Dc Fandome, Pattinson ‘Batman’ e Gadot ‘Wonder Woman’

Il 22/8 evento online di 24 ore organizzato da Warner Bros. Saranno presenti anche le disegnatrici italiane Elena Casagrande (qui una nostra intervista) Emanuela Lupacchino (qui una nostra intervista) Mirka Andolfo (qui una nostra intervista) e Giorgio Viaro direttore di Best Movie e curatore sezione cinema e tv del Comicon di Napoli.

DCFanDome_22 agosto (1)

Gal Gadot e un’altra iconica Wonder Woman, Lynda Carter, il nuovo Batman Robert Pattinson, insieme, fra gli altri, a Viola Davis, Chris Pine, Idris Elba, Robin Wright, Nathan Fillion, Kristen Wiig, Neil Gaiman, Zack Snyder, Ziggy Marley, Matt Reeves, Darren Criss, Venus Williams, saranno fra i protagonisti in un parterre di oltre 300 tra attori, registi, artisti del set e autori, del Dc Fandome. E’ il grande evento immersivo virtuale gratuito di 24 ore (per accedere basterà andare su www.dcfandome.com) organizzato dalla Warner Bros che si terrà il 22 agosto, con il via alle 10 di mattina, Pacific Daylight Time, che corrispondono alle 19 in Italia. Una celebrazione a 360 gradi del multi-universo Dc Comics, dai grandi film alle serie live action, dai giochi ai fumetti.

In scaletta oltre 40 ore di programmazione dedicate al passato, il presente e il futuro della Dc. Ci saranno moderatori da 15 nazioni (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Messico, Sudafrica, Sud corea, Spagna, USA e Gran Bretagna) e gli eventi saranno disponibili in nove lingue: portoghese cinese, inglese, francese tedesco, italiano, giapponese, coreano, Spagnolo. Sarà l’occasione per vedere scene in anteprima mondiale, dietro le quinte, e scoprire ultime notizie e annunci su serie e film: da The Batman di Matt Reeves con Pattinson ‘uomo pipistrello’ e Zoe Kravitz nel ruolo di Catwoman, in arrivo a ottobre 2021, a reboot della serie Superman & Lois interpretata da Tyler Hoechlin e Elizabeth Tulloch, in arrivo negli Usa a gennaio 2021; da Wonder Woman 1984, sequel di Patty Jenkins con Gal Gadot nei panni della supereroina, che debutta a ottobre dopo i vari rinvii dell’uscita per il covid-19, alla serie Batwoman, che avrà nella seconda stagione una nuova protagonista, l’afroamericana Javicia Leslie, scelta dopo l’addio al ruolo di Ruby Rose.

Fra gli altri titoli in primo piano: il film sull’antagonista di Shazam, Black Adam con Dwayne Johnson, in arrivo a Natale 2021; il director’s cut di Zack Snyder per Justice League (2017); Shazam! di cui è in scrittura il sequel. L’immagine qui sotto anticipa anche un altro lungometraggio molto atteso.

Per il piccolo schermo, protagoniste serie live action come Black Lightning, Legends of Tomorrow, Stargirl, The Flash, Supergirl (qui la nostra intervista con la doppiatrice), Doom Patrol, Lucifer, Pennyworth (qui la nostra recensione senza  spoiler), Titans (qui la nostra intervista al doppiatore di Dick Grayson), la miniserie plurinominata agli Emmy Watchmen. Ma anche serie animate come DC Super Hero Girls, Harley Quinn, Teen Titans GO! (qui la nostra intervista al doppiatore di Robin), Titans, Young Justice: Outsiders. Si potranno inoltre esplorare vari luoghi dello storytelling Dc, dalla batcaverna allo Sweet Justice café delle Dc Super Hero Girls, leggere fumetti digitali, scoprire i mondi creati dai fans, tra cosplay, arte, e contenuti ad hoc.

Warner Bros Italia ha annunciato che Andrea Delogu sarà la presentatrice ufficiale per l’Italia.

Fonte [Ansa.it]

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 5/6

L’attenzione dei media e dei collezionisti è ora focalizzata sulla DC Comics ma è la marvel che controlla il quaranta per cento dei trecento milioni di dollari dell’industria delle nuvole parlanti. La Casa delle Idee sta uscendo infatti con più albi degli altri editori, circa cinquanta titoli mensili e, con una distribuzione totale di sette milioni di copie. Tuttavia rimangono in campo venticinque editori indipendenti che forniscono più libertà creativa agli autori e permettono uno sviluppo dell’industria mai visto dai primi anni ’50. Ancora novità per Batman: su Killing Joke (1988), albo unico disegnato dal bravo Brian Bolland, Alan Moore riscrive le origini del folle Joker, criminale avversario e controparte psicopatica dell’oscuro Detective di Gotham e decreta la fine di Batgirl (Barbara Gordon) che da un parziale ritiro viene, con questa storia, segregata su una sedia a rotelle. Su The Cult (1988), miniserie di quattro albi prestige, Jim Starlin, autore anche di “A Death in the Family”, e il disegnatore Berni Wrighson, sprofondano Batman nelle pesanti atmosfere dell’horror. Comparso su Detective Comics nel maggio 1939 tocca al nostro Chirottero Umano festeggiare i cinquanta nel 1989, anno che segna anche il suo ritorno sulla scena cinematografica. Continua senza diminuire d’intensità l’interesse dei lettori e, anche la Marvel Comics festeggia il numero uno dell’omonima rivista edita nel novembre 1939, e i cinquant’anni di eroi come la prima Torcia Umana, Submariner e altri. Entrambe le Majors gestiscono quasi il settantacinque per cento delle vendite nei negozi specializzati, ma ci sono ancora oltre settantacinque piccoli e medi editori che pubblicano centinaia di titoli. In libreria, all’attenzione della critica e all’esame dei media, molti fumetti in graphic novels e albums.

Gli anni ottanta si chiudono con un crescente interesse nel medium fumetto e all’incremento di un sempre più vasto pubblico. Di quest’anno Arkham Asylum, hardcover DC dove la coppia di artisti inglesi, Grant Morrison e Dave McKean propongono l’atmosfera folle e oscura del manicomio criminale di Gotham dove le paure e i dubbi di Batman si infrangono contro le pazze sicurezze del Joker in un confronto senza speranza. Al pessimismo imperante risponderà lo sceneggiatore Marv Wolfman che, nei numeri dal 440 al 442 di Batman e su The New Titans n.60 e 61, costruirà le basi per l’arrivo del terzo Rabin “ufficiale”, Timothy Drake, nella saga di A Lonely Place of Dying. Nel Novembre 1989 si inaugura Legends of the Dark Knight, la terza collana dedicata al “Caped Crusader”. La serie si frammenta in avventure che si dipanano in pochi albi con la possibilità di racchiudere successivamente il tutto da immancabili volumetti da libreria. gli autori, tra i migliori del momento, cambiario ad ogni miniserie proponendo teams come quello di Shaman (storia che inaugura la serie nel novembre 1989) composto da Dennis O’Neil, Edward Hannigan e John Beatty o il duo di Gothic (n.10, agosto 1990), composto da Grant Morrison e Klaus Janson, decisamente più titolati di quelli impegnati nelle serie regolari.

Il Batman di queste vicende è comunque quello dei primi anni che, privo di Robin, raccoglie la lezione dell’eroe tenebroso legato ai tempi storici inquieti che, alla Marvel è proposta da Wolverine, il Punitore, Ghost Rider e altri. La DC ritorna alle ipotesi più intriganti con Gotham by Gaslight (1989), disegnato da Mike Mignola (Batman contro Jack lo Squartatore nella cornice vittoriana) ed è con questo albo che gli sceneggiatori ritornano ai What if pre-Crisis dove realtà alternative e tempi passati e futuri si scatenano, così nasce la collana di albi fuoriserie Elseworlds dove tutto è possibile. Nonostante tutto però è la Marvel che, eterna rivale DC, inaugura i ’90 con un nuovo record di distribuzione; Spiderman n.1, scritto e disegnato da Todd McFarlane, vende oltre due milioni e settecentomila copie in sei edizioni simultanee. La Dark Horse diventa la terza editrice più popolare dopo Marvel e DC Comics pubblicando le trasposizioni a fumetti di film di successo come Aliens, Terminator e Predator. Il cacciatore alieno di Predator si scontrerà in seguito con Batman (1991), in una miniserie di tre numeri frutto di una breve collaborazione tra case editrici. Riappare il fumetto horror che passa dagli adattamenti di romanzi come Vampire Lestat di Anne Rice o Nightbreed tratto dai lavori dello scrittore inglese Clive Barker. La DC Comics organizza i suoi migliori autori in una linea adulta destinata a diventare Vertigo, dedicata soprattutto alle ambientazioni dell’ orrore, così sceneggiatori e disegnatori inglesi come Alan Moore, Neil Gaiman, Grant Morrison, Dave Gibbons, Brian Bolland e Alan Grant, propongono al pubblico le proprie versioni di Sandman, Swamp Thing, Doom Patrol, Animal Man e altri titoli di successo.

Dopo il Crepuscolo dei Supereroi di Luigi Siviero (Recensione)

Dopo il crepuscolo dei supereroi un’analisi sui fumetti supereroistici di Morrison, Moore e la British Invasion.

Un Robin assorto, seduto sui tasti di una gigantesca macchina da scrivere, si interroga sul suo futuro e su quello del Cavaliere Oscuro. Sopra la sua testa pende un punto interrogativo/spada di Damocle.


Quando ho iniziato a leggere il saggio Dopo il Crepuscolo dei Supereroi. Grant Morrison, Alan Moore e la British Invasion di Luigi Siviero (Eretica Edizioni, 2018) mi è subito tornato in mente questo pannello de Il Colpevole è il maggiordomo (l’epilogo ideale di Batman R.I.P.) Perché?
Perché in questo libro vediamo Morrison alle prese con la stessa domanda che assilla Robin: E adesso cosa succede?


E adesso cosa succede? è un interrogativo ricorrente nella storia dei fumetti. Chi si distrae, anche solo per un attimo, rischia di fare la fine dell’Enigmista in Quando è una porta di Neil Gaiman: Mi sono perso qualcosa? Ero via quando hanno cambiato le regole?


Nel 1955 la Golden Age, l’età d’oro iniziata nel 1938, lasciò il posto alla Silver Age, un’epoca segnata dal codice di autocensura che portò alla scomparsa della violenza nel mondo dei comics e alla creazione di storie solari, “ingenue”. Intorno al 1975, i costumi colorati e le avventure fantasiose cedettero il passo alla cupezza della Dark Age.
L’adesso preso in considerazione da Siviero riguarda la transizione dalla Dark Age, caratterizzata per l’appunto da storie “oscure” (vedi La morte di Superman e Knightfall) e dalla decostruzione della figura del supereroe, al Rinascimento, il periodo in cui il concetto di supereroismo venne ricostruito dalle fondamenta. Nella prima metà degli anni Novanta, Morrison avvertiva un cambiamento imminente nell’aria: i lettori erano stufi di eroi folli, psicopatici, a mala pena distinguibili dai cattivi. Bisognava trovare il modo di fare uscire i personaggi dei fumetti dalle tenebre in cui era precipitati:
«[Millar]: Vogliamo glorificare i supereroi, anziché farli a pezzi.
«[Morrison]: Vogliamo ripristinare la loro dignità. Renderli di nuovo incredibilmente potenti e divini e fonti di ispirazione, che è ciò che mi piaceva dei supereroi quando ero bambino. (Un estratto dell’intervista del 1995, Comic Aren’t For Adults Anymore).
In Dopo il Crepuscolo dei Supereroi vengono messi in luce i passaggi che portarono l’autore scozzese a ricostruire la figura del supereroe e trovare un nuovo, inedito, equilibrio tra l’ottimismo ingenuo della Silver Age e il cupo realismo della Dark Age. Lo scrittore guardò al passato, alle diverse epoche dei comics, senza però lasciarsi “incatenare” da quanto era stato prodotto dai suoi predecessori: la nuova alba poteva essere realizzata solo mediando tra quelle diverse anime e tenendo conto delle esigenze delle nuove generazioni di lettori.
L’autore di Arkham Asylum fu obbligato a confrontarsi con un mostro sacro della Dark Age, con un altro sceneggiatore appartenente alla British Invasion , alla schiera di talenti inglesi reclutati dalla DC: Alan Moore l’ideatore, tra gli altri, di un crossover, mai venuto alla luce, intitolato Il Crepuscolo dei Supereroi (una sorta di “Trono di spade” tra dinastie di eroi). I capolavori realistici e cupi di Moore (Miracleman, Watchmen) avevano influenzato più di uno sceneggiatore: sembrava ormai impossibile riuscire a riproporre degli eroi positivi.
Morrison, che pure era rimasto affascinato dalle opere del suo collega britannico, sentiva il bisogno di scrivere qualcosa di diverso: per lui il realismo, la violenza e la logica, presenti nelle opere della Dark Age, dovevano essere considerati come un’opzione e non un obbligo. Lo sceneggiatore era consapevole di dover tenere conto dell’eredità di Moore, ma, allo stesso tempo, voleva riuscire a cambiare le carte in tavola: non poteva rassegnarsi alla morte del superuomo.
Morrison si affidò alla metanarrazione per mettere in atto il suo processo di decostruzione (del realismo mooriano) e di ricostruzione (dell’eroe). Per esempio, in Aztek tre personaggi incarnano rispettivamente la Silver Age, la Dark Age e il Rinascimento: I primi due numeri (…) sono una riflessione su come la figura del supereroe fosse cambiata nel corso degli anni e su quale strada i fumetti dei supereroi avrebbero potuto imboccare in futuro.


Morrison e Millar esposero il loro ragionamento per mezzo di una metafora costituita dall’utilizzo di tre personaggi – Piper, Bloodtype e Aztek – che rappresentano rispettivamente passato remoto, passato recente/presente e un possibile futuro del supereroismo.

 

E adesso cosa succede? Se volete scoprire come Morrison, grazie alla metanarrazione e alle sue doti di sceneggiatore, riuscì a rispondere a questa domanda, dovrete affidarvi al libro di Siviero: compirete un viaggio iniziatico, rischiarato dalla luce dell’Arcano 18 (la Luna di Arkham Asylum) che vi condurrà verso una nuova alba dorata, l’aurora degli dei di JLA. Dopo il Crepuscolo dei Supereroi è un saggio scorrevole e accattivante, realizzato con cura (dietro ogni riga si avverte l’eco di una ricerca minuziosa): una vera fucina di riflessioni sui fumetti d’oltreoceano e sulla loro storia. Questo volume è in grado di soddisfare sia chi si avvicina per la prima volta alle diverse epoche dei comics, sia chi conosce già gli sceneggiatori della British Invasion e vuole rileggere, con uno sguardo più consapevole, le loro opere.
Prima di lasciarvi all’intervista realizzata da Stefano allo scrittore Luigi Siviero  (che troverete qui domani), vorrei ritornare per un’ultima volta davanti alla fatidica macchina da scrivere e porvi il quesito: E adesso cosa succede? In che direzione stanno andando i comics? Ci aspettano degli eroi in crisi (penso in particolare a Tom King) oppure gli dei della JLA torneranno a camminare a testa alta tra gli uomini? Non so cosa ci riserva il futuro: posso solo sperare che dietro quei tasti si celi una nuova generazione di autori capaci di tenere testa a Morrison.

Il saggio, già presentato il 19 gennaio 2019 presso la fumetteria Libroteka di Trento, è disponibile sul sito di Eretica Edizioni ( http://www.ereticaedizioni.it/prodotto/luigi-siviero-dopo-il-crepuscolo-dei-supereroi/ ), sui principali store di libri online (Amazon, IBS, Feltrinelli) e può essere ordinato in libreria.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

 

Comicon 2019: annunciato il primo ospite – Dave McKean

Il Comicon di Napoli è entrato nel vivo della programmazione della XXI edizione che si svolgerà dal 25 al 28 aprile 2019 presso la Mostra d’Oltremare.
Primo ospite internazionale dell’edizione 2019: Dave McKean.


L’autore britannico farà ritorno al festival grazie alla collaborazione di Edizioni Inkiostro che per l’occasione presenterà il volume BLACK DOG: The Dreams of Paul Nash. L’opera sarà disponibile allo stand Edizioni Inkiostro in 3 edizioni: white con disegno originale di McKean, Artist edition e normale.
Dave McKean durante la sua carriera ha illustrato e disegnato diversi libri e graphic novel innovativi. Nel 1988 Dave McKean produce le copertine per la serie Hellblazer, della DC Comics. Nel 1989 inizia un’altra collaborazione con Neil Gaiman: gli viene affidato il progetto grafico delle edizioni americane della serie regolare, delle raccolte e delle graphic novel di Sandman, per la linea Vertigo della DC Comics.

Sempre per la DC Comics, nello stesso anno, realizza le tavole per Arkham Asylum – Una folle dimora in un folle mondo, la mitica storia di Batman sui testi di Grant Morrison. Si tratta di una delle più cupe ed interessanti avventure dell’uomo pipistrello mai realizzate grazie all’indiscutibile genio dei due autori. Il Crociato Incappucciato in questa storia si trova ad affrontare alcuni dei suoi più temibili antagonisti, primo tra tutti un diabolico Joker, all’interno del manicomio criminale nel quale sono rinchiusi, l’Arkham Asylum del titolo, ma per far questo dovrà affrontare prima di tutto le sue stesse fobie e tutto quello che lo ha portato a diventare un Cavaliere della Notte.

Fonte: [Comicon]

Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?

Dove sono andata in vacanza quest’anno? A Gotham. Ho messo in valigia una giacca dei tempi del liceo, un completo elegante e un abito nero. La prima mi è servita per il viaggio nei ricordi con i personaggi di The Batman, il secondo per intrufolarmi ai comizi elettorali della prima stagione di Batman: The Telltale series, il terzo per partecipare al funerale di Batman. Invece di mostrarvi le solite diapositive e filmini, vi parlerò solo dell’ultima parte del mio soggiorno nella città oscura e vi racconterò Cos’è successo al Cavaliere Oscuro*.

Ecco com’è andata. Il panorama dall’Aparo Bridge era mozzafiato: la gotica città e le acque del suo porto erano avvolte da un alone aranciato, da una luce mistica e inquietante al tempo stesso. Mi sarei fermata a godere la vista, avrei sostato a lungo in ogni via per scrutare palazzi e insegne che sembravano sussurrarmi nomi familiari, come Finger, ma dovevo affrettarmi. La mia destinazione era Crime Alley, dove tutto è iniziato e dove il mito del Cavaliere Oscuro sembrava destinato a finire. Un certo Neil Gaiman mi ha indicato un sordido bar, il New Drop Inn. Mi è parso di riconoscere il barista, gli ho chiesto come si chiamava e lui ha risposto “Joe Chill”. Nella stanza sul retro, c’erano un maggiordomo, alleati e nemici, tutti quelli che contano, ma, soprattutto, c’era lui, Batman… dentro a una bara.

Di solito, in queste occasioni si celebra la vita di chi ci ha lasciato, si ripercorre la sua storia, ma mi hanno detto che gli Ultimi Offici** erano già stati celebrati dal sacerdote Morrison, una cavalcata tra ere d’oro e d’argento,con come sottofondo l’incessante ticchettare di una macchina da scrivere. Restava solo la morte: l’enigma che il pipistrello si stava portando nella tomba. Una morte che sembrava inspiegabile e di cui tutti hanno dato la loro versione: dal racconto della donna gatto, storia di un amore tinto di rosso sangue, alle rivelazioni sconvolgenti del maggiordomo, sino ad arrivare a Superman.

 

Tante voci discordanti, che restituivano frammenti, echi dissonanti. Diavolo, nulla sembrava certo in quella stanza: gli ospiti cambiavano aspetto di tavola in tavola, come se venissero ridisegnati da mani diverse. Senza che potessi impedirlo, una serie di nomi mi danzavano davanti agli occhi: Dick Sprang, Carmine Infantino, Brian Bolland e altri. L’unico che avrebbe potuto svelare l’arcano e spigarmi cosa stesse succedendo, il più grande detective non era più tra noi. O era davvero così?

Una porta è apparsa dal nulla e non ho potuto fare a meno di aprirla e sgattaiolare via. Lui, il mito, l’eroe, era lì insieme a una donna. Non vi svelerò cosa si sono detti, dovete scoprirlo da soli raggiungendo il New Drop Inn, dove quello strano funerale viene messo in scena, di nuovo e di nuovo, per ogni amante del Cavaliere Oscuro. Vi dirò solo che alla fine avevo gli occhi lucidi (mi sa che c’era qualche cipolla in giro) e che mi sentivo rassicurata, come se avessi finito di sfogliare un familiare libro di fiabe per l’infanzia. Quando me ne sono andata, non ho detto “Addio, Batman”, ma “Buonanotte. A presto, Bats.”. Questa non è la fine, il tuo è un destino immortale***, tu sei l’eroe che ci serve, il nostro mito eterno.

 

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

 

*  Batman, Cos’è successo al cavaliere Oscuro, Neil Gaiman e Andy Kubert, Lion, 2016 – Batman 686. P.S. A darmi l’indirizzo del New Drop Inn è stato il buon Stefano. Ci sarebbero anche altre storie da esplorare, una volta usciti da lì (Un mondo in bianco e nero, Pavana, Peccati originali, Quando è una porta), ma ho deciso di parlarvi solo della prima.

 

** Batman in Ultimi Offici, Grant Morrison e Lee Garbett (in Il cavaliere Oscuro Batman, Il cuore di Hush, vol.23, Mondadori – Batman 682-683). Qui Morrison ripercorre l’intera carriera di Batman, regalandoci più di uno spunto di riflessione.

 

*** L’idea dell’eterno ritorno, di Bats come l’eroe il cui destino immortale è combattere per Gotham e per noi compare anche nella storia Vecchia scuola di Gregg Hurwitz e Neal Adams, apparsa sul volume 30 di Batman, edito dalla Lion, in occasione dei 75 anni (portati egregiamente) del nostro Cavaliere Oscuro.

Batman Black & White: Motion Comics Collections 1 & 2

Batman Black & White: Motion Comics Collections 1 & 2

Batman Black & White: Motion Comics Collections 1 & 2

Volete portare a casa racconti del Cavaliere Oscuro strappato direttamente dai fumetti?
Ecco a voi qualcosa di veramente speciale.
La collezione di Batman in bianco e nero Motion Comics.
Batman in Bianco e Nero Motion Comics si basa sulla pluripremiata serie di raccolte a fumetti.
Sfruttando la potenza della rete e l’incipit grafico/narrativo dell’albo, la DC Comics ha realizzato Batman Black & White: Motion Comics Collections 1 & 2. Il fumetto prende vita con le storie raccontate da disegnatori del calibro di Rafael Grampá, Dan Didio, Rafael Albuquerque, Jeff Lemire e Michael Uslan, con ai disegni artisti quali J.G. Jones, Alex Nino e Dave Bullock. Insomma, un DVD (per ora ancora in lingua inglese) con 80 minuti di magia in pieno stile gothamita da non perdere, e che la DC Comics ha deciso di pubblicare, regalandoci un formato audio in dolby stereo. Ma andiamo con ordine, cercando di spiegare a chi non conosce Batman: Black and White di cosa stiamo parlando…
Si tratta di racconti brevissimi, che esplorano l’intima personalità dell’Uomo Pipistrello da tantissimi punti di vista: tradizione e innovazione si mescolano sapientemente dando origine a qualcosa di molto originale.
I temi sono ricorrenti sono il rapporto tra Batman, la paura e la giustizia, i suoi demoni interiori, la morte dei genitori, la sua solitudine e la malinconia di fondo che caratterizza il nostro amato personaggio.
L’opera mette insieme nomi storici del fumetto americano (Denny O’Neil, Neal Adams, John Byrne, Joe Kubert) che rievocano la silver age con sublime nostalgia, mescolati a talenti contemporanei come Ed Brubaker, Brian Azzarello, Geoff Johns, Jim Lee, Warren Ellis, Neil Gaiman, Matt Wagner, Tim Sale, Paul Dini, Bruce Timm e tantissimi altri, a cui si aggiungono altri disegnatori del fumetto indipendente del livello di Paul Pope.
A voi il trailer targato Warner Bros. Buon divertimento.

Batman: IL CICLO DI MORRISON (date: settembre-dicembre 2006)

Nel 2006 avvengono due eventi significativi, riguardanti la stessa persona. Un sondaggio lanciato da Comic Book Resource sui migliori scrittori di fumetti assegna il primo posto ad Alan Moore (Watchmen, La Lega degli Straordinari Gentlemen, V per Vendetta solo per dirne qualcuno), e fin qua il risultato è ovvio, ma il secondo posto viene preso da Grant Morrison (Arkham Asylum, JLA vol.1) che a sorpresa ruba la posizione al più quotato Neil Gaiman (Sandman).
Nel settembre dello stesso anno, Morrison viene chiamato alla direzione della testata Batman. Ed allora lo scrittore scozzese progetta un lunghissimo story arc, e la cui chiave di volta (o sommità, o punto cruciale, chiamatelo come vi pare) è segnato dalla doppia uscita di Batman R.I.P. (che non a caso chiuderà questo progetto) e Crisi Finale.

Morrison è un appassionato cultore di tutte le storie appartenenti alle varie ages, e non ha mai particolarmente apprezzato l’idea che le periodiche Crisis annullino del tutto o in parte i fatti antecedenti e facciano ripartire la continuity da zero. La sua idea è diametralmente opposta: tutto ciò che è stato narrato dalla golden age ad oggi (stiamo parlando di un periodo dal 1939 circa ad ora) è da considerarsi effettivamente accaduto in un arco narrativo di tempo che copre circa un 15-20 anni di vita dei personaggi. Per fare il caso specifico di Batman, supponendo che sia entrato in azione come uomo pipistrello più o meno a vent’anni, al momento in cui siamo arrivati dovrebbe averne circa 35-40 ed aver vissuto tutto quanto è stato narrato su di lui in settant’anni di pubblicazioni.
Il primo risultato di questo assunto è che nello story arc di Morrison vengono continuamente ripresi personaggi e situazioni narrati in ages precedenti e poi finiti nel dimenticatoio. Sarà quindi necessario di volta in volta fare delle brevi presentazioni per introdurre questi ripescati.
La seconda conseguenza è che alcune storie che erano state a suo tempo dichiarate off-continuity, sono ritornate a far parte dell’ufficialità a seguito degli interventi narrativi di Morrison; una di esse è stata inclusa in questo progetto proprio in virtù di ciò, e ne parleremo subito nella storia d’esordio del ciclo.
La terza e più sottile conseguenza è che un individuo, sia pure eccezionale come Batman, ma pure sempre umano, che ha passato tutti gli eventi sopra detti in 15-20 anni di vita, non può ritrovarsi alla fine del tutto a posto con la testa. Ciò è stato in parte anticipato dalla decisione di Bruce, nell’anno sabbatico narrato in 52, di passare un periodo di meditazione a Nanda Parbat, mistico santuario perso nell’Himalaya, dove egli si è sottoposto ad un rituale meditativo di morte e risurrezione per uscirne rinato e liberato dalle sue paranoie. L’effetto è stato evidente: ritornato in azione Un Anno Dopo, ha ripreso in mano il controllo della città con rinnovato vigore, ma sopratutto con spirito positivo e maggiormente ben disposto nei confronti di amici ed alleati, il che per uno come Batman è tutto dire.
Tutto a posto dunque? No, niente affatto. Proprio da qui inizia il ciclo di Morrison che porterà poco alla volta il cavaliere oscuro verso l’orlo della follia, giungendo ad un finale… che ovviamente non vi anticipo, anche se lo si trova facilmente in giro per la rete…. e in questo cammino, lo stile narrativo di Morrison (che non a caso è l’autore del già citato Arkham Asylum), diviene poco per volta sempre più frammentato, sconvolto, a tratti quasi da incubo. Al punto che in certi momenti (sopratutto nei due vertici dello story arc sopra citati) non sarà facile seguire lo svolgersi della narrazione. Un suggerimento importante: tutti gli indizi che troverete d’ora in poi possono essere significativi anche in storie successive, dunque armatevi di pazienza e prestate la massima attenzione: stiamo andando verso la fine di questo progetto, ma non sarà un facile cammino!
Riepiloghiamo brevemente la situazione: dopo i fatti di 52 e di Un Anno Dopo, Bruce Wayne ha preso come suo figlio adottivo Tim Drake (Robin), il quale ora guida il gruppo dei Giovani Titani. Nel frattempo, Dick Grayson (Nightwing) ha abbandonato la città di Bludhaven, distrutta da un’esplosione nucleare durante Crisi Infinita, e s’è stabilito a New York, dove nei primi tempi ha dovuto combattere contro il redivivo Jason Todd, intenzionato a portargli via costume ed occupazione. Da là, egli ora guida il gruppo degli Outsiders. Infine, Bruce Wayne ha creato una seconda batcaverna di scorta nell’interrato del palazzo che ospita il suo attico in centro a Gotham City.
Da qui inizia questo racconto, che è anche l’esordio di Morrison alla guida della testata. E questo esordio è segnato da una rivelazione sconcertante: Bruce Wayne ha un figlio! Eh già, forse dopo tutto questo tempo vi eravate dimenticati la vignetta finale di Il Figlio del Demone? La madre è Talia, la figlia di Ra’s Al Ghul ed a suo tempo amante di Bruce. Il ragazzo, Damian, è stato cresciuto ed addestrato secondo i metodi della Lega degli Assassini di Ra’s, e dunque seppur molto giovane è già un micidiale lottatore… e per giunta ha un caratterino per nulla amichevole, e ne vedremo gli effetti fin da subito: sia per Bruce, che avrà il suo da fare a tenerlo a freno; sia per Tim Drake, che si scontrerà violentemente con Damian, gelosissimo del fatto che qualcun altro sia figlio di Bruce ancorché adottivo; sia per il povero Alfred, messo a dura prova dalle maniere tutt’altro che ammodo del nuovo arrivato.
Durante il racconto Morrison ripesca il personaggio di Man-Bat. Introdotto negli anni ’70, Robert Langstrom, uno scienziato specializzato nei pipistrelli, crea un siero capace di donare all’uomo il senso sonar di un pipistrello e lo prova su sé stesso. Ma c’è un effetto collaterale: il siero trasforma chi ne fa uso in una creatura ibrida uomo-pipistrello. Il personaggio durante la sua storia narrativa ha alternato periodi come criminale ad altri come collaboratore della giustizia.