BATMAN: BARCELLONA – Il Cavaliere del Drago ( Recensione )

LO PUOI LEGGERE SU: Batman: Barcellona – Il Cavaliere del Drago ( volume, Planeta )

AUTORI: Mark Waid, Diego Olmos

SINOSSI:  Batman è costretto a raggiungere Barcellona per fermare Killer Croc, convinto di essere la reincarnazione del famoso drago ucciso da San Giorgio, patrono della Catalogna. Arrivato lì, conoscerà un po’ di storia della città, grazie a una sua vecchia amica del posto, e intavolerà una feroce battaglia col suo mostruoso avversario. 

PRO:  Un’occasione unica per vedere l’ombra del Cavaliere Oscuro stagliarsi tra le affascinanti architetture di Barcellona.

CONTRO:  La trama è solo un forzato pretesto per realizzare un grande spot alla bella città catalana, in vista dell’imminente Salone del Fumetto che si sarebbe svolto laggiù.

GIUDIZIO COMPLESSIVO:  Non c’è dubbio che Barcellona sia una città affascinante, ricca di storia e di cultura, dove si fondono luci dalle mille sfumature ad architetture gotiche e maestose. Una location ideale, dunque, per una figura ombrosa e pittoresca come quella di Batman.

La domanda da porsi allora è: per quale motivo il Cavaliere Oscuro dovrebbe lasciare la sua Gotham per andare a Barcellona ??? La risposta ha provato a fornircela Mark Waid, scrittore di indubbio talento, ben noto ai fan sia Marvel che Dc, in questo volume speciale  che ha solo il chiaro scopo di puntare i riflettori sulla bella città catalana, coinvolgendo il più famoso character della Dc.

Il pretesto per far volare Batman in Spagna infatti è piuttosto forzato e privo di logica: non c’è motivo per cui Killer Croc si rechi apposta ( e non si sa come ) fino a Barcellona, con la scusa di credersi la reincarnazione del drago ucciso da San Giorgio, visto che alla fine il suo scopo è sempre quello di uccidere il Pipistrello, per cui poteva benissimo continuare a farlo a Gotham, come sempre…

La trama è quindi solo una futile scusa per realizzare una perfetta cartolina in formato comic book di Barcellona, dove si vedranno alcune strade e monumenti tipici della città, senza farsi mancare riferimenti religiosi e folcloristici, come la succitata leggenda che riguarda il suo patrono. Il tutto illustrato ovviamente da un artista del posto, Diego Olmos, il cui tratto netto e spigoloso si sposa bene con le ombre del Cavaliere Oscuro, anche se a volte risulta un po’ grossolano e frettoloso nei dettagli.

Non aspettatevi in sostanza grandi emozioni da questa storia, palesemente realizzata da Waid solo per compiacere la dirigenza Dc e gli organizzatori del Salone del Fumetto di Barcellona, che l’avevano ospitato qualche anno prima. Non ci troviamo di fronte a un capolavoro di sceneggiatura, dunque, ma rimane giusto il valore a livello collezionistico, in quanto si tratta di un evento unico, stampato da Planeta in un elegante cartonato di grandi dimensioni, che vanta oltretutto una cover esclusiva dell’immenso Jim Lee.

VOTO: 5

Marco “Spider-Ci” Novelli

Batman: un eroe imperfetto

Perché proprio lui? Perché Batman mi ha sempre affascinata più di tutti i suoi colleghi e colleghe in calzamaglia e mantello? Ad attirarmi non sono stati il costume iconico, né l’intelligenza, né l’ abilità nel combattimento. Erano tutti punti a favore, ma non sufficienti a spingermi a seguire il suo bat-segnale. L’imperfezione, le fragilità di Batman, mi hanno portata a incamminarmi tra le strade oscure di Gotham. Avete capito bene.

La prima saga del Crociato Incappucciato che ho letto (Cataclisma, Batman la leggenda vol 7-16, Planeta DeAgostini, 2008) vedeva Batman alle prese con una tragedia inaspettata, con un avversario  inusuale e spietato: un terremoto che aveva colpito al cuore la sua città. Mi sono trovata davanti a un supereroe che si mescolava ai soccorritori, che, come nella scena iniziale di Batman v Superman, non indossava maschera e mantello, mentre portava in salvo i civili. Di fronte a quel dramma, non sapeva come reagire: il pipistrello era nato per dare la caccia ai criminali, non per affrontare le catastrofi naturali. Non aveva nessun super potere con cui far fronte all’emergenza e si sentiva in colpa, temeva di stare venendo meno al suo dovere:

Terra di nessuno

Sono solo un essere umano. Ho fatto tutto ciò che era umanamente possibile. (…) Madre… padre… finché ci sarà un alito di vita in me, io sarò uno strumento della giustizia. Giustizia per voi. Giustizia per tutti. Spero solo che voi possiate perdonare i miei fallimenti. Perché io non sono sicuro di riuscire a perdonarmi.(Fuoco e Ghiaccio, Batman la leggenda vol.9)

Umano, troppo umano: dietro la maschera, dietro il simbolo creato per instillare terrore nelle menti superstiziose dei criminali, si nascondeva un bambino che continuava a non perdonarsi, a portare sulle spalle il peso di tutti i peccati altrui. Era un eroe che aveva bisogno di conforto, della presenza rassicurante di Alfred. Un esperto di combattente che era disposto a lasciarsi ferire da un qualsiasi ladruncolo pur di espiare con il dolore i suoi fallimenti. Era un paladino imperfetto, perfetto per una città “difettosa” come la sua Gotham: persino Superman, accorso in città dopo il terremoto, si era reso conto che solo Batman avrebbe potuto combattere per l’anima della metropoli e salvarla dall’abisso.

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Nel pipistrello vedevo, e vedo, l’immagine di un’umanità sofferente che deve combattere con i suoi demoni interiori. I villains che tornavano in scena di albo in albo, di anno in anno, erano simboli delle nostre ossessioni, dei lati più oscuri della nostra psiche. Batman era intrappolato in una lotta senza fine, in una battaglia da cui non usciva sempre vincitore. In lui potevo scorgere l’eco delle sfide quotidiane che attendono ognuno di noi, il lui scorgevo l’ansia con cui guardiamo alle insidie del nostro mondo. Se avesse vinto sempre, se fosse uscito da ogni scontro con l’armatura intatta e un sorriso sulle labbra, non mi sarei mai affezionata così tanto al Cavaliere Oscuro.

Penso di poter riassumere quello che questa presenza oscura, e rassicurante al tempo stesso, incarna, secondo me,  riportandovi questa calzante definizione di Scott Snyder:

 (…) ciò che Batman affermava, attraverso la sua presenza folle e meravigliosa (…) era questo: affronta sempre le tue paure, qui e ora. Sii un eroe. (Scott Snyder, Batman n°23 Anno Zero, marzo 2014, Lion)

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero