo le serie Trinity e Superwoman. Lanterna Verde invece vede pubblicata la rinascita di Hal Jordan and The Green Lantern Corps. Queste le altre testate Lion interessate dal Ribirth: Justice League, Justice League America, Suicide Squad/Harley Quinn e Batman Il Cavaliere Oscuro.

L’iniziativa DC: Rebirth ci ha restituito il passato degli eroi, e ci ha ridato anche il vero Superman. È sempre lui, anche se non porta più le mutande sopra ai pantaloni. Il problema della DC Comics è che, malgrado i suoi eroi siano noti grazie agli altri media (cinema, tv, videogames…), spesso i giovani non ne leggono i fumetti (iniziati negli anni ’30-’40) per paura di dover recuperare tonnellate di vecchi numeri al fine di comprendere le storie attuali. Ogni tanto è quindi necessario un “colpo di spugna” alla continuity per cancellare parte del passato e facilitare l’inizio della lettura alle nuove generazioni.

Da gennaio la DC Comics ha quindi varato anche in Italia l’iniziativa editoriale Rebirth: tutte le sue testate principali hanno azzerato la numerazione e la periodicità. Stavolta però non si tratta di un reboot (non avrebbe senso, sono passati solo cinque anni dall’ultimo!), bensì di una sorta di “marcia indietro” per recuperare quel che di buono c’era nel passato, che era stato cancellato.

 

Facciamo un piccolo riassunto.
Nel 2011 Barry Allen/Flash (su testi di Geoff Johns e disegni di Andy Kubert) era tornato indietro nel tempo per salvare sua madre Nora, uccisa da Eobard Thawne (aka Professor Zoom aka Anti-Flash).

Così facendo fece nascere una nuova linea temporale, detta Flashpoint, in cui Nora era ancora viva,  infatti nella storia, la realtà spazio-temporale di Terra-0 viene alterata e manipolata da Reverse-Flash. Si crea quindi una nuova linea temporale denominata convenzionalmente Flashpoint timeline in cui tutto il destino del mondo era stato modificato.
La capsula che trasportava Kal-El in fasce, anziché tra i campi di Smallville, si schiantò nel mezzo di Metropolis. Il piccolo fu preso in custodia dai militari e crebbe come alieno di esperimenti da laboratorio senza mai vedere il sole.

Il proiettile di Joe Chill uccise il piccolo Bruce Wayne, e fu suo padre Thomas a divenire Batman.

Ma, soprattutto, Aquaman e Wonder Woman erano nemici mortali a causa di una guerra tra Atlantide e Themyschira (l’isola delle amazzoni) di cui stava facendo le spese il mondo intero.

Per scongiurare l’apocalisse, Barry decise a malincuore di tornare nuovamente indietro nel tempo e fermare se stesso, sacrificando sua madre.

Tutto ciò è stato riassunto nel bel film animato per l’home video Justice League: The Flashpoint Paradox (2013) diretto dallo stesso regista di Justice League Dark .

Ciò però non ripristinò il vecchio continuum, bensì originò una terza linea temporale, soprannominata dalla DC New 52 (dato che 52 testate avrebbero ricominciato la numerazione da 1).

Nell’universo New 52 Flash e soci erano più giovani, avevano fondato la Justice League da appena cinque anni, e molti eventi e personaggi del loro passato erano scomparsi senza che loro ne conservassero il ricordo (il perfetto starting point per nuovi lettori).

Se da un lato la realtà New 52 portò belle sorprese (come il ritorno di Barbara Gordon nei panni di Batgirl), dall’altro gli autori caddero nella tentazione del restyling probabilmente non necessario.

Da tempo molti sostenevano che Superman era troppo puro e perfetto per i gusti scaltri del pubblico d’oggi. Grant Morrison (Arkham Asylum  tra gli altri capolavori), colse l’occasione del reboot per proporre un nuovo Superman che facesse abbandonare l’idea del boy-scout sorridente che aiuta i gattini a scendere dall’albero. Un Superman che, nei flashback sugli inizi della sua carriera, non si faceva scrupolo a minacciare di scaraventare un boss mafioso giù da un palazzo se questi non avesse ammesso i suoi crimini, il tutto sotto agli occhi dei poliziotti che lo tenevano inutilmente sotto tiro.

Un Superman visto dall’umanità non come un eroe e un modello, bensì come una potenziale minaccia aliena.

Un Superman che, invece di flirtare con Lois Lane, flirta con Wonder Woman.

Nel frattempo però le vendite delle varie collane erano iniziate a calare. Il reboot New 52 aveva sacrificato alcune storie e personaggi, scontentando i vecchi fans affezionati alle storie originali dei supereroi.

Ad esempio, Superman, il nuovo azzurrone sfrontato e dai modi spicci era antipatico a molti, non è stato molto amato dal momento che lui inizialmente rappresentava la purezza di cuore di Kal-El (ai limiti dell’ingenuità).

Ecco allora che, da maggio 2016 (gennaio 2017 per l’Italia), Geoff Johns e la DC hanno varato l’iniziativa Rebirth: la continuity pre e post Flashpoint si sono sovrapposte per creare un universo (si spera) definitivo.
Il che ha permesso un coup de theatre perfetto per ri-aggiustare i nostri eroi preferiti. Vi anticipiamo qualcosa che riguarda il Superman di New 52, che muore per un avvelenamento da radiazioni, accumulatosi per varie battaglie precedenti.

E mentre Lex Luthor (con armatura robotica) si appresta a sostituirlo, arriva il colpo di scena. Scopriamo infatti che il Clark Kent della realtà pre-Flashpoint, la “sua” Lois Lane, e il loro figlio Jon, in qualche modo avevano continuato ad esistere anche nella nuova linea temporale. Il vecchio Clark agiva in segreto, lasciando i riflettori al se stesso più giovane. Ma, ora che il “fratellino minore” è venuto a mancare, il vecchio Superman decide di raccoglierne l’eredità. Per quanto riguarda Batman, vi svelerà tutto Marco “Spider-Ci” Novelli. nella recensione del primo story-arc targato Rebirth, che pubblicheremo a breve sul nostro blog.

Stay tuned ! 😉

 

Batman v Superman: Dawn of Justice – Recensione di Daniele Cutali

Tra i tanti e diversi incontri fatti sia sul web, che di persona, mi è capitato di conoscere Daniele Cutali. Un fan DC, come noi, che ha scritto una recensione su Batman v Superman: Dawn of Justice. Mi faceva piacere condividerla con voi anche per poter discutere sul film, che ormai avremmo visto tutti, o quasi. Annovero questa recensione nella sezione “Le vostre esperienze”.

Batman v Superman - La prima locandina per i cinema italiani

Batman v Superman – La prima locandina per i cinema italiani

Sono un fan, con tutto quello che ne consegue. Lo sanno tutti, chi mi conosce e ormai anche chi no. L’ho dichiarato da più parti, seguo con amore sconsiderato la DC Comics dal lontanissimo periodo 1976-1978, quando da bambino sfogliavo gli albi di Superman, Batman e Flash dell’Editrice Cenisio. Sognavo mantelli rossi, super-velocità scarlatte e investigazioni cupe dalle orecchie a punta. Poi venne tutto il resto, nei secoli dopo, anche gli albi originali americani d’importazione. Quindi sarà dura essere obiettivo con questo film, per motivi affettivi di lunga lunghissima data. Come premessa ci tengo a dire che, a parte le avventure in singolo di Supes e Bats che si sono susseguite negli anni, finora un team-up del genere noi appassionati ce lo saremmo soltanto sognato. Allora, finalmente è stato prodotto un capolavoro targato DC Comics? No, ma è un gran bel film con qualche perplessità, che lascia alcune domande esistenziali per chi conosce i personaggi come le proprie tasche.

Tanti, forse troppi, puntano il dito su Zack Snyder come sugli sceneggiatori Chris Terrio e David S. Goyer, quest’ultimo autore dei soggetti per la trilogia del Batman di Nolan, completamente fuori continuity ma mica pizza e fichi, e di quel gioiello che è Da Vinci’s Demons. Di Snyder ne criticano la regia , il montaggio, un po’ tutto, e non ne comprendo la ragione. Sarò un fan cieco? No, non credo. Personalmente, il discorso dal punto di vista supereroistico con Snyder, poteva già essere chiuso in positivo con Watchmen (Sucker Punch e 300 esulano da tutine attillate e mantelli, anche se il secondo è tratto da un graphic novel dell’immenso Frank Miller). Ma invece ha proseguito sulla strada della profondità di significato, lasciando le allegre sdrammatizzazioni alla concorrenza, dove si è in vena di scherzare anche quando il mondo sta implodendo su se stesso. Legittime differenze di vedute. Snyder invece sa interpretare la quintessenza dell’azione sul grande schermo come pure le implicazioni filosofiche che i protagonisti trasudano da ogni poro del costume. Certo, non lo fa alla perfezione e la causa va ricercata nel troppo materiale a disposizione, al doverlo comprimere in già due ore e mezza di film. Il messaggio però, arriva dritto come un missile. Lo fa soprattutto con Watchmen e con questo Dawn of Justice, ponte per i film corali sulla Justice League.

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La domanda che sta alla base di questo film cupo, oscuro, arrabbiato e crudele, è: ma se Superman per qualsiasi ragione impazzisse o qualcuno potesse controllarne la mente, chi potrebbe fermare un alieno con i poteri di un dio? E lasciate da parte Thor, per favore. C’è da dire che effettivamente, è una domanda davvero lecita. La risposta va cercata in Batman, il cui dubbio diventa tarlo e poi ossessione. Da come comincia, infatti, potrebbe sembrare un film di Batman. Invece, è un film “con” Batman, è diverso. Perché il Cavaliere Oscuro interpretato da Ben Affleck, purtroppo sempre plastico nelle sue espressioni inesistenti, è incazzato nero per la distruzione e i morti che a suo tempo la lotta tra il Generale Zod e Superman hanno causato a Metropolis e dintorni. Ovvio che in queste scene si sprecano le reminiscenze nei confronti dell’11 Settembre, ormai incubo di tutti gli sceneggiatori americani, tra macerie, calcinacci e nuvoloni di polvere di cemento. Quello di Affleck è un Batman sulla quarantina, appesantito da vent’anni di lavoro da vigilante nella confinante Gotham City. Primo appunto: nelle scene dedicate a Batman e Gotham manca il Commissario Jim Gordon, da sempre pedina fondamentale del pipistrello. Come già detto, però non è un film di Batman. E nonostante l’inespressività e lo sguardo vuoto, Affleck è un buon interprete del Cavaliere Oscuro. Per delinearlo psicologicamente e fisicamente, Snyder, Terrio e Goyer hanno preso a piene mani dal capolavoro The Dark Knight Returns di Frank Miller, anche il costume.

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Superman balza al centro delle cronache perché non viene più visto come l’eroe salvatore del mondo ma appunto come una macchina di distruzione. E qui entra in scena Lex Luthor, la classica nemesi di Superman, ma trasformato in un personaggio molto strano per il canone fumettistico. A metà tra una checca isterica e il Joker di Heath Ledger, un folle oltre ogni limite, almeno a me è parso così – sarà stato un omaggio da parte di Snyder? –Jesse Eisenberg interpreta il deux ex-machina malvagio che allerta il governo sul pericolo di avere un super-alieno davvero in grado di distruggere il pianeta, se solo volesse. Da qui in poi lo svolgersi della trama, o dei vari plot, perché ce ne sono parecchi, avviene tutto in super-velocità. Le citazioni fumettistiche sono innumerevoli, a cominciare dai flashback e i flashforward di Bruce Wayne. Per non rovinare la sorpresa, parlo soltanto di una premonizione di Batman nella quale avviene proprio ciò di cui ha più timore: un Superman diventato cattivo forse per mano di… un’enorme Omega disegnata sul terreno in mezzo alle rovine di Metropolis dovrebbe far riflettere ed essere foriera di un oscuro presagio su chi sarà il super-villain del prossimo film sulla Justice League. Probabile che moltissime altre citazioni vadano perdute per chi non ha seguito la serialità e i graphic novel della DC Comics.

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Snyder è stato accusato di aver montato il film in modo troppo frenetico, senza linearità e continuità tra le varie sequenze infilate una dietro l’altra ad alta compressione, per narrare e far vedere troppe cose. Sì, in effetti c’è tanto, troppo materiale sullo schermo, come già dicevo. Ma io trovo che sia proprio questa la forza del film. Chi si è lamentato quando fu pubblicata Crisis on infinite Earths, il maxi-crossover che nel 1985 cambiò per sempre la storia della DC Comics? Penso pochi. Ecco io credo che lo spirito e il senso sia quello, premonizioni-cambi inquadratura-personaggi in quantità-cambi scena. Viene fuori tutto ciò che ci si aspetta dalla storia di icone pop quali sono Superman e Batman. E vogliamo parlare della terza icona che da sempre forma la Trinità DC Comics? Non sapevo cosa attendermi dalla modella israeliana Gal Gadot, interprete di Diana Prince/Wonder Woman. Nell’immaginario popolare è ancora ben viva la figura di Lynda Carter in short stellati e coroncina dorata, la Wonder Woman dai tratti tipicamente caucasici statunitensi e gli occhioni azzurri della serie televisiva della seconda metà degli anni ’70, che fece innamorare più di un adolescente appassionato e non di fumetti. Ma in quel periodo non era ancora stata riscritta la storia dell’Amazzone. Appunto, amazzone. Greca fino al midollo, dell’Isola Themyscira e che ha combattutto contro il dio Ares. Questa è la storia riscritta subito dopo Crisis on infinite Earths dal mitico George Peréz. E allora Gal Gadot è lei. A parte la bellezza mediterranea mozzafiato e i lineamenti vagamente somiglianti a quelli di Natalie Portman, la Wonder Woman di Gal Gadot è una guerriera coi controcazzi! E tante scene con lei protagonista sono riprese dal suo fumetto seriale, proprio quello di Peréz.

Wonder Woman Gal Gadot

Wonder Woman Gal Gadot

Dawn of Justice è un film dai colori scuri, quasi senza speranza, non per bambini ma per quei bambini ancora vivi dentro gli adulti che hanno centinaia di albi DC Comics in casa (o in cantina, come me). La solarità dei film che l’hanno preceduto è stata spazzata via per rendere umano un personaggio come Superman, assurto a falso Dio ma pieno di punti deboli nonostante l’invulnerabilità, che quando anche il Governo della nazione che protegge non si fida di lui, non sa più che fare. Soltanto l’amore per Lois e per sua madre gli fanno trovare la via. Questo è il senso di un fumettone con sotto sotto radici filosofiche che affondano nel cammino messianico dell’eroe, anzi del supereroe, fino all’estremo sacrificio per l’Umanità tutta. Non solo per l’America, questo Snyder e soci lo fanno ripetere più volte e meno male aggiungo io. Fine del supereroismo americanocentrico.

Ed ecco il secondo appunto, che mi ha fatto notare un caro amico, lui marveliano. Zack, Zack, come è possibile che a causa soltanto di un nome in comune tra i due rivali, che si sfracellano di botte a colpi di vista a raggi infrarossi, armatura e lancia di kryptonite, nel giro di mezzo secondo diventino alleati, amici, uniti per la vita contro il nemico in comune, umano e mostro? Misteri dei cinecomics con tanto di battuta. Adesso cominciamo il conto alla rovescia per Suicide Squad e poi per il film a solo di Wonder Woman e la prima parte di quello sulla Justice League nel 2017. Il DC Universe è finalmente arrivato al cinema!

Daniele Cutali

Batman v Superman se non avete letto i fumetti

Ancora prima della resa dei conti cinematografica tra il Crociato Incappucciato e l’Uomo d’Acciaio in Batman v Superman: Dawn of Justice , su Twitter ha iniziato a circolare l’hashtag #whowillwin (#chivincera). Tra noi, appassionati di fumetti e tra chi ha già visto il film è facile notare la grande influenza de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, il classico scritto dal fumettista e sceneggiatore Frank Miller, il costume di Robin nella teca della bat-caverna con il riferimento a Morte in famiglia. Ma tra gli spettatori ci saranno anche normali frequentatori di cinema, che vedendo il titolo si chiederanno perplessi come mai Batman e Superman si scontrino, dal momento che in teoria sarebbero amici, anzi super amici. Per gli appassionati le sole parole “Dawn of Justice” (“l’alba della giustizia”) sono sufficienti per capire che alla fine Batman e Superman dovrebbero riuscire ad appianare le loro divergenze e, con l’aiuto di Wonder Woman, fare un passo verso la creazione della Justice League: finalmente la risposta della DC Comics al gruppo di supereroi Marvel degli Avengers. Per lo spettatore medio però tutto questo potrebbe non essere così chiaro. Tra amici, colleghi e addirittura celebrità, la domanda che continua a saltar fuori è sempre la stessa: «Perché combattono tra loro?». Mettiamo insieme i cinque punti fondamentali per chi fa parte della seconda categoria e vuole mettersi in pari (con qualche spoiler minimo, ma solo per chi non ha visto i trailer).

1. Superman ha salvato una città distruggendola
Il film del 2013 L’uomo d’acciaio, che ha introdotto il Superman interpretato da Henry Cavill, rappresenta l’inizio dei tentativi da parte di Warner Bros e DC Entertainment di costruire un universo cinematografico condiviso per i film sui supereroi DC. Il film non finisce bene: Superman riesce a salvare la Terra, ma per farlo contribuisce a distruggere gran parte della città di Metropolis. Durante lo scontro con il generale Zod, che viene dal pianeta Kripton come Superman e ha la sua stessa forza, vengono abbattuti palazzi e muoiono molte persone. Superman si comporta in modo eroico, ma per molti abitanti della città il fatto che sia un alieno fa della Terra un bersaglio. Tra i molti che la pensano così c’è anche Batman.

2. Batman considera Superman una scheggia impazzita
Bruce Wayne, l’alter ego di Batman, ha assistito alla distruzione provocata dalla battaglia tra Superman e Zod (in cui le nuvole accecanti di detriti hanno l’aria di essere un forte rimando all’11 settembre). Sembra che uno dei palazzi della sua Wayne Enterprises a Metropolis sia stato distrutto, uccidendo probabilmente molti dei dipendenti. La nuova versione di Batman, interpretato da Ben Affleck, non ha ancora incontrato Superman. Batman è convinto che Superman abbia contribuito a distruggere una città, e per questo dovrebbe essere considerato una minaccia da eliminare. Nonostante molte persone considerino Superman un eroe, Batman crede che anche solo l’1 per cento di possibilità che diventi un criminale sia una ragione sufficiente per eliminarlo.

3. Superman considera Batman un vigilante che va fermato
Superman non condivide i metodi usati da Batman per combattere la criminalità. Come giornalista, Clark Kent cerca di convincere il direttore del Daily Planet Perry White a indagare su Batman e i suoi metodi. Sembra che Kent ne stia facendo una battaglia personale, risponde White. Quando Kent intervista Bruce Wayne a un evento promosso da Lex Luthor, per prima cosa gli chiede cosa pensa della presenza di Batman a Gotham City. Da Superman, poi, Kent strappa via le portiere della Batmobile e minaccia di fermare per sempre Batman se continuerà a fare Batman. Che ovviamente non gli dà retta.

4. Il film è basato su un classico dei fumetti DC
Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, la celebre e importante storia a fumetti scritta da Miller per la DC Comics che ha recentemente festeggiato il suo 30esimo anniversario, influenza molto Batman v Superman: Dawn of Justice. Nel fumetto Batman è molto invecchiato e non gradisce che altri supereroi gli diano ordini. Molti aspetti del Ritorno del Cavaliere Oscuro sono stati adattati per il film, compreso il costume corazzato che un brizzolato Batman indossa per tenere testa alla forza di Superman.

5. Dietro le quinte, Lex Luthor muove i fili
Lex Luthor (interpretato questa volta da Jesse Eisenberg) storicamente non ama molto Superman. Nel film escogita un piano per far sì che i due supereroi si eliminino a vicenda, in modo da non doversene occupare personalmente. Luthor troverà sicuramente dei modi per far scontrare a morte Superman e Batman: è questa l’idea di Luthor di una nuova splendida alba.

VOLIAMO SU METROPOLIS E GOTHAM CITY GRAZIE A TURKISH AIRLINES

La Turkish Airlines, la compagnia aerea prima al mondo per numero di paesi raggiunti (113 paesi, e 284 destinazioni  -più 2- in tutto il mondo) , inserisce altre due mete in esclusiva… Metropolis e di Gotham City,  le città dove abitano Superman e Batman, i nostri due protagonisti del nuovo film Batman v Superman: Dawn of Justice, di cui proprio la compagnia Turca è sponsor.

Oltre a una serie di attività ed esperienze riservate ai propri passeggeri, Turkish Airlines ha anche preparato un suo B777 addobbato con le immagini del film, tipologia di aeroplano utilizzato anche per una scena importante della pellicola in uscita.

Tra le cose progettate per l’occasione un lista delle vivande di bordo e amenity kit a tema per adulti e bambini, una guida di viaggio Time Out su Gotham City e Metropolis, nonchè una special edition della carta Miles&Smiles per i passeggeri. Gli 8 fan più fortunati potranno infine vincere la partecipazione a uno degli eventi di gala per la “premiere” del film. E dall’8 febbraio, visitando il sito internet  turkishairlines.com, nelle sezioni  flytogotham  e   flytometropolis i  viaggiatori potranno “prenotare” il proprio volo verso le due nuove destinazioni, ovvero Gotham City e Metropolis, ed entrare in un esclusivo tour virtuale alla scoperta delle due città nate sulle pagine dei fumetti della DC Comics. Guardate il video promozionale qui sotto. Ma questo non è il primo volo di Batman.

Volare a Metropolis e a Gotham City con Turkish Airlines

Volare a Metropolis e a Gotham City con Turkish Airlines

Batman v Superman: c’è ancora molto da sapere

Il 2016 inizia bene per noi fan DC Comics, infatti, come vi abbiamo anticipato gia’ su FB sono state rivelate le nuove t-shirt di Batman v Superman: Dawn of Justice, tra cui spiccano quella di Wonder Woman e della Lex Corp. Il marchio Merchoid ha ottenuto la licenza ufficiale per commercializzare i capi d’abbigliamento con le immagini del film. Oltre alla suddetta Wonder Woman e alla Lex Corp spiccano le immagini di Batman e Superman che, adagiate in stampa e in ‘falso rilievo su magliette, berretti e borse fanno veramente molto gola! Nella gallery che trovate sulla nostra pagina FB potete sfogliare le novità di cui vi stiamo parlando, che sono disponibili gia’ a partire da questo mese di sul sito di Merchoid.

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Riguardo al film, intanto arrivano nuove anticipazioni dal sito MYVUE.COM che rivela quanto vi riportiamo di seguito.
“Dopo la titanica battaglia contro il Generale Zod, Metropolis è stata rasa al suolo e Superman è diventato una delle figure più controverse del mondo. Se per alcuni è ancora un simbolo di speranza, per altri invece rappresenta una vera e propria minaccia per l’umanità, alla ricerca di giustizia per il caos che ha portato sulla Terra.

Dal punto di vista di Bruce Wayne, Superman è chiaramente un pericolo per la società. Un potere così grande, lasciato imprudentemente senza una guida, lo mette in guardia sul futuro del mondo, quindi indossa la sua maschera e il suo mantello per fare ammenda degli errori dell’Uomo d’Acciaio.

La rivalità tra i due è particolarmente accesa, alimentata da rancore e vendetta, e niente può dissuaderli dallo scatenare una guerra. Nel frattempo, si fa spazio una nuova e oscura minaccia: qualcuno che ha poteri più grandi dei loro, capace di mettere in pericolo il mondo e di causare la distruzione totale.

Lo scontro fra supereroi più atteso di sempre sta finalmente per arrivare al cinema, con un cast stellare che darà vita ai personaggi che tutti noi amiano.”

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