Wonder Woman: la data del sequel

Diana Prince ci farà arrivare un bel dono di Natale, ma ci toccherà rimanere in attesa due anni e mezzo per poterlo scartare. La Warner Bros ha annunciato che il sequel Wonder Woman 2 con Gal Gadot arriverà nei cinema Imax il 13 dicembre 2019. Nessun regista è ancora stato scelto per il secondo capitolo, anche se si mormora già da tempo di un ritorno alla regia Patty Jenkins, che ha diretto il primo film. Sono in corso i colloqui di lavoro con la regista, ma un annuncio ufficiale non c’è ancora.

Al San Diego Comic-Con la casa di produzione aveva già annunciato di un sequel, ma nessuna data per WW2 era stata annunciata. La Warner Bros aveva fissato la data del 13 dicembre per un “Untitled WB Event Film III” che ora è stata assegnata al nuovo film di Wonder Woman.

Ma per rivedere Gal Gadot nelle vesti della nostra amazzone preferita, non dobbiamo aspettare molto tempo, visto che la sua prossima avventura sul grande schermo sarà nel film Justice League che arriverà nelle sale il 17 novembre. Con lei ci saranno Ben Affleck come Batman, Jason Momoa come Aquaman, Ezra Miller che interpreterà Flash e Ray Fisher nella parte di Cyborg.

Justice League

La Wonder Woman della regista Patty Jenkins è stata la rivelazione dell’estate ed ha superato i Guardiani della galassia 2 come film campione di incassi. Inoltre recentemente, Forbes ha riportato che il totale del film al Box Office mondiale si aggira intorno ai $ 786 milioni, superiore quindi a quanto incassato da Deadpool (fermo a quota $ 783,1 milioni). Segnali veramente incoraggianti per Warner Bros. in vista del prossimo film.

Vi ricordiamo i nostri articoli dedicati all’esordio in stand-alone di Wonder Woman che abbiamo seguito particolarmente da vicino:

Wonder Woman, il film – Riflessione

di Dan Cutali

Il film dedicato a Wonder Woman ha già raccolto incassi stellari come quelle disegnate sui suoi short. Eppure questa Principessa Diana di Themyscira cinematogafica non ha pantaloncini stellati o altro nella sua uniforme che ci ricordino le stars and stripes della bandiera degli USA. Non è neanche un pallido ricordo della Wonder Woman televisiva interpretata da Lynda Carter nel 1976 e di cui tutti gli adolescenti dell’epoca s’innamorarono. In effetti, era anche lei un simbolo che rappresentava gli Stati Uniti d’America e i suoi ideali di libertà e democrazia (e potenza bellica), alla pari di Superman. In epoca pre-Crisis, quando tutto era più innocente e gli eroi erano senza macchia e senza paura, non avrebbe potuto essere altrimenti in casa DC Comics. Soltanto dopo quello spartiacque, l’arrivo delle sceneggiature di Alan Moore in suolo americano e la discesa di tutta la new wave di autori britannici, avremmo cominciato a considerare sia Superman che Wonder Woman di quel periodo un po’ stucchevoli e infantili. Nel caso della Principessa Amazzone, con il passare degli anni e con i gusti dei lettori diventati più smaliziati, l’ideale dell’icona americana è andato sbiadendosi sempre più fin quasi a scomparire.

Questo film è la celebrazione della non-americanità di Diana, di Themyscira appunto. Viene chiamata Wonder Woman dai media americani, come al solito sono loro che danno il nickname – come diremmo oggi – ai super-eroi, per darle ugualmente un senso di appartenenza statunitense. È anche la celebrazione dell’origine divina di Diana e della perdita dell’innocenza nel più classico percorso di formazione che la porta a incontrare un’Umanità sessista e retrograda rispetto alla società matriarcale in cui è cresciuta. Ovvero a crescere e cambiare, anche se a molti critici questo non è piaciuto, trovandola invece una forte incongruenza nella trama, nel carattere del personaggio. Nella pellicola di Patty Jenkins c’è finalmente il recupero metaforico della Dea Madre che trasmette amore e affetto per l’Umanità venuta alla luce dal suo grembo, come viene descritta e sottolineata con precisione nel breve trattato postato su facebook da Alessandro Di Nocera. L’insegnante partenopeo sostiene che l’intento di William Moulton Marston, creatore del personaggio di Wonder Woman ed eminente psicologo, fu quello di fornire agli adolescenti di inizio anni ’40 una figura femminile eroica ma dotata di amore materno ed emancipazione, senza alcun ammiccamento all’erotismo che una figura di questo tipo, con gonnellino svolazzante e body dal quale strabordavano le curve giunoniche, avrebbe potuto far nascere in mezzo a una miriade  di omaccioni super-muscolosi con poteri inimmaginabili ma con le mutande sopra i pantaloni della tuta. Insomma, come scritto da Di Nocera, Wonder Woman è una figura femminista ante-litteram priva di spigolature pruriginose e anzi tesa al far avvicinare ai comics il pubblico femminile, genericamente refrattario ai fumetti di supereroi. Tutto questo traspare proprio nel film che si va a incastonare nel grande mosaico del DC Comics Extended Universe, il DCEU che si sta delineando pellicola dopo pellicola prodotta dalla Warner Bros.

Diana viene cresciuta a Themyscira con gli insegnamenti della madre, la Regina Hyppolita, e delle compagne Amazzoni. Sono insegnamenti di guerra ma anche di amore e giustizia. Diana è greca, tutte le Amazzoni lo sono, e durante il film si evince che in passato hanno dovuto auto-esiliarsi sull’Isola Paradiso, Themyscira appunto, a causa di una dura guerra contro gli uomini il cui unico scopo era sottometterle e conquistarle, guidati dallo spirito del Dio della Guerra, il mitologico Ares (o Marte per i latini). Da qui in poi l’avventura di Diana si sviluppa linearmente seguendo il tipico clichè del viaggio dell’Eroe, dopo l’incontro fortuito con il Capitano Steve Trevor e il suo salvataggio in mare. Quello che però salta all’occhio è finalmente un totale richiamo al fumetto che permea tutto il film, molto più marcato delle precedenti pellicole del DCEU. Ovvero, il riferimento è quello del post-Crisis: tutto ma proprio tutto è un omaggio a George Pérez, come c’è scritto in modo palese anche nei titoli di coda. Ed è questo lo spirito con cui godersi al cinema il film dedicato a Wonder Woman, gli appassionati vi riconosceranno parecchie citazioni alla leggendaria run creata dagli immortali disegni e dalla munifica penna di Pérez. Per il resto, Diana di Themyscira va vista per quello che è: la Dea salvifica e materna che comincia il suo percorso in mezzo all’Umanità (che sia americana non ha importanza – è un dettaglio che abbia fatto il suo ingresso durante la Prima Guerra Mondiale dalla parte dei giusti, infatti all’inizio ha molti dubbi) con un’ingenuità e una bontà disarmanti ma pronta a sfoderare tutta la violenza di cui è capace per difendere quei valori divini sbiaditi ma che, come ha spiegato in maniera esaustiva Di Nocera, hanno ripreso colore con Alan Moore prima, con George Pérez poi e con questo film ora.

Dan Cutali

Su Wonder Woman potete leggere anche:

Batman chiede la mano di Catwoman

Batman fa il grande passo e chiede a Catwoman di sposarlo. L’annuncio dato anche su Twitter dalla casa di fumetti Dc Comics

Anche gli eroi hanno un cuore. L’ultimo a fare il grande passo è Batman. Il Cavaliere oscuro, dietro la cui maschera si nasconde il filantropo/playboy Bruce Wayne, ha deciso di chiedere la mano a Selina Kyle, ovvero Catwoman. Ad anticipare il coup de teatre nelle strisce fumettistiche è stata la stessa casa editrice Californiana che in un tweet anticipa la copertina del numero 24 della saga con il seguente lancio promozionale: «La migliore decisione possibile o il più grande errore nella vita di Batman».

L’uomo pipistrello dà appuntamento alla gatta sul tetto del suo palazzo a Gotham City. E nel modo più classico e romantico, in ginocchio, le mostra un diamante che stringe nella sua mano e pronuncia una sola parola: «Marry me» (sposami). Il loro flirt, d’altra parte, va avanti da 75 anni. Infatti i due hanno iniziato a conoscersi nella primavera del 1940, quando il fumetto era alla sua prima pubblicazione nelle edicole statunitensi, come antologico stagionale che raccoglieva le avventure ancora mai stampate del dinamico duo composto da Batman e Robin. «Voglio che le persone tornino a casa e si chiedano se sia giusto che Catwoman dica sì o meno. Un grande dibattito potrebbe nascere intorno alla questione», ha detto il fumettista e scrittore statunitense, Tom King al giornale Usa Today. Batman sembra aver trovato la propria compagna di vita, dopo un passato ricco di relazioni (di cui vi abbiamo parlato nel nostro speciale Amori Perduti): dalla super cattiva Talia al Ghul, figlia del potente capo della Lega degli assassini Ra’s al Ghul, al bacio con Wonder Woman.

Batman n. 24 – Batman chiede la mano di Catwoman

Batman svela così il suo volto più umano, che spesso rimane in secondo piano, celato dai continui scontri con i villain di sempre. Che si tratti di Hush, Poison Ivy, Bane, Pinguino o Joker. Per King, continuare sulla linea della sofferenza interiore che già da bambino Bruce Wayne ha accumulato fino ad oggi, non avrebbe svelato più nulla di nuovo sul personaggio. Invece, mescolando ingredienti come il dolore con sentimenti non sempre nascosti (come avete letto nello speciale Amori Perduti) come l’amore, l’eroe ha la possibilità di «nascere a una seconda vita» (stando alle sue parole). Comunque quanto accade oggi, si è già consumato in casa DC Comics proprio tra Batman e Catwoman. Se siete curiosi potete leggere qualcosa qui. In attesa di poter leggere la storia, voi cosa pensate di questa svolta a tinte rosa conferita al personaggio?

 

 

 

Il DCEU introduce Lanterna Verde anche in Justice League

Con l’arrivo nelle sale di Wonder Woman, è stata resa disponibile sul grande schermo anche la nuova intro del DC Extended Universe (DCEU) che accompagnerà tutte le pellicole a venire dell’Universo Cinematografico Espanso. Nella clip fanno la loro apparizione tutti i membri della Justice League.
Grazie a questo nuovo intro è iniziata una speculazione sulla presenza di Lanterna Verde, sotto forma di cameo, nel film Justice League, in uscita a novembre 2017.

In passato abbiamo già avuto il film su Hal Jordan ma all’epoca non esisteva ancora il DCEU, quindi è logico pensare che i fan sperino fino all’ultimo di vedere il personaggio in Justice League, forse nel finale o nelle scene post credit.

La Justice League nell’intro dei film della DC Comics

La stessa intro mostra infatti i vari membri della Justice League cinematografica (Batman, Superman, Wonder Woman, Flash e Cyborg), tra cui troviamo anche Lanterna Verde!

Già da mesi comunque si parla dell’eroe nel 2020 nel film Green Lantern Corps dove si vociferava la presenza di Armie Hammer come nuovo Hal Jordan, ma mai confermata. Però attenzione, in Justice League non è stato ancora mostrato Superman da nessuna parte, che la Warner Bros. stia facendo lo stesso per Lanterna Verde?

Molto probabilmente il personaggio di Green Lantern verrà introdotto in Justice League, anche se un recente post sui social media potrebbe essere il primo indizio di un nuovo progetto in arrivo.

Il post già anticipato a fine 2016 dall’attore Andre Gordon (Modern Family), che ha condiviso una foto di Lanterna Verde di John Stewart con la didascalia “andregordonofficialThe pieces are coming together and it feels good! («I pezzi si stanno assemblando, e stanno venendo su bene»)#johnstewart #greenlantern #greenlanterncorps #justiceleague #4HorsemenFilms”, sembra essere confermato dal regista Umberto Gonzalez ha spiegato che secondo lui nel film film Lanterna Verde ci sarà: E’ confermato che una Lanterna Verde in Justice League ci sarà, non posso dirvi chi ma ci sarà!”.

Questo post sembra confermare le voci precedenti che speculavano sul fatto che avremmo visto molteplici Lanterne Verdi dal settore 2814 (che comprende anche la Via Lattea e di conseguenza la Terra, dove le Lanterne Verdi sono due, Hal Jordan e John Stewart) nell’universo cinematografico e, infine, nel film Green Lantern Corps di prossima realizzazione.

Nel frattempo voci di corridoio vorrebbero che i reshoot del film saranno girati a Londra tra giugno e agosto e che le scene aggiuntive siano «rilevanti».

Il produttore esecutivo Charles Roven in una recente intervista ha spiegato che pur essendo minime, le riprese addizionali prenderanno molto tempo per via degli impegni di tutti gli attori coinvolti. Ad esempio Jason Momoa e Amber Heard si trovano in Australia per girare Aquaman, Gal Gadot sta promuovendo Wonder Woman in giro per il mondo, Henry Cavill è sul set di Mission Impossible 6, etc…

Ma è proprio Cavill a stuzzicare i fan con una foto su Instagram che lo ritrae indossando il costume di Superman e pronto per le riprese. La foto è stata scattata in occasione del 79esimo Anniversario dell’apparizione di Superman nella Action Comics, ma fa pensare che l’attore si trovasse già a Londra per girare.

Hi Everyone! I've been doing some Super Ruminations because this month is the 79th anniversary of Superman in Action Comics and thought it fitting to pass on this little fact. Who knew eh?? In January 1933, Jerry Siegel wrote a short story titled "The Reign of the Superman", which was illustrated by his friend Joe Shuster and self-published in a science fiction magazine. It told the story of a bald villain with telepathic powers. Trying to create a character they could sell to newspaper syndicates,Siegel re-conceived the "superman" character as a powerful hero, sent to our world from a more advanced society. He and Shuster developed the idea into a comic strip, which they pitched unsuccessfully. National Publications was looking for a hit to accompany their success with Detective Comics, and did not have time to solicit new material. Because of the tight deadline, editor Vin Sullivan was forced to make it out of inventory and stockpile pages. Sullivan asked former coworker Sheldon Mayer if he could help. Mayer found the rejected Superman comic strips, and Sullivan told Siegel and Shuster that if they could paste them into 13 comic book pages, he would buy them. #SuperRuminations #Superman #ActionComics

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Vi ricordiamo che al momento l’uscita del film è in programma per il prossimo 16 novembre.

Wonder Woman da record, oltre 100 milioni di dollari al botteghino

Esordio super per l’eroina “Wonder Woman“, che al primo weekend in sala è volata oltre i 100 milioni di dollari al box office americano, a cui vanno aggiunti altri 123 milioni incassati nel resto del mondo. Il film diretto da Patty Jenkins ha come protagonista l’attrice israeliana Gal Gadot, cha aveva già vestito i panni della celebre eroina Dc Comics in “Batman v Superman: Dawn of Justice“.

Il sodalizio femminile tra la regista della pellicola Patty Jenkins e l’attrice Gal Gadot ha conquistato l’industria di Hollywood, dominata prevalentemente dagli uomini. “Wonder Woman” è infatti una delle poche pellicole dirette da una donna e una delle pochissime ad aver avuto anche un grande successo commerciale. Il precedente record era di Sam Taylor-Johnson, che nel 2015 incassò al primo weekend in sala 85 milioni grazie al blockbuster erotico “50 sfumature”.

Ottimo debutto ma anche qualche polemica per “Wonder Woman”. Il Libano ha infatti vietato l’uscita del film a causa della protagonista Gal Gadot. La motivazione è che l’attrice è di nazionalità israeliana ed è inoltre una ex soldatessa (il servizio militare femminile è obbligatorio in Israele). La decisione è stata presa dal Ministero dell’Economia e del Commercio del Libano, che da tempo porta avanti una politica di boicottaggio nei confronti dei prodotti israeliani.

Lei stessa ringrazia i suoi fans in un video su Facebook

Wonder Woman a Pompei, il disegno esclusivo di Lorenzo Ruggiero

Wonder Woman pubblicata in USA da DC Comics è sicuramente tra i personaggi femminili dei fumetti quello più’ longevo e famoso in tutto il mondo. In occasione dell’uscita al cinema in questi giorni del primo lungometraggio a lei dedicato e del Wonder Woman Day con cui qualche giorno fa si è celebrata  in ogni parte del mondo l’amazzone Diana – vero nome di Wonder Woman- la Scuola Internazionale di Comics realizza un’altra esclusiva stampa d’autore per i lettori di Repubblica di Napoli. L’illustrazione – disegnata da Lorenzo Ruggiero (qui intervistato da noi) e colorata da Alessia Nocera – raffigura Wonder Woman nella sua tipica posa da amazzone/guerriera e con gli scavi di Pompei sullo sfondo. Una scelta sicuramente originale che Ruggiero – anche direttore artistico dell’iniziativa stampe d’autore, nata da una idea di Giovanni Marino, ci spiega meglio nel dettaglio: “Cercare  di contestualizzare senza forzature i personaggi che raffiguriamo ogni settimana in luoghi rappresentativi di Napoli è il filo conduttore della nostra iniziativa. Gli scavi di Pompei , secondo me, si sposano perfettamente con le caratteristiche mitologiche di Wonder Woman. Personaggio dei fumetti tra i più’ popolari, ma anche e soprattutto vera e propria icona rappresentativa delle donne nel mondo. Tutti conoscono Wonder Woman, anche chi non legge i fumetti. I colori di Alessia poi riescono a dare un forte impatto visivo al disegno. A metà tra la copertina di un fumetto e la locandina di un film. Wonder Woman inoltre è tra i personaggi più’ amati anche nel nostro Paese. Due miei colleghi , infatti, proprio in questo periodo stanno lavorando sulla serie a fumetti: Mirka Andolfo, anche lei napoletana e David Messina (di cui vi abbiamo dato notizia qui), docente presso la sede di Roma della Scuola Internazionale di Comics”.

Stampa formato A3 su carta lucida opaca, 250 gr
Disegno e direzione artistica: Lorenzo Ruggiero
Colori: Alessia Nocera
Ritiro presso Scuola Internazionale di Comics, via Tarsia 44 vicino Piazza Dante – Napoli
Secondo piano
Dalle ore 10.00 alle 18.30

 

Wonder Woman illustrata da Lorenzo Ruggiero

Wonder Woman: tutto ciò che desideri sapere e illustrazioni esclusive di autori italiani

Arriva dal mondo dei fumetti sullo schermo cinematografico, “Wonder Woman”, eroina che permette al pubblico di dare anche al mondo dei supereroi un punto di vista diverso da quello prettamente maschilista. Il mondo si sta trasformando e sebbene agli inizi degli anni 40 l’introduzione nei fumetti originali dell’eroina, destò molto scalpore per quella che era l’immagine della donna a quell’epoca, furono realizzate numerose modifiche, contaminandone il contenuto femminista che lo distingueva. Oggi nella società in cui ci troviamo è importantissimo tornare ai valori reali di una donna che non è unicamente eroina perchè si trova sotto i riflettori, ma “Wonder Woman” in sè incarna lo spirito battagliero che fa parte della vita delle donne di ogni giorno, poichè anche loro, tanto quanto gli uomini, lottano per guadagnare il proprio posto nella società e col tempo sta diventando una realtà concreta, verso un mondo dove le diversità stanno per sparire. Pubblicata a partire dal 2015, The Legend of Wonder Woman di Renae De Liz e Ray Dillon racconta le origini della principessa guerriera e il percorso di maturazione che la porterà a diventare una supereroina. La serie ha avuto un discreto successo e una nomination agli Eisner Awards 2016, ma dopo essere stata riconfermata a luglio 2016 è stata improvvisamente cancellata dalla DC Comics, così il personaggio di Wonder Woman si riprenderà lo scettro di eroina incontrastata al cinema e nel recente rilancio dei suoi fumetti da parte della DC Comics con la serie Rinascita, dove il buon Greg Rucka spiega quale sarà la natura e il ruolo di Diana nell’attuale DCU. Le eroine sul grande schermo negli ultimi anni proliferano e si stanno prendendo la rivincita sugli amici uomini. Wonder Woman è il film di lancio del DC Extended Universe per l’anno 2017 e che apre le porte al crossover Justice League con protagonisti Batman, Superman, Cyborg, Flash, Wonder Woman e Aquaman, comunque anche tra i supereroi aspettatevi un futuro prolifico di Supergirl. Wonder Woman, che abbiamo già visto in azione in Batman v Superman: Dawn of Justice interpretata dall’ex modella amante dell’Italia Gal Gadot è la protagonista assoluta del film. Ma chi è Wonder Woman? Quali sono le origini di questa icona femminista, sex simbol, mito, leggenda che a settantacinque anni dal primo fumetto arriva al cinema per la prima volta?

Arriva l’amazzone

Il personaggio di Wonder Woman comparve per la prima volta nel dicembre del 1941, nel numero 8 della serie “All Star comics” della DC comicsWonder Woman (che in lingua italiana significa “La donna meraviglia“) è un personaggio dei fumetti, creato dopo un attenta indagine di mercato sui gusti e le tendenze del momento. La Dc Comics si rivolse al famoso psicologo americano Charles Moulton, per individuare un personaggio che potesse far fronte alla concorrenza dei supereroi Marvel. Visto l’incalzare delle correnti femministe e dell’importanza dei ruoli sociali che assumeva la donna in quegli anni, si decise di ideare un personaggio femminile che seguisse l’onda di questa tendenza. A dire il vero tutti i fumetti con personaggi femminili, prodotti in quegli anni, non ebbero il successo sperato, ma l’accurata miscela di particolari ingredienti narrativi, dette al fumetto supereroistico di Wonder Woman, un successo immediato.

Quindi tra la fine del 1941 e l’inizio del 1942 Wonder Woman fu l’attrazione principale di Sensation Comics e poi la titolare di una serie a suo nome. L’idea dello psicologo William Moulton Marston- che si era unito alla DC Comics come consulente prima di iniziare a scrivere storie – era di dare a Wonder Woman un look insolito in un ‘industria di supereroi maschi. Nel frattempo, la casa editrice Californiana mise a segno un colpo inserendo tra i propri ranghi il celebre team artistico composto dal disegnatore Jack Kirby e dallo scrittore Joe Simon, che durante l’anno si occuparono della Newsboy Legion, di Guardian e dei Boy Commandos. Jerry Siegel scrisse Robotman e altri personaggi, tra cui Mister Terrific, e debuttò anche Wildcat. Superman divenne protagonista di un romanzo ed ebbe un nuovo fastidioso avversario, Prankster, mentre Batman con Due Facce si guadagnò un nuovo arcinemico. Ma con la Battaglia delle Midway che infuriava nel Pacifico e il razionamento di carburante, fu la guerra a influenzare le vite dei lettori e anche degli autori.

Il disegnatore Giacomo Porcelli omaggia Wonder Woman

Il disegnatore Giacomo Porcelli omaggia Wonder Woman

Lo psicologo William Moulton Marston si aggiunse ai ranghi degli autori di fumetti di grosso calibro grazie a Wonder Woman, quando la sua creatura prese la guida di Sensation Comics dopo una breve anteprima su All Star Comics 8 l’anno precedente. Marston aveva voluto introdurre una forte supereroina nei fumetti per equilibrare la situazione in un mondo dominato dagli uomini. “Da un punto di vista psicologico, mi sembrava che il peggior difetto dei comics fosse la loro raccapricciante mascolinità”, scriveva Marston nel 1943, in un numero della rivista The American Scholar. “Un eroe maschio, al suo meglio, manca di quell’amore e di quella tenerezza materna che al bambino sono essenziali come l’aria”. La copertina di Sensation Comics 1 fu disegnata da Jon Blummer (che lavorava a Hop Harrigan, su All- America Comics), nonostante i disegni interni di Wonder Woman fossero di Harry G.Peter, con uno stile esagerato che avrebbe finito per caratterizzare il personaggio. L’anteprima su All Star Comics aveva presentato il comandante dell’esercito statunitense Steve Trevor, che si era schiantato sull’avamposto delle Amazzoni sull’Isola Paradiso guadagnandosi le attenzioni di Diana. Il numero inaugurale di Sensation Comics riprendeva questa trama, con la missione di Diana per riportare Steve Trevor nel mondo degli uomini. Incoraggiata da sua madre, la Regina Ippolita, e con la benedizione delle dee Afrodite e Atena, Diana viaggiò negli Stati Uniti ispirato alle stelle e strisce ma che rivelava abbastanza da farle guadagnare la condanna dei ficcanaso dei locali. Come Wonder Woman, Diana dimostrò grande forza, stupefacente velocità e riflessi incredibilmente precisi. Per poter controllare Steve Trevor, ricoverato in ospedale, Wonder Woman assunse l’identità di Diana Prince e divenne un’infermiera. Il numero successivo di Sensation Comics rimpolpò il cast di comprimari, introducendo la sua amica Etta Candy e le Holliday Girls, del vicino Holliday College. Wonder Woman ottenne un successo immediato, tanto da guadagnarsi un titolo a suo nome prima della fine dell’anno e unirsi alla Justice Society of America su All Star Comics 11 di giugno.

A partire dal 1968 gli autori Mike Sekowsky, Dennis O’Neil e Dick Giordano rivitalizzarono la serie cambiando radicalmente lo status del personaggio che alla fine degli anni sessanta risultava totalmente anacronistico. Wonder Woman perde tutti i suoi poteri, abbandona il costume tradizionale ed assume l’identità di Diana Prince. Grazie all’aiuto di un nuovo personaggio, I Ching, si addestra nelle arti marziali e affronta tutta una serie di avventure che, pur in uno stile totalmente diverso, ritrovano l’antico spirito del personaggio. L’esperimento avrà successo e la serie di Wonder Woman sfugge ancora una volta alla chiusura, ma durerà fino al 1973 quando i poteri e il costume saranno ripristinati e le storie riprenderanno quelle della Golden Age, riscritte e ridisegnate. Ma è nel 1975 che Wonder Woman riacquista popolarità grazie soprattutto a una serie di telefilms americani, interpretati dall’affascinante Linda Carter, nei panni della celebre super-eroina. Cambiamenti, però, arriveranno nuovamente: con il n.329 di Wonder Woman del 1986, il matrimonio con Steve Trevor chiudeva l’era di Diana Prince per aprire quella della principessa Diana. Dopo Crisi sulle Terre infinite, infatti, la serie ricominciò dal numero 1 la pubblicazione delle avventure di Wonder Woman, che venne affidata a George Pérez, il quale prese al volo l’occasione per rivoluzionare non poco il personaggio, legandolo sempre più alla sua tradizione greca. Questo arco di storie (una sessantina o poco più) sono probabilmente le migliori mai realizzate sul personaggio, grazie alle quali Perez dimostrò tutta la sua bravura non solo come disegnatore, ma anche come narratore. Nel luglio 2010, in occasione dell’uscita del seicentesimo numero della sua serie, DC Comics ha rinnovato il costume dell’eroina, ad opera di Jim Lee, con un paio di pantaloni neri attillati, un corsetto rosso e una giacca blu.

Una lunga evoluzione e i tanti volti di Wonder Woman, specchio dei mutamenti della condizione femminile dal 1941 ad oggi

1941

William Moulton Marston crea Wonder Woman, amazzone che lotta per i diritti delle donne.

1942

Il look di Wonder Woman, ispirato dalle pin-up e dalle suffragette (con il termine suffragette si indicavano le appartenenti a un movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne) è al centro di un acceso dibattito.

1943

In un fumetto Wonder Woman lotta contro la sua nemesi, Cheetah.

1944

Wonder Woman si candida come presidente contro il Man’s World Party. E vince le elezioni.

1949

Dopo la morte di Marston, Wonder Woman privata dei suoi poteri, diventa modella e babysitter.

1968

Una versione psichedelica di Wonder Woman. Ancora senza poteri, indossa i pantaloni.

1972

Nel numero di Women’s Lib Issue Wonder Woman si batte per la giusta paga. Nello stesso anno Gloria Steinen mette Wonder Woman Presidente sulla copertina di MS. Magazine.

1979

Negli anni settanta la popolarità di Wonder Woman cresce grazie alla serie TV con Linda Carter.

1987

George Perez modernizza Wonder Woman, enfatizzando le sue muscolari origini di amazzone.

1992

Negli anni 90 il fumetto vira sul sexy e Wonder Woman non fa eccezione. Il look abbraccia l’estetica punk e pantaloni in pelle che piacciono ai giovani fan maschi.

2013

Wonder Woman acquista una nuova storia delle sue origini in 52 trame della DC Comics.

2016

La consapevolezza del potere. E il mitico Greg Rucka afferma che Wonder Woman è bisessuale.

Cheetah sfodera gli artigli

Essendo una delle poche supereroine dei fumetti, di frequente Wonder Woman affrontava criminali al femminile con cui lo scrittore William Moulton Marston rimpolpava la sua galleria dei nemici. Un ‘avversaria memorabile fu Cheetah, che esordì su una dinamica copertina del disegnatore Harry G.Peter. Priscilla Rich, gelosa di Wonder Woman dopo averla incontrata a un evento di beneficenza, adottò l’identità in costume di Cheetah e rubò l’incasso nel tentativo di incastrare la Principessa Amazzone. Nonostante Cheetah fosse apparentemente morta, tornò poi in scena più avanti nello stesso albo e col passare del tempo divenne uno dei nemici più iconici di Wonder Woman.

Wonder Woman è il terzo elemento della trinità che comprende Superman e Batman, e molti la considerano la più affascinante dei supereroi. Modellata dalla creta da sua madre Hippolyta dell’isola di Themyscira, è nata in una tribù di Amazzoni, le donne guerriere dalle fenomenali doti che riempiono la loro vita con l’arte e la bellezza. Semidea in possesso di capacvità sovrumane, si reca nel mondo esterno per promuovere  la pace, l’amore e l’uguaglianza, disponibile a difendere queste eterne verità con la forza, se necessario. Viene creata dal dr. Villiam Moulton Marston, uno psicologo che la modella in base ad una serie di leggende e le fornisce una vibrante esistenza in virtù della stima che nutre per le donne. Negli anni che seguono il suo debutto, nel 1941, le sue avventure nei fumetti, nei cartoni animati e alla tv catturano donne e uomini di tutte le età, diventando fonte di ispirazione nella lotta per un mondo migliore. Il suo nome è Wonder Woman, e rappresenta uno scoraggiante paradosso. “Lavorare su Wonder Woman penso voglia dire cambiare tanto e aggiungere tanto” rivela Jim Lee. “Questo, in parte, è dovuto al fatto che, in tutta franchezza, l’industria dei comic book è parecchio orientata verso un pubblico maschile. Poi, l’originale Wonder Woman…come rafforzare un personaggio come il suo?. Non è che la sua storia non sia valida, oggi, ma credo comunque che debba essere adattata all’età moderna. Quindi, dentro di me, creativamente, è ancora una sorta di cantiere aperto”.

Wonder Woman e i suoi poteri

Per catturare i nemici si avvale di un “lazo” magico e per spostarsi indisturbata, pilota un aereo invisibile. Anche Wonder Woman ha una identità segreta, infatti quando deve mimetizzarsi con la gente comune, assume l’identità di Diana Prince, una ausiliaria dell’esercito americano, anche lei timida e impacciata, e con dei grossi occhiali come Clark Kent. I nemici di Wonder Woman sono il più delle volte spie, ladri e criminali di sesso maschile, ai quali deve puntualmente dare una lezione, dalla quale trapelano il suo astio verso la psicologia maschile, la cui indole è una costante minaccia per l’umanità. Dopo la morte del suo autore Charles Moulton avvenuta nel 1947, Wonder Woman ha perso tutto il carisma tipico della sua “Golden Age” e un po’ alla volta le sue storie hanno perso il classico taglio supereroistico, divenendo quindi un classico fumetto di avventura e di spionaggio. Fra questi autori ricordiamo Mike Sekowsky,  Andru ed Esposito.

I costumi nella nuova pellicola: il look di Diana

I costumi di Wonder Woman, oggetto di dibattiti fin dal 1941, sono cambiati nel corso degli anni. La costumista di Wonder Woman, l’inglese Lindy Hemming, un Oscar per Topsy-Turvy di Mike Leigh e un passato con Nolan sulla trilogia di Batman, ha rivisitato quello più iconico per renderlo coerente con la storia della principessa Diana, ma anche con la moda contemporanea. Stupefacenti le armature delle amazzoni che, realizzate in pelle morbida e leggera da artigiani inglesi e dipinte in modo che sembrino di metallo, modellano perfettamente il corpo delle attrici consentendo loro di compiere qualunque acrobazia. Una volta giunta a Londra, Diana Prince nel film dovrà trovare abiti adatti alla nuova identità, quella di segretaria di Steve, vesti femminili sufficientemente comode per combattere. Durante una festa di gala, la principessa indosserà un abito azzurro, nascondendo tra le scapole, come fosse un gioiello incastonato tra la seta, la leggendaria spada God Killing, l’unica in grado di uccidere Ares il Dio della Guerra. Solo quando giungerà al fronte, tra i soldati, Diana mostrerà il costume da Wonder Woman, fino a quel momento tenuto nascosto sotto un mantello nero. I bracciali, ricordo della antica schiavitù, sono in grado di fermare proiettili, così come lo scudo.

Curiosità per la scelta della protagonista del film

Prima della Gadot, al ruolo di Wonder Woman avevano aspirato anche Sandra Bullock e Jennifer Aniston. A dirigere un film sull’amazzone ci avevano già provato Joss Whedon e George Miller. La Gadot sarà Wonder Woman anche in Justice League in sala il 23 novembre.

Come promesso vi mostriamo la conferenza tenutasi domenica 9 Aprile 2017 al Romics che ha avuto come tema l’anniversario dei 75 anni di Wonder Woman e qualche notizia sul film.

Queste sono alcune delle copertine più significative dei fumetti di Wonder Woman

Curiosità per la promozione del film di Wonder Woman

Durante il finale di stagione di Supergirl, il network The CW ha proposto uno speciale promo del film Wonder Woman che vede la partecipazione delle protagoniste della serie Melissa Benoist (doppiata qui in Italia dalla bravissima Veronica Puccio) e Chyler Leigh, e dei volti ricorrenti Lynda Carter e Teri Hatcher. In sottofondo un remix del brano “These Boots Are Made For Walking”.

Il film di cui abbiamo visto l’anteprima mercoledì 24 Maggio 2017, diretto da Patty Jenkins e distribuito da Warner Bros., uscirà nelle sale di tutto il mondo da inizio giugno.

#WonderWomanFanDay

Mercoledì 24 Maggio abbiamo vissuto insieme l’anteprima mondiale del film sull’evento del #WonderWomanFanDay della nostra pagina Facebook. Eccovi qualche immagine catturata presso il cinema The Space di Parco De Medici a Roma.

All’anteprima era presente anche la disegnatrice DC Comics Emanuela Lupacchino, la quale ha realizzato un meraviglioso poster promozionale in esclusiva per l’Italia, che ritrae la Principessa Amazzone nelle diverse ere trascorse nei suoi 75 anni di storia.


L’artista si è concessa al pubblico del cinema per una mini intervista che vi mostriamo qui sotto.

Questo il grouphy realizzato durante la serata con Emanuela. Eravamo tutti con il suo poster in mano.

Infine vi avevamo promesso uno speciale sketch realizzato da Mirka Andolfo dedicato all’amazzone di casa DC Comics.

Sketch di Mirka Andolfo per i lettori di Batman Crime Solver


Wonder Woman 2 – Ambientazione

Il film Wonder Woman ha debuttato il 1 Giugno nei cinema italiani e di molte nazioni in tutto il mondo e le aspettative di casa Warner Bros sono molto alte. Le recensioni ottenute dal progetto diretto da Patty Jenkins sono particolarmente positive e già si parla del miglior progetto tratto dai fumetti della DC.

In cantiere c’è un sequel della storia di Diana Prince, la supereroina interpretata dall’attrice Gal Gadot.

La filmmaker, in un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, ha ora anticipato che il secondo capitolo della storia di Wonder Woman sarà ambientato nel mondo contemporaneo.

Vi riproponiamo l’Official Finale Trailer che abbiamo visto in anteprima al Napoli Comicon diffuso dalla Warner Bros.

 

 

Wonder Woman Day proclamato per sabato 3 giugno 2017

Per celebrare l’uscita del film, è stata realizzata una copertina speciale per il Wonder Woman Day, la grande festa che sabato prossimo 3 giugno festeggerà in tutto il mondo la supereroina creata nel 1941 dal fumettista William Moulton Marston e pubblicata negli Usa da DC Comics. L’ha disegnata l’artista napoletana Mirka Andolfo, matita italiana attualmente al lavoro sui fumetti della principessa amazzone. Questa cover variant, sarà pubblicata dalla casa editrice italiana RW Edizioni/Lion Comics con il numero 11 della testata dedicata a Wonder Woman.

L’albo sarà disponibile in occasione di Etna Comics il Festival internazionale del Fumetto che si svolgerà dall’1 al 4 giugno a Catania. Anche Mirka Andolfo (qui da noi intervistata) sarà presente per conoscere i suoi fan e firmare autografi.

Wonder Woman Variant Cover n.11 realizzata da Mirka Andolfo

La scelta è caduta sulla disegnatrice partenopea, che negli Stati Uniti ha esordito sulla testata dell’amazzone disegnando gli interni del numero 22 (in arrivo in Italia nei prossimi mesi), tra gli ultimi curati dal famoso scrittore Greg Rucka, sostituito dalla nuova sceneggiatrice Shea Fontana.

«Sono davvero felice di aver potuto lavorare a questa cover variant, che celebrerà in Italia il Wonder Woman Day, per la felicità dei tanti appassionati lettori e lettrici delle avventure della principessa amazzone – ha dichiarato Andolfo – Sono sempre stata molto incuriosita da questo personaggio femminile e sono onorata di lavorarci, soprattutto in questo periodo: la DC Comics mi ha infatti chiesto di disegnare anche i primi due albi curati dalla nuova sceneggiatrice Shea Fontana».

Il personaggio di Wonder Woman è sempre stato riconosciuto come l’equivalente femminile di Superman o anche una specie di compensazione delle fantasie per i lettori maschi in piena età dello sviluppo. In realtà le storie dell’amazzone sono molto più articolate e intime di quanto generalmente si possa pensare e la pellicola che abbiamo visto in anteprima mondiale al cinema The Space di Roma, e che domani, giovedì 1 giugno, uscirà nelle sale cinematografiche mondiali, punta a sottolinearlo. Il film celebra l’aspetto leggendario, commovente, doloroso ed angosciante della supereroina di casa DC Comics, delineandola non solo come una combattente, ma anche come messaggera di omogeneità, equità e unione tra i popoli. Ma di questo, e tanto altro vi rimando al nostro speciale che pubblicheremo per il Wonder Woman Day, in cui troverete anche uno sketch dell’amazzone disegnato durante Napoli Comicon da Mika Andolfo in esclusiva per voi lettori di Batman Crime Solver.