Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto – Intervista con Francesca Perozziello

SPECIALE INTERVISTA CON FRANCESCA PEROZZIELLO SCRITTRICE DEL LIBRO “MILLER VS NOLAN – LE DUE TRILOGIE DEL CAVALIERE OSCURO A CONFRONTO” EDITO DA ALTER EGO.

Francesca Perozziello è nata a Milano nel 1988. Laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione e Storia e forme delle arti visive, dello spettacolo e dei nuovi media, svolge la professione di traduttrice e docente universitaria di Mediazione scritta passiva dall’inglese all’italiano presso Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa. Francesca è da sempre appassionata e studiosa del linguaggio dei fumetti, del cinema e del teatro ed ha pubblicato numerosi articoli su riviste e siti specializzati.

Presso l’Università di Pisa, nell’anno accademico 2012-2013, riceve la massima votazione con lode, per la sua tesi dal titolo: Batman secondo Frank Miller e Christopher Nolan: due trilogie a confronto e decide di pubblicarne un libro che vede la luce grazie all’editore Alter Ego a Febbraio 2021.

Scrivere sulle due visioni di Batman: quella di Christopher Nolan, uno dei più importanti registi del cinema contemporaneo e confrontarla con la leggenda del fumetto Frank Miller (qui a Lucca Comics 2016) è un’operazione delicata quanto ardua, ma Francesca Perozziello riesce ad armonizzare le due visioni, dell’uomo pipistrello dal punto di vista transmediale. Il suo saggio si sposta attraverso i due diversi tipi di media, e con le sue riflessioni contribuisce a perfezionare ed integrare le notizie e le tante supposizioni dei lettori e degli appassionati di Batman contribuendo ad ampio spettro allo sviluppo e all’evoluzione della storia dell’Uomo-Pipistrello. Leggendo il suo studio, si ha la percezione di migliorare la comprensione di Batman all’interno dei due diversi “contenitori” di narrazione. In questo modo Francesca ricostruisce e assegna un significato complessivo alle due trilogie così diverse, quanto simili, integrandole in modo graduale e piacevole in una unica opera.

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Grant Morrison. La vita e le opere. Intervista con lo scrittore Luigi Siviero

Solo ad agosto dello scorso anno abbiamo avuto il piacere di accogliere tra le nostre pagine, una intervista e una recensione dedicata all’interessante libro di Luigi Siviero “Dopo il crepuscolo dei supereroi”. Nella giornata di ieri Benedetta “Benny” Berio (questo il suo blog) ha recensito la sua nuova creatura dal titolo: “Grant Morrison. La vita e le opere” ed oggi approfondiamo con l’autore alcuni aspetti dello scrittore di Glasgow legati alla DC Comics ed in particolare a Batman, ma non prima di ricordarvi la nostra recensione sull’ultima fatica di Luigi Siviero che potete trovare qui.

Stefano: Il tuo libro si intitola “Grant Morrison. La vita e le opere”. Quando è stato pubblicato e quale è l’editore che lo pubblica e dove è disponibile?

Il libro è fresco di stampa e al momento è in vendita nel sito dell’editore, Eretica Edizioni (qui potete trovare il libro). Un po’ alla volta arriverà nelle librerie su internet e magari sarà ordinabile nelle librerie classiche. Temo che non sarà reperibile nelle fumetterie perché l’editore non opera abitualmente nel settore dei fumetti.

Grant Morrison - La Vita e le opere - Siviero Luigi

Stefano: Non tutte le nuove generazioni di lettori conoscono Grant Morrison. Cosa potresti dire loro per far conoscere meglio l’autore?

Fate male a non conoscere Grant Morrison! Negli anni Ottanta è stato uno dei principali esponenti dell’Invasione britannica, ovvero l’approdo sui comic book americani da parte di sceneggiatori e disegnatori britannici in seguito al successo ottenuto da Alan Moore con Swamp Thing. A differenza di Alan Moore e Neil Gaiman, gli altri due esponenti di spicco di questa “ondata” creativa, per tutta la sua carriera Morrison ha lavorato con continuità per la DC Comics, a eccezione di una breve parentesi alla Marvel all’inizio degli anni Zero e di un diradamento della sua produzione di fumetti negli anni recenti, dovuto tra le altre cose al suo impiego come sceneggiatore di serie televisive (Happy!, tratta da un suo fumetto, e Brave New World). Ha scritto versioni memorabili di personaggi come Batman, Superman, gli X-Men e la Justice League, oltre a svariate opere di propria creazione, la più famosa delle quali è The Invisibles.

Stefano: Morrison è un appassionato cultore di tutte le storie appartenenti alle varie ages, e non ha mai particolarmente apprezzato l’idea che le periodiche Crisis annullino del tutto o in parte i fatti antecedenti e facciano ripartire la continuity da zero. Come valuti, da scrittore questa sua presa di posizione?

È vero che Morrison ha un occhio di riguardo per i fumetti di supereroi del passato, ma è altrettanto vero che di solito le sue storie, pur contenendo un’infinità di riferimenti, citazioni e omaggi a racconti del tempo che fu, sono leggibili e comprensibili (almeno a un livello superficiale) anche da chi non ha mai seguito una serie di supereroi in vita sua. Per esempio si riesce a leggere senza problemi Animal Man anche senza sapere che l’episodio intitolato The Myth of the Creation è in parte un rifacimento (in alcuni passaggi anche vignetta per vignetta) di due episodi dell’Animal Man degli anni Sessanta di Dave Wood e Carmine Infantino. Scoprendo quanto siano volutamente derivative alcune parti di The Myth of the Creation si riesce però a comprendere fino a che punto è radicata e pregnante la metanarrazione alla base del fumetto sceneggiato dal fumettista scozzese.

Morrison non ha gradito l’azzeramento del Multiverso avvenuto in Crisis on Infinite Earths, e nei suoi fumetti ha cercato a più riprese di restaurarlo: con l’abortita Hypercrisis, in una storia immaginaria della JLA, in JLA Earth 2, con la creazione del Superman nero di una Terra parallela, in Final Crisis e infine in Multiversity. Credo che per lui l’eliminazione del Multiverso sia stata vista come una perdita di fascino e potenzialità da parte dei fumetti di supereroi, la cui comprensibilità non dipende certo da come è impostato l’universo narrativo, ma piuttosto dalla capacità dei singoli fumettisti di coinvolgere i lettori e imbastire storie. Uno scrittore come lui, capace al contempo di rendere comprensibili le sue storie ai lettori casuali e di infarcirle di citazioni, non ha bisogno di annullare le storie del passato per essere in grado di proporre fumetti accessibili a tutti.

Anch’io, in riferimento ai supereroi della DC Comics, trovo di gran lunga più affascinante un universo narrativo impostato come multiverso rispetto a un universo narrativo semplificato e lineare, tanto più che nel corso dei decenni si sono accumulate decine di varianti dei personaggi e di mondi paralleli da cui sarebbe un peccato non attingere per partito preso. Opporsi al multiverso dell’Universo DC è un po’ come bloccare il corso di un torrente con una diga di fango. Per un po’ si può provare a fare a meno del multiverso, ma è un’idea che è stata sviluppata in modo troppo articolato per fare finta che non esista, ed è così potente che alla lunga non può non finire con l’imporsi.

Stefano: In Arkham Asylum  Grant Morrison e Dave McKean propongono l’atmosfera folle e oscura del manicomio criminale di Gotham dove le paure e i dubbi di Batman si infrangono contro le pazze sicurezze del Joker in un confronto senza speranza. In questa opera il pessimismo è imperante… cosa ne pensi?

Il pessimismo è imperante per quasi tutta l’opera, però Arkham Asylum va vista come una storia dalla quale Batman, dopo avere affrontato le sue paure, i suoi demoni e i suoi nemici, esce a testa alta, rinato. Per quanto i supercriminali che deve affrontare siano malvagi, depravati e insani, il Cavaliere Oscuro riesce ad avere la meglio. Batman vince la sua battaglia tanto sul piano degli scontri nudi e crudi con i suoi nemici quanto su quello del simbolismo. L’Arkham Asylum simboleggia infatti la testa del Cavaliere Oscuro, e il viaggio nei corridoi del manicomio va visto come un’allegoria dell’esplorazione della sua mente. Che Batman abbia avuto la meglio sui suoi tormenti è sottolineato della citazione di Alice nel Paese delle meraviglie collocata al termine dell’opera: “E non è la mano gentile della mamma quella che tira le tende, e la voce gentile della mamma quella che ti invita ad alzarti? Alzarti e dimenticare, alla luce luminosa del sole, i brutti sogni che ti hanno spaventata così tanto quando era buio”.

Stefano: Un sondaggio del 2006, lanciato da Comic Book Resource, sui migliori scrittori di fumetti assegna il primo posto ad Alan Moore, e fin qua il risultato è ovvio, ma il secondo posto viene preso da Grant Morrison (Arkham Asylum, JLA vol.1) che a sorpresa ruba la posizione al più quotato Neil Gaiman (Sandman). Come te lo spieghi?

Beh, va detto che Neil Gaiman ha diradato la sua produzione fumettistica dopo la conclusione di The Sandman, mentre nel 2006 Grant Morrison era sulla cresta dell’onda nell’industria dei comic book. Il ricordo di New X-Men era ancora vivido nei lettori, e stavano iniziando Batman e All-Star Superman. Essendo CBR un sito orientato verso i comic book – e ormai da decenni i comic book sono quasi sinonimo di supereroi – è normale che le simpatie dei lettori vadano a chi ha scritto tante ottime versioni di un ampio numero di questi personaggi. Poi (tralasciando il fatto che preferisco Morrison!) classifiche come queste vanno viste anche e soprattutto come iniziative simpatiche!

Stefano: Nel settembre 2006, Morrison viene chiamato alla direzione della testata Batman. Lo scrittore scozzese progetta un lungo story arc la cui chiave di volta è segnato dalla doppia uscita di Batman R.I.P. (che non a caso chiuderà questo progetto) e Crisi Finale. Come valuti questo suo progetto per il personaggio di Batman?

Per me è il capolavoro di Morrison! Ho amato tutta la sua saga di Batman: anche Batman & Robin, The Return of Bruce Wayne e Batman Incorporated. Devo dire però che il ciclo che va da Batman and Son a Batman R.I.P. (e a Final Crisis) è il massimo: inarrivabile.

Stefano: In Batman V Superman, il film, secondo il parere di Alessandro Di Nocera, sembra che le azioni di Luthor si rifanno a quelle della Silver Age e al contempo, si dipanano come se le avesse sceneggiate il Grant Morrison della saga Crisi Finale. Hai anche tu questa impressione?

In generale il film si rifà all’impostazione realista di opere degli anni Ottanta come Watchmen, Miracleman e soprattutto The Dark Knight Returns. Non a caso Frank Miller (assieme a Dan Jurgens, autore principale della saga della morte di Superman) ha un posto di riguardo nei ringraziamenti finali agli autori di fumetti. Sono presi dal fumetto di Miller, per esempio, Superman che viene colpito da una bomba nucleare e galleggia quasi morto ai limiti dell’atmosfera, lo scontro tra Batman e Superman, e il design del costume di Batman.

Al di là di particolari omaggi, l’influenza di The Dark Knight Returns e di quel tipo opere è rilevante per quanto riguarda la natura dei supereroi e il loro rapporto con il mondo in cui vivono. I supereroi – per quasi tutto il film, fino al cambiamento finale di prospettiva – sono tratteggiati come dei vigilanti o come delle armi viventi che potrebbero distruggere l’umanità. Ciò che fanno ha conseguenze sulla gente comune, che può venire uccisa o mutilata durante i loro combattimenti, e sulla politica, visto che le azioni dei superuomini diventano oggetto di inchieste parlamentari e vengono criticate dai mass media.

Anche Lex Luthor è collocato in questo scenario. La sua ossessione per Superman e i piani malvagi e contorti per fermarlo, che nella Silver Age non avrebbero avuto bisogno di spiegazioni semplicemente perché bastava dire che Luthor era il cattivo e il nemico di Superman, sono motivati dalla follia. Inoltre c’è una recrudescenza dei suoi piani, che nel film diventano sanguinari e mortali. Si può dire che il personaggio e le sue caratteristiche derivano dalle storie naif della Silver Age e sono stati fatti evolvere in modalità tipiche della Dark Age.

Quanto a Morrison, anche lui ha scritto fumetti riconducibili al filone del realismo supereroistico, sebbene antitetici rispetto a quelli di Moore e Miller. Morrison, infatti, in alcune sue opere ha usato il realismo per ricostruire la figura del supereroe solare tipica della Silver Age, e non per raccontare storie di vigilanti e armi viventi. Dunque non c’è niente di male a ipotizzare che Morrison (sicuramente conosciuto dagli sceneggiatori del film) possa essere stato un punto di riferimento per quanto riguarda la riproposizione di situazioni della Silver Age in chiave realista. Però un aspetto che mi porta a dare scarsa o nulla rilevanza all’influenza di Morrison sulla realizzazione del film è il fatto che i riferimenti a The Dark Knight Returns sono tanti e importanti, mentre non mi risulta che ci sia alcun omaggio o richiamo ai fumetti dello sceneggiatore scozzese (e infatti Morrison non è nominato nei ringraziamenti finali ai fumettisti).

Batman v Superman

A proposito di Batman V Superman vorrei dire anche che mi ha tutt’altro che entusiasmato per vari motivi. Uno di questi è un particolare comportamento di Lex Luthor: lo scienziato pazzo chiede senza alcun valido motivo a Superman di scontrarsi con Batman (a meno che non si voglia considerare un valido motivo la spiegazione raffazzonata data da Luthor in un secondo momento, cioè provare a fare uccidere Superman da un umano prima che ci pensi Doomsday). Questa richiesta priva di giustificazioni mi sembra una forzatura infilata nella sceneggiatura solo per fare in modo che i due supereroi si scontrino. Luthor agisce così semplicemente perché fa comodo agli scrittori, perché è un modo di portare il film in una certa direzione. In questa particolare scena non vedo una situazione della Silver Age adattata alle modalità della Dark Age, ma solo una stonatura.

Stefano: Cosa apprezzi di Morrison e cosa no?

C’è una cosa che non condivido, più che non apprezzarla. Mi riferisco all’ossessione di Grant Morrison per la celebrità e il successo. Chiunque scriva o faccia fumetti vuole avere successo, è inutile negarlo. Cosa intendano i singoli individui per “successo” è un altro discorso: un accademico probabilmente vuole che i suoi scritti siano influenti fra gli studiosi e aprano nuove strade; uno scrittore di thriller vuole vendere dieci milioni di copie di un’edizione usa e getta; un altro vuole vincere il Nobel; e così via… La speranza di avere successo è trasversale. In Morrison mi sembra un po’ esagerata. Ma come ho detto è solo una cosa che personalmente non condivido e nulla più. Se è fatto così sono affari suoi e sarebbe assurdo e stupido criticarlo.

Va però aggiunto che questa ossessione di Morrison ha anche un lato di assoluto interesse. Il desiderio di successo è stato trasformato dall’autore (prendendo un notevole spunto da Paradax! di Peter Milligan e Brendan McCarthy, va precisato) in un tema ricorrente in molti suoi fumetti, nei quali i supereroi approfittano della visibilità presso il grande pubblico ottenuta grazie ai superpoteri per diventare delle stelle del pop e del gossip. Oltre a Zenith, supereroe e cantante pop che deriva tantissimo da Paradax, si possono citare anche, tra le altre cose, i goffi tentativi di Animal Man di monetizzare la sua attività di supereroe concedendo interviste televisive, il supergruppo giapponese Super Young Team (composto da supereroi il cui superpotere è la notorietà), e l’intero mondo parallelo descritto nel capitolo di The Multiversity intitolato The Just, dove tutti i supereroi sono stelle del gossip e trascorrono le giornate come farebbe Paris Hilton.

Una cosa che mi piace di Morrison è il suo sentire lo spirito dei tempi e riuscire a proporre fumetti in grado di catturare la contemporaneità. Mi piace anche che le sue opere facciano riflettere: non tanto dal punto di vista morale quanto da quello filosofico e culturale.

Stefano: Se i lettori del libro vorranno confrontarsi con te, come ti possono trovare?

Ultimamente nella pagina Facebook La Dimora del Mistero. Ho un po’ perso la voglia di aggiornare il mio vecchio blog.

Stefano: Siviero, grazie del tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per questo tuo nuovo libro.

Crepi il lupo! Grazie a te!

DC Fandome: una convention mondiale per tutti!

UNA MEGA ESPERIENZA IMMERSIVA VIRTUALE LUNGA 24 ORE PER TUTTI I FAN, CHE DARÁ VITA AL MONDO DELLA DC MOSTRANDOCI LE STELLE, I REGISTI E I CREATORI CHE SONO DIETRO LE QUINTE DEI SUOI PIÚ GRANDI FILM, SERIE TV, GAMES E FUMETTI.

Unisciti ai fan dei 7 continenti per il più grande raduno di talent, annunci e rivelazioni di contenuti nella storia della DC!

Save the date e prepara il tuo look da cosplayer!  A partire dalle 19:00 (ora italiana) di sabato 22 agosto, la Warner Bros. accoglierà i fan di tutto il mondo nel DC FanDome – un’esperienza virtuale e gratuita, dove non è richiesto nessun accredito.

Immagina tutti i supereroi e i super cattivi che ami, finalmente riuniti in un unico luogo per celebrare il passato, il presente ed il futuro della DC.  Accessibile per 24 ore su DCFanDome.com, questo evento globale trasporterà i fan all’interno del DC Multiverse, con anticipazioni dei games, film, serie TV e fumetti della WB, oltre che un’opportunità senza precedenti di ascoltare la voce dei protagonisti e dei creatori dei tuoi film e serie TV preferiti, tra cui: AquamanThe Batman, Batwoman, Black AdamBlack Lightning, DC Super Hero Girls, DC’s Legends of TomorrowDC’s StargirlDoom PatrolThe FlashHarley Quinnthe SnyderCut of Justice League, LuciferPennyworthSHAZAM!, The Suicide SquadSupergirl, Superman & Lois, Teen Titans GO!Titans, Watchmen, Young Justice: Outsiders e, in uscita nei cinema di tutto il mondo il prossimo autunno, Wonder Woman 1984.

Il DC FanDome è il posto dove ascoltare annunci attesissimi e ultime novità, dove vedere filmati esclusivi e avventurarsi nei mondi a tema progettati per intrattenere i superfan di cinema e TV e quelli di games e lettori, per tutte le famiglie e i loro ragazzi. Con presentazioni speciali che coinvolgeranno fan di ogni angolo del globo, avrai la possibilità di vivere un’esperienza che sarà soltanto tua.  All’interno di questa esperienza virtuale, i fan avranno accesso a eventi locali, dove potranno conoscere i volti e le voci dei doppiatori di ogni Paese del mondo nella loro lingua.  Non importa dove vivi, la tua età o il tuo livello di fandom, c’è sicuramente qualcosa anche per te.

Ann Sarnoff, Presidente e CEO di Warner Bros., ha detto, “Non esistono fan come quelli della DC.  Per oltre 85 anni, il mondo ha sognato assieme alle storie e ai supereroi della DC, e questo grande evento digitale proporrà ad ognuno nuovi modi di personalizzare la loro avventura nell’Universo DC senza fare la fila, senza bisogno di biglietto e soprattuto senza confini.  Con il DC FanDome, siamo in grado di dare ai fan di tutto il mondo, il modo emozionante e  senza paragoni, di connettersi con i loro personaggi preferiti della DC, oltre agli incredibili e talentuosi artisti che li portano in vita sulle pagine dei fumetti e sugli schermi”.

Esplora il DC FanDome

L’epicentro del DC FanDome è la Hall of Heroes, in cui si potrà assistere a programmazioni speciali, interviste e contenuti da un’ampia gamma di film, serie TV e games, disponibili in diverse lingue, tra cui Portoghese Brasiliano, Cinese, Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Giapponese, Coreano e Spagnolo. A seguire, si potrà navigare sempre più a fondo del Multiverse DC, esplorando ulteriori cinque mondi, ognuno dei quali con il suo contenuto tradotto e attività uniche, oltre ad un mondo completamente dedicato ai fan più giovani:

  • DC WatchVerse: Qui è dove ti siederai comodamente per unirti al pubblico virtuale, dove verrai rapito da ore di contenuti da non perdere, provenienti da tutto il mondo. Dalle interviste a visioni esclusive di filmati in anteprima, con il cast, i creatori e gli artisti che lavorano dietro la macchina da presa dei film e delle serie Tv, i fumettisti, e i realizzatori dei giochi e dell’Home entertainment della DC.
  • DC YouVerse: Entra in un mondo dove i FAN sono i protagonisti, per ammirare i più straordinari contenuti, cosplay e disegni artistici realizzati da fan di tutto il mondo, inclusi, chissà, anche i tuoi.
  • DC KidsVerse: Hai bisogno di intrattenere i tuoi bambini per ore?  Ti offriamo noi la soluzione, entrando in un mondo speciale che può essere visitato direttamente a DCKidsFanDome.com. Quest’area contiene una vasta gamma di attività familiari per i fan più piccoli.
  • DC InsiderVerse: Questo mondo basato sulla creatività, contiene un video in cui compaiono leggendari artisti come il fumettista Jim Lee, il Presidente della produzione dei film DC Walter Hamada, e il creatore della DC TV Arrowverse, il produttore Esecutivo Greg Berlanti, che accoglieranno i fan con una presentazione in stile one-on-one del DC Multiverse. In seguito, entra nel dietro le quinte con i maestri artigiani che portano in vita la DC in tutte le sue forme, dai fumetti ai games, alle serie TV, film, parchi tematici, consumer products, e altro.
  • DC FunVerse: Prosegui la tua esperienza DC FanDome e colleziona divertenti iniziative condivisibili; conosci i lettori di fumetti; divertiti a costruire oggetti tu stesso, come l’Armatura Dorata di WW84 e la Batmobile; e inoltre regali digitali e un negozio colmo di oggetti tra cui alcune edizioni limitate esclusive.

Entra nella casa di Blerd & Boujee

Dov’è finito Blerds?  La seconda celebrazione annuale della cultura nerd Black, ritorna con un nuovo appuntamento nella Blerd & Boujee House al DC FanDome, con tutti i Blerds, LatinxGeeks e altri nerd in un’atmosfera da “festa con uno scopo”.  Come possono attestare i fortunati che hanno partecipato al primo party sulla barca di Blerd & Boujee (featuring DJ D-Nice) al San Diego Comic-Con del 2019, i fan non vorranno perdersi i collegamenti e le conversazioni progettati per questa cultura.

Richiamo per tutti i Fan!

Per la DC non c’è nulla di più importante dei propri fan, con tutta la voglia di mettervi in mostra!  In collaborazione con Talenthouse, DC FanDome lancia oggi un’iniziativa per permettervi di far vedere i vostri disegni a tema DC Fan Art & Fandom. Fate vedere i vostri costumi, trucchi e tatuaggi da cosplayer, e anche la vostra personale Batcaverna!  Assicuratevi di mandare i vostri lavori migliori a create.DCFanDome.com, avrete così la possibilità di comparire all’interno dell’evento mondiale, e dimostrare ai vostri conoscenti e a tutto il mondo che siete dei veri e propri fan della DC. Gli artisti selezionati nel giorno dell’evento, saranno votati dalla comunità in ognuna delle due competizioni per aiutare i giudici a scegliere il vincitore. Gli artisti vincitori riceveranno un piccolo premio in denaro, messo in palio da DC e Talenthouse.*

Controllate spesso il sito ufficiale, DCFanDome.com, per eventuali aggiornamenti o su quello che succede all’interno del DC FanDome, tra cui emozionanti nuovi contenuti del nuovo blog, the Daily Star, che prende il via con un messaggio di benvenuto da parte di Jim Lee in persona. Inoltre, seguite i canali social qui sotto per aggiornamenti su cast, creatori, sceneggiatori e sviluppatori games che potrete conoscere.

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Fonte : [Warner Bros. Entertainment Italia]

Batman v Superman: Dawn of Justice Recensione di Alessandro Di Nocera

Batman V Superman è un film scritto e diretto da chi di fumetti – e di fumetti targati DC Comics, nello specifico particolare – ne capisce fin troppo e li ama fino al punto da rinunciare, paradossalmente, alle necessità del pubblico generalista per andare a scandagliare, con amore e ammirazione, i capisaldi e le sottigliezze del più antico universo supereroistico. Col rischio di incappare nelle rimostranze di chi – a torto – si reputa competente (per non usare la parola nerd, che da dispregiativa è divenuta una sorta di status symbol) senza esserlo nemmeno un po’.

Batman V Superman è un film ipertrofico che racchiude un sacco di elementi, lascia intuire parecchi presupposti e inaugura innumerevoli sviluppi futuri.
C’è un Batman rabbioso e disincantato che sembra derivato da una commistione tra The Shadow (il giustiziere tenebroso della letteratura pulp) e il Dark Knight di Frank Miller.
C’è un Superman prigioniero di una duplice natura, terrestre e aliena, che non riesce a conciliare e che trova in Lois Lane – l’umana di cui innamorato e con la quale condivide corpo e anima – l’unico faro, l’unico punto di riferimento.
C’è un Lex Luthor tanto geniale quanto pazzo, ossessionato dai confini dell’umano e del divino, evidentemente influenzato dall’ineffabile presenza di un’entità oscura che non si è ancora manifestata, ma che, in qualche modo, riesce già a condizionare in negativo gli uomini. Forse anche Batman.
C’è una Wonder Woman immortale e ancora insondabile che si pone il problema, dopo cent’anni di autoesilio, di tornare nel mondo degli uomini per cercare di cambiarlo in positivo.

Gli autori di Batman V Superman sanno che il DC Universe si fonda su una forza mitopoietica che affonda le sue radici in quattro stagioni differenti: la Golden Age degli anni Trenta e Quaranta; gli esordi della Silver Age nella seconda metà degli anni Cinquanta; la visionaria saga del Quarto Mondo di Jack Kirby, nella prima metà degli anni Settanta; la Modern Age della seconda metà degli anni Ottanta (con Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller e il Watchmen di Moore e Gibbons a fungere da assi portanti).
E nel film tutto questo c’è. Al di là, ripeto, di come possano percepirlo gli spettatori comuni.

Non c’è un solo passaggio narrativo in Batman V Superman che non abbia una logica e una forza.
Le azioni di Luthor si rifanno a quello della Silver Age, ma, al contempo, si dipanano come se le avesse sceneggiate il Grant Morrison della saga Crisi Finale.


Il suo piano – portare allo scontro distruttivo Batman e Superman – è tanto minuzioso quanto indecifrabile. E infatti l’Uomo Pipistrello – il più grande detective del mondo – stenta a comprenderlo, al punto tale da emergere dalla ragnatela solo grazie a uno scatto emotivo e a un’intuizione posta nei recessi della sua mente e del suo spirito. Del resto Luthor brama solo il potere – un assurdo logico – amplificato dall’influenza nefanda del non ancora manifestatosi demoniaco e machiavellico Darkseid, signore del pianeta infernale Apokolyps.
Ma Darkseid già c’è e il mondo post-nucleare di cui Bruce Wayne ha visione è puro Quarto Mondo di Kirby – ci sono pure la Sanzione Omega e i parademoni – mediato dal già citato Grant Morrison di Crisi Finale e, come fonte parallela, dagli sviluppi della recente miniserie Injustice.

 

In questa storyline portante si intersecano l’ingresso in scena di Wonder Woman – le sue origini sono quelle della Silver Age rivisitate da George Perez, le sue attitudini guerriere sono quelle della Modern Age, soprattutto nelle visioni contemporanee di Greg Rucka e Brian Azzarello – e l’anticipazione dell’imminente arrivo di altri tre metaumani: Flash, Cyborg e Aquaman. In più, c’è l’aggiunta finale della saga della Morte di Superman d’epoca Jurgens, con un Doomsday le cui origini sono mixate con quelle di Bizarro, un clone malriuscito di Superman creato, nelle storie a fumetti, proprio da Lex Luthor.

 

Il film è lungo e si prende i suoi gravi rischi. Non è uno spettacolo per ragazzini o persone distratte: nella prima parte della pellicola il montaggio tende addirittura a tagliare o a soprassedere sulle scene d’azione, dandole quasi per scontate e puntando a comunicare la gravità mitologica dei personaggi.

Poi parte lo scontro tra Superman e Batman e la sua risoluzione testimonia quanto gli sceneggiatori ci abbiano ragionato e conoscano la materia di cui scrivono. Il nome “Martha” – la madre adottiva di Clark Kent e quella assassinata di Bruce Wayne si chiamano allo stesso modo – fa vacillare il Cavaliere Oscuro. E l’ingresso in scena di Lois Lane fuga ogni dubbio sull’ostilità creata ad arte da Lex Luthor (e dalla presenza, ne sono certissimo, dei primi effetti dell’Equazione dell’Antivita di Darkseid). Non esistono particolari e fantomatici “buchi di sceneggiatura” in Batman V Superman.
L’Uomo d’Acciaio interviene come un deus machina a salvare sempre e comunque Lois Lane perché è “sintonizzato” sul suo essere. La percepisce dovunque sia e corre in suo soccorso. Non percepisce la propria madre adottiva in pericolo perché “non la sente a pelle” e non è “sintonizzato” su di lei. I supersensi di Superman non possono funzionare in altro modo, pena l’incapacità del supereroe di fare ordine nelle sue percezioni.
Di come Luthor abbia scoperto le identità segrete di Superman e Batman… be’, lo spostatissimo Lex è un genio che adotta i mainframe e i database più avveniristici. Del resto stiamo parlando di un criminale capace di indagare anche sull’identità e sulla provenienza di un’immortale. E questo Wonder Woman lo sa. Per questo fa il suo ritorno nel mondo degli uomini, consapevole del pericolo.
corrispondono rispettivamente a New York Metropolis e Gotham City e al New Jersey. Su come facciano due metropoli americane a coesistere a distanza così ravvicinata, la risposta la fornisce la caratteristica stessa della Terra-DC Comics, dove sulla Costa Est troviamo diverse metropoli fittizie poste a distanza assai ravvicinata rispetto alle metropoli reali.
Basta pensare, altresì, che sulla Costa Ovest di Terra-DC coesistono Coast City (la città di Lanterna Verde) e Gateway City (città di Wonder Woman) in un’area occupata anche da San Francisco e Los Angeles.

Batman V Superman è, insomma, un film tosto che ha il merito di non cercare mai il consenso degli spettatori, di non strizzargli mai l’occhio in maniera piaciona. E’ un film epico e mitologico che per “pesantezza” ricorda proprio le monolitiche saghe di Jack Kirby, incapaci di cercare compromessi coi lettori.

Un gran film, vibrante, denso, graziato da recitazioni consapevoli e da un’eccellente colonna sonora, destinato a diventare, col tempo, oggetto di culto e di giusta valutazione.

Alessandro Di Nocera

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 4/6

La DC Comics, sviluppando il discorso di rinnovamento in corso dall’anno precedente, continua la rilettura dei suoi due principali characters. Superman, affidato alle capaci mani di John Byrne, attraversa la miniserie The Man of Steel (giugno 1986) eliminando la presenza di Superboy dall’adolescenza di Clark Kent, identità terrestre dell’ultimo figlio di Krypton e quindi cancellando idealmente più di quarant’anni di storie per ragazzi. Batman, ritrasformato in vigilante cinquantenne alla fine della carriera da Frank Miller, arriva forse alla cima più alta della sua vita editoriale con la miniserie di quattro numeri The Dark Knight Returns (marzo 1986) che lo stesso Miller, insieme a David Mazzucchelli al disegno, collegò in seguito con Batman: Year One, una serie nella serie in Batman Comic dal n. 404 al 407, in cui definì per sempre le origini del Crociato di Gotham City. Quest’anno sottolinea in parte la metà umana dell’eroe mascherato in genere; Miller, per Batman come per Daredevil (serie regolare dal n.226 al 233, disegni di Mazzucchelli), impone una psicologia che poi approfondisce, ponendo di fronte ai lettori una personalità, spesso discutibile, ma certamente priva di luoghi comuni, una lezione che anche Alan Moore applicò con successo sia a Superman, con Whatever happened to the Man of Tomorrow? (Superman n.423 e Action Comics n.583 del 1986, disegni del noto Curt Swan) dove l’Uomo d’Acciaio, in un “What W’ conclusivo, appendeva la calzamaglia al chiodo per sempre, sia alla maxi-serie di dodici albi Watchmen (settembre 1986/ottobre 1987) dove, insieme alle tavole di Dave Gibbons, esplorò quello che i supereroi sarebbero stati in un mondo reale.

Sul fronte Marvel, i più grandi successi del periodo, furono una rinarrazione degli anni di guerra nel Vietnam in The Nam (dicembre 1986) e l’estrapolazione dal gruppo degli X-Men della testata X-Factor (febbraio 1986), oltre ai festeggiamenti per i suoi venticinque anni di produzione e per la nascita dei Fantastic Four (1961). Jim Shooter lancia il suo progetto più ambizioso: il New Universe, dove i personaggi vivono nel cosidetto “tempo reale”. Nessun titolo cattura purtroppo l’interesse dei collezionisti, avviandosi irrimediabilmente verso la chiusura. Nei guai anche la Charlton Comics, la cui distribuzione è ormai affondata costringendo la società all’abbandono mentre entra in campo la Gladstone Publishing con una rinnovata linea Disney, una serie di characters notissimi ma fuori dal mercato per quasi due anni che raggiunge subito negozi specializzati e collezionisti. Altri due nomi si uniscono ai grandi del riconoscimento grafico: con la serie regolare The Shadow ritorna Howard Victor Chaykin (1986/87, DC Comics) e, su testi di Miller, la serie limitata per adulti in otto numeri Electra Assassin (agosto 1986/ marzo 1987 per la Epic, divisione Marvel) del visionario Bill Sienkiewicz. Nel 1987 però l’acquisto indiscriminato da parte di collezionisti e proprietari di negozi di comics rallenta. Letteralmente centinaia di piccoli editori indipendenti approfittano delle piccole speculazioni dei privati per editare albi di povera o dubbia qualità e, un taglio drastico agli acquisti è la prima risposta dei lettori. La stampa degli indipendenti si aggira intorno alle ventimila, quarantamila copie e, con il calo delle vendite, solo la migliore produzione sopravvive alla caduta. Molti degli editori più piccoli sospendono totalmente l’attività. Compare sul mercato la nuova ondata giapponese e la First Publishing ottiene i diritti per l’edizione americana di Lone Wolf and Cub nel maggio 1987 (in originale Kozure Okami, nato nel 1970 da Kasuo Koike e Goseki Kòjima), uno dei comics che influenzò di più l’opera di Miller, da Ronin a Borra Again. Al successo del Lupo Solitario segue la pubblicazione per l’Eclipse di altri manga, i comics “made in Japan”, come Mai the Psychic Girl. Albo delicatamente poetico invece Concrete, dell’indipendente Dark Horse, comic book adulto e singolare. Il Pipistrello vive sulle pagine di Detective Comics il suo Year Two (Detective Comics n.575/578). In quattro numeri, la vendetta di Bruce Wayne su Joe Chill, l’uomo colpevole della morte dei suoi genitori. Alle matite Alan Davis (nel primo albo) e Todd McFarlane, su sceneggiatura “hard boiled” di Mike W.Barr. Il Crociato Incappucciato ritorna negli anni ’40, pistola alla mano approfondisce di nuovo, come nel suo Year One, le ragioni della sua origine. Nel giugno 1988, il primo supereroe americano per eccellenza, Superman, festeggia il suo cinquantesimo anniversario. La DC celebra quel primo Action Comics (giugno 1938) con una ristampa dell’albo mentre Batman segue con trepidazione la sorte del suo secondo Robin, Jason Todd, destinato a morire per mano del Joker e dei lettori, che per telefono decideranno vita o morte come al Colosseo, nei numeri della propria collana (Batman n.426/429) nella saga di A Death in the Family.

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 3/6

Se il Rinascimento Americano potesse avere una sua collocazione precisa, potremmo risalire a questo 1983 con tranquillità sottolineando il fatto che, in campo grafico abbiamo ora più influenze e più ricerche di nuovi stili che nei passati venticinque anni, ma non è possibile dimenticare come determinati fattori come la nascita delle Graphic Novels (1978), destinato ad un pubblico adulto, le miniserie (1979), il passaggio obbligato a maxi-serie (1982), e tutta la ricerca di targets nei negozi specializzati e nel folto gruppo dei collezionisti, divisi tra passione e mera speculazione, costruiscano un edificio dove arte e business vanno strettamente a braccetto. Questo 1983 segna anche per i supereroi un’ ideale perdita di innocenza: nella mini contenuta nella testata regolare di The New Teen Titans (New Teen Titans n.39/44 e Annual n.3) intitolata The Judas Contract, una del gruppo, Terra, dopo, aver cercato di tradire i suoi compagni, muore tragicamente, iniziando idealmente per gli eroi mascherati, la ricerca di una identità che toccherà il suo culmine in Watchmen solo tre anni dopo.

Il 1984 vede un mercato del fumetto completamente indirizzato verso i canali specializzati che evitano i lettori casuali per considerare le speculazioni economiche dei collezionisti. La prima Major indipendente ha ora circa venticinque titoli in vendita diretta editi in soli tre anni. La serie limitata Secret Wars (maggio 1984) della Marvel, collega molte delle testate in un cross-over (la trama principale si sviluppa sulla serie transitando però nei vari albi dei protagonisti) e si basa soltanto sui negozi specializzati in fumetti. Colpito da carenze di distribuzione cessa le pubblicazioni Whitman (Gold Key) che non può competere con successo in campo specializzato. Con il suo abbandono e la sospensione a tempo indeterminato della Harvey Comics, ci sono pochissimi fumetti per i lettori giovanissimi, una carenza a cui la Marvel cercherà di ovviare presentando personaggi come Heathcliff the Cat e Dennis the Menace per la nuova linea Star Comic. Sottolineato dai festeggiamenti DC per il proprio cinquantesimo anniversario, il 1985 segna per questa editrice l’anno del rinnovamento. Per riorganizzare e semplificare il DC Universe e la sua miriade di mondi e di personaggi in un momento che vede questa Major pubblicare quaranta titoli con una diffusione totale media di tre milioni di copie al mese, pubblica la maxi-serie Crisis on Infinite Earths (aprile 1985). Alla fine dei dodici numeri, dopo aver eliminato grossi calibri come Supergirl, Flash, Wonder Woman e altri, gli sceneggiatori si trovano davanti ad un solo universo, un primo passo di quella che diventerà una rivitalizzazione dell’ intera linea dei supererai DC Comics. La Casa delle Leggende riporta in seconda di copertina dei suoi albi, i dati acquisiti dal The Comics Buyer’s Guide sulla preferenza dei fans accordata a The Judas contract e a Swamp Thing n.21, The Anatomy Lesson, e a The New Teen Titans e Swamp Thing come serie regolari. Tra gli sceneggiatori i più graditi sono Alan Moore e Marv Wolfman. Batman è invece uno dei quattro characters (su una classifica finale di nove) oltre a Swamp Thing, Nightwing e Ambush Bug, preferiti dagli oltre seimila corrispondenti del The Comics Buyer’s Guide nel 1985. In parallelo però, la concorrente Marvel raggiunge i cinquanta titoli e supera la DC nelle vendite. Nell’anno, aggiunge un terzo albo dedicato al character di punta, Web of Spiderman (aprile 1985). Anche la Marvel Comics per riordinare nella mente dei fans un totale di personaggi che raggiunge quasi quota duemila, ordina nella serie The Official Handbook of the Marvel Universe (dicembre 1985) con schede e costumi, ogni figura delle sue mitologie. Più di tremila negozi specializzati sostituiscono ormai il mercato tradizionale dei drugstores o nelle edicole considerati una voce risibile aggiunta ai canali dei collezionisti. Nel 1986, il Rinascimento Americano tocca senza dubbio il suo livello più alto di espressione. L’insieme dei fattori collegati allo sviluppo del mercato e dell’editoria, sommato all’introduzione di nuove soluzioni come le mini e le maxi-serie, rilegate in seguito in volumi per le librerie, e le Graphic Novels permettono a sceneggiatori e disegnatori una maggiore libertà espressiva anche nel fumetto seriale dove ogni concetto di base della figura del supereroe viene ribaltato e riscritto.

Watchmen: HBO alcuni teaser

L’emittente HBO ha rilasciato sul proprio canale Instagram e youtube tre frammenti di trailer della serie TV “Watchmen” in uscita quest’anno negli Stati Uniti.La serie televisiva dedicata a Watchmen e creata da Damon Lindelof è ancora avvolta nel mistero ed HBO non fa altro che alimentarne l’attesa con immagini e frammenti video. Al momento sappiamo che sarà ambientata nel presente e si svolgerà dopo i fatti raccontati nel fumetto del 1986-1987 di Alan Moore e Dave Gibbons. Nel 2012, nonostante la contrarietà di Moore e Gibbons, la DC Comics lanciò la miniserie prequel Before Watchmen, in cui diversi artisti e team creativi scrissero le avventure dei personaggi di Watchmen prima degli avvenimenti del romanzo grafico. Successivamente, nel 2017 la DC Comics, nell’ambito del progetto editoriale Rinascita, ha iniziato le pubblicazioni del sequel, Doomsday Clock, scritto da Geoff Johns, disegni di Gary Frank e colori di Brad Anderson.

Tornando al telefilm, la fotografia principale per l’episodio pilota è iniziata il 1 ° giugno 2018 ad Atlanta, in Georgia ed è molto probabile che queste immagini tratte dal profilo istagram della HBO, siano girate in quella località.

In questo brevissimo video abbiamo raccolto quanto la HBO ci ha messo a disposizione finora.

Watchmen di Elisa Mami

In Rinascita abbiamo visto Batman trovare nella sua caverna lo smiley con lo schizzo di sangue del Comico, il simbolo per eccellenza di Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons. I due universi saranno definitivamente fusi da luglio 2019, quando verrà conclusa la saga Doomsday Clock iniziata a Novembre 2017 (da noi verrà pubblicata da RW Lion a Febbraio 2019). Qui vi proponiamo alcuni stralci della tesi realizzata da Elisa Mami, proprio sulla saga di Watchmen e nella quale troverete tutti gli spunti necessari a comprendere meglio questo capolavoro fumettistico che ha vinto il premio Hugo ed è stato inserito nella lista di Time dei cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi.

INTRODUZIONE

Watchmen è una miniserie a fumetti supereroistica di 12 capitoli, scritta dall’autore britannico Alan Moore e disegnata da Dave Gibbons, che venne pubblicata in albi mensili dalla DC Comics a partire dal 1986. Ad oggi rimane l’unico graphic novel ad aver vinto un premio Hugo e ad essere inserito nella lista di “TIME Magazine” dei “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923”. Presenta i supereroi protagonisti più nell’aspetto umano e “quotidiano” che in quello straordinario e avventuroso, distruggendo l’archetipo del supereroe convenzionale.  Watchmen tocca argomenti come il ruolo dei supereroi e l’effetto negativo che la lotta contro il crimine ha sulla psiche; vengono descritti i problemi etici e personali, le difficoltà di relazione tra i componenti del gruppo, i difetti e le nevrosi che caratterizzano i protagonisti. Inoltre, nessuno di essi, fatta eccezione per il dottor Manhattan, possiede alcun superpotere.

ORIGINE DEL TITOLO

Il titolo “Watchmen” è tratto dalla frase latina di Giovenale: «Quis custodiet ipsos custodes?» (“Chi sorveglia i sorveglianti?”), che in inglese si traduce in “Who watches the watchmen?”. Infatti, come Giovenale fu stimato dai suoi contemporanei per aver messo in mostra i vizi della società romana attraverso le sue satire, così Watchmen prende in esame le contraddizioni del supereroe in costume, analizzandone vizi e difetti invece di focalizzarsi sui suoi poteri speciali come nello schema del fumetto tradizionale, ma anche del loro rapporto con la società, come è dimostrato dal diffondersi del graffito “WHO WATCHES THE WATCHMEN” sulle pareti degli edifici di New York dopo che nel fumetto venne approvato un decreto che rendeva fuorilegge gli eroi in costume.

RIASSUNTO DELL’OPERA

L’opera è ambientata in una realtà parallela, non troppo diversa dalla nostra vera vita, negli anni 80. La storia si apre con Edward Blake, agente governativo noto come il “Comico”, “eroe” in un mondo dove la legge vieta ai vigilanti in maschera di agire, e la guerra fredda è ancora nel suo momento più “caldo”. Allora, il costume era un’arma in più contro i malvagi e oggetto di ammirazione e rispetto da parte della popolazione. Blake muore scagliato giù dall’attico di un grattacielo. L’improvvisa morte del Comico porta il panico tra i membri del suo gruppo, i “CrimeBusters”: Adrian Veidt, noto come Ozymandias, l’ uomo più intelligente del pianeta; il dottor Jon Osterman, chiamato “Dottor Manhattan”: grazie ad un esperimento diventa l’unico essere con superpoteri di questo mondo: è praticamente onnipotente a causa delle forti radiazioni subite ( viene addirittura chiamato “la bomba H”); Julie Juspeczyk alias Silk Spectre, figlia di una ex membro del gruppo; Dan Dreiberg, discepolo di Hollis Mason già “Gufo Notturno” che ora gli lascia il ruolo di “Secondo Gufo Notturno” perché ,ormai ,“eroe in pensione”. Dan è lo stereotipo dell’uomo di mezza età con un pessimo lavoro, con una forte fibra morale, ma che ha abbandonato i suoi sogni di giustizia: “Volevamo rendere la città un posto migliore…ma non ci siamo riusciti!” La squadra si ritrova unita ai funerali del Comico, e si viene così a scoprire un possibile complotto per eliminare tutti gli eroi mascherati. A portare la notizia è un altro vigilante: Rorchach, per lui il mondo è solo in bianco e nero. Prima del decreto che rende fuorilegge i supereori, il nostro era un eroe solitario e taciturno, ma ancora sano di mente, e per un certo periodo aveva combattuto il crimine a fianco di Gufo Notturno. In seguito, l’ingiustizia dilagante tra l’autorità, la politica e il forte aumento della criminalità lo rendono smanioso di farsi giustizia da solo “a tutti i costi”. Rorchach tiene un diario, dove annota ogni passo delle sue indagini. Fondamentale per lo sviluppo della storia, sarà l’incontro con un vecchio supercriminale, Moloch, che gli rivela di aver ricevuto la visita del Comico poco prima della sua morte: era ubriaco e triste. Il Comico sapeva qualcosa, qualcosa che lo aveva sconvolto.
Nel frattempo, la stampa pubblica accusa il Dottor Manhanttan, di causare il cancro ad alcuni suoi collaboratori. Sconvolto dalla pochezza dell’umanità, che scaglia giudizi affrettati nella ricerca di un capro espiatorio ai propri mali, Jon si teletrasporterà su Marte, dove costruirà una cittadella di cristallo, e inizierà a riflettere sulla sua origine.
Anche Rorchach non se la passa troppo bene: una telefonata anonima lo denuncia alla polizia. Viene imprigionato e psicanalizzato. Gufo Notturno e Silk Spectre scoperto l’arresto, fanno evadere Rorchach, che mostra un sincero sentimento di amicizia per l’amico.  
Una brutta notizia per Silk Spectre: Manhattan la porta su Marte per rivelarle di essere la figlia del Comico! La forte e negativa reazione della ragazza è derivata dal fatto che le è incomprensibile come sua madre possa averlo amato malgrado lui l’avesse violentata. Il Dottore la consola facendole notare, che anche da un evento così negativo può nascere qualcosa di buono: lei.
Il Gufo e Rorschach scoprono un collegamento tra la morte del Comico, l’esilio di Manhattan e Ozymandias. Il duo raggiunge la base antartica del businessman ma non è in grado di fermare il piano diabolico dell’ex eroe. L’idea di Ozymandias era di inscenare una finta invasione aliena: egli fa sparire con l’inganno numerosi artisti, scienziati e li porta su un’isola deserta, pagandoli per progettare e costruire una mostruosa creatura aliena facendo loro credere che servirà per un film.
Il cervello del mostro è stato creato per clonazione da quello di un uomo dotato di poteri psichici. Ozymandias ha infatti stabilito di far teleportare (usando una forma ancora primitiva di teletrasporto ideata dal Dottor Manhattan) il mostro nel centro di New York, causandone la morte per auto distruzione che creerà un’onda psichica capace di generare visioni di morte e distruzione nelle menti dei sopravvissuti all’evento. Questo piano ha, secondo il suo autore, un fine sociale, “positivo”, interrompere la guerra fredda: le super potenze smetteranno di essere ostili e si alleeranno contro un nemico comune, gli alieni.
Manhattan e Silk Spectre tornano sulla terra appena dopo l’attuazione del progetto. Adesso i supereroi rimasti sono tutti riuniti in Antartide, davanti ad Ozymandias: Gufo Notturno II, Rorschach, Silk Spectre, Dr Manhattan e dovranno prendere una delle decisioni più impegnative della loro vita: tacere di fronte ad un grande crimine sebbene per un grande obiettivo, oppure parlare e rendere inutile la morte di tante persone. Ma Rorschach non ci sta, e decide di voler rivelare tutta la verità al mondo: dovranno ucciderlo per non farlo parlare. E levandosi la maschera, ci rivela la sua prima, vera, grande emozione, la disperazione di un uomo che non può sopportare le zone grigie. Ozymandias resta impunito. Ma nel piccolo giornale conservatore “New Frontiersman” sta per succedere qualcosa: Rorschach gli aveva inviato per posta il suo diario, che contiene le prove della cospirazione. E su questo finale aperto, si conclude la saga.

ALCUNE CONSIDERAZIONI E DOMANDE CHE SORGONO DOPO LA LETTURA

Può sembrare una saga avvincente con numerosi colpi di scena. Cosa rende Watchmen un capolavoro?  Seppure la storia sembri fantascientifica, i personaggi di Watchmen sono reali, o almeno lo sembrano. Tutti i pezzi di Watchmen compongono insieme una grande storia ricca di particolari e sfaccettature come il graffito sui muri di due scheletri che si baciano, metafora dell’era nucleare. Watchmen non è un fumetto facile. Affatto. E’ bello proprio perché ognuno ci vede qualcosa di diverso: dopotutto è solo questione di prospettiva, perchè siamo noi lettori che “guardiamo i guardiani”… Loro vegliano su di noi ma chi sorveglia loro?

Elisa Mami

A margine della bella tesi scritta da Elisa Mami, aggiungiamo una notizia apparsa di recente.

Nuove edizioni di Watchmen per l’etichetta Black Label

Watchmen di Alan Moore, che verrà riproposto nella Modern Classic Edition con nuove creazioni artistiche del co-autore Dave Gibbons.

L’iniziativa è stata così presentata da  Dan DiDiopublisherdella DC Comics. “La linea DC Black Label ospiterà le migliori storie evergreen della DC. La compagnia ha una lunga storia che include alcuni tra i titoli più riconoscibili e rinomati nel mondo dei fumetti, vogliamo onorare questa storia mettendoli tutti insieme sotto un unico banner”.

Justice League 2 rimandato per inserire The Batman

La Warner Bros ha ufficializzato il rinvio della “Justice League 2” previsto per il 14 giugno 2019, al suo posto il “The Batman” firmato dal regista premio Oscar Ben Affleck.

Zack Snyder il regista che ha portato sullo schermo “Watchmen” (2009), “L’uomo d’acciaio” (2013) e “Batman v Superman: Dawn of Justice” (2016) è attualmente impegnato nella post-produzione del film “Justice League”. L’uscita del film nella sale statunitensi, riguardante la squadra dei supereroi della DC Comics, è prevista per il 17 Novembre 2017.

La Warner Bros stava già pensando concretamente alla realizzazione del sequel “Justice League 2”, previsto inizialmente per il 14 Giugno 2019, ma ora è stato ufficialmente rimandato per dare spazio a un altro cinecomic: “The Batman” di Ben Affleck!

Il primo Justice League diretto da Zack Snyder uscirà comunque il prossimo autunno, mentre è possibile che adesso il film di Affleck prenda come data d’uscita il 24 luglio 2019, quella destinata al secondo episodio dell’ensemble di supereroi DC, anche se in precedenza erano uscite notizie di un possibile film di Batman nell’anno 2018.

L’intenzione della Warner Bros è quindi quella di concentrarsi su “The Batman” prima di lavorare a “Justice League 2”. Il film sarà scritto, diretto e interpretato da Ben Affleck. Nonostante il lungometraggio non abbia ancora una data di uscita ufficiale, i fans sperano di poterlo vedere al cinema nel corso del 2018. Si pensa anche possa prendere il posto della ex data di uscita del sequel della Justice League. Il primo film, invece, arriverà nelle sale italiane il 23 Novembre 2017.

Batman v Superman: l’armatura dal backstage e gli appuntamenti al Romics di Aprile 2016

Il fotografo di scena Clay Enos ha lavorato con il regista Zack Snyder dal 2009 con Watchmen, una possibilità che permette al fotografo di avere l’accesso esclusivo alle più grande star di Hollywood durante i giorni di riprese sul set. Il loro ultimo progetto insieme è ovviamente Batman v Superman: Dawn of Justice, la grande produzione Warner Bros. che vede la Trinità della DC Comics riunita sullo schermo in un film per la prima volta in assoluto. Enos è stato colui che ha catturato alcuni dei momenti nel dietro le quinte prima che li potessimo ammirare sul grande schermo. In un’intervista a Playboy (via CBM), Enos ha parlato dell’incontro con Snyder sul set di 300 e di come quel momento abbia portato alla nascita del loro rapporto legato alla realizzazione di film. Egli ha anche condiviso una nuova immagine del dietro le quinte di Batman V Superman e ha commentato la sua esperienza di riprese degli eroi DC Comics in carne ed ossa. Ci sarà probabilmente altro lavoro di questo genere per Enos in futuro, visto che Snyder si prepara a girare il film Justice League.

Quando è costretto a scegliere tra Superman di Henry Cavill , Batman di Ben Affleck, e Gal Gadot come Wonder Woman, ci si potrebbe chiedere come Enos sceglie chi mettere a fuoco. Ecco cosa ne pensa della Trinità DC Comics:

Dei tre personaggi in Batman V Superman tra Henry Cavill, Ben Affleck, e Gal Godot chi era il più facile da riprendere?
È difficile da dire. Gal è così bella, forte ed impressionante. E’ molto divertente e lei è nuova al genere dei film di supereroi. Ma poi Henry è l’immagine sputata di Superman che hai nella tua testa. È pazzesco. Quando lui indossa il suo mantello ed è in costume, stai riprendendo Superman. L’unica altra icona maschile che è nella tua testa per tutta la vita è Babbo Natale. E poi Batman è un gigante, una massa scura che mette suggestione, che rappresenta una sfida perché il suo costume è scuro. E’ così impressionante che si lascia andare. Ad un certo livello è solo un mento di Ben come Batman. Ma che mento.
Per una buona descrizione in che cosa consiste il lavoro di Enos, ecco ciò che ha detto:

Essere un fotografo di scena non è più come una volta. Quali sfide crea per te lo schermo verde?
Credo che la preoccupazione principale sia sempre “qual è il momento che verrà ripreso?” E non farsi distrarre troppo dal fatto che ci sia una tonalità verde (sugli attori) o non c’è niente dietro di loro. Poi si ordina per selezionare e scegliere. Se sono solo un po ‘di chiacchiere su un altro pianeta, si può anche lasciarlo andare. Oppure, se si tratta di qualcosa di drammatico come una lotta tra Batman e Superman, allora si riprende tutto a prescindere. Il passo successivo che si dovrebbe fare è cercare di mettere alcune parti dietro di loro in modo che quando lo realizzeranno potranno costruire il prodotto finito avrai dato loro una possibilità. Di sicuro l’ho fatto per 300: L’alba di un impero. Tutto il film è stato fatto in più fasi. Ci sono un sacco di battaglie navali. Quindi, basta guardare le riprese buone e metterle dietro di loro trovando l’angolo giusto e poi portarlo avanti.
E’ più facile in una location o in studio con lo schermo verde?
Dipende. Quando sei in giro, non ci può essere lo schermo verde, ma di solito è un set esteso quindi la maggior parte di ciò che riprendi è reale. Poi alla fine della strada, quando immagini che la città si estenda per sempre, mettono uno schermo verde. Credo che Aircover Gonfiabili abbia vinto un Academy Award tecnico quest’anno per questi schermi verdi gonfiabili giganti (gli AIRWALL). Si possono posizionare e realizzare qualsiasi tipo di scena, tutto grazie ad uno schermo verde.

Ieri è iniziata l’edizione primaverile di Romics 2016, che si terrà presso la Fiera di Roma fino a domenica 10 aprile.
Tra gli ospiti c’e’ anche Warner Bros. Entertainment Italia, che contribuisce ad arricchire l’offerta della fiera, grazie ad una serie di contenuti esclusivi pensati per i fan che affolleranno l’evento romano. Dominerà lo stand il film campione d’incassi Batman v Superman: Dawn of Justice, che ispirerà una serie di attività a tema, con gadget e animazione per tutta la durata del Festival.

Appuntamento speciale per SUICIDE SQUAD domenica 10 aprile presso il padiglione 5 – Movie Village, palco Comics&Movie con “I peggiori eroi di sempre”: Daniele Massironi di ScreenWEEK, Mario Bellina, esperto di comics e autore tv, Alessio Danesi, giornalista e esperto di comics, coordinati da Max Giovagnoli si cimenteranno in un interessante approfondimento sul film Suicide Squad prossima attesissima pellicola firmata Warner Bros.

Suicide Squad - Il movie poster

Suicide Squad – Il movie poster

Sempre domenica alle 13.30 circa, sarà presente presso lo stand Warner Bros. Claudio Santamaria, attore e doppiatore, che presterà la voce a Batman in LEGO Batman: il Film. Sarà possibile incontrare Santamaria in un momento dedicato alla firma degli autografi.

LEGO Batman 3: Gotham e Oltre disponibile per Android

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