DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes di Dan Cutali

O2 Arena di Londra, nella periferia est. Anzi, molto oltre il famigerato East End ormai da anni rivalutato in maniera grandiosa. Sulla Greenwich Peninsula, dove il Tamigi fa un gomito stretto e crea una profonda insenatura verso nord, sorge questa enorme cupola chiamata anche Millennium Dome, perché finita di costruire nel 1999 in occasione dell’arrivo del Terzo Millennio. Facile da raggiungere con la famosa underground londinese: Jubilee Line e si scende alla fermata di North Greenwich, il dome è proprio lì di fronte. L’O2 è un luogo che ospita eventi sportivi di grande rilievo e i concerti delle band rock più famose del mondo. Uno tra tutti? La famosissima reunion dei Led Zeppelin del 2007 i cui biglietti andarono sold out in brevissimo tempo.

La galleria di locali che circonda l’area all’interno del dome viene utilizzata anche per l’allestimento di varie mostre. È la volta della DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes, inaugurata il 22 febbraio e che dura fino al 9 settembre, nata dalla collaborazione tra Warner Bros e DC Entertainment con le associazioni che gestiscono gli eventi all’O2 Arena, CID Exhibition e Art Ludique Le Musée. Allestita in occasione della celebrazione dell’ottantesimo anniversario della nascita dell’icona Superman, la mostra ripercorre la storia editoriale della DC Comics partendo da quella fatidica data in copertina, giugno 1938, in cui apparve la grande “S” sul numero 1 di Action Comics (proprio in questo periodo è stato pubblicato il numero 1000) ponendo soprattutto l’accento sulle rappresentazioni cinematografiche dei World’s Finest.

L’ingresso alla mostra non poteva essere spettacolo migliore. Subito fuori, nell’atrio in cima a una rampa di scale mobili, l’accoglienza è assegnata alle gigantografie della Trinità DC, quella cinematografica attuale: Superman/Henry Cavill, Batman/Ben Affleck e Wonder Woman/Gal Gadot. Per forza di cose, vista la recente presenza al botteghino di Justice League che funge da richiamo per la mostra. Poco più a sinistra LA gigantografia per eccellenza, ovvero il pantheon DC Comics disegnato da Alex Ross in caduta libera verso la Terra e di fianco, poco prima  della vera e propria porta d’ingresso, lo stemma tondo del logo DC in bella vista, anch’esso gigante. Tuffo al cuore. Se tanto mi dà tanto, cosa mi aspetta all’interno?

Lo shop del merchandising DC, mi aspetta all’interno. C’è subito lo shop, sì, il quale però a rigor di logica andrebbe spulciato nei dettagli dopo aver visitato la mostra. Probabilmente è stato posizionato così per motivi di allocazione degli spazi espositivi. Senza dare ascolto alle vibrazioni che mi arrivano dal portafoglio e buttando solo uno sguardo veloce, scaccio il demone dell’acquisto compulsivo da fan e proseguo dentro i locali dell’Exhibition. Andando subito a cozzare contro la Storia. Le copertine e le prime pagine di alcuni numeri degli Anni Quaranta di Detective Comics e Action Comics. Le matite di Bob Kane, Wayne Boring, Joe Shuster. Immortali. Epiche nella loro semplicità del periodo. Cariche di epos e sospensione dell’incredulità.

Con il cuore ridotto a un lumicino per l’emozione, proseguo: i costumi di scena originali della cinematografia targata Warner/DC a cominciare da quelli di Big Blue. Si passa dall’uniforme di Brandon Routh in Superman Returns (2006) a quella di Henry Cavill in Man of Steel (2013), ovviamente con un un focus sul costume utilizzato per l’interpretazione dell’indimenticabile Christopher Reeve di Superman: The Movie (1978). E l’occhio si sofferma per parecchi minuti sulle stampe in bianco e nero di svariati numeri delle testate storiche Action Comics, Superboy (pubblicato in Italia, insieme a Superman, Batman e Flash, a inizio Anni Settanta dalla Williams Inteuropa di Ferruccio Alessandri), Supergirl, Superman. È un incredibile viaggio nel tempo.

Il settore dedicato al Cavaliere Oscuro non è da meno, ovviamente. Il personaggio è di maggior richiamo e in mezzo al florilegio di copertine, stampe e sketch d’epoca di Detective Comics, Batman, ci sono anche le testate più recenti come Shadow of the Bat e Legends of the Dark Knight di inizio Anni Novanta, che la DC Comics iniziò a pubblicare quando sul silver screen imperversava il Batman di Tim Burton e Michael Keaton. A proposito di quest’ultimo, ecco i costumi di scena originali di Keaton, appunto, e della sensuale Catwoman di Michelle Pfeiffer, sdraiata in posizione sexy-felina in una teca orizzontale. Il Pinguino di Danny De Vito, il Joker di Jack Nicholson, e anche i costumi dei sequel di Joel Schumacher, quelli dimenticabili, sì, interpretati da Val Kilmer, George Clooney, Arnold Schwarzenegger, Jim Carrey, Tommy Lee-Jones e contornati da Alicia Silverstone e Chris O’Donnell.

Copertine di annate commoventi come quelle degli Anni Settanta, ovvero i cicli di Dennis O’Neil e Neal Adams che qui in Italia furono pubblicati all’epoca sempre dalla Williams. Ce n’è per tutti i gusti e tutti i fan. Fino ad arrivare al periodo delle pellicole di Zack Snyder, completate da alcune immagini di quello che è il capolavoro assoluto riguardante Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Un colpo allo stomaco per la loro bellezza.

La Trinità è completata da tutto ciò che riguarda Wonder Woman. Quella del passato fumettistico e televisivo, infatti fanno bella mostra di sé i costumi originali indossati nel 1976 da Lynda Carter, la Miss Universo di quel periodo che fece innamorare stuoli di ragazzini che fissavano le sue movenze sul piccolo schermo. E poi, sbam! La bellezza statuaria dell’Amazzone interpretata da Gal Gadot. I costumi di scena che abbiamo visto in Batman v Superman: Dawn of Justice (a cui è ispirato il nome della mostra), il suo film a solo Wonder Woman, e l’ultimo Justice League.

Ma la mostra non è dedicata soltanto alle tre icone principali della DC Comics. Come detto all’inizio, è presente tutto il suo pantheon super-eroico. Soprattutto quello prezioso che ha costituito la storia fumettistica della casa editrice americana. Star Comics, sulla quale venne presentato lo Spettro, Hawkman, varie stampe a colori dedicate alla famosissima run di Green Lantern-Green Arrow gestita dal dinamico duo O’Neil-Adams, che fece la storia del fumetto americano approcciando per primo temi sociali e ambientalistici. I New Teen Titans di Marv Wolfman e George Peréz, che rivoluzionano il gruppo di “spalle” capitanato da Robin/Dick Grayson (il quale di lì a poco diventa Nightwing). Ci sono tutti, più o meno, o quasi.

Vari schermi televisivi completano la mostra, sui quali girano in loop interviste ai grandi boss della DC: Dan DiDio, Geoff Johns e Jim Lee. E… i cartoni animati di Superman diretti da David Fleischer, direttamente dagli Anni Quaranta! E ancora, stampe che richiamano la Golden e la Silver Age e più moderne, disegnate proprio dal riconoscibilissimo e cinematico Jim Lee. Insomma, sarei rimasto lì dentro per ore ma in un’ora e qualcosa si visita e si ammira tutto. Mi aspetta lo… shop!

T-shirt di tutti i personaggi, vari libri, fumetti e guide, una statua a grandezza naturale della Wonder Woman di Gal Gadot. Selfabile, ovvio. Gadgettistica infinita, questo è il negozio della DC Exhibition, che può fare la felciità di qualsiasi fan. Per quanto riguarda il sottoscritto, il portafoglio e le mani hanno vibrato ma mi sono limitato ai due volumi The DC Comics Encyclopedia e DC Comics Year by Year: A Visual Chronicle aggiornato al 2018. Di quest’ultima, nel 2011 ne uscì in Italia anche una versione Panini Comics, ma è rimasta aggiornata a quell’anno lì e non venne mai più  pubblicata in seguito con i dovuti upgrade.

Insomma, se vi capita di passare dalla capitale britannica e siete appassionati di fumetti DC Comics (qui potete trovare altri consigli), fino al 9 settembre non fatevi sfuggire questa bellissima mostra, il cui biglietto non è nemmeno esoso per gli standard inglesi: 22 sterline. Lo si può fare sia in loco, che prenotare on-line sull’apposito sito internet. Basta digitare DC Exhibition: Dawn of Super-Heroes.

Per coloro che desiderano vedere di più abbiamo creato un breve filmato con le fotografie scattate da Dan Cuali.

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