BATMAN DAY SPECIAL 2019 – Un tributo ad Alfred ( Recensione )

BATMAN ANNUAL #3

BATMAN ANNUAL #3

Alfred Pennyworth è da sempre una figura fondamentale per la crociata del Cavaliere Oscuro. Non solo perché si occupa di tenere pulita e presentabile la lussuosa magione di casa Wayne, ma anche ( e soprattutto ) perché le sue conoscenze in ambito medico e militare lo rendono un alleato prezioso per l’Uomo Pipistrello.

Quando Batman è ferito e necessita di cure urgenti, infatti, il suo fido maggiordomo è sempre pronto a prestargli soccorso, ma il suo appoggio non si limita alle cure mediche. Fin da quando sono morti i suoi genitori, Alfred ha dovuto crescere il piccolo Bruce e aiutarlo a superare quel difficile momento, diventando di fatto molto più che un semplice inserviente, ma piuttosto una figura paterna e un punto di riferimento per il suo giovane padrone.

E proprio alla figura del padre fa riferimento il terzo Annual di Batman, intitolato La festa del papà, e presentato qui in Italia sull’albo speciale per il Batman Day 2019. Un racconto che esplora con delicatezza e senza troppe sviolinate l’intenso rapporto che lega Batman al suo maggiordomo, fondato su un’incrollabile stima e fiducia reciproca.

Probabilmente Bruce tende a dare un po’ troppo per scontato il fondamentale apporto di Alfred nella sua crociata e la sua totale dedizione alla causa, ma una nottata turbolenta ( una delle tante, per il Cavaliere Oscuro ) nella quale l’indomito maggiordomo correrà a salvargli la vita, mettendosi in gioco in prima persona, gli farà finalmente capire quanto possa essere faticoso e impegnativo servire un uomo come lui.

Lo scrittore ospite Tom Taylor imbastisce una sceneggiatura tanto semplice quanto efficace, senza particolari colpi di scena o trame intricate, bensì una classica storia dell’Uomo Pipistrello che mettesse però in risalto una figura che non sempre viene valorizzata a sufficienza, e troppo spesso rimane un po’ in sordina o nelle retrovie.

Alfred in realtà è un personaggio molto complesso e dalle mille sfaccettature, con un passato avventuroso ancora poco approfondito ( e a questo ci ha pensato la tv, con una serie di prossima uscita incentrata proprio sulle sue scorribande giovanili ). Merita dunque tutta l’attenzione possibile, anche dai futuri scrittori che si cimenteranno con il Pipistrello, in quanto ha sicuramente ancora molto potenziale a livello narrativo. La sua mente brillante e raffinata, unita all’acuto sarcasmo british che da sempre lo contraddistingue e una sensibilità fuori dal comune, fanno di Alfred un personaggio cardine della mitologia batmaniana.

Anche graficamente questo Annual si rivela convincente, grazie al tratto essenziale e cinetico di Otto Schmidt, a volte un po’ troppo grezzo e approssimativo, ma anche molto dinamico ed espressivo, per cui adatto ad un racconto “emozionale” come questo. Ne abbiamo parlato anche qui.

Quale modo migliore dunque di festeggiare il Cavaliere Oscuro, di cui proprio quest’anno ricorrono anche gli 80 anni di onorata carriera, che acquistando questo albo speciale per il Batman Day, insieme ai vari gadget a tema distribuiti dalla Lion a tutte le fumetterie aderenti all’iniziativa.

Long Live The Bat !

Voto: 7 ½

Marco “Spider-Ci” Novelli

Batman Annual #3: La festa del papà

Dal 12 dicembre 2018 nelle fumetterie statunitensi

Ci sono storie indimenticabili, che toccano il cuore dei lettori. Father’s Day di Tom Taylor e Otto Schmidt (DC Comics, 2018) è una di quelle. Basta un solo fermo immagine per riassumere l’atmosfera di questo one-shot: notte fonda, un uomo è sdraiato sul letto, insonne, in attesa della telefonata di suo figlio. È una scena evocativa, emotiva: credo che chiunque di noi conosca quell’ansia, l’angoscia che ti soffoca quando non sai se, dopo lo squillo tanto atteso, tirerai un sospiro di sollievo o se verrai precipitato nell’abisso della disperazione.

 

Quante volte la nostra felicità è stata determinata da una singola chiamata? Se avete dei figli, vi sarà capitato di aspettare con trepidazione la telefonata che vi confermava che il vostro pargolo era tornato a casa sano e salvo o che il suo aereo era atterrato. Nascite, lutti, incidenti o liete novelle: dietro la parola pronto, si nascondo tutte le incognite della nostra esistenza.

 

There was a call. One phone call. That’s all it took. One phone call and our lives were changed.

L’uomo disegnato da Otto Schmidt, quello che non può permettersi di addormentarsi, perché sta aspettando un responso, una sentenza, lo sa bene: lui è Alfred, l’instancabile, impareggiabile e ironico, maggiordomo di villa Wayne. Tom Taylor ci invita a sederci accanto a Pennyworth e a trascorrere due notti al suo fianco: la prima appartiene al suo passato, mentre la seconda è ancora tutta da scrivere. Il filo rosso che unisce questi due momenti è quello del telefono: l’araldo che ha portato e che riporterà l’oscurità di Gotham nelle stanze della magione.

Quando il padroncino Bruce era un bambino, Pennyworth aveva delle ambizioni che, probabilmente, lo avrebbero portato a lasciare la villa e a mettere su famiglia. Quei progetti sono andati in fumo nel corso di una sola notte. Una serata che i fan di Batman hanno rivissuto sino alla nausea. Abbiamo ancora nelle narici l’odore della cordite. Leco delle perle che cadono a terra, tingendosi di cremisi, risuonerà per sempre nelle nostre orecchie.

 Da allora la vita del maggiordomo non è stata più la stessa. Alfred ha messo da parte le sue aspirazioni per restare al fianco di un bambino sperduto in una casa che era diventata, all’improvviso, troppo grande e silenziosa. Pennyworth sperava di poter tenere il suo protetto al riparo dalle tenebre e dai mostri in agguato sia sotto il letto sia nelle vie della città. Invece, quel ragazzino è diventato tutt’uno con l’oscurità: l’ha abbracciata per poter riportare la luce nella tormentata metropoli. Bruce si è consacrato, come un cavaliere d’altri tempi, alla crudele dama Gotham. 

Notte dopo notte, Batman lascia il santuario di villa Wayne per intraprendere la sua queste, per sanguinare, lottare, cadere e rialzarsi. Intanto Alfred, lo scudiero che è molto di più di un semplice servitore, attende il suo ritorno e la chiamata che gli confermerà se l’ennesima battaglia contro il drago è stata vinta. Un’attesa straziante che richiede sacrificio e dedizione. Un compito ingrato.

Quella di Alfred è davvero una thankless task? Pennyworth paga un prezzo ogni notte, lo sappiamo bene: sia il fumettista Scott Snyder, negli ultimi numeri del New 52, sia gli autori del videogioco Batman: The Telltale Series hanno sottolineato quanto sia difficile restare al fianco del Cavaliere Oscuro. Di quanti fardelli puoi farti carico prima di andare in pezzi, prima di gridare per favore basta e di chiedere a un uomo inflessibile, inarrestabile, di rinunciare alla sua missione, di gettare via la maschera per te?

L’Alfred di Father Day nasconde la sua preoccupazione dietro sagaci frecciatine, perché sa che il suo protetto non ascolterà né rimproveri né consigli sensati. Di giorno si muove incessantemente: si occupa di tutte le faccende che Bruce tralascia per concentrarsi sulla sua missione. Quando calano le tenebre si ferma e trattiene il respiro in attesa dello squillo del telefono. La pressione a cui è sottoposto è intollerabile, ma lui si aggrappa a un singolo pensiero, a un faro nella notte: quante delle persone che ho incontrato oggi devono la loro vita a Batman? 

A fine lettura scoprirete se quella del maggiordomo è davvero unathankless task e saprete cosa è successo quando ha risposto al telefono. Avrete letto una storia diversa dal solito, incentrata sul rapporto tra un padre e un figlio (tranquilli, c’è anche un’epica scena d’azione). Uno one shot in cui sceneggiatura e disegno lavorano in sinergia per dare il massimo risalto alle emozioni. Taylor si è focalizzato sulla psicologia, sulla caratterizzazione dei personaggi: il suo copione è convincente e ben strutturato. Invece Schmidt ha reso in maniera magistrale espressioni e gesti.

 

Se siete alla ricerca delle lettura perfetta per celebrare la Festa del papà, l’avete trovata: Batman Annual #3 è il fumetto che fa per voi. Questa storia ci ricorda che l’essere padre non ha nulla a che fare con i legami di sangue: è una scelta, un impegno, una promessa che ti lega al filo di un telefono e, soprattutto, al cuore di un’altra persona. Auguri a tutti i papà, a tutti coloro che sanno cosa vuol dire mettersi nei panni di Alfred.

Redatto da:  Benny a.k.a.  seguite anche il suo blog cliccando qui Benny a.k.a. Unreliablehero