Batman v Joker: le 10 migliori storie

Esiste una rivalità nei fumetti più iconica di quella tra Batman e il Joker? Molti eroi hanno nemici, ma pochi hanno personalità diametralmente opposte raccontate in modo così perfetto. Il Joker è la precisa nemesi di Batman: una forza violenta e colorata del caos che impatta direttamente di fronte all’impeto ordinato e stoico di Batman.

Ora, il Clown Prince of Crime avrà una nuova svolta a fumetti. L’attesissimo Batman: Three Jokers di Geoff Johns e Jason Fabok – che esplorerà le origini segrete di Joker ed avrà una svolta scioccante – è finalmente programmato per giugno 2020.

Con DC che definisce la serie come “la storia di Batman / Joker definitiva”, stiamo guardando indietro alla lunga storia della loro rivalità con le più grandi storie di Batman / Joker mai raccontate.

Batman TAS Episodio 51: L’uomo che uccise Batman

Racconta la storia di un insignificante membro di una piccola banda criminale uccide Batman apparentemente per caso, egli viene coinvolto in una rissa in un bar fra criminali e arrestato. Scarcerato dal Joker e Harley Queen, che tentano poi di ucciderlo, il delinquente si rivolge a Rupert Thorne, che però si rifiuta di credere alla sua storia, secondo cui la morte di Batman sia stata solo frutto di una assurda casualità. Era un piano escogitato da Batman, il quale fingendosi morto, riesce a catturare alcuni dei criminali dei più pericolosi.

The Laughing Fish – Detective Comics Vol. 1 #475-476

Non c’è una storia migliore del senso dell’umorismo deformato del Joker di Steve Englehart e di Terry Austin. In “The Laughing Fish“, Batman scopre che Joker ha rilasciato una neurotossina nel porto di Gotham che crea pesci abbelliti con il suo ghigno contorto. Joker, vedendo un’opportunità, decide di brevettare il suo pesce che ride. Dopo che gli è stato negato un brevetto, Joker giura vendetta per l’insulto, uccidendo un impiegato di brevetti proprio sotto il naso di Batman e promettendo di farsi strada nella catena di comando.

Batman TAS Episodio 22: Un piccolo favore

Dopo una brutta giornata, Charlie Collins insulta un automobilista sconosciuto: in realtà quello è il Joker, che lo lascia stare in cambio di un favore. Due anni dopo infatti il Joker chiama Collins per fargli mantenere la promessa: dovrà aiutarlo per far saltare in aria Gordon, in una serata in suo onore.

Joker: l’uomo che ride

Joker: l’uomo che ride rientra nella serie di fumetti DC che hanno voluto narrare, o rinarrare, in chiave moderna le origini del cavaliere oscuro, iniziata con il celebratissimo “Batman: Anno Uno” e proseguita con “Batman e il monaco pazzo”. Ed Brubaker si propone di raccontare la prima apparizione di Joker a Gotham City, ben prima che diventasse il nemico più famoso di Batman. Sceglie di farlo con un albo one-shot che cita direttamente il romanzo di Victor Hugo servito da ispirazione per la creazione di Joker stesso. Così come successivamente verrà fatto con Il Batman che ride.

Batman: Endgame – Batman # 35-406

“Pensa solo ai grandi momenti che abbiamo avuto … e sorridi!” Scott Snyder e Greg Capullo hanno legato i fili di due delle loro storie più popolari in Batman “Endgame”, in quanto il Cavaliere Oscuro ha avuto la sua ultima battaglia con il Clown Prince of Crime. Se “La Corte dei Gufi” ha fatto da apripista e “Una morte in famiglia” è stato lo spaventoso sforzo del secondo anno, “Endgame” è un’escalation di eventi. Le immagini del giorno del giudizio pervadono Endgame . Batman si trova di fronte a un’apocalisse di zombi che è appena stata proiettata nell’immagine del Joker. Le opere di Capullo evocano classici dell’orrore come La notte dei morti viventi nel suo ritratto di una città trasformata dall’apocalisse virale, Jim Gordon si nasconde in una casa con le finestre sbarrate mentre Batman corre nei corridoi di un ospedale che si dice infestato. I cittadini trasformati vagano per la strada, quasi selvaggi. La Justice League è fuori combattimento e Gotham brucia.

Mad Love

Ambientato nella continuity di Batman: The Animated Series , e raccontato dai creatori della TAS Paul Dini e Bruce Timm, “Mad Love” è il fumetto che racconta la storia di Harley Quinn, che ha debuttato come scagnozzo su Batman TAS prima della perfetta interpretazione dell’attrice/doppiatrice Arlene Sorkin l’ha volata nel cuore dei fan per sue interpretazioni nella serie animata, Batman: La maschera del Fantasma e Batman of the Future: Il ritorno del Joker. Mad Love stabilisce il legame sconcertante, irragionevole e innegabile tra la dottoressa Harleen Quinzel e il suo paziente, il Joker; una relazione che porta alla follia e al caos per tutti i soggetti coinvolti. “Mad Love” ha vinto un Will Eisner Comic Industry Award per essere stata la miglior single story nel 1994, un onore meritato per una storia che dura come una delle migliori e più strazianti nella canonicità di Batman.

Il Cavaliere Oscuro

I puristi possono denigrare The Dark Knight di Christopher Nolan per il suo Joker non tradizionale, ma nessuna storia ha definito in modo così succinto la dicotomia tra Joker e Batman. Batman, il triste vendicatore, si occupava solo di ordine e regole, e Joker, l’anarchico colorato e folle per il quale il caos è un modo di vivere. Il cavaliere oscuro diventa più tradizionale di quanto molti possano dargli credito, attingendo a storie risalenti alla prima apparizione di Joker. E, naturalmente, la componente principale del successo del film è la rappresentazione amara di Heath Ledger del Joker come un uomo senza nome, senza volto e senza passato.

The Joker’s Five-Way Revenge – Batman Vol.1 #251

Realizzata da Denny O’Neil e Neal AdamsThe Joker’s Five Way Revenge, ha preparato il terreno per le innumerevoli esplorazioni della follia del Joker. In quest’avventura Batman dovrà salvare la vita ad un gruppo di scagnozzi che ha osato opporsi al Joker. La storia è importante perché stabilisce alcune aspetti del personaggio, come il disprezzo per la vita dei suoi stessi scagnozzi e la visione contorta del suo rapporto con Batman.

Una morte in famiglia – Batman Vol. 1 # 426-429

È difficile pensare a una storia che cattura così perfettamente la brutalità del Joker, la sua carneficina dilagante come “A Death In The Family”. In essa, Joker tenta di vendere un’arma nucleare ai terroristi del Medio Oriente, una ricerca che incrocia il suo cammino con quella di Jason Todd, il secondo Robin, che è a caccia della sua madre natale. E ovviamente, sappiamo tutti come finisce questa storia, con la morte di Jason per mano di Joker, non necessariamente il primo, ma sicuramente il momento più scioccante in cui Joker ha fatto soffrire Batman con il corpo di Robin tra le sue mani. La cosa forse ancora più scioccante è che il destino di Jason è stato deciso da un sondaggio tra i lettori, con il quale i lettori hanno votato per la fine di Jason (tramite un numero 1-900), dimostrando che, forse, c’è un po ‘di Joker in tutti noi.

The Killing Joke

Non sorprende che The Killing Joke sia considerato da molti come la storia definitiva di Joker. Il brutale attacco di Joker a Barbara Gordon e il suo successivo tormento sia di suo padre che di Batman sono probabilmente il peggior incubo per i lettori dei molti orribili misfatti di Joker. L’attacco è stato così brutale che ha portato Batman al limite del suo codice d’onore. Salvata solo dall’arrivo della polizia e dalla sua gioia per la sua distorta comprensione della vita e della morte, la follia di Joker, il suo rapporto contorto con Batman e la sua volontà di fare cose che qualsiasi persona sana di mente troverebbe mostruose.

Fonte: [Comicus.it e newsarama.com]

 

 

Come è stato festeggiato Batman per i suoi 80 anni

Era il 1939, e mentre l’Europa si stava pericolosamente incamminando sulla china che l’avrebbe portata a dare il via alla Seconda Guerra Mondiale, esattamente 3 mesi prima che la Germania di Hitler invadesse la Polonia, negli Stati Uniti veniva pubblicata la prima storia a fumetti di Batman: l’Uomo pipistrello non è il supereroe più vecchio di tutti (Superman ha un anno più di lui), ma è sicuramente uno dei più “anziani”, anche se ad andare in pensione non pensa proprio. Nonostante che quest’anno compia ben 80 anni.

La prima apparizione del Cavaliere oscuro risale al numero 27 della rivista a fumetti “Detective Comics” (Dc, da cui deriva il nome della casa editrice che ancora oggi ne pubblica le avventure): fra le pagine di quel ricercatissimo albo, che oggi vale circa 1,5 milioni di dollari, appariva quello che allora si chiamava “The Bat-Man” e che nel giro di 8 decenni è diventato una vera e propria icona della cultura pop , declinata in libri, graphic novel, magliette, cappellini, film, cartoni animati, tazze, ciabatte, mutande, calamite, portachiavi e così via.

Le origini del mito di Batman
La storia dell’Uomo pipistrello, creato da Bob Kane e Bill Finger, è abbastanza nota: sotto al costume si nasconde Bruce Wayne, scapolo impenitente e miliardario (nel 2012, Forbes ha stimato che la sua fortuna si aggirerebbe intorno ai 12 miliardi di dollari), i cui genitori vennero uccisi da un rapinatore quando lui era solo un bambino. Da lì la promessa di combattere i criminali e rendere la città di Gotham (una versione alternativa di New York) un posto più sicuro. Wayne, che secondo le stime nei fumetti avrebbe circa 30-35 anni, è uno dei pochi supereroi senza superpoteri: “compensa” questa mancanza con un’intelligenza decisamente superiore alla media, un allenamento fisico al limite dello sfinimento e soprattutto un’ampia serie di gadget e armi hi-tech che sviluppa e produce lui stesso, appunto grazie alla sua sterminata ricchezza.

I fumetti da non perdere per conoscere Batman
L’Uomo pipistrello compare in un gran numero di serie, compresa l’originale “Detective Comics” (pubblicata pressoché ininterrottamente dal 1937 a oggi), ma è nelle cosiddette “miniserie”, negli albi singoli o nelle graphic novel che è possibile conoscerlo al meglio e avvicinarsi al personaggio anche senza averne mai letto. Soprattutto partendo dal materiale pubblicato negli anni Ottanta, che porta la firma dello sceneggiatore e disegnatore Frank Miller. Batman veniva da due decenni di storie “scanzonate”, meno dark e in qualche modo meno “preoccupanti” per i genitori dei ragazzini che volevano i suoi fumetti: un escamotage che ne aveva in parte risollevato le vendite, ma lo aveva anche snaturato rispetto alle origini. Questo sino al 1986 e al 1987, quando vennero pubblicate due storie che contribuiranno a ridefinire per sempre il personaggio, facendolo tornare cupo, violento e tormentato, più reale e dunque più apprezzabile (e finalmente apprezzato) dai lettori:
– prima, “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, che immagina cosa accadrebbe se Wayne smettesse di combattere i malviventi;


– poi, “Batman: Anno uno”, che ne rinarra le origini (nel cinema di oggi, sarebbe un “re-boot”).

Fra le altre opere impossibile non citare:
– “The Killing Joke”, scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland, che accende i riflettori sul rapporto strano e contorto che Batman ha con il suo più vecchio e pericoloso nemico, il Joker;
– l’incredibile “Arkham Asylum”, scritta da Grant Morrison e illustrata da Dave McKean, dove il “protagonista” è il manicomio di Arkham, in cui vengono rinchiusi i “super cattivi” affrontati e sconfitti da Batman;


– l’originale “Gotham by Gaslight”, realizzata da Brian Augustyn e Mike Mignola, che vede Batman in un universo alternativo, nel 19esimo Secolo, impegnato ad affrontare Jack lo Squartatore;
– l’arco narrativo di “Knightfall”, pubblicato tra il 1993 e il 1995 sulle testate “Batman” e “Detective Comics”, che culmina con il cattivissimo Bane che arriva a spezzare la schiena a Bruce Wayne , costringendolo sulla sedia a rotelle.

Batman sul grande (e piccolo) schermo
La deriva “buonista” dei fumetti degli anni Cinquanta e Sessanta è evidente anche nella prima trasposizione televisiva dell’Uomo pipistrello, che dal 1966 al 1968 è protagonista di una serie che porta il suo nome, trasmessa dal canale americano Abc e in cui a interpretare Batman e Robin c’erano gli attori Adam West e Burt Ward. Il telefilm era chiaramente rivolto ai bambini, con tanto di scritte onomatopeiche che comparivano sullo schermo a ricordare quelle dei fumetti e addirittura consigli per i giovani spettatori sull’importanza di allacciare le cinture di sicurezza, fare i compiti, mangiare verdure, bere latte e così via. Un prodotto molto politically correct ed “educato”, da cui nel 1989 e nel 1992 prese decisamente le distanze il regista Tim Burton per realizzare i bellissimi “Batman” e “Batman, il ritorno”, interpretati da Michael Keaton, con accanto un “super cast” composto, fra gli altri, da Jack Nicholson, Kim Basinger e (nel secondo film) Michelle Pfeiffer e Danny DeVito. Successivamente, dopo la parentesi delle pellicole firmate da Joel Schumacher, fra 2005 e 2012 è arrivata la trilogia di Christopher Nolan e Christian Bale: è stata molto apprezzata dalla critica e dal pubblico, ma per i “puristi” del Cavaliere oscuro, il “Batman” da ricordare è quello di Burton , cupo, camp e deliberatamente kitsch, perfettamente in scia con i fumetti di Miller, usciti pochi anni prima.

Come è stato festeggiato dalla Dc Comics
Nonostante che il giorno esatto del compleanno sia il 30 maggio (è in quel giorno di 80 anni fa che uscì il numero 27 di “Detective Comics”), la Dc ha deciso di “anticipare” i festeggiamenti con la pubblicazione di due volumi speciali:
– il 13 marzo, “Detective Comics: 80 Years Of Batman”, con copertina rigida, storie inedite e alcuni saggi sulla figura del Cavaliere oscuro;
– il 27 marzo, l’attesissimo numero 1000 di “Detective Comics”, un albo di 96 pagine di grande formato con un’avventura inedita di Batman scritta da Peter J. Tomasi e disegnata da Doug Mahnke.

Il post della Dc Comics su Facebook per celebrare Batman

Anche la RW Lion, la Warner e altri autori hanno aderito ai festeggiamenti

Romics 4-7 Aprile 2019 : Warner Bros. Entertainment Italia, DC Comics ed RW Lion, nel padiglione Movie Village della manifestazione hanno allestito tavole realizzate da artisti internazionali e italiani (in collaborazione con C’art Gallery), statue ufficiali, omaggi d’autore e installazioni.

Milano Design Week 2019 dal 20 al 26 Aprile 2019 ha presentato una Mini versione Clubman total black dedicata al Cavaliere Oscuro. Siete curiosi di vederla? Cliccate qui.

Napoli Comicon 25-28 Aprile 2019: Presso lo stand RW Lion è stato messo a disposizione il servizio filatelico temporaneo per l’annullo del francobollo con il timbro speciale realizzato esclusivamente per gli 80 anni di Batman.

A maggio 2019 il settimanale Film Tv ha celebrato gli 80 anni di Batman con una fantastica copertina del maestro Carmine Di Giandomenico.

La rivista Linus, con l’edizione del mese di Maggio 2019 omaggia una storica copertina di Bob Kane con la reinterpretazione della stessa da parte del disegnatore Sergio Ponchione (da noi intervistato per l’occasione).

Etna Comics dal 6 al 9 Giugno 2019, per festeggiare gli 80 anni di Batman, ha invitato il disegnatore Neal Adams.

La DC Comics in collaborazione con Warner Bros., dal 28 giugno al 10 settembre 2019, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (in via San Vittore 21) ha organizzato la mostra “Batman: 80 Years of Technology“. La stessa è stata aperta di nuovo al pubblico nel mese di Ottobre 2019.

Giffoni Film Festival a Salerno, il 26 luglio in collaborazione con Warner Bros. e DC Comics celebra il cavaliere oscuro con una masterclass dal titolo #Batman80 – Il Mito del Cavaliere Oscuro e la trasmissione in anteprima nazionale Batman: Hush.

RW-Lion sta pubblicando 9 albi in edizione speciale, a partire dal numero 55 del quindicinale Batman e negli otto numeri dispari successivi, al cui interno potrete trovare altrettanti poster che celebrano il Cavaliere Oscuro e il suo mondo. Il retro di ogni poster, inoltre, andrà a comporre l’immagine celebrativa ufficiale scelta per festeggiare gli 80 anni di Batman. Questi albi avranno anche uno speciale inserto di 24 pagine, che rievocherà le storie più belle e significative mai scritte sul personaggio, in un’apologia unica a lui dedicata.

Sabato 21 Settembre 2019, in occasione della contemporanea accensione del Batsegnale in 12 città del mondo, la Warner Bros. Ent. Italia e RWLion hanno creato un piccolo party per l’occasione presso l’hotel NH di Piazza Cinquecento a Roma. Qui potete trovare il nostro articolo dedicato.

Domenica 22 Settembre 2019, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, i visitatori hanno potuto intraprendere un affascinante ed emozionante viaggio nella storia dell’uomo pipistrello.

In occasione del Batman Day, Batman Crime Solver, vi ha regalato:

la traduzione ( redatta da Marco Piva) di 5 (cinque) fumetti che fanno da prequel al film Batman v Superman, scritti da Christos N. Gage e disegnati da Joe Bennett, e che sono dedicati a figure chiave del film come Superman, Batman, Lois Lane, la senatrice Finch e Lex Luthor. Qui potete trovare i fumetti da leggere;

un fumetto home made dal titolo L’eco di un’anima con i disegni di Max Moda. Qui potete scaricare il fumetto;

una cartolina speciale disegnata da Paolo Spadot. La potete trovare qui;

una serie di clip video in cui autori del fumetto, blogger e altri fanno gli auguri a Batman. Qui trovate la raccolta.

20 fatti su Batman che forse non conoscete

Terra di Nessuno – Parte Uno

Batman & Gotham City. Dov’è che finisce l’uno ed inizia l’altra? E’ stata la città con le sue strade brulicanti di crimine e disperazione, ad uccidere il fanciullo Bruce Wayne, la sera in cui vennero assassinati i suoi genitori, e creare Batman. Il pipistrello è la sua città e ne rispecchia le ansie e le paure. Il suo olfatto è ormai avvezzo all’odore asettico della follia che si respira nel manicomio criminale Arkham. Ed anche la sua mente ne porta i segni evidenti. Ma cosa succederebbe se la città improvvisamente cambiasse? Cosa ne sarebbe di Batman se il suo territorio fosse completamente stravolto e se il suo “modus operandi” divenisse d’un tratto obsoleto o, addirittura, inutile? Riuscirebbe l’uomo pipistrello ad adattarsi alla nuova situazione? Sono queste le domande a cui risponde Terra di Nessuno (“No Man’s Land”), una delle più interessanti storyline della lunga storia di Batman. Pensate a Gotham City bersagliata da epidemie e folli criminali. Immaginatela totalmente distrutta da un devastante terremoto e lasciata dal governo USA in balia di sè stessa, come una “zona di guerra” senza legge nè diritto, da cui è impossibile uscire ed in cui non è permesso entrare, come nel cult movie “1997: Fuga da New York”. Ed ora riflettete un attimo sulla situazione degli abitanti che hanno deciso di non abbandonarla per affetto, debolezza, avidità o disperazione, pur sapendo di dover lottare ogni giorno per la sopravvivenza, in un luogo dove una mela vale quanto un diamante. Questa è la nuova Gotham, la Terra di Nessuno, e con essa è arrivato un nuovo Batman. Qui trovate un raffronto tra Batman Begins e i fumetti con uno specifico riferimento anche a Terra di Nessuno.

Il percorso verso la “Terra di Nessuno” (TdN da ora in poi) ha coinvolto nell’autunno 1998 tutte le testate di Batman e anche qualche titolo a esse collegate, tra cui Azrael: Agent of the Bat. La Play Press ha pubblicato un volume dal titolo 1999: Fuga da Gotham City in cui ha raccolto gli albi più significativi della lunga storia preparatoria alla TdN raccontando cosa è accaduto negli albi originali di Detective Comics nn. 727, 728, 729, Batman Chronicles n. 15 e Azrael: Agent of Bat nn. 47, 48, 49.

Nel n. 47 di Azrael: Agent of Bat, uscito negli States come flip-book abbinato a Shadow of the Bat n. 80, Batman assegna ad Azrael un incarico molto delicato: andare a Washington per proteggere il senatore Esterbrook Halivan, l’unico uomo politico che si è schierato a favore di Gotham City e che cerca di evitarne il confinamento. L’albo è anche un’occasione per narrare le origini di Nicholas Scratch, la popstar criminale che, mescolando politica, concerti rock e satanismo, è diventanto il principale protagonista della caduta di Gotham. Scratch agisce con il supporto di una banda di tirapiedi mascherati da demoni, molto coreografici ma non certo all’altezza del loro boss. La missione di Azrael, c’era da aspettarselo, non va a buon fine e il coraggioso senatore finisce per essere strangolato proprio dalle mani di Seratch. Ai testi Dennis O’Neil per le matite di Roger Robinson.

Nel frattempo in Detective Comics 727 prende il via la storyline in tre parti “Lotta o Fuggi” (Fight or Flight) scritta da Chuck Dixon, disegnata da William Rosado per le chine del veterano Sal Buscema. Protagonisti sono Nightwing (alias Dick Grayson, il primo dei tre Robin che hanno affiancato Batman, oggi eroe autonomo) e Robin (alias Tim Drake, il terzo Robin che ha debuttato ufficialmente in Detective Comics 457 nel dicembre 1990). I due agiscono in una Gotham, al momento, priva di Batman e il Commissario Gordon che medita di andarsene. Il cattivo di questo primo episodio, intitolato “Nido di Vipere” (Nest Vipers), è il fiammeggiante mercenario Firefly, che, com si dice in gergo, aiuta Gotham City per la discesa appiccando incendi dappertutto in una città già semidistrutta. Il team Nightwing/Robin si da un gran da fare per limitare i danni e anche per tentare di salvare lo stesso Firefly dalle fiamme. Firefly muore comunque, il suo mandante (Nick Scarath) non se ne preoccupa più di tanto e già pensa a creare ulteriore caos con la sua gang. Infatti la cospirazione contro Gotham prosegue inarrestabile. Azrael (siamo al n. 48 della serie) viene incastrato da Scratch e accusato quindi dell’omicidio del senatore Halivan. In Detective Comics 728, “Caos al quadrato” (Chaos Squared), sempre Nightwing e Robin sugli altari e altri due scagnozzi di Scratch entrano in scena: il Dinamitardo e Tumulto. Il primo tenta di distruggere il ponte più lungo di Gotham a colpi di candelotti di tritolo ma dopo sei-pagine-sei il suo tentativo è già finito mentre il secondo, armato di un enorme martello pneutmatico, si impegna a demolire quel poco di sano che è rimasto nelle strutture urbane della città cominciando dal Palazzo Federale. Tumulto qualche danno lo fa e regge un pò più la scena del Dinamitardo ma, dopo un combattimento nei sotterranei con Nightwing e Robin, finisce schiacciato dalle macerie da lui stesso provocate. Aldilà delle sequenze d’azione è importante come piano piano si è delineato il ruolo che Commissario Gordon avrà in TdN. Il trimestrale Batman Chronicle è una bella collana antologica di racconti autoconclusivi che rappresenta per il Batman Universe sia l’occasione di presentare nuovi talenti sia l’opportunità per autori noti di cimentarsi occasionalmente con l’Uomo Pipistrello. Il n. 15 di questa serie, uscito in USA nell’inverno 1998, ha avuto come filo conduttore proprio la saga di “1999: Fuga da Gotham City” (Road to No Man’s Land), con tre storie team-up, ovvero quelle che presentano la collaborazione tra due eroi. La prima avventura, “Volontà e Potere” (Will to Power), scritta da Kelley Puckett per i disegni di Joe Staton e Bill Sienkiewicz, abbina Batman a Lanterna Verde. Batman si infiltra sotto mentite spoglie in una organizzazione criminale che cerca di trarre profitto da tutto il caos che regna a Gotham e Lanterna Verde, inconsapevolemnte, si trova a recitare il ruolo del guastafeste. Il Cavaliere Oscuro, con maniere più o meno buone, cerca di tenerlo fuori dalla vicenda.

La seconda storia, “Tra le stelle” (Between Stars above and below) presenta Man-Bat e Oracolo genio del computer, alias Barbara Gordon ex Batgirl ora relegata su una sedia a rotelle a causa del Joker (The Killing Joke, 1988 di Alan Moore e Brian Bolland). La trama assume toni poetici ed ha il suo culmine nel volo sulla città che il Pipistrello-Uomo compie con Oracolo in spalla, dopo averla salvata da un’aggressione. Marco Palmieri scrive e James A. Hodgkins disegna.

L’albo si chiude con “Una risposta tra le macerie” (An Answer in the Rubble), una six-page story dello scrittore Greg Rucka, da li prossimo sceneggiatore di alcuni episodi di TdN, che schiera La Cacciatrice e Question, uno dei più misteriosi e intriganti eroi del DC Universe, in una vicenda che ruota intorno al mercato nero dei medicinali. Rucka come tutti sappiamo ha classe. In queste sei pagine ne ha dato un piccolo saggio ai lettori anche in questo mini albo.

Lo speciale Terra di Nessuno entra nel vivo la prossima settimana regalandovi i dettagli di questi albi di cui vi abbiamo appena parlato.

 

Batman: Going Sane

Dopo aver scelto di interpretare un ruolo da protagonista nell’oscuro palcoscenico di Gotham, è possibile abbandonare la recita? Si ci può spogliare della propria armatura, stuccarsi e togliersi la maschera per concedersi il lusso di “diventare umani”?

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero

In Going Sane* Batman e Joker si trovano davanti a questi interrogativi. Ne derivano due viaggi paralleli, due percorsi verso una guarigione, un risanamento mentale e spirituale. Due strade che sono destinate a prendere direzioni opposte dopo l’ennesimo fatale incontro. Questo perché, come ci ha insegnato The Killing Joke, il Cavaliere Oscuro può aggrappasi a un debole fascio di luce per sfuggire all’abisso, mentre il pagliaccio del crimine è sempre destinato a rimanere ad Arkham, tra le sue carte e i suoi trucchi di scena.

 

Il primo atto di questo dramma si apre all’insegna dell’eterna lotta tra caos e ordine. Il Joker ha colpito al cuore una delle poche oasi di tranquillità della metropoli, seminando panico e distruzione. L’arlecchino ha esposto crudelmente la fragilità di una pretesa di “normalità”, di innocenza in una città così corrotta. Poco dopo il suo attacco, alcuni residenti decidono di saccheggiare dei negozi rimasti incustoditi, ma Batman li ferma: se commettessero un crimine, regalerebbero un’ulteriore vittoria al Joker. Come ne Il cavaliere Oscuro di Nolan, i due avversari si trovano a combattere per l’anima di Gotham, sfidandosi sulla sottile linea che divide il bene dal male.

Batamn – Il Cavaliere Oscuro

Questa volta, però, l’eterna battaglia tra il bianco e il nero è destinata a subire una svolta inaspettata: Batman sembra cadere vittima di un’esplosiva trappola mortale. Dopo aver “ucciso” l’eroe cosa resta da fare alla sua nemesi? Joker, come Megamind, si trova alle prese con questo dilemma e con l’inevitabile crisi esistenziale che deriva dalla consapevolezza di aver appena perso la propria raison d’être:

Ci sono riuscito, ma cosa ho fatto esattamente? So che devi colpire il pubblico, ma dopo che sono morti… sei bloccato. Se non c’è nessuno là nell’oscurità per cui recitare… qual è lo scopo? Se non c’è un Batman da far impazzire, allora che senso ha essere pazzo?

 

 

Entriamo così nel vivo del secondo atto. Ora che non sente più il bisogno di “esibirsi”il criminale può diventare di nuovo umano e credere nel sogno americano che ha sempre negato, nella tranquilla serenità delle illustrazioni di Rockwell e delle vecchie commedie. Joker si lascia alle spalle la follia, la sua vecchia identità, l’aspetto da clown e il crimine. Assume il nuovo “ruolo” di Joseph Kerr e incontra Rebecca, una delle donne che svolgono un ruolo chiave in Going Sane. Inizia così una parentesi romantica dove nuvolette rosa, stridono con i ricordi che lottano per riaffiorare, con immagini di pipistrelli e di demoni che sorridono: l’affabile e innamorato Joseph rischia di diventare di nuovo un mostro.

Sketch di Luca Maresca dedicato alla nuova immagine del Joker.

Nel terzo atto scopriamo finalmente cos’è successo al Cavaliere Oscuro. Anche lui ha incontrato una donna, la dottoressa Lynn Eagles, che gli ha permesso di mettersi a nudo, di togliersi la maschera. Lynn non guarisce solo le sue ferite fisiche, ma anche quelle spirituali: lo aiuta a riscoprire la parte di sé che ha sepolto dopo la morte dei suoi genitori, gli concede una parentesi di pace e gli ricorda il senso della sua missione. Questa donna, come lui, è stata vittima della violenza di Gotham, ma è sopravvissuta e si è dedicata agli altri. Grazie a lei, Bruce, che sentiva di stare per trasformarsi in un demone, di stare rischiando di cedere alle tenebre, si riappropria del suo ruolo di angelo custode, di protettore degli indifesi.

Purtroppo, c’è sempre un prezzo da pagare per ritornare sul palcoscenico: si deve tornare a indossare il costume e sacrificare la propria umanità. Inoltre, per un crudele contrappasso, se uno degli attori principali torna alla ribalta anche il suo antagonista deve seguirlo. Come in Batman #52, anche in Going Sane i due storici avversarsi, anche quando sembrano avere l’opportunità di lasciare il loro ruolo, non possono sottrarsi al loro destino. Una danza macabra in cui l’uno non può vedere chiaramente l’altro, capirlo, nemmeno quando i due poli opposti si avvicinano. Le tenebre sono sempre lì in agguato e le acque torbide sono sempre destinate a reclamare Joker che non può, non vuole credere, nel tenue raggio di luce che salva Batman. Una volta attraversata la linea, non c’è più ritorno: non si può sfuggire alla propria maschera.

*Batman: Going Sane, testi di J.M. Dematteis e disegni di Joe Staton, Paperback, DC Comics, 2008. (Ho tradotto liberamente il testo della mia edizione, comprata durante un viaggio a Londra: non ho potuto resistere al richiamo di una fumetteria che aveva per insegna il Bat-segnale). Edizione italiana: Le leggende di Batman 25,Play Press (Ed. Originale: Legends of the Dark Knight #66-#68)

Chi è Batman per i lettori di Batman Crime Solver

Il personaggio creato nel 1939 da Bob Kane e Bill Finger è un “supereroe” nato sulle pagine dei fumetti un po’ sopra le righe.
Infatti Batman non è la maschera sotto cui si cela il miliardario Bruce Wayne. Semmai è il contrario. La vera indole del personaggio è l’uomo pipistrello, mentre la sua copertura è il miliardario di Gotham City, erede di una ricca famiglia, i cui genitori sono stati assassinati sotto i suoi stessi occhi nel vicolo di Crime Alley dopo aver visto al cinema Il segno di Zorro.
Joker:… [punta la pistola a Bruce] Dimmi una cosa amico mio. Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?
Bruce: [confuso]…Cosa?
Joker: Io lo chiedo sempre a tutte le mie vittime… Sarà perché me ne piace il suono! Ah!

Sì, perché Batman non è l’eroe buono e positivo, ma è genesi riflessa di una crudeltà a cui ha assistito e che ha modificato in maniera indelebile la sua psiche.
La scelta del pipistrello, animale notturno, non è casuale. Rispecchia al meglio l’oscurità che è insita in lui e il superamento di una sua paura profonda e radicata, quella dei pipistrelli, appunto.
Batman rappresenta in maniera concreta la parte oscura dell’uomo, quella che nessuno vuole vedere, né manifestare. Raffigura il conflitto con questo lato oscuro dopo il quale si esce rafforzati, animati da un nuovo spirito interiore. Un lungo viaggio purificatorio dentro la parte di ognuno di noi di cui neghiamo l’esistenza, al termine del quale ci si trova di fronte a qualcosa di prezioso.
Un viaggio personale, individuale, dettato nel caso di Bruce Wayne dalla volontà di affrontare e superare il senso di impotenza e responsabilità per la violenta morte dei genitori.
“La mia vita è… complessa.” (Wayne/Keaton, nel Batman di Burton)
Michael Keaton interpreta Batman

Michael Keaton interpreta Batman

Batman è un eroe diverso nell’anno della sua nascita. Di giorno è un facoltoso uomo d’affari, a metà tra il filantropo e il playboy, di notte è quello che è veramente, un uomo senza superpoteri e con grandi tecnologie che combatte il crimine e le sue mostruosità, diventando così un simbolo di giustizia.
“Io cerco i mezzi per combattere l’ingiustizia, per volgere la paura contro coloro che la usano per depredare!” (Wayne/Bale, in Batman Begins di Nolan)
batman__the_dark_knight_risessfondi_wallpaper_the-dark-knight-rises-wallpaper.jpg
Il vero Batman è quello raccontato splendidamente e in maniera cupa e talvolta tragica sulle tavole di Frank Miller, fumettista e sceneggiatore di origini irlandesi, che ha saputo riprendere meglio di qualunque altro l’indole buia del personaggio che si era profilata nei primissimi lavori dello stesso Kane, soprattutto nel suo lavoro più celebrato, Il ritorno del Cavaliere Oscuro, attraverso la matita di David Mazzucchelli.
Un lavoro certosino che ridà nuova linfa all’uomo pipistrello e che anche dal lato tecnico introduce innovazioni degne di nota. C’è un nuovo modo di concepire le didascalie, ma in particolare una rigorosa suddivisione della tavola, alternata con spettacolari splash-page che rendono l’opera uno dei capolavori assoluti del fumetto mondiale.
Anche se Il ritorno del Cavaliere Oscuro (che vi regaliamo in download) è il lavoro più celebrato, se ci atteniamo all’analisi della psicologia del personaggio, certamente l’opera più significativa è Batman: Anno Uno.
Qui Miller, abbandonato il supereroe al crepuscolo nel precedente lavoro, ci riporta indietro nel tempo, al momento della nascita dell’uomo pipistrello. La storia viene raccontata attraverso i pensieri in prima persona di un giovane Bruce Wayne desideroso di vendicare la morte dei genitori, e di un commissario Gordon ancora nelle vesti di tenente, che appena trasferito nella città di Gotham si ritrova a dover affrontare nemici veri (malavita), presunti tali (Batman) e falsi amici (poliziotti corrotti) prima di consolidare la sua posizione. Gli eventi sono sempre datati e si svolgono da gennaio a dicembre a sottolineare che quello narrato è effettivamente il primo anno di vita del giustiziere mascherato. Un fumetto unico, in cui l’azione è confinata in secondo piano, preferendo l’approfondimento dei personaggi e lo scavare nella loro anima. Ampio spazio viene infatti riservato ai problemi interiori di Jim Gordon fra lavoro, etica e famiglia, e ai pensieri di Bruce Wayne alle prese con le sue prime esperienze nelle vesti di Batman. Un fumetto di non-azione, in cui i disegni traducono sentimenti e non atti.
“Le persone mostrano il vero lato di se stesse solo quando stanno per morire.” (Joker/Ledger, ne “Il cavaliere oscuro”)
jokerposterilcavaliereoscuro
Dalla carta, allo schermo. Il corrispettivo di Miller e Mazzucchelli, lo si riscontra in parte in Tim Burton e in maniera più decisa e significativa nei lavori di Christopher Nolan.
Riguardo al primo, bisogna dire che non è mai stato un fan del fumetto ma nel 1989 accetta comunque la sfida e convoca lo sceneggiatore Sam Hamm per scrivere la storia, ispirata ai fumetti The Killing Joke e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, avvalendosi della collaborazione dello storico creatore Bob Kane (Bill Finger riceverà il suo giusto credito a settembre del 2015).
Contrariamente a quanto farà poi Jonathan Nolan per Batman Begins, Hamm decide di dare il via alla storia nel momento in cui Batman è già una presenza nota a Gotham, e di giustificarne la nascita attraverso dei flashback esplicativi: “distruggi totalmente la tua credibilità se mostri il processo letterale per cui Bruce Wayne diventa Batman”, questa era la sua conclusione.
La scelta del protagonista cade su Michael Keaton, notoriamente attore da commedia e i fan non si dimostrano proprio soddisfatti della scelta dopo i nomi ventilati di Kevin Costner, Mel Gibson, Charlie Sheen, Harrison Ford e Dennis Quaid.
Ma evidentemente, Tim Burton ha le idee chiare sulla sua decisione. Keaton, porta sullo schermo un Batman più umano e nella storia d’amore con la reporter del Gotham Gazette Vicki Vale elimina la tipica misoginia dell’eroe che invece traspare dal fumetto e dai suoi amori perduti.
Ma in questa pellicola, a giganteggiare è la figura del Joker, interpretato alla perfezione da un enorme Jack Nicholson. Altra curiosità: il doppiaggio italiano del Joker è affidato alla inconfondibile timbrica di Giancarlo Giannini.
Anni dopo, ne Il Cavaliere Oscuro è il figlio, Adriano Giannini a doppiare lo sfortunato Heath Ledger.
Curiosità: il ruolo di Vicki Vale, dato poi a Kim Basinger, doveva essere interpretato da Sean Young che si ferì durante le riprese: si fece allora il nome di Michelle Pfeiffer, ma Keaton si oppose visto che aveva una relazione con la donna, l’attore temeva le critiche della stampa.
Ma Batman è comunque nel destino della Pfeiffer.
“Io sono Catwoman. Ascolta il mio ruggito… Miao!” Catwoman – Batman: il ritorno.
Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman nel film Batman il ritorno

Michelle Pfeiffer interpreta Catwoman nel film Batman il ritorno

Avrà poi modo di rifarsi nel sequel, Batman: il ritorno, dove interpreta una indimenticabile e sensuale Catwoman.
“Io rido solo esteriormente. Il mio sorriso è solo a fior di pelle. Se tu potessi vedermi dentro, io sto piangendo!!! Puoi unirti a me per il singhiozzo?” (Joker/Nicholson a Vale/Basinger, in Batman di Burton)
Incassi alle stelle e il personaggio dell’uomo pipistrello diventa la gallina dalle uova d’oro. Vari registi fanno a gara per accaparrarsi le produzioni successive. A proseguire il franchise è Joel Schumacher, con una serie di pellicole con scenografie colorate alla Gaudì facendo il verso alla divertente produzione kitsch degli anni ’60 interpretata nella calzamaglia da Adam West e culminata con il film culto del 1966 spin-off della serie, in cui compaiono lo stralunato Joker di Cesar Romero, la Catwoman di Julie Newmar e di Eartha Kitt nella terza stagione, senza dimenticare il divertente Pinguino di Burgess Meredith, l’allenatore Mickey della saga di Rocky.
Batman nei film diretti da Joel Schumacher ha perso la sua oscurità e bisogna aspettare il regista Cristopher Nolan per ripiombare nelle tenebre dell’eroe di Bob Kane e Bill Finger.
Nolan da spazio alle origini del personaggio e alla natura della sua doppia identità e per farlo decisero di ispirarsi alla celebre graphic novel Batman: anno uno di Frank Miller. Nasce così nel 2005 Batman Begins.
Alfred: “Perche i pipistrelli, signor Wayne?”
Bruce Wayne: “Perché mi fanno paura. Che li temano anche i miei avversari.”
Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

Bob Kane fu aiutato dallo sceneggiatore Bill Finger che, insieme con lui, pose le basi per una dettagliata biografia dell’Uomo Pipistrello.

Gotham City è priva di ogni aspetto surreale o fumettistico, è una metropoli moderna. C’è l’abbandono dei tratti pop in favore di una visione molto più realistica, con immagini cupamente poetiche e di forte impatto visivo, una delle caratteristiche principali delle opere di Nolan.
Niente più Bat gadget, ma attrezzatura militare tecnologicamente avanzata, niente più Batmobile ma un mezzo militare corazzato, niente più siparietti comici ma dialoghi ben costruiti che affrontano in maniera approfondita il tema della battaglia tra bene e male.
In tutta la triologia del regista Gotham è una città contesa tra il bene e il male, tra Batman e il Joker. La nuova versione della sghignazzante nemesi dell’uomo pipistrello (interpretata da Heath Ledger) è il fulcro della storia. Il Joker rappresenta l’inevitabile conseguenza dell’apparizione dell’uomo pipistrello a Gotham. È il simbolo della violenza e della criminalità. Non più uno stravagante pagliaccio dallo humour fatale, ma un astuto sociopatico, che capisce il legame tra Batman e Gotham e comprende che per battere la sua acerrima nemesi bisogna corrompere la sua città.
Christian Bale, così come l’ultima versione interpretata da Ben Affleck, è un Batman perfetto, a suo agio sia nelle scene recitate sia in quelle dinamiche, in grado, di mostrare il dualismo interiore con la sua doppia identità Bruce Wayne.
“Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.” (Gordon/Oldman, Il Cavaliere Oscuro).
Secondo Serena Bellocco, che fin da piccola è cresciuta con il classico cartone animato e i primi fumetti, piace perche’ “non e’ un supereroe .. E’ un personaggio talmente enigmatico quanto reale. Possiede una personalità’ forte ma combattuta… Cresciuto nel dolore ma nella ricchezza… Convinto di poter affrontare tutto da solo. Serena continua “Reputo che Batman sia la spiegazione e rappresentazione della realta’… Un po’ alterata e portata al limite.. Pero’ effettivamente avremmo bisogno veramente bisogno di un Batman e probabilmente anche di un personaggio come Alfred. Ma Serena, che ama la triologia di Nolan, ammira in particolare il personaggio del Joker. La follia umana e’ un tema che mi ha sempre affascinata”.
Alfred : Perché certi uomini non cercano qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare né dominare, non ci si ragiona né ci si tratta. Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo.
Alfred a Firenze
Simone Girardi invece ama Batman perché dimostra quanto un essere umano possa fallire e nonostante persegui una crociata che non potrà mai portare a termine comunque non molla mai. Il vero eroe. Ma quando gli chiediamo quale è la storia che ama di più risponde: “Ehhh, domanda da un milione di euro, considerando che ho letto tutto da Anno Uno in poi (quindi ahimè pochissimo prima di Batman #404) direi Hush per le storie in continuity e Il ritorno del cavaliere oscuro per le storie fuori continuity.
Menzione speciale: il ciclo della Terra di nessuno (compresi i suoi alti e bassi), storia in unico albo invece direi “Corsa Mortale” di Dini e Kramer se non ricordo male.
Ho imparato che non importa quale sia la storia, alcune cose non cambiano mai. Perchè anche quando non stanno parlando di me, lo fanno comunque. Perchè stanno parlando di Batman. Batman non accetta compromessi. Rendo questa città più sicura… dovesse anche esserlo per una sola persona… e mai… mai… rinuncio… o mi arrendo. A volte cado in battaglia. A volte muoio in grande stile, coraggiosamente, nel salvare la città da qualcosa che vorrebbe distruggerla. A volte è una morte piccola, paradossale, che passa inosservata… muoio salvando un bambino da un incendio, o affrontando un borseggiatore spaventato. Tutto cambia. Nulla resta uguale. Ogni amico mi tradisce, prima o poi, e ogni nemico diventa un’amante o un amico, ma c’è una cosa che non cambia: non mi arrendo mai. Non posso. Io sono Batman. Proteggo questa città. Salvo la gente. Indago sui crimini. Veglio sugli innocenti. Punisco i colpevoli. E lo capisco. Cioè, lo capisco davvero. La fine della storia di Batman è che è morto. Perchè, alla fine, Batman muore. Cos’altro dovrei fare? Ritirarmi e mettermi a giocare a golf? Non funziona così. Non posso. Combatto finchè non cado. E un giorno, cadrò. Ma fino ad allora combatto. (Batman: Cos’è successo al Cavaliere Oscuro?)
batman_anno_uno_edizione_assoluta
Giuseppe Minutoli paragona Batman ad personaggio della mitoligia greca: Ulisse. Secondo Giuseppe Gotham la sua Itaca. Esattamente come Ulisse dimostra come una mente ben fatta possa avere la meglio persino sugli dei.
Non è essere Batman che ti rende un uomo degno; è esattamente il contrario. (Batman of the Future: Il ritorno del Joker)
Batman of the Future (Batman Beyond) RW Lion

Batman of the Future (Batman Beyond) RW Lion

Massimo Silveri ne esalta doti e qualità perché è solo un uomo, con le sue qualità, coi suoi limiti, in lotta perenne con se stesso
Io ho dato un nome al mio dolore; e il nome è Batman. (Batman – Fumetto)
BATMAN 1
Alessandro Rossi in maniera più pragmatica risponde alla domanda “Perché è Batman”
C’è stato un tempo incontaminato, un tempo precedente. Esisteva la perfezione, l’assoluto adamantino. Come precipitano le cose, le cose sulla Terra. E ciò che cade, è caduto. (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Batman interpretato da Ben Affleck

Batman interpretato da Ben Affleck

Daniel Perini ci ricorda che il Crociato Incappucciato è un personaggio che “Non ha poteri e la fa sempre franca”
Alfred: Vuole entrare in guerra?
Bruce: Quel bastardo ha portato la guerra qui, da noi, due anni fa. Dio santo, conta i morti: migliaia di persone. E poi quante? Milioni? Lui ha il potere di spazzare via l’intera razza umana, e se c’è anche una probabilità su cento che sia nostro nemico la dobbiamo considerare un’assoluta certezza! E dobbiamo distruggerlo.
Alfred: Ma lui non è nostro nemico!
Bruce: Non oggi. Vent’anni a Gotham, Alfred… abbiamo visto le promesse quanto valgono. Quante brave persone restano? Quante non sono cambiate? (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Batman v Superman
Concludiamo con l’intervento di Giordano Bruno Bruce Tomei che ci racconta tutto qui:
Quando, in un tempo imprecisato che si perde tra i primi anni ’90, ancora bambino accesi il televisore e mi imbattei(quasi per caso) in un cartone animato dal tratto accattivante e dall’atmosfera noir (quella che diventerà la straordinaria “Batman: The Animated Series” anche grazie a doppiatori magistrali del calibro di Marco Balzarotti e Roberto Peroni) non potevo ancora sapere,cosa di lì a poco,sarebbe successo…
L’incontro con Batman: un evento tanto suggestivo quanto galvanizzante.
Nonostante l’impossibilità a seguire tutte le puntate del programma (cosa di cui me ne rammarico visto l’inaccettabile scelta della Warner Bros a non distribuire il cofanetto completo della serie in italiano) ogni qual volta mi era consentito rimanevo incollato davanti alla tv, subendo
la fascinazione per le avventure di un personaggio carismatico e oscuro diventato in poco tempo il mio eroe preferito.
Cosa mi piace del Crociato Incappucciato?
Decisamente impossibile affidarsi al dono della sintesi.
Bruce Wayne è una persona comune (non una divinità nè tantomeno un alieno) la cui natura è preda di un destino diviso tra luci ed ombre.
Si erge al di sopra delle leggi ma ne rappresenta la roccaforte; pur incarnando la notte è il faro della speranza di Gotham City; dispone di un conto miliardario e lo destina in buona parte
a orfani e indigenti; spirito di abnegazione, disciplina, rigore scientifico e investigativo sono le sue armi migliori.
Esiste, un punto di congiunzione tra il Cavaliere Oscuro e i suoi antagonisti, tale da amplificare la bellezza e la caratterizzazione psicologica dell’universo Batmaniano: l’ossessione.
Questa, come un filo passante riunisce a sè le perle, lega tra loro individui apparentemente distanti:L’Enigmista è ossessionato dal desiderio di dimostrare a Batman la sua superiorità celebrale, Hugo Strange da quello di scoprirne l’identità e prenderne il posto, Due Facce è ossessionato dalla dualità..etc.
L’elemento cardine, invece, in grado di distinguerlo e quindi consacrarlo alla gloria dei fans(presente!) è: l’Umanità, tra pregi e imperfezioni.
Non si ama un Self-Made-Hero del genere (diciamoci la verità) se non si arriva ad apprezzarne
i lividi, le ossa rotte, le paure e la costante lotta di un uomo per difendere se stesso e il prossimo da un crepuscolo, più buio del manto che indossa, rappresentato dalla violenza criminale.
Wayne e il suo alter-ego tratteggiano il tentativo coraggioso, disperato quanto meraviglioso
di mostrare a una società effimera, omertosa e dolente, una strada alternativa in grado di reintegrarne la dignità e i valori.
Si possono scegliere eroi più patinati e sorridenti oppure ci si può immergere a capofitto nelle atmosfere gotiche di una metropoli dove, tra la bruma della notte, un pipistrello governa il caos.
Da 28 anni a questa parte ho sempre optato per la seconda e…non ho nessuna intenzione di cambiare.
Bruce: Ancora al lavoro? Con la vecchiaia diventi lento, Alfred.
Alfred: Arriva per tutti, signor Wayne. Perfino lei è troppo vecchio per morire giovane. E non che non ci abbia provato. (Batman v Superman: Dawn of Justice)
batmang

Potete rivedere il vostro post originale facendo clic qui sotto. Grazie a tutti per aver partecipato e se lo desiderate continuate pure, leggeremo tutto!

Batman Confidential: Hai capito i tuoi diritti? (Recensione)

LO PUOI LEGGERE SU: Batman Cavaliere oscuro vol.4 (editore Mondadori) In cella con il clown che raccoglieva la storia di Kreisberg e Emergenza a Gotham di Campbell, Batman Confidential n.5 (Editore: Planeta De Agostini anno 2010), Batman Confidential. Vol. 5 Hai capito i tuoi diritti? (Editore RW-Lion anno 2016)

CONTIENE: Batman Confidential 22-25, 29-30 della serie originale USA

AUTORI: Andrew Kreisberg e Scott McDaniel

Una normale, sempre ammesso che ce ne sia mai stata una, giornata di lavoro alla centrale di polizia di Gotham viene sconvolta dall’entrata in scena del nostro amato pipistrello. Inizia così Hai capito i tuoi diritti?, la storia a puntate sceneggiata da Andrew Kreisberg e illustrata da Scott McDaniel, parte della collana Batman Confidential. Un album che ci riporta alle origini del Crociato Incappucciato, alle sue prime notti di ronda.

Batman ha catturato, per la prima volta, Joker ed è convinto che basti consegnarlo alla polizia per impedirgli di continuare a terrorizzare la città. Tragico errore. Nessuno ha ancora intuito quanto il pagliaccio sia pericoloso: i poliziotti lo scambiano per un criminale da strapazzo, un buffone con i capelli verdi e gli abiti vistosi, mentre Batman si sente ancora in colpa per quanto accaduto alla Ace Chemicals. L’eroe sa che dietro il ghigno del criminale si nasconde Cappuccio Rosso, l’uomo che non è riuscito ad afferrare in tempo. Portando il clown alla centrale, Batman innesca una fatale catena di eventi che porterà lui e gli agenti a confrontarsi con un virus letale, con la follia non priva di metodo del Joker.

In “Hai capito i tuoi diritti?”, Batman si trova a fronteggiare un’infezione mortale: il suo avversario è capace di sfruttare a suo vantaggio le debolezze degli altri, di manipolarli per continuare a uccidere anche da dietro le sbarre. Il primo a cadere vittima di questo demone della perversione è il detective Shancoe, un uomo problematico con un passato da alcolizzato: Joker si accorge subito della sua instabilità e, con una sola telefonata, riesce a strappargli quanto ha di più caro, la moglie. La sanità mentale di Shancoe va in frantumi e il poliziotto da “buono” si trasforma in un “poliziotto cattivo”, pronto a rivoltarsi contro il Crociato Incappucciato:

Tu hai portato questo virus in casa mia. Tu l’hai lasciato davanti alla mia porta. Tu ci hai infettati. Me e lei. Non si può estirpare una malattia. Si può solo… uccidere il portatore.

Una prospettiva rovesciata rispetto a quella presentata in Joker di Azzarello dove il pipistrello sembrava essere l’unico in grado di contenere l’infezione: Una malattia. Che esiste da prima di Gotham, la città che ha infettato (…) Ci sarà sempre un Joker. Perché non esiste cura. Nessuna cura. Sono nati prima i villain mascherati o l’eroe? È stata la comparsa in scena del vigilante a scatenare la follia dei criminali oppure la colpa è della città stessa? Sono domande che risuonano spesso nella mente degli amanti dei fumetti. In questo albo si ha l’impressione che Gotham sia un terreno fertile per il crimine e l’ossessione. La metropoli dove una sola giornata storta può bastare per varcare un confine senza ritorno.

La storia di Kreisberg risuona di echi sinistri, di richiami a The Killing Joke: Joker mette alla prova dei limiti, vuole che gli altri “diventino matti”, mentre il pipistrello cerca di entrare nella testa del suo nemico, di studiarne le mosse. Come in Anno zero di Snyder, anche in questo albo non ci è dato sapere nulla sull’uomo che ha indossato il Cappuccio Rosso. Anche quando Bruce, ricorrendo all’identità fittizia di Matches Malone, riesce a trovarsi faccia a faccia con il pagliaccio, non ottiene delle risposte. Joker si nasconde dietro una marea di espressioni, di smorfie, rese magistralmente dal tratto pulito ed espressivo di McDaniel e continua a restare un punto di domanda.

Eppure, nonostante tutto, il Cavaliere Oscuro non si dà per vinto: impara dalle sconfitte, non si lascia piegare. A renderlo così speciale è proprio la sua ostinazione, il suo desiderio di migliorare la città, di salvare anche chi sembra ormai irrimediabilmente perduto. La “malattia” non ha presa su Batman perché lui ha imparato a controllare il dolore, a trasformarlo in determinazione: una lezione amara, ma preziosa, che trasmetterà agli agenti di Gotham. Alla fine di una lunga lotta, ad aspettarlo ci sono dei vecchi e nuovi alleati, tra cui una giovanissima Barbara Gordon: gli altri eroi di Gotham, quelli capaci di sopravvivere alla città oscura e ai suoi demoni.

Recensione di:   Benny a.k.a. Unreliablehero

Il mio personale ricordo di Yvonne Craig

Ciao a tutti. Non avrei mai voluto scrivere queste righe, ma la vita, si sa è ciò che è: ha un inizio ed una fine. Nella notte di lunedì 17 Agosto 2015, nella sua casa nelle Pacific Palisades , all’età di 78 anni, si è spenta Yvonne Joyce Craig, la nostra interprete di Batgirl nella celebre serie tv anni ’60 di Batman. E’ morta a causa di un cancro al seno che si è espanso al fegato. Ve ne parlo in termini tristi, perché ho avuto il piacere di conoscere personalmente la sig.ra Craig ad Aprile del 2001 a Los Angeles durante una convention dedicata alle serie televisive. Era una signora allegra che certamente amava e sorrideva alla vita. Porterò sempre con me un ricordo così dolce e tenero di questa donna che all’epoca aveva 64 anni. Condivido nuovamente con voi le mie fotografie con lei e i suoi autografi. Ricordo che comprai presso il suo banco la foto in cui lei appare sulla sua Bat-moto e le chiesi di autografarmela.

batgirl_1

Lei, con il suo ancora splendido sorriso, mi chiese di dove fossi. Quando le dissi che venivo dall’Italia, lei mi disse che era stata a Roma e che amava fare colazione con cornetto e cappuccino ricordando perfettamente in lingua italiana il nome di questi due alimenti. Con lei ho avuto la fortuna di scattare un paio di foto e poi mi allontanai.

Batgirl yvonne_craig 1

 

 

Ricordo che ero la persona più felice del mondo. Non avrei mai pensato di averla potuta conoscere.  Durante  la convention ho trovato una persona che vendeva una videocassetta che conteneva bloopers e altre rarità della serie di Batman degli anni 60. Avrei mai potuto farmela sfuggire? Certo che no. Ho comprato la video cassetta che era in formato NTSC con la foto in copertina in cui appariva il mitico trio: Adam West e Burt Ward e proprio lei Yvonne Craig. Una volta fatto l’acquisto sono tornato al banco della sig.ra Craig che mi fece il suo autografo anche sulla copertina della videocassetta. Ora, quella anziana ma ancora bella signora, non è più con noi.

Una VHS contenente tante rarità della vecchia serie televisiva degli anni 60.

Una VHS contenente tante rarità della vecchia serie televisiva degli anni 60.

Proprio lei che quando nel 1988 uscì il fumetto Batman: The Killing Joke (che potete leggere qui) e vide il suo personaggio subire la tragica evoluzione ad opera del Joker che la costrinse su una sedia a rotelle, si dimostrò molto polemica nei confronti della DC Comics. Sono certo, che nel nostro immaginario, continueremo a pensarla ancora come la bellissima Marta, la schiava di Orione dalla pelle verde che interpreta nell’episodio della terza stagione di Star Trek Il sogno di un folle, oppure (ho appena visto il film di Guy Ritchie Operazione U.N.C.L.E.) come colei che aiuta a risolvere il mistero di un veleno che mette a rischio il cervello nell’episodio del 1965 The Brain Killer Affair dalla serie Organizzazione U.N.C.L.E. Ma certamente, per noi, inguaribili romantici e amanti del personaggio di Batman, rimarrà sempre la nostra Batgirl. Riposa in pace signora Craig, i tuoi fans non ti dimenticheranno mai.

Bruce Timm dirigerà un adattamento animato di The Killing Joke

Annunciati al San Diego Comic-con tre nuovi film d’animazione, tra i quali l’adattamento di Batman – The Killing joke

2.Batman - The Killing JokeJustice League: Gods and Men, l’ultimo film d’animazione prodotto da Bruce Timm, ha avuto la sua premiere di fronte a migliaia di ospiti del San Diego Comic-Con 2015. Ma essere i primi a poter vedere la radicale rivisitazione che Bruce Timm ha fatto della Justice League è stato solo uno dei regali che hanno ricevuto.

La Warner Bros. ha infatti rivelato che tre nuovi film ambientati nel DC Universe saranno lanciati nel 2016, incluso un adattamento di una delle storie cult dedicate al Cavaliere Oscuro e al principe pagliaccio del crimine: Batman – The Killing Joke.

La storica storia scritta da Alan Moore e disegnata da Brian Bolland che narrò una possibile (ma non necessariamente una veritiera) origine del Joker e che shockò i lettori con una cruenta scena in cui il folle clown sparò a Barbara Gordon paralizzandole le gambe è stata per anni una storia che i fan hanno desiderato vedere riprodotta in un film.

Oltra a questa classica storia di Batman, che Bruce Timm racconterà in un nuovo originale interpretazione, sono previsti altri due adattamenti. Sono infatti previsti Justice League VS Titans. e Batman – Bad Blood.

Qui potete scaricare il fumetto in attesa di comprare la versione cartacea.

Se desiderate ascoltare il fumetto recitato in lingua originale potete fare click qui:

Harley Quinn… già apparsa in tv…

Birds of Prey - Illustrazione

Birds of Prey – Illustrazione

La Warner Bros ha annunciato la sequenza di live action movies che porteranno sul grande schermo supereroi e supervillains della DC Comics in un universo condiviso e, nel frattempo che arrivano conferme e novità sui casting di alcuni tra i protagonisti e interessanti rumors su possibili ruoli e sulle trame di almeno una dozzina di film, noi di Batman Crime Solver facciamo un breve tuffo nel passato più recente della DC Comics in tv, in cui alcuni personaggi hanno già visto la luce.

Nel 1996 la DC Comics fa uscire un albo speciale che riscuote immediatamente il favore dei lettori di fumetti. Si intitola Black Canary/Oracle: Birds of Prey, l’autore è Chuck Dixon e racconta le avventure dei due comprimari favoriti dell’universo DC, uniti in una nuova alleanza per lottare contro il crimine. Dinah Laurel Lance (Black Canary) era reduce dalla chiusura della sua testata nel 1993 ed era “fuggita” a combattere il crimine con Green Arrow. Il destino di Barbara Gordon (Batgril/The Oracle), cambiato per sempre dopo l’albo di Batman intitolato The Killing Joke, in cui veniva ferita alla spina dorsale dal Joker e costretta su di una sedia a rotelle, era quello di fungere da “apripista”, con le sue apparizioni in altri albi DC, per una visione più matura delle supeeroine, viste come donne forti e autosufficienti. Il successo è immediato. Nel 1998 Bird of Prey diventa mensile (dal 2005 è stato scritto da Gail Simone) e dopo alcuni episodi il duo si trasforma in un trico con l’arrivo di The Huntress (La Cacciatrice), “sbattuta fuori” dalla Justice League of America dallo stesso Batman per i suoi metodi non troppo ortodossi…

Dal  fumetto al telefilm

Harley Quinn in Birds of Prey

Harley Quinn in Birds of Prey

E’ il 2002 e Warner Bros e DC Comics lanciano, sull’onda del successo di Smallville, il progetto Birds of Prey. I creatori della serie David Carson e Shawn Levy hanno messo insieme tutti gli elementi che sembrerebbero garantire il successo di un telefilm d’oggi: tre ragazze carine con diverso carattere e background, una buona componente di avventura e di azione, un po’ di misteri e di supercattivi il tutto mescolato (e non schekerato) in una veste piuttosto fashion. Birds of Prey prende spunto dalle vicende del fumetto modificando e aggiungendo particolari presi dai classici DC, di cui il più rilevante è sicuramente l’origine di The Huntress che nel telefilm è la figlia di Batman e Selina Kyle (Catwoman) come accade nell’universo pre-Crisis, mentre la Cacciatrice della continuity ufficiale dei fumetti è Helena Bertinelli, figlia di un boss della malavita di Gotham City. Per le origini di The Oracle viene mantenuta la storia di The Killing Joke, mentre scopriamo che il terzo componente del trio, Dinah Lance, in realtà è la figlia teenager della Black Canary del fumetto.

L’attrice Dina Meyer veste i panni dell’Oracolo. Supereroina sulla sedia a rotelle, hacker informatico, attraverso le sue infinite conoscenze tecnologiche nel campo della cibernetica e della progettazione di armi combatte il crimine dal suo rifugio nella torre dell’orologio di Gotham, città rimasta orfana del suo protettore storico Batman (autoesiliatosi dopo la scoperta della morte di Catwoman). Ad aiutarla nell’ardua impresa Ashley Scott che interpreta la Cacciatrice, giovane e potente supereroina, donna spietata in cerca di vendetta dopo la morte della madre, e Rachel Skarsten (che interpreta Dinah Lance) personaggio misterioso arrivato alla torre guidato da misteriose visione. Le tre sono coadiuvate nel loro lavoro dall’appoggio del detective Jesse Reese (l’attore Shemar Moore) che cerca di lavare l’onta di essere figlio di uno dei piu’ grandi criminali e spacciatori di droga di tutta Gotham, ma si dovranno scontrare con Harley Quinn (di giorno è la psicolaga Harleen Quinzell) e con il suo desiderio di tornare a dominare la città che ha eliminato il suo vecchio ed amato capo, il Joker. Un particolare da rivelare, che non tutti sanno è che dell’episodio pilota esiste una versione diversa da quella trasmessa in televisione (e inedita in Italia) dove Harleen Quinzell è interpretata da Sherilyn Fenn e non dall’attrice Mia Sara che poi ha realizzato tutti e 13 gli episodi. Il tutto si svolge per la precisione tra i vicoli di New Gotham la cui mappa stradale è identica a quella della città presente nella saga a fumetti Terra di Nessuno, che è anche il nome del locale per metaumani presente nella serie.

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 1

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 2

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 3

Birds Of Prey Harley Quinn Sadistic Lady pt. 4

Arrow Season 2 – Harley Quinn Deleted Scene Full

Harley Quinn Cameo in Arrow

Batman: The Killing Joke

Titolo: Batman: The Killing Joke
Autori: Alan Moore, Brian Bolland
Edizione originale: Batman: The Killing Joke (1988)
Edizione italiana: Batman: The Killing Joke (Play Press, 1997), I classici del fumetto vol.24: Batman (L’espresso/Panini Comics, 2003), Batman: The Killing Joke absolute (Planeta DeAgostini, 2009), DC Universe di Alan Moore (RW Lion, 2012), Batman: The Killing Joke absolute (RW Lion, 2013), Batman: The Killing Joke Basic (RW Lion, 2019), Batman: The Killing Joke absolute (RW Lion, 2019) stampato con la colorazione originale e quella più recente di Brian Bolland.

Batman The Killing Joke, si puo’ certamente affermare che e’ l’eccellenza del fumetto autoconclusivo raccolto in pochissime pagine. Mi permetto di consigliarne la lettura a tutti, anche a coloro che non necessariamente conoscono la cronologia di tutti i fumetti di Batman.

Credo che un buon conoscitore di comics, dovrebbe annoverarla nella sua libreria, perche’ e’ scritta da Alan Moore (V per Vendetta e Watcheman) e disegnata di Brian Bolland, che nell’edizione Assoluta edita nel 2009 della Planeta De Agostini ha “ricolorato” le tavole cosi’ come lui le aveva immaginate nel 1998, nonche’ ha aggiunto particolari visivi ai disegni originari, rivelandone una sua personalissima visione rispetto all’originale edito per la prima volta in Italia nella Collana Corto Maltese allegato al n. 1 del gennaio 1990.

Batman e’ l’unico vero difensore di Gotham City e in quanto tale, in questa storia, si sente solo e avverte, come non mai un senso molto forte di isolamento.


L’unico che puo’ capire cio’ che prova il Crociato Incappucciato e’ la sua nemesi: Joker. E proprio grazie a questa comprensione il nostro eroe ritrova la sua “normalita’” nel rapporto con il Clown, fino quasi a diventarne suo “amico”, per quanto paradossale possa sembrare, in questo giornalino si avverte proprio questa impressione. Infatti, proprio il racconto della storia svela le origini del Joker, introduce elementi che riguardano il background della sua tragica vita, in cui evidenzia il dramma della morte dei genitori del villain, fornendo ampio spazio e profondita’ a un certo “gioco” psicologico fino ad affrontarne la coscienza, gli istinti, le sensazioni. Finalmente, dopo anni in cui il Joker era considerato solo un acerrimo nemico, anzi l’irriducibile nemico per eccellenza, in questo fumetto Moore si domanda come sia divenato il “castigo” di Batman, come i due personaggi, che qui non si conoscono, possono arrivare ad odiarsi e allo stesso modo trovarsi come davanti ad uno specchio in cui da una parte c’e’ il riflesso di una persona che vive la vita con sani principi morali e l’altra che vive la vita come se fosse un gioco da forsennato e squilibrato. Cosa ha reso Joker così schizzoide, folle, malvagio, perverso? La risposta e’ semplice, ma alquanto veritiera: e’ bastata una giornata andata male che ha distrutto e deviato mentalmente il sadico ed eccentrico burlone.
« Tutto ciò che serve è una brutta giornata per ridurre l’ uomo più sano di mente alla follia. Ecco fino a che punto è il mondo da dove vengo io. Solo una brutta giornata. Hai avuto una brutta giornata, una volta. Ho ragione? So che è così. Posso dire. Hai avuto una brutta giornata e tutto è cambiato. Perché altrimenti ti vesti come un topo volante? »

Insomma il Joker ci appare come attraversato da lampi di umorismo sull’assurdità della vita…
Ma non vi raccontiamo altro, lasciamo siate voi a scoprire questa opera che entra negli annali di Batman.

Questa è l’analisi del fumetto del giornalista Alessandro Di Nocera, che ci fa piacere condividere.

A PROPOSITO DI “THE KILLING JOKE”

1) “The Killing Joke” è un ALBO ONE-SHOT pubblicato dalla DC Comics nel 1988. Autori, i britannici Alan Moore (sceneggiatore) e Brian Bolland (disegnatore), col fondamentale contributo, ai colori, di John Higgins (già autore della parte cromatica di “Watchmen”). In seguito, Bolland ha rinnegato i colori di Higgins provvedendo a rifare completamente la parte cromatica secondo una propria visione.

2) “The Killing Joke” NON E’ UN “ELSEWORLD”, non è cioè ambientato in un “universo parallelo” così come, per esempio, “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” o “Venga il Tuo Regno”. E’ invece INSERITO IN PIENA CONTINUITY e ciò che vi accade ha delle ripercussioni sull’universo narrativo principale di Batman e del DC UNIVERSE in generale.

3) La principale ripercussione è la trasformazione di Barbara Gordon – che in “The Killing Joke” viene gravemente ferita e violentata dal Joker – nella superhacker paraplegica ORACOLO, che diventa così il suo nuovo nome di battaglia dopo che la ragazza aveva indossato per anni il costume di BATGIRL.

4) In “The Killing Joke”, il Joker vuole dimostrare che basta una giornata storta per trasformare – così come accaduto a lui – un uomo in un pazzo scatenato. Per farlo cattura il commissario Gordon e lo pone di fronte alle terrificanti e oscene foto di sua figlia Barbara denudata e sopraffatta dal dolore. In questo modo vorrebbe scatenare (come accadrà in un film come “Seven”) l’ira e la follia di Gordon. Ma non ci riesce. Anzi, quando Batman interviene a liberarlo, il commissario intima al Cavaliere Oscuro che deve catturare il Joker rispettando le regole della legge. Il criminale, quindi, FALLISCE nel suo intento primario.

5) Nel corso della storia, il Joker afferma che la storia del suo passato e delle sue origini, così come li sta ricordando, potrebbe non corrispondere a quanto davvero avvenuto e che li trasforma di continuo nella sua mente.

6) Nel finale di “The Killing Joke”, Batman NON UCCIDE il Joker. La pagina conclusiva costituisce però un presagio di morte e di dissoluzione per entrambi.

7) Perché, vi state chiedendo? Perché il titolo “The Killing Joke” deriva da uno STORICO SKETCH dei MONTY PYTHON in cui si narra di una barzelletta talmente esilarante da uccidere chiunque la legga, la racconti e la ascolti, al punto da essere impiegata nella Seconda Guerra Mondiale come arma di distruzione di massa. Nel finale di “The Killing Joke”, il Joker racconta quindi a Batman LA BARZELLETTA CHE UCCIDE (che poi simboleggia l’assurdità della vita). Una barzelletta che arriva a suscitare l’imprevista ilarità di Batman (che ha una reazione simile a quella del nazista presente nello sketch dei Monty Python). Ma quella di Batman non è una risata libera. Ha impattato nella Barzelletta che Uccide: porta alla morte sia chi la dice che chi la ascolta. E così abbiamo una chiusura perfetta con ciò che afferma il Crociato Incappucciato all’inizio della storia (in sintesi: “Saremo destinati a ucciderci a vicenda”).

8) Lo sketch dei Monty Python ispirò anche il nome di una band britannica fondamentale per la scena post-punk e new wave: I KILLING JOKE. E’ probabile che sia stato JAZ COLEMAN – cantante e tastierista del gruppo – a fornire ispirazione per l’atteggiamento del Joker in “The Killing Joke”. Basta dare un’occhiata al videoclip della canzone “A New Day”. Da ricordare che Alan Moore, ai tempi, aveva frequentato quella scena musicale, collaborando coi Love and Rockets, nati dallo scioglimento dei Bauhaus.

9) Che in “The Killing Joke”, il Joker avesse deformato diversi aspetti del suo passato e delle sue origini – ricordate: lo one-shot è in continuity – viene svelato in una storyline del 2004 intitolata “PUSHBACK – RAPPRESAGLIA”, scritta dal misterioso sceneggiatore A.J. Lieberman, disegnata da Al Barrionuevo e inserita nella serie di effimera durata “BATMAN: GOTHAM KNIGHTS”, con cover di Lee Bermejo.

Qui il Joker spiega al PINGUINO che sua moglie era a conoscenza del fatto che avrebbe dovuto partecipare alla rapina allo stabilimento chimico dove – cadendo in un serbatoio di sostanze velenose – la sua pelle e i suoi capelli si sarebbero trasformati. Era stato lei a scongiurarlo di desistere, ma quando lui, convinto, aveva deciso di ritirarsi, i complici l’avevano rapita, costringendo il futuro Joker a partecipare al colpo. Dopo il fallimento della rapina e il tragico incidente del serbatoio, l’uomo era impazzito scoprendo che la moglie era morta nell’esplosione del palazzo in cui era tenuta prigioniera. La verità, tuttavia, era che la donna era stata uccisa con un colpo d’arma da fuoco da Oliver Hammet, un poliziotto corrotto. E involontario testimone dell’efferato omicidio era stato Edward Nigma, l’ Enigmista.

Noi qui sotto ve lo lasciamo scaricare per una versione dimostrativa, ma anche con la calda raccomandazione di comprare, se ancora non lo avete fatto, il fumetto in tutto il suo splendore.

(FUMETTI – ita) – Batman – The Killing Joke – DC

Qui invece, potete godere del fumetto recitato in lingua inglese.