Batman v Superman: e se ci fossero stati Keaton e Reeve?

Solo qualche giorno fa, vi avevamo annunciato che la casa d’aste Nate D. Sanders Auctions ha messo all’asta i costumi indossati da Christopher Reeve per interpretare Superman nell’omonimo film del 1978 e da Michael Keaton nel film “Batman Returns”.  Un finto trailer su Youtube prova a immaginare se, al posto di Ben Affleck e Christopher Reeve, in Batman v Superman: Dawn of Justice ci fossero stati Michael Keaton e Christopher Reeve, storici interpreti dell’Uomo Pipistrello e dell’Uomo d’acciaio. Nel video anche Lynda Carter come Wonder Woman e Gene Hackman nei panni di Lex Luthor.

Batman v Superman: Dawn of Justice, il film che ha messo faccia a faccia i due supereroi della DC Comics per antonomasia, ovvero l’Uomo Pipistrello e l’Uomo d’acciaio, ha riscosso un enorme successo al botteghino, accontentando anche i fan dei due personaggi.

Qualcuno, però, deve essersi fatto prendere dalla nostalgia, perché su Youtube è stato pubblicato un finto trailer che reimmagina il film non con i suoi due effettivi protagonisti, ovvero Ben Affleck ed Henry Cavill, bensì con due interpreti storici di Batman e Superman.

Stiamo parlando di Michael Keaton, protagonista delle due pellicole su Batman dirette da Tim Burton, e Christopher Reeve, il compianto interprete del più celebre Superman cinematografico. Il finto trailer attinge a scene dei loro film, per cercare di immaginare un ipotetico scontro tra titani.

Nel video pubblicato su Youtube compaiono anche Gene Hackman, interprete di un memorabile Lex Luthor, e Lynda Carter, nota ai più nei panni di Wonder Woman nell’omonima serie tv. Al posto del temibile Doomsday, invece, è stato riesumato un vecchio nemico di Superman, ovvero l’Uomo Nucleare.

 

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Batman V Superman: sfida di gadget su ebay

In attesa dell’uscita del film diretto da Zack Snyder il 23 marzo 2016, i due supeeroi si sfidano a colpi di gadget su eBay.

Tra i dati più curiosi vi è l’album n.10 dell’Uomo d’acciaio del marzo 1939 venduto per 66.631 euro. Cifra nettamente superiore ai 54 mila euro per un’edizione del fumetto di Batman del 1940. Ma chi ha vinto in termini di volumi di vendita la tenzone tra i due supereroi protagonisti dell’atteso cinefumetto Batman V Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder, con Ben Affleck e Henry Cavill? Dalle edizioni più rare dei fumetti alle action figure ai videogiochi e ai costumi, tra i fan statunitensi del Cavaliere Oscuro e dell’Uomo d’acciaio primeggia senz’altro, per la quantità di gadget acquistati su eBay, il primo paladino. Sono almeno il 128% in più, infatti, i memorabilia di Batman venduti sul sito rispetto al collega precipitato sulla terra dal Pianeta Krypton.

Le stesse preferenze hanno gli appassionati italiani: i gadget di Batman superano per vendite quelli di Superman del 194%. Anche se il gap è meno marcato per quanto riguarda abbigliamento e accessori (+40%).

Mentre nella categoria giocattoli la supramezia dell’Uomo pipistrello è addirittura del 255%. Fino a oggi su eBay ci sono ben 221 mila articoli su Batman contro i 123 mila di Superman.

Eppure, se noi fan di Batman acquistiamo più oggetti, il record di spesa va all’eroe di Clark Kent: nel 2014 l’Action Comics n.1 è stato battuto su eBay per 3,2 milioni di dollari, cifra mai pagata prima di allora per un fumetto da collezione. Qui sotto potete ammirare alcuni gadgets del film Batman v Superman realizzati dalla Mattel (ne parlavamo già qui).

Batman v Superman - Mattel

Batman v Superman – Mattel

Batman v Superman: c’è ancora molto da sapere

Il 2016 inizia bene per noi fan DC Comics, infatti, come vi abbiamo anticipato gia’ su FB sono state rivelate le nuove t-shirt di Batman v Superman: Dawn of Justice, tra cui spiccano quella di Wonder Woman e della Lex Corp. Il marchio Merchoid ha ottenuto la licenza ufficiale per commercializzare i capi d’abbigliamento con le immagini del film. Oltre alla suddetta Wonder Woman e alla Lex Corp spiccano le immagini di Batman e Superman che, adagiate in stampa e in ‘falso rilievo su magliette, berretti e borse fanno veramente molto gola! Nella gallery che trovate sulla nostra pagina FB potete sfogliare le novità di cui vi stiamo parlando, che sono disponibili gia’ a partire da questo mese di sul sito di Merchoid.

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Riguardo al film, intanto arrivano nuove anticipazioni dal sito MYVUE.COM che rivela quanto vi riportiamo di seguito.
“Dopo la titanica battaglia contro il Generale Zod, Metropolis è stata rasa al suolo e Superman è diventato una delle figure più controverse del mondo. Se per alcuni è ancora un simbolo di speranza, per altri invece rappresenta una vera e propria minaccia per l’umanità, alla ricerca di giustizia per il caos che ha portato sulla Terra.

Dal punto di vista di Bruce Wayne, Superman è chiaramente un pericolo per la società. Un potere così grande, lasciato imprudentemente senza una guida, lo mette in guardia sul futuro del mondo, quindi indossa la sua maschera e il suo mantello per fare ammenda degli errori dell’Uomo d’Acciaio.

La rivalità tra i due è particolarmente accesa, alimentata da rancore e vendetta, e niente può dissuaderli dallo scatenare una guerra. Nel frattempo, si fa spazio una nuova e oscura minaccia: qualcuno che ha poteri più grandi dei loro, capace di mettere in pericolo il mondo e di causare la distruzione totale.

Lo scontro fra supereroi più atteso di sempre sta finalmente per arrivare al cinema, con un cast stellare che darà vita ai personaggi che tutti noi amiano.”

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Edizioni PLAY PRESS: Vent’anni di comics in Italia Parte 3: Sarà un lavoro per Superman

di Francesco Vanagolli (uno dei maggiori e migliori traduttori di materiale DC Comics in Italia) su gentile concessione del blog Fumetti di carta.

Quale appassionato di fumetti non ricorda l’evento degli eventi degli anni ’90 (e non solo)?
Sì, parlo proprio della morte di Superman, storia con cui, nel 1992, la DC Comics riportò l’Uomo d’Acciaio sotto i riflettori dopo anni in cui le sue storie erano state un po’ snobbate dal grande pubblico. Tutta la saga di morte e resurrezione ebbe un successo enorme, e fu la risposta della DC allo strapotere dei mutanti Marvel e della “Banda dei 7” che aveva fondato da pochissimo la Image.
Questo in America.
In Italia, Superman non lo leggeva più nessuno da anni. Finita la bella serie Cenisio nel 1984, gli appassionati italiani erano rimasti senza l’Azzurrone, e chi voleva leggerselo era costretto a comprarsi le uscite americane. Oppure, per un po’, si era sorbito le pubblicazioni Rizzoli: inserti staccabili pubblicati su CORTO MALTESE alla fine degli anni ’80 contenenti le storie di John Byrne e Marv Wolfman (e neanche tutte), quasi sempre senza copertine e con in appendice qualche pagina di opere complesse come WATCHMEN, che non c’entravano nulla.
Insomma, una tragedia.
E pensare che dal 1990 la Play Press aveva iniziato a pubblicare gli altri supereroi DC in una veste editoriale più degna… che peccato che proprio Superman, il primo e più importante, non fosse passato alla Play. Per non parlare di Batman! Proprio lui, popolarissimo grazie alla famigerata Batmania scoppiata nel 1989 grazie al primo film di Tim Burton, non aveva una sua serie.
Ma poi si arriva al 1993. Il contratto tra Rizzoli e DC per i diritti di Superman è in scadenza, e la Play si fa avanti. Il risultato? Durante l’edizione autunnale di Lucca nel 1993 esce il volume speciale LA MORTE DI SUPERMAN, prologo alla nuova serie dell’Uomo d’Acciaio targata Play Press. E Superman muore e ritorna allo stesso tempo.
I puristi non saranno contentissimi di avere un vuoto di 9 anni nella collezione, ma la scelta della Play è vincente: iniziare con quella discussa e popolare saga porta lettori vecchi e nuovi, e l’albo di Superman è da subito uno dei più venduti. E l’edizione non è affatto male: SUPERMAN si presenta come gli albi Star Comics del periodo, ovvero 72 pagine con tre storie, note, posta e, miracolo, è spillato. Tutte le testate supereroistiche Play sono brossurate, e la brossura non è tanto resistente (devo riconoscere che i miei fumetti Play sono quasi tutti integri, ma non tutti hanno avuto la mia fortuna), quindi uno spillato viene accolto con gioia da tutti. E in più è quindicinale, cosa che consente ai lettori di godersi una doppia dose mensile del loro eroe preferito.
Davvero un momento di rilancio per la DC in Italia, e questo alla Play Press va più che bene, per almeno due motivi. Il primo è che le due testate DC storiche, cioè JUSTICE LEAGUE e GREEN ARROW, hanno chiuso già da qualche tempo, e il recupero dei personaggi appare arduo. Il secondo è lo sbarco della Marvel in Italia. Come penso sia noto a tutti, nel 1994 viene fondata la filiale italiana della Marvel, Marvel Italia, e tutte le case editrici che in quel momento pubblicano da noi materiale della Casa delle Idee (Star, Play, Comic Art e Max Bunker Press) rimangono prive di alcuni dei loro assi. La Star si difende bene grazie alle testate Image, Secchi ha ancora i suoi personaggi, la Comic Art se la cava… e la Play? La casa editrice romana perde un best seller come THOR, ma grazie alla presenza di Superman si difende egregiamente e può pensare di allargare nuovamente il parco testate DC, partendo proprio dal personaggio di punta.
Il 1994 vede la nascita di vari progetti dedicati a Kal-El, tutti di un certo livello e molto graditi dagli appassionati rimasti a secco per anni.
Il mensile SUPERMAN CLASSIC pubblica, integralmente e in ordine cronologico, il periodo post-Crisis.
La miniserie in 3 numeri LE PIU’ GRANDI STORIE DI SUPERMAN MAI RACCONTATE offre una selezione di materiale dalla Golden Age alla metà degli anni ’80.
Per finire, i sei volumi de GLI ARCHIVI DI SUPERMAN danno la possibilità agli italiani di leggere le prime, storiche avventure di Superman degli anni ’30/40 (in seguito saranno aggiunti anche altri due volumi). Da notare che queste due pubblicazioni sono destinate alle sole fumetterie. La Play sembra credere molto nel circuito librario per le proposte più di nicchia, in un momento in cui in edicola esce di tutto.
E mentre Superman vive una seconda giovinezza italiana, nello stesso anno AMERICAN HEROES vivacchia per la gioia dei fan di Lega della Giustizia, Titani e Morrison (ma chiuderà agli inizi del 1995) e parte LOBO, mensile di successo dedicato al violento e sgarbato antieroe creato da Keith Giffen.
Grande ritorno del 1994 è quello di Flash e Lanterna Verde sul mensile FLASH. Vengono saltate decine di storie, ma in questo modo la Play può iniziare subito con bei cicli come quello di Mark Waid e Mike Wieringo sulle pagine del Velocista Scarlatto e quello di Ron Marz e Darryl Banks in cui un folle Hal Jordan viene sostituito da giovane Kyle Rayner. Rimango molto legato a SUPERMAN CLASSIC e a FLASH, perché sono state le prime due collane che ho collezionato quando anni fa mi sono avvicinato all’Universo DC e anche perché le ritengo le due migliori serie del DCU mai pubblicate dalla Play.
Ultime sorprese dell’anno, DC COLLECTION e DC PRESTIGE, mensili che pubblicano brevi saghe o one shot di valore degli eroi più importanti.
Una piccola divagazione: penso sia importante sottolineare la competenza con cui i redattori si occupavano di tutto questo ben di Dio. La Play a questo punto ha sfornato una gran quantità di professionisti del settore (Luca Scatasta, Max Brighel…), e altri ce ne saranno. Diciamo che io, come lettore, non sono mai scontento di avere per le mani un albo che ha note e/o posta curate da gente come Alessandro Bottero o Andrea Materia, che si occupano di gran parte del materiale elencato.

X-O Manowar e Justice League of America

X-O Manowar e Justice League of America – la cover del n. 1 delle Edizioni Play Press

Ma non c’è solo la DC nel mirino della Play. In America si sta muovendo anche un editore più piccolo rispetto a Marvel e DC, ma gestito da qualcuno che il mondo del fumetto lo conosce molto bene: la Valiant di Jim Shooter. Le serie Valiant non sono “cool” come quelle Image, ma le idee sono interessanti, gli autori sono buoni professionisti e i personaggi, quasi tutti revival, potrebbero avere ancora qualcosa da dire. La Play ci crede e nel 1995 nascono X-O IL GUERRIERO (con X-O Manowar e Shadowman) e TUROK (con Turok e Archer & Armostrong), che però avranno vita breve: il mercato si sta saturando, e se non sei un personaggio famoso o alla moda hai poche speranza di andare avanti (come accadrà all’Ultraverse Malibu pubblicato prima da Star e poi da Marvel Italia).
Ora mancherebbe solo qualcuno alla festa: Batman. Nel 1995 non è più la Rizzoli a pubblicarlo, ma la Glénat. E l’edizione Glénat non è che ai lettori piaccia poi molto di più di quella Rizzoli: non piace il formato, non piace la carta (dicono che puzzi), non piace la selezione di storie (primo post-Crisis più Golden Age), non piacciono le rubriche. Però piace Batman, e la gente spera che anche lui un giorno o l’altro finisca in casa Play Press. Perché la Play avrà dei grafici meno validi/motivati di quelli Marvel Italia (le copertine! Sembra che le scritte americane vengano ricoperte con delle toppe! Argh!) e pubblicherà albi più cari di quelli degli altri… ma intanto le sue pubblicazioni DC sono le migliori che si siano mai viste in Italia.
Diciamolo: in Italia la DC è MENO POPOLARE DELLA MARVEL. E’ stata sfortunata, è stata assente, e fin qui ci siamo tutti. La Play è stato il primo editore a gestirla come “un’altra Marvel”, selezionando il materiale migliore o più vendibile, cercando di mantenere una continuity tra le testate inedite e affidando il tutto a gente che se ne intendeva.
Quindi non è così assurdo che un BATMAN Play Press sia la speranza di molti, se non di tutti.
E nella primavera del ’95 il regalo arriva: finalmente anche l’Uomo Pipistrello ha un suo quindicinale, che inizia con un numero 0 e vende anche più di SUPERMAN.
L’editore, ora che ha acquisito i diritti del personaggio più amato, può sbizzarrirsi con mille iniziative dedicate a lui. La DC pubblica sempre tonnellate di materiale batmaniano, e c’è solo l’imbarazzo della scelta. DC PRESTIGE ospita l’alter ego di Bruce Wayne praticamente ogni mese; la nuova serie mensile PLAY MAGAZINE, risposta Play/DC alle antologiche Marvel che dal ’90 si sono avvicendate in edicola (STARMAGAZINE, MARVEL MAGAZINE e WIZ) anche; il mensile BATMAN SAGA si occupa di ripubblicare integralmente la famosa saga di Knightfall e seguiti.
Già dal 1994, inoltre, è presente nelle edicole la serie LE AVVENTURE DI BATMAN, versione a fumetti del Batman televisivo di Paul Dini e Bruce Timm.
Ridendo e scherzando siamo arrivati al 1996. E forse, ora che ci penso, mancherebbe anche un altro personaggio storico: Wonder Woman. Nessun problema, il mensile CATWOMAN & WONDER WOMAN diviene presto una realtà. Si tratta di un flip book, ovvero un fumetto che va capovolto una volta arrivati a metà. In questo modo, ognuna delle due protagoniste ha una cover per sé. Una trovata molto particolare, ma che può creare confusione negli edicolanti più distratti, verrà replicata con PLAY MAGAZINE (da un lato le storie, dall’altro i redazionali).
Tutto bene? Tutto perfetto? In realtà no. Perché è vero che c’è tanto materiale (non quanto quello Marvel), ma i limiti di queste storie ci mettono poco a diventare evidenti. Dopo il successo iniziale, sia SUPERMAN sia BATMAN presentano storie che definirei le peggiori nella vita editoriale dei personaggi. E i comprimari (tutta la Superman e Batman family: Superboy, Acciaio, Azrael, Catwoman…) spesso sono anche peggio dei titolari di testata…
Una serie come FLASH dopo poco più di un anno inizia a perdere lettori, nonostante le avventure di Wally West, Kyle Rayner e del giovane Bart Allen (Impulso) siano sempre di buona qualità. Verrà invocato a gran voce Aquaman versione Peter David, ma non arriverà mai.
SUPERMAN CLASSIC dopo un paio d’anni rimane senza John Byrne e comincia un lento declino, anche se le storie dei successori sono sempre gradevoli.
CATWOMAN & WONDER WOMAN vuole sfruttare la moda delle ragazzacce, ma la Donna Gatto e Diana non sono poi così interessanti per chi va a cercarsi le donnine mezze nude sugli albi Image.
Luci e ombre, insomma. E nel 1997 la cosa si noterà sempre di più. In casa Marvel Onslaught si porterà via i maggiori supereroi e l’interesse verso di essi. I fumetti Image, tanto alla moda il giorno prima, diventeranno qualcosa a cui pensare quasi con fastidio. E la DC? I supereroi più longevi del mondo sentiranno qualcosa scricchiolare… e stavolta non sarà colpa dell’Anti Monitor o di qualche crisi cosmica: sono le crisi di vendite quelle che devono far paura

A margine di questa disamina praticamente perfetta redatta da Francesco Vanagolli Batman Crime Solver vi regala una perla di quei tempi da scaricare, ma che vi consiglio di acquistare appena possibile. Si tratta di un fumetto ancora acquistabile a prezzi molto abbordabili.

Batman/Freccia Verde: Il Veleno del Futuro

Testi: Dennis O’Neil
Disegni: Michael Netzer
Edizione Italiana: DC Prestige N. 24 (Febbraio 1997) Ed.Play Press

Sinossi:
Batman e Freccia Verde Hanno già combattuto insieme, ma mai con una posta cosi alta: un epidemia che minaccia il mondo!
Black Canary stà morendo e la loro unica speranza è la mortale tentatrice che ha causato tutto…Poison Ivy.

Fate clic sulla foto e buon divertimento.

Batman/Freccia Verde: Il Veleno del Futuro

Batman/Freccia Verde: Il Veleno del Futuro

DC Cinema: arriva il Corpo delle Lanterne Verdi

Se tutti si aspettavano il trailer del film sulla lotta tra Cavaliere Oscuro e Uomo d’Acciaio, nessuno invece si aspettava l’annuncio su un nuovo film dedicato a Lanterna Verde. O, meglio, alle Lanterne Verdi, visto che probabilmente non sarà incentrato solo su Hal Jordan, ma su tutto il team di eroi appartenenti alla forza di polizia intergalattica! Il titolo stesso, d’altronde, è piuttosto esaustivo: Green Lantern Corps. Purtroppo molto poco si sa su questa pellicola se non che ci sono in lizza per ruoli sconosciuti gli attori Chris Pine e Tyrese Gibson, che potrebbero interpretare i ruoli di Guy Gardner (la quarta Lanterna Verde terrestre dopo Alan Scott, Hal Jordan e John Stewart) e John Stewart (la seconda Lanterna Verde a non indossare una maschera, ed è anche la prima Lanterna Verde afro-americana). “Ci sono alcune cose di cui non posso parlare”, ha detto Tyrese. “Sono un fan di Lanterna Verde, e ho avuto un incontro alla Warner Bros. Ci limiteremo a vedere cosa succede. ” ha detto.
La pellicola consisterà comunque in un reboot del personaggio.
Il film è previsto per il lontanissimo 19 giugno 2020, data ancora non ufficiale! Chissà se intanto non vedremo far capolino qualche lanterna verde nei prossimi 2 film dedicati alla Justice League (la prima parte prevista per novembre 2017, e la seconda per giugno 2019).

Batman trasformato in Lanterna Verde

Batman trasformato in Lanterna Verde

Batman v Superman: Il trailer con i LEGO

In attesa di vederli combattere in Batman v Superman: Dawn of Justice, l’Uomo d’Acciaio e il Cavaliere Oscuro si danno battaglia in un divertente filmato realizzato con i LEGO, comprensivo di sorpresa finale.

Batman v Superman: Dawn of Justice arriverà nelle sale solo nel 2016. Ma il 2015, per questo film, sarà un anno davvero importante. Sarà quello in cui la produzione terminerà i suoi lavori e darà il via alla versione definitiva della pellicola, sarà quello in cui inizieremo a scoprire i primi dettagli della trama del film, nonché le prime vere immagini ufficiali della pellicola. Ma sarà anche l’anno in cui finalmente potremmo avere l’opportunità di vedere il primo trailer della pellicola. Un momento attesissimo, quello che ci mostrerà le prime vere immagini del film, ci farà capire la sua storia e quelle che saranno le idee di Snyder per la pellicola. Un vero e proprio biglietto da visita che i fan di tutto il mondo attendono con profonda impazienza. Ma quando arriverà questo attesissimo primo trailer della pellicola? Gli indizi portano tutti al mese di maggio e all’uscita di Mad Max: Fury Road, ma le opzioni al vaglio dei vertici Warner sono comunque numerose e prevedono qualche altra finestra per poter proporre il trailer e dare un lancio al film nel migliore dei modi possibili. Si tratta come sempre di notizie tutte da verificare e che potrebbero non rivelarsi corrette: ricordiamo infatti che all’uscita del film manca ancora più di un anno e che tante cose potrebbero cambiare nei prossimi mesi. Vediamo nello specifico quali potrebbero essere le strategie di Warner per il futuro. La prima è parecchio vicina e riguarda il Superbowl, previsto per il 1° febbraio. Cerchiamo di spiegarci meglio. Durante la partitissima più seguita degli stati uniti, sono numerose le aziende a comprare spazi pubblicitari tra il primo e il secondo tempo. Warner potrebbe pagare il suo spazio, ma dovrebbe spendere una cifra altissima, intorno ai 4,5 milioni di dollari, eccessiva per pubblicizzare un film in arrivo solo nel 2016. Più probabile che questa soluzione venga direttamente adottata il prossimo anno. Un altra finestra importante potrebbe essere quella riguardante “Jupiter Ascending”, il prossimo film dei fratelli Wachowski di Matrix, uno dei film su cui la casa punta molto e che potrebbe essere accompagnato proprio dal trailer di Dawn of Justice. La data prevista? Il 6 febbraio. In questo caso bisognerà vedere se il trailer sarà pronto per quella data, per questo tutte le altre opzioni si spostano molto avanti nel tempo. La prima riguarda il prossimo film degli Avangers, vetrina perfetta per lanciare Dawn of Justice e più in linea con i tempi di uscita della pellicola; poi c’è Mad Max: Fury Road di cui già vi abbiamo parlato e infine la sempre calda opzione del Comic-On 2015. L’evento è previsto nel lontano mese di luglio, ma è molto probabile che Warner decida di pubblicare materiale inedito proprio per quella data, replicando quanto fatto lo scorso anno con il primo teaser e magari lanciando anche le prime immagini dell’altrettanto atteso Suicide Squad. Staremo a vedere.

C’è ovviamente grande attesa per Batman v Superman: Dawn of Justice, anche perché i fan non vedono l’ora di assistere all’epica battaglia tra l’Uomo d’Acciaio e l’Uomo Pipistrello, che sarà basata sul celebre finale de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.

Se per il primo trailer ufficiale ci sarà da attendere ancora un po’, nel frattempo potete ingannare l’attesa con questo divertente video realizzato da BrickFlix, un utente di youtube specializzato in animazioni con i LEGO: il filmato mostra il brutale combattimento fra i due supereroi, che lottano fino all’ultimo sangue sullo sfondo di una Gotham City funestata dalla neve, resa ulteriormente “drammatica” dall’impiego del bianco e nero. Ma non è tutto: l’epilogo dello scontro riserva un simpatico colpo di scena!

[Fonte: melty-screenweek]

Vedere per credere:

 

Quattro chiacchiere con Christopher Nolan

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Mercoledì 28 novembre 2012, di sera, al Walter Reade Theater del Lincoln Center di New York, la Film Society ha tenuto l’incontro ‘A Evening with Christopher Nolan‘. Durante la serata il regista e il moderatore Scott Fundas hanno ripercorso la storia del personaggio di Batman, nella trilogia creata da Nolan, che ha permesso di togliere dal ghetto, i film tratti dai fumetti.

Non sono un grande appassionato di fumetti. Non ho mai preteso di esserlo. È molto pericoloso far finta di essere un fan dei fumetti. Ti riconoscono molto velocemente… Ma quello che ho visto è stato molto chiaro, un divario identificabile nella storia del cinema”.

Sebbene abbia conosciuto il personaggio di Batman a cinque anni, con la serie televisiva interpretata negli anni sessanta da Adam West, Nolan è sempre rimasto affascinato dalla sensazione che le storie narrate nei fumetti fossero ambientate in un mondo reale.

Se si guarda a quello che Tim Burton ha realizzato, ha creato un mondo molto specifico in cui ha inserito Batman. Quello che ho sentito di non aver visto, è quello che ho percepito dalla lettura dei fumetti, un mondo ordinario in cui tutti possiamo camminare”.

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La sua trilogia di Batman è stata inoltre fortemente influenzata da Bond, spiega il regista. La spia che mi amava ha influenzato Nolan nella sua concezione della portata e della scala di un film, mentre dai film di 007 degli anni sessanta, il regista ha ripreso una tematica che è stata inserita in tutti e tre i film della sua trilogia: ricreare le paure della gente, con il terrorismo, simboleggiato da Ra’s al Ghul in Batman Begins, il Joker in Il cavaliere oscuro e da Bane in Il cavaliere oscuro – Il Ritorno.

È interessante notare che i film di James Bond, negli anni ’60, erano principalmente sulla Guerra Fredda. Hanno introdotto molto specificatamente la minaccia del terrorismo nucleare per la prima volta nei film ed erano molto più vicini di quanto si creda, in termini di cultura pop, a quello che la gente temeva in quel momento. E credo che una delle cose interessanti in un film d’azione ambientato in una grande città americana dopo l’11 settembre, se si è onesti per quel che riguarda le nostre paure e quello che potrebbe minacciare questa grande città, allora dobbiamo pensare al terrorismo e a come possa essere presentato nell’universo di Batman. E penso che l’abbiamo affrontato con molta sincerità”.

Chi ha letto le dichiarazioni di Sam Mendes, ricorderà che il regista aveva ammesso di essersi ispirato al Cavaliere oscuro per realizzare Skyfall. Parlando del suo processo lavorativo, Nolan ha spiegato perché in Batman Begins, Batman non viene mai mostrato chiaramente:

Se fosse arrivato completamente formato in un mondo normale, non un mondo come quello di Tim Burton, con le orecchie e il mantello, sarebbe ridicolo. Quindi la soluzione era quella di riuscire a vedere il simbolismo, perché sta facendo questo, e cercare di coinvolgere il pubblico nel processo mentale che cerca di capire come riuscirà a far spaventare i criminali. È uno dei motivi per cui in Batman Begins non mostriamo mai chiaramente Batman. Lo mostriamo come uno spettro terrificante”.

Per poter convincere lo studio a far entrare Batman a quasi un’ora dall’inizio del film, Nolan assieme a un assistente, è andato a visionare tutti i più importanti blockbuster per segnarsi quando l’evento principale della storia occorre nel film. Ha cominciato così a dissezionare questo tipo di pellicole, a cui non aveva mai lavorato prima, per capire come funzionavano e per aiutare David Goyer e ideare la sceneggiatura. Sebbene Nolan ammiri la versione gotica di Gotham ideata da Tim Burton, un grande spunto per ideare i suoi film lo ha ricevuto dal Superman di Richard Donner. Come in Superman, Nolan voleva assumere degli attori iconici in piccoli ruoli.

Ho riguardato il Superman di Richard Donner, dove ha assunto Marlon Brando e Glenn Ford e Ned Beatty. Tutti questi personaggi sono stati interpretati da queste star terrificanti. Così abbiamo scelto di procedere con questo tipo di casting”.

Ha poi aggiunto di aver concepito Batman Begins come un film d’azione, non sui supereroi, una scelta che spiega perché il personaggio ha i piedi così saldamente per terra.

Quando la discussione si è spostata su Il cavaliere oscuro, Nolan ha confessato che aveva incontrato Heath Ledger quando stava facendo il casting di Batman. L’attore aveva educatamente spiegato al regista, perché non avrebbe mai partecipato a un film basato sui fumetti. Quando i due si sono incontrati di nuovo, questa volta per il ruolo del Joker, Ledger era interessato al progetto.

Gli avevo spiegato quello che volevo fare con Batman Begins, e penso che forse ha pensato che ero riuscito a farcela”, spiega il regista. E sebbene il fratello Jonathan stava ancora lavorando alla sceneggiatura, i due Nolan sapevano già come avrebbero voluto il personaggio, e questa volta sono riusciti a convincere Ledger a partecipare al film.

Non gli piaceva lavorare troppo. Gli piaceva fare un personaggio e poi smettere di lavorarci per un tempo sufficiente fino a quando non avesse nuovamente fame [per quel ruolo]. E questo è quello che è successo quando è entrato, era davvero pronto a fare una cosa del genere”.

E mentre la sceneggiatura veniva portata a termine, Ledger ha passato mesi e mesi a pensare al personaggio, prendendo spunto dal romanzo di Arancia meccanica, e dai dipinti di Francis Bacon, alcuni dei materiali di riferimento che gli aveva mandato il regista. Ma il vero lavoro è cominciato quando Ledger ha dovuto costruire il personaggio, basandosi sullo script.

Come molti artisti, coglie qualcosa all’improvviso. Così non puoi sederti e dire, ‘Va bene, adesso farai il Joker. Mi farai vedere come sarà’. Dovevi dire: ‘Leggiamo questa scena. Non recitare, basta leggere’. E lui si sedeva con Christian e c’era una frase o due in cui la sua voce era un po ‘diversa, in cui gettava un po’ una risata. E poi quando filmavamo i test dei capelli e il trucco e provavamo aspetti diversi, lì ha cominciato a muoversi. Avevamo questi coltelli di gomma e li ha scelti come arma ed ha esplorato il movimento del personaggio. Non stavamo registrando il suono, così si sentiva in grado di poter iniziare a parlare e a mostrare qualcosa di ciò che stava per fare. E in questo modo, è come se avesse preso all’improvviso il personaggio”.

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La voce del Joker ha preoccupato Nolan all’inizio, a causa del suo strano cambiamento di tonalità.

Tutto questo era basato sulla tecnica Alexander, dove, se usi una nota alta, dopo sei in grado di usare una due ottave più bassa. È un modo per abbassare la voce. Quindi hai questo personaggio che non capivi mai bene, quale direzione avrebbe preso il tono della sua voce. Proprio come nei suoi movimenti fisici – non sai come ha intenzione di muoversi, è sempre una sorpresa – anche il tono reale della sua voce era sempre una sorpresa. A volte era incredibilmente bassa e minacciosa e altre volte era in un certo senso leggera”.

La prima scena è stata girata con il Joker, era il prologo girato in IMAX, dove Ledger indossa per quasi tutto il tempo una maschera e parla pochissimo. Quando il Joker si toglie per la prima volta la maschera, la sua faccia era andata fuori focus, a causa della poca praticità con queste cineprese di Nolan. Il regista ha dovuto richiamare Ledger per un reshoot. L’attore era preoccupato che qualcosa fosse andato storto con la performance che aveva ideato, ma Nolan ha cercato di convincerlo che si trattava di un semplice problema tecnico.

Era fantastico, ma quando abbiamo guardato i giornalieri era leggermente fuori fuoco. Così ho chiesto delle nuove riprese ed ho ricevuto questa atterrita telefonata da Heath che diceva ‘Cosa ho fatto?’ Era la prima volta che ci aveva mostrato la voce e il personaggio [per davvero] e volevamo rifarla! [Ride]. Ma gli ho detto ‘No, no, è grandiosa’, ma non mi ha mai completamente creduto”.

Alla fine una volta tornato alla sala di montaggio, Nolan ha deciso di utilizzare la scena fuori fuoco.

Era magica. Era così. E penso che una parte di lui sapeva che non poteva riprodurla perché si era così immedesimato”.

Prima di finire questa chiacchierata, è stato chiesto a Nolan di parlare dell’Uomo d’Acciaio: “La produzione è molto più facile della regia. La sto facendo mentre parliamo”, scherza il regista. “Penso che sia eccezionale. È qualcosa che non ho mai visto prima, è una versione molto particolare e nuova su Superman. Penso che le persone verranno conquistate, ma non uscirà fino alla prossima estate. Ci sono molte cose da finire, ci sono diverse cose molto complesse in corso. Penso che sarà molto divertente”.

Testo di Marlen Vazzoler e Fonti HitFix, The Playlist, awardsdaily