HBO Max sta sviluppando una serie tv su Blue Beetle

Blue Beetle è tra gli eroi secondari più amati dai fan DC Comics, e presto potremmo vedere finalmente una serie a lui dedicata. Sembra infatti che HBO Max stia lavorando al progetto.

Un nuovo report suggerisce che una serie basata su Jaime Reyes / Blue Beetle potrebbe essere in fase di sviluppo presso HBO Max. Secondo Daniel Richtman, il servizio di streaming sta sviluppando una serie basata sul personaggio di DC Comics, ma al momento non sono stati forniti altri dettagli.

Non sarebbe la prima volta in cui il personaggio vedrebbe la luce in live action, che è già apparso in Smallville, mentre è ricorrente in alcune serie animate come, Batman: The Brave and the Bold, Young Justice, DC Superhero Girls  e  Justice League Action.

Nel 2018 iniziarono a circolare rapporti secondo cui un film incentrato sul giovane eroe era in fase di sviluppo per il DCEU con una sceneggiatura di Gareth Dunnet-Alcocer. Tuttavia, da allora non ci sono stati aggiornamenti.

Presentato nei fumetti durante la Crisi Infinita del 2006 e creato dagli scrittori Keith Giffen e John Rogers e dall’artista Cully Hamnerthe, l’incarnazione del Blue Beetle di Jaime Reyes ha rapidamente sviluppato un seguito di fan devoti. Il personaggio ha una vasta gamma di superpoteri grazie a uno scarabeo alieno incorporato nel suo corpo.

Fonte: [Nerdpool.it]

 

The Batman: al via le riprese del film diretto da Matt Reeves

Burbank, CA – 28 gennaio 2020 – Sono iniziate le riprese di “The Batman” della Warner Bros. Pictures. Diretto da Matt Reeves (i film “Il pianeta delle scimmie”), Robert Pattinson (l’imminente “Tenet, “The Lighthouse”, “Good Time”) interpreta il vigilante e detective di Gotham City, Batman, e il miliardario Bruce Wayne.

The Batman al via le riprese

Al fianco di Pattinson, recitano nei panni di personaggi famosi e famigerati di Gotham, Zoë Kravitz (“Animali fantastici: i crimini di Grindelwald”, “Mad Max: Fury Road”) nel ruolo di Selina Kyle;

Paul Dano (“Love & Mercy”, “12 anni schiavo”) nel ruolo di Edward Nashton; Jeffrey Wright (i film di “Hunger Games”) nel ruolo di James Gordon del GCPD;

John Turturro (i film di “Transformers”) nel ruolo di Carmine Falcone; Peter Sarsgaard (“I magnifici 7”, “Black Mass – L’ultimo gangster”) nel ruolo del Procuratore Distrettuale di Gotham, Gil Colson; Jayme Lawson (“Farewell Amor”) è la candidata sindaco Bella Reál, con Andy Serkis (i film “Il pianeta delle scimmie”, “Black Panther”) nel ruolo di Alfred; e Colin Farrell (“Animali fantastici e dove trovarli”, “Dumbo”) in quello di Oswald Cobblepot.

Il film è prodotto da Reeves e Dylan Clark (i film “Il pianeta delle scimmie”), mentre Simon Emanuel, Michael E. Uslan, Walter Hamada e Chantal Nong Vo sono i produttori esecutivi. Il team creativo di Reeves che lavora dietro le quinte, include il direttore della fotografia nominato all’Oscar Greig Fraser (“Lion – la strada verso casa”, l’imminente “Dune”); il suo scenografo de “Il pianeta delle scimmie”, James Chinlund; i montatori William Hoy (i film “Il pianeta delle scimmie”) e Tyler Nelson (“Rememory”); il supervisore ai VFX premio Oscar, Dan Lemmon (“Il libro della giungla”); il supervisore SFX nominato all’Oscar, Dominic Tuohy, (“1917”, “Star Wars: L’ascesa di Skywalker”); il sound mixer nominato all’Oscar, Stuart Wilson (“1917”, il franchise di “Star Wars”); la costumista premio Oscar, Jacqueline Durran (“1917”, “Piccole donne”, “Anna Karenina”) ed i costumisti Glyn Dillon (la saga di “Star Wars”) e David Crossman (“1917”, la serie “Star Wars”); la hair designer Zoe Tahir (l’imminente “No Time to Die”, “Spectre”); e la truccatrice nominata all’Oscar, Naomi Donne (“1917”).

Batman è una creazione di Bob Kane con Bill Finger. Basato su personaggi della DC, “The Batman” uscirà nelle sale nel 2021, e sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

Fonte: [Comunicato Warner Bros]

STORIA DEL FUMETTO MODERNO: PIPISTRELLI E RINASCIMENTO AMERICANO – Parte 4/6

La DC Comics, sviluppando il discorso di rinnovamento in corso dall’anno precedente, continua la rilettura dei suoi due principali characters. Superman, affidato alle capaci mani di John Byrne, attraversa la miniserie The Man of Steel (giugno 1986) eliminando la presenza di Superboy dall’adolescenza di Clark Kent, identità terrestre dell’ultimo figlio di Krypton e quindi cancellando idealmente più di quarant’anni di storie per ragazzi. Batman, ritrasformato in vigilante cinquantenne alla fine della carriera da Frank Miller, arriva forse alla cima più alta della sua vita editoriale con la miniserie di quattro numeri The Dark Knight Returns (marzo 1986) che lo stesso Miller, insieme a David Mazzucchelli al disegno, collegò in seguito con Batman: Year One, una serie nella serie in Batman Comic dal n. 404 al 407, in cui definì per sempre le origini del Crociato di Gotham City. Quest’anno sottolinea in parte la metà umana dell’eroe mascherato in genere; Miller, per Batman come per Daredevil (serie regolare dal n.226 al 233, disegni di Mazzucchelli), impone una psicologia che poi approfondisce, ponendo di fronte ai lettori una personalità, spesso discutibile, ma certamente priva di luoghi comuni, una lezione che anche Alan Moore applicò con successo sia a Superman, con Whatever happened to the Man of Tomorrow? (Superman n.423 e Action Comics n.583 del 1986, disegni del noto Curt Swan) dove l’Uomo d’Acciaio, in un “What W’ conclusivo, appendeva la calzamaglia al chiodo per sempre, sia alla maxi-serie di dodici albi Watchmen (settembre 1986/ottobre 1987) dove, insieme alle tavole di Dave Gibbons, esplorò quello che i supereroi sarebbero stati in un mondo reale.

Sul fronte Marvel, i più grandi successi del periodo, furono una rinarrazione degli anni di guerra nel Vietnam in The Nam (dicembre 1986) e l’estrapolazione dal gruppo degli X-Men della testata X-Factor (febbraio 1986), oltre ai festeggiamenti per i suoi venticinque anni di produzione e per la nascita dei Fantastic Four (1961). Jim Shooter lancia il suo progetto più ambizioso: il New Universe, dove i personaggi vivono nel cosidetto “tempo reale”. Nessun titolo cattura purtroppo l’interesse dei collezionisti, avviandosi irrimediabilmente verso la chiusura. Nei guai anche la Charlton Comics, la cui distribuzione è ormai affondata costringendo la società all’abbandono mentre entra in campo la Gladstone Publishing con una rinnovata linea Disney, una serie di characters notissimi ma fuori dal mercato per quasi due anni che raggiunge subito negozi specializzati e collezionisti. Altri due nomi si uniscono ai grandi del riconoscimento grafico: con la serie regolare The Shadow ritorna Howard Victor Chaykin (1986/87, DC Comics) e, su testi di Miller, la serie limitata per adulti in otto numeri Electra Assassin (agosto 1986/ marzo 1987 per la Epic, divisione Marvel) del visionario Bill Sienkiewicz. Nel 1987 però l’acquisto indiscriminato da parte di collezionisti e proprietari di negozi di comics rallenta. Letteralmente centinaia di piccoli editori indipendenti approfittano delle piccole speculazioni dei privati per editare albi di povera o dubbia qualità e, un taglio drastico agli acquisti è la prima risposta dei lettori. La stampa degli indipendenti si aggira intorno alle ventimila, quarantamila copie e, con il calo delle vendite, solo la migliore produzione sopravvive alla caduta. Molti degli editori più piccoli sospendono totalmente l’attività. Compare sul mercato la nuova ondata giapponese e la First Publishing ottiene i diritti per l’edizione americana di Lone Wolf and Cub nel maggio 1987 (in originale Kozure Okami, nato nel 1970 da Kasuo Koike e Goseki Kòjima), uno dei comics che influenzò di più l’opera di Miller, da Ronin a Borra Again. Al successo del Lupo Solitario segue la pubblicazione per l’Eclipse di altri manga, i comics “made in Japan”, come Mai the Psychic Girl. Albo delicatamente poetico invece Concrete, dell’indipendente Dark Horse, comic book adulto e singolare. Il Pipistrello vive sulle pagine di Detective Comics il suo Year Two (Detective Comics n.575/578). In quattro numeri, la vendetta di Bruce Wayne su Joe Chill, l’uomo colpevole della morte dei suoi genitori. Alle matite Alan Davis (nel primo albo) e Todd McFarlane, su sceneggiatura “hard boiled” di Mike W.Barr. Il Crociato Incappucciato ritorna negli anni ’40, pistola alla mano approfondisce di nuovo, come nel suo Year One, le ragioni della sua origine. Nel giugno 1988, il primo supereroe americano per eccellenza, Superman, festeggia il suo cinquantesimo anniversario. La DC celebra quel primo Action Comics (giugno 1938) con una ristampa dell’albo mentre Batman segue con trepidazione la sorte del suo secondo Robin, Jason Todd, destinato a morire per mano del Joker e dei lettori, che per telefono decideranno vita o morte come al Colosseo, nei numeri della propria collana (Batman n.426/429) nella saga di A Death in the Family.

Il Batman che ride

Snyder riuscirà a mantenere alta la tensione e a regalarci un duello fisico e mentale indimenticabile? La mia presentazione de Il Batman che ride (Scott Snyder, Jock, RW Lion, 2019), il fumetto dedicato allo scontro tra Batman e il suo malefico doppio “jokerizzato”, proveniente dal Multiverso Oscuro, si chiudeva con questa domanda. Ora è arrivato il momento di analizzare più nel dettaglio quest’opera e di capire se Snyder ha tenuto o meno fede alle alte aspettative che aveva suscitato nei lettori.

Di che cosa parla The Batman Who Laughs?

La miniserie si apre con il ricordo più felice del Cavaliere Oscuro: il piccolo Bruce sta giocando insieme ai suoi genitori e al fedele Alfred. La ricerca della felicità è il cuore pulsante di questo fumetto: Batman sarà costretto a fare i conti con altre versioni di sé stesso e a chiedersi se lui è davvero il Bruce più infelice del Multiverso. Dove si trova la felicità? È possibile riuscire ad essere felici, quando si è alle prese con una crociata che sembra eterna?

Un giornata come tante a Gotham City: il commissario Gordon deve indagare sull’omicidio di Bruce Wayne. No, non di “quel” Wayne: si tratta di un Bruce originario di un altro universo. Nelle prossime pagine, avremo modo di imbatterci nei cadaveri di diversi Batman “alternativi” (padre di famiglia, direttore di Arkham, etc.), che sembrano avere condotto vite decisamente più serene e soddisfacenti rispetto a quella del “nostro” pipistrello. Chi li sta uccidendo e perché?

Il Crociato Incappucciato non ha dubbi sull’identità dell’assassino: il Batman che ride, il Cavaliere Oscuro che è stato infettato dalla tossina racchiusa nel cuore del Joker, è tornato. Il pipistrello sorridente è un avversario temibile: è determinato, crudele e conosce tutti i segreti del nostro eroe preferito. Il villain è una perfetta macchina per uccidere: lui vince sempre perché non ha nessuno scrupolo, nessuna morale. Ah, giusto per complicare ulteriormente le cose, non è da solo: ha portato con sé Grim Knight, un’altra oscura incarnazione di Bruce con una passione per le armi da fuoco.

Il nostro eroe è già riuscito a mettere all’angolo il suo folle doppio, ma ha avuto bisogno del più improbabile degli alleati: il clown principe del crimine. Joker si presenta nella bat-caverna per “aiutare” Bats, ma sappiamo che la sua idea del concetto “dare una mano” è alquanto bislacca: ha deciso di infettare il pipistrello, così da trasformarlo nel Batman Who Laughs. Se non puoi batterlo, diventa lui!

Un Batman sempre più instabile, alle prese col virus della pazzia, si rivolge a un altro alleato inaspettato: il figlio del commissario Gordon, un ex genio del crimine che potrebbe essere in grado di anticipare le mosse del Batman Who Laughs. Jim Junior giura di essere cambiato e di stare lavorando per diventare una persona migliore, ma ci si può davvero fidare di lui e, soprattutto, Bruce può ancora fidarsi di sé stesso?

Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te. (Nietzsche)

Da questo momento in poi, ha inizio una folle corsa contro il tempo: il Crociato Incappucciato dovrà riuscire a sconfiggere il suo letale avversario prima di trasformarsi completamente in lui. Di pagina in pagina, lo vedremo diventare sempre più incoerente, mentre percorrerà la strada che lo porterà a vedere il mondo attraverso il visore del pipistrello che ride e a scoprire i segreti del Multiverso.

Alla fine di questo viaggio nel cuore di tenebra, l’eroe si troverà davanti a due alternative: trasformarsi nel nemico, in chi crede che la felicità consista nel rinunciare alla propria coscienza, o tenere fede agli ideali di un ragazzino che ha visto andare in frantumi la sua felicità.

Vale la pena di leggere Il Batman che ride?

La premessa dell’opera è decisamente accattivante, ma nel suo sviluppo sono presenti degli indubbi punti deboli. Questa graphic novel non è un capolavoro perché è una storia dal potenziale non completamente sfruttato, ma è comunque interessante. Bene, direi che è giunto il momento di “fare le pulci” a Snyder e Jock.

Cosa ho apprezzato:

  • I Bruce Wayne provenienti da universi alternativi: sarebbe interessante esplorare più nel dettaglio questi elseworlds. La realtà più interessante? Quella in cui Batman (forse dovrei chiamarlo Owlman o Artiglio) è il capo della Corte dei gufi. Non vi anticipo altro.
  • Alfred: in questa serie è più badass che mai. Ah, ovviamente, Snyder non poteva resistere alla tentazione di fargli tirare un cazzotto a Bruce.
  • Lo scontro tra Batman e Grim Knight.
  • La perseveranza di Bats.
  • Le poche scene veramente degne di un film horror. Se solo Snyder avesse osato un po’ di più… avrei voluto provare un vero brivido di terrore.
  • La lenta discesa nella follia di Bruce.
  • L’uso di colori cupi, saturi, che rendono perfettamente l’atmosfera della storia.

Cosa non mi ha convinta:

  • Alcune tavole decisamente ridicole: Batman con la congiuntivite non è un bello spettacolo.
  • Speravo in un epico e disfunzionale team up con il Joker, invece le mie aspettative sono state deluse.
  • Amo i riferimenti meta-fumettistici, ma il problema è che quelli di Snyder sono quasi sempre autoreferenziali: sembra che non riesca a “lasciare andare” le sue vecchie storie e i suoi personaggi prediletti. Avrei preferito che quest’opera non fosse anche una sorta di continuazione di Black Mirror: lo ammetto, non mi importa un fico secco di James Gordon Jr.
  • L’annoso problema dell’ultimo atto: Snyder costruisce premesse grandiose, accattivanti, ma non riesce sempre a portarle a casa.
  • Il font color rosso sangue usato per i dialoghi del Batman che ride è praticamente illeggibile: spero che l’edizione italiana abbia posto rimedio a questo disastro.
  • Jock non mi ha impressionata: ho apprezzato altri suoi lavori (Ossa buffe, Uomini di devozione), ma stavolta non ha brillato. La qualità dei disegni è altalenante: si passa da tavole studiate, ben riuscite, a sequenze (penso alle scene d’azione) decisamente sciatte. Sulla carta, Jock doveva essere il disegnatore ideale per una storia dalle tinte horror, invece, almeno secondo me, non ha colpito nel segno.
  • Non riesco ancora a credere che i vertici della DC, nel tentativo di tirare su ancora più soldi, abbiano dato i via a una serie di “sequel” dedicati ai personaggi che sono stati infettati dalla tossina del Batman che ride. Non hanno proprio capito che era il caso di fermarsi qui…

In conclusione, vi consiglio l’acquisto solo se amate le sceneggiature di Scott Snyder e se siete pronti a non prendere questa storia troppo sul serio. Se, invece, siete alla ricerca di qualche brivido e di una graphic novel profonda, introspettiva, siete nel posto sbagliato. Il vero doppio da cui dobbiamo guardarci non ha il volto di un mostro: è il viso che potremmo vedere allo specchio al termine di una brutta giornata.

Il volume GRANDI OPERE DC BATMAN: IL BATMAN CHE RIDE (contiene The Batman Who Laughs 1-7, The Batman Who Laughs – The Grim Knight 1) di Scott Snyder, James Tynion IV, Jock, Eduardo Risso 16,8×25,6, C, 232 pp, col. € 25,95

Recensione di Benedetta Berio. Seguite il suo blog : Il Verbo di Leggere

Heath Ledger, primo Oscar per il ruolo di Joker

L’importanza del Joker di Heath Ledger, premiato con l’Oscar e in grado di trasformare un personaggio, analizzato ulteriormente da Joaquin Phoenix

Heath Ledger era un celebre attore, nato nel 1979 a Perth, in Australia, e deceduto prematuramente a New York il 22 gennaio 2008. Svariate le pellicole per le quali era noto, da 10 cose che odio di te a Il patriota, da Lords of Dogtown a I segreti di Brokeback Mountain, che lo ha portato alla prima nomination agli Oscar. Il suo penultimo film è stato Il cavaliere oscuro, di Christopher Nolan, per il quale ha vinto l’Oscar postumo come miglior attore non protagonista. L’ultima pellicola cui ha preso parte è Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. Film diretto da Terry Gilliam, giunto in sala dopo la sua morte. Ledger non riuscì a completare le riprese, concluse in seguito da Jude Law, Johnny Depp e Colin Farrell.

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Oscar per il Joker

Prima di Heath Ledger, la figura del Joker ha avuto le sembianze di due grandi interpreti. Il primo è stato Cesar Romero, che dal 1966 al 1968 ha dato vita al supercriminale in Batman la serie. Prese inoltre parte al film del 1966, il primo lungometraggio dedicato a Batman. Colori sgargianti e stile fumettistico, che ha aiutato lo spettatore al passaggio dal fumetto allo schermo.

Tutto è cambiato nel 1989 con l’interpretazione di Jack Nicholson, che nel Batman di Tim Burton ha rubato la scena al vero protagonista, Michael Keaton. Il celebre attore riesce a mostrare il Joker come un villain reale, da grande schermo, un uomo e non un personaggio disegnato. Secondo l’American Film Institute è al 45° posto nella lista dei migliori cattivi nella storia del cinema.

Un’interpretazione che ha di fatto dato il via al personaggio di Heath Ledger. Il suo Joker vive in una Gotham realistica, ben lontana dai colori della serie e dall’oscurità totale di Burton. Quando Nolan lo scelse per il ruolo, in molti si dissero contrari al casting. Ledger riuscì però a far ricredere tutti, proponendo un’interpretazione molto intensa. Ne è così nato un anarchico, adoratore del caos, frutto di un duro e complesso studio da parte di Ledger. L’attore ha addirittura tenuto un diario sul set, così da scavare a fondo nella psiche del Joker. Una prova valsagli l’Oscar postumo nel 2009, un anno dopo la sua morte, a soli 28 anni, nel 2008.

Con Il cavaliere oscuro il personaggio è maturato ulteriormente, aggiungendo livelli all’analisi psicologica proposta al cinema. Un processo interrotto in parte dalla versione di Jared Leto in Suicide Squad, pellicola improntata maggiormente all’azione. Discorso invece portato avanti da Jaquin Phoenix in Joker, di Todd Phillips. Film che analizza la nascita del personaggio, i suoi disturbi, le sue paure e frustrazioni. Un uomo vero, ben lontano dal supercriminale che tutti conoscono. Un represso e una vittima della società moderna, che in breve ne diventa il suo perfetto prodotto. Con Phoenix gli Oscar per il ruolo di Joker potrebbero diventare due. L’attore sta collezionando premi, da Golden Globe ai SAG Awards e, salendo sul palco per quest’ultimo riconoscimento, ha voluto dedicarlo proprio al compianto Heath Ledger, tra gli applausi di tutti i presenti.

Fonte : [SkyTG24]

Un po’ di storia sui personaggi che popolano l’universo di Batman parte 10

BATGIRL

Erede involontaria di Betty Kane (tornata ora al suo primo amore: il tennis, di cui è campionessa nazionale), la nuova Batgirl appare nel gennaio del 1967 (Detective Comics n. 359), reintroducendo la seducente presenza femminile nella scenografia virile del Cavaliere Oscuro. Barbara Gordon nella storia iniziale figlia del Commissario alleato del Batman, sviluppa subitola passione per l’indagine poliziesca e la lotta contro il crimine che la porta ad un parallelo addestramento fisico di alto livello. L’incontro con il Detective Mascherato, durante una festa in costume, condizionerà la sua vita futura tanto che il suo travestimento, dedicato proprio all’Uomo Pipistrello, diventerà il suo vero costume da battaglia. Ammessa a pieno titolo nella Batman Family combatterà spesso a fianco del Dinamico Duo, figurando in molte avventure da sola, a discapito del poco seguito che sembrano avere le eroine dei fumetti in USA.

L’era moderna fa di Barbara Gordon la nipote adottata del Commissario James Gordon che, pur lasciando invariata la sua carriera pre-Crisis ha già abbandonato da tempo la carriera di vigilante notturna a causa delle ferite riportate nello scontro con il Cormorano (Cormorant), assassino che catturerà nel suo ultimo caso (Batgirl Special, numero unico del 1988). Il suo lavoro di cacciatrice di criminali continua sotto la nuova identità di Oracolo, procurando informazioni e dati riservati sulle attività criminali a chi combatte la malavita, un’attività che sembra priva di pericoli, fino a quando il folle Joker la ferisce gravemente, provocando una paralisi che la costringe sulla sedia a rotelle, per colpire il padre adottivo. Il nuovo andamento delle trame, sia dei nuovi cartoni animati della Warner (che hanno già reintrodotto il personaggio) che le prime scaramucce del grande cross-over di quest’anno, Zero Hour, fanno presagire senza difficoltà un suo ritorno sulla scena a fumetti anche se questo character, forse troppo datato come impostazione, potrebbe difficilmente misurarsi con le avventure “hard” dell’ultima produzione DC.

Joker arriva in digitale: i primi 10 minuti del film sul canale Youtube di Warner Bros. Italia

La cultura e la storia del fumetto come inesauribile bonus per un’industria cinematografica che non vuole esaurire quel linguaggio di paura e dubbio che ha quasi sostituito il linguaggio del cinema dei sogni.

Poster film Joker 2019

Poster film Joker 2019

JOKER”, il film diretto, co-scritto e prodotto da Todd Phillips, attualmente in corsa agli Oscar con 11 Nomination, già vincitore di 2 Golden Globe (Miglior attore protagonista in un film drammatico” per l’interpretazione di Joaquin Phoenix e “Miglior Colonna Sonora Originale” per il lavoro di Hildur Guðnadóttir) e del Leone D’Oro per il Miglior Film alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, a partire dal 23 gennaio 2020 sarà disponibile per l’acquisto in digitale su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV.

Tutto è iniziato con quella irrefrenabile magia del cinema che si rispecchia nell’arte dei grandi registi e dei grandi attori. Nella 76° edizione del Festival del Cinema di Venezia come mai nei tempi recenti si può dire di un festival con la partecipazione dei più importanti protagonisti della storia e della contemporaneità del mondo del Cinema. Una verità di ricerca che si rispecchia anche nel titolo del film Joker con Joaquin Phoenix (già tre volte candidato all’Oscar) e Robert De Niro (premio Oscar). Detto questo Joker di Todd Phillips è il secondo cinecomics candidato all’Oscar del prossimo 9 Febbraio 2020 con undici nomination, il primo della Dc Comics dopo Black Panther della Marvel nella passata edizione.  Un successo annunciato ma non scontato con uno straordinario Joaquin  Phoenix al pari delle interpretazioni, sia pur molto diverse nei contenuti ma non nella qualità, di Jack Nicholson ed Heath Ledger.

Dal prossimo 6 febbraio 2020, il film – dopo aver superato la soglia dei 4 milioni di spettatori in Italia e incassato più di $1 miliardo nel mondo, sarà infine disponibile per il noleggio in digitale e in DVD, Blu-Ray (che includerà film e contenuti speciali in alta definizione) e 4K UHD.

Per rivivere le atmosfere e le evocazioni di questa eredità del cinema che ha riscritto la storia di un villain proveniente dalle pagine di un fumetto con coraggio e certezza, vi segnalo che a partire dalle ore 12.00 di oggi, giovedì 23 gennaio 2020, in occasione dell’uscita digitale del film, i primi 10 minuti di “JOKER” saranno disponibili sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia. Questo il link diretto al debutto:

Fonti: [Warner Bros e Giornalista Indipendente]