Il nuovo Robin di Batman debutta in Batman: Black and White Preview

Ad affiancare l’Uomo Pipistrello in Batman: Black and White non ci sarà nessuno dei Robin precedentemente conosciuti. Nel fumetto illustrato da Karl Kerschl debutterà un nuovo Ragazzo Meraviglia, Mia “Maps” Mizoguchi.

Quindi nell’anno del suo 80esimo compleanno la schiera dei Robin si arricchisce di una unità. Approfittiamo per mostrarti l’artwork dedicato ai Robin disegnato da Paolo Spadot.

Sul proprio profilo Twitter Karl Kerschl ha rivelato entusiasta che in Batman: Black and White debutterà un nuovo Robin. Ad affiancare Batman nella sua avventura in bianco e nero di 8 pagine, in uscita l’8 dicembre 2020, ci sarà Mia Mizoguchi. Per promuovere una sua trasmissione su Twitch (questo il link), l’illustratore ha condiviso un artwork in cui è possibile ammirare la ragazza nei panni di Robin. Nel disegno, Maps sfoggia con un sorriso sornione il suo costume da Ragazza Meraviglia.

Kerschl ha pubblicato l’artwork con la didascalia “Inchiostrando ancora un po’ di questa storia di Batman: Black & White.

Kerschl era entusiasta di dare la notizia che Maps sarebbe stato il nuovo Robin, e l’annuncio è arrivato con un’altra anticipazione. Batman guarda Maps nel suo abito da Robin e dice “tranne questo”, e anche se non abbiamo un contesto per quella conversazione, siamo ansiosi di vedere questa combo del Cavaliere Oscuro Robin in azione.

Kerschl ha pubblicato l’artwork con la didascalia “Se non ti sei sintonizzato sul mio live streaming, ecco cosa ti sei perso. QUESTO NON È UN ESERCIZIO. Batman in bianco e nero. Mappe Mizoguchi Robin. Sta succedendo tutto”.

“Batman: Black and White ritorna con una serie di sei numeri realizzati dai narratori più eccitanti e innovativi dei fumetti per esplorare il mito di Batman in bianco e nero”. La line-up di scrittori e illustratori include figure del calibro di Paul Dini, Andy Kubert, Tim Seeley e Kelley Jones. La copertina del primo numero è realizzata da Peach Momoko e ritrae una splendida Talia al Ghul. Ogni volume presenterà due varianti, una con Batman in copertina e l’altra con i suoi antagonisti. L’originale Batman: Black and White risale al 1996; riuscirà questo reboot a rendergli giustizia?

Fonte: [Comicbook.com e everyeye.it]

Batman e Suicide Squad: ecco i nuovi videogiochi basati sui fumetti DC Comics

Warner Bros. Games Montréal e Rocksteady Studios confermano i nuovi progetti in cantiere e danno appuntamento al 22 agosto, quando si terrà lʼevento DC FanDome

Ci siamo, finalmente: dopo tante speculazioni e un’attesa lunghissima, Warner Bros. Games si prepara a svelare due nuovi videogiochi basati sui fumetti DC Comics in sviluppo presso due dei suoi studi di spicco: WB Games Montréal (autori di Batman: Arkham Origins) e Rocksteady Studios (creatori degli altri tre capitoli di Batman: Arkham). I due team parteciperanno all’evento in streaming DC FanDome il prossimo 22 agosto e mostreranno il primo trailer ufficiale dei nuovi giochi facenti parte dell’universo videoludico DC.

Il primo progetto, probabilmente quello più atteso, è Suicide Squad: Kill the Justice League, realizzato dal team britannico che ha dato i natali alla saga Batman: Arkham: Rocksteady ha deciso di allontanarsi dall’Uomo Pipistrello e di realizzare un gioco dedicato alla Task Force X, la squadra di super criminali guidata dall’agente governativo Amanda Waller, in una missione che li porterà ad affrontare la Lega della Giustizia di BatmanWonder Woman e Superman, personaggio che compare nella locandina del gioco.

Tra i possibili personaggi del gioco di Rocksteady, che si vocifera essere un Game as a Service, ci saranno quasi certamente Harley QuinnDeadshot e Killer Croc, personaggi già visti nei passati videogiochi della casa inglese. Il primo trailer sarà condiviso il 22 agosto durante il festival organizzato da Warner Bros. e DC Comics.

Per quanto riguarda il team WB Games Montréal, non ci sono più dubbi: la software house canadese sta lavorando a un nuovo videogioco di Batman che prenderà il nome di Gotham Knights e dovrebbe vedere la Bat-famiglia al gran completo: oltre al Cavaliere Oscuro, ci sarà spazio verosimilmente per NightwingRobinBatgirl e, chi lo sa, magari qualche altra vecchia conoscenza dei fan della serie Arkham (chi ha detto Azrael?) per aiutare i difensori di Gotham City ad affrontare le forze criminali.

Sembra confermata la presenza della Corte dei Gufi, associazione che gestisce la malavita nella città tramando nell’ombra, ma non è da escludere che il gioco possa offrire molteplici fazioni che metteranno alla prova Batman e i suoi alleati, come la Lega degli Assassini o i poliziotti corrotti della GCPD. Anche in questo caso, l’annuncio resta fissato al 22 agosto, con gli sviluppatori del team canadese che saranno presenti al festival in un panel da circa venti minuti.

Fonte: [TGCom24]

Robin: il ragazzo meraviglia compie 80 anni e Paolo Spadot racchiude la sua storia in una fanart

L’eterno comprimario apparso nei fumetti della DC Comics a marzo del 1940, racchiuso in una fanart realizzata da Paolo Spadot.

Tanti sono gli anni passati dalla sua prima apparizione sulle pagine dei fumetti della DC Comics nel marzo del 1940, ottanta anni in cui i panni di Robin sono stati indossati da molti personaggi diversi, dotati ognuno di una propria personalità e di una particolare storia. Bob Kane e Bill Finger insieme a Jerry Robinson, introdussero il personaggio, chiamato “Robin the Boy Wonder, nel Detective Comics #38 del 1940 appunto, ispirandosi per il personaggio alle Avventure di Robin Hood, per il nome e per il costume.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (matite)

A indossarlo per primo nelle vicende di Gotham City fu Dick Grayson, un ragazzino al quale una gang aveva ucciso i genitori. Batman lo prese al suo fianco, diventando una figura paterna, ma pian piano prendendolo come suo unico vero amico, ammorbidendone il carattere e l’oscurità del personaggio. Il duo è diventato una delle figure più celebri della cultura pop fumettistica, proprio per l’incastro delle personalità, quella individualista ma allo stesso tempo tesa al bene collettivo di Batman, quella energica, giovanile ed eternamente entusiasta di Robin.

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (chine)

Spirito ampiamente ripreso dal talento artistico pontino di Paolo Spadot il quale si è cimentato a realizzare un cimelio speciale per i cultori del Ragazzo Meraviglia. Una tavola in cui  è possibile vedere alcune delle molte incarnazioni dei Robin (qui un nostro speciale), caratterizzate dai diversi volti, sempre pronti non solo a sostenere Batman ma anche ad avere una vita propria, spesso complicata e oscura non meno di quella del suo più anziano amico, ma non meno avventurosa ed eroica. 

Batman apre il mantello lascia andare i Robin – Fan art dell’artista Paolo Spadot (colori)

Un’opera in cui si alternano i “sideman” dei quali Batman sembra non possa fare a meno, non fosse altro perché questi “aiutanti” incarnano la gioventù, il futuro, la possibilità di continuare la vita e la sfida contro il male, personaggi necessari per far si che Batman possa manifestare la capacità di mantenere quel sogno di giustizia comune e che possa essere sempre rinnovato. Qui sotto ne abbiamo realizzato una speciale gif animata per voi in modo che potete condividerla se vi fa piacere.

Per conoscere meglio i retroscena su questa magnifica tavola di Paolo Spadot, vi rimandiamo alla nostra video intervista che potete trovare qui di seguito.

 

Batman: Contagio – Recensione

Testi: Alan Grant, Chuck Dixon, Dennis O’Neil, Doug Moench, Christopher Priest.
Disegni: Vince Giarrano, Tommy Lee Edwards, Graham Nolan, Mike Wieringo, Jim Balent, Dick Giordano, Barry Kitson, Kelley Jones, Matt Haley, Frank Fosco.
Edizione Originale: Batman: Shadow of the Bat #48-49, Detective Comics #695-696, Robin (v2) #27-28, Catwoman (v2) #31-32, Azrael #15-16, Batman #529, The Batman Chronicles #4 USA
Edizione Italiana: Batman N.38-42 Ed.Play Press, Batman La Leggenda N.36-37 Ed.Planeta DeAgostini

I Cittadini di Gotham sono stati colpiti da una tremenda malattia. Batman, Nightwing, Azrael, Robin e Catwoman si uniscono per trovare un antidoto in una disperata corsa contro il tempo.

Batman troverà il Vaccino?

In questo periodo storico il Coronavirus (Covid 19) sarà rievocato, non solo nel ricordo delle persone o nei libri di storia per i danni provocati alla salute pubblica ma anche per i danni di carattere economico che il nostro paese sta subendo. Per questo, non a caso, mi sono andato a rileggere Contagion. Purtroppo è una storia molto attinente al periodo che stiamo vivendo. Forse ci aiuterà a chiarire in modo più immediato la situazione e magari, se avete modo di rileggerla, farà passare qualche ora comodamente rilassati sul divano di casa anche a voi.

Il pensiero di Batman: Gotham affronta tempi oscuri, assediata da un’epidemia di filovirus. La posta in gioco è altissima…evitare l’apocalisse…per mano di un nemico invisibile. È la mia città. È la mia casa. Ma quando ho giurato di esserne il protettore, non avevo mai pensato ad una cosa simile.

Bruce Wayne è tornato a riprendersi il mantello di Batman, dopo un lungo periodo in cui è stato forzatamente sostituto da Azrael, l’angelo vendicatore di Gotham, che ha giurato un regolamento di conti nei confronti dell’Ordine di San Dumas, responsabile di averlo condannato alla difficile vita di giustiziere. Intanto il Commissario di Polizia di Gotham è Andrew Howe ed il sindaco è Armand Krol, definito da Batman “un disastro ambulante” e dal quale purtroppo non riceverà alcun tipo di aiuto, causa la sua umiliazione subita durante le elezioni cittadine. Gotham City è teatro di inquietudine, di sangue e mortalità scaturita da un male oscuro ed invisibile ad occhio nudo.

La collocazione storica di questa run

Contagio, è un ciclo di storie successivo a Troika, la run che ha per protagonisti un gruppo di criminali dell’Unione Sovietica impegnati predominare sul territorio di Gotham City. Questa stessa saga precede anche il ciclo Cataclisma (di cui vi abbiamo parlato qui).  Pubblicata in USA nell’arco temporale di due mesi (marzo/aprile 1996) su cinque testate appartenenti alla Bat-family: “Shadow of the bat”, “Detective Comics”, “Robin”, “Catwoman”, “Azrael” e “Batman Chronicles”.

Gli elementi essenziali della trama

  • La contaminazione che può provocare danni agli abitanti di Gotham City.
  • Il senso di colpa generato dal pensiero di Batman di poter essere la causa della sofferenza o della morte di parenti e amici.
  • L’avidità di alcuni uomini che sfruttano tale momento di debolezza e di terrore.

I disegnatori

Contagio prorompe in tutta la sua epopea e drammaticità nel segno di diversi fumettisti. Dal primo e all’ultimo capitolo si susseguono: il tratto grossolano quanto inquietante ed appropriato di Vince Giarrano (ora pittore realista);  Tommy Lee Edwards (Mother Panic, RW Lion) con il suo predominio di cromatismi scuri; Graham Nolan con il suo stile rétro, qualche immagine plastica, e tavole comunque fluide; Mike Wieringo (Flash, L’uomo Ragno e i Fantastici 4), disegnatore morto prematuramente scomparso nel 2007, dal tratto caratteristico e la sua rappresentazione dissimile dalla realtà; Jim Balent (autore di una collana di avventure individuali di Catwoman caratterizzata da disegni incredibilmente sexy),  ha realizzato gli schizzi preparatori per il più autorevole Dick Giordano il quale ha illustrato il quarto capitolo, interpretato dalla Donna Gatto sulla quale disegna una speciale, quanto conturbante, tuta aderente bianca avvolgendo il corpo da una coltre di candida neve. L’episodio tratto dalla collana “Azrael” è disegnato con i lineamenti marcati dall’anglosassone Barry Kitson; Kelley Jones firma le tavole con il suo tratto anatomicamente improprio, Matt Haley (Superman Returns) forse è il tratto più mediocre tra tutti, Frank Fosco (Teenage Mutant Ninja Turtles – Urban Legends #1) realizza pagine con la sua classica matita fatta di tratteggi.

Contagio è una saga che si può catalogare tra le più spaventose e valide opere in dotazione all’archivio DC Comics.
Questa opera fumettistica all’epoca poteva essere definita una raccapricciante leggenda, ora purtroppo, si trova ad essere rispolverata perché richiama quanto stiamo vivendo nel nostro paese. Aggrappiamoci ai prodigi dell’intrattenimento fumettistico, come fosse un durevole e particolarissimo percorso purificatorio per uscire al più presto da questo terribile incubo che stiamo vivendo.

Emanuele Ruzza, così parla Dick Grayson. Ecco chi c’è dietro il Robin dei Titans

L’attore ha doppiato tra gli altri, Ray Fisher (Cyborg) in Batman v Supeman: Dawn of Justice e Justice League, il protagonista Brenton Thwaites nei panni di Dick Grayson della serie tv Titans. In occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Robin una intervista esclusiva con Emanuele Ruzza ed una sua speciale interpretazione tratta dal fumetto: Rete di sicurezza [Safety net] da Nightwing n. 29, maggio 2014; ed. italiana su Batman n. 32, dicembre 2014, Lion.

Gentilezza, sguardo gioioso, Emanuele Ruzza (questa la sua pagina FB) a 33 anni è uno tra gli attori più affascinanti della sua generazione. Dai film Solo: A Star Wars Story a Warkraft: L’inizio, dall’animazione Lego Batman: Il film (Harvey Dent/Due Facce) a Teen Titans Go! (Zan e Kid Flash), dalle serie Kripton a MacGyver ha sempre messo la propria ugola e la propria bravura di attore al servizio delle tante storie a cui a lavorato, molte delle quali sono targate proprio DC Comics/Warner Bros. Ama la sua attività, è giovane ma ha già una bella carriera alle spalle. E’ un attore nel senso più completo del termine: corpo, anima e voce visibili in ben tre film per il cinema ed uno per la televisione. E’ la voce ufficiale di Rai Gulp da ben 9 anni, nonché un clamoroso speaker radiofonico e interprete di radiodrammi. Sulla sua carriera ci sarebbe da scrivere pagine e pagine, ma vogliamo sia lui a raccontarci del suo lavoro.

Stefano: Ciao Emanuele e benvenuto su Batman Crime Solver e grazie per aver accettato il mio invito.

Emanuele: Ciao Stefano, grazie a te, sono felicissimo di conoscerti e di fare questa chiacchierata.

Stefano: Come è nata la tua passione per il doppiaggio? Raccontaci una sintesi dei tuoi esordi.

Emanuele: Era l’estate del 2004, Pupi Avati cercava dei ragazzi per delle integrazioni di doppiaggio in un suo film. Ricordo bene quanto mi sentissi un pesce fuor d’acqua, tutto quello che stavo studiando mi sembrava lontanissimo da ciò che vedevo fare dagli attori doppiatori in sala. Fortunatamente lo convinsi e iniziai a collaborare con lui, presi parte anche come attore a un paio di suoi film. Poi conobbi Cesare Barbetti, Sonia Scotti, Maria Pia Di Meo, Rita Savagnone, Renato Cortesi, Dante Biagioni, Sergio Di Stefano e tanti altri maestri di questo mestiere che divennero i miei compagni di gioco. Fino al grande incontro con la Pumais (ndr. società di doppiaggio Gruppo Trenta), la società fondata da Renato Izzo che cambiò la mia carriera per sempre con “Le regole del delitto perfetto”.

Stefano: Quale è l’interpretazione (di doppiaggio, cinema o teatro) a cui sei più legato e perché.

Emanuele: Doppiaggio, cinema e teatro sono discipline legate da un denominatore comune che è la recitazione, ma sono molto diverse tra loro.  Al doppiaggio sicuramente “Stonewall” di Roland Emmerich, uno dei miei primi lavori da protagonista al cinema, con la direzione di Rita Savagnone, del cinema ricordo l’atmosfera scanzonata e anni ‘50 che si respirava nei teatri di posa di Cinecittà con Pupi Avati, a teatro non dimenticherò mai l’esperienza fatta con Claretta Carotenuto e il suo “ToBeBeckett” del quale fui anche assistente ti alla regia, un lavoro frutto di un anno di scrittura e mesi di prove con 14 attori in scena e cambi di costumi e scenografia continui.

Stefano: Il mondo del doppiaggio si svolge nel buio della sala. Cosa vuol dire oggi, per te come attore di teatro, cinema e tv, usare solo la voce?

Emanuele: Il cambiamento è netto, sono esperienze completamente differenti. Sul set sei il primo a dar vita a un personaggio, hai studiato la parte, hai immaginato i movimenti, sei truccato, hai i costumi di scena addosso e la scenografia a fare da contorno. In sala doppiaggio vedi il copione per la prima volta, hai qualche minuto per comprenderne il senso e recitare in sincronia con la bocca di un altro attore che ha già interpretato quel ruolo, sei limitato nei movimenti, addosso hai i tuoi vestiti di sempre e sei al buio. È un lavoro di immedesimazione pazzesco, unito alla mimesi vocale e interpretativa.

Stefano: Come doppiatore hai interpretato in Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League il personaggio di Cyborg interpretato dall’attore Ray Fisher. Raccontaci qualcosa di questa esperienza.

Emanuele: Per quel ruolo dovetti sostenere un provino, fui chiamato in gran segreto come spesso accade quando si tratta di cinecomic, quando mi comunicarono il direttore (Marco Mete ndr. Direttore del doppiaggio Batman Begins, Batman v Superman: Dawn of Justice, Lego Batman – Il film e adattatore dei dialoghi italiani di queste due ultime pellicole) cominciai ad intuire qualcosa. Mi ricordo che la clip del provino era tutta sfocata, ma il talento dell’attore era ben visibile. Ebbi la fortuna di continuare a doppiare quell’attore anche nella terza stagione di True Detective grazie a Rodolfo Bianchi (ndr Robin – Dick Grayson – anche lui nella serie anni 60 di Batman).

Stefano: Tra i tanti personaggi hai doppiato anche i Teen Titans Go! (Zan e Kid Flash). Cosa pensi di questa serie animata?

Emanuele: I prodotti dell’animazione DC pensati per un target di età inferiore ai lettori dei fumetti, sono un ottimo veicolo per appassionare i più piccoli. La cura per i dettagli è maniacale, anche nei dialoghi e nell’interpretazione i personaggi sono tutti ben caratterizzati. Ho trovato giusta la scelta di stravolgere il character design puntando al “deformed” di derivazione giapponese, pur mantenendo lo stile inconfondibile DC.

Stefano:  Siamo qui per festeggiare gli 80 anni del personaggio di Robin. Prima di parlare della serie Titans, raccontaci come è il tuo rapporto con i fumetti.

Emanuele: Il mio amore per Batman e l’universo DC è nato prima che sapessi leggere con la serie animata di Bruce Timm ed Eric Radomski, crescendo mi sono avvicinato a Diabolik, ma da qualche anno mi sono innamorato delle tavole di Azzarello, Miller e Finch.

Stefano: In Titans l’attore Brenton Thwaites interpreta il detective Dick Grayson. Come sei entrato in simbiosi con il suo modo di recitare?

Emanuele: È stato impegnativo, l’attore ha un modo molto naturale di recitare, quello che in gergo viene chiamato “buttato”, ovvero una recitazione che lascia spazio alla spontaneità, dando l’impressione di assistere a movimenti e dialoghi dettati dall’improvvisazione e pertanto “buttati” di getto sul momento. Grazie all’aiuto del direttore Fabrizio Temperini, abbiamo trovato ben presto la misura giusta per avvicinarci a questo modo di recitare.

Stefano: Sei molto aderente alla recitazione originale, oppure c’e’ qualcosa di tuo nel doppiaggio di Dick Grayson?

Emanuele: Come raccontavo poche righe fa, abbiamo fatto il possibile per avvicinarci alla recitazione degli attori originali. Warner Bros. (distributrice cinematografica dei prodotti DC Comics) tiene moltissimo all’aderenza vocale e interpretativa dei suoi personaggi in tutto il mondo. Anche in questo caso furono chiamati diversi attori a sostenere un provino per ogni ruolo e venimmo selezionati dai clienti presenti in America. Aspettai tre settimane per conoscere l’esito del provino.

Stefano: Quali sono le cose che ti è più facile nel doppiare il personaggio di Robin e cosa invece ti ha messo o ti mette un pò dura prova?

Emanuele: Di facile c’è ben poco, il personaggio è molto ben delineato, è un ragazzo tormentato, con un passato oscuro e vive un enorme conflitto nei confronti del suo unico mentore. La prova più grande è stata rispettare ogni suo cambiamento, e non parlo soltanto di recitazione, ma anche di cambiamenti vocali dettati dal personaggio, dai travestimenti, ma anche e soprattutto da diverse scansioni temporali.

Stefano: Hai qualcosa in comune con il personaggio di Dick Grayson?

Emanuele: Fortunatamente poco, ho una bella famiglia e non devo vederli volare in un circo. Non ho nessun mentore miliardario con cui entrare in conflitto per gran parte della mia vita. Forse l’unico rimpianto è quello di non aver avuto un maggiordomo come Alfred, ma per il momento sto bene così.

Stefano: Detto fra me, te…e qualche migliaio di persone che ci leggono. Ti è piaciuta più la prima o seconda stagione di Titans?

Emanuele: Di sicuro la prima è stata una bella esperienza, ma tutto il tormento e l’evoluzione che ha avuto nella seconda è qualcosa che vale la pena di essere vista.

Stefano: Emanuele grazie per la tua pazienza e la tua gentilezza a nome di tutti i lettori del blog.

Emanuele: Grazie a te Stefano per il tuo modo così bello di trasmettermi la tua passione e per avermi concesso di raccontare e di raccontarmi.

A margine di questa speciale intervista, la redazione di Batman Crime Solver ci tiene a ringraziare per la propria gentilezza e disponibilità anche il regista, direttore delle riprese e del montaggio Mauro Stroppa e la sua pagina facebook Movie Raiders Show (a cui, se vi è piaciuto il video vi invito ad aggiungere un like) per aver realizzato i due (a dir poco) fantastici video che trovate qui.

Stefano Avvisati

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 6/6

Nel 1991 nasce la Valiant Comics che sfrutta i rinnovati Characters della Gold Key come Magnus-Robot Fighter (maggio 1991), e Solar, Man of the Atom (settembre 1991). A capo della neonata società, Jim Shooter, ex-editor della Marvel, ora impegnato nella propria scalata al successo. Nuovo record per la Marvel Comics che raggiunge quasi i quattro milioni di copie vendute con X-Force n.1 (agosto 1991), disegnato da Rob Liefeld. L’albo, lanciato sul mercato dei collezionisti, è imbustato con una figurina che fa parte di una serie di cinque. Molti fans acquisteranno tutte le versioni con risultati di vendita clamorosi, Il gioco viene ripetuto con X-Men (ottobre 1991), seconda serie regolare del gruppo mutante, il cui numero uno, disegnato da Jim Lee, viene presentato in cinque differenti edizioni. Oltre otto milioni di copie vendute è il risultato di questa indovinata strategia commerciale. In autunno la DC Comics risponde alla concorrente Marvel con Robin II, The Joker’s Wild (ottobre 1991), una miniserie di quattro albi con più copertine differenti per numero e ologrammi.

La vendita di fumetti raggiunge quest’anno (di riferimento) i cinquecento milioni di copie, il doppio di tre anni prima, ma quello che il Rinascimento Americano voleva dire si è perso nel Business più feroce. La vendita record dell’anno precedente sprona alcuni artisti arrivati precocemente al successo, a fondare nel 1992 la loro propria casa editrice. Nasce l’Image Comics che si può considerare, con artisti del calibro di Todd McFarlane, Jim Lee, Erik Larsen e Rob Liefeld, l’ultima esplosione di un rinascimento grafico giunto ad esaurimento. Le prime testate, YoungBlood (aprile 1992), Spawn (maggio 1992) e WildC.A.T.S. (agosto 1992), rappresentano una mentalità nuova, più semplice ma certamente ispirata ad una spettacolarità tutta americana figlia di tanti Kolossal cinematografici “made in USA”. Quest’anno muore Joe Shuster, pochi mesi prima della sua creatura, Superman che, nell’albo n.75, cadrà eroicamente sotto i colpi del pazzo Doomsday, forse parabola dello scontro DC/Image Comics sul mercato. La morte di Superman è l’evento più pubblicizzato nella storia del fumetto americano; vende in prima tiratura circa due milioni e mezzo di copie e viene ristampato quattro volte. La DC pubblica il n.1 di Shadow of the Bat (giugno 1992), la quarta testata di Batman.

La storia, intitolata The Last Arkham di Alan Grant, disegnata da Norm Breyfogle, getta questa volta il Detective Mascherato nelle segrete del manicomio di Gotham dal quale l’eroe riuscirà ad evadere, come da copione. L’impostazione della serie è simile a quella utilizzata per “Legends of the Dark Knight”, unica e basilare differenza è che Bruce Wayne è quello attuale e può interagire con le trame di Batman e di Detective Comics. Ultime note per chiudere un passaggio storico importante nel comic moderno, il 1993 in cui Superman è riportato in vita nel n.500 di “The Adventures of Superman”, sacrificando tutti gli intenti artistici del “Rinascimento” sull’altare del Dio Dollaro. Viene varata la Vertigo, linea adulta che risente ormai dell’abbandono dei grandi nomi del fumetto, anche se le intuizioni grafiche sono superiori ed estranee al classico fumetto seriale. Alla qualità si è sostituito il marketing più ambiguo: al fine di promuovere le vendite, ai lettori sono offerte copertine cromate, fosforescenti o ologrammate all’insegna del puro consumismo. La Valiant e l’Image coeditano Deathmate (settembre 1993), una serie di sei numeri che impiega gli eroi di entrambe le società sottolineando le difficoltà della Image, incapace di affrontare la realtà delle scadenze (il quinto albo esce infatti dopo il sesto). Con Batman n.492 (maggio 1993), inizia Knightfall, la lunga sequenza di storie che vede il Giustiziere di Gotham alle prese con il nuovo supercriminale Bane che, nel n.497 di Batman (luglio 1993) spezza la schiena a Bruce Wayne nella batcaverna, mettendo fine (ma nessuno ci crede…) alla sua carriera di vigilante mascherato.

Batman: The Adventures Continue

Alle porte della primavera 2020, il team dietro Batman: The Animated Series ci riporta in quel mondo iconico di Batman: The Adventures Continue, con una nuova serie digitale suddivisa in sei parti.

Lanciata il 6 maggio 2020, la nuova serie è scritta da Paul Dini e Alan Burnett, entrambi produttori della serie animata originale, e illustrata da Ty Templeton, che ha portato il mondo di Batman TAS nei fumetti dal Batman Adventures # del 1992.

“I fan che hanno familiarità con Batman/Superman the New Adventures saranno subito pronti”, afferma Dini. “Alan e io ci siamo avvicinati alla sceneggiatura con l’idea che stavamo facendo la stagione che avresti potuto vedere se non avessimo messo la serie da parte per fare Batman Beyond.”

“Tim Drake è ancora un giovanissimo Robin”, ha aggiunto Templeton. “Batman non è di mezza età o altro, e non siamo nemmeno vicini agli eventi di Batman Beyond.”

“Ciò che è diverso, tuttavia, è che torneremo a coprire alcune lacune della serie originale, eventi che al momento non avevano attinenza con la serie, ma ora la hanno”, ha continuato Alan Burnett. “In altre parole, ci saranno storie segrete che capovolgeranno il mondo di Batman. Cose che nessuno sapeva ed erano là fuori, fino ad ora. ”

“Forse il personaggio più intrigante della run sarà un giovane la cui storia affronta la maggior parte dei problemi”, ha provocato Burnett. “È un uomo solitario intelligente e super sfuggente che conosce troppo il Cavaliere Oscuro. Spero che questo misterioso uomo si inserisca nel mondo di Batman Adventures e che cosa intende realizzare dovrebbe essere una vera scossa per i vecchi fan. ”

Nel primo numero di Batman: The Adventures Continue, che raccoglie due primi capitoli digitali, la Wayne Enterprises di Gotham City viene attaccata da un robot gigante che ruba un’intera stanza dal laboratorio. Chi controlla il robot? In che modo Batman fermerà la minaccia meccanizzata? E cosa c’entra tutto con l’improvvisa apparizione di Lex Luthor a Gotham?

Batman: The Adventures Continue # 1, scritto da Paul Dini e Alan Burnett con l’arte di Ty Templeton e il colore di Monica Kubina, con una copertina di Dave Johnson e una variant cover di Dan Mora, uscirà negli scaffali americani il 6 maggio 2020. Digital- I primi capitoli saranno pubblicati a partire da aprile 2020.

FONTE: [BIG COMIC PAGE]

Va bene per ora niente ‘Joker 2’, però è Batman mania

Freno sul sequel del film con Phoenix mentre prosegue la produzione che vede Pattinson nel ruolo dell’uomo pipistrello. A Los Angeles intanto un’asta dei costumi della serie anni Sessanta.

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Mentre da Hollywood arriva una pioggia fredda sull’entusiasmo di fan e addetti ai lavori per il possibile sequel di Joker, il film campione di incassi di Todd Phillips con Joaquin Phoenix, con il regista che rivela: “Non c’è nessun contratto, sarebbe divertente farlo ma per ora non c’è niente di concreto”, si continua invece a lavorare alacremente al progetto del ritorno del suo grande nemico: Batman. Il regista Matt Reeves (Cloverfield, Il pianeta delle scimmie) aggiorna sistematicamente il suo pubblico con le novità del casting: dopo il protagonista Robert Pattinson infatti gli attori che sono entrati a far parte del progetto sono: Zoe Kravitz, nel ruolo di Selina Kyle ovvero Catwoman, Paul Dano, l’Enigmista, Colin Farrell, il Pinguino, Jeffrey Wright, il Commissario Gordon e Andy Serkis, nel ruolo del maggiordomo Alfred. L’ultimo arrivato è invece John Turturro che sarà il gangster di Gotham City Carmine Falcone, avversario di Batman. Non ci sarà il Joker, o almeno non in questo primo capitolo di quella che è già pensata come una nuova trilogia, Reeves starebbe valutando di introdurlo nel secondo o terzo capitolo. Il film è previsto in sala il 25 giugno 2021.

La febbre per il personaggio DC Comics, che quest’anno ha compiuto 80 anni dal suo esordio sui fumetti, continua quindi a crescere, a Los Angeles il 17 dicembre è prevista un’asta di cimeli provenienti dalla serie tv anni Sessanta dedicata all’uomo pipistrello, insieme ad altri memorabilia di altre serie tv da Star Trek a Happy Days. Ci saranno i costumi sia di Batman che di Robin ma anche altri oggetti come il Bat – telefono e il busto di Shakespeare che nascondeva il pulsante per aprire la Batcaverna. Gli oggetti provengono tutti dalla serie andata in onda tra il 1966 e il 1968 e saranno battuti all’asta dalla casa Profiles in History.

Tornando invece a Joker Adriano Giannini, che presta la voce a Joaquin Phoenix, è stato premiato per il suo lavoro nella serata dedicata al Gran Premio Internazionale del Doppiaggio, l’attore ha conquistato il titolo di Migliore Voce Maschile 2019 proprio per il suo doppiaggio di Arthur Fleck. Adriano non è solo figlio d’arte per quel che riguarda il doppiaggio, ma è curioso pensare a questo Giancarlo Giannini, aveva doppiato un Joker, quello del Batman di Tim Burton del 1989 interpretato da Jack Nicholson.

Fonte: [La Repubblica]

80 anni di Batman: gli auguri dell’attore Marco Piva

Marco Piva è nato a Padova e a tutt’oggi vive in un piccolo villaggio sulla costa ovest della Scozia.
Il suo lavoro principale è fare il traduttore ed in questa veste ha già collaborato in passato con Batman Crime Solver per la traduzione del fumetto DC Legends of tomorrow: The Last Martian (che potete leggere cliccando su questo link) nonchè traduttore di tante altre cose tra cui anche il prequel a fumetti Batman v Superman: Dawn of Justice (che potete leggere cliccando su questo link).
Ha lavorato molto alla radio come speaker e dal 2015 è la voce italiana della Insane Championship Wrestling, una delle realtà europee più importanti nella disciplina del pro wrestling. La sua voce si distingue anche tra i telecronisti della Italian Wrestling Association.
Ma il suo lavoro l’ha portato anche ad essere un attore. Ha interpretato tra gli altri Rafael Batista in alcuni episodi della webseries fantascientifica “Starship Intrepid” diretta da Nicholas J. Cook e Steve Hammond, l’agente Buggin nel lynchiano “The Man Who Forgot He Was Awake” di Angelo Perdikou, il picchiatore Dax nel pilot di “Mr. Goodnight” di David Ramsay, Dr. Chuff Chaddypaps in un episodio (per ora) della serie comica “Martin McGrath, Politician” diretta da Sean Friel e Arthur Morelli in “Up in Smoke” di Conor Molloy.

Fin da bambino ha sempre amato il personaggio di Batman, tanto è vero che coinvolgeva i suoi genitori nei suoi giochi di fantasia. Lui interpretava spesso Robin ed il suo papà Batman, ma la mamma non sempre rimaneva tagliata fuori, anzi quando poteva interpretava il commissario Gordon.

Marco tanto altro ve lo racconterà in questo bellissimo video di poco più di tre minuti. Guardatelo. Vi sorprendera’ piacevolmente.

Questi sono i suoi auguri speciali per l’ottatesimo compleanno di Batman!

Batmobile, l’eroica supercar: la sua storia

Comparve nel 1939 su Detective Comics 27, già nella primissima storia dell’Uomo Pipistrello. È stata protagonista al cinema e in tv, diventando negli anni un “personaggio cult” dell’immaginario culturale

Buon compleanno, Batmobile. Per certi versi, un’auto storica anch’essa. La vettura di Batman nasce infatti insieme all’Uomo Pipistrello, quando la DC Comics, nel maggio 1939, dà alle stampe Detective Comics n. 27, il primo albo in cui compare Batman.

La sua storia la conosciamo tutti. Quella del piccolo Bruce Wayne, che dopo aver assistito alla morte dei genitori, diventa erede dell’impero finanziario di suo padre e grazie alle sue risorse economiche riesce a vestirsi da pipistrello e combattere il crimine con una serie di gadget particolari.

Tra di essi, quello rimasto nell’immaginario collettivo dei fan di fumetti e film è senza dubbio la cosiddetta Batmobile, il mezzo che Batman usa per spostarsi in mezzo alle strade di Gotham City. La macchina appare sin da subito: è una berlina, ma camuffata in maniera alquanto scenografica.

LA ROSSA E LA BATMOBILE DEL ‘66

La primissima macchina dell’Uomo Pipistrello in realtà tutto sembra tranne che un veicolo sofisticato. Il disegnatore Bill Finger infatti mostra una normale berlina, sebbene dal profilo più allungato del normale, con i canoni tipici delle auto americane di fine anni Trenta. E il colore è un semplice rosso acceso.

Le cose cambiano definitivamente nel 1966, quando la serie tv “Batman” raggiunge un successo senza precedenti. Il Pipistrello, interpretato da Adam West, e il suo fidato compagno Robin, che porta il volto dell’attore Burt Ward, colpiscono nel segno grazie a una sceneggiatura irriverente, un po’ kitsch e a tratti comica. La base è un esemplare di Lincoln Futura, concept car poi mai effettivamente messa in vendita dalla casa madre Ford, dipinta di nero e rosso e con fattezze che rimandano a quelle delle ali di pipistrello.

La Batmobile del ’66, dato il modello su cui era stata costruita, ebbe all’inizio alcuni problemi con trasmissione e scarico, mentre il motore era quello della Ford Galaxie, tipica full-size USA degli anni Sessanta. In dotazione, ovviamente realizzati per l’occasione, una serie infinita di gadget a disposizione di Batman e Robin, alcuni veramente pacchiani, come il lanciarazzo, il bat-telefono, il bat-fotoscopio o il bat-ariete per abbattere porte rinforzate.

I FILM DI TIM BURTON: OSCURA E LETALE

La macchina assume le giuste modifiche nel 1989, quando Tim Burton dirige il primo dei suoi due film dedicati a Batman, dal titolo omonimo. La Batmobile diventa totalmente nera, un rimando alle caratteristiche gotiche della pellicola. Venne inserito un motore jet Impala da 365 CV, che alla partenza faceva scattare le fiamme dagli scarichi. Lunga più di 6 metri e larga più di 2, grazie al postbruciatore raggiungeva la velocità massima di 530 km/h, con lo 0-100 performato in appena 3,7 secondi.

Gadget, come sempre, tanti, molto meno rispetto alla versione del ’66, ma più realistici. Pannelli in ceramica, scudi protettivi attivabili tramite riconoscimento vocale e armi. Nel sequel “Batman – Il ritorno” del 1992 la macchina assume altre caratteristiche, come quella di poter trasformarsi in una sorta di missile per passare attraverso dei corridoi stretti, il tutto grazie al distacco di alcuni pezzi del telaio e il ritiro all’interno degli pneumatici.

LE MODIFICHE DI JOEL SCHUMACHER

Nuovi elementi apparvero nei successivi due film, diretti dal regista Joel Schumacher. I più evidenti all’esterno, con luci inserite sui cerchioni, sul frontale e sulle fiancate. La Batmobile di “Batman Forever”, pilotata da Val Kilmer, vantava un motore Chevrolet 350 ZZ3, propulsore da corsa da 345 CV e 530 km/h di velocità in modalità turbo. Per alleggerirla e aumentare il passo, molti componenti vennero costruiti in fibra di carbonio.

La Batmobile che si ritrovò a guidare invece George Clooney due anni dopo per “Batman e Robin” aveva lo stesso motore, ma venne allungata fino addirittura a 10 metri. La velocità di base era 370 km/h, che si spingevano fino ai 563 con l’ausilio del postcombustore.

LA BATMOBILE DI BALE E NOLAN

La trilogia di Christopher Nolan, con il premio Oscar Christian Bale a vestire i panni del giustiziere, segna una svolta inedita. Per la prima volta, la Batmobile diventa a tutti gli effetti un mezzo realistico: un tank, per la precisione, con caratteristiche e tecnologia militare.

La “Tumbler”, come viene chiamata in “Batman Begins”, ricorda molto nell’aspetto il Nighthawk, un jet da guerra statunitense, ma è stato ispirato dagli spinner presenti nel cult di fantascienza “Blade Runner”. In pratica, un mezzo militare come gli Hummer, ma elegante e sportivo come una Lamborghini: i due marchi a cui molti fan hanno paragonato il veicolo.

“BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE”

L’ultima Batmobile a comparire al cinema è quella del 2016 in “Batman v Superman”, pellicola appartenente al nuovo franchise cinematografico della DC. Anch’essa corazzata e con modalità stealth, lunga 6 metri e larga più di 3, rispetto alle precedenti si presenta con un assetto leggermente abbassato, che la rende più slanciata.

Pesante poco più di 3 tonnellate, ha all’attivo sistemi di protezione derivati dall’uso militare, così come i tipici armamenti da fuoco. Solamente l’ultima, grande, Batmobile. E pensare che ha compiuto già 80 anni.

Fonte: [Auto.it]