Batman in Italia. Com’era rosso il mio Pipistrello

Difficile affrontare la presenza di Batman in Italia senza cadere nel facile gioco della polemica e della critica distruttiva. Di fatto, è bene riconoscere a mente fredda come, tra i nemici più pericolosi e letali, accanto al Joker o al Pinguino, possano schierarsi a buon diritto molte delle figure più note, passate e presenti del panorama editoriale italiano. Il Cavaliere Oscuro è infatti uno dei tanti personaggi “made in USA” dei quali è bene non chiedersi mai quanti albi sono stati saltati e perché, o quante copertine e avventure sono state completamente reinventate seguendo l’ispirazione del momento, visto che le risposte potrebbero probabilmente far inorridire l’appassionato filologo così come il più tollerante lettore occasionale. Le ragioni di questo scempio ininterrotto, che inizia fin dagli anni ’40, sono diverse. Inizialmente per esempio, le ingenuità di traduzione e di adattamento colpiscono un fumetto relegato nell’ambito della letteratura per adolescenti e un pubblico ignaro, che affronta il Detective di Gotham con la stessa attenzione con cui legge il primo Topolino (che in qualche modo ha a che vedere con Superman), lettori spesso più occupati a nascondere l’allora e diseducativo giornalino ai genitori, che a controllare errori e orrori di traduzione. Il passare del tempo, pur apportando fortunatamente modifiche di un certo rilievo, non ha però reso grandi favori al nostro eroe tanto che, proprio in questi ultimi anni, l’alta qualità delle storie e i contenuti destinati ad un pubblico adulto, non sono serviti a migliorare lo stato di ideale embargo da parte dei lettori verso l’ultima edizione quindicinale di Casa Rizzoli. Evitando così questioni spinose pane e lavoro di critici e fanzinari, veri habitué del “massacro in diretta”, passiamo ad una rapida ricostruzione del fenomeno Batman in Italia. Il settimanale per ragazzi “Urrà” è il primo contenitore delle strisce sindacate del personaggio.

“Urrà!” – n. 1 (27/04/1947) – 28 (02/11/1947)

L’anno è il 1946 ed il fumetto americano è quasi al termine delle vicissitudini legate alla censura fascista che vedono attribuire ad esempio, la paternità di Superman ai fratelli Vincenzo e Zenobio Baggioli. Proprio accanto all’ultimo figlio di Krypton, nella Collezione Uomo d’Acciaio di qualche anno dopo (Edizioni Mondiali di Milano. 1940, ritroveremo il Dinamico Duo battezzato fantasiosamente, il Falco e l’Aquilotto. Il n. 33 degli Albi del Falco Mondadori, datato Luglio 1955, diventa sede stabile del nostro Pipistrello che, per dieci anni, indosserà uno sgargiante costume rosso, sorte già toccata al Phantom di Lee Falk nato nel 1936, contro ogni logica di mimetizzazione nel buio della notte. Sul settimanale di Nembo Kid, l’auto del Cavaliere Oscuro diventerà finalmente la Bat-mobile dopo aver contato tra i nomi di battesimo più insoliti, anche quello, ridicolo, di Pipis-mobile. Tra le stranezze tutte italiane, un simpatico Jolly normale colorato di rosa nelle vignette, o un Batman accomodante che ordina al suo carceriere, come ultimo pranzo prima dell’ennesima condanna a morte della malavita, una bella pasta asciutta al pomodoro, contravvenendo a tutti i principi dietetici dei supereroi. Altre trascurabili ingenuità, come quella di mostrare un Batman di copertina in uniforme grigia che si colora di rosso all’interno dell’albo, diventano l’allegra caratteristica del disimpegno del fumetto d’epoca. li Pipistrello Umano arriva alla sua serie regolare mensile nel Dicembre 1967, presentando storie disegnate interamente da autori italiani nella marea di storie americane. Nel n.4. “Lo Spettro”, curato dai sedicenti Paul e Peter Montague, in realtà i nostrani Paolo e Pietro Montecchi, presenta al lettore un Batman dal fisico esilino, graficamente diviso tra le suggestioni dei telefilm e i disegni di Carmine Infantino, che si muove sulla scena senza l’appoggio di Bat-accessori (anche se, nelle prime pagine, la Bat-mobile e il giovane partner Robin fanno una breve apparizione), risultando, tutto sommato, convincente. La presenza di altri autori come Sergio Tarquinio, visto in alcune storie di Superman, e quella occulta dì sceneggiatori del calibro di Pier Carpi, ci regalano una rilettura del “Detective di Gotham” piacevole spesso in grado di fronteggiare con successo i maestri d’oltreoceano. Col tempo i nostri, baldanzosi, si misureranno con tutta la vasta scenografia del Pipistrello, affrontando come in “Il grande colpo della notte di Natale” (Batman Mondadori n.23. Dicembre 1967, sempre del duo Montecchi). dove compaiono Jolly, Pinguino, Enigmista, Gatta e Batgirl, la vasta parata di avversari e comprimari di Batman, ma senza riuscire a superare una certa staticità d’azione, punto fermo della produzione italiana di quegli anni. Di lì a poco, Neal Adams (qui il nostro speciale in due parti) avrebbe portato il Batman nelle tenebre più oscure, rinnovando la sua leggenda grafica. La Mondadori invece, pensò bene di riadattare da noi alcuni disegni del maestro americano con risultati molto discutibili. Si veda ad esempio in Batman n.54 del Marzo 1969, “Il suo nome è incubo” (in realtà traduzione libera di “And Hellgrammite is his name!”, “Brave and The Bold n. 80” del Novembre 1968), il disegno del cattivo Hellgrammite, avversario dell’ultimo Superman, i cui occhi da insetto sono completamente coperti da un retino omicida. Nell’Agosto del 1971, la staffetta passa alla “Williams” Inteuropa di Milano che riparte proprio con Neal Adams proponendo il ritorno alle trame dark del trio Adams, O’Neil e Giordano. Caratteristica negativa degli albi Williams, il colore, sparato sulle pagine con tonalità assurde e impossibili, ancora oggi ostacolo grossolano ad una piacevole lettura. Solo nel 1976, con il mensile della Censio, potremo finalmente leggere un Batman decente. La crisi del fumetto in Italia e la parallela caduta di qualità delle avventure del personaggio in patria, non ne permetteranno una vita lunghissima (ultimo numero uscito, il 71 del Novembre 1985), e i nostri appassionati saranno interrotti sulla soglia della Crisis riparatrice. Con Il “Cavaliere Oscuro Ritorna” di Frank Miller. Batman approda, nel Gennaio 1988 su Corto Maltese, affrontando una pubblicazione serializzata all’estremo che intacca immediatamente la fiducia dei Jans italiani nella gestione Rizzoli. Traduzioni carenti e formati che vanno dai primi interessanti albi Prestige che propongono l’adattamento dei due film di Tim Burton. “Killing Joke“, e diviso in due parti, “Year One”, all’inserto spillato al centro della rivista di Fulvia Serra (di carta quasi inferiore all’originale), contenente'”Year Two” e “Batman contro Predator”, provocano una rapida disaffezione dei lettori anche se le avventure pubblicate sono tutte quelle celebrate del nuovo “Rinascimento Americano” e dei suoi maggiori interpreti.

Batman contro Predator – Autografato da Chris Warner

Il quindicinale di Batman, edito dalla Rizzoli-Glénat nel Settembre 1992, promuove nuovamente il Pipistrello all’attenzione del grande pubblico inquadrando, con le storie del “Dopo-Crisis”, l’apparizione del ladruncolo Jason Todd destinato a diventare il secondo Robin (in realtà, come vedremo più avanti, il personaggio era stato proposto in America nel 1985 come trapezista in storie che forse non vedremo mai, cosa che provoca, ancora oggi, in molti saggisti italiani un po’ di confusione).

Baman Glenat Autografato Chris Warner

La testata di Batman subisce dagli appassionati un primo, netto, rifiuto, ereditato dall’umore critico sviluppato intorno a Corto Maltese, una conseguenza letale per il lavoro certamente più accurato di un nuovo team di redattori preparati e volenterosi. Solo adesso una stampa migliorata della collana, la maggiore cura delle traduzioni e il lancio della nuova serie di cartoni animati, hanno riportato a galla un Batman che ha sempre meritato negli anni molta più attenzione dal pubblico di quella realmente avuta. Il cammino omerico del nostro eroe in Italia, fino a quel momento è stato sfortunato. Dopo la crisi dei primi anni ottanta la Play Press è stata una delle prime case editrici a riportare i fumetti statunitensi in edicola. Ma per questo, vi rimandiamo al nostro speciale Play Press, suddiviso in cinque parti che potete trovare qui.

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Batman: Neal Adams ospite d’onore a Etna Comics 2019

Etna Comics: svelato il nome della guest star internazionale che sarà protagonista della kermesse siciliana dal 6 al 9 giugno.

Hanno praticamente la stessa età: due giganti del fumetto made in USA a Catania, Batman e Neal Adams insieme all’Etna Comics 2019.

Batman 80th

Il grande disegnatore americano va ormai per gli 80, cifra raggiunta quest’anno dal personaggio che ha contribuito a rilanciare, nei primi anni ’70: col suo tratto duro e realistico, insieme allo sceneggiatore Dennis O’Neill, ha portato lo scanzonato Batman di quel periodo, figlio del boom economico e dell’ottimismo edonista degli anni ’60, sul terreno noir e tenebroso con cui lo conosciamo ai nostri giorni. Un autore-icona, che per primo ha portato il fumetto americano a raccontare tematiche a lungo bandite, molto crude e concrete, come i problemi della droga (celebre in tal senso la saga di Green Arrow, Freccia Verde). Per questo vi consigliamo di leggere il nostro approfondimento sul fumettista suddiviso in due parti: qui e qui.

Abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare l’autore lo scorso anno durante il Lucca Comics and Games edizione 2018 (qui il nostro reportage video della sua mostra).

Foto di archivio di Neal Adams scattata da Batman Crime Solver a Lucca Comics 2018

Quest’anno invece Neal Adams sarà ospite d’onore del 9° Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop di Catania: i suoi fans e di Batman potranno festeggiare ai piedi del vulcano siciliano gli ottant’anni di uno dei più seguiti e ammirati supereroi di tutti i tempi.

Per gli 80 anni di Batman, i 50 di Paperinik e tanto altro, gli appassionati della nona arte non potranno lasciarsi scappare l’occasione di spegnere così tante candeline nell’Area Comics. Tra compleanni illustri, ricorrenze indimenticabili, grandi ospiti nazionali e internazionali, la kermesse regalerà infatti al suo pubblico l’Artist Alley più grande di sempre. Nomi che faranno sognare anche i più esigenti, che potranno così godere di un’offerta culturale sempre più elevata e, perché no, stringere finalmente la mano ai propri idoli. Publisher blasonati, importanti collaborazioni con le principali associazioni di settore e un’area premi tutta nuova, che vedrà la nascita di una speciale statuetta, saranno la ciliegina su una torta che, già nelle premesse, si annuncia più ghiotta che mai!

Dal 6 al 9 giugno 2019 la kermesse siciliana riserverà tantissime sorprese agli appassionati.

Sito ufficiale: https://www.etnacomics.com/

Batman 80 anni: tutte le variant covers, le storie e gli auguri speciali di Barbara Ciardo

“La duratura popolarità di Batman negli ultimi 80 anni si deve al fascino multi-generazionale del personaggio” hanno affermato tempo fa i due Publisher della DC Comics Jim Lee e Dan DiDio. “Siamo fieri di celebrare l’impatto culturale di Batman con queste due uscite speciali e attendiamo con ansia un anno di celebrazioni con i fan di tutto il globo per questo fondamentale anniversario.”

Detective Comics #1000

Ci avviciniamo a grandi passi verso gli ottanta anni di vita editoriale del personaggio di Batman. Stiamo preparando alcune sorprese, ma giustamente anche la DC Comics sembra già pronta per tale evento. Infatti, proprio per il mese che ha visto nascere l’uomo pipistrello in edicola, la casa di Burbank, sta realizzando Detective Comics #1000, un albo di 96 paginie con la copertina celebrativa illustrata da Jim Lee e l’inchiostratore Scott Williams, nonchè una storia congegnata e sceneggiata dal team creativo Peter J. Tomasi e disegnata da Doug Mahnke. In appendice, saranno presenti anche storie secondarie firmate da nomi importanti come Geoff Johns, Brian Michael Bendis, Paul Dini, Christopher Priest, Denny O’Neil, Neal Adams, Kelley Jones, Dustin Nguyen, Alex Maleev e altri ancora.

Jim Lee

Geoff Johns

Neal Adams

La firma della regular cover di Detective Comics 1000 sarà di Jim Lee, mentre le variant saranno ad opera di Rude, Michael Cho, Jim Steranko, il compianto Bernie Wrightson, Frank Miller, Tim Sale, Jock, Greg Capullo e Bruce Timm. Ve le anticipiamo qui di seguito.

Regular cover

Variant cover

 

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Variant cover

Nell’albo verrà introdotto il personaggio di Arkham Knight, questa è la sua illustrazione teaser.

Detective Comics: 80 Years of Batman

Detective Comics: 80 Years of Batman raccoglierà invece vari storici episodi della testata, compreso ovviamente quello con l’esordio del Cavaliere Oscuro (Detective Comics #27), ma anche quelli con le prime apparizioni di personaggi celebri come Robin, Slam Bradley, Martian Manhunter (qui trovate un nostro omaggio al marziano verde) , Batwoman, il Bat-Mito e Due Facce. Nel volume sarà presentata anche una storia inedita di Paul Levitz (qui un suo fantastico pezzo su Batman) e Denys Cowan, brevi saggi firmati da scrittori come Neil Gaiman e i layout inediti di Detective Comics #200 realizzati da Lew Sayre Schwartz, il ghost-penciler di Bob Kane.

Gli auguri a Batman di Barbara Ciardo

Batman: Natale di Lee Bermejo e colori di Barbara Ciardo

Così come ci avviciniamo al compleanno di Batman, ci approssimiamo anche al Natale ed ecco che ci verrà spontaneo rileggere Batman Noel, la storia ispirata al “Canto di Natale” di Charles Dickens, corredata dai fantastici disegni di Lee Bermejo e gli eccezionali colori di Barbara Ciardo  che esaltano le matite del fumettista. La docente colorista e illustratrice di Wednesday Comics (Superman), Batman: Noel, Superman: Earth One, Before Watchmen: Rorschach, Brightest Day Aftermath: The Search For Swamp Thing e tanti altri lavori, ha volute fare gli auguri a Batman e mandare un saluto speciale a tutti voi. Ascoltatela in questa breve clip.

Ecco le storie contenute in Batman 1000

Medieval, di Peter J. Tomasi e Doug Mahnke: appare nell’Universo DC per la prima volta una nuova e misteriosa versione del Cavaliere di Arkham, che debutta in una storia che ci mostra gli incontri di Batman con i suoi nemici attraverso la sua carriera, sempre secondo il punto di vista del Cavaliere di Arkham. Ma il suo piano resta ancora da scoprire.

Batman’s Longest Case, di Scott Snyder e Greg Capullo: uno dei team creativi più talentuosi e popolari della storia del Cavaliere Oscuro ci consegna una storia in cui Batman segue indizi in giro per il mondo, i quali lo conducono a Gotham City e a un’organizzazione segreta che da anni lo tiene d’occhio.

Manufacture for Use, di Kevin Smith e Jim Lee: l’amatissimo regista di Clerks e uno degli artisti più visionari della storia di Batman presentano un’avventura che si divide tra una battaglia del Pipistrello con i suoi più grandi nemici e il suo tentativo di recuperare la pistola che uccise i suoi genitori.

The Legend of Knite Brody, di Paul Dini, Dustin Nguyen, Derek Fridolfs e John Kalisz: i criminali di Gotham parlano, un po’ come in un documentario, dello scagnozzo che tutti hanno assoldato e che, per tutti, è assolutamente il peggiore nel suo lavoro, tanto che manda a monte ogni singola volta i loro piani.

The Batman’s Design, di Warren Ellis e Becky Cloonan: Warren Ellis scrive The Batman Design per le matite di Becky Cloonan, la prima donna che abbia mai disegnato il personaggio nella serie principale, creando una storia in cui Batman insegue un gruppo di mercenari tecnologicamente potenziati in un magazzino, dove pensano di averlo intrappolato.

Return to Crime Alley, di Denny O’Neil e Steve Epting: sequel diretto della classica storia di O’Neil, There is no Hope in Crime Alley, apparsa su Detective Comics #457, in cui Leslie Thompkins mette Batman alle strette per la sua dipendenza dalla violenza, che, secondo lei, è una ripetizione costante dell’orrore che lo ha creato.

Heretic, di Christopher Priest e Neal Adams: due delle più grandi leggende della penna e della matita del mondo del Fumetto americano lavorano assieme a una storia che vede Batman salvare un giovane uomo in fuga dalla Lega degli Assassini di Ra’s al Ghul. Batman si recherà in Tibet con un messaggio per la Lega.

I Know, di Brian Michael Bendis e Alex Maleev: il team creativo di Scarlet dà uno sguardo particolarissimo al futuro di Batman e del Pinguino. Quest’ultimo fa visita a un Batman ormai anziano e su sedia a rotelle per raccontargli del giorno in cui scoprì l’identità segreta di Bruce Wayne e spiegargli come mai non abbia mai utilizzato questa informazione in alcun modo. La storia può già essere letta per intero su DCComics.com.

Detective Comics #1000, anteprima 01

The Last Crime in Gotham, di Geoff Johns e Kelley Jones: la super starGeoff Johns e la matita apprezzatissima di Kelley Jones raccontano una storia ambientata nel futuro, in cui la famiglia di Batman e Catwoman si scontra con quella di Joker e Harley Quinn.

The Precedent, di James Tynion IV e Alvaro Martinez: il team formato da James Tynion IV e Alvaro Martinez torna su Detective Comics, dopo la run di successo targata Rinascita, con una storia che riguarda la notte in cui Bruce Wayne decise di trascinare Dick Grayson nel proprio mondo oscuro, fino a portarlo al famoso giuramento a lume di candela.

Batman’s Greatest Case, di Tom King, Tony Daniel e Joelle Jones: il rivoluzionario scrittore di Batman, Tom King, unisce le forze con Tony Daniel e Joelle Jones, che si dividono le matite su questa storia. Tramite un racconto parallelo, ci viene mostrata la visita di Bruce Wayne alla tomba dei genitori, mentre Batman riunisce attorno a sé la sua intera coalizione di alleati. Faranno la loro comparsa Hawkman, Hawkgirl, Martian Manhunter, Elongated Man, Detective Chimp e Slam Bradley, il protagonista originale di Detective Comics. Anche il Question incarnato da Vic Sage e Traci Thirteen faranno la loro comparsa in questo gruppo di eroi. A quanto pare, si narreranno le origini delle capacità insuperabili di Batman come detective, dato che tutti i personaggi citati sono abilissimi investigatori.

 

Lucca Comics & Games edizione 2018: brilla la luce del fumettista di Batman Neal Adams

Countdown iniziato per Lucca Comics & Games edizione 2018 che si svolgerà dal 31 ottobre al 4 novembre. Come sempre per l’ingresso ai padiglioni i biglietti sono in prevendita e a numero chiuso, ma è stato annunciato l’innalzamento del tetto massimo dei giornalieri a 90 mila ticketTante le novità e gli incontri per gli amanti dell’uomo pipistrello.

Il disegnatore Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, autore anche del poster della rassegna dedicata a Batman dal titolo “Oscurità e Luce” tenutasi in occasione del Batman Day 2017, è protagonista con la locandina ufficiale della manifestazione Toscana personalizzata ideata e realizzata assieme a Lucca Comics & Games e Studio Kmzero. Qui sotto vi presentiamo il lavoro realizzato dall’autore (approvato dalla DC Comics) per la mostra “Oscurità e Luce”.

Neal Adams (vi rimandiamo ai nostri articoli sull’artista: Parte 1 e Parte 2)
Autore che ha rigenerato Batman dagli anni sessanta, sarà presente invece con “Il lato oscuro del Fumetto”, a cura di Mauro Bruni e Pierpaolo Putignano, con tavole che vanno dal 1968 ad oggi. La mostra dell’artista prevede anche l’installazione di un bat-segnale che punta su piazza Napoleone. Giorni e orari della mostra: dal 13 al 29 ottobre, lunedì al venerdì ore 15.00-19.00, sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 / dal 30 ottobre al 3 novembre, ore 9.00-21.00 / 4 novembre, ore 9.00-19.00.

SABATO 4 NOVEMBRE 2018 DALLE ORE 12.00 ALLE 13.00 NEAL ADAMS SARA’ PRESENTE PRESSO LA SALA SI6 – AUDITORIUM FOND. BANCA DEL MONTE PER LA CONFERENZA “COMICS TALKS – SUPER RESTYLING. RIPENSARE LE ICONE”

Star Comics
Il traguardo dei primi 30 anni di Star Comics non è stato un punto di arrivo, bensì di partenza, per consolidare lo status di “stella” italiana del fumetto. E visto che la casa del fumetto per antonomasia è Lucca, l’editore ha deciso di diventare parte integrante e inscindibile del tessuto della città occupando un’intera piazza. È per questo motivo che, dall’edizione 2018 di Lucca Comics & Games, gli appassionati non dovranno più cercare lo stand Star Comics, né un semplice padiglione dedicato: per la prima volta la “stella” brillerà su Piazza Star Comics, in piazza San Giovanni, un luogo in cui esplorare tutto l’universo proposto dall’editore e incontrare i suoi grandi ospiti: oltre al già annunciato Junji Ito, arriveranno anche Trevor Hairsine (se avete questo fumetto – Batman: Le Nuove Leggende del Cavaliere Oscuro 3 – portelo con voi per una firma)

Jean David Morvan e Ronan Toulhoat (autore di questo fantastico concept per un videogioco di Batman)

Presso il Teatro del Giglio potretete trovare Vittorio Guerrieri il doppiatore del defunto attore Larry Holden, che interpreta il procuratore distrettuale Carl Finch nel film Batman Begins.

Presso lo stand RW Lion, oltre a trovare tutte le novità DC Comics, potete trovre anche il fumettista DC Comics, scultore, insegnante della Scuola di Fumetto Salerno, nonché autore del Joker del nostro Dead xx Squad (mi raccomando portatelo con voi per un autografo): Pasquale Qualano (questa la sua ultima realizzazione per la RW Lion).

Sarà presente anche Alessandro Vitti (qui sotto in posa per noi)

Giovanni Timpano (qui di seguito troverete i suoi saluti e la sua copertina di The Shadow / Batman)

SaldaPress sarà presente come ogni anno con diverse novità e anteprime, ma, soprattutto con un ricchissimo parterre di autori che ha iniziato ad annunciare proprio in questi giorni.
Per la DC Comics ricordiamo la presenza di Carmine Di Giandomenico

e tornerà anche Giuseppe Camuncoli, disegnatore di Green Valley, candidato al premio Gran Guinigi di Lucca.

Presso la Comics Artists Area sarà possibile incontrare l’autore Francesco Barbieri (collaborazioni con case editrici: Marvel Comics Italia, Edizioni Panini, Warner Bros Consumer ProductsDC Comics, Editrice PuntoZero, Art Servizi Editoriali, McGraw-Hill, Edizioni Piemme, Il Battello a Vapore, Egmont Publishing, Kappa Edizioni, Edizioni Play Press, Arnoldo Mondadori Editore, Sperling & Kupfer Editori, Gaghi Editrice, Dulcop Enjoy, Editore Periodici San Paolo, EssEffEdizioni). Francesco è l’autore di una bellissima Harley Quinn sul nostro albo illustrato dedicato alla Suicide Squad, Dead xx Squad.

Simone Bianchi

Lo stand di Simone Bianchi nella Chiesa dei Servi chiuderà il percorso della mostra MARVEL MASTERPIECES, di cui ospiterà il catalogo ufficiale, insieme alle ultime pubblicazioni cartonate, “A decade of Arts” e “Simone Bianchi sketchbook”. Non mancheranno le copie degli ultimi sketchbooks, realizzati ogni anno, e alcune litografie a tiratura limitata. Questo secondo stand si propone come un’alternativa più intima rispetto allo spazio più grande di Piazza del Giglio, che rimarrà invariato rispetto agli anni scorsi.

Immancabile anche per quest’anno, l’appuntamento con Warner Bros. a Lucca Comics & Games con il padiglione tematico in Piazza San Michele, ricco di novità, giochi e divertimento. Una delle aree più suggestive sarà quella dedicata al focus sull’universo DC in occasione dell’uscita di “Aquaman” al cinema.

QUESTI GLI INCONTRI CON AUTORI DC COMICS PROGRAMMATI DA LUCCA COMICS – LUOGHI, GIORNI E ORARI QUI DI SEGUITO

La Scuola Internazionale di Comics torna al Lucca Comics & Games edizione 2018 con una serie di appuntamenti allo stand, tra ospiti, sessioni di sketch e presentazioni! Tutti i giorni i migliori allievi della Scuola disegnano per il pubblico. Tutti i giorni dimostrazioni di disegno digitale e uno staff di giovani disegnatori veramente di ottima qualità tra cui mi fa piacere annoverare la presenza dell’autrice Emiliana Pinna, già ospite del nostro blog.

Presso lo stand BUGS COMICS NAP103 siti in Piazza Napoleone potrete trovare tantissimi autori qui vi riportiamo gli orari e l’elenco

tra cui troverete anche alcuni amici del nostro blog come:

Giorgio Spalletta

Andrea Olimpieri

Claudia Balboni

e l’amica e disegnatrice DC Comics Elena Casagrande

Ancora ospiti di SaldaPress (STAND SALDAPRESS – stand NAP 215) saranno altri due grandi big internazionali: Dan Panosian e Declan Shalvey.

Dan Panosian ha collaborato nella sua carriera con Marvel, DC Comics, Dark Horse e molte altre case editrici. A Lucca presenterà in anteprima la sua graphic novel Slots, in arrivo per la prima volta in Italia.

Declan Shalvey è invece il disegnatore e co-creatore di Injection insieme a Warren Ellis. L’artista ha anche disegnato Legends of the Dark Knight #52, una storia breve su Batman Inc. Special #1., All Star Batman e Moon Knight.

NOTATE BENE: Gli autografi degli autori ospiti allo stand SaldaPress (a eccezione di Robert Kirkman, Ryan Ottley e Cory Walker) potranno essere fatti solo su albi o volumi SaldaPress (anche acquistati in precedenza e portati da casa) e sarà possibile richiederli compatibilmente con le esigenze di tempo degli autori.

Mirka Andolfo

Mirka Andolfo sarà ospite a Lucca Comics & Games 2018 in collaborazione con Panini Comics e BD Dentiblù.

L’autore Brian Azzarello sarà ospite a Lucca Comocs & Games in collaborazione con RW Edizioni. Lo potete trovare:

02 novembre – 11:30 (01:00) per la conferenza: Brian Azzarello: da 0 a 100 Bullets (ed oltre). Incontro con il leggendario sceneggiatore statunitense di Hellblazers e 100 Bullets.
Oppure 03 novembre – 14:00 (01:00) Presso Si7 – Auditorium San Girolamo per la conferenza “Scrivere Noir”. Sala Pro – Agorà

Area Movie

Qui sotto trovate il calendario DC Comics dell’Area Movie:

Venerdì 02 novembre

Wonder Woman
(Warner Bros., USA, 141’)
Modera Francesco Alò di BadTaste.it

Batman, Neal Adams e il bottino dei collezionisti

Con una minima traccia per i collezionisti, ecco di seguito l’elenco degli albi americani dove è possibile trovare il dinamico duo costituito non da Batman e Robin bensì da Batman e Neal Adams, con l’avvertenza di fare attenzione ai costi che, legati all’antiquariato, sono tuttora molto alti.

World ‘s Finest

N.175 (Maggio 1968): The Superman-Batman Revenge Squad.

N.176 (Giugno 1968): The Superman-Batman Spia. Ambedue gli albi non riportano i nomi degli artisti, il disegno è comunque quello di N. Adams.

Brave and the Bold

N.79 (Settembre 1968) Batman e Deadman: Track of the Hook, scritto da Bob Haney, disegni e inchiostratura di Adams.

N.80 (Novembre 1968) Batman e Creeper: And Hellgrammite is his name! di Haney, Adams, inchiostrato da Dick Giordano.

N.81 (Gennaio 1969) Batman e Flash: But Bork can hurt you!, di Haney, Adams, inchiostrato da Vince Colletta.

N.82 (Marzo 1969) Batman e Aquaman: The Sleepwalker from the Sea! di Haney e Adams.

N.83 (Maggio 1969) Batman e i Teen Titans: Punish not my evil son di Haney, Adams.

N.84 (Luglio 1969) Batman e Sgt. Rock: The Angel, the Rock and the Cowl di Haney e Adams.

N.85 (Settembre 1969) Batman e Green Arrow: The senator’s been shoot! di Haney e Adams. In questo numero, prima apparizione del nuovo costume di Freccia Verde.

N.86 (Novembre 1969) Batman e Deadman: You can’t hide from a Deadman, disegni di Adams.

N.93 (Gennaio 1971) Batman e The House of Mistery: Red Water, Crimson Death di Denny O’Neil, disegni e inchiostrazione di Adams.

Detective Comics

N.395 (Gennaio 1970) – The Secret of the Waiting Graves di O’Neil, Adams e Giordano.

N.397 (Marzo 1970) – Paint a pitture of Perii di O’Neil, Adams e Giordano.

N.400 (Giugno 1970) – Challenge of the Man-Bat scritto da Frank Robbins, matite di Adams, inchiostri di Giordano. Prima apparizione di Man-Bat e prima parte della sua storia.

N.402 (Agosto 1970) – Man or Bat r. di Robbins, Adams e Giordano. Seconda parte.

N.404 (Ottobre 1970) – Ghost of the Killer Skies di O’Neil, Adams e Giordano. Riferimenti a Enemy Ace, altro personaggio DC. N.407 (Gennaio 1971) – Marriage Impossible {The Bride of Man-Bat ) di Robbins, Adams e Giordano.

N.408 (Febbraio 1971) – The House that Haunted Batman scritta da Len Wein e Marv Wolfman, matite di Adams, inchiostri di Giordano.

N.410 (Aprile 1970) – A Vow from the Grave di O’Neil, Adams e Giordano.

Batman

N.219 (Febbraio 1970) The Silent Night of the Batman scritto da Mike Friedrich, matite di Adams e inchiostri di Giordano.

N.232 (Giugno 1971) Daughter of the Demon di O’Neil, Adams e Giordano. Prima apparizione di M’s Al Ghùl.

N.234 (Agosto 1971) Half an Evil di O’Neil, Adams e Giordano. Prima apparizione di Two-Face dagli anni 50.

N.237 (Dicembre 1971) Night of the Reaper di O’ Neil, Adams e Giordano. N.243 (Agosto 1972) The Lazarus Pit di O ‘ Neil, Adams e Giordano. RA’s Al Ghùl si scopre immortale grazie al pozzo di Lazzaro.

N.244 (Settembre 1972) The Demon lives again di O’Neil, Adams e Giordano. Conclusione della lotta tra Batman e il Demone.

N.245 (Ottobre 1972) The Brace Wayne Murder Case di O’ Neil, Adams e Giordano.

N.251 (Novembre 1972) The Joker’s Five-Way Revenge di O’Neil, Adams. Il Joker torna alla sua caratterizzazione originale di folle assassino.

N.255 (Aprile 1974) Moon of the Wolf di Len Wein, Adams e Giordano. Appare anche il classico Uomo Lupo.

Una lista limitata soltanto ai lavori su Batman ma che può essere certamente arricchita dai lavori di Neal Adams per Dc e Marvel Comics con conseguenze disastrose per il portafoglio dell’appassionato.

BATMAN E L’ERA DI NEAL ADAMS Parte 1/2

Nell’immaginario collettivo Batman ha assunto necessariamente molte fisionomie, da Bob Kane passando per il duo di disegnatori, Mike Manley e Josef Rubistein, il personaggio affronta il lento cambiare delle mode e del tempo fino a diventare figlio, ai giorni nostri, della nuova ondata cyberpunk dalla quale pesca una pesante e fantascientifica corazza. Le cause di ogni variazione: stupire il lettore, rinnovare i contenuti e, soprattutto, evolversi con i tempi. Con il termine della serie TV nel Marzo 1968, il Batman grafico, già profondamente adattato al clima paradossale proposto nelle trame camp da Adam West e Burt Ward, viene reclamato ancora una volta dall’oscurità della notte. Il pubblico comincia a rifiutare i giochi cerebrali dei vari Joker, Riddler e Penguin, sviluppati tra oggetti enormi e scenografie pacchiane che, durante gli anni dello show televisivo, erano stati trasferiti integralmente sulla carta dei comics e, grazie anche alle nuove impostazioni psicologiche del tema supereroistico presentate dalla rivale “Marvel Comics”, pretende una figura più convincente e definita. L’America vive in questi anni le rivolte urbane legate alla lotta per i diritti civili della popolazione di colore, assistendo attonita ai primi scontri a Los Angeles, nel Distretto di Watts, nell’Agosto del 1965, continuando fino al 1967 con dimostrazioni in più di cento città. A Detroit, dove muoiono 43 persone e i danni alle proprietà raggiungono il mezzo miliardo di dollari, gli scontri sono così violenti che solo l’invio di paracadutisti e la Guardia Nazionale riescono a ripristinare l’ordine. Il Presidente Lyndon Baines Johnson presenta il rapporto finale della commissione d’inchiesta proprio nel Marzo 1968, mese in cui si conclude lo show per la ABC TV, imputando le sommosse a “Discriminazione e segregazione razziale nell’ambito delle assunzioni, dell’istruzione e dell’attribuzione degli alloggi”. Una nuova ondata di violenza esplode però nell’Aprile successivo con l’assassinio di Martin Luther King a “Memphis” nel Tennessee. Su tutti i problemi interni della Nazione, aleggia funesta la guerra nel “Vietnam” che alla fine del 1968 ha raggiunto il costo di 30 miliardi all’anno, con 30000 morti e 170000 feriti, dando origine a una crescente opposizione popolare che si manifesta con dimostrazioni contro il conflitto nelle quali gli studenti delle Università hanno un ruolo di primo piano. Inutile dire come in questo clima di violenta mutazione, il lettore americano medio, cerchi anche negli eroi di carta una ben diversa dimensione, un livello più realistico e quindi anche molto meno ottimista di quello proposto nei primi anni ’60. Fin questa ottica che si inserisce il rinnovamento stilistico di Neal Adams, uno dei disegnatori base del ritorno alle tenebre del pipistrello di Gotham City. Nato il 15 Giugno 1941 a New York, Adams si perfeziona alla Manhattan’s School of Industria Arts dove segue idealmente le sue influenze grafiche collegate a grandi nomi del disegno come Joe Kubert, Norman Rockwell, Stan Drake, Russ Heart e, alcuni maghi dell’illustrazione degli anni 50, Alfred Darne e Al Parker. L’artista inizia la sua carriera nel 1959 disegnando per vari titoli della “Archie Comics” e operando su Bat Masterson, una comic strip basata su l’omonima serie TV, che lo porta a contatto con il campo pubblicitario per cui lavorerà, nello studio di Howie Nostrand, creando spot commerciali per clienti come la “Esso”, la “Norelco”, “Tintex”, e molti altri. Ancora da uno show televisivo, la Ben Casey Syndacate Strip che impegnerà Adams dal 20 Settembre 1964 al 31 Luglio 1966, un lavoro che il suo stile unico e il disegno sperimentale, portò al successo in 365 quotidiani, attraversando tutto il Paese e decretando un primo incredibile trionfo del disegnatore. Dopo aver deciso di abbandonare le strisce giornaliere alla conclusione di Ben Casey, Adams arriva alla National Periodica’ Publications, in seguito DC, dove, lavorando sotto la super visione dell’ Editor Murray Boltinoff, continua l’ esperienza col fumetto comico disegnando sulle testate di Bob Hope e Jerry Lewis. Con i primi passi su Strange Adventures e l’allora nuovo character di “Deadman” a fianco di Jack Miller, l’artista continua la sua evoluzione dal fumetto comico fino a collocarsi fermamente, disegnando tra l’altro alcune copertine di Superman per Mort Weisinger e poche storie di guerra curate da Bob Kanigher, nel genere supereroistico a lui più congeniale. Il primo lavoro su Batman è una copertina per il n. 370 di “Detective Comics” nel Dicembre 1967, prologo di una accurata ricostruzione grafica dell’uomo pipistrello che entrerà nella storia del fumetto. “Allora, Batman era trattato come un cartoon” dice lo stesso Adams, rievocando i suoi inizi alla DC, in una intervista del 1983 con Will Eisner (l’autore di Spirit).

“Gli autori stavano creando tranquillamente storie simili a quelle dello Show TV Batman. Cosi iniziai chiedendo all’Editor (Murray Boltinoff) se al posto di una sequenza ambientata di giorno, potevo ambientare la scena di notte. Dissi che si suppone che Batman sia una creatura notturna, avere un ragazzo che gira attorno durante il giorno così equipaggiato, mi sembrerebbe comico. Boltinoff fu d’accordo e, dopo qualche tempo, arrivai al punto di non sentirmi più vicino alle trame di Bob Haney (sceneggiatore) e chiesi all’Editor se potevo fare dei cambiamenti”. Dopo un paio di storie su “World’s Finest”, dove la coppia Superman e Batman interagiva con quella che al tempo era la variopinta folla di comprimari come Jimmy Olsen, Batgirl, Supergirl e Robin, scomodando extraterrestri e gare di abilità nonsense, Neal Adams affronta la prova di “The Brave and the Bold” dove, con le sceneggiature di Bob Haney, che poi criticherà (Haney, certamente più legato come esperienze ai tardi ’40, scrive per un fumetto destinato prettamente agli adolescenti), disegna con successo vari team-up tra “Batman” e altri eroi DC come Deadman, Flash, New Titans, Aquaman e il Sgt. Rock, ridefinendo nel passaggio alcuni vecchi characters come Green Arrow che insieme a Green Lantern, sarà protagonista in seguito, di una saga acclamata dalla critica e, per i difficili temi trattati, uno per tutti: la droga, estremamente adulta.

Le vere sconfitte di Batman

Abbandonati rapidamente i canoni strutturali più semplici delle trame avventurose e fantascientifiche, i primi anni ottanta sottolineano, nel mondo del fumetto di supereroi americano, una generale perdita di identità, frutto di una complessa ed inquietante crisi di valori che imperversa su tutto il Paese. Cosi, nella difficile ricostruzione ideologica, i comics, da sempre confinati dalla critica in un ghetto, rivalutano il loro ruolo culturale nel confronto con i duri temi della realtà di tutti i giorni, dimenticando per sempre il puro disimpegno delle origini. Batman, eroe metropolitano per definizione, combatte avversari molto diversi dalle patetiche figure caricaturali dei primi anni. I vicoli e le ombre della città di Gotham nascondono ora i veri mostri della cronaca: ladri, stupratori, assassini, alleati della notte più cupa, non più deterrente ad uso e consumo solo dell’Uomo Pipistrello. Una lenta ma continua evoluzione dei contenuti, libera sulle pagine a colori, il malessere dell’americano medio e l’eccessiva violenza della realtà. La droga, le bande giovanili, il razzismo, trasformano le strade in campi di battaglia. Lo stesso “The Dark Knight Returns” di Frank Miller, estremizzazione di una Gotham futuribile, assume gli angosciosi contorni del possibile nell’impietoso ritratto di una New York Cyberpunk poco distante, nei tempi di involuzione, dalla metropoli tipo del presente. Affrontare questa nuova dimensione sociale significa però, costruire e ripresentare la figura dell’eroe moderno, trasformando spesso il classico vincente in un comune essere umano che vive e soffre con il lettore, quasi che il suo potere, prima dono inestimabile del caso, diventasse una condanna senza redenzione. Sceneggiatori e artisti rivolgono così le loro attenzioni ad un fumetto-guida, che riesca a far partecipi í più giovani con problemi tangibili e non con la fantasia di mondi fantastici e lontani. In questa ottica le alte sfere dirigenziali che regolano il mondo delle nuvole di carta “Made in USA” inquadrano esperienze innovative come Live Aid, promossa dalla star rock irlandese Bob Geldof, che realizza con il brano “Do They Know It’s Christmas?” alla fine del 1984, la fusione ideale tra solidarietà e spettacolo, coinvolgendo grandi nomi della musica internazionale nella ricerca di fondi economici per il Terzo Mondo. La valida iniziativa, che proseguirà una corsa inarrestabile con altre similari come Band Aid, Usa for Africa, Sports Aid ecc., arriva idealmente ai personaggi del fumetto che raccolgono subito l’opportunità di interagire con i lettori a questo importante livello. Piccola nota per gli amanti della musica anni 80 e di Batman anni 60. Nik Kershaw il 5 novembre 1984 pubblica il singolo The Riddle (cantato anche durante il Live Aid). Nel video si vede chiaramente l’Enigmista e Kershaw ha affermato che il video è stato ispirato dal suo amore per l’espressionismo artistico postmoderno. Scusate il Bat-Inciso musicale, ma ci stava tutto ricordando quel periodo. Tornando alla DC, questa fu battuta sul tempo dalla rivale Marvel Comics che con l’albo Heroes for Hope (Eroi per la speranza, Dicembre 1985) finisce addirittura sulle pagine del Time, lascia a Jim Starlin e a Berni Wrighson la completa libertà di ideare e portare a termine un’avventura di 48 pagine, frutto della collaborazione di più di 120 artisti tra sceneggiatori, matitisti, inchiostratori, letteristi e coloristi, i cui incassi saranno devoluti per aiuti umanitari ai Paesi dell’Africa. La bella prova che ne deriva, Heroes Against Hunger (Eroi contro la fame, 1986) con copertina di Neal Adams e Dick Giordano, è in fondo il tentativo di sensibilizzare divertendo i giovanissimi, una lezione che, provenendo dal fumetto, è ancora più importante. La ricerca di un metodo per rendere produttivo il deserto africano è alla base della trama di questo speciale ma, né la coppia formata da Batman e Superman, né il loro inimmaginabile alleato, Lex Luthor, riusciranno nella titanica impresa. Lee Ann Layton, volontaria dei Corpi per la Pace, elemento umano della narrazione, racconta al trio deluso la storia di una terra sfruttata fino all’ estremo, danneggiata da culture intensive e fertilizzazioni eccessive, un luogo dove non basta più solo il miracolo della fantasia per porre rimedio ad anni di disastro ecologico. Il messaggio è chiaro: la responsabilità è di tutti. Un intero continente e i suoi abitanti dipendono da noi. Nelle lacrime della giovane, che osserva allontanarsi nel tramonto gli eroi sconfitti, c’è però la speranza che essi ritorneranno, portando con loro l’aiuto delle persone comuni. Vero manifesto dei, migliori artisti americani del periodo, l’albo è, pure nella prevedibilità del suo sviluppo, un piccolo capolavoro, esperimento riuscito di trasformare il disimpegno delle storie a fumetti classiche in qualche cosa di costruttivo, rispondendo a chi, da anni, liquida gli eroi di carta con la definizione “serie B”. La speranza continuerà per poco a sostenere gli eroi del Post-Crisis, specie Batman, la cui precisa locazione di vigilante lo precipiterà, suo malgrado, in situazioni senza sbocco. Crudo esempio del nuovo andamento, le impietose trame di Jim Starlin sfuggite alle maglie, col tempo più larghe, della censura, che inquadrano, in due avventure molto vicine nella programmazione seriale, la violenza contro la donna.

La prima, Elmore’s Lady (Batman n. 421, luglio 1988, disegnato da Dick Giordano), presenta senza abbellimenti adolescenziali la caccia del Cavaliere Oscuro a due serial Killers colpevoli di una decina di omicidi, liberati dalla legge per mancanza di prove, storia dura che sottolinea come la libertà di azione del nostro supereroe sia in realtà subordinata alle ferree regole che lui stesso si impone. Rimasto solo un assassino, che si è brutalmente liberato del complice, Starlin ci porta ad una soluzione inaspettata con l’estremo gesto di ribellione dell’ultima ragazza minacciata, in realtà cacciatrice anch’essa dei bruti che hanno ucciso la sorella, che colpisce a morte l’aggressore con un rasoio. Batman, ridotto al ruolo scomodo di osservatore, commenta la vicenda sostenendo come l’agire di propria iniziativa, al di fuori della legge, conduca all’anarchia ma, la sua stessa posizione di vigilante, priva pericolosamente la sua morale di significato. Tre numeri dopo, in The Diplomat’s Son (Batman n. 424, ottobre 1988, disegno di Doc Bright), Starlin rinnova drammaticamente questo tema, narrando le vicende tragiche di una giovane donna prima rapita, poi brutalmente violentata, dal figlio dell’Ambasciatore di Bogatago (Stato fantastico della geografia DC Comics), intoccabile per immunità diplomatica sul suolo degli Stati Uniti. Batman, con le mani legate dalla giustizia, fallirà nuovamente la sua missione, impotente di fronte al suicidio della ragazza, provocato dal suo stupratore, in questa avventura realistica e crudele che non sembra offrire a chi legge nessuna scappatoia ottimista. La vendetta di Robin (Jason Todd), che uccide (ma non è sicuro…) il colpevole che cade urlando da una terrazza, sostituendosi con rabbia alla giustizia, conferma ancora quanto siano diversi questi nuovi eroi dei fumetti e quanto sia cambiato lo scenario su cui si muovono. Gli anni novanta, evolvendo le impostazioni cupe e realistiche del Rinascimento Americano, assistono all’inesorabile calare delle tenebre su tutta la produzione DC. Batman, character di punta della Major, si trova immerso suo malgrado in avventure estreme, trame opprimenti e pessimiste che, dalla produzione seriale fino agli speciali più adulti, liberi dalle limitazioni del Comics Code, tracciano presto la via per la crudele saga di Knightfall, culmine di un rilancio del personaggio, per molti non necessario, successivo al grande evento pubblicitario della “Morte di Superman”, di cui la Casa delle Leggende cerca idealmente il “bis”. In questa atmosfera pesante, esce Batman-Seduction of the Gun (febbraio 1992), formale atto di accusa contro la colpevole reperibilità delle armi, specie negli ambienti frequentati da giovanissimi. Dedicato alla memoria di John Reisenbach (29 novembre 1956 – 31 luglio 1990), figlio di Sandy, collaboratore DC Comics, ucciso senza motivo apparente per strada, l’albo, scritto da John Ostrander e disegnato da Vince Giarrano, racconta del tentativo fallito di Batman di proteggere un informatore che può garantire l’arresto di una gang giovanile di trafficanti d’ armi. La storia, violentissima, mostrerà al lettore condizioni critiche già esistenti in molte delle scuole americane, dove il possesso incriminato di armi da fuoco regola gli stessi rapporti tra studenti.

Il terzo Robin, Timothy Jackson “Tim” Drake, infiltrato d’eccezione nell’ambiente scolastico dove si muove la giovane figlia dell’informatore, in pericolo di vita, non riuscirà ad evitare l’uccisione della ragazza e, parallelamente, di un suo nuovo amico, freddato senza pietà da uno dei bulli dell’istituto. Uno speciale dove la rabbia e l’impotenza di fronte ad una situazione ormai senza rimedio invitano ad una riflessione, un nuovo problema che, purtroppo, nemmeno il Dinamico Duo può risolvere. “Seduction of the Gun” è inoltre un vero e proprio studio sul nuovo slang metropolitano usato nelle scuole dagli studenti, un altro modo per penetrare, con le possibilità fantastiche del fumetto, nella realtà che ci circonda. Gli incassi del numero saranno interamente devoluti alla Fondazione John A. Reinsenbach per il controllo delle armi nelle attività scolastiche, problema che vede, per fortuna, gli studenti italiani ancora distanti dai livelli di guardia. Ovvia conclusione di questa breve, drammatica, panoramica sul difficile mestiere di supereroe nell’attualità del nuovo fumetto USA, il costoso Hard-Cover Night Cries (La notte Piange, 1992), scritto da Archie Goodwin e disegnato dal bravissimo Scott Hampton, storia tragica sullo scottante tema dell’abuso sui minori. Inserita come sequenza temporale nei primi anni di vita del Cavaliere Oscuro, La Notte Piange mantiene le caratteristiche base di Seduction of the Gun, situazioni senza uscita con all’origine un pessimismo imperante legato alla cronaca vera dei nostri giorni. Tra le varie vicende che si incrociano durante la narrazione, il dramma di James Gordon che, a causa del pesante carico nervoso che è chiamato a sostenere come poliziotto, distrugge lentamente la pace familiare, aumentando la frattura con la moglie Barbara, aperta in Year One, fino alla separazione. Batman, ancora osservatore impotente degli eventi, dovrà cercare uno spietato assassino che uccide i colpevoli di violenza su bambini, ripagandoli con la stessa moneta. La conclusione, durissima, non fa che aumentare l’inquietudine del lettore e, nelle ultime parole dell’assassino, insospettabile, al suo antagonista incappucciato, la tremenda realtà di una situazione completamente estranea al fumetto e alle sue visioni positive: ” i lamenti stanno ritornando. Questo Paese ha oltre due milioni di casi di abuso di minore, più di duemila morti. Troppi lamenti. Io non posso più ascoltarli. Qualcun altro deve ascoltarli. Io non posso…” Così, nella figura dell’Uomo Pipistrello che vola inutilmente nel tentativo di fermare l’arma che l’Uomo si punta alla tempia, tutta la rabbia e l’impotenza di una generazione circondata da benessere e contraddizioni enormi, un reale che non ammette, nemmeno dall’immaginario a fumetti, la consolazione di un lieto fine. Nell’ultima, stupenda, tavola di questo deciso atto d’accusa, Batman grida tutta la sua rabbia alla notte ma la cupa Gotham, città dalle mille valenze, indifferente, non risponde.