Superman di James Gunn: un remake che divide e ci lascia con il dubbio nel cuore

Amici di Batman Crime Solver, arrivati alla fine del 2025 possiamo finalmente guardarci indietro e parlarne con sincerità: il nuovo Superman di James Gunn, uscito nelle sale il 11 luglio 2025, è stato uno dei film più attesi dell’anno, e anche uno dei più discussi. Non sono qui per tessere lodi sperticate, né per difenderlo a spada tratta: da fan che conosce il personaggio e i suoi mille volti nei fumetti, da All-Star Superman alla Golden Age, quello che ho visto mi ha lasciato qualcosa da raccontare, e altrettante domande da pormi.

La prima cosa che colpisce è la scelta estetica: Gunn e il suo team hanno creato un uomo d’acciaio che sembra sospeso nel tempo. La tuta, i colori e perfino il modo in cui Superman appare nello spazio urbano di Metropolis sono curati nei minimi dettagli, ci sono richiami alla tradizione dei fumetti, ma con un taglio visivo tutto contemporaneo. Eppure, mentre guardavo il film, una sensazione di distanza emotiva non mi abbandonava: se Superman è un simbolo universale di speranza, in questa versione sembra più un’idea astratta che un uomo con cui poter davvero empatizzare. Certo, ci sono momenti visivamente potenti, alcune scene d’azione sono davvero ben montate e influenzate da una regia dinamica, ma il cuore drammatico non sempre schiocca come dovrebbe. Nemmeno il rapporto con Lois Lane, interpretata da Rachel Brosnahan, riesce sempre a convincere come potrebbe.

E poi c’è Clark Kent: sotto quel mantello rosso, David Corenswet prova a dare umanità al personaggio, ma chi lo guarda potrebbe ritrovarsi a volte a voler sentire di più, come se ciò che vediamo fosse solo la superficie di qualcosa di più profondo. Nicholas Hoult nei panni di Lex Luthor è uno dei fili più interessanti del film: la sua versione del gigante calvo di Metropolis prova a dare un peso ideologico allo scontro con Superman, più psicologico che fisico.
È un approccio affascinante, eppure, alla fine, rimane più stimolo intellettuale che stimolo emotivo.

Però ragazzi, come amanti dei fumetti sappiamo bene che i dettagli contano. Gunn e la sua troupe hanno disseminato il film di piccoli omaggi e riferimenti: dal simbolismo della Fortezza della Solitudine al modo in cui il Daily Planet è rappresentato, ogni scena sembra voler onorare il mito anche se la resa narrativa lascia a volte dei dubbi. Non tutti i fan si sono allineati col mio scetticismo. Il film ha ottenuto un buon punteggio su diversi aggregatori e la sua performance al botteghino è stata solida (anche se non travolgente) con oltre 217 milioni di dollari nel mondo al debutto, un risultato importante ma non epocale se confrontato al budget e alle aspettative globali.

Il dibattito non si ferma qui: la saga continua. Il prossimo capitolo atteso è Man of Tomorrow , un sequel annunciato per il 2027, che potrebbe portare nuove sfide, nuovi nemici e soprattutto una nuova prospettiva sul ruolo di Superman nel DC Universe in espansione. Questo Superman ha qualcosa da offrire: idee audaci, una visione visiva nitida, e un lavoro di creazione di world-building degno di nota. Ma se chiediamo al film di farci sentire chi è davvero Superman, la risposta resta un po’ sfumata.
È bello vederlo in volo, potente e iconico, ma rimane la domanda che ogni fan si fa guardando un eroe: quanto ci tocca veramente il suo cuore? E voi, lettori? Vi ha convinto, vi ha lasciato perplessi… o vi ha fatto desiderare qualcosa di più da Clark Kent? Ditecelo nei commenti. Qui su Batman Crime Solver continuiamo ad esplorare, discutere, appassionarci.