Vincenzo Federici celebra Big Barda e Batman

Non c’è comic della storia recente che non sia stato riletto e reinterpretato nel variopinto universo dei fumetti americani: Batman, Superman, e le loro controparti femminili, incarnano i sogni e le speranze, le conquiste e i fallimenti di un intero secolo. Nell’ambito del Bologna Nerd Show 2020, l’artista Vincenzo Viska Federici si impegna nella riproduzione del personaggio femminile Big Barda, creato nel 1971 dal re dei disegnatori Jack Kirby.  Vincenzo si ispira liberamente allo stile del grande Kirby per ritrarre il forte personaggio femminile di Apokolips che vi mostriamo qui sotto.

L’artista rivela: “Nel caso di Big Barda, il desiderio di disegnarla, ma in generale di celebrare tutti i personaggi di Quarto Mondo, è davvero molto forte in me. Come ho avuto modo di dire parecchie volte, se mi venisse mai proposto di disegnare questi personaggi potrei firmare anche per dieci anni, ad occhi chiusi! Il design, le idee dietro le storie di Nuova Genesi e Apokolips sono avanti cento anni anche rispetto al nuovo millennio. Jack, eri un genio“. Vincenzo “Viska” Federici, napoletano, classe 1986, è uno tra gli illustratori, pittori ed insegnanti di disegno campani più apprezzati a livello nazionale e internazionale, un’artista la cui matita è ricercata tanto dalle italiane Noise Press, ALT, VeneziaComix e quanto dalle americane Dynamite Entertainment, Zenescope Entertainment, Boom! Studios, IDW Publishing e ancora dagli editori francesi Nouveau Mond e Soleil Editions. Vincenzo Federici insegna Fumetto dal 2017 presso la Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars e dal 2018 presso la The Sign Comics&Arts Academy di Firenze, tenendo un corso di fumetto americano, ma “Viska” è però anche un raffinato illustratore, capace di reinterpretare con le sue opere, infondendovi riverberi contemporanei, le atmosfere e gli stili più generalisti, ma anche più complessi della nona arte. Il suo tratto coinvolgente immerge il lettore in piacevoli situazioni di lettura. Conosciamolo meglio attraverso questa intervista e alcune sue tavole di prova trasmesse alla DC Comics, che hanno come protagonista Batman.

Stefano: Ciao Vincenzo e benvenuto su Batman Crime Solver.

Vincenzo: Ciao Stefano e un saluto enorme ai lettori di BCS, è un onore essere qui!

Stefano:  Raccontaci i tuoi esordi? Il momento della svolta? Quando la tua passione si è trasformata in lavoro?

Vincenzo: Fare il fumettista è stato da sempre il mio sogno, decisi in quarta elementare che avrei intrapreso questa strada. Ho frequentato molto l’ambiente delle fiere fin da quando ho potuto nei primi anni di liceo e, in seguito, ho iniziato a lavorare con diverse realtà campane, fino poi ad esordire esattamente 10 anni fa, a 23 anni, con un piccolo editore francese. La svolta vera è stata il lavoro con Soleil Editions nel 2014, fu un grosso impegno e tuttora ne sono soddisfatto. Ad un paio d’anni di distanza da quell’esperienza decisi di virare verso il mercato americano, per una questione di linguaggio sequenziale differente e per avere l’opportunità di lavorare sulle storie dei miei personaggi preferiti. Parallelamente l’esperienza con Noise Press mi ha permesso di portare alla luce un progetto tutto mio, The Kabuki Fight – Alpha, di cui vado molto orgoglioso!

Stefano: Quali sono i lavori che stai ultimando in questo periodo?

Vincenzo: Dopo una corsa forsennata sulla mini serie Strangelands, per l’americana Humanoids, attualmente mi sto dedicando ad alcuni progetti con case editrici italiane davvero eccezionali che vedranno la luce durante il Comicon di Napoli.

Stefano: Illustraci la prova di tavole che hai realizzato per la DC Comics.

Vincenzo: Durante l’estate decisi che avrei tentato un approccio in DC realizzando dei provini su un personaggio che adoro, Batman Beyond. Sono in contatto con DC da anni, ma non avevo mai realizzato concretamente dei test per loro. Ho approcciato al personaggio molto naturalmente, perché questo Batman nello specifico non porta dietro di sé l’enorme retaggio di quello “classico”, che invece mi spaventa sempre un po’ disegnare. Ho ideato una sequenza semplice ma che mi permettesse di mostrare diversi elementi come Gotham, le auto volanti, qualche villain e, soprattutto, Batman.

Stefano: Cosa rappresenta per te Batman?

Vincenzo: L’infanzia, ad essere onesti. Ero un bambino quando Batman: The Animated Series fece il suo esordio sulle televisioni nostrane e da quel momento ne sono rimasto folgorato. Batman è notoriamente uno dei personaggi più amati, ma più di lui in quanto tale, io amo i comprimari delle sue storie. Il rapporto difficile con Dick, quello catastrofico con Jason, i suoi nemici, Batgirl. Ricordo ancora l’angosciante sorpresa che ebbi nel leggere la morte per mano di Joker di Robin e Batgirl nell’ Elseworld scritto e disegnato da quello che secondo me è il miglior fumettista di sempre, Alan Davis, JLA: The Nail. Uno shock!

Stefano: Programmi per il futuro professionale?

Vincenzo: Per ora nulla può essere rivelato, ma di sicuro ci sarà molta roba creator owned e mi auguro di potervi dare presto aggiornamenti a tal proposito.

 

 

80 di Batman: gli auguri dell’autore Antonio Sepe

Antonio Sepe, dottore in sociologia, autore per la casa editoriale di fumetti Noise Press e l’Associazione Lettori Torresi ALT!

Molti di noi (se non per la maggior parte) conosce già la sua passione per Batman, che nasce grazie all’inimitabile ed inarrivabile, serie animata “Batman The Animated Series” una delle migliori serie animate mai tratte da un fumetto, una serie capolavoro, ritenuta un punto saldo e vero riferimento, di praticamente tutti i fan di Batman, ed uno dei migliori prodotti audiovisivi, mai realizzati sul personaggio. Molto bella e significativa, la storia che Antonio ci racconta di quando fin da bambino desiderava la batmobile di questa splendida serie animata per Natale, per poi purtroppo rimanere deluso, e ricevere in regalo un Batman cinese con relativa moto cinese, da allora vista la sua delusione, aveva giurato che al costo di metterci anni, si sarebbe comprato da solo la batmobile e che sarebbe diventato un grande collezionista delle action figure della Kenner, di questa amatissima serie animata, una missione che con il passare degli anni ha realizzato con successo.

Batman 80th

Questa la doverosa introduzione dedicata ad Antonio Sepe classe 1985, dottore in Sociologia, che vive nella disorganica quanto veramente ben mescolata provincia di Napoli. Lui è un vorace lettore di fumetti e libri, ed un cultore di film. Fin da bambino dimostra un attaccamento viscerale per la cultura pop – vintage ed il favoloso decennio 1980/1990. Si laurea con una tesi sul cinema e i videogiochi dal titolo “Schermi paralleli: Ri-mediazione e contaminazione tra cinema e videogiochi”. A Lucca Comics 2018 invece, esordisce anche come sceneggiatore sia su “The Steams Chronicles 2” sia sul numero 1 di Capitan Napoli “Currè currè guaglio”, di cui è anche soggettista. Nel 2019 insieme ad altri disegnatori e sceneggiatori Napoletani crea “Maliestremi”, progetto indie che lo vede ancora una volta nelle vesti di editor. Al Comicon 2019 sceneggia una nuova storia per i Capitani Italiani che fa da apripista alle nuove vicende del Capitano Napoletano.

Di giorno si distrae dalla sua attività principale – scrivere – lavorando per un’azienda farmaceutica: di notte, come tutti i supereroi, si traveste per combattere il crimine sulle pagine bianche della propria fantasia.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

 

Per tutti coloro che fossero interessati a sapere cosa e’ Capitan Napoli questo è un estratto della conferenza di presentazione tenutasi in data 23.11.2018 a Poggiomarino (NA).

 

 

80 di Batman: gli auguri del saggista Andrea Guglielmino

Andrea Guglielmino(Roma, 1976), è scrittore, giornalista e illustratore per la satira e per l’infanzia. Specializzato in cinema, lavora come redattore presso CinecittàNews (Il daily online di Cinecittà) e la rivista ‘8 ½ – Numeri, visioni e prospettive del cinema italiano’, diretta da Gianni Canova, per cui ha pubblicato il racconto ‘REDEZ – L’orrore’. Ha collaborato con il sito Everyeye.it, che tratta videogiochi, e ha curato articoli, racconti e redazionali per la rivista Splatter, focalizzata sulla narrativa horror, nel corso del 2013. Come vignettista, con lo pseudonimo di Ang, ha pubblicato sui settimanali satirici ‘Cuore’ (2000) e ‘Veleno’ (2007) e sulla fanzine ‘Wonderous Stories’, incentrata sulla musica progressive. È direttore editoriale del progetto umoristico ‘Vendicazzari Uniti!!!’, noto inizialmente su facebook e poi concretizzatosi nel sito http://www.vendicazzariuniti.com. è autore delle illustrazioni del libro per bambini ‘Mastro Tasso e il suo cappello’, scritto da Ilaria Mainardi ed edito da MdS nel 2014. Come saggista, ha pubblicato il libro ‘Cannibali a confronto – L’uomo è ciò che mangia’ (Memori, 2007). Il suo secondo saggio, ‘Antropocinema’, edito da Golem Libri nel corso del 2015, ha vinto lo stesso anno il Premio Domenico Meccoli Scrivere di Cinema Città di Assisi. A dicembre del 2017 pubblica il libro “Chi si accontenta, Goldrake!“, un moderno libro di aforismi, o se vogliamo, del loro corrispettivo nell’epoca del web 2.0: una raccolta di ‘status’ scritti dall’autore su facebook, del tutto casuali ed estemporanei. L’autore scrive regolarmente sceneggiature di fumetti per gli editori Bugs Comics e Noise Press (per le testate ‘Mostri’, ‘Alieni’ e ‘Dead Blood’). Un suo racconto, ‘Fermo Immagine’, è stato pubblicato sull’antologia ‘Fuori dal Tempo’ (MdS Editore 2016).

Batman 80th

Andrea ricorda che fin da quando è nato, Batman ha sempre fatto parte della sua vita, ma il suo primo “contatto” con il Crociato Incappucciato avviene attraverso una delle action figure, un giocattolo degli anni 70 della Herbert, solo successivamente si avvicina al personaggio, con fumetti, cartoni animati e lo storico telefilm della fox degli anni 60. Il primo film che vide, Batman di Tim Burton del 1989 ed il suo diretto sequel, Batman Returns, restano la visione preferita, a livello cinematografico sul personaggio per Andrea. Poi ci fu la volta di Schumacher, e apprezzò per l’epoca anche quei film, seppur con i loro limiti ed il loro essere più diretti e scanzonati. Un film che ha amato molto è stato Batman Begins di Cristopher Nolan, per aver apportato proprio per la prima volta il concetto di reboot al cinema, e aver narrato le origini di Bruce Wayne e tanti aspetti, come la paura e la psicologia del personaggio, una novità che nessuno aveva fatto prima d’ora, e per come chiude Nolan questo primo film. Nei successivi sequel Andrea, si aspettava tutta una serie di personaggi e villain, che però non sono mai stati introdotti, ragione per cui The Dark Knight e The Dark Knight Rises, l’hanno un po’ deluso, oltre ad una serie di considerazioni sulla sospensione dell’incredulità, essendo film con un contesto più realistico e meno fumettistico, che gli hanno fatto storcere un po’ il naso, ma nonostante ciò li ritiene film godibili, anche se non capolavori, come la maggior parte dei fan sostengono. Ha  apprezzato molto il Batman di Ben Affleck, per il suo lato estetico molto vicino al Batman di Miller, seppur gli è dispiaciuto, che l’interpretazione del Batman di Ben Affleck non sia proseguita, e che l’attore sia uscito fuori da questo ruolo e dal film da solista del personaggio, di cui doveva inizialmente scrivere la sceneggiatura ed essere protagonista, ragione per cui a livello interpretativo, è giustamente impossibile giudicare la performance di Affleck, di cui era curioso vederlo in un film tutto suo, per farsi un idea più approfondita sul ruolo. Per Batman Crime Solver,  Andrea ha scritto un bellissimo articolo che si intitola “Batman e il Culto dei Morti”, un interessantissima visione e riflessione sul personaggio, che è stata molto apprezzata e letta, da tanti nostri lettori che ci seguono, per chi si fosse perso questo bell’articolo, vi consigliamo caldamente di recuperarlo sul nostro blog.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

 

 

Batman TAS 25th anniversary di Antonio Sepe

Un racconto di Antonio Sepe, dottore in sociologia, autore per la casa editoriale di fumetti Noise Press e l’Associazione Lettori Torresi ALT!

Il logo del 25° Anniversario di Batman TAS disegnato da Mattia Cattellani e colorato da Emma Calabrese.

La Batmobile

Avete mai desiderato qualcosa a tal punto da non riuscire a dormire la notte? Beh, io sì.

Questa è la storia, più o meno romanzata, di come un sogno si è realizzato… con qualche anno di ritardo.

Era il 1993, la vigilia di Natale. Me lo ricordo benissimo quel giorno. Si battezzava mia sorella. Ma più di ogni altra cosa ricordo la trepidante attesa di quel Natale. Più di ogni altro anno, quell’anno, c’era un motivo in più per aspettare l’omone vestito di rosso. Piccolo passo indietro: l’anno prima da quelle menti geniali di Bruce Timm e Eric Radomski salta fuori uno dei Batman più belli della storia. Creano una serie, Batman The Animeted Series (che solo con la maturità scoprirò essere il capolavoro che questa anno compie 25 anni). Questa piccola digressione mi serve per spiegarvi che la serie, arrivata da noi l’anno dopo, ha scatenato una follia compulsiva tra i bambini di allora. Non solo per le storie del cartoon, ma per il merchandising connesso ad essa. La Kenner, (in Italia ci sono arrivate grazie a mamma Giochi Preziosi) ricreò esattamente tutti gli stessi personaggi e veicoli visti nella serie (ad eccezione di Gordon… ma perchè Gordon giocattolo non lo fanno mai!?).

Io ricordo benissimo, gli spot, i negozi invasi dai personaggi, gli scaffali vuoti o pieni solo di personaggi secondari (oh nessuno e dico nessuno che comprasse il Cappellaio Matto!!!).

C’erano mille versioni del costume del Cavaliere Oscuro, cambiavano le attrezzature, le ali, i mantelli… quello che non cambiava mai era la sua maschera: occhi bianchi, con orecchie da pipistrello a punta e un mezzo sorriso che spuntava dal mascellone. Insomma, la perfetta riproduzione di tutto quello che si vedeva in Tv.

Ora, se siete stati bambini anche voi in quel periodo questa storia vi sembrerà familiare… quello che non potete sapere però è la mia personale storia con l’oggetto del desiderio di ogni singolo pargolo che guardava i cartoni di Batman: LA BATMOBILE.

La Batmobile disegnata da Vincenzo Viska Federici

Più di una semplice auto, più di un semplice giocattolo o pezzo di plastica. La batmobile della serie animata di Timm e Radomski era qualcosa che ancora oggi non si riesce a spiegare. Per design (parola che a 8 anni non conoscevo e che ancora oggi davanti a certe cose ancora non oso pronunciare) forma, colore, dimensioni, quella Batmobile era il punto di arrivo dei desideri di ogni bambino del 1993. Io non facevo eccezione.

Per i mesi che precedevano il Natale di quell’anno feci il bravo bambino, tanto da meritarmi l’appellativo di angelo. Ero buonissimo, aiutavo mia madre, facevo i compiti e andavo a letto presto… speravo che Babbo Natale mi stesse guardando. Era un piano diabolico, lo so. Ma dovevo rischiare, avrei fatto di tutto per la Batmobile.

Come un novello Faust stavo vendendo la mia anima al diavolo in cambio di un pezzo di plastica… ma che pezzo di plastica: lunga quasi 30 cm, spuntoni nelle ruote e meraviglia delle meraviglie l’ abitacolo si trasformava in un batwing per le missioni cittadine. Ci trovavamo davanti alla perfezione.

Ad una settimana prima di Natale ero pronto a scrivere la mia letterina. Pochi fronzoli, il messaggio era chiaro e conciso:

“Caro Babbo Natale, visto che quest anno sono stato un bravo bambino, potresti portarmi la batmobile del cartone di Batman?”. Mi ricordo ancora ogni singola parola, ogni singolo punto e la sensazioni di felicità nel poter esprimere finalmente il mio desiderio dopo mesi e mesi di duro lavoro a fingere di essere un bravo bambino.

Dovevo solo aspettare.

Una piccola parte della collezione dedicata alla serie animata di Batman di Antonio Sepe

Ritorniamo alla notte della Vigilia del ’93. Prima di andare in chiesa per il battesimo e la messa di Natale diedi un rapido sguardo sotto l’albero… vuoto! Ancora nulla, il Rosso Grassone non si era ancora palesato… potevo aspettare… tutto per la Batmobile.

Attesi sveglio tutta la notte. Biscotti e latte caldo preparati e mi misi nel letto, ma non riuscì mai a dormire.

Arrivò il mattino, il primo raggio di sole spuntò dalla finestra, con uno scatto arrivai all’albero alla ricerca del pacco che potesse contenere l’oggetto del mio desiderio.

Ma non c’era nulla di abbastanza grande… Che Babbo Natale avesse nascosto il pacco in un posto diverso. Cercai, in ogni singolo posto di casa, persino sul pianerottolo… non c’era nulla.

Un solo pacchetto per me sotto l’albero. Troppo piccolo per le dimensioni dell’auto di Batman, troppo grande per un buono regalo che mi dicesse di andare a ritirarla da qualche parte.

La Batmobile non c’era. Allora aprii il pacchetto con il mio nome. Le immagini che vi racconterò da ora in poi sono altamente drammatiche e hanno lasciato traumi in me.

In quel pacco c’era una riproduzione cinese di una moto di Batman. Palesemente tarocca. Persino il Batman che che la portava era palesemente cinese…e credetemi nel ’93 i cinesi non erano bravi come adesso.

Un incubo… non solo non c’era la Batmobile in quel pacco, ma quella moto era la cosa più lontana dalle mie richieste o aspettative.

Torniamo rapidamente ai giorni nostri.

Tutto quello che vi ho raccontato ha avuto grosse conseguenze sulla mia psiche. Da allora infatti ho smesso di credere in babbo Natale, non sono più andato in chiesa a Natale e soprattutto adesso sono diventato un collezionista compulsivo di oggetti della serie animata di Batman. Eh sí, da quel giorno di Natale infatti mi sono ripromesso una cosa:

La Batmobile l’avrei comprata da solo, a costo di accumulare paghette fino ai 90 anni.

La Batmobile è arrivata, 5 anni fa più o meno. Era ancora bellissima come la ricordavo e fu uno dei primi pezzi che esposi con orgoglio.

Non so cosa ne sarà di quel giocattolo quando io deciderò di passare la mia collezione ai miei figli o ai nipoti…

Posso dirvi che conosco una persona che la sua Batmobile l’ha donata alla sua nipotina, che con timore reverenziale la guarda ci gioca e poi la ripone al suo posto. Se ne prende cura, come il bambino che ci ha giocato qualche anno prima.

Per il compleanno della serie di Batman ho voluto raccontare da dove nasce la mia folle collezione… ho voluto raccontarvi di come un supereroe, le sue storie e la sua Batmobile hanno cambiato la vita di milioni di bambini e come, soprattutto, hanno cambiato la mia.

Antonio Sepe

Classe ’85, dottore in SociologiaAntonio Sepe nasce, cresce e pasce nella caotica provincia di Napoli. Divoratore di letteratura e cultura sotto forma di fumetti, libri e film, già dalla più tenera età dimostra un attaccamento viscerale per la la cultura pop – vintage ed il favoloso decennio ’80/’90. Si laurea con una tesi sul cinema e i videogiochi dal titolo “Schermi paralleli: Ri-mediazione e contaminazione tra cinema e videogiochi”. Approda al mondo del fumetto come co-ideatore del progetto “Timed” per Shockdom e per Noise Press viene insignito del titolo di editor per un progetto ancora top-secret.  Uno dei suoi racconti, Stagioni, viene inserito nella raccolta L’Altalena, pubblicata a luglio del 2017 dall’associazione ALT! Di giorno si distrae dalla sua attività principale – scrivere – lavorando per un’azienda farmaceutica: di notte, come tutti i supereroi, si traveste per combattere il crimine sulle pagine bianche della propria fantasia.