Batman in Italia. Com’era rosso il mio Pipistrello

Difficile affrontare la presenza di Batman in Italia senza cadere nel facile gioco della polemica e della critica distruttiva. Di fatto, è bene riconoscere a mente fredda come, tra i nemici più pericolosi e letali, accanto al Joker o al Pinguino, possano schierarsi a buon diritto molte delle figure più note, passate e presenti del panorama editoriale italiano. Il Cavaliere Oscuro è infatti uno dei tanti personaggi “made in USA” dei quali è bene non chiedersi mai quanti albi sono stati saltati e perché, o quante copertine e avventure sono state completamente reinventate seguendo l’ispirazione del momento, visto che le risposte potrebbero probabilmente far inorridire l’appassionato filologo così come il più tollerante lettore occasionale. Le ragioni di questo scempio ininterrotto, che inizia fin dagli anni ’40, sono diverse. Inizialmente per esempio, le ingenuità di traduzione e di adattamento colpiscono un fumetto relegato nell’ambito della letteratura per adolescenti e un pubblico ignaro, che affronta il Detective di Gotham con la stessa attenzione con cui legge il primo Topolino (che in qualche modo ha a che vedere con Superman), lettori spesso più occupati a nascondere l’allora e diseducativo giornalino ai genitori, che a controllare errori e orrori di traduzione. Il passare del tempo, pur apportando fortunatamente modifiche di un certo rilievo, non ha però reso grandi favori al nostro eroe tanto che, proprio in questi ultimi anni, l’alta qualità delle storie e i contenuti destinati ad un pubblico adulto, non sono serviti a migliorare lo stato di ideale embargo da parte dei lettori verso l’ultima edizione quindicinale di Casa Rizzoli. Evitando così questioni spinose pane e lavoro di critici e fanzinari, veri habitué del “massacro in diretta”, passiamo ad una rapida ricostruzione del fenomeno Batman in Italia. Il settimanale per ragazzi “Urrà” è il primo contenitore delle strisce sindacate del personaggio.

“Urrà!” – n. 1 (27/04/1947) – 28 (02/11/1947)

L’anno è il 1946 ed il fumetto americano è quasi al termine delle vicissitudini legate alla censura fascista che vedono attribuire ad esempio, la paternità di Superman ai fratelli Vincenzo e Zenobio Baggioli. Proprio accanto all’ultimo figlio di Krypton, nella Collezione Uomo d’Acciaio di qualche anno dopo (Edizioni Mondiali di Milano. 1940, ritroveremo il Dinamico Duo battezzato fantasiosamente, il Falco e l’Aquilotto. Il n. 33 degli Albi del Falco Mondadori, datato Luglio 1955, diventa sede stabile del nostro Pipistrello che, per dieci anni, indosserà uno sgargiante costume rosso, sorte già toccata al Phantom di Lee Falk nato nel 1936, contro ogni logica di mimetizzazione nel buio della notte. Sul settimanale di Nembo Kid, l’auto del Cavaliere Oscuro diventerà finalmente la Bat-mobile dopo aver contato tra i nomi di battesimo più insoliti, anche quello, ridicolo, di Pipis-mobile. Tra le stranezze tutte italiane, un simpatico Jolly normale colorato di rosa nelle vignette, o un Batman accomodante che ordina al suo carceriere, come ultimo pranzo prima dell’ennesima condanna a morte della malavita, una bella pasta asciutta al pomodoro, contravvenendo a tutti i principi dietetici dei supereroi. Altre trascurabili ingenuità, come quella di mostrare un Batman di copertina in uniforme grigia che si colora di rosso all’interno dell’albo, diventano l’allegra caratteristica del disimpegno del fumetto d’epoca. li Pipistrello Umano arriva alla sua serie regolare mensile nel Dicembre 1967, presentando storie disegnate interamente da autori italiani nella marea di storie americane. Nel n.4. “Lo Spettro”, curato dai sedicenti Paul e Peter Montague, in realtà i nostrani Paolo e Pietro Montecchi, presenta al lettore un Batman dal fisico esilino, graficamente diviso tra le suggestioni dei telefilm e i disegni di Carmine Infantino, che si muove sulla scena senza l’appoggio di Bat-accessori (anche se, nelle prime pagine, la Bat-mobile e il giovane partner Robin fanno una breve apparizione), risultando, tutto sommato, convincente. La presenza di altri autori come Sergio Tarquinio, visto in alcune storie di Superman, e quella occulta dì sceneggiatori del calibro di Pier Carpi, ci regalano una rilettura del “Detective di Gotham” piacevole spesso in grado di fronteggiare con successo i maestri d’oltreoceano. Col tempo i nostri, baldanzosi, si misureranno con tutta la vasta scenografia del Pipistrello, affrontando come in “Il grande colpo della notte di Natale” (Batman Mondadori n.23. Dicembre 1967, sempre del duo Montecchi). dove compaiono Jolly, Pinguino, Enigmista, Gatta e Batgirl, la vasta parata di avversari e comprimari di Batman, ma senza riuscire a superare una certa staticità d’azione, punto fermo della produzione italiana di quegli anni. Di lì a poco, Neal Adams (qui il nostro speciale in due parti) avrebbe portato il Batman nelle tenebre più oscure, rinnovando la sua leggenda grafica. La Mondadori invece, pensò bene di riadattare da noi alcuni disegni del maestro americano con risultati molto discutibili. Si veda ad esempio in Batman n.54 del Marzo 1969, “Il suo nome è incubo” (in realtà traduzione libera di “And Hellgrammite is his name!”, “Brave and The Bold n. 80” del Novembre 1968), il disegno del cattivo Hellgrammite, avversario dell’ultimo Superman, i cui occhi da insetto sono completamente coperti da un retino omicida. Nell’Agosto del 1971, la staffetta passa alla “Williams” Inteuropa di Milano che riparte proprio con Neal Adams proponendo il ritorno alle trame dark del trio Adams, O’Neil e Giordano. Caratteristica negativa degli albi Williams, il colore, sparato sulle pagine con tonalità assurde e impossibili, ancora oggi ostacolo grossolano ad una piacevole lettura. Solo nel 1976, con il mensile della Censio, potremo finalmente leggere un Batman decente. La crisi del fumetto in Italia e la parallela caduta di qualità delle avventure del personaggio in patria, non ne permetteranno una vita lunghissima (ultimo numero uscito, il 71 del Novembre 1985), e i nostri appassionati saranno interrotti sulla soglia della Crisis riparatrice. Con Il “Cavaliere Oscuro Ritorna” di Frank Miller. Batman approda, nel Gennaio 1988 su Corto Maltese, affrontando una pubblicazione serializzata all’estremo che intacca immediatamente la fiducia dei Jans italiani nella gestione Rizzoli. Traduzioni carenti e formati che vanno dai primi interessanti albi Prestige che propongono l’adattamento dei due film di Tim Burton. “Killing Joke“, e diviso in due parti, “Year One”, all’inserto spillato al centro della rivista di Fulvia Serra (di carta quasi inferiore all’originale), contenente'”Year Two” e “Batman contro Predator”, provocano una rapida disaffezione dei lettori anche se le avventure pubblicate sono tutte quelle celebrate del nuovo “Rinascimento Americano” e dei suoi maggiori interpreti.

Batman contro Predator – Autografato da Chris Warner

Il quindicinale di Batman, edito dalla Rizzoli-Glénat nel Settembre 1992, promuove nuovamente il Pipistrello all’attenzione del grande pubblico inquadrando, con le storie del “Dopo-Crisis”, l’apparizione del ladruncolo Jason Todd destinato a diventare il secondo Robin (in realtà, come vedremo più avanti, il personaggio era stato proposto in America nel 1985 come trapezista in storie che forse non vedremo mai, cosa che provoca, ancora oggi, in molti saggisti italiani un po’ di confusione).

Baman Glenat Autografato Chris Warner

La testata di Batman subisce dagli appassionati un primo, netto, rifiuto, ereditato dall’umore critico sviluppato intorno a Corto Maltese, una conseguenza letale per il lavoro certamente più accurato di un nuovo team di redattori preparati e volenterosi. Solo adesso una stampa migliorata della collana, la maggiore cura delle traduzioni e il lancio della nuova serie di cartoni animati, hanno riportato a galla un Batman che ha sempre meritato negli anni molta più attenzione dal pubblico di quella realmente avuta. Il cammino omerico del nostro eroe in Italia, fino a quel momento è stato sfortunato. Dopo la crisi dei primi anni ottanta la Play Press è stata una delle prime case editrici a riportare i fumetti statunitensi in edicola. Ma per questo, vi rimandiamo al nostro speciale Play Press, suddiviso in cinque parti che potete trovare qui.

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Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 3/3

Accenno al periodo successivo a Knightfall, considerazioni e copertine italiane edizioni Play Press

Successivamente agli eventi narrati in Batman: Knightfall, Bane, una volta riuscito a ricostruire il suo possente fisico muscolo per muscolo e a disintossicarsi dal Venom, si reca a Santa Prisca dove interroga il prete gesuita, che lo aveva cresciuto ed educato in Peña Dura, sulla vera identità di suo padre. Il prete gli spiega che suo padre potrebbe essere uno fra quattro uomini: un rivoluzionario, un dottore americano, un mercenario inglese e un banchiere svizzero. Bane, dopo aver ucciso il gesuita, parte per Roma alla ricerca di quest’ultimo e qui fa la conoscenza di Ra’s al Ghul, il quale, ritenendolo un nuovo potenziale compagno per sua figlia Talia, lo nomina suo erede, ruolo che in passato aveva scelto per Batman prima che quest’ultimo lo tradisse.

Ritornato a Gotham, Bane affronta Nightwing (Dick Grayson) in un combattimento corpo a corpo venendo sconfitto ma riuscendo a scappare, successivamente affronta nuovamente Bruce Wayne, tornato nel frattempo a indossare i panni del Cavaliere Oscuro. Batman ottiene la sua rivincita con Bane e, finalmente, riesce a sconfiggerlo in un unico combattimento.

In seguito, Bane combatte Azrael nella storia Angel and the Bane. Ha poi un ruolo comprimario nella storia “Terra di nessuno” nel quale si mette alle dipendenze di Lex Luthor intenzionato a conquistare Gotham, ma viene convinto da Batman a lasciare il piano del filantropo di Metropolis. Dopo la sconfitta di Ra’s al Ghul, Bane intraprende una campagna per distruggere Lazarus Pit e, contemporaneamente, fa la conoscenza di Black Canary.

Bane arriverà persino a credere che suo padre sia Thomas Wayne, cosa che in seguito si rivelerà infondata dopo un test del DNA.

Bane, in seguito, scoprirà che il suo vero padre è il mercenario inglese Sir Edmund Dorrance, soprannominato Re Serpente. Bane e Batman si alleeranno per combattere Dorrance e, nel combattimento, Bane sarà ferito e salvato da Batman.

Oltre alle storie regolari, la serie offrì numerosi crossover tra i vari personaggi legati a Batman, come il numero 47 incentrato su Azrael, o tra le testate della DC, come ad esempio l’albo numerato “1 000 000”, legato alla saga di One Million.

L’albo numero 74 fece parte dell’arco narrativo di Cataclisma, così come dall’83 al 94 furono raccontate vicende legate a Terra di nessuno. Proprio con questo evento, nel numero 96 la serie si concluse, e il suo posto venne preso da Batman: Gotham Knights, 76 albi dal 2000 al 2006.

Molto resterebbe da dire riguardo i presupposti di questo cambiamento. Vero è che fino ad allora, in cinquantaquattro anni di attività, Batman non era cambiato quasi per nulla, e un nuovo look si imponeva, specialmente rispetto al massiccio re-styling subito in quegli anni da Superman, e a fronte degli ultimi accadimenti post-Doomsday. Naturalmente – è il caso di dirlo? – in tutto questo hanno giocato maggiormente le solite questioni finanziarie. Infatti, la supposta “morte” di Batman dopo i trionfi economici del caso Superman, ha fatto affluire nuove valanghe di dollari freschi nelle capaci e rifiorenti casse della DC Comics. Infatti in quel periodo per mesi e mesi tutti gli albi regolari dei due eroi hanno conteso le zone alte della classifiche di vendita e delle ordinazioni agli albi Image e Valiant, lasciandosi alle spalle, e per diverse lunghezze, praticamente quasi tutta la produzione Marvel, e questo non può che averci fatto piacere.

Sarà il caso di spendere qualche commento sull’apporto dei sin­goli artisti nel ciclo di Knightfall. Ai testi ritroviamo, sotto la regia di O’Neil, autori ben noti, come Doug Moench, Chuck Dixon, e Alan Grant. Dei tre, Moench è sicuramente il più “clas­sico”, mentre Dixon è il più cinico e violento, rispetto ad un Grant capace di conservare sempre un tocco d'(auto)ironia. Fra i disegnatori, si alternano l’oramai orrendo Jim Aparo (suo il n. 497, e che comunque, se inchiostrato da gente tipo Dick Giordano o Joe Rubinstein, non è poi così male), I’adamsiano Mike Netzer, il transfuga Norm Breyfogle (ormai indirizzato verso l’Ultraverse della Malibu), gli onesti mestieranti Brett Blevins, Graham Nolan, Scott Hanna, e, parzialmente, anche il grande ed oscuro Klaus Janson. Alle copertine, tutte di altissima qualità (tranne quella del 497 di Batman, censurata in fase di stampa, mediante lo sbiancamento dei litri e litri di sangue rosso versato dal nostro eroe nel momento supremo, in puro dispregio delle regole censorie dell’ormai patetico “Comics Code”), si sono alternati artisti del calibro di Sam Kieth, Kelley Jones, e Bill Sienkiewicz. Senza dimenticare il sublime Joe Quesada, autore del progetto grafico del nuovo Batman, e della spettacolare copertina a rilievo del n. 500 di Batman, e il bravo Mike Manley, fresco reduce dal Darkhawk marvelliano, e approdato alla DC come disegnatore semi-regolare di una delle collane di Batman (e, ironicamente, il nuovo Batman, nella versione di Manley, somiglia moltissimo, per certi versi al character della Marvel!). Probabilmente, questo nuovo Batman verrà anche disegnato dal “divo” Todd McFarlane. E’ infatti vicinissimo il momento di un cross-over (si parla di tre o quattro albi) fra il Cavaliere Oscuro e lo Spawn della Image, a dimostrazione dell’effettivo continuum spazio-temporale esistente fra tutti questi prodotti dell’industria culturale. Come ha, infatti, dimostrato l’irriverente Dave Sim nel n. 10 di Spawn, tutti i super-eroi andrebbero messi in galera, e i loro autori impiccati, perché sacrificati masochisticamente al dio denaro. Cosi che un Superman in cella, non può far altro che ripetere sconsolatamente “Doomsday”, visto che il giorno del giudizio viene per tutti, prima o poi, autori e personaggi. Batman compreso…

BATMAN SAGA: ALCUNE COPERTINE STORICHE

“Batman Saga” (1 – 24):
serie Composta da 24 Numeri usciti fra il novembre del 1995 e l’ottobre del 1997.
CONTIENE le saghe “Knightfall” (Numeri 1-7), Parzialmente Edita Dalla Glenat Italia, “Knightquest” (Numeri 8-19) e “KnightsEnd” (Numeri 20-24).
Periodicità: Mensile. Dimensioni: cm. 17×26 Numero di Pagine: 96 (nn. 1 – 8), 72 (9 – 24);
i Numeri 9/10 e 21/22 Sono doppi.

Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 2/3

Veniamo, quindi, al ciclo distruttivo così sagacemente orchestrato da O’Neil. E’ una sinfonia macabra in ben 22 tempi, ovviamente chiamata Knightfall, la caduta del Cavaliere!

Gli albi in cui si svolge tutto il ciclo, sono i seguenti, alternantisi fra tutte le collane dedicate a Batman:

Detective Comics n. 659-666;

Batman n. 492-500;

Shadow of the Bat n.1618;

Showcase n.7-8.

I primi quattro albi di Shadow of the Bat, pubblicati da giugno a settembre 1992, presentarono l’arco narrativo The Last Arkham, scritta Alan Grant e disegnata da Norm Breyfogle, che introdusse i personaggi del direttore dell’Arkham Asylum, Jeremiah Arkham, e del serial killer Victor Zsasz. La storia è, in sintesi, molto semplice: Bane e i suoi complici, provvedono a far evadere tutti i pazzi criminali rinchiusi nell’Arkham Asylum, con il proposito di indebolire Batman, sotto il duplice aspetto, psicologico e fisico, per poi dargli il colpo di gra­zia, nel momento più appropriato di crisi. Una spaventosa ondata di crimini efferati si abbatte, quindi, su Gotham. Albo dopo albo, senza un solo attimo di riposo, un Cavaliere Oscuro, sempre più stanco e psicologicamente a pezzi, cerca, disperatamente, di porre un argine alla follia dilagante in città, solo contro tutti. Molti criminali di levatura mediobassa vengono ricatturati, o messi in condizione di non nuocere; altri vengono uccisi di proposito dallo stesso Balle, in un’orgia di violenza cieca ed insensata. La lotta di Batman contro “grossi calibri” come il Joker, o lo Spaventapasseri, conosce momenti di altissima tensione. Messo di fronte alle proprie più profonde e nascoste paure, dilaniato dai sensi di colpa, mai sopiti, per la morte di Jason Todd (il secondo Robin), Batman trova la forza per reagire proprio nell’odio e nel di­sprezzo, specie per se stesso.

In una sequenza allucinante per violenza narrativa, egli massacra letteralmente a pugni il Joker, esaurendo, quindi, ogni forza resi­dua. Tutto è pronto, dunque, per la scena madre di tutto il ciclo, prevista nell’albo soprannumerato come 11 (Batman 497), dove un sinistro Bane attende il ritorno di Brace Wayne nella sua casa. Dopo il rituale confronto verbale, lo scontro, inevitabilmente, ini­zia, e di conseguenza, il pestaggio di Batman in stile hamburger. Sono pagine e pagine di una violenza triste e bestiale, in cui Batman perde tutto quello che ha (o che ancora gli resta), tranne l’orgoglio. Al confronto, il combattimento e il pestaggio subito da Superman per mano del mostruoso Doomsday, assume le caratteristiche di uno scontro cavalleresco!…

Alla fine, lo choc incredibile: Bane solleva uno sfatto Batman, come fosse un fuscello secco, e lo spezza in due contro il suo ginocchio, in disprezzo totale. Batman è così “spezzato”, psicologi­camente e fisicamente. Non vale neanche la pena finirlo, ucciderlo. Ci penserà la vergogna della sconfitta subita a seppellirlo. Bane è quindi il nuovo “Re” di Gotham City.

Batman è in coma all’ospedale, e rivive, mentalmente, in una atmosfera alla “M” di Fritz Lang, gli incontri con Harvey Dent/Two Face, e il processo intentatogli dalla criminalità. Il ferito Alfred, il turbato Robin (il terzo, Tim Drake!), perfino la terribile Huntress, e la maliarda Catwoman, sono in crisi, di fronte a questa nuova situazione.

Ed ecco farsi avanti il giovane Jean-Paul Vaìley, alias Azrael, che costruisce un nuovo costume-armatura, divenendo di fatto il nuovo Batman.

Del vecchio Cavaliere, il nuovo costume conserva tutto l’aspetto esteriore generale, gotico e pauroso, evolvendo le già notevoli armi a disposizione di Azrael in una armatura iper-tecnologica, degna di Iron Man. L’inquietante e possente figura del nuovo Detective della notte, ricorda molto da vicino il Bruce Wayne in armatura dell’ormai immortale quarto ed ultimo episodio dell’al­trettanto immortale The Dark Knight Returns di Frank Miller, lo straordinario, cupo, ed anarchico Batman, che pestava quasi a morte (e dagli!) un imbolsito Superman, divenuto servo del si­stema. I paralleli si fermano qui, visto che il nuovo Batman sfoggia una nuova armatura, provvista, fra l’altro, dei seguenti gadgets:

  • Apparecchi di puntamento al laser;
  • Stelle ninja in stile Batarang;
  • Artigli affilati stile Sabretooth;
  • Pistola lancia-arpione incorporata, tipo Darkhawk;
  • Mantello protettivo antibombe;
  • Lanciafiamme;
  • Unità di lancio per gas asfissianti e schermi fumogeni;
  • Elmetto multifunzione, direttamente collegato al computer della Bat-caverna;
  • Visore multispettro, compresi infrarossi ed ultravioletti;
  • Nuova Bat-cintura multipotenziata degli attrezzi: e molti altri marchingegni che, forse, non verranno mai usati.

Con il debutto, nel n.500 di Batman, del nuovo Cavaliere Oscuro ipertecnologico, impersonato da Azrael. il ciclo di Knightfall fini­sce, per sdoppiarsi subito dopo in altri due cicli paralleli, sopratti- tolati Knightquest: The Crusade, e The Search. Il primo sarà, ovviamente, imperniato sulla “Crociata” anticrimine del nuovo Batman (e della sua nuova ed incredibile ”Batmobile”!), sui suoi metodi, violenti e misteriosi, e sulle reazioni che la sua comparsa scatenerà a Gotham. tra gli abitanti e i criminali. Teatro d’azione di questo ciclo saranno, ovviamente, le testate Batman e Detective

Comics, con qualche incursione anche in Shadow of thè Bat. Il secondo ciclo sarà imperniato sulle vicende e le vicissitudini del “vecchio” Batman. Bruce Wayne, immobilizzato su di una sedia a rotelle stile Xavier, andrà alla ricerca del padre rapito di Robin co­adiuvato dall’amico Oliver Queen. alias Green Arrow (che è an­che l’unico a conoscere il segreto dei due Batman, proprio come nella storyline “distopica” del già citato Dark Knight Returns di Miller), e dai nuovi membri reclutati dalla Justice League, nelle pagine del nuovo mensile Justice League Task Force, in storie scritte dallo stesso O’Neil. Le novità non si fermeranno qui, poi­ché Bruce vivrà una nuova ed importante relazione sentimentale con la sua psicoioga afroamericana, la petulante Sondra Kinsholving.

Le due storyline si mescoleranno, infine, in una storia in quattro parti, destinata ad apparire sulla testata Legends of the Dark Knight, finora rimasta esclusa dalle “gioie” e “dolori” della continuity dell’epoca. Riflessi importanti di questi avvenimenti si avranno anche nelle nuove testate regolari di Catwoman (la donnagatto entrerà a far parte dell’entourage di Bane, un po’ per cal­colo, un po’ per vendetta), e di Robin, nonché in altri albi speciali.

  • Knightfall nella versione Play Press è Batman Saga dal n. 1 al n. 24
  • Knightfall nella versione Planeta De Agostini nei volumi “BATMAN LA LEGGENDA” dal n. 52 al n. 60

 

Knightfall – Batman è “Morto”. Lunga vita a Batman! Parte 1/3

Dennis O’Neil è stato l’editor delle testate di Batman. Sua è la creazione, con il contributo di Neal Adams, della figura oscura e tormentata del Dark Knight, in un epoca (1970/1971) nella quale Frank Miller andava ancora a scuola. A lui va il merito di aver fatto ‘morire” il Batman “camp” e kitch degli anni ’60, per proporci un personaggio completamente diverso, sul quale autori come Miller, Morrison, e Grant, hanno potuto lavorare egregiamente, con i risultati noti a tutti. O’Neil introduce un nuovo elemento di disturbo nelle sue storie: la droga.

Non una droga “comune”, come aveva lui stesso già fatto nelle superlative storie di Green Lantern/Green Arrow (ancora con Adams), o dei New Teen Titans di Wolfman/Pérez, ma una droga sperimentale, patrocinata dall’esercito degli Stati Uniti: il ‘Venom”. In questo ciclo di albi (pubblicati in Legends of Dark Knight (nn. 16-20), Batman diviene succube di questo nuovo stupefacente, riducendosi all’ultimo stadio dall’uso continuato della droga che, in dosi massicce, provoca un aumento incredibile della produzione degli steroidi, con effetti corporei alla Rob Liefeld (disegnatore che conferisce aspetti fisico estremi ai propri personaggi). Naturalmente, dopo sofferenze inaudite, e una cura disintossicante più letale della droga stessa (circa un mese di assoluto digiuno ed astinenza – anche dall’acqua – passato nella Bat-caverna, insieme agli escrementi suoi e di migliaia di pipistrelli), Batman si “salva” dal Venom, dimostrando, come al solito, la propria durezza.

Successivamente sono usciti due albi, legati al “Batman Universe”, e considerati, al loro primo apparire, di mediocre interesse da molti osservatori un po’ distratti: i one-shot Vengeance of Bane, del duo Dixon/Nolan, e la mini­serie di quattro Sword of Azrael, proprio di O’Neil, coadiuvato dal duo Quesada/Nowlan ai disegni.

Esaminiamo per un attimo ognuno di questi prodotti.

In Vengeance of Bane (La Vendetta di Bane), Charles Dixon introduce un nuovo super­criminale chiamato appunto Bane. Nel corso del racconto, assi­stiamo alle atroci torture e violenze inflitte a quest’uomo, sin da bambino, e che lo hanno fatto crescere, sin da piccolo, in uno dei tanti carceri fascisti Sudamericani, e al suo crescente lucido e to­tale odio per l’umanità indifferente. Una versione potenziata del “Venom”, viene iniettata anche al ragazzo, che diverrà cosi Bane, di nome e di fatto, divorato da una forza crescente, che ha bisogno di essere violentemente rivolta verso gli altri, per far trovare un momentaneo appagamento alla rabbia cieca e alla brutalità. Bane sopravvive anche grazie ad un pensiero fisso che lo sostiene, un vero e proprio “Mantra” dell’anima: scovare Batman e annientarlo, annientarlo e prendere il possesso della città di Gotham, favoleggiata nei lunghi periodi di meditazione forzata, in cella d’isolamento, subendo ogni sorta d’iniquità. Bane è infine libero, e la caccia può cominciare… Un albo cupo e disperato, infarcito d’ogni sorta di brutalità, sorretto da un disegno sconnesso e inorganico, e forse, proprio per questo, ancor più inquietante.

In Sword of Azrael (La spada di Azrael), O’Neil introduce, invece, un nuovo super-eroe di nome Azrael, ultimo discendente dell’Ordine dei Cavalieri di San Dumas. Azrael è una sorta di novello Punitore (o Deathstroke, Terminator, per restare nell’ambito del DC Universe), iperaddestrato, sin dall’infanzia, a combattere, alieno da facili sentimentalismi, e dotato di una sofisticatissima arma­tura, che solo apparentemente denuncia la sua origine medioevale. Dopo il solito, prevedibile, incontro/scontro, con i prevedibili equivoci, il giovane Azrael diventa un nuovo protetto del Cavaliere Oscuro, che se lo porta a Gotham City, per un “corso di perfezionamento” gratuito in indagini criminali e vita nella giungla della metropoli. In definitiva, dagli albi un po’ confusi e prevedibili, sorretti soltanto dalla splendida arte di Joe Quesada (coadiuvato dalle chine di un ottimo Kevin Nowlan), uno tra i migliori e più famosi disegnatori americani. Pensiamo, comunque, solo a questo fatto, non trascurabile: Bane e Azrael sono due simulacri o monumenti di Batman stesso. Pensiamo, ad esempio, in campo Marvel, al ruolo rivestito da Venom nei confronti dell’Uomo Ragno, e il paragone sarà più chiaro. Non a caso, il veleno che si iniettano prima Batman, poi Bane, è il Venom, un processo di simulacrazione, e che rende possibile compiutamente il processo di semiosi logoiconica tra i due personaggi. E’ un po’ il concetto alterco di “doppio”, già codificato dal capolavoro di Robert Louis Stevenson: Il Dr. Jekyll (Batman, che si prende la droga proibita) e si trasforma nel malvagio Mr. Hyde (Bane). Il concetto di doppio, ovviamente, con l’intervento del “terzo polo” Azrael, si amplifica nel concetto di simulacro; e, in quanto tale, nel gioco pirandelliano e scambievole delle parti, ogni personaggio sarà destinato a ripetere un continuo valzer, già detto e già scritto, dalle cupe valenze Junghiane. Possiamo, dunque, finalmente, introdurre il teorema di O’Neil: Azrael sta a Batman come Batman sta a Bane. Bane deve eliminare Batman per divenire l’Azrael (l’Angelo Vendicatore della Bibbia), e Azrael diverrà Batman, per eliminare Bane. E il vero Batman? Alla fine, eliminerà sia Bane che Azrael, e, quindi, in definitiva, se stesso. Complicato? Continuate a seguirci…

 

Terra di nessuno – Parte Quattro

Batman nuova serie n. 14 – Giugno 2000 Edizioni Play Press

“…Dove le luci bruciano piano”

“…Where The Lights Are Burning Low”

da Batman Legends Of The Dark Knight n. 122 Ottobre 1999

Un Modello Positivo

Positive Role Model

da Batman Shadows Of The Bat n. 96 Ottobre 1999

Il Codice: Parte uno

The Code: Part One

da Batman n. 570 Ottobre 1999

Il Codice: Parte due

The Code: Part two

da Batman Detective Comics n. 737 Ottobre 1999

Copertina di Tony Harris

L’albo preso in esame è tutto al femminile. La scena si sposta al quartiere cinese di TdN, dove regna Lince, bella e indomabile guerriera. Non aspettatevi però solo una storia di arti marziali, anche se a prima vista sia il lavoro di Hama che il disegno dell’esperto del settore Paul “Shang-Chi” Gulacy, sembrerebbero lasciarlo pensare. “L’infima via per la montagna d’oro” offre lo spunto per una riflessione sullo sfruttamento del lavoro minorile, trattato sia nel contesto della vicenda di TdN che nel flash-back sul passato della bella felina. Questo del Batman “sociale” è un aspetto che più volte ritorna nelle storie del nostro eroe, e una saga metropolitana come TdN è certo un ottima base per certi argomenti. Quindi il personaggio di Lince, che ha visto il suo esordio nel 1991 nella prima miniserie dedicata a Robin, viene riproposto in una storia suddivisa in due parti. Ma chi è Lince? Lince, prima di diventare rivale, si alleò con Re Serpente, alias Sir Edmund Dorrance, ex-militare inglese, cieco maestro delle arti marziali e leader delle attività criminali nel quartiere di Chinatown. Questo personaggio, che deve molto ai film “Blind Fury” (Furia Cieca) interpretato da Rutger Hauer nel 1989, fa qui una breve apparizione in un flash-back. Lince e Re Serpente, nati come personaggi “robiniani”, e apparsi nella trilogia “La guerra dei Dragoni” (Batman Play Press prima serie n. 13) non sono di fondamentale rilievo per le storie batmaniane ma costituiscono comunque un solido riferimento quando si vuole proporre trame con le arti marziali al centro dell’azione. Senza nulla togliere alla bella Lince, è ovvio che la protagonista della storia pubblicata dalla Play Press a Giugno 2000, è la bella psichiatra Harleen Quinzel, alias Harley Quinn. “Il Codice” è una storia ricca di spunti interessanti. Oltre all’avvento di Harley direttamente dal mondo dei cartoons, quelle pagine segnano, dopo lunga attese dei fan, la prepotente ascesa del joker in TdN e ripresentano anche la figura di un ‘altra lady del Bat-Universe ultimamente un po’ bistrattata La parte creativa è stata affidata all’elegante scrittura di Brownyn Carlton, autrice di “Books of Faerie” per la linea Vertigo. La Carlton dipinge folli ed esilaranti quadretti di vita vissuta del più pazzo degli amori con il lavoro di due disegnatori, il fan-favorite Deodato e il cartoonist del Connecticut Tom Morgan, dalla decennale esperienza divisa tra Marvel e DC e che dal 1994 è una prestigiosa firma dello studio newyorchese di animazione” Animagination”. Insomma , quando c’è il Joker di mezzo è difficile rimanere delusi.

 

Batman nuova serie n. 15 Luglio 2000

Batman

La ferrovia Sotterranea parte uno

Underground Bailroad part one

Da Batman Legends of the Dark Knight n. 123, novembre 1999

La ferrovia Sotterranea parte due

Underground Bailroad part two

Da Batman Shadow Of The Bat n.91, Novembre 1999

Giù in Città parte uno: “ Il Caveau”

Goin “Downtown part one: “The Vault”

Da Batman n. 571 novembre 1999

Giù in città parte due: Il Vandalo

Goin Downtown part two: The Vandal

da Batman Detective Comics n. 738 novembre 1999

copertina di Broome & Parsons

Due storie ad alta tensione contraddistinguono questo nuovo numero pubblicato in Italia, la prima con il policeman Brossura in evidenza e, a seguire, l’esplosivo Bane del tostissimo duo Chuck Dixon/Matt Broome. Si parte con il pipistrello che resta nell’ombra per lasciare spazio al detective Mackenzie Bock, alias “Brossura”. Il poliziotto sfro-americano è protagonista di una bella vicenda che, pur essendo una sorta di “pausa” nell’articolazione della saga, si sviluppa tra arti marziali e azioni umanitarie, con una versione piuttosto insolita del Pinguino. Dietro questo esperimento c’è il word processor di Steven Barnes, scrittore di colore prestato al fumetto (non è la prima volta, nel 1987 scrisse la mini “Fusion”per la Epic) e lui stesso cintura nera di Karate. Mentre i disegni sono stati realizzati dall’esperto Paul Ryan (a lui si deve il capitolo inedito di “Crisis” su “Legends of the Dc Universe”).  Nella seconda storia di questo albo preso in esame, rientra in scena Bane, esplosivo e distruttivo come non mai, al servizio di un misterioso mandante. Dietro tutta TdN si nascondono infatti degli interessi esterni che hanno dato il via a una manipolazione degli eventi occorsi a Gotham negli ultimi tempi. Il tutto è raccontato da Chuck Dixon, uno dei più profilici writer del comicdom (si fa prima a dire cosa NON ha scritto per il Bat-Universe) in team con Mat Broome (WildCats, X-Force) dal tratto molto vigoroso.

Batman nuova serie n. 16 – agosto 2000

Capitano di Industria

Captain of industry

Da Batman legends of the Dark Knight n. 124 dicembre 1999

Aria di temporale

Stormy Weather

Da Batman Shadow of the Bat n. 52 dicembre 1999

Giurisprudenza: parte 1

Jurisprudence: part one

Da Batman n. 572 dicembre 1999

Giurisprudenza parte due

Jurisprudence part two

Da Batman Detective  Games n. 739 dicembre 1999

Copertina di Raskin

Proseguono gli albi di TdN in un crescendo di emozioni, con una storia singola di Dixon/Kayanan tra horror e malavita, il ritorno del duo Devin Grayson/Dale Eaglesham con Clark Kent  inviato speciale e, gran finale, con Greg Rucka e Damion Scott che ci raccontano la resa dei conti tra Gordon e Due facce in “Giurisprudenza”.  Ma andiamo con ordine. Come vi anticipavo troviamo DevinK.Grayson, ChuckDixon e Greg Rucka tutti in un solo albo per tre storie da ricordare, “Action man”Dixon col suo stile tagliente ci fa fare la conoscenza di Shank, poco raccomandabile frutto dello status quo che ora vige a Gorham. Dixon si fa apprezzare come non mai in questo genere di storie urbane, dure e con qualche tocco orrorifico. Non sono certo punti di svolta per la saga ma ne costituiscono un ottimo supporto. Matite del filippino Kayanan, esperto artista oramai residente in Usa dove ha lavorato per la Marvel (“Wolverine”) e Dark Horse (“Star Wars: Chewbacca”). Dall’adrenalina di Dixon si passa all’arguzia della acca lamata Devin Grayson (chissà se il suo compagno Mark Waid comincia ad avere delle gelosie professionali oltre le legittime amorose?). La scrittrice ha sempre idee brillanti e a lei si deve la visita a Gotham di un inviato molto speciale, un giornalista di nome Clark, in piena forma e dai muscoli d’acciaio. La parole rubano  il posto all’azione e Bats e Supes danno vita a un dialogo ironico, a volte pungente, ma che rende giustizia alla personalità dei due eroi. Un gioiellino, graficamente ben confezionato da Dale Eaglesham, oramai suo agio nel Bat-verse e del quale abbiamo l’occasione di apprezzare Superman e il suo splendido volo. Si chiude con il ritorno di Rucka per una vicenda stavolta essenziale allo sviluppo della saga. Fari puntate su due facce e il Commissario Gordon. Storia tesa e intensa, sviluppi finali e scene drammatiche, sottolineate dal tratto profondamente espressivo di Damion Scott, già acclamato dai fan per il suo lavoro visto nel numero 10 di questa stessa serie. A settembre si ripartirà con l’atteso confronto tra Batman e Jim Gordon, per proseguire con il Joker, Bane, Pinguino, Harley Quinn e , finalmente, colui che si nasconde dietro il futuro di Gotham City… Ci racconterà tutto Greg Rucka mentre alle matite si alterneranno Burchett, Ryan e Chiarello.

Batman nuova serie n. 17- settembre 2000

Batman

Un passo indietro

Falling Back

Da Batman Legends of the Dark Knight n.125 gennaio 2000

Il Cerchio si stringe

Assembly Redux

Da Batman Shadow of the Bat. N. 93 gennaio 2000

Gioco D’azzardo: parte uno “La prima Mossa”

Shellgame : part one “Gambits”

Da Batman n. 573 gennaio 2000

Gioco D’azzardo: parte due

Shellgame: part two

Da Batman Detective Comics n. 740 gennaio 20000

Copertina di J. Aparo & J. Delperdang

Con questo nuovo albo pubblicato dalla Play Press, ci si avvicinò alla metà dell’arco narrativo TdN. Infatti questo fu il penultimo albo di TdN. Gordon e Batman si dicono quello che si dovevano dire mentre la tensione a Gotham va alle stelle. Lo share impazzisce per il Joker, la cui presenza in questi ultimi episodi è sempre più devastante. Per il Rush finale Rucka ha preso saldamente in mano le redini narrative del primo episodio torna a disegnare Batman quel Rich Burchett il cui stile oscillante tra classico, grafico e caartonist è oramai un marchio di garanzia. La seconda storia si affolla di personaggi, con Joker e Harley Quinn in massima evidenza. Come, qualche numero fa ,Bill Sienkewicz era stato l’asso nella manica per “Frutto della Terra”, così lo è in questa vicenda, dove in tandem con Paul Ryan ci regala tavole da incorniciare. Non a caso nei crediti non compare il ruolo di inchiostratore, ma Ryan e Sienkewicz, benchè quest’ultimo sia in effetti il principale responsabile delle chine, sono indicati entrambi come disegnatori. Senza aver tempo di respiarer si passa al “Gioco d’azzardo”. La trama si fa sempre più complessa e la fine di TdN si avvicina e un potentissimo e cattivissimo superstizio pelato prova a recitare il ruolo di burattinaio. Altro gradito ritorno artistico è quello di Sergio Cariello, visto su “Batman” n.14 alle prese con la nuova Batgirl e oggi impegnato con una delle storie cardine di TdN e prossimamente disegnatore di “Azrael”: Agent of the Bat”.

Batman nuova serie n. 18 – Ottobre 2000

Batman

Gioco finale: parte uno

End Game: part one

Da Batman Legends of the Dark Knight n.126 febbraio 2000

Gioco finale : parte due

End Game: part two

Da Batman n.574 febbraio 2000

Gioco finale: parte tre

End Game: part three

Da Batman Detective Comics n.741 febbraio 2000

Gioco Finale: epilogo

End Game: epilogue

Batman Shadow of the Bat. N. 94 febbraio 2000

Copertina di Alex Maleev

La storia di TdN prosegue con un nuovo capitolo per la storia editoriale di Batman in Italia con uno degli albi più intensi e drammatici che la storia batmaniana ricordi, e per l’occasione, hanno unito le loro forze gli sceneggiatori più apprezzati tra quelli che si sono cimentati nella “Terra di Nessuno”, ovvero la gentile Devin Grayson e il duro Greg Rucka. Alle matite, oltre ai giò noti Eaglesham e Scott, arriva anche Pablo Raimondi , visto su “Superman”ma anche in “Captain America” annual ’99. Il “gioco finale”. Ci vorrebbe un approfondimento sul personaggio della truce Mercedes “Mercy” Graves III (creato per la serie televisiva animata Superman: The Animated Series), la guardia del corpo di Luthor, apparsa la prima volta- a leggere le Secret Origins della DC – su Adventures of Superman n.573 del dicembre 1999 (“Superman “ nuova serie n. 7, P.P.P.), anche se noi siamo convinti di averla già vista su “Detective Comics” n. 735 dell’agosto del 1999 (“Batman” nuova serie n.12, P.P.P.). Oppure potevamo spendere due parole su Leslie Thompkins, prima apparizione “Detctive Comics” n. 457, marzo ’76 ( “Batman” Cenisio n. 7), la dottoressa di Gotham City che si occupò amorevolmente del giovanissimo Bruce Wayne rimasto orfano, divenuta poi un caposaldo di TdN. Magari avremmo anche accennato alla seconda moglie del Commissario Gordon, il tenente Sarh Essen, apparsa nel 1987 su “Batman” n. 404, uno dei capitoli del “Batman: Anno Uno” di Miller e Mazzucchelli. Ma gli spoiler, per tutti coloro che non hanno ancora potuto leggere questa bellissima saga, sarebbero veramente troppi.  Quando all’epoca vennero pubblicate queste storie dalla Play Press, dal numero successivo il fumetto Batman cambiò, e fu protagonista di una rivoluzione grafica “retrofuturistica” che riguardò il costume, la città, l’auto, il logo, le copertine e le testate, nuovamente differenziate nello spirito e nei contenuti (“Detective Comics” tornò appunto più investigativa; “Batman” ancora più ricca d’azione; “Gotham Knights” – che ha sostituito “Shadow of the Bat” – ha poi iniziato ad esplorare i rapporti interpersonali dell’eroe; “Legends” successivamente ha poi narrato il passato fuori continuity).

Terra di Nessuno – Parte Due

Il numero uno della collana Batman Nuova Serie Edizioni Play Press inaugura la nuova serie di Batman in cui ha inizio la saga “Terra di Nessuno” che dal 1999 ci ha accompagnato per molti mesi. Come vi ho anticipato, si tratta di una storia-evento molto importante che è stata preceduta da un’altrettanto fondamentale storyline ovvero Road No man’s Land, raccolta pressocchè integralmente nel volume brossurato 1999: Fuga da Gotham City, apparso nel mese di Ottobre 1999. Per chi non ha avuto l’occasione di leggerlo, per chi invece lo ha comprato e dopo lungo tempo ha voglia di rinfrescarsi la memoria, noi di Batman Crime Solver abbiamo pensato di riassumere quanto accaduto appena prima e poi durante il periodo di “Terra di Nessuno”. Come vi abbiamo raccontato nella prima parte di questo speciale Gotham City è stata vittima di un terremoto (raccontato nel crossover Cataclisma, apparso per la prima volta in Italia su Play Press Presenta N.9 Ed.Play Press) e da quel momento la città sembra essere precipitata in un baratro dal quale non riesce a sollevarsi, nonostante la buona volontà dei nostri eroi e dei suoi abitanti.

E’ in questo triste scenario che ha inizio la strada verso la Terra di Nessuno, storyline che ha coinvolto le quattro testate americane dedicate a Batman più Azrael: Agent of the Bat e un numero dell’antologico Batman Chronicles. Ognuna delle serie mensili ha dedicato una storia in tre parti a Road to No Man’s Land.

DETECTIVE COMICS: N. 727 – 728 – 729 Fight to Flight! (Lotta o fuggi!)

Testi di Chuck Dixon, disegni di William Rosado.

Assente Batman, i veri protagonisti di questa vicenda sono Nightwing (alias Dick Grayson, il primo Robin divenuto eroe autonomo) e Robin (il terzo della serie ovvero Tim Drake). Gotham City è sempre più città fantasma. Il malefico Nicholas Scratch, rockstar deomoniaca che si è buttata in politica, è uno dei promotori del confinamento della città di Batman ed anche il Parlamento ed i mass media sembrano essere sedotti da questo tipo di soluzione. C’e’ chi non si arrende come il Commissario Gordon che nonostante tutto rimarrà con alcuni fedelissimi nel suo distretto di Polizia. Altri strenui difensori della città sono Nightwing e Robin. I due sono impegnati nell’arco dei tre numeri ad affrontare dei criminali assoldati da Scratch per diffondere più panico in Gotham City di quanto già non ce ne sia. L’incredibile Firefly, i distruttori Tumulto e Dinamitardo, l’efferato Gearhead vengono alla fine sconfitti ma intanto la città sembra un inferno e Scratch brucia dalla voglia di vedere morto Bruce Wayne.

BATMAN n. 560 – 561 – 562, 1998, Mr. Wayne goes to Washington (Il signor Wayne va a Washington) Testi di Chuck Dixon, disegni di Jim Aparo

Dove non arriva Batman può arrivare Wayne. Forse. E Bruce Wayne invece di trasformarsi nell’Uomo Pipistrello ha preso la ventiquattro ore e si è recato a Washington.

Come cittadino più influente di Gotham City, si prepara a dare battaglia in Parlamento per difendere Gotham dall’abbandono. Il consenso politico, non sempre spontaneo, verso Nicholas Scratch intanto sale e la rockstar attorniata da una gang mascherata da demoni usa tutti i mezzi da lui preferiti (violenza, corruzione, terrorismo…) per annientare la città.

Wayne, ottenuta udienza in Parlamento, si esibisce in una arringa accorata in difesa di Gotham ma, nonostante la capacità dialettica e le sue convinzioni sulla necessaria ricostruzione di Gotham, quella che si respira è aria di sconfitta. Un solo senatore è dalla sua parte, Esterbrook, Halivan, e, sinceramente non è molto. Tutto va per il verso sbagliato ma non solo per Batman. La città comincia ad essere evacuata sotto gli occhi della Guardia Nazionale, Barbara Gordon, oggi nota come Oracolo, decide di rimanere nonostante i consigli di Nightwing e Robin. Scratch invia una killer per uccidere Bruce Wayne. Lei fallisce la mira ma il colpo uccide la signora Marion Grange, sindaco di Gotham City ed amica di Wayne. Anche il tentativo di eliminare il commissario Gordon è andato male ed uno dei sicari mascherati di Scratch viene ferito. Si viene a scoprire che la faccia diavolo che hanno questi figuri non è posticcia ma si tratta di una alterazione genetica. Gotham è ufficialmente dichiarata Terra di Nessuno e Bruce Wayne è assente in Parlamento al momento della storica decisione…Batman/Wayne sembra scomparso, ma vedrete che tornerà…

 

SHADOWS OF THE BAT n. 80- 81 – 82, 1998, Waxman and the Clown (Waxman e il Clown) Testi di Alan Grant, disegni di Mark Buckingham

Riflettori puntanti sul manicomio criminale di Arkham. Il dottor Jeffrey Arkham sta combattendo la sua battaglia più difficile. Tenere a bada i pericolosissimi criminali in una situazione come quella che vive Gotham adesso è impresa ardua. Scarseggiano viveri, medicine, il personale comincia ad abbandonare il posto di lavoro tra i reclusi, c’è un certo Joker che comincia a darsi da fare… Per prima cosa si mostra collaborativo con il dottore nel gestire la difficile situazione e lo convince a far sfogare in un combattimento Killer Croc e Pinhead, due superdetenuti che non è che vadano granchè d’accordo. L’astuto Joker ha però alterato il dosaggio degli psicofarmaci distribuiti agli ospiti di Arkham e quella che era una scazzottata si trasforma in una rivolta. Un drogatissimo Croc è una furia omicida e fa fuori Pinhead, il Joker elimina Waxman che in precedenza lo aveva infastidito. Il dottor Arkham è stato quindi sconfitto e imbrogliato dal Joker e rimane solo, nel suo manicomio, mentre tutti i più noti crimanli di Gotham City se vanno verso la città uscendo dalla porta principale.

AZRAEL: AGENT OF THE BAT n. 47 – 48 – 49, 1998, Introducing Nicholas Scratch (Vi presentiamo Nicholas Scratch), Scratching the Surface (Graffiando la superficie), Gotham City must die (Gotham City deve morire). Testi di Dennis O’Neil, disegni di Roger Robinson.

Batman invia Azrael in missione a Washington per proteggere il senatore Halivan, l’unico che, abbiamo visto, è schierato in favore di Gotham. L’Angelo Vendicatore si mostra però impreparato ad affrontare i piani di Nicholas Scratch e il senatore viene ucciso. Non solo! Scratch riesce anche a far passare Azrael come primo indiziato dell’omicidio. A questo punto tocca a Batman salvare l’amico suggerendo ad Azrael di tornarsene a Gotham e bruciare il costume visto che ormai tutti identificano Azrael come assassino. Scratch prende accordi con alcuni tra i più potenti finanzieri americani manifestando il suo odio per Gotham. Azrael soffre la sconfitta subita e vuole, senza il consenso di Batman, riscattarsi. Invece di tenersi fuori dalla mischia cerca di ottenere informazioni da Oracolo su dove si trova Osgood Rockfirth, responsabile della Giustizia a Gotham e considerato da Azrael una potenziale vittima di Scratch. Azrael raggiunge la tenuta di Rockfirth, entra facilmente all’interno e trova uno scaldavivande. Appena lo mette fuori dalla finestra esplode. Azrael dirà dopo a Batman in un confronto quasi patetico, che lui solo per caso si è sbarazzato dello scaldavivande, avendolo spostato solo perchè l’ha visto fuori posto…In ogni caso Batman ha deciso. Il futuro di Azrael non sarà più lo stesso, a cominciare dal costume. Col numero 50 della serie abbandonerà il vecchio costume (fonte dei suoi poteri). Sarà Batman stesso a scegliere il nuovo look e Azrael, da quel momento in poi, subirà un cambiamento radicale e dovrà cercare dentro di se la forza e le motivazioni per diventare un eroe veramente nuovo.

BATMAN CHRONICLES n. 15 Testi di Kelly Puckett, Marco Palmieri, Greg Rucka, disegni di Joe Staton, Bill Sienkiewicz, James Hodgins , Roger Cruz.

Il trimestrale Batman Chronicles è una bella collana antologica di racconti autoconclusivi, che rappresenta per il Bat-Universe sia l’occasione di presentare nuovi talenti sia l’opportunità per autori noti di cimentarsi occasionalemente con l’Uomo Pipisterllo. Il n. 15 di questa serie ha avuto come filo conduttore proprio la saga della Strada verso la Terra di Nessuno. Si tratta di storie team-up, di quelle che vedono due eroi collaborare tra loro. Nella storia principale Batman si infiltra in una organizzazione criminale che tenta profitto dal caos che regna a Gotham. Ma prima che Batman riesca a fare qualcosa, Lanterna Verde si inserisce nella vicenda. Il Cavaliere Oscuro, con maniere più o meno buone, cerca di tenerlo fuori dalla vicenda. Nella seconda storia Man-Bat salva Oracolo da un’aggressione e la porta a casa, in volo, sopra una Gotham City devastata ma che è ancora nel cuore dei protagonisti. La terza vicenda ha protagonista la Cacciatrice, aiutata dal misterioso Question a risolvere una sporca vicenda legata al mercato nero dei medicinali.

Prima di Terra di Nessuno era accaduto questo e molto altro deve ancora accadere. Appuntamento alla prossima Bat puntata.

Terra di Nessuno – Parte Uno

Batman & Gotham City. Dov’è che finisce l’uno ed inizia l’altra? E’ stata la città con le sue strade brulicanti di crimine e disperazione, ad uccidere il fanciullo Bruce Wayne, la sera in cui vennero assassinati i suoi genitori, e creare Batman. Il pipistrello è la sua città e ne rispecchia le ansie e le paure. Il suo olfatto è ormai avvezzo all’odore asettico della follia che si respira nel manicomio criminale Arkham. Ed anche la sua mente ne porta i segni evidenti. Ma cosa succederebbe se la città improvvisamente cambiasse? Cosa ne sarebbe di Batman se il suo territorio fosse completamente stravolto e se il suo “modus operandi” divenisse d’un tratto obsoleto o, addirittura, inutile? Riuscirebbe l’uomo pipistrello ad adattarsi alla nuova situazione? Sono queste le domande a cui risponde Terra di Nessuno (“No Man’s Land”), una delle più interessanti storyline della lunga storia di Batman. Pensate a Gotham City bersagliata da epidemie e folli criminali. Immaginatela totalmente distrutta da un devastante terremoto e lasciata dal governo USA in balia di sè stessa, come una “zona di guerra” senza legge nè diritto, da cui è impossibile uscire ed in cui non è permesso entrare, come nel cult movie “1997: Fuga da New York”. Ed ora riflettete un attimo sulla situazione degli abitanti che hanno deciso di non abbandonarla per affetto, debolezza, avidità o disperazione, pur sapendo di dover lottare ogni giorno per la sopravvivenza, in un luogo dove una mela vale quanto un diamante. Questa è la nuova Gotham, la Terra di Nessuno, e con essa è arrivato un nuovo Batman. Qui trovate un raffronto tra Batman Begins e i fumetti con uno specifico riferimento anche a Terra di Nessuno.

Il percorso verso la “Terra di Nessuno” (TdN da ora in poi) ha coinvolto nell’autunno 1998 tutte le testate di Batman e anche qualche titolo a esse collegate, tra cui Azrael: Agent of the Bat. La Play Press ha pubblicato un volume dal titolo 1999: Fuga da Gotham City in cui ha raccolto gli albi più significativi della lunga storia preparatoria alla TdN raccontando cosa è accaduto negli albi originali di Detective Comics nn. 727, 728, 729, Batman Chronicles n. 15 e Azrael: Agent of Bat nn. 47, 48, 49.

Nel n. 47 di Azrael: Agent of Bat, uscito negli States come flip-book abbinato a Shadow of the Bat n. 80, Batman assegna ad Azrael un incarico molto delicato: andare a Washington per proteggere il senatore Esterbrook Halivan, l’unico uomo politico che si è schierato a favore di Gotham City e che cerca di evitarne il confinamento. L’albo è anche un’occasione per narrare le origini di Nicholas Scratch, la popstar criminale che, mescolando politica, concerti rock e satanismo, è diventanto il principale protagonista della caduta di Gotham. Scratch agisce con il supporto di una banda di tirapiedi mascherati da demoni, molto coreografici ma non certo all’altezza del loro boss. La missione di Azrael, c’era da aspettarselo, non va a buon fine e il coraggioso senatore finisce per essere strangolato proprio dalle mani di Seratch. Ai testi Dennis O’Neil per le matite di Roger Robinson.

Nel frattempo in Detective Comics 727 prende il via la storyline in tre parti “Lotta o Fuggi” (Fight or Flight) scritta da Chuck Dixon, disegnata da William Rosado per le chine del veterano Sal Buscema. Protagonisti sono Nightwing (alias Dick Grayson, il primo dei tre Robin che hanno affiancato Batman, oggi eroe autonomo) e Robin (alias Tim Drake, il terzo Robin che ha debuttato ufficialmente in Detective Comics 457 nel dicembre 1990). I due agiscono in una Gotham, al momento, priva di Batman e il Commissario Gordon che medita di andarsene. Il cattivo di questo primo episodio, intitolato “Nido di Vipere” (Nest Vipers), è il fiammeggiante mercenario Firefly, che, com si dice in gergo, aiuta Gotham City per la discesa appiccando incendi dappertutto in una città già semidistrutta. Il team Nightwing/Robin si da un gran da fare per limitare i danni e anche per tentare di salvare lo stesso Firefly dalle fiamme. Firefly muore comunque, il suo mandante (Nick Scarath) non se ne preoccupa più di tanto e già pensa a creare ulteriore caos con la sua gang. Infatti la cospirazione contro Gotham prosegue inarrestabile. Azrael (siamo al n. 48 della serie) viene incastrato da Scratch e accusato quindi dell’omicidio del senatore Halivan. In Detective Comics 728, “Caos al quadrato” (Chaos Squared), sempre Nightwing e Robin sugli altari e altri due scagnozzi di Scratch entrano in scena: il Dinamitardo e Tumulto. Il primo tenta di distruggere il ponte più lungo di Gotham a colpi di candelotti di tritolo ma dopo sei-pagine-sei il suo tentativo è già finito mentre il secondo, armato di un enorme martello pneutmatico, si impegna a demolire quel poco di sano che è rimasto nelle strutture urbane della città cominciando dal Palazzo Federale. Tumulto qualche danno lo fa e regge un pò più la scena del Dinamitardo ma, dopo un combattimento nei sotterranei con Nightwing e Robin, finisce schiacciato dalle macerie da lui stesso provocate. Aldilà delle sequenze d’azione è importante come piano piano si è delineato il ruolo che Commissario Gordon avrà in TdN. Il trimestrale Batman Chronicle è una bella collana antologica di racconti autoconclusivi che rappresenta per il Batman Universe sia l’occasione di presentare nuovi talenti sia l’opportunità per autori noti di cimentarsi occasionalmente con l’Uomo Pipistrello. Il n. 15 di questa serie, uscito in USA nell’inverno 1998, ha avuto come filo conduttore proprio la saga di “1999: Fuga da Gotham City” (Road to No Man’s Land), con tre storie team-up, ovvero quelle che presentano la collaborazione tra due eroi. La prima avventura, “Volontà e Potere” (Will to Power), scritta da Kelley Puckett per i disegni di Joe Staton e Bill Sienkiewicz, abbina Batman a Lanterna Verde. Batman si infiltra sotto mentite spoglie in una organizzazione criminale che cerca di trarre profitto da tutto il caos che regna a Gotham e Lanterna Verde, inconsapevolemnte, si trova a recitare il ruolo del guastafeste. Il Cavaliere Oscuro, con maniere più o meno buone, cerca di tenerlo fuori dalla vicenda.

La seconda storia, “Tra le stelle” (Between Stars above and below) presenta Man-Bat e Oracolo genio del computer, alias Barbara Gordon ex Batgirl ora relegata su una sedia a rotelle a causa del Joker (The Killing Joke, 1988 di Alan Moore e Brian Bolland). La trama assume toni poetici ed ha il suo culmine nel volo sulla città che il Pipistrello-Uomo compie con Oracolo in spalla, dopo averla salvata da un’aggressione. Marco Palmieri scrive e James A. Hodgkins disegna.

L’albo si chiude con “Una risposta tra le macerie” (An Answer in the Rubble), una six-page story dello scrittore Greg Rucka, da li prossimo sceneggiatore di alcuni episodi di TdN, che schiera La Cacciatrice e Question, uno dei più misteriosi e intriganti eroi del DC Universe, in una vicenda che ruota intorno al mercato nero dei medicinali. Rucka come tutti sappiamo ha classe. In queste sei pagine ne ha dato un piccolo saggio ai lettori anche in questo mini albo.

Lo speciale Terra di Nessuno entra nel vivo la prossima settimana regalandovi i dettagli di questi albi di cui vi abbiamo appena parlato.